sabato 1 maggio 2010

70
comments
Crescere Romnì

Crescere Rom by Violeta Naydenova

A nove anni capii di essere differente e non capivo perché. Ero sempre stata una bambina felice. A scuola avevo molti amici. Ma tutto questo cambiò in quinta.
In Bulgaria, come in molte parti dell'Europa dell'Est, i bambini rom non hanno accesso all'istruzione di qualità. I bambini rom nelle scuole segregate (scuole solo per bambini Rom - Ndr) vengono promossi senza saper leggere o scrivere. Nella città dove son nata, abbiamo una scuola segregata sino alla quarta. La scuola è a soli 100 metri da casa mia, ma mia madre non voleva che andassi là. Sapeva che non avrei ricevuto una buona istruzione e mi iscrisse alla scuola pubblica per gli studenti bulgari.
La decisione non fu facile. Il percorso da e per la scuola era difficile. Anche mio padre ed i nonni non erano d'accordo con la sua decisione. Non capivano perché avrei dovuto andare a scuola così lontano da casa e separarmi dai miei cugini. Ma mia madre sapeva il perché. Sapeva quanto fosse importante l'istruzione. Mi protesse dall'essere presa in giro dai bambini della scuola. I miei genitori decisero di parlarmi soltanto in bulgaro così da non sviluppare accenti particolari. Ma non poterono proteggermi a lungo.
Quando fui in quinta, i bambini rom del mio quartiere iniziarono a frequentare la mia stessa scuola. Erano amici d'infanzia e così parlavo e giocavo con loro. Ma una alla volta le mie compagne di classe si allontanarono da me quando mi videro interagire con i nuovi compagni rom. Mi indicarono chiamandomi "zingara". Non sapevo perché. Era qualcosa di sbagliato? Perché pensavano che fossi differente? Mi sentivo colpevole, come se avessi fatto qualcosa di sbagliato.
Da allora furono insulti, umiliazioni e comportamenti aggressivi da parte delle mie compagne e persino da qualche maestra. Non ho mai detto ai miei genitori o condiviso con qualcuno cosa succedeva a scuola. Mi sentivo in imbarazzo.
Nonostante quegli anni difficili ho sempre avuto mia madre ad incoraggiarmi nel continuare gli studi. Mi sono diplomata ed ho iniziato a studiare giornalismo nell'Università di Sofia. Ma persino all'università non ho potuto scappare dai pregiudizi della gente. Alla prima lezione gli studenti iniziarono a discutere di "zingari puzzolenti". Per un momento mi preoccupai che mi avessero riconosciuta. Ma non sapevano che fossi Rom. Non gli passava per la mente che potesse esserci una studentessa rom che frequentava il loro corso.
Fu all'università che iniziai ad interessarmi alla Storia, alla lingua ed alla cultura del popolo rom. Lessi libri sulla sturia dei Rom, ed ebbi la possibilità di incontrare altri studenti, insegnanti, giornalisti ed intellettuali di origine rom. Dopo che mi laureai, iniziai a lavorare come reporter per il giornale rom "Drom Dromendar". Capii presto che non avevo niente di cui vergognarmi. Sono una donna rom e ne sono orgogliosa.

(Violeta Naydenova e’ nel video "I'm a European Roma Woman”)



Molti dei miei simili non condividono questo punto di vista. Molti giovani rom oggi crescono senza mai sapere della loro storia e di chi sono realmente. Molti Rom di successo nascondono la loro vera identità. Si nascondono come facevo io. Molti stereotipi radicati nella nostra società ci fanno sentire come cittadini di seconda classe; come se non fossimo parte della società ed appartenessimo solo ai ghetti e alle mahalle. I Rom sono il più grande gruppo minoritario in Europa. Soffrono di alti tassi di analfabetismo, disoccupazione e povertà. Ancora non abbiamo un approccio mirato e coordinato per affrontare questi problemi. L'Europa non può ancora ignorare i Rom. L'Europa deve prevedere l'accesso all'istruzione di qualità per tutti i bambini. Nonostante le decisioni per una riforma in questo senso della Corte Europea dei Diritti Umani rivolte contro la Repubblica Ceca, la Grecia ed, appena un mese fa, la Croazia, ai Rom viene regolarmente negato un pari accesso all'istruzione. L'Europa deve iniziare a mettere in discussione le questioni di identità - assicurandosi che gli studenti imparino l'uno dall'altro, sulle loro differenze e sul fatto che la diversità non è un male. Al contrario, la diversità è qualcosa che arricchisce tutti. La decisione di mia madre di mandarmi alla scuola pubblica mi ha cambiato la vita. Ora lavoro per aiutare a cambiare la vita di altri giovani rom. Presso l'Open Society Institute aiuto i Rom dell'Europa Centrale ed Orientale ad ottenere tirocini e formazione scolastica. Queste opportunità insegnano ai giovani rom come diventare i migliori avvocati di se stessi e migliorare la loro comunità. Ma non possiamo farlo da soli. Assieme a noi l'Europa deve impegnarsi per assicurare che tutti i Rom abbiano pari accesso all'istruzione di qualità - ed espandere e consolidare una nuova generazione di donne e uomini rom che guidino la loro comunità ad un cambiamento reale in tutte le sfere pubbliche delle loro vite.
 
---
Lo stupendo articolo di Violeta Naydenova apparso su Open Society e tradotto in perfetto italiano da Fabrizio per il suo blog Mahalla, mi ha stimolato delle riflessioni su alcune cose che, per chi non e’ Rom non sono facili da comprendere. Non perche’ i gage’ siano piu’ stupidi, ma solo per il fatto che e’ difficile immedesimarsi in una situazione in cui, fin da quando si e’ piccoli e persino in paesi in cui, come in Ungheria, non esiste la segregazione nell’istruzione, cioe’ non esistono classi dedicate solo ai bambini Rom, si cresce con la convinzione che far parte di una minoranza etnica rappresenti un motivo per non sentirci a posto, creando dentro di noi quel sentimento di diversita’ e di esclusione che ci portiamo dietro a lungo nella completa incomprensione e con domande alle quali nessuno riesce a darci una risposta rassicurante. Crescere Rom senza che ci sia un’adeguata educazione, pone i bimbi in una condizione di perenne disagio, vergogna, senso di colpa e questo, per meccanismi che sono facilmente intuibili, crea poi ferite non rimarginabili. Da adulti si diventa introversi, oppure ribelli nell’eterna ricerca di un’identita’ nella quale ci si possa riconoscere al di fuori del proprio gruppo che e’ spesso l’unico posto in cui stiamo bene, ma che alla lunga rischia anche di diventare una prigione dalla quale, poi, e’ difficile evadere. Tutto cio’ puo’ iniziare molto presto, come si capisce leggendo le parole di Violeta nelle quali mi sono riconosciuta totalmente (un simile sentimento l’avevo infatti gia’ descritto due anni fa raccontando il mio primo giorno di scuola), ma anche se entrambe abbiamo vissuto la nostra infanzia in modo differente, in paesi differenti, prendendo strade completamente diverse, le nostre essenze si sono alla fine ritrovate al medesimo punto d'arrivo, alla stessa meta: una comune consapevolezza e la fierezza di appartenere al nostro popolo. Qualcosa che va oltre la scorza di egoismo e di solitudine nella quale mi sono per molto tempo rifugiata, e che mi proietta adesso verso un’esistenza in cui il traguardo ultimo e’ di annullare ogni confine, iniziando da quello in cui i pregiudizi segregano le menti delle persone. Esiste un istante nella vita in cui tutto quanto si disvela, tutto appare chiaro ed ogni tessera del puzzle trova la sua giusta posizione all‘interno del grande disegno. E’ accaduto cosi’ a Violeta, forse. Di sicuro e’ accaduto a me. Ed e’ in quell’attimo che si sente il bisogno di reagire, ognuna a modo suo, a tutto quello che in passato ci ha ferito, ma che da quel momento non deve piu’ ferire nessun altro. Ne ho parlato anche qui, non molti giorni fa. Lo so che rischio con questa mia ripetitivita’ di apparire noiosa, ma fino a quando avro’ fiato per parlarne e forza per ticchettare su una tastiera, non smettero’ mai di ribattere su un argomento che e’ per me importante, e che da anni, insieme a molte altre sorelle, mi sta impegnando. Sta a noi cercare di cambiare le cose che non vanno. Non possiamo attendere che dall’alto arrivi qualcuno che ci risolve i problemi. Dobbiamo essere noi a trovare le soluzioni e gli strumenti giusti affinche’ un giorno non lontano si possa arrivare ad avere un mondo in cui i bimbi non dovranno piu’ vergognarsi di niente, e dove nessun essere umano sara’ considerato di serie B. E’ chiaro che tutto cio’ deve passare inevitabilmente dall’istruzione e dalla rassicurazione. Solo in tal modo i bimbi, tutti, guardandosi l’un l’altro non noteranno piu’ nel colore della pelle, o in altri dettagli che contraddistinguono le varie etnie, un motivo su cui basarsi per fare delle distinzioni, separando le persone, non considerandole per i sentimenti e per valori che esprimono, ma solo manifestando razzismo. Perche’ quei bimbi un giorno, diventando uomini, a loro volta potrebbero insegnare ai loro figli nuovamente a dividere, segregare, umiliare chi e’ diverso da loro in base agli stessi criteri, in una coazione a ripetere generazionale che non avrebbe mai fine. Ma e’ la mescolanza, quella culturale ma anche genetica, che rende gli esseri umani e le societa’ che essi formano migliori, piu’ forti, piu’ sane, prive da quei difetti congeniti di cui troppo spesso soffrono quelle comunita’ chiuse che non lasciano spazio alle diversita’, dove quelli che si considerano parte di una casta elitaria pura e perfetta, decidono di autorigenerarsi in eterno, creando mondi mostruosi, spietati, psicotici, autodistruttivi, come gia’ e’ avvenuto in un passato non troppo lontano, che nel futuro, se non poniamo la dovuta attenzione, potrebbero anche ritornare e delle quali anche il presente ci anticipa visioni non certo rassicuranti. Molto deve essere ancora fatto. La strada da percorrere e’ lunga, l’ho scritto piu’ volte. I problemi di un popolo ostracizzato, segregato, perseguitato, tenuto ai margini da seicento anni non si risolvono semplicemente discutendone nei blog o proclamandosi solidali ed antirazzisti, e solo chi s’illude puo’ credere che a tutto questo si possa trovare la soluzione nell’arco di una sola generazione. Sono troppi i radicamenti culturali, da una parte e dall’altra, che impediscono al momento una completa presa di fiducia ed accettazione nei confronti di chi non appartiene alla propria “tribu’”. Nonostante oggi siano a disposizione modi nuovi di comunicazione che dovrebbero aiutare ad avere migliori relazioni rispetto a quanto avveniva sol anche pochi decenni fa, gli esseri umani tendono sempre di piu’ a vivere divisi, ognuno all’interno del proprio piccolo orticello intorno al quale ha innalzato mura altissime ed impenetrabili, separati da bandiere, ideologie, religioni, ciascuno geloso dei propri privilegi ed incurante dei problemi altrui. Ma il tempo di attivarsi e’ arrivato. E’ giunto il momento di crescere. Solo chi non ha mai tracciato confini, perche’ di quei confini non ha mai saputo che farsene, puo’ illuminare oggi la strada da seguire per abbattere le alte mura che ci separano e rendere migliore il futuro di tutti. Rom e non Rom. E siamo noi donne che dobbiamo essere le piu’ impegnate su questo fronte. Siamo noi, Romnja’, che in prima persona dobbiamo dedicarci con forza e determinazione per raggiungere questo difficile obiettivo, indipendentemente dal paese in cui viviamo, dalla storia personale di ciascuna di noi, dei modi e dei tempi in cui abbiamo capito che la nostra identita' non e’ qualcosa per la quale sentirsi in colpa, ma e' un motivo d'orgoglio di cui andar fiere.

