mercoledì 24 marzo 2010

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Tatuaggi

L’avvocato Nils Bjurman soffriva. I suoi muscoli erano inservibili. Il corpo era come paralizzato. Non era sicuro di aver perso conoscenza, ma era disorientato e non ricordava esattamente che cosa fosse accaduto. Quando riprese lentamente il controllo del proprio corpo, scopri’ di essere steso supino sul suo letto, nudo, con i polsi bloccati dalle manette e le gambe dolorosamente divaricate. Aveva segni di bruciature che dolevano nei punti in cui gli elettrodi erano venuti a contatto con la pelle.
Lisbeth Salander aveva portato la poltroncina di vimini accanto al letto e aspettava paziente, con gli stivali appoggiati sulle coperte, fumando una sigaretta. Quando Bjurman cerco’ di parlare si rese conto di avere la bocca sigillata con un largo nastro adesivo. Giro’ la testa. La ragazza aveva tirato fuori i cassetti rovesciandone il contenuto.
“Ho trovato i tuoi gingilli” disse. Sollevo’ un frustino e indico’ la collezione di falli, morsi e maschere di gomma sul pavimento. “A cosa dovrebbe servire questo aggeggio?” Mostro’ un grosso fallo anale. “No, non cercare di parlare – in ogni caso non ti sentirei. E’ questo che hai usato su di me la scorsa settimana? E’ sufficiente che annuisci.” Si chino’ speranzosa su di lui.
Nils Bjurman si senti’ invadere da un’ondata improvvisa di gelido terrore e perse la testa. Comincio’ a strattonare le catene che gli bloccavano le mani. Lei aveva preso il controllo. Impossibile. Non pote’ fare nulla quando Lisbeth Salander si piego’ in avanti e piazzo’ il fallo fra le sue natiche. “Dunque sei un sadico” constato’ lei. “Ti piace infilare roba nella gente, eh?” Lo fisso’. Il suo viso era una maschera senza espressione. “Senza lubrificante, eh?”
Bjurman strillo’ attraverso il nastro adesivo quando Lisbeth Salander gli allargo’ brutalmente le natiche e applico’ il fallo dove andava applicato.
“Piantala di frignare” disse Lisbeth Salander, imitando la sua voce. “Se fai storie, ti dovro’ punire.”
Si alzo’ e giro’ intorno al letto. Lui la segui’ con la disperazione nello sguardo… che cavolo… Lisbeth Salander aveva trasportato li’ il suo televisore da trentadue pollici dal soggiorno. Sul pavimento aveva sistemato il suo lettore. La ragazza lo guardo’, ancora con in mano la frusta.
“Ho tutta la tua attenzione?” domando’. “Non cercare di parlare – e’ sufficiente se annuisci. Senti quello che dico?” Lui annui’.
“Bene.” Si chino’ e raccolse da terra il suo zainetto. “Lo riconosci?” Lui annui’. “E’ lo zaino che avevo quando sono venuta qui la settimana scorsa. Oggetto pratico. L’ho preso in prestito dalla Milton Security.” Apri’ una cerniera lampo sul bordo inferiore. “Questa e’ una videocamera digitale. Guardi mai Insider alla tv? E’ uno zainetto cosi’ che certi schifosi reporter usano quando vogliono filmare qualcosa di nascosto.” Chiuse di nuovo la cerniera lampo.
E l’obiettivo?, ti domanderai. E’ proprio li’ la finezza. Grandangolo con fibre ottiche. L’occhio somiglia a un bottone e sta nascosto nella fibbia della tracolla. Forse ricordi che piazzai lo zaino qui sul tavolino prima che tu cominciassi a palpeggiarmi. Feci molta attenzione che l’obiettivo fosse puntato sul letto.”
Tiro’ fuori un cd e lo infilo’ nel lettore. Quindi sistemo’ la poltroncina in modo da poter vedere lo schermo della tv. Si accese un’altra sigaretta e premette un pulsante. Del telecomando. L’avvocato Bjurman vide se stesso aprire la porta a Lisbeth Salander.
Non hai nemmeno imparato a leggere l’ora? saluto’ arcigno.
Gli fece vedere tutto il nastro. Il film termino’ dopo novanta minuti, nel bel mezzo di una scena in cui un Bjurman nudo era seduto sul letto a bere un bicchiere di vino mentre osservava Lisbeth Salander che giaceva rannicchiata con le mani incatenate dietro la schiena.
Lei spense la tv e rimase seduta in silenzio per quasi dieci minuti senza guardarlo. Bjurman non osava muoversi nemmeno di un millimetro. Poi lei si alzo’ e ando’ in bagno. Quando fece ritorno si risedette sulla poltroncina di vimini. La sua voce era come carta vetrata.
“Ho fatto un errore, la settimana scorsa” disse. “Credevo che sarei stata costretta a succhiartelo di nuovo, il che nel tuo caso e’ maledettamente disgustoso, ma non fino al punto di impedirmi di farlo. Credevo che senza troppa fatica avrei potuto procurarmi una documentazione sufficiente per dimostrare che sei un vecchio porco schifoso. Avevo sbagliato a giudicarti. Non avevo capito quanto tu sia profondamente malato.”
“Ti parlero’ chiaro” continuo’. “Questo film mostra come tu violenti una minorata mentale venticinquenne della quale sei stato nominato tutore. E non t’immagini quanto mentalmente minorata io possa essere all’occorrenza. Qualsiasi persona che vedra’ questo nastro scoprira’ che non solo sei un verme, ma anche un sadico folle. Questa e’ la seconda e spero anche ultima volta che guardo questo film. E’ molto istruttivo, vero? La mia supposizione e’ che sei tu e non io a rischiare di essere istituzionalizzato. Sei d’accordo?”
Rimase in attesa. Lui non reagiva, ma lei poteva vedere che stava tremando. Afferro’ la frusta e gli sferzo’ in pieno i genitali.
“Sei d’accordo?” ripete’ a voce molto piu’ alta. Lui annui’.
“Bene. Allora questo punto l’abbiamo sistemato.”
Avvicino’ la poltroncina di vimini e si sedette in modo da poterlo guardare negli occhi.
“Allora, cosa pensi che dobbiamo fare adesso?” Lui non pote’ rispondere. “Hai qualche buona idea?” Visto che lui non reagiva, lei tese la mano e gli afferro’ lo scroto e tiro’ finche il suo volto non si deformo’ dal dolore. “Hai qualche buona idea?” ripete’. Lui scosse la testa.
“Bene. Infatti finiro’ per irritarmi moltissimo con te se mai ti verra’ qualche idea in futuro.”
Si lascio’ andare contro lo schienale e si accese un’altra sigaretta. “Ora ti spiego che cosa succedera’. La prossima settimana, non appena sarai riuscito a espellere quel tappo di gomma ipertrofico dal culo, darai istruzioni alla mia banca che io – e io soltanto – abbia accesso al mio conto. Capisci quello che sto dicendo?” L’avvocato Bjurman annui’.
“Bravo. Tu non prenderai mai piu’ contatto con me. In futuro ci incontreremo soltanto se e quando saro’ io a volerlo. Dunque ti e’ stato imposto il divieto di visita.” Lui assenti’ ripetutamente e tiro’ il fiato. Non ha intenzione di uccidermi.
“Se mai dovessi prendere di nuovo contatto con me, copie di questo finiranno in ogni singola redazione di giornale di Stoccolma. Capito?”
Lui annui’ piu’ volte. Devo mettere le mani su quel filmato.
“Una volta all’anno consegnerai la tua relazione sul mio status all’ufficio tutorio. Riferirai che conduco un’esistenza assolutamente normale, che ho un lavoro fisso, che bado a me stessa e che ritieni che non ci sia nulla di anormale nel mio comportamento. Okay?”
Lui assenti’.
“Ogni mese redigerai un rapporto fasullo sui tuoi incontri con me. Racconterai diffusamente quanto io sia positiva e quanto mi sappia ben gestire. Mi invierai copia del rapporto tramite posta. Capito?” Lui annui’ di nuovo. Lisbeth Salander noto’ distrattamente le gocce di sudore che gli avevano imperlato la fronte.
“Fra qualche anno, diciamo un paio, presenterai richiesta al tribunale perche’ la mia dichiarazione di incapacita’ giuridica sia annullata. A supporto, userai i tuoi rapporti fasulli dei nostri incontri mensili. Dovrai procurarti uno psichiatra che dichiari sotto giuramento che io sono perfettamente normale. Dovrai metterci molto impegno. Farai tutto, ma proprio tutto cio’ che e’ in tuo potere perche’ io diventi legalmente capace.” Lui assenti’.
“Sai perche’ farai del tuo meglio? Perche’ hai un motivo maledettamente buono. Se fallirai, io infatti rendero’ pubblico questo video.”
Lui ascoltava con attenzione ogni singola sillaba pronunciata da Lisbeth Salander. D’un tratto i suoi occhi lampeggiarono d’odio. Decise che la ragazza stava facendo un errore, a lasciarlo vivo. Tutto questo te lo faro’ ingoiare, brutta troia. Prima o poi. Ti schiaccero’. Ma continuo’ ad annuire con entusiasmo in risposta a ogni sua domanda.
“Lo stesso dicasi se prenderai contatto con me.” Si passo' la mano sulla gola. “Addio a questo appartamento e ai tuoi bei titoli e ai tuoi milioni su quel conto all’estero.”
Gli occhi di lui si dilatarono quando senti’ menzionare il denaro. Come cazzo faceva a sapere…
Lei sorrise e tiro’ una boccata profonda di fumo. Poi spense la sigaretta lasciandola cadere sulla moquette e schiacciandola sotto il tacco.
“Voglio le tue chiavi di riserva sia di qui sia del tuo ufficio.” Lui aggrotto’ le sopracciglia. Lei si chino’ in avanti e fece un sorriso beato.
“D’ora in avanti avro’ il controllo della tua vita. Quando meno te lo aspetti, magari mentre sei a letto a dormire, potrei materializzarmi qui nella tua stanza con questa in mano.” Sollevo’ la pistola elettrica. “Ti terro’ sotto controllo. Se mai dovessi trovarti di nuovo in compagnia di una ragazza – e a prescindere dal fatto che lei sia consenziente oppure no -, se mai dovessi trovarti in compagnia di una donna in generale…” Lisbeth Salander si passo’ di nuovo la mano di traverso alla gola.
“Se io dovessi morire… se mi dovesse succedere un incidente, tipo essere investita da una macchina o altro… copie del video verranno inviate per posta a tutti i giornali. Piu' una storia dettagliata dove racconto com’e’ avere te per tutore.”
“Ancora una cosa” continuo’. Si chino’ in avanti in modo che il suo volto fosse solo a qualche centimetro da quello di lui. “Se mai dovessi sfiorarmi di nuovo, ti ammazzo. Credimi sulla parola.”
L’avvocato Bjurman non ebbe nessuna difficolta’ a crederle. Non c’era spazio per nessun bluff, in quegli occhi.
“Ricordati che sono pazza.”
Lui annui’. Lei lo guardo’ con aria pensierosa.
“Non credo che tu e io diventeremo buoni amici” disse Lisbeth Salander con voce grave. “In questo preciso momento tu ti stai congratulando con te stesso perche’ sono abbastanza pazza da lasciarti vivere. Pensi di avere il controllo, nonostante tu sia mio prigioniero, perche’ sei convinto che l’unica cosa posso fare se non ti uccido e’ lasciarti andare. Percio’ sei pieno di speranza di poter presto riacquistare il tuo potere su di me. O sbaglio?”
Lui scosse la testa, colto improvvisamente da cattivi presentimenti.
“Riceverai un regalo da me, in modo che ti ricordi del nostro accordo.”
La ragazza fece un sorriso storto e si arrampico’ sul letto mettendosi in ginocchio fra le sue gambe. L’avvocato Bjurman non capiva che cosa avesse voluto dire, ma d’un tratto provo’ un terrore acuto.
Poi vide l’ago nella sua mano.
Sbatte’ la testa di qua e di la’ e cerco’ di contorcersi finche’ lei non gli piazzo’ il ginocchio contro l’inguine e premette in un gesto di avvertimento.
“Sta’ fermo. E’ la prima volta che uso questo aggeggio.”
Lavoro’ concentrata per due ore. Quando ebbe terminato, lui aveva smesso di lamentarsi. Sembrava quasi piombato in uno stato di apatia.
Lei scese dal letto, piego’ la testa di lato e osservo’ la sua opera con occhio critico. Il suo talento artistico era piuttosto limitato. Le lettere tremolavano e il tutto aveva un che di impressionista. Aveva utilizzato il rosso e il blu per tatuare il messaggio, che era scritto in maiuscolo su cinque righe che gli coprivano tutto l’addome, dai capezzoli fin giu’, appena sopra i genitali: IO SONO UN SADICO PORCO, UN VERME E UNO STUPRATORE.
Lei raduno’ gli aghi e ripose le cartucce dei colori nello zaino. Poi ando’ in bagno a lavarsi le mani. Quando torno’ in camera da letto, scopri’ di sentirsi decisamente meglio.
“Buona notte” disse.
Apri’ una delle manette e gli sistemo’ la chiave sul ventre. Quindi si porto’ via il suo film e il mazzo di chiavi dell’avvocato.

(Uomini che odiano le donne - Stieg Larsson - Titolo in inglese: The girl with the dragon tattoo)


Perche’ ho riportato questo capitolo tratto dalla trilogia di Stieg Larrson della quale ho scritto anche QUI?
Per tre ragioni. La prima e’ che lo ritengo uno dei momenti piu’ appassionanti che abbia mai letto in una storia. Chi conosce l’antefatto che conduce Lisbeth Salander a vendicarsi del proprio tutore che l’ha costretta a subire le cose piu’ ignobili, difficilmente riesce a non considerarlo il capitolo piu’ esaltante in cui, dentro di noi, si prova tutta la soddisfazione tipica di certi momenti di riscatto assoluto in cui l’odio per il fetente avvocato Bjurman, diventa l’elemento che accomuna la protagonista ai lettori. Un odio, quello di Lisbeth, in cui la componente principale e’ la vendetta, ma e’ anche la consapevolezza di una donna che sa di essere “superiore” a qualsiasi maschio. Maschio che pero’ va temuto, tenuto a distanza perche’ la sua pericolosita’ (almeno nella visione di Lisbeth) e’ insita proprio nell’appartenenza al suo stesso genere.
La seconda ragione e’ perche’ facendo una ricerca con Google - in quanto lo avrei copia incollato volentieri piuttosto che ricopiarlo dal libro - ho notato che nonostante sia un best seller e che mezzo mondo della Rete dichiari di averlo letto, non esiste alcuna pagina web in Italiano che ne riporti un solo brano, neppure piccolo, se non il riassuntino di presentazione che poi troviamo scritto sul retro della copertina del libro e che serve per la pubblicita’ per poterlo vendere online. Per cui ho creduto che un passaggio cosi’ avvincente di una storia non potesse restare completamente assente dal Web. Spero che questo piccolo assaggio induca chi e’ incuriosito a comprarsi il malloppo di 676 paginozze che aggiunto agli altri due tomi che compongono la trilogia, “La ragazza che giocava con il fuoco” (754 pagine) e “La regina dei castelli di carta” (857 pagine), fa di questa storia una delle piu’ lunghe che abbia letto senza essere colta dalla noia .
La terza ragione e’ che le sensazioni che mi ha suscitato Lisbeth Salander che si vendica del suo stupratore, anche se in un diverso contesto, sono state risvegliate ieri quando, fra le tante notizie che riguardano il civilissimo paese italico, ho scovato QUESTA. Ebbene, devo sinceramente dire che a certa gente vorrei anche io come Lisbeth tatuare sul loro culo: IO SONO UN FETENTE RAZZISTA E UNO STRONZO CHE NON HA UN BRICIOLO DI UMANITA’.

Lisbeth Salander era stesa sulla pancia, con un braccio sopra di lui. Guardo' il drago che le correva lungo tutta la schiena, dalla scapola destra fino alla natica. Conto' i suoi tatuaggi. A parte il drago sulla schiena e la vespa sul collo, aveva una serpentina intorno a una caviglia, un'altra intorno al bicipite del braccio sinistro, un segno cinese sul fianco e una rosa sulla coscia. A eccezione del drago, i tatuaggi erano piccoli e discreti.

50 commenti :

Nicole ha detto...

Permettimi di dirti una cosa...tutto giusto o quasi quello che hai scritto. Ma non è questione di 'italici' o qualsiasi razza occidentale tu voglia indicare...E' questione di uomini!