70 commenti :

strillo ha detto...

Grazie di cuore, Chiara: questo è uno di quei post che io considero illuminanti per il genere umano, soprattutto quando si prodiga – il genere umano – a gioire di fronte al miracolo della globalizzazione!

Le tue riflessioni mi portano indietro nel tempo… ricordo la lettura di tutti i romanzi di Asimov (il famoso ciclo sulla Fondazione) e in particolare “Fondazione e Terra”, dove i protagonisti, nel viaggio alla ricerca di Gaia – il pianeta che ha dato la vita all’umanità – incappano in un pianeta abitato da soli 200 individui che vivono nel totale isolamento e si scambiano messaggi tra loro solo attraverso la tecnologia degli ologrammi in quanto NON sopportano la vicinanza di un altro essere umano; questa trama fantascientifica sta prendendo vita sotto i nostri occhi!!!

Chiedo scusa se mi sono dilungato, ma è servito questo approccio per dirti cosa penso in realtà dell’era della comunicazione che stiamo vivendo, quello da te accennato a fine post.

La prima cosa è che non siamo capaci a comunicare perché siamo influenzati (e troppo!) da quello che ci viene propinato; non contenti (forse perché inconsapevoli – un margine di speranza la voglio lasciare al genere umano!) siamo anche convinti di essere parte integrante di questo mondo, quello che - soprattutto tramite il tubo catodico - abbiamo imparato a conoscere… ma non sappiamo come stanno in realtà le cose; peggio, siamo convinti di sapere come stanno!

Sono d’accordo con te quando sostieni che debbano essere i più “deboli” (che poi vorrei tanto sapere chi ha stabilito che sono deboli! – anzi, lo so, ma sono convinto di non saperlo – … si è capito il gioco di parole?) a intervenire per far sentire la propria voce.

Questo sì che è il giusto utilizzo dei mezzi di comunicazione! Speriamo ci sia l’opportunità di farlo… (qui dò meno fiducia al genere umano… tristezza…).

strillo

Flyingboy ha detto...

Esiste una certa pigrizia nel essere umano che aspetta il nuovo Messia, Maharishi Mahesh, Obama o chisechia per cambiare il mondo. Mai succededra', perche' un uomo da solo non puo' cambiare la umanita', ma ogni singolo, tanti singoli insieme, loro si. Ognuno di noi si porta la responsabilita' di quel che succedera' con il mondo in qui viviamo. Le ingiustizie che succedono davanti ai nostri occhi socchiusi, bocca muta, cervello addormentato e mani in tasca ci trovano come complici.

Nel cuore mio esiste solo una massima, ragiona globalmente agisci localmente. Siamo tutti delle gocce, fatte di stesso fluido e appartenenti al stesso mare, quel mare che ci unisce tutti.

La nostra responsabilita' sta anche nel educare i nostri figli, perche' se' per questa generazione e' tardi, forse per quella dei nostri figli non sara', oppure per figli dei nostri figli. E qui che nessuna ideologia, nessun sistema politico o economico non ha un minimo potere su un trasmettere dei valori da genitori ai figli.

Siamo tutti diversi e unici ma abbiamo una caratteristica comune, siamo tutti esseri umani. Unica cosa che ci distingue forse e chi ha il rispetto per il prossimo e chi non lo ha, Se' i stessi che ancora oggi vedono diversita' penserebbero che una volta divisi per colore di pelle si potrebbe dividere per la costituzione fisica magr/obesi, bassi/alti, fisicamente completamente sani/quelli con ma anche per il quoziente di intelligenza o idee politiche o.... volendo ognuno di noi si potrebbe trovare segregato un giorno, nessun escluso. E se ognuno di noi penserebbe solo unattimo a questo, forse cambierebbe la sua visione del mondo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

molto toccante il racconto che ha fatto questa donna bulgara.

Sul tema delle discriminazioni contro gli zingari abbiamo già parlato più volte e non possiamo che ribadire quanto detto in precedenza.

Per qunto riguarda l'Italia l'ostilità contro gli zingari è un fenomeno recente (ultimi 15 o 20 anni).

Quando ero bambino/ragazzino anni '60 e '70 ricordo che questo fenomeno era quasi assente.


A questo proposito molto istruttivo è un articolo di lupoalburnino scritto su MC del
13 giugno, 2008
"Zingari, Rom e Fascismo. Quando il Passato non Conta Nulla…".

Consiglio a tutti di leggerlo.

Ciao Davide

davide ha detto...

articolo lupoalburino prima parte.

Qualche tempo fa scrissi che nella mia lontana infanzia vivevano nel mio paese natio gli zingari. Oggi sono chiamati rom! Lavoravano il ferro e commerciavano in asini e cavalli. Avevano un non so che di “fascinoso” per noi bambini: la mia invidia sarà nata allora! Nessuno, neppure per un attimo, si permetteva di cacciarli e neppure lontanamente di trattarli con sufficienza. Mia madre non trovava nulla in contrario che io giocassi insieme ai loro figli e spesso in casa loro. Anzi, mia madre non me lo diceva neppure che erano zingari: erano persone come gli altri e i figli frequentavano la scuola come gli altri bambini del paese.

Non intendo fare paragoni con i nostri comportamenti di adesso. Non voglio dire che forse si era più tolleranti una volta anche perché il termine tolleranza non si pronunciava neanche: forse si praticava, sic e simpliciter! Né mi permetto di dire che tra i rom non vi siano dei delinquenti. Come non mi permetto di affermare che tutti gli italiani siano angioletti, immacolati e puri, ai bassi e agli alti livelli (Cecchi Gori è stato arrestato: chi sa perché?). Non voglio neppure dire se i leghisti abbiano ragione o meno di non volere la costruzione di case a favore dei rom di Venezia che vi sono nati e vi vivono già da molte generazioni. Come si fa oggi a dire, con tutto il consenso che hanno ottenuto dal Nord al Sud, che sono razzisti? Rischierei di passare per un amico dei rom con tutti i risvolti non solo politici, ma anche sociali che me ne potrebbero conseguire: sarei radiato dalla società come un appestato!

Non sono amico dei rom, non ne conosco neppure uno, non mi sono particolarmente simpatici soprattutto quando si sentono sul loro conto comportamenti di violenza e di stupri che commettono nelle città e nei borghi italiani, non li difendo assolutamente perché non conosco le dinamiche sociali e psicologiche dei loro comportamenti. Niente di tutto questo. Vorrei toccare solo un aspetto che potrebbe sembrare marginale rispetto a tutto ciò che li riguarda: i bambini!

Anche i bambini rom hanno le loro “colpe indotte” da almeno tre fattori: la fame, i genitori, la scuola. Ma è la scuola il versante che più mi sta a cuore forse per pregressa formazione professionale. In tutti i campi rom “brulica” una miriade di bambini che si danno all’accattonaggio e agli scippi diventati un po’ più grandi. Nessuno pensa che molti frequentano anche la scuola soprattutto là dove gli accampamenti o le roulotte in cui vivono si fermano in un posto per lungo tempo. I bambini di Venezia, per l’appunto, che sono nati in Italia frequentano le scuole italiane e ne hanno tutti i diritti proprio perché cittadini italiani.

davide ha detto...

continua ..

La Lega in particolare ricorre ai picchetti e alla protesta urlata non solo perché non si costruiscano alloggi per i rom veneto-italiani, ma perché vengano anche allontanati: sono rom!

E quei bambini che hanno frequentato la scuola e che l’anno prossimo continueranno a frequentarla con gli stessi compagni, non è importante se con profitto o non, subiranno un incalcolabile sradicamento culturale, sociale ed umano. Quando ero in attività di servizio erano i genitori a “pregarmi”, naturalmente non ero il solo, perché seguissi i loro figli fino in quinta elementare, ma anche una sottintesa direttiva ministeriale per la famosa (chi non ne ha sentito parlare?) “continuità didattica”, che sottintendeva vari significati didattici, pedagogici, culturali, psicologici, affettivi, perché i bambini hanno dei punti di riferimento ben precisi che non sono solo i genitori per motivi ben precisi: il loro milieu si allarga e si restringe a fisarmonica e comprende tutto e tutti, la famiglia e la scuola in particolare. Tutto ciò avviene in una società normale (!?). Perché ai bambini rom deve essere precluso? Per una malintesa differenza razziale? E questo non è razzismo? Io non so trovare un altro termine o un’altra catalogazione.

Ho sentito il ministro Gasparri (vorrei tanto scrivere il suo nome con l’iniziale minuscola!) difendere a spada tratta le posizioni dei leghisti veneti. Ho provato disgusto e orrore. Sì, anche orrore, perché durante il nazifascismo si arrivò alle “Leggi Razziali” discriminando prima gli zingari, poi gli omosessuali, infine gli ebrei per giungere alla razza pura. Mi pongo una domanda: “ma la razza pura è quella dei Gasparri, dei Bossi, dei Berlusconi, dei naziskin nostrani?” Se così dovesse essere, per favore trasferitemi in Birmania: non ci sarebbe nessuna differenza tra l’Italia e la Birmania.
Da qualche tempo a questa parte non ho più stima degli italiani, me compreso!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Puntatina serale sul blog breve breve...

@ Strillo: soprattutto quando si prodiga – il genere umano – a gioire di fronte al miracolo della globalizzazione!

Che fai?
Generalizzi anche tu?
Non farlo o ci sara' chi si arrabbiera'.
Ah no... tu puoi farlo. Sei italiano e poi, furbamente, usi la generalizzazione globale. Non generalizzi solo sui papiminkia ma su tutto il genere umano. :-)


@ Flyingboy: Mai succededra', perche' un uomo da solo non puo' cambiare la umanita'

Sono d'accordo quasi su tutto cio' che scrivi ad eccezione di questo punto. E' vero che siamo gocce nel mare, che siamo drosofile e che nell'universalita' non abbiamo modo d'incidere, ma nel nostro piccolo fra tante persone semplici ogni tanto puo' nascere qualcuno che, grazie alle sue doti oppure per semplice coincidenza storica, riesce a cambiare le sorti dell'intero genere umano o di gran parte di esso.
Come si sarebbe svolta la Storia se Gesu' di Nazareth non fosse mai nato? E senza Martin Lutero quanti milioni di persone non sarebbero oggi cio' che sono? E cosa dire di Abramo Lincoln oppure di Gandhi? E poi potrei fare tantissimi altri nomi, sia in positivo che in negativo. Da Marx a Hitler, da Elisabetta I a Napoleone.
Insomma, se fossi in te non archivierei del tutto cio' che un singolo essere umano puo' fare se le circostanze storiche lo favoriscono.


@ Davide: Per qunto riguarda l'Italia l'ostilità contro gli zingari è un fenomeno recente (ultimi 15 o 20 anni)

Per me potrebbe essere nata anche la settimana scorsa. Cio' che vale e' il presente e, di conseguenza, il futuro. Dell'Italia di 25 anni fa che non era razzista non interessa una beata fava a nessuno, tanto meno ai Rom che oggi vengono privati dei loro bambini senza che in TV nessuno ne parli.