Di alcuni esemplari di genere umano riuscito non male, malissimo. Gente di merda che andrebbe sputata in faccia come minimo.
E' una azione vergognosa. Tra l'altro che io sappia, le persone disagiate dovrebbero essere esonerate dal pagare la mensa per i propri figli. So di scuole e comuni che applicano tale cosa. Quindi non comprendo, ma soprattutto non comprendo determinate menti ottuse, prive di umanità ed elasticità mentale.
E' un'azione discriminante che ferisce e mi indigna dal profondo. A scuola 'costringevo' i bambini più agiati a dividere la colazione con chi li guardava con occhioni sgranati e senza merendina.
Perché non è da libro Cuore quello che affermo è la verità di una realtà fatta ancora oggi di povertà.


Riguardo alla storia ho visto il film , ma non ho letto il libro. Mi è molto piaciuto il film e lo rivedrei con piacere.

Nicole ha detto...

Un po' OT, guardati questo video, ma non mangiare è consigliabile lontano dai pasti.

http://www.youtube.com/watch?v=Ntx_YsLRiew

rossoallosso ha detto...

bellissimi i libri ,orrendi i film.
la storia della scuola e' l'ennesima conferma che in questa societa' tutta dedita al profitto,i bimbi, sono solo una palla al piede,come gli anziani,gli andicappati e tutte le categorie improduttive.
questo,volenti o nolenti,e' il capitalismo,il liberismo incontrollato o chiamatelo come vi pare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: non è questione di 'italici' o qualsiasi razza occidentale tu voglia indicare...E' questione di uomini!

Anche.
Ma sta al sistema politico dettare regole perche' certe cose non accadano.
Ma in Italia le regole sono quelle cose che i poveracci DEVONO osservare pena la galera (magari se cambiano la data sul biglietto della metropolitana) ed altri invece se ne possono sbattere rubando miliardi alla collettivita'.
Oltre a questo si incita continuamente all'intolleranza, verso gli stranieri ed anche verso i poveracci, ed i vecchi, che' da molti che occupano posizioni privilegiate vengono considerati "feccia", gente inutile per la quale "loro", dovrebbero risborsare una parte dei quattrini che per anni hanno RUBATO. I poveri, quindi, sono gente inutile da sopprimere oppure da tartassare finche' da sola non capisce che non e' il caso di restare.
I valori di solidarieta', perdonami, da voi sono davvero marciti in fretta. Un' italietta in cui gli arroganti spadroneggiano e dove non esiste piu' il rispetto per le persone semplici.

http://4.bp.blogspot.com/_wt5wN0EjEws/S6i8viqXxeI/AAAAAAAAGus/HSuAEJ9vmrI/s1600-h/Cavanna+Fede+-+Nonleggerlo.PNG

Oppure

http://www.youtube.com/watch?v=ASbF2WdX1Bo

Ed e' per questo che fra qualche giorno, rompendo la mia abitudine al non voto, saro' in Italia a dare il mio contributo. Anche se nella regione dove votero' ormai i giochi sono fatti ed il mio apporto sara' completamente inutile. Ma non importa: in questo momento ogni goccia in piu' e' importante ed io non voglio far mancare la mia.


@ Rosso: bellissimi i libri ,orrendi i film

Non ho visto i film, e dopo quasi 2.300 pagine di storia, non credo che li guardero'. Non vorrei restare delusa.

Ev@ ha detto...

Lisbeth Salander è un personaggio straordinario. Ho visto solo il film e l'ho trovato... bello e, ti dirò, nel film che ho visto, c’è un personaggio maschile che, per la qualità del suo stare accanto, non è esattamente “male”. Contribuisce anche quel personaggio maschile -tanto differente dal maschio italico che “sdruma”, invece assai più sostenuto, specie dalla 'tele'- al fatto che in Italia, nonostante il successo letterario, non vi sia stata quella risonanza che Klara si è sorpresa di non trovare. Tutto passerà in archivio come roba “non nostra”: siamo abituati a pensare che il peggio avvenga sempre altrove (le cose tetre sono appannaggio dei luoghi del nord, posti con poca luce).

Il nostro senso critico è invece full-immersion impegnato nelle questioni che riguardano i politici. Perché tali questioni, si ripercuotono via via verso i politici più piccoli fino alle "unità sociali" più elementari, come le famiglie. Insomma, gli italiani hanno molto a cuore le questioni riguardanti il potere. Penso vediamo poeticamente sovrapposte la figura del “nonno” con quella del “capo dello stato”. Non tanto la carica esatta (in termini di esatta definizione istituzionale) ma la figura di quello che, mentre tutti si fanno i cazzi loro, è responsabile dell'unità della baracca. E' un lavoro ingrato e quindi ecco perché siamo così disposti a perdonare le sue marachelle. Il resto sono solo discorsi di Milan-Inter, destra-sinistra, egoismi, furberie, abilità, gente che parla di diete, di varia cucina, di griffe, di griffe contraffatte, “che bello il sole”, “ah! che bel mare”, “la mia città è bella”, “e... ma sai dove abita?”, “ah! se avessi soldi”, “io si! Tu? Non mi pare”, “sfigato io? Ma va!”, “a me spetta a te no...”, "chiamami al cell", “tu mi scopi, io ti fotto”, “mentre ti fotto, tu mi devi scopare”, “io scopo tanto”, “cazzo, sei un figo”, “chissà quanto scopa”, “io vi fotto tutti”, “si ma a me no”, “faccio i soldi”, “non c’è un cazzo”, “dammi i soldi”, “vaffanculo puttana”.

Restano ferme cose già dette, fresche fresche, sul narcicismo. E altre, assortite.

Dimentico qualcosa?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: in Italia, nonostante il successo letterario, non vi sia stata quella risonanza che Klara si è sorpresa di non trovare.

No no, non sono sorpresa.
Sai qual e' il rapporto fra gli italiani e la lettura di libri?
Eccolo:

http://docs.google.com/viewer?a=v&q=cache%3AOQ9C87Sxat4J%3Awww.aie.it%2FPortals%2F21%2FPress%2FLetturainEuropa.pdf+lettura+libri+europa&hl=it&gl=it&sig=AHIEtbQeYUc4dyXzp5cLnBlGlv1yqtWViA&pli=1

In Svezia tale percentuale sfiora il 90%, in Ungheria l'80% e la Russia e' posizionata piu' o meno come il Regno Unito.

I motivi?
Prima di tutto la televisione ed il cinema che in Italia tendono a colmare i vuoti culturali e d'intrattenimento, per cui la gente pensa di essere sazia gia' con guardando un programma tv o un film, mentre ben altra e' la sostanza di cui e' composto un libro. Poi si dovrebbe parlare dell'apatia dilagante nelle giovani generazioni, forse dovuta ad un errato metodo educativo e scolastico che crea un inevitabile analfabetismo di ritorno.
Altro dato interessante: le donne leggono molto piu' degli uomini:

http://www.dgmag.it/libri/le-donne-leggono-di-piu-19741

Ce ne sarebbe di materiale per discutere, eh?

Lameduck ha detto...

Lisbeth mi piace molto. Mi piace la sua voglia di vendicarsi.

OT
Grazie per avermi segnalata su Queerblog. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho visto il film che hai citato e lo ho trovato molto istruttivo.

Ieri mattina mentre andavo al lavoro ho sentito per radio quell'infame notizia sui bambini costretti a pane e acqua. Immediatamente mi è apparsa nella mente l'immagine di quel bambino che il primo giorno di scuola ti ha offesa. Qui la cosa è ancora più grave perchè è come (per continuare il paragone con il tuo caso) se ad offenderti fosse stato il maestro.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara

Solo un breve commento senza intenti polemici.


Ma sta al sistema politico dettare regole perche' certe cose non accadano.


Non sono proprio, per nulla, d'accordo. Il sistema politico legifera le tendenze gia' in atto create, piu' o meno volontariamente, dal sistema economico.

E' proprio qui il succo di tutto.
Capire questo significa anche, implicitamente, capire che il sistema politico nazionale non e' che una colorita sfumatura dello stessa figura. Di quel mostro apolide che si muove furtivamente, senza pieta', portando ricchezza apparente in alcune zone e morte e sofferenza in altre.
Un diseguale sviluppo/inviluppo, geometricamente frattale, che vale dal mondo, ai continenti, alle nazioni, alle regioni, alle provincie, ai paesi, ai quartieri.

La questione non e' andare a votare o non andare, inutile o utile, la questione e' la strategia sottostante, che e' al momento assente in tutta l'odierna imbecillita' sinistroide, specialmente in quella che si autoinveste di cariche morali che non possiede e che vaneggia nei parlamenti di mezza europa.

La tua X, potra' portare quanta acqua vuoi, ma finira' tutto in sterile vapore e a terra, non rimarra' nulla, l'aridita' aprira' ferite inguaribili, rughe permanenti, solchi terribili che uccideranno anche il piu' nobile degli intenti umani, lasciando solo spazio alla lotta animalesca per la sopravvivenza.

La tua X non e' inutile, e' dannosa.

Anche Dio e' morto da tempo.


Buon rientro in Italia.
Neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: ho visto il film che hai citato e lo ho trovato molto istruttivo.

Io veramente non ho parlato di film, ma di libri...
Sai... quelle cose fatte di carta con tante pagine segnate con quegli strani simboli chiamati lettere...
Conosci? :-)


@ Neelps: La tua X non e' inutile, e' dannosa.

Fantastico!
Invece la tua Y sarebbe benefica... :-)
Immagino che avrai le prove... oppure dobbiamo crederti per Fede? :-))

Pero'... per cortesia... vi prego, se dovete inviare commenti cosi' risparmiate il vostro tempo, risparmiate il mio tempo, e risparmiatevi anche una figuruccia.


@ Lameduck: Grazie per avermi segnalata su Queerblog

Ho solo fatto cio' che pensavo fosse giusto. Il tuo blog e' daggero uno dei migliori in Italia.
Senti... se davvero vuoi ringraziarmi... perche' non rispondi tu a Neelps? :-))

Ev@ ha detto...

@Klara

Verissimo: la lettura crolla nei paesi della cosiddetta "controriforma". Italia e anche Spagna, che io sappia. Tra le parole scritte vi è il demonio, il Nome della Rosa docet.
Che nella scrittura vi si intravedesse un certo senso dell'eros? Il senso della scoperta? La sorpresa? La rivelazione? Tutte cose che i preti cercano sempre di manipolare...

Piuttosto, ho letto con piacere, su Famiglia Cristiana, un editoriale molto sensibile riguardante le "nuove tecnologie comunicative". Insomma, tutt'altro che un intervento "chiuso" e "ostile".

Ma loro sono bravissimi nel trattare in modo "gommoso" gli argomenti e per questo le loro opinioni possono rotolare per "crinali". Uno di questi, li mette in difficoltà e imbarazzo: quello che aveva come simbolo la "croce uncinata" e che utilizzava lo slogan "got mit uns".

http://www.redrat.net/thoughts/iraq/gott_mit_uns.jpg

Che certa gente sia tutt'altro che "got mit uns", vedi, lo vorrei sentire chiaro e scandito. E non ci starebbe male qualche pensierino sul dove qeusto tipo umano, tutt'altro che pazzo, si sia ritirato.

Ma, forse, anche loro sono in difficoltà. In ogni caso, opere come "Uomini che Odiano le Donne", ci danno qualche idea, molto plausibile.

Saluti

Neelps ha detto...

@Chiara

Fantastico!
Invece la tua Y sarebbe benefica... :-)
Immagino che avrai le prove... oppure dobbiamo crederti per Fede? :-))

Pero'... per cortesia... vi prego, se dovete inviare commenti cosi' risparmiate il vostro tempo, risparmiate il mio tempo, e risparmiatevi anche una figuruccia.


Vedo che prendi i miei commenti sempre dal verso giusto...


Si, ho le prove. Te ne dico alcune, in ordine sfuso:
1. Pratica del riformismo come se fosse cosa scontata.
2. Legge Biagi
3. Spostamento delle discussioni di peso su questioni ridicole ed imbarazzanti per l'intelletto umano. Per esempio, si parla a livello europeo di innalzamento dell'eta' pensionabile, ma qui sento discutere delle puttane di SB. La grecia fa pagare la sua bancarotta ai lavoratori, ma qui si discute delle puttane di SB, l'islanda va in bancarotta, qui si parla delle puttane di SB, crolla il sistema finanziario mondiale, mavala', qui c'e' SB che va a puttane etc etc etc etc etc etc etc etcetera...

Votare una classe politica che si spaccia "di sinistra", riformista e non, quando nel migliore dei casi e' solo investita di un imbecillismo senza limiti, non solo e' inutile, ma crea, come dicevo, danni permanenti, prima di tutto al suo stesso elettorato. Eliminassero almeno il termine "sinistra".
Nella classifica che hai postato, questa classe "dirigente" (...) sicuramente rientra nella percentuale che non legge, oppure ha scambiato la mini collana di harmony per i 3 volumi...

Compito principale, di un partito di sinitra e' formare culturalmente il suo elettorato, questi qui non sono capaci nemmeno di formare se' stessi andando al cepu.
L'unica speranza e' che abbandonino e noi dovremmo dar loro un aiutino, una piccola spintarella, giu' sui binari mentre passa il Torino-Milano ad alta velocita'.
Poi dal nulla forse qualcosa di buono puo' nascere.

Riguardo alla mia Y, non mi pare di essermi mai espresso a riguardo, almeno non esplicitamente.
In questo caso coincide con l'astensionismo, per l'importanza davvero piccola che do a questo evento mediatico, nemmeno fossero le politiche...


E cmq non volevo essere polemico.
ciao ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Votare una classe politica che si spaccia "di sinistra", riformista e non, quando nel migliore dei casi e' solo investita di un imbecillismo senza limiti, non solo e' inutile, ma crea, come dicevo, danni permanenti, prima di tutto al suo stesso elettorato.

Ok, allora dato che lo dici tu, e tu le cose le sai, sia la busta n.1 ,sia la busta n.2, sia la busta n.3, dobbiamo crederti fideisticamente perche' i dati che hai enunciato sono incontrovertibili - per forza li hai detti tu :-) - ci hai convinti. Quindi, per non fare danni e non essere considerati imbecilli, voteremo la destra.
Non vorremmo mai fare un torto alla tua trascendentale sapienza.
Sei contento? :-)

Salazar ha detto...

Siamo diventati troppo sottili, bizantini, troppo sofisticati, troppo settoriali e troppo poco particolari nei nostri giudizi politici o economici e nel voto che ne consegue.
Usiamo molteplici informazioni tutte insieme, infinite sottigliezze nel giudicare gli uomini della politica, la politica e la sua figlia (dico figlia) prediletta, l’economia; dobbiamo far sapere che sappiamo, anche a noi stessi, e costruiamo castelli di fragilissimi ragionamenti che, da soli, senza gli innumerevoli barocchismi affiancati a loro non starebbero in piedi.
Invece sono la semplicità e l’immediatezza le vere guide della scelta politica o politico-economica personale di ognuno di noi: l’uomo o la donna per cui ho votato ha fatto bene o ha fatto male in questa legislatura? Si o no. Tutta qui: si o no!
Se si lo voto ancora, se no voto per un altro.
Ma nel momento del voto, della decisione, arriva il bizantinismo, il bisogno di far sapere che sappiamo, se non agli altri almeno a noi stessi: voterei per Pinco ma non ha i voti, invece Pallino ha i voti ma è amico di Sempronio, Caio mi andrebbe bene, però questa volta non può vincere. E tutto questo senza mai porsi la domanda principale, l’unica che conta: si o no?
E se fosse che Pinco non ha i voti proprio perché tutti a priori pensano che Pinco non abbia i voti? E se Pallino avesse i voti solo perché tutti pensano che ha i voti prima di votarlo, e dopo le elezioni succede esattamente quello che si prevedeva: Pallino ha i voti; ma solo, o meramente soltanto, perché tutti lo prevedevano e tutti si sono comportati di conseguenza.
Semplicità e immediatezza: il politico che abbiamo votato non ha fatto quello che volevamo facesse?, votiamo per un altro, quello che ci va più a genio degli altri, ma non più – mai più – per quello che non ha superato l’esame del si o no. Se anche il secondo non ha fatto quello che ci aspettavamo votiamo un altro ancora, e così avanti, e avanti.
Se ne vedrebbero delle belle, e come si darebbero da fare i politici sapendo di avere una sola possibilità, un solo mandato, tic tac: si o no. Quante coccole agli elettori, quante cose buone per gli elettori con in testa quel pensiero fisso: “una sola possibilità”.
Certo tutti gli elettori dovrebbero fare la stessa, difficilissima cosa, quasi impossibile se si è troppo bizantini nei ragionamenti: pensare al loro bene e alla qualità della loro vita, e non alla politica dei politici, e dire si o no.
Si o no?

rossoallosso ha detto...