Nicole ha detto...

Un tempo avrei trovato spigoli e angoli...man mano ho compreso che i limiti li creiamo noi.
Non è facile rispondere a questo post, un po' perché sono ignorante in materia. Sto imparando da te a conoscere queste 'differenze'. Ma è anche difficile dall'aspetto emotivo.
Ogni popolo ha le sue contraddizioni, usi e costumi. Ma ci sono popoli più difficili da comprendere, forse perché non siamo capaci di vivere e interpretare la stessa libertà.

marco ha detto...

Siamo una specie evolutasi in Africa un sacco di tempo fa e poi ci siamo sparpagliati per il mondo. Rendere migliore il futuro di tutti è rendere migliore il nostro futuro, anche se, individualmente, non ci saremo più con il nostro corpicino.

Scrive Flyingboy:
Siamo tutti delle gocce, fatte di stesso fluido e appartenenti al stesso mare, quel mare che ci unisce tutti.
Ho appena finito di leggere un saggio di Foster Wallace, sento di non andare molto OT a segnalarvelo.
S'intitola "Questa è acqua".

Per chi mastica l'inglese This Is Water.

Trascrivo un brano in Italiano.

Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro [...] ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L'alternativa è l'incosapevolezza [...], la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa d'infinito.

rossoallosso ha detto...

complimenti ,davvero un magnifico scritto .
confesso la mia ignoranza sulla cultura rom,ma tu qui vai oltre e coinvolgi quella che dovrebbe essere l'essenza del vivere in armonia dell'uomo con la natura nel senso piu' alto del termine.
credo che queste[Solo chi non ha mai tracciato confini, perche’ di quei confini non ha mai saputo che farsene, puo’ illuminare oggi la strada da seguire per abbattere le alte mura che ci separano e rendere migliore il futuro di tutti.] tue parole dovrebbero essere scritte in copertina di un qualsiasi testo scolastico ,che sia elementare o universitario.
anzi ,dovrebbe essere la base di partenza per aprire qualsiasi dibattito che sia politico,sociale ,religioso.
utopia?puo' darsi, ma come dici tu, se nessuno comincia.....

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Per me potrebbe essere nata anche la settimana scorsa. Cio' che vale e' il presente e, di conseguenza, il futuro."

Ricordati che per capire il presente bisogna conoscere il nostro passato.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Come si sarebbe svolta la Storia se Gesu' di Nazareth non fosse mai nato? E senza Martin Lutero quanti milioni di persone non sarebbero oggi cio' che sono? E cosa dire di Abramo Lincoln oppure di Gandhi?"

Il problema è che per confermare in modo sicuro quanto hai detto bisognerebbe sapere come sarebbe stato il mondo senza questi personaggi. Comunque condivido quanto hai detto sopra.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: Un tempo avrei trovato spigoli e angoli...man mano ho compreso che i limiti li creiamo noi.

E' vero che l'essere umano ha difficolta' a comprendere il concetto di "infinito", ed e' per questo che ha bisogno di porre dei limiti a tutto, ma i limiti e gli angoli sono sovrastrutture che gli zingari non concepiscono.
E' un mondo, quello zingaro, senza confini, senza limiti, senza spigoli, angoli che limitano cio' che davvero dovrebbe essere infinita: la liberta'
E la liberta', come giustamente dici tu, non viene interpretata allo stesso modo. C'e' chi si rinchiude in un recinto e vive tutta la sua vita dentro la propria prigione, e solo perche' ha una tv... oppure un pc... o un telefonino... oppure tutti i soldi del mondo crede di potersi comprare cio' che non potra' mai avere, perche' le chiavi di quelle catene che da solo/a si mette non hanno prezzo.
La proprieta', anche se puo' non essere un furto come dice Marx, e' sicuramente una catena. Possedere una casa, un'auto, un conto in banca... sono solo catene. E piu' si possiede piu' quelle catene sono resistenti e difficili da spezzare.
Si', lo so, la liberta' infinita e' un'utopia. Non la possiede neppure il piu' libero dei Rom, pero' la si puo' disegnare, la si puo' immaginare, la si puo' desiderare, ed anche se non e' a portata di mano esattamente come non lo e' la luna, la si puo' indicare.


@ Rosso: credo che queste tue parole dovrebbero essere scritte in copertina di un qualsiasi testo scolastico ,che sia elementare o universitario.

Allora dovrebbero far scrivere le copertine dei testi scolastici a noi Romni'. Sono per noi cose banali e sinceramente mi sorprendo che tu ne sia cosi' meravigliato.


@ Davide: Ricordati che per capire il presente bisogna conoscere il nostro passato.

Che cavolo c'entra adesso questo commento?
Din don... si sei o ci fai?
Conoscere il vostro passato e che siete diventati razzisti da due giorni oppure da 20 anni fa qualche differenza in termini di effetti sulle prevaricazioni che il vostro governo (e qui lo ripeto: il piu' razzista che esista in Europa verso gli zingari), esercita su determinate minoranze etniche?
Se adesso, cambiando ancora argomento, vorrai raccontarmi la favola che l'Italia non e' piu' razzista di altre nazioni, e che in Europa ce ne sono di piu' razziste, mi attendo che tu porti gli argomenti.
Comunque sappi che e' scritto tutto nero su bianco. Ci sono delle relazioni di europarlamentari che denunciano l'Italia come la nazione che piu' energicamente esercita la sua azione repressiva (addirittura oltre i limiti della legalita' internazionale) nei confronti degli zingari.
Ovviamente sono notizie che papi non lascia raccontare in tv. Sono argomenti tabu', e chi e' soggetto a questi abusi non ha voce in capitolo ne' forza per farsi ascoltare se non a Strasburgo.

Il problema è che per confermare in modo sicuro quanto hai detto bisognerebbe sapere come sarebbe stato il mondo senza questi personaggi.

Ho detto che senza quei personaggi il mondo di oggi sarebbe diverso. C'e' bisogno di una controprova? Cosa dovrebbe essere confermato? Che il mondo sarebbe DIVERSO?
Secondo te sarebbe esattamente uguale?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Secondo te sarebbe esattamente uguale?"

No. Ti ho detto sopra che condivido quanto hai detto. Però resta il fatto che per confermare in modo sicuro quanto hai detto bisognerebbe sapere come sarebbe stato il mondo senza questi personaggi.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Possedere una casa, un'auto, un conto in banca... sono solo catene. E piu' si possiede piu' quelle catene sono resistenti e difficili da spezzare."

C'è tantissimo di vero in quanto hai scritto sopra, però credo che poi dipenda dalle persone rendersi schiave delle cose o no. Io ho visto gente ricca che sapeva essere libera e viceversa.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

che per confermare in modo sicuro quanto hai detto bisognerebbe sapere come sarebbe stato il mondo senza questi personaggi.

Allora devo arguire che non sono io che non mi spiego ma sei tu che proprio non capisci.
Io ho detto: Il mondo sarebbe DIVERSO.

Tu dici: Per confermasre bisognerebbe sapere COSA sarebbe stato il mondo SENZA.

Io rispondo: Chissenefrega COSA sarebbe stato. Sarebbe DIVERSO oppure no? Che prova occorre per confermare che sarebbe diverso?

E qui chiudo. Tanto so che, se anche stavolta non capisci, non capirai mai. Mentre gli altri ormai hanno gia' capito da tempo e si stanno annoiando.

Torno alle mie piccole cose. Oggi qui e' nuvoloso. A tratti piove, ma a tratti spunta anche un raggio di sole.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Io ho detto: Il mondo sarebbe DIVERSO."

Pure io ho detto che sarebbe diverso. Dove sta il problema.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Io ho visto gente ricca che sapeva essere libera e viceversa.

Io credo che per non avere catene si debba essere liberi di muoverci ovunque desideriamo, restare in un luogo il tempo che vogliamo e, seguendo il nostro istinto partire senza che niente possa impedircelo.
Una sera, a cena, parlando proprio di questo con un cliente, lui assecondando il mio discorso disse che non si dovrebbe trasportare niente piu' pesante dei soldi.
Io gli risposi che i soldi erano gia' troppo, e per essere davvero liberi non si dovrebbe trasportare niente piu' pesante dei sogni.

Flyingboy ha detto...

@Klara

Sono d'accordo quasi su tutto cio' che scrivi ad eccezione di questo punto. E' vero che siamo gocce nel mare, che siamo drosofile e che nell'universalita' non abbiamo modo d'incidere, ma nel nostro piccolo fra tante persone semplici ogni tanto puo' nascere qualcuno che, grazie alle sue doti oppure per semplice coincidenza storica, riesce a cambiare le sorti dell'intero genere umano o di gran parte di esso.
Come si sarebbe svolta la Storia se Gesu' di Nazareth non fosse mai nato? E senza Martin Lutero quanti milioni di persone non sarebbero oggi cio' che sono? E cosa dire di Abramo Lincoln oppure di Gandhi? E poi potrei fare tantissimi altri nomi, sia in positivo che in negativo. Da Marx a Hitler, da Elisabetta I a Napoleone.
Insomma, se fossi in te non archivierei del tutto cio' che un singolo essere umano puo' fare se le circostanze storiche lo favoriscono.


Concordo con quello che dici. Quello che volevo sottolineare io e che ne Gesu ne Hitler farebbero le svolte nella storia se non avessero il supporto di milioni di persone. La loro virtu' era di saper comunicare con le masse, trasmettere e "ipnotizzare", e non sono i unici. La umanita' stessa, quella che li seguiva ha fatto la svolta.
Immaginiamo per unattimo, se' esistesse una coscenza elevata in ogni singolo essere, un nuovo Hitler non potrebbe mai succedere. Le guerre non esisterebbero.

Se uno dice, dobbiamo andare a X e ucidere per "difendere" la democrazia, dobiamo sterminare i Y perche' sono dei barbari e terroristi. Se' a quel punto ogni singolo si rifiuterebbe perche' ragiona con la propria testa e sa distinguere il bene e il male, che potrebbe fare il nuovo dittatore? Mandare la intera popolazione del proprio stato nelle galere?

Hitler ha le colpe come le hanno milioni di persone che lo seguivano, che alimentavano il odio dentro di se, che applaudivano ai suoi discorsi. Hitler da solo non faceva mai quello che fece e che rimase la fase piu triste e vergognosa per la storia umana.

Ecco perche' dico che ogni singolo, ognuno si porta la responsabilita' del futuro della umanita'.

Flyingboy ha detto...

Una sera, a cena, parlando proprio di questo con un cliente, lui assecondando il mio discorso disse che non si dovrebbe trasportare niente piu' pesante dei soldi.
Io gli risposi che i soldi erano gia' troppo, e per essere davvero liberi non si dovrebbe trasportare niente piu' pesante dei sogni.


Bellissimo. Non posso che concordare.

Nel film "Fight club" Tyler Durden dice: "Cose che possiedi finiscono a possedere te"

Le cose piu' preziose nella vita, quelle che unice realmente VALGONO, non si comprano con i soldi, possono solo essere donateci o regalate.

rossoallosso ha detto...