@neelps
"In questo caso coincide con l'astensionismo, per l'importanza davvero piccola che do a questo evento mediatico, nemmeno fossero le politiche..."

bravo !!
laviamocene le mani,pero' cosi' facendo e' peggio che essere di "sinistra",vuol dire essere il nulla ,non si puo' nemmeno discutere di puttane,provoaproporti un argomento interessante:

"
L'Inter torna a più 4. La Roma agguanta il Milan "
parlando di calcio riesci anche a capire chi ha vinto le regionali,8 a 5,7 a 6,oppure 12 a 1? noo !!risultato molto raro nel calcio !!!

Ev@ ha detto...

@Neelps e Klara

Scusate… ma, Neelps, il tuo discorso contenente critiche alla sinistra (che in quanto tali potrei anche condividere) porta al paradosso che Klara attacca. E aggiungo: giustamente. Perché i paradossi, in effetti, portano solo all’affermarsi di politici mediocri, dalla “forma mentis” contorta, che possono solo nuocere all’amministrazione della cosa pubblica. Insomma, portano all’affermarsi di figure “azzeccagarbugli” appartenenti a realtà che vorremmo relegate a un passato che evidentemente non si supera.

Esiste un sacco di gente che sostiene un argomento del genere: “quello che succede non mi sta bene ma chi dovrebbe contestarlo? Quelli che sono all’opposizione?” e giù botte contro quelli che stanno all’opposizione. Il risultato è solo un modo subdolo di fare pubblicità alla parte imperante. E ovvio che questa mia critica al “metodo” vale qualsiasi sia la parte imperante e qualsiasi sia la parte all’opposizione.

Altro discorso è una discussione sul cosa effettivamente “opporre” e posso convenire che qui si va in confusione e dovremmo noi capire perché, anziché aspettare un uomo del destino che ce lo dica da uno schermo televisivo. Per la sinistra, a mio avviso, si sente l’assenza di un idea guida. Mi spiego meglio: per idea guida intendo un qualcosa di diverso dal business, concetto che, in Italia, non è ben compreso ma caro a tutti.

Perché il business, è interpretato come “un sogno”. Normale, non lo abbiamo inventato noi, lo abbiamo semplicemente appreso, e spesso per sentito dire. E pure malamente, perché a livello terra-terra si pensa il business sia che la gente si sbrani per l’interesse privato. Non è così, ma vaglielo a dire…

Insomma non ci poniamo il problema che il nostro può essere solo nichilismo. Che tutto mi pare tranne un problema “destra-sinistra”. Poi, quanti narcisisti ci sono in queste liste che votiamo? Voi lo sapete? A me piacerebbe saperlo se no, se si, se si, quanti. Almeno a grandi linee. Ah, infine, il narcisismo è un problema destra-sinistra?

Saluti

Anonimo ha detto...

Francamente mi trovo completamente d'accordo con tutto quello che ha detto Chiara. Spesso, purtroppo, provo vergogna per la mia nazione. L'Italia ha tanti pregi, per carità, ma a volte quelli non bastano per riparare a tutti gli eorri che abbiamo e continuiamo a fare. Per quanto riguarda l'articolo: lo trovo vergognoso, come si fa a anegare un pasto ad un bambino, costa così tanta fatica? E poi si sa che son tempi duri, come minimo dovremmo venirci incontro invece di fare il contrario.

P.S. Per fortuna faccio parte di quel misero 39,8% di lettori abituali. E non leggo robaccia del tipo "Perchè amiamo Berlusconi"

davide ha detto...

Distinta Chiara

"Io veramente non ho parlato di film, ma di libri...
Sai... quelle cose fatte di carta con tante pagine segnate con quegli strani simboli chiamati lettere...
Conosci? :-)"

Poco e male. Comunque da piccolo leggevo topolino, che era pur sempre un qualcosa di simile ad un libro.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Sinceramento non mi è chiaro il nesso fra la "storia" e la "mensa".

Relativamente alla mensa: chi sono quei 52 tutti indigenti? o Approfittatori?

Mah, chiediamo di rispettare le regole solo quando ci fa comodo.
E la regola è la mensa va pagata oppure chiedi il sussidio al comune.
Sempre se il sussidio esiste.

Poi posso essere d'accordo con te che i bambini non devono essere messi in mezzo, non hanno colpe.

Ma questa scelta da chi deriva dai genitori o dalle istituzioni? Sono i genitori che devono tutelare i figli o no?



Prosit
Gugge

Neelps ha detto...

Ciao cari lettori/commentatori del blog di Chiara,

sono pesantemente stressato quindi saro' breve senza fare provocazioni come mio solito.

@Salazar:
Non sono d'accordo quando dai all'economia un ruolo subordinato alla politica. E' il viceversa.
La mia, non e' un'affermazione tanto per dire, se vuoi entriamo nel dettaglio, ti butto li solo un esempio veloce. I recenti cambiamenti globali hanno richiesto una maggiore flessibilita' nel mondo del lavoro.Tutti i governi, di sinistra o di destra, hanno legiferato leggi che si sono adattate a questi cambiamenti. Chi meglio chi peggio.

Sono d'accordo con te parzialmente quando affermi che bisogna guardare anche all'immediato. Vero.
Ma l'immediato senza una visione di lunga significa andare allo sbaraglio, questa e' la principale ragione per cui le sinistre europee sono morte. Le ragioni sono tante e le ometto, ma possiamo parlarne quando volete.
Concentrarsi sull'immediato significa adottare forme che oltrepassano la delegazione.

Infine, adottare la tua logica chi ha fatto meglio, non e' di certo una cattiva idea, la posso anche condividere, difatti avevo gia' espresso che, se votassi, sceglierei Di Pietro, e io sono ben politicamente lontano da questo "partito".

@Rossoallosso

laviamocene le mani,pero' cosi' facendo e' peggio che essere di "sinistra",vuol dire essere il nulla


A parte il fatto che trovo il termine "nulla" molto affascinante, trovo fastidioso, come piu' volte ripetuto, che si accosti l'astensionismo al lavaggio delle mani, perche' questo presuppone ed insinua l'idea che tale pratica sia propria degli stupidi e ignora il fatto che la politica ed il fare politica non passa necessariamente dalla pratica di voto.
E trovo ancora piu' fastidioso quando queste cose vengono dette da una persona che si considera di sinistra, ovviamente non mi sto riferendo direttamente a te in quanto non ti conosco bene.

Ancora meno mi ha fatto piacere il sentirmi parlare in termini calcistici, poiche' pur non essendo molto interessato a questo sport, comprendo che e' un modo per darmi dello stupido (che magari sono).


ciao

Neelps ha detto...

PS: ho qualche problema con i post dei commenti, sembra non funzionare il submit.

Eva

Il risultato è solo un modo subdolo di fare pubblicità alla parte imperante.


Ma davvero sono stato cosi poco chiaro? cosa devo fare?
Inizio ad avere dei dubbi sulla mia capacita' di esprimermi per forma scritta.


Per la sinistra, a mio avviso, si sente l’assenza di un idea guida.


Ma come, il nuovo manifesto della sinistra e' harmony tascabile.

Mi ero promesso di non fare provocazioni, ma ci casco sempre, scusami.

Cmq, non c'e' bisogno di inventare nulla di nuovo.
Ma se tu lo credi, saro' ben felice di discuterne, 100 anni per un uomo sono la giunzione di due generazioni, ma per la storia non e' nulla. Bisogna stare attenti a trarre dei giudizi quando si effettuano misurazioni non signifiative, si rischia di incappare in madornali conclusioni.

Mie personali opinioni, ovviamente.

ciao!

Neelps ha detto...

@Chiara

Non vorremmo mai fare un torto alla tua trascendentale sapienza.
Sei contento? :-)


Ma perche' pensi che sia contento se mi dai ragione? non va bene.
Certo questo e' il tuo blog e alla fine fai un po come ti pare, ci mancherebbe, pero' non ti puoi aspettare che tutti ti scrivano dicendoti quanto sono d'accordo con te. Non lo faccio mica per dispetto, e' vero che spesso uso toni da provocatore, ma a volte servono per ravvivare un po i commenti, ma magari sbaglio.
E' anche vero che molte volte che mi trovo in accordo con quello che scrivi, non te lo scrivo.

E cmq, ciccia bella, spesso lanci l'argomento ma poi ti rifiuti di approfondirlo nascondendoti dietro al fatto che il blog e' tuo e ci fai quello che vuoi! :) :)

Ovviamente lo sto dicendo scherzando, ci ho messo le faccine.

ciao buona serata
PS: ma ci sono seri problemi con il post dei commenti sul blog?!

Salazar ha detto...

Vediamo di andare con ordine, caro Neelps, se ci riesco.

Non sono d'accordo quando dai all'economia un ruolo subordinato...
Bene, questo vuol dire che far fare i palloni dell’Atalanta ai bambini indiani di sei anni e pagarli (i bambini, non i palloni) mezzo euro alla settimana è giusto, di più: è sacrosanto, è la legge dell’economia. Ci si guadagna di più in questo modo, e quando si guadagna di più non ci sono cazzi che tengano. It is business, baby!

I recenti cambiamenti globali hanno richiesto...
La risposta è di una semplicità disarmante: perché tutti i governi mondiali, di destra, di sinistra, di sopra e di sotto stanno sbagliando. Eccome se stanno sbagliando.
Questo tipo di economia capitalistica, consumistica e globalizzata non porta da nessuna parte e non ci porterà da nessuna parte. Ma hai solo dato un’occhiata da lontano a come funzionano le borse valori?: per andare avanti devono assolutamente ricavare dei valori infiniti (gli indici di borsa tipo il nikkei, il Dow Jones o tutti quegli altri cazzoni di numeri) da contenitori finiti, e quando sbattono contro i limiti fisici dei contenitori sballano. C’è la crisi.
Ne deriva che le crisi sono funzionali a questo tipo di economia, senza non potrebbe esistere perché ridurre i numeri tramite le crisi è assolutamente l’unico modo per allontanarsi dai limiti fisici della ricchezza prodotta e poter ricominciare il galeotto conteggio infinito, che infinito non può essere.
Ma gli spazi fra “conteggio infinito” e “contenitore finito” sono sempre più ristretti, e nei prossimi decenni le crisi economiche diverranno sempre più frequenti e sempre più profonde.
Non sono solo io a dirle e a pensarle queste cose, oramai le si sente da molti addetti ai lavori e da molti economisti dell’ultima generazione; addirittura, qui fra le jungle e i mangiatori di banane, una tivvù culturale statale (culturale statale!, ma guarda che stranezze!) ci ha fatto su una mezza dozzina di trasmissioni. L’ultima era ironica, intitolata “Ma ci arriviamo al 2100 o no?” e rivolgevano la domanda alla gente per strada.
Il primo a prevedere queste cose, cioè la funzionalità delle crisi nell’economia capitalista, credo sia stato un economista del XIX secolo, soprattutto ricordato per le sue idee politiche alquanto balzane, un certo Karl Marx.

Ma l'immediato senza una visione di lunga significa andare allo sbaraglio
Mentre con la lunghissima visione politica di adesso invece....

Infine, adottare la tua logica chi ha fatto meglio
Non ho parlato di logica di che ha fatto meglio, che è la stessa logica del meno peggio, ho detto di non rivotare il tuo politico di riferimento se non ha fatto quello che ti aspettavi da lui. È una affermazione molto differente, credo.

Salazar ha detto...

Ho letto appena adesso alcuni commenti sui bambini pane e acqua, e devo fare un’aggiunta.
Commento: sono poveri e allora li mettiamo a pane e acqua.
Spiegazione: ai bambini devono badarci i genitori, e se i genitori non ci riescono... Benissimo, e se sono orfani che ne facciamo?, li mettiamo in un sacco e li buttiamo nel primo cassonetto? Tanto, sono poveri.

Ma che cazzo di gente siete diventati voi italiani d’Italia? Che cazzo di gente state diventando? Quindici anni di destra e di Berlusconi vi ha mangiati dentro, hanno distrutto la pietà, hanno distrutto l’intelligenza, il buon senso, l’altruismo. Andate in chiesa, andate, andate a pregare Dio perché vi mandi più soldi per comprare un cellulare nuovo, andate...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Salazar: Ma che cazzo di gente siete diventati voi italiani d’Italia? Che cazzo di gente state diventando? Quindici anni di destra e di Berlusconi vi ha mangiati dentro, hanno distrutto la pietà, hanno distrutto l’intelligenza, il buon senso, l’altruismo. Andate in chiesa, andate, andate a pregare Dio perché vi mandi più soldi per comprare un cellulare nuovo, andate...

Esattamente cio' che a volte e sempre piu' spesso penso io.

Per quanto riguarda la frase in russo che mi hai inviato:
"Только поскольку что вы не умеете читать “Братя Карамазови” на русском языке.
Привет “хороший жир” (правильный перевод?). "

Cio' che hai scritto e':
"Solo perche' voi non siete capaci di leggere "I Fratelli Karamazov" in russo.
Ciao "grassi buoni" (la traduzione e' corretta?)"

Non riesco a capirne il senso. Che volevi dire?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gugge: Sinceramento non mi è chiaro il nesso fra la "storia" e la "mensa".

Sei stato l'unico. Sintonizza meglio. :-)
Era per dire che mi piacerebbe anche a me avere "sotto" qualcuno che la pensa in un certo modo e tatuarlo alla mia maniera.


@ Anonimo: L'Italia ha tanti pregi, per carità

Anonimo preferirei che almeno un nome ce lo mettessi. Comunque, mi dici quali sono i pregi di cui si possono vantare gli italici di oggi e dei quali siano essi stessi gli artefici?
Forse restano solo il Parmigiano Reggiano ed il Chianti.


@ Neelps: Ma perche' pensi che sia contento se mi dai ragione? non va bene.

Ma tu hai ragione!
Vuoi forse che ti dia torto? Saresti piu' contento?
Su dai... hai ragione su tutta la linea, fidati. :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: Lisbeth Salander è un personaggio straordinario. Ho visto solo il film e l'ho trovato... bello

Cara amica, la visione del film non puo' dare un'idea neppure minima della personalita' di Lisbeth. Se tu leggessi il libro, almeno il primo, capiresti cio' che voglio dire.
Come si fa in un film di 2 ore a raccontare una storia cosi' articolata dove la descrizione di ogni singolo personaggio necessita di piu' di un capitolo?
Si', certo, la trama, puo' essere raccontata, ma e' come assistere al riassunto di un riassunto. Persino il Signore degli Anelli, che in 3 film ha in qualche modo seguito abbastanza fedelmente il libro, alla fine mi ha delusa perche' nel finale cambia totalmente.
Insomma, alla fine mi e' venuta voglia di rileggere il tutto. Sai che ad una seconda rilettura si scoprono maggiori dettagli che rendono il racconto ancor piu' avvincente perche' conoscendo gia' la trama ci si puo' concentrare, appunto, sulle sfumature?
Questo cambia l'ottica stessa della lettura.
Oltre a cio' ci si attarda ad ammirare la tecnica stessa usata dall'autore, e questo per chi ama scrivere come te puo' essere un buon contenitore di spunti.

PS: sei scomparsa. Fatti viva o mi incazzo. :-)

Neelps ha detto...


@Neelps : Non sono d'accordo quando dai all'economia un ruolo subordinato...

@Salazar
Bene, questo vuol dire che far fare i palloni dell’Atalanta ai bambini indiani di sei anni e pagarli (i bambini, non i palloni) mezzo euro alla settimana è giusto, di più: è sacrosanto, è la legge dell’economia. Ci si guadagna di più in questo modo, e quando si guadagna di più non ci sono cazzi che tengano. It is business, baby!


ue' Salazar! adesso ho capito dov'e' il baco di comunicazione.
Quando dico che, secondo me, la politica è subordinata all'economia, non intendo dire che per me dovrebbe essere cosi, sto esprimendo un'affermazione in base ad un'osservazione.
E' come se stessi adottando il metodo scientifico, osservo e traggo delle conclusioni, quindi dico che, in base a questo e quell'altro, l'economia comanda su tutto.
Capito dove ci siamo incartati ?