@chiara
io non mi meraviglio,anzi, io propongo una possibilita' del genere.
credo che ci sia necessita' di ricordare quei concetti che tu esprimi e se a farlo e' un rappresentante della cultura rom e' perche' proprio come tu dici per voi sono cose "banali" ma che noi abbiamo dimenticato.
credi forse che un personaggio del genere: (http://www.servadghi.it/torosedu.htm),non possa relazionare oggi in una qualsiasi universita' del mondo?
da stanziali abbiamo dimenticato cio' che e' la nostra vera natura ,abbiamo abbandonato la nostra spiritualita'per attaccarci alle "cose".
ora non dico che bisognerebbe tornare al nomadismo,ma risvegliare quello spirito di coesione ,di tutt'uno col mondo che ci circonda,quello lo si puo' fare e se a farlo e' un rappresentante della cultura nomade ,che sia rom,indiano d'america od un thuareg poco importa.

Mahmoudan Hawad, AL FIGLIO DEL NOMADE

Calza i tuoi sandali
e cammina sulla sabbia
che nessuno schiavo ha mai calpestato.
Sveglia la tua anima
e bevi alle sorgenti
che nessuna farfalla ha mai sfiorato.
Dispiega i tuoi pensieri
verso le vie lattee
che nessun folle ha osato sognare.
Respira il profumo dei fiori
che nessuna ape ha mai corteggiato.
Allontanati dalle scuole e dai dogmi:
i misteri del silenzio
che il vento rileva alle tue orecchie
ti bastano.
Allontanati dai mercati e dalla gente
ed immagina la fiera delle stelle
dove Orione allunga la sua spada,
dove sorridono le Pleiadi
intorno alla fiamme della Luna,
dove neppure un fenicio ha lasciato le sue tracce.
Pianta la tua tenda negli orizzonti
dove nessuno struzzo ha pensato di celare le sue uova.
Se tu vuoi risvegliarti libero
come un falco che plana nei cieli,
l’esistenza ed il nulla sospesi
alle sue ali,
la vita, la morte.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ok. Qualche minuto da dedicare al blog prima di recarmi alla stazione di Keleti. Dunque...

@ Flyingboy: Quello che volevo sottolineare io e che ne Gesu ne Hitler farebbero le svolte nella storia se non avessero il supporto di milioni di persone.

E neanche le masse sarebbero in grado di fare svolte senza quegli uomini. La funzione del "leader" nelle societa' dei mammiferi, e' indispensabile al momento. Ma solo chi e' dotato di coscienza puo' valutarla per cio' che essa deve rappresentare, soprattutto in funzione dei cambiamenti che avvengono e del modo in cui evolve la societa' che tanto piu' vicina all'animalita', tanto piu' arretrata, tanto meno "umana" sara', tanto piu' valore avra' la decisione del singolo rispetto alla collettivita'. Viceversa il peso delle decisioni si spostera dall'individualita' alla collettivita' tanto piu' ci sara' benessere.
La democrazia e' un'invenzione piuttosto recente e va di pari passo con l'emancipazione, con la presa di coscienza e col senso d'appartenenza, quindi col progresso.
Per l'anarchia, invece, il cammino e' ancora lungo e non potra' compiersi fin quando gli esseri umani non saranno considerati tutti "uguali" nei diritti, nei doveri e nella suddivisione delle risorse.

Nel film "Fight club" Tyler Durden dice: "Cose che possiedi finiscono a possedere te"

Ossi'. E' famosa quella frase. Ed e' vera.



@ Rosso: sono cose "banali" ma che noi abbiamo dimenticato.

Quando parlo di persone ignoranti, parlo appunto di tale aspetto. Se si dimenticano i valori per i quali si sono sacrificati i nostri antenati, non possiamo essere considerati degni di rispetto.
Un essere umano che non ha memoria, non ha storia, quindi non esiste. E' niente. E la storia la si deve portare dentro, sono i nostri ricordi, perche' quella che ci raccontano la' fuori puo' essere facilmente modificata, e cambia a seconda di chi ce la racconta.
Noi zingari non ci facciamo facilmente ingannare dagli specchietti e dai lustrini per i quali i gage' vendono la loro anima e la loro liberta'.
Ed e' per questo motivo che ci detestano.

Vandana ha detto...

Più volte nel blog e anche in questo post si è parlato di genetica. Io non credo a queste teorie. Se cosi fosse dovremmo credere anche alla teoria della devianza genetica e quindi che un popolo sia più propenso a commettere crimini di un altro, stessa teoria che ha portato alla persecuzione dei Rom durante il nazismo.
Il problema sta del fatto che del diverso non c' interessa nulla anzi ancor peggio ci fa paura e non solo lo ignoriamo ma lo discriminiamo. L' ignoto è un mostro poi quando questo ignoto diventa noto si trasforma in straniero ed è in quel momento che si diventa razzisti.
Un articolo che mi ha colpito questi giorni riguarda il rapimento da parte degli zingari, leggenda metropolitana che viene tramandata da secoli ormai: in Italia non è mai stato rapito un bambino dai Rom. La realtà è che sono i bambini Rom che vengono portati via dalle loro famiglie, portando alla disperazione le loro famiglie che sono all' oscuro di tutto! Adozioni legali e non, sia di bambini romeni che di bambini rom, è stato scoperto che i primi costano 10mila euro e i secondi 4mila. Per non parlare dei media che quando si parla di rapimento da parte dei Rom sbattano il mostro in prima pagina per vari giorni,si aprono i tg con quella notizia e poi alla notizia di assoluzione degli accusati non viene data nessuna importanza, un esempio è il caso di Catania l' anno scorso.
Poi che queste parole del post dovrebbero essere messe su una copertina mi sembra abbastanza esagerato...bastarebbero 3 righe in più riguardo la discriminazione nazista, poi sta a ognuno di noi senza che ci venga imposto dall' università o dalla scuola allargare i propri orizzonti!
La cosa sorprendente è che questo blog e l' unico che quando si parla di zingari non vengono fatti commenti razzisti, offensivi e denigratori nei loro confronti.... e chissà perchè mi chiedo io!?!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Vandana: Più volte nel blog e anche in questo post si è parlato di genetica. Io non credo a queste teorie. Se cosi fosse dovremmo credere anche alla teoria della devianza genetica e quindi che un popolo sia più propenso a commettere crimini di un altro, stessa teoria che ha portato alla persecuzione dei Rom durante il nazismo.

Si'. La devianza genetica secondo la mia opinione esiste, ma e' quando si mescola con quella culturale che ha effetti devastanti.
Inoltre chi e' deviato utilizza il metodo classico di accusare gli altri di quella devianza di cui egli stesso e' affetto. Ed e' cio' che e' accaduto fra i nazisti fautori della razza pura e gli ebrei in cui, come sappiamo bene, i veri deviati erano appunto i primi che per sterminare i secondi hanno dovuto giustificarsi attribuendo loro ogni nefandezza.

Il problema sta del fatto che del diverso non c' interessa nulla anzi ancor peggio ci fa paura e non solo lo ignoriamo ma lo discriminiamo. L' ignoto è un mostro poi quando questo ignoto diventa noto si trasforma in straniero ed è in quel momento che si diventa razzisti.

Non si deve confondere il risentimento con il razzismo. L'odio nei confronti dei tedeschi da parte degli ebrei sopravvissuti all'Olocausto nel dopoguerra non era razzismo. Come non lo e' il grido di una Romni' che accusa chi perseguita il suo popolo.
Mi par di capire che questo post non sia del tutto esplicativo di quali sono esattamente i miei seentimenti. Mi riservo dunque di completarlo prossimamente.

leggenda metropolitana che viene tramandata da secoli ormai: in Italia non è mai stato rapito un bambino dai Rom. La realtà è che sono i bambini Rom che vengono portati via dalle loro famiglie, portando alla disperazione le loro famiglie che sono all' oscuro di tutto!

Tutto cio' che descrivi e' vero. La nostra europarlamentare Mohácsi Viktória ha gia' denunciato a Strasburgo le ingiustizie a cui sono stati sottoposti i Rom in Italia proprio a causa della diffusione mediatica di notizie false tendenti a farli apparire come un popolo di rapitori e di stupratori.

La cosa sorprendente è che questo blog e l' unico che quando si parla di zingari non vengono fatti commenti razzisti, offensivi e denigratori nei loro confronti... e chissà perchè mi chiedo io!?!

In realta' ci sono anche commenti con insulti in questo blog. Se leggi attentamente i post arretrati, ne troverai. E' ovvio che faccio capire subito che gli insulti tout court non li gradisco e che una critica argomentata non puo' essere racchiusa in una frase del tipo : "Zingari ladri e puzzolenti". Per cui, questi commenti che non mirano allo scambio di opinioni ma solo ad insultare, dopo il primo vengono cestinati.

Yuka ha detto...

Uff, il mio commento deve essersi perso per vie inesplorate del grande World Wide Web.. =(

Clelia ha detto...

La storia di questa giovane donna mi ha commosso. La sua forza e la volonta' di non nascondersi piu', affrontare i pregiudizi e combatterli con la cultura e la conoscenza e' stata la decisione saggia presa per prima dalla mamma. Il razzismo e' un male oscuro e infimo che aleggia il pregidizio e' il cane bifronte che divora il cervello.

ottimo post... ottime riflessioni le tue

Clelia

rossoallosso ha detto...

@Vandana
perche' dici esagerato?
non credi che ci sia bisogno di un nuovo modo di pensare la nostra vita che non sia solo quella del profitto ad ogni costo?al dover calpestare tutto e tutti per il proprio egoismo?
come si fa a raggiungere questo senza formare una nuova classe dirigente che parta dai princìpi esposti da chiara.
parlare solo di razzismo mi sembra riduttivo ,visto che la discriminazione razziale e'solo una delle tante conseguenze di questo modo di pensare.
l'egoismo ,la bramosia di potere ,il razzismo,la differenza di credo,l'avidita',vengono alimentati per mantenere lo status quo di pochi eletti.e' difficile salvarsi da questo bombardamento,e pur partendo con tutte le buone intenzioni del mondo alla fine o ti adegui o ti trovi emarginato.
percio' dico che bisognerebbe riformare tutto partendo dalla scuola in primis.
sara' strano ma ci accorgiamo di essere tutti uguali solo dal momento in cui non possediamo nulla.

modesty ha detto...

come sempre leggo qua e la nel tuo post e nei commenti.
"razzismo" è la parola che mi becca in pieno sta volta - ha un suono onomatopeico quasi. sa di strappo e di lacerazione. ma anche di velocità (di contagio?) e "morbidezza cedente" ("nachgiebige Weichheit" - un termine della fisica, maltradotto da me, che intende una sostanza che si insinua ovunque e si adatta ad ogni ambiente che incontra(quanto è alettante mettere gli esseri umani in categorie per tutti noi? cioè, possiamo davvero dire in coscienza "IO NON SONO RAZZISTA?")

klarushka, sono appena tornata. l'aria sembra più densa qui. ma è sempre l'aria di casa. non ci posso far nulla.

:) love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Yuka: Uff, il mio commento deve essersi perso per vie inesplorate del grande World Wide Web..

Credo di si'. Blogger ogni tanto si guasta ed i commenti non arrivano. Non e' accaduto solo a te. Comunque chi non avesse visto il suo commento pubblicato puo' sempre inviarne un altro.


@ Clelia: ottimo post... ottime riflessioni le tue

Credo che ci sara' una coda a questo post. Ho notato che spesso si tende a confondere per razzismo anche il mio risentimento nei confronti degli italici. Mentre e' tutt'altra cosa, e cerchero' di spiegarlo.


@ Modesty: possiamo davvero dire in coscienza "IO NON SONO RAZZISTA?")

Lo si puo' dire. Basta avere l'umilta' di non sentirsi superiori, riconoscere i difetti insiti nella propria parte culturale e cercare di convincere il prossimo della validita' delle nostre opinioni senza ricorrere a mezzi sbrigativi.
Ci vuole tempo e pazienza e si deve incidere soprattutto sulle generazioni piu' nuove, impedendo loro di cadere nel meccanismo delle "caste" in cui i gruppi di potere elitari vorrebbero riportare l'Umanita'.
E' certo che in certi paesi il percorso e' piu' semplice perche' supportato dalle istituzioni e da una politica ben fatta, mentre in altri (e non faccio nomi) il tutto e' gestito come al solito tenendo presente solo il tornaconto personale di un'oligarchia di persone avide e corrotte.

Vandana ha detto...

Mi riferivo alla società odierna, a quello che avviene in Italia oggi, nel caso di Adro o per lo sgombero dei campi rom, non si puo parlare di risentimento o sdegno, per me quello è razzismo!!! Ho scritto solo di commenti offensivi e denigratori, e di quelli non avevo dubbio che ne arrivassero e non avevo neanche dubbio che li cestinassi, però intendevo anche commenti che non offendono ma che comunque la pensano in maniera diversa. La cultura Rom è una cultura molto particolare, a sè mi verrebbe da definirla, come è a sè lo stile di vita(non di tutti ovviamente), qiundi leggendone negli altri siti di tutti i colori mi è sorto questo dubbio.
@Rosso
Io condivido quello che dici, ma certe cose non si studiano, l' università contro "l'egoismo ,la bramosia di potere ,il razzismo,la differenza di credo,l'avidita'" non puo fare nulla. Stiamo parlando di sentimenti non di storia, poi se mi dici che studiando la storia alcuni valori si formano da sè concordo! Credo che per queste cose sia fondamentale l' educazione impartita dai genitori, ma soprattutto il loro esempio.
In ogni caso o uno è dotato di un minimo di buon senso oppure non c'è libro che tenga!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Vandana: intendevo anche commenti che non offendono ma che comunque la pensano in maniera diversa.

Tutto cio' che mi arriva, a parte le farneticazioni di qualche troll psicotico, il cui scopo e' solo quello di insultare, lo pubblico.
Credo infatti che solo pubblicando le idee di tutti, quando sono ben argomentate, sia il modo migliore di portare avanti una discussione in un blog. Che poi e' cio' che a me interessa di piu': il dibattito su un argomento e non tanto il fatto di scrivere un post piu' o meno narcisistico.

Ev@ ha detto...

Vedo i ROM come abitanti dell'infinito... sono ovunque e sono percepiti "diversi" per questa loro anima nomade che indubbiamente è di difficile comprensione per chi "stanzia".
Ora non so se molti di loro siano stanziali o meno però molti di quelli ritratti nel libro "Die Romareisen" (Le Romané Phirimàta) (ISBN 978-3-86521-429-4) non lo sono.

Roulottes, periferie, tralicci, cieli, alberi, volti e fisionomie. Famiglie. E famiglie significa "storia", anche se a livello elementare ma, devo dire, anche la mia famiglia è allo stesso elementare livello, visto che la memoria si perde dopo appena tre generazioni. Insomma, oltre i nonni vi è la penombra dei bisnonni e poi il buio.

E' un vagare marginale, il loro. Perché vedi povertà ma allo stesso tempo vi è come un senso di armonia con quello spazio infinito che è violentato da opere realizzate per permettere ai nostri eroi di muoversi dentro le nostre immense, ma statiche, piramidi di potere.

Ora, non so bene, però in quei sorrisi, in quelle abitazioni dove l'uso del colore è così poco codificato secondo i nostri canoni, vi è come il codice per non dico stravolgere queste piramidi che fanno star male praticamente tutti ma che tutti "adorano" per mancanza di "culti" alternativi...

Adesso, ecco, credo che questo sia uno di quei miei interventi in cui vengo accusata di essere "poco chiara" (scusa il gioco di parole) però non esiste una ricetta ben definita per risolvere "tutto ciò".

Inoltre su argomenti come "un istruzione di qualità per tutti" mi trovo assolutamente d'accordo e quindi ritengo un po' inutile ribadire il concetto.

Secondo me uno stato deve avere cura dei propri cittadini e quello dell'istruzione è uno dei primi compiti da svolgere. Assieme, ovviamente, alla tutela della salute e di altre cose che dovrebbero essere la base per potersi muovere liberi all'interno, e non solo, dei confini di quello stato.

Ma le cose non stanno così, e i "cittadini", suggestionati da personaggi virtuali (perché propinano le loro opinioni solo attraverso schermi e le documentano con filmati), sono affascinati dall'idea di uno stato-azienda che investe "dove gli conviene".

Quei cittadini, che si sentono quindi in sintonia con le opinioni e le immagini, nel loro cuore pensano di essere destinatari degli investimenti...

Questo è un errore fatale... ma lo dico molto sottovoce.

A me interessa lo "spazio", non l'integrità degli illusi. O, meglio, di quel tipo di illusi.

Chi invece ha illusioni nobili, ovvero legate al sogno e soprattutto al sentimento, merita di godere, di tutt'altro riguardo. Presso di me certamente. Infatti io non sono uno stato. Questo fa parte di quello che si dice "individuale".

Saluti

modesty ha detto...

ecco. aspetterò che tu spieghi la differenza tra razzismo e quello che chiami risentimento per gli italiani.
credo che sarà una cosa scontata. per me le due cose sono agli antipodi.
forse l'unico comune denominatore potrebbe essere una buona dose di intolleranza?
(sinonimi trovati del termine: etremista, fanatico, fazioso, intransigente, impaziente, insofferente. - ecco. l'unica cosa che non sono io di quelli aggettivi è "fanatica" - tutto il resto "matches perfectly", come si dice in italiano? mi si addice?)
insomma, parliamone.

love, mod

Yuka ha detto...

Riassumendo il post precedente:

Pure io ho provato la diffidenza nei miei confronti e la paura del diverso.. Quando arrivai in Italia, la mia convivenza con i compagni della 2° media non era molto pacifica per il semplice fatto che loro ignoravano la mia esistenza e io (non potendo comunicare se non in inglese) parlavo al massimo con 2 persone.. Soltanto poi quando cominciai a dire qualche frase e riuscì almeno a comprendere di cosa stessero parlando, allora pian piano il cerchio degli “amici ” cominciò ad aumentare.. Finché ovviamente non si litigava per qualche motivo e non mi sentivo dire “Russa di merda, tornatene nel tuo paese”.. Non proprio carino..

La mia esperienza non può essere paragonata all’esperienza di nessun/a ragazzo/a rom perché la diversità della cultura penso sia maggiore (che non con quella russa) e c’è una maggiore difficoltà ad eccettare.. Si ha paura del diverso, ma questo da sempre, e non si vuole aprire le porte di casa a chi non si conosce.. Ci sono troppi pregiudizi radicati ormai.. E per combatterli bisogna desiderarlo davvero..

E in più ovviamente se a scuola non t dicono un piffero oppure ti obbligano ad accettare l’idea di un certo non so chi e se un genitore non insegna al figlio ciò che è giusto e ciò che non lo è, non si andrà molto lontano.. C’è la tendenza a seguire “ciò che si è fatto nella mia famiglia”: chiesa di domenica? ci vado perché ci vanno i genitori; votazioni politiche? voto quello che si vota da sempre nella mia famiglia; pregiudizi razziali? odio quelli che si sono sempre odiati nella mia famiglia.. Non è sempre così, ho conosciuto gente della mia età che ha aiutato i propri genitori a capire che nella vita si cambia e ci si aggiorna, ma non è da tutti.. Per la maggior parte si è delle pecore che seguono il branco e finché uno con la propria testa non si renderà conto che bisogna eliminare i pregiudizi e che bisogna conoscere (ma conoscere davvero, non por sentito dire) il diverso prima di poterlo giudicare, più che evolversi, regrediremo allo stato primitivo dove si combatteva tra gli uguali e diversi per assicurarsi la sopravvivenza di almeno un altro giorno..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Buon giorno. Oggi la febbre e' praticamente scomparsa, ma per evitare complicazioni mi sono presa un'altra giornata di riposo: lettura, cazzeggio ed ovviamente il blog.

@ Modesty: aspetterò che tu spieghi la differenza tra razzismo e quello che chiami risentimento per gli italiani.

L'ho scritto nel post di ieri. Spero che sia abbastanza chiaro. In effetti i due sentimenti si assomigliano (razzismo e risentimento) per quel comune denominatore dell'intolleranza generalizzata, ma sono dettati da due momenti comportamentali diversi. L'uno e' una devianza, una patologia mentale agganciata alla stupidita' e all'aberrazione etica e morale di alcune persone. Il secondo e' una reazione che non esisterebbe se non ci fosse il primo.


@ Yuka: Ci sono troppi pregiudizi radicati ormai.. E per combatterli bisogna desiderarlo davvero..

C'e' ancora chi, stupidamente, mi chiede se qualcuno in Italia mi abbia mai trattata diversamente in quanto zingara. Forse si riferisce a quando facevo la prostituta e mi facevo pagare tantissimo per accompagnarmi con individui che di per se' valevano davvero niente, e che erano fortunati solo per una cosa, ad avere soldi (molti dei quali probabilmente frutto di illeciti e quindi RUBATI oppure di privilegi immeritati dovuti solo al loro LECCACULISMO), perche' altrimenti nella loro vita avrebbero conosciuto solo le pippe.
Comunque, se avessi detto loro che ero zingara avrebbero accettato di pagarmi profumatamente?
Io non credo.
Per cui, dato che non ero e non sono una stupida, non ho mai detto a nessuno la mia etnia fino a quando non ho cessato l'attivita'.

Kashmir ha detto...

mi credete se vi dico che in una città del nord Italia, con un sindaco leghista duro e puro (almeno credo...), il campo *nomadi* è stato chiuso e rom e sinti vivono ora in appartamenti in varie parti della città, i loro figli hanno iniziato un percorso scolastico, donne e ragazzi hanno un lavoro che gli permette (anche, ma non solo) di pagare un canone di locazione?
Ora qualcuno mi dirà che questa è assimilazione, come fanno i borg di star trek......nulla è mai perfetto

Chiara, ma l'utilizzo del termine "italici" è meramente spregiativo o dettato da un qualche riferimento specifico ad un qualche particolare popolo stanziato nell'Italia antica?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kashmir: mi credete se vi dico che in una città del nord Italia, con un sindaco leghista duro e puro (almeno credo...), il campo *nomadi* è stato chiuso e rom e sinti vivono ora in appartamenti in varie parti della città, i loro figli hanno iniziato un percorso scolastico, donne e ragazzi hanno un lavoro che gli permette (anche, ma non solo) di pagare un canone di locazione?

Ti credo se me lo fai leggere. :-)

Kashmir ha detto...