Una volta che l'analisi della situazione corrente è chiara nella sua complessità, allora solo in quel momento possiamo pensare a che fare.

I palloni li fanno i bambini indiani? è un dato di fatto, la crisi è pagata dagli strati sociali più deboli, è un dato di fatto, non sto dicendo che sia giusto o no, ma è cosi.
E' un'osservazione. Prima di proporre soluzioni bisogna raccogliere informazioni, è la base di qualsiasi approccio scientifico.

Poi continui dicendo che i governi stanno sbagliando. E qui caschi in errore.
Poi dici che l'economia capitalistica non porta da nessuna parte.
I governi vivono ed esistono per via dell'economia capitalistica ed hanno assunto la miglior forma politica al fine della sopravvivenza di tale sistema: la repubblica democratica.
Non ovunque ovviamente, non c'e' spazio per tutti, non siamo tutti allo stesso stato di sviluppo e mai potremmo esserlo.

Ne deriva che le crisi sono funzionali a questo tipo di economia

Hai ragione sono d'accordo con te ma non c'e' nessun mezzo governativo che possa impedirle.
Oppure tu credi che i governi possano decidere di cambiare i pilastri dell'economia?
Non dirmi che lo credi, e soprattutto che sia possibile farlo per via parlamentare. L'istituzione parlamentare stessa è in simbiosi con il sistema economico.
Altrimenti, per esempio in questa ultima crisi, che misure avrebbe dovuto prendere il governo italiano, piuttosto che quello USA, per impedire la crisi?

Il primo a prevedere queste cose, cioè la funzionalità delle crisi nell’economia capitalista, credo sia stato un economista del XIX secolo,

Eh ma, come accennavo con un tono colorito che evidentemente non è stato compreso, se i sinitroidi preferiscono leggere harmony invece che i 3 volumi... è dura che si possa pensare di percorrere molta strada... non c'e' metodo, non c'e' strategia, solo istinto, spesso condito con brandelli di pessimo cattolicesimo.


@Chiara

si certo, fai poco la furbetta, ti tengo d'occhio... >:)

ciao neelpS

davide ha detto...

Caro amico Salazar,

"Il primo a prevedere queste cose, cioè la funzionalità delle crisi nell’economia capitalista, credo sia stato un economista del XIX secolo, soprattutto ricordato per le sue idee politiche alquanto balzane, un certo Karl Marx."

Dire che Marx abbia azzeccato qualche previsione lo trovo molto azzardato.


Per quanto riguarda la crisi di questi anni Marx non ha previsto assolutamente niente.

La crisi attuale non è provocata dall'industria (previsioni di Marx), ma dalla finanza.

Per capire il fallimento del pensiero marxiano ti consiglio di leggere i commenti dell'amico Errante al post di Chiara di Notte di data 28 dicembre 2008 "Dio o ciarlattano?"

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Dire che Marx abbia azzeccato qualche previsione lo trovo molto azzardato.

Davide... ci risiamo?
Mi tocca a citare nuovamente Marx.
Ci trovi qualcosa di errato?
Non e' cio' che si e' verificato?

"Il metodo di produzione capitalistico, che porta progressivamente ad un incremento della produttività del lavoro connesso con i miglioramenti tecnici e con il moltiplicarsi dei mezzi di produzione, ha come tendenza generale quella di determinare un accumulo di ricchezza sempre maggiore nelle mani di un numero sempre minore di persone, con conseguente aumento della miseria da un lato e della ricchezza dall’altro."

I commenti dell'amico Errante, fra l'altro non sono "Il Vangelo". Anzi mi pare che non rispose ad una domanda fondamentale che posi piu' volte: "Volevo inoltre evidenziare alcuni punti in contatto fra marxismo e cristianesimo (limitiamoci solo a quelli per il momento), che sono ad esempio un'idea della condivisione delle risorse.
Ma, soprattutto, un altro elemento che non si trovera' scritto in wikipedia e solo chi ha letto Marx puo' davvero sapere senza rischiare di apparire come un millantatore di erudizione."

Tu questo elemento lo hai scoperto dopo tanto tempo? :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Davide... ci risiamo?
Mi tocca a citare nuovamente Marx.
Ci trovi qualcosa di errato?
Non e' cio' che si e' verificato?
"Il metodo di produzione capitalistico, che porta progressivamente ad un incremento della produttività del lavoro connesso con i miglioramenti tecnici e con il moltiplicarsi dei mezzi di produzione, ha come tendenza generale quella di determinare un accumulo di ricchezza sempre maggiore nelle mani di un numero sempre minore di persone, con conseguente aumento della miseria da un lato e della ricchezza dall’altro."

Il comunismo è stato smentito dalla storia: dovunque siano state applicate le teorie marxiste hanno solo provocato disastri.

In ogni caso risponderò alla frase di Marx che hai citato.

Quando Marx scriveva quelle cose (nella seconda metà dell'800) si riferiva in particolare alla Gran Bretagna, alla Germania e alla Francia.

Nella seconda metà dell'800 (come aveva evidenziato Marx) le condizioni degli operai in quei paesi erano spaventose e le diseguaglianze economiche enormi.

Ebbene nei cento anni successivi le condizioni degli operai (nei paesi sopraccitati) sono sempre andate migliorando e le diseguaglianze sociali diminuendo.
In Germania, Francia e Inghilterra tutti gli operai avevano (fino a pochi anni fa) una casa popolare e un'automobile oltre all'asistenza sociale.
Quindi Marx non ha previsto proprio niente.

Ora ci sono altre crisi ma non dipendono dai fattori citati da Marx.

Quanto all'amico Errante lui a sempre risposto in modo chiaro e completo alle domande che tu gli hai fatto. Non so se tu puoi dire altrettanto.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Non so se tu puoi dire altrettanto.

Credo sia inutile discutere con chi non vuol capire e se si parla di una cosa risponde parlando di tutt'altro.
L'affermazione di Marx e' vera o non e' vera?
Si o no? (come dice Salazar)
Anzi, lascio sia lui a risponderti (se vuole).

Per quanto riguarda Errante, dato che asseriva di aver letto sia tutti i Vangeli che Il Capitale, attendo ancora di conoscere la risposta alla domanda che gli feci:
"Oltre all'idea della condivisione delle risorse, che e' quello che in ogni buona Wikipedia puoi trovare, qual e' l'altro elemento che solo chi ha letto ed approfondito Marx puo' davvero sapere?"

Vuoi rispondere tu? :-)

Ah no... dimenticavo che tu leggevi solo Topolino. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"L'affermazione di Marx e' vera o non e' vera?"

Secondo me non è vera.

Comunque ritengo inutile parlare di Marx, perchè il giudizio sul comunismo lo ha già dato la storia.

Credo che Topolino sia molto più istruttivo e interessante di quel vecchio trombone di Marx. Se vuoi io sono un esperto anche in Paperino e in Superpippo (quello delle super noccioline) se l'argomento ti interessa: come vedi anch'io ho una cultura.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Comunque ritengo inutile parlare di Marx, perchè il giudizio sul comunismo lo ha già dato la storia.


[Neelps mode ON] Hai ragione Davide, le tue analisi sono molto approfondite e tu non sbagli mai. [Neelps mode OFF]


Si parla di mele?
Si risponde con le fragole...
Allora si parla di fragole?
No, di ananas...
Allora si parlava di ananas...
No di albicocche... ma le arancie...

E' proprio il il metodo di ragionare che ha un corto circuito e credo che sarebbe inutile che ti dicessi che marxismo non e' uguale a comunismo e che fra Marx e Stalin intercorre quanto fra Gesu' Cristo e Papa Innocenzo IV. Non lo capiresti come non lo hai capito nel post sul volto di Gesu'.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"E' proprio il il metodo di ragionare che ha un corto circuito e credo che sarebbe inutile che ti dicessi che marxismo non e' uguale a comunismo e che fra Marx e Stalin intercorre quanto fra Gesu' Cristo e Papa Innocenzo IV. Non lo capiresti come non lo hai capito nel post sul volto di Gesu'."

Mi piace quando fai la maestrina.

So benissimo che comunismo e marxismo non sono la stessa cosa, ma tutti i regimi comunisti si ispiravano comunque al pensiero marxiano.