Non c'è nulla da leggere, perchè quella non era la notizia.
La notizia era "il campo nomadi è stato chiuso".
Io invece ci credo perchè, in una mia precedente "vita", ho curato personalmente il progetto di inserimento.
Se ti riesce, fai un atto di fede ;)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se ti riesce, fai un atto di fede

Lo faro'. Non mi costa niente.
So che sporadicamente qualche sindaco, per ragioni propagandistiche e per mostrare ai suoi elettori di non essere razzista, fa qualcosa in tal senso e spesso tutto cio' mi fa venire fa beneficenza per i bambini poveri, e poi e' l'amministratore delegato di una societa' che sfrutta il lavoro dei padri di quei bambini.
E poi, suvvia, se quel sindaco li' fosse davvero coerente potrebbe stare nello stesso partito di Borghezio e Gentilini?
Io non credo... ma in ogni caso lo comprendo. In questi tempi in cui le spese aumentano e le esigenze sono tante, i soldini del suo stipendio fanno comodo, ed allora si passa sopra a tante cose, persino alla propria etica pur di avere un certo tenore di vita.
Spesso, guardando i politici italici che in tv affermano di essere li' perche' la politica e' una "missione" e che lo fanno per il bene del popolo, mi viene una rabbia, ma una rabbia che se potessi li macinerei col tritacarne e ne farei polpette.
Poi penso agli italici che a quella gente, oltre a dare il voto, da' pure un lauto stipendio di diverse migliaia di euro, piu' privilegi di ogni tipo, piu' immunita' se fanno pure i mariuoli, mentre loro, gli elettori, stringono la cinghia, e mi viene da sorridere. Anzi rido di fronte a tanta imbecillita'.
Ah... sono andata fuori tema, scusami, ma forse adesso hai una risposta anche al perche' io usi l'aggettivo "italici".

modesty ha detto...

klara scrive: L'uno e' una devianza, una patologia mentale agganciata alla stupidita' e all'aberrazione etica e morale di alcune persone. Il secondo e' una reazione che non esisterebbe se non ci fosse il primo.

mod risponde: allora tu ed io siamo assolte, perché la nostra intolleranza è una reazione ad una provocazione e non una azione volontaria? non credo sia cosi semplice....non che abbia la soluzione, eh? ma evito sempre di trovare delle scuse per il mio comportamente intollerante nei confronti di un certo tipo di persona (da me definiti "gli idioti"). e più ci penso, credo sia anche essa una forma di razzismo.

love, mod

Chiara di Notte - Klára ha detto...

allora tu ed io siamo assolte, perché la nostra intolleranza è una reazione ad una provocazione e non una azione volontaria?

Se per ipotesi si ammazzasse una persona che ci aggredisce e che ci violenta, subiremmo processo e forse saremmo condannate per eccesso di legittima difesa, anche se con attenuanti.
Non saremmo innocenti di un omicidio, saremmo colpevoli e forse saremmo anche condannate, ma se mi permetti ci sarebbe una bella differenza fra il nostro omicidio e quello commesso dal Dottor Mengele.
Se poi chi e' sopravvissuta ad uno stupro, e non ha ucciso il suo violentatore, prova risentimento nei confronti di ogni uomo che le allunga le mani addosso, lo vedo piu' che comprensibile.
Purtroppo ho un brutto difetto: non riesco a considerare un reato esattamente per quello che e'. Ho bisogno di scovarne le cause, le ragioni, ed esistono sempre delle differenza e dei livelli di gravita' diversi che vanno considerati. Altrimenti si commette l'errore di mettere sullo stesso piano chi ruba al supermercato perche' non ce la fa con i soldi con chi, invece, ruba miliardi alla comunita' per comprarsi la quindicesima villa, il dodicesimo elicottero e pagarsi la millecinquecentesima puttana.
Sono entrambi furti, entrambi sono colpevoli... ma cavolo!
Riappropriarsi del senso di Giustizia, prima ancora dei termini e delle parole che servono ai delinquenti per far passare il furbo concetto che siamo tutti ugualmente delinquenti, quindi tutti colpevoli, mi pare la prima cosa a livello culturale che gli italici e non solo loro dovrebbero fare. :-)

modesty ha detto...

la tua dialettica come sempre è del tipo "clever&smart". usi alcuni luoghi comuni retorici che funzionano sempre. e ovviamente tocca darti ragione.
quel che volevo sottolineare forse solo per amor della discussione, perché sono una che non teme il confronto fisico quando si trova uno stronzo davanti (facevo la butta fuori e anche la guardia del corpo in gioventù, pensa te)..insomma quel che volevo sviscerare è la questione del "io mi comporto male, ma solo perché hanno cominciato gli altri". da lì mi si pone sempre la domanda se ognuno guardasse il suo, le cose tornerebbero a posto?! in parte mi hai risposta, in parte no. credo perché una risposta non esiste. dovremmo sempre camminare in bilico fra discussione ragionevole e perdita della nostra tollerean. io mi rendo conto di diventare un'arma impropria, sia verbale che fisica, in certe situazioni. e non mi piaccio mai quando succede.
grazie per aver risposta in maniera cosi paziente e articolata. :)))
love, mod

Yuka ha detto...

@ Chiara: “… se avessi detto loro che ero zingara avrebbero accettato di pagarmi profumatamente?”

Mmm.. Suppongo che tua sia una bella donna e che tu sappia come porti con gli uomini, altrimenti non saresti riuscita a svolgere l’attività che svolgevi.. E un uomo non rinuncia mai ad una bella donna, nemmeno se è zingara.. Perché la risposta sarebbe stata che sei diversa, non come quella dei campi nomadi e quindi più accettabile.. Fidati, ho sentito qlke racconto.. =p

Però il punto per me è che, mentre magari per i tuoi clienti sarebbe potuta essere la realizzazione di un desiderio nascosto e mai rivelato a nessuno, poi non l’avrebbero mai detto a nessuno.. Pur avendo passato probabilmente dei momenti più eccitanti e soddisfacenti della loro vita con te, pur avendo realizzato una fantasia erotica, non l’ avrebbero confessato.. Per la semplice paura di essere poi visti come quelli “sbagliati” nella cerchia di amici, o colleghi, o quello che è.. Per paura di quello che potrebbero pensare gli altri.. Per paura di essere giudicati.. Ma non perché svolgevi una professione poco tradizionale (anche se non me ne viene in mente nessun’ altra che sia più antica), ma perché eri zingara.. Non so se rendo l’idea.. E come sempre, a causa di cosa? Dei pregiudizi…

Kashmir ha detto...

Chiara, quello che hai descritto è esattamente quello che succede in un processo penale (almeno da noi barbari italici) dove si (tenta) di scovarne le cause del reato, le ragioni, e valutare la differenza e i livelli di gravita' degli stessi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Modesty: la tua dialettica come sempre è del tipo "clever&smart". usi alcuni luoghi comuni retorici che funzionano sempre. e ovviamente tocca darti ragione.

C'e' chi e' pronto a scommettere che abbia letto Schopenauer, quando in realta' in vita ho raccolto solo patate e piselli. :-)

insomma quel che volevo sviscerare è la questione del "io mi comporto male, ma solo perché hanno cominciato gli altri". da lì mi si pone sempre la domanda se ognuno guardasse il suo, le cose tornerebbero a posto?!

No, Modesty, io non mi comporto male per rivalsa. Comunque si comportino gli altri adesso cerco di comportarmi come mi va, e tento sempre di trovare una scusante a certi comportamenti. Pero' tutto ha un limite.
Sono disposta a porre una volta, una sola volta l'altra guancia, ma alla terza se posso faccio male.
E' che diversamente da te, pur conservando fortunatamente un fisico abbastanza atletico, non ritengo di essere in grado di picchiare la gente. Anche se le mie unghie sono da molti considerate delle armi improprie. :-)



@ Yuka: Suppongo che tua sia una bella donna e che tu sappia come porti con gli uomini, altrimenti non saresti riuscita a svolgere l’attività che svolgevi.. E un uomo non rinuncia mai ad una bella donna, nemmeno se è zingara..

Primo punto: per svolgere quell'attivita' non occorre saper rapportarsi con gli uomini. Molte ragazze sono completamente disinteressate ad avere rapporti con gli uomini al di fuori del lavoro. Se mai e' necessario saper recitare molto bene. Ma recitare non indica esattamente cio' che si pensa, cio' che si prova e cio' che davvero si vorrebbe fare.
Molti erano odiosi, ma si potevano sopportare, mentre altri erano davvero insopportabili. Ed e' questo il motivo che adesso, nelle mie conoscenze maschili, sono assai selettiva. Forse troppo.
Punto secondo: e' vero che un uomo non rinuncia ad una bella donna neppure se e' zingara. Gli stessi nazisti nei lager usavano scoparsi le donne ebree o zingare indipendentemente dalle loro convinzioni sulla razza. Il fatto e' un altro: in certe persone c'e' la convinzione che alcune cose valgano piu' di altre. E cosi' e' per le puttane. Come un paio di jeans fabbricato in Cina e senza marca viene pagato pochi euro e lo stesso paio di jeans sul quale e' stata applicata l'etichetta di Dolce & Gabbana acquista subito valore, cosi' i puttanieri (che considerano le donne solo come "merce") si comportano. Se invece di dichiararmi olandese avessi detto, in quegli anni, che ero Romni', avrebbero sicuramente cercato di convincermi che per me andava bene anche la meta' del rate, facendomi perdere tempo a discutere inutilmente.
Che poi una prostituta sia diversa, scriva i libri, abbia studiato filosofia oppure ingegneria nucleare, o sia capace di arringare alle folle, a certa gente non interessa proprio niente. Il loro scopo in quel momento e' soddisfare il proprio uccello e quindi avere una bella ragazza, porca e che costi il meno possibile.


@ Kashmir: Chiara, quello che hai descritto è esattamente quello che succede in un processo penale (almeno da noi barbari italici) dove si (tenta) di scovarne le cause del reato, le ragioni, e valutare la differenza e i livelli di gravita' degli stessi.

Ma davvero?
Anche i giudici usano i luoghi comuni oppure hanno letto Schopenauer?
Che strano. Io credevo che fosse solo buon senso.
Pero' mi pare che questo buon senso non esista quando si confonde il razzismo con il risentimento che provano le vittime.

Kashmir ha detto...

no, i giudici usano solo un paio di codici: quello di diritto penale e quello di procedura penale (non serve molto altro)
dei quali, evidentemente, non tutti, però, possono vantarne una precisa ed esauriente conoscenza ;)
colpa della disinformazione e dell'ignoranza tipicamente italiche :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

colpa della disinformazione e dell'ignoranza tipicamente italiche

C'e' chi se la canta e se la suona da solo. E' pero' un giochetto sleale mettere in bocca di chi interloquisce parole mai dette.
Le mie affermazioni sugli italici sono diverse e non sono ovviamente Vangelo, ma semplici osservazioni dei comportamenti generali che sovrastano ai comportamenti dei singoli. In successione ho detto:

A) che sono in popolo di idioti
B) che sono ipocriti e falsi moralisti.
C) che e' crescente in questi ultimi anni la disinformazione che e' frutto a sua volta dell'ignoranza. che dilaga sempre di piu'.

Se sai leggere le parole, noterai che c'e' una sottile ma significativa differenza.

In tutto cio' non c'e' volonta' di fare una gara, ne' voglio mettere in paragone gli zingari con gli italici. Anche se gli zingari fossero assai peggio di cosi' (forse lo sono, ma non e' detto), il mio giudizio sugli italici non cambierebbe. E non sarebbero i difetti di altri a rendere i loro meno gravi.

Kashmir ha detto...

che abbia letto Schopenauer anch'io? :)
a parte questo, mi sorprende che tu dica che le tue sono osservazioni dei comportamenti generali che sovrastano ai comportamenti dei singoli.
sì, perchè così dicendo mi induci a comprendere, invece di compatire e condannare, le persone che affermano che gli zingari sono solo dei ladri, straccioni e rapitori di bambini o che gli italici del meridione sono solo dei parassiti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

sì, perchè così dicendo mi induci a comprendere, invece di compatire e condannare, le persone che affermano che gli zingari sono solo dei ladri, straccioni e rapitori di bambini o che gli italici del meridione sono solo dei parassiti.

Vedi, puoi dire cio' che ti pare. A me non da' fastidio. Come puoi pensare cio' che ti pare. A me non da' fastidio.
Se hai delle prove che gli zingari sono in generale dei "rapitori di bambini" fai bene a dirlo. Io le prove che gli italici, in generale, sono degli ipocriti, e falsi moralisti le ho, quindi lo dico senza vergogna e senza fare una gara dialettica del tipo "se dici cosi' tu, allora anche io potrei dire la stessa cosa di te".
Giochetto, se mi permetti, scontato e a livello di asilo infantile.
Sta qui la differenza fra una zingara ed un italico: io dico cio' che penso perche' e' suffragato dalla MIA esperienza personale e me ne frego se qualcuno puo' dire "anche il tuo popolo ha i suoi difetti. Lo so benissimo che li ha e da anni mi impegno di persona in questo campo. L'italico, invece, leggendo un po' di Schopenauer e seguendo alla lettera i suoi consigli pratici su come fare ad aver ragione anche quando non ce l'ha, ricorrendo a furbizie dialettiche ed a "allorismi", si dimentica di una cosa semplice semplice. Forse troppo semplice: esiste una esperienza diretta e personale che gli fa dire che gli zingari in generale rapiscono i bambini?
Se esiste sono pronta ad accettare questa tua replica, altrimenti la prendo per cio' che invece pare che sia: una tipica reazione di stizza. :-)

Kashmir ha detto...

se leggi bene il mio precedente commento, ti accorgerai che non ho utilizzato alcun allorismo ;)

per quanto attiene le esperienze dirette, volendo ne ho una personalissima, che per diletto ti racconto.
quando, ancora in giovine età, mi dilettavo con lo studio universitario in quel di Ferrara, un pomeriggio di sole vidi due donne che, attraverso una finestra, si stavano intrufolando in un'abitazione del centro della suddetta città.
chiamai repetinamente i carabinieri che, recatisi sul posto, arrestarono le due donne le quali, oltre ad aver rubato alcuni preziosi (solo oro), se ne stavano andando con un bimbo (non loro) tra le braccia. la nonna, che in quel momento custodiva la bimba, era stata "distratta" con una chiamata telefonica.
inutile che ti dica di che etnia fossero le due donne, così come mi sembra superfluo aggiungere che fui chiamato a testimoniare al processo per tentato furto e sequestro di persona.
tutto questo rimane scolpito nella MIA esperienza personale.
eppure - che fesso - continuo a pensare che ladri, assassini, strupratori, maniaci, ignoranti, razzisti etc. ci siano in ogni etnia, nazione, popolo
ma che ciò non possa costituire una regola di alcun tipo.. ;)
insomma, Lombroso e il darwinismo sociale continuano a sembrarmi della cazzate..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

continuo a pensare che ladri, assassini, strupratori, maniaci, ignoranti, razzisti etc. ci siano in ogni etnia, nazione, popolo
ma che ciò non possa costituire una regola di alcun tipo..


Io non ho parlato di italici stupratori (anche se le statistiche dicono che sono fra i massimi fruitori di servizi di prostituzione minorile all'estero ed). Ho detto che sono un popolo di idioti, ipocriti e falsi moralisti. E la mia affermazione non si basa sulla conoscenza di un singolo individuo che una volta il cugino di un amico del cognato della mi dirimpettaia ha incontrato.
Il mio campione umano, soprattutto maschile, e' assai ampio, fidati. Molto piu' di quanto tu possa immaginare ed e' collegato in qualche modo al moralismo e all'ipocrisia.
Inoltre non nego che gli zingari siano ladri.
Posso dire che il furto inteso come "pratica di vita" e' qualcosa che il mio popolo pratica. Soprattutto i nomadi. Lo riconosco. Come riconosco che ci sono alcune usanze arcaiche per cui i genitori cedono i loro figli ad altri per elemosinare. Sono cose contro le quali io stessa mi batto ogni giorno, come mi batto contro il fatto che molti genitori preferiscono non mandare i loro figli a scuola e tante altre cose bruttissime.
Per risolvere cio', negare l'evidenza non serve. Occorre prenderne atto, essere umili, riconoscere certi problemi senza provarne vergogna, e lavorare per emancipare chi non ha la fortuna di potercela fare da solo.
Dovrei raccontarti troppo di me, e non ne ho voglia. Ti basti sapere che certe pratiche (ad esempio il furto o l'elemosinare) hanno ragioni che sono legate alla sopravvivenza, ed all'ignoranza, ma si tratta quasi sempre di piccoli furti. Tutt'altra cosa rispetto a quelli dei colletti bianchi che invece depredano le povere vecchiette dei loro risparmi per comprarsi il dodicesimo elicottero o l'appartamento al Colosseo.
Per quanto riguarda il rapimento dei bimbi, invece, perdonami tanto ma con un sorriso storto esprimo molti dubbi. In tutta la mia vita, in tutta la mia esperienza, ho sentito innumerevoli accuse di tal genere ma mai che qualcuno abbia portato le prove certe. E questo, se mi permetti e' strano, perche' se i Rom fossero dei rapitori di bimbi conclamati, di tutto cio' esisterebbe un'ampia documentazione. Certo che il caso isolato ci puo' stare, come ci puo' stare un finnico con i capelli crespi e neri, ma il tuo racconto, se e' vero, non puo' attribuire ad un popolo la pratica del "rapimento" sistematico come invece, ad esempio da voi, esiste la pratica dell'ipocrisia sistematica.
Comunque vedo che il discorso inizia a farsi sterile. Credo di aver espresso, con te, tutto cio' che avevo da esprimere. Grazie per l'attenzione. :-)

Flyingboy ha detto...

Kashmir ha detto...

mi credete se vi dico che in una città del nord Italia, con un sindaco leghista duro e puro (almeno credo...), il campo *nomadi* è stato chiuso e rom e sinti vivono ora in appartamenti in varie parti della città, i loro figli hanno iniziato un percorso scolastico, donne e ragazzi hanno un lavoro che gli permette (anche, ma non solo) di pagare un canone di locazione?
Ora qualcuno mi dirà che questa è assimilazione, come fanno i borg di star trek......nulla è mai perfetto


Non c'è nulla da leggere, perchè quella non era la notizia.
La notizia era "il campo nomadi è stato chiuso".
Io invece ci credo perchè, in una mia precedente "vita", ho curato personalmente il progetto di inserimento.
Se ti riesce, fai un atto di fede ;)



per quanto attiene le esperienze dirette, volendo ne ho una personalissima, che per diletto ti racconto.
quando, ancora in giovine età, mi dilettavo con lo studio universitario in quel di Ferrara, un pomeriggio di sole vidi due donne che, attraverso una finestra, si stavano intrufolando in un'abitazione del centro della suddetta città.
chiamai repetinamente i carabinieri che, recatisi sul posto, arrestarono le due donne le quali, oltre ad aver rubato alcuni preziosi (solo oro), se ne stavano andando con un bimbo (non loro) tra le braccia. la nonna, che in quel momento custodiva la bimba, era stata "distratta" con una chiamata telefonica.
inutile che ti dica di che etnia fossero le due donne, così come mi sembra superfluo aggiungere che fui chiamato a testimoniare al processo per tentato furto e sequestro di persona.
tutto questo rimane scolpito nella MIA esperienza personale.
eppure - che fesso - continuo a pensare che ladri, assassini, strupratori, maniaci, ignoranti, razzisti etc. ci siano in ogni etnia, nazione, popolo


.. non trovo le parole giuste :)

sorvolo sopra il forte dubbio di QUESTE esperienze personali, ma mi soffermo al concetto:

UN caso (sempre se vero ma ho un forte dubbio) basta per poter trarne conclusioni e anche generalizzare?

PS: Se' non rispondo subito mi dovrete scusare e che sono altamente impegnato a risolvere i problemi di Grecia e poi mi dirigo a golfo di Messico visto che in gioventu' avevo brevettato un dispositivo che sembra essere interessante per il British petroleum. Incrociamo le dita ...

Kashmir ha detto...

sì hai ragione, è divenuto sterile;
sopratutto quando si mette in campo il personale campionario maschile (che non ho difficoltà nell'immaginare vasto come dici)
grazie a te per le esaurienti risposte ;)
mi stringo il nodo della cravatta e torno alle mie vecchiette.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

(che non ho difficoltà nell'immaginare vasto come dici

Guarda... voglio esserti d'aiuto. Immaginalo ancor piu' vasto

mi stringo il nodo della cravatta e torno alle mie vecchiette.

Fra furto e furto esistono delle differenze. Ho utilizzato tutto quanto il mio campionario di luoghi comuni per spiegarlo, ma sembra che questo concetto, al di la' di aver citato il processo penale, non riesci proprio a digerirlo.

Se vuoi posso fare ancora un appunto, generalizzando come al mio solito, sugli italici di oggi, quelli come dire di "cultura berlusconiana".
Usero' parole non mie: "Dove tutto e' mafia, niente e' mafia", direbbe Roberto Scarpinato. E' la tipica tecnica di mettere tutti sullo stesso piano, ladri di polli e ladri di miliardi, al fine di minimizzare le grandi magagne che vi affliggono ed apparire non colpevoli, perche' in fondo "tutti fanno lo stesso. I delinquenti esistono dappertutto. Tutti colpevoli, nessun colpevole.
Se ci pensi bene non sono io quella che "generalizza", e forse questo e' un dettaglio che a molti sfugge.

Flyingboy ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E' la tipica tecnica di mettere tutti sullo stesso piano, ladri di polli e ladri di miliardi, ..

Concordo. Comunque le 2 categorie vengono distinte quando e' il momento di dimostrare che le tasse vengono pagate per la causa giusta, per costruire una societa' con forte senso di giustizia dove processati vengono solo e senza leggi ad personam i ladri di polli , mentre i ladri di miliardi diventano le icone di successo e un giorno (perche no?)presidenti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

dove processati vengono solo e senza leggi ad personam i ladri di polli , mentre i ladri di miliardi diventano le icone di successo

Generalizzo se dico che questo e' cio' che avviene in Italia?
E se avviene, chi ne e' responsabile?
Gli individui o la generalita' delle persone che lo permettono?
Quindi il termine ipocriti si addice.
Comunque, stavolta, quando arrivera' lo tsunami e gli italici saranno ridotti peggio dei romeni all'epoca di Ceausescu, non potranno dare la colpa agli zingari ed ai loro furtarelli. Anche se sono certa che ci sara' chi tentera' di farlo mentre scappera' col suo elicottero. E qui si addice il termine di idioti.

Yuka ha detto...

@ Chiara: “Se invece di dichiararmi olandese avessi detto, in quegli anni, che ero Romni', avrebbero sicuramente cercato di convincermi che per me andava bene anche la meta' del rate, facendomi perdere tempo a discutere inutilmente.”

Ne sai sicuramente più di me in proposito.. Mai provato a svelare la tua vera nazionalità a giochi fatti? Sarei curiosa di sapere le reazioni che ne sono conseguite..

“Il fatto e' un altro: in certe persone c'e' la convinzione che alcune cose valgano piu' di altre.”