Sia ben chiaro che Marx era ispirato da buoni principi (eguaglianza, giustizia sociale ecc.) a differenza, ad esempio, dei nazisti che erano ispirati a nefasti principi (sterminio delle razze inferiori da parte delle razze superiori).

Però ai buoni propositi corrispondono delle ricette che portano solo disastri.

Ora dovunque siano state applicate le "ricette" marxiste non hanno mai portato niente di buono, nonostante Marx fosse ispirato da nobili principi.

Ti ricordo che all'inaugurazione delle olimpiadi di Pechino i cinesi hanno mostrato orgogliosi tutta la loro storia. Hanno saltato solo il perido comunista di cui a ragione si vergognano.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara

[Neelps mode ON]


madonnnaaaa come sei antipatica :))))

Neelps ha detto...

Caro Davide,

Qui ti sei ficcato in un bel pasticcio! :)

@Davide

Il comunismo è stato smentito dalla storia: dovunque siano state applicate le teorie marxiste hanno solo provocato disastri.


Come ho gia' avuto modo di scrivere piu' e piu' volte, 100 anni non sono nulla per la storia.
La rivoluzione francesce non e' stato il primo tentativo, ce ne sono stati parecchi.


Quando Marx scriveva quelle cose (nella seconda metà dell'800) si riferiva in particolare alla Gran Bretagna, alla Germania e alla Francia.


Ma con la frase "nella seconda meta' dell'800" hai peggiorato la tua gia' debole situazione :-)

Allora...prima di tutto chiariamo bene che il marxismo e' innanzitutto un metodo d'analisi, per cui va preso non tanto per quello che ha detto ma per la metodologia in se'.
Quindi il tuo riferirti all'800 per sottointendere che e' una cosa superata, e' del tutto fuori luogo.

Dopodiche', ci ha visto lungo, fin troppo direi, ma proprio perche' il metodo, quel metodo, ha mantenuto la visione d'insieme senza perdersi nelle cmq importanti questioni immediate.

[Polemica Mode ON]
Ci ha visto lungo anche su altri argomenti, ma i sinistroidi, usano solo le citazione che piacciono a loro....
[Polemica Mode OFF]


Ebbene nei cento anni successivi le condizioni degli operai (nei paesi sopraccitati) sono sempre andate migliorando e le diseguaglianze sociali diminuendo.
In Germania, Francia e Inghilterra tutti gli operai avevano (fino a pochi anni fa) una casa popolare e un'automobile oltre all'asistenza sociale.


Il motivo per cui e' necessario un reddito al di sopra del livello di sopravvivenza spero lo saprai ed e' cmq sempre spiegabile da cio' che segue: ( e cmq questa storia del reddito vale mica per tutto il mondo....)

Allora, andiamo per gradi:

1.Terminologia
Certi termini vanno contestualizzati al periodo storico, quindi lasciamoli pure dove stanno.

2.Sostanza
Se io prendo 1000 o 3000euro al mese ovviamente conduco una vita differente, ho aspettative differenti etc etc...
In europa non ci sono molte persone che muoiono letterlamente di fame, sono casi isolati, diciamo cosi un po presuntuosamente forse.
Questo pero' che c'entra?

Tu puoi prendere anche 5000euro al mese ma sarai sempre soggetto alla catena Denaro Merce Denaro, soffrirai meno, ma questo non ti toglie dall'ingranaggio.
Punto e basta, parte tutto da qui, questo e' il punto focale di tutto in grado di spiegare la poverta', le ingiustizie, il razzismo, la violenza sistematica, le crisi e le guerre.

Avevo sritto un messaggio da qualche parte in questo blog, ma se vuoi ti rispiego in cosa consiste questa catena DMD.


Quindi Marx non ha previsto proprio niente.


A parte che potrebbe anche non essere interessante sapere se questo tizio ha azzeccato o no le previsioni, mica vogliamo essere degli indovini, quelle cose le lasciamo volentieri ai preti e a tutta quella gentaglia volgare che si portano appresso.

Il metodo e' fondamentale.
Dopodiche' pero' ti contesto la tua affermazione ma siccome mi troverei a dar ragione a chiara per la terza volta in 2 giorni, allora non posso andare oltre.... [superEvilgrin] ;))))))


Quanto all'amico Errante lui a sempre risposto in modo chiaro e completo alle domande che tu gli hai fatto. Non so se tu puoi dire altrettanto.


Cmq, di pure al tuo amico Errante che io saro' ben lieto di rispondere a tutte le domande in modo molto preciso.
;)

Fossi in te pero' aprrofondirei un po l'argomento, la lettura dei 3 volumi e' certamente cosa impegnativa, cosi impegnativa che molti sinistroidi ci rinunciano e leggono harmony perche' intrattiene di piu' ;P

:)
ciao e buona serata!!
neelps

Neelps ha detto...

@Davide

Accetta un consiglio, cerca di uscire da questa situazione in cui ti sei ficcato! ;)))))))


Credo che Topolino sia molto più istruttivo e interessante di quel vecchio trombone di Marx.


Sicuramente topolino e' piu' divertente, non c'e' dubbio.
E probabilmente e' anche piu' divertente far parte del grande gioco della politica "accettata", quella di cui puoi parlare con tutti sentendoti parte attivo del gioco, partecipando all'immenso trucco dell'agora' politica ;)

ciao!

davide ha detto...

Caro amico Neelps,


"A parte che potrebbe anche non essere interessante sapere se questo tizio ha azzeccato o no le previsioni, mica vogliamo essere degli indovini, quelle cose le lasciamo volentieri ai preti e a tutta quella gentaglia volgare che si portano appresso"

Guarda che è stato l'amico Salazar a dire che Marx aveva previsto qualcosa, non io.


"Il primo a prevedere queste cose, cioè la funzionalità delle crisi nell’economia capitalista, credo sia stato un economista del XIX secolo, soprattutto ricordato per le sue idee politiche alquanto balzane, un certo Karl Marx."

Io ho solo smentito il fatto che Marx avesse previsto qualcosa di giusto.

Comunque non ritengo Marx così importante da dedicarci una discussione: per me la storia ha già sementito le sue affermazioni (so bene che tu non sei daccordo: pazienza nessuno è perfetto).

Quanto all'amico Errante se vai sul post sopracciato potrai controbattere le sue affermazioni.

"Per capire il fallimento del pensiero marxiano ti consiglio di leggere i commenti dell'amico Errante al post di Chiara di Notte di data 28 dicembre 2008 "Dio o ciarlattano?"

Buona lettura e, spero, buona riflessione.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Mi piace quando fai la maestrina

Mi piace quando fai lo scolaro che non vuol capire. Qualcuno dice che "ci sei", io invece credo che "ci fai".

ma tutti i regimi comunisti si ispiravano comunque al pensiero marxiano

Esattamente come al Vangelo si sono ispirate tutte quante le dottrine della "cristianita'. Anche durante l'inquisizione.
Si puo' dire che il cristianesimo abbia fallito?
Io credo che la risposta sia: "dipende". Dipende dal periodo storico e dagli obiettivi di chi in un certo periodo ha cercato di attuarlo, magari sbagliando completamente la chiave di lettura, oppure deturpandolo e piegandolo alle proprie esigenze.
Cosi' dico del marxismo. Magari ne e' stata decretata la fine prematura e potrebbe essere una sorpresa nel riscoprire quanto esso sia "attuale" e come risponda a certi problemi. Basta solo avere la chiave di lettura adeguata.
A proposito, quell'elemento in comune fra il Vangelo e il Capitale, oltre alla condivisione delle risorse, l'hai poi scoperto qual e'?
Ah... dimentico sempre che tu non hai letto ne' il Vangelo ne' il Capitale. Scusa. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Mi piace quando fai lo scolaro che non vuol capire. Qualcuno dice che "ci sei", io invece credo che "ci fai"."

Guarda che per me ormai la teoria marxista è solo un relitto del passato.

Tempo fa avevo un amico che aveva sempre con se qualche libro di Marx e lodava di continuo l'Unione sovietica.

Quando facevo qualche critica agli stati comunisti lui mi ribatteva che erano tutte menzogne della CIA.

Ebbene durante il crollo del comunismo ci siamo trovati assieme agli altri amici al bar mentre la televisione trasmetteva le immagini di manifestanti, di varie citta russe, che distruggevano inferociti le statue di Lenin e Marx. Gli ho detto: guarda Marco sono tutti agenti della CIA quelli?