Beh, alcune cose valgono effettivamente più delle altre.. Ovviamente non mi riferisco al caso in questione, ma ci sono degli uomini ad esempio, che per me personalmente non valgono nulla.. E sono più che felice di fare una distinzione..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Flyingboy: .. non trovo le parole giuste

Le parole giuste te le dico io: credi a me se ti dico che in Russia le bonazze biondazze e tettute sono tutte delle spie dei servizi segreti. Te lo dico perche' il mio nome e' Bond... James Bond. Fai un atto di fede. :-)

Flyingboy ha detto...

@ Chiara di Notte - Klára ...


Le parole giuste te le dico io: credi a me se ti dico che in Russia le bonazze biondazze e tettute sono tutte delle spie dei servizi segreti. Te lo dico perche' il mio nome e' Bond... James Bond. Fai un atto di fede. :-)


Privet collega,

Ci si becca al convegno a Langley a giugno?

Boy.. Flying Boy :)

PS: Fatto tardi per l'aereo, vedo di rubarne uno..

Kashmir ha detto...

stiamo facendo un deserto attorno, altro che sterilità.

possono andare bene circa 5.000 unità maschili italiche con colletto alla francese e regimental?

il concetto l'ho digerito eccome. e l'ho anche *espulso* (per usare un termine carino).
la citazione di Scarpinato mi fa molto piacere, dimostra che l'assunto Italici=idioti è fallace ;)


@flying
UN caso (sempre se vero ma ho un forte dubbio) basta per poter trarne conclusioni e anche generalizzare?

posto che è vero, dato che non sono uso sparare cazzate (non ne vedrei nemmeno la necessità), se (tu) avessi la pazienza di leggere gli altri miei commenti ti accorgeresti che chi evita di generalizzare (e trarne poi conclusioni) è proprio il sottoscritto ;)
l'esempio (appunto), non era per elogiare il Sindaco X o Y...ma per porre evidenziare che non tutto ciò che puzza è m***a ;)

modesty ha detto...

dice klara: ... non ritengo di essere in grado di picchiare la gente. Anche se le mie unghie sono da molti considerate delle armi improprie. :-)

o si è o non si è disposti ad un confronto fisico. pugni o unghie? non fa differenza. è la disponibilità istintiva ad essere pronto ad uno scontro. o c'è o non c'è. che poi tu cerchi di porre l'altra guancia alemno una volta è lodevole. io proprio non ci riesco. sono talmente intollerante che sono a favore della "mossa prevntiva" :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Beh, alcune cose valgono effettivamente più delle altre.. Ovviamente non mi riferisco al caso in questione, ma ci sono degli uomini ad esempio, che per me personalmente non valgono nulla.. E sono più che felice di fare una distinzione..

Yuka, parlo di cose, di merce, non di persone. E per certa gente, tanta gente, una prostituta NON e' una persona.
Comunque, oltre a cio' se avessero saputo che non ero olandese ma dell'Est, mi avrebbero considerata un'inferiore, una morta di fame che avrebbe potuto accontentarsi anche di meno.
Per avere un'idea di come funzionava (e funziona) prova ad entrare in uno di quei tanti forum di uomini soli e disperati il cui unico scopo nella vita e' trovare prostitute sempre nuove.

Infine vuoi sapere se ho mai provato a svelare loro le mie origini dopo?
Ovviamente mentre esercitavo no, altrimenti si sarebbe sparsa la voce, ma una volta chiuso col mestiere l'ho fatto. Solo che le condizioni adesso sono cambiate: la curiosita' di certi collezionisti, e la voglia di ottenere ad ogni costo il francobollo raro, vince persino sull'istinto razzista.
Anche se sotto sotto ci vedo quasi il desiderio di esercitare un'azione di "spregio".

Kashmir ha detto...

Comunque le 2 categorie vengono distinte quando e' il momento di dimostrare che le tasse vengono pagate per la causa giusta, per costruire una societa' con forte senso di giustizia dove processati vengono solo e senza leggi ad personam i ladri di polli , mentre i ladri di miliardi diventano le icone di successo e un giorno (perche no?)presidenti.

senza offesa: è il tipico discorso dell'uomo della strada che non ha mai messo piede in un Tribunale
altrimenti sapresti che il ladro di polli (ma molto peggio), tra un po' non verrà nemmeno più processato ;)

come diceva Chiara, ho espresso tutto ciò che avevo da dire.
A presto :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kashmir: senza offesa: è il tipico discorso dell'uomo della strada che non ha mai messo piede in un Tribunale
altrimenti sapresti che il ladro di polli (ma molto peggio), tra un po' non verrà nemmeno più processato ;)


Ecco l'ennesimo avvocato... dobbiamo fare un altro atto di fede... :-))
Egregio "avvocato", se mi permette io ho fatto tutti gli atti di fede che desiderava, ma questo ultimo suo commento e' davvero un'enorme cazzata.
Quasi tutti i processi per furti di polli in Italia, quelli in cui gli imputati sono povera gente che non ha neppure i soldi per pagarsi un difensore, grazie a certe leggine furbe pensate indovina da chi, vengono fatti per direttissima. Durano 15 minuti e gli imputati vengono immediatamente condannati. Tipo catena di montaggio.
E sono questi i processi che piu' ingolfano i tribunali e che distolgono i magistrati dagli ALTRI processi, quelli piu' importanti. Quelli che NON si devono fare. Quelli che per direttissima non possono essere fatti perche' ci sono eserciti di avvocati che chiedono perizie, controperizie (che ovviamente costano una barca di soldi ma chi ha 12 elicotteri non ha problemi di liquidita'), e riscontri, controriscontri, testimoni a carico, a discarico e cosi' via, per cui, alla fine, con il processo breve saranno questi ultimi a non essere piu' fatti.
Mentre i ladri di polli continueranno ad andare in galera.
Sa che adesso, ripensandoci ho dei dubbi che lei sia avvocato e che abbia messo piede in tribunale?
Le dispiace se l'annovero nella categoria "millantatori del web"?
E' assai numerosa e non si sentira' solo. :-)
Buona serata.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

la citazione di Scarpinato mi fa molto piacere, dimostra che l'assunto Italici=idioti è fallace ;)

No. dimostra solo che Scarpinato non e' idiota.
Gli italici li vedi qui. O almeno qui vedi i loro rappresentanti, i loro "delegati", quelli a cui hanno affidato le loro sorti:

http://www.blitzquotidiano.it/politica-italiana/crisia-tremonti-onorevoli-se-ne-fregano-362315/

Qualcuno dira': sono i politici ad essere dei mascalzoni. Ma nonostante che questi politici siano pagati con stipendi favolosi (fra i piu' alti del mondo) in una nazione che rischia di fare la fine della Grecia e se ne freghino di fare il lavoro per cui sono LAUTAMENTE pagati, e' perche' sanno che il loro elettori sono degli idioti e che possono prenderli per i fondelli all'infinito.

Kashmir ha detto...

annoverami pure in qualsiasi categoria ti faccia piacere, la cosa non è di *primaria* importanza :)

cara Chiara, se tu pensi che i ladri di polli, processati per direttissima in 15 minuti con processi che, secondo te, sono la causa dell'ingolfamento dei nostri Tribunali (sorrido), vadano in galera, io ti annovererò in una categoria ben peggiore di quella dei millantatori del web ;)...e anche tu, così, sarai in ottima compagnia..

chiudo sul serio, le vecchiette ormai protestano la mia assenza :) e poi mi sento tedioso da solo

Chiara di Notte - Klára ha detto...

cara Chiara, se tu pensi che i ladri di polli, processati per direttissima in 15 minuti con processi che, secondo te, sono la causa dell'ingolfamento dei nostri Tribunali (sorrido), vadano in galera, io ti annovererò in una categoria ben peggiore di quella dei millantatori del web ;)...e anche tu, così, sarai in ottima compagnia..

Wow!!
Colpito nel segno eh?
Nervetto scoperto... capisco. Capita. :-)
Capita che ci si muova in internet mostrandoci cio' che non siamo e sperando che nessuno si accorga che raccontiamo cazzate.
Ovviamente io su questo non ho alcuna voce in capitolo; sono solo un'umile contadina zingara (pure ladra e puzzolente), ed anche se ancora non ho rapito bambini, spero di rifarmi al piu' presto.
Comunque si dice... pare, dico pare... che le carceri in Italia strabocchino, che le celle siano stracolme e che non ci sia piu' posto. Tanto che il min. Alfano ha in mente un mini indulto.

Mi chiedo a cosa serva, dato che, come dice l'avvocato Kashmir, in galera in Italia non ci finisce piu' nessuno. Neppure i condannati.
Orbene... mentre mi arrovello il cervello pensando a come rispondere a questo indovinello, mi rallegro di aver raggiunto finalmente il punto piu' alto della discussione. con l'inevitabile epilogo di essere annoverata in una categoria "ben peggiore"...
Ben peggiore... accipicchia!

Ovviamente (e qui smetto di scherzare) tu caro kashmir mi hai sempre dato l'idea del "farlocco", di un narcisista che volesse solo provocare insultando per cercare a tutti i costi uno spazio di visibilita'. E se devo essere sincera, la tua mancanza non lascera' alcun vuoto. :-)

Kashmir ha detto...

Ahahah, la mia stima per te rimane immutata anche quando, perdendo il lume, e la butti sulla rissa e sul personale.
Sei grande! Hai le palle quadrate :) senza nulla togliere alla tua femminilità..
Ciao ;)

Yuka ha detto...

@ Chiara:
Non so se è perché oggi mi gira particolarmente male, o se è semplicemente perché mi disgusta, ma trovo questa tendenza al "collezionismo" di uno squallore unico..
Senza stare a ribattere di nuovo, per me le persone non hanno un prezzo.. Non ci si può attaccare un etichetta da 9,99 € e basare le proprio idee sul prezzo fisso.. Però sto pensando seriamente di provare io stessa ad etichettare un po' qualcuno.. Vediamo se proverò qualche piacere nel trattare la gente da 67, 89 € meglio di quella a prezzo scontato di 1, 45 €..
Non so nemmeno se sono in tema, ma ho la luna storta.. Era solo per esprimere (mi ripeto) disgusto per certa gente..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Senza stare a ribattere di nuovo, per me le persone non hanno un prezzo.. Non ci si può attaccare un etichetta da 9,99 € e basare le proprio idee sul prezzo fisso.. Però sto pensando seriamente di provare io stessa ad etichettare un po' qualcuno.. Vediamo se proverò qualche piacere nel trattare la gente da 67, 89 € meglio di quella a prezzo scontato di 1, 45 €..

Cara Yuka, purtroppo c'e' gente che valuta le persone come merce. Questo e'sempre accaduto. La schiavitu' nel passato, ma anche le prostitute, oppure tutta quella manovalanza che non pretende diritti salariali o sociali, e quindi costa meno alle aziende.
Quindi non c'e' da stupirsi. Fa parte del modo di essere di chi sta al di la' della linea che ho tracciato per terra con la punta del piede.
E' certo che, come dice il proverbio Rom adattato a questo specifico tema, "se c'e' chi ti tratta come merce, allora anche tu vorrai trattare come merce qualcuno".

Yuka ha detto...

Già, un proverbio molto saggio.. Penso che gli darò ascolto molto volentieri e continuerò a disprezzare certa gentaglia solo mentalmente, mentre nei comportamenti e nelle parole, rimarrò fedele al rispetto insegnatomi da mia madre e al mio modo civile di vedere il mondo..

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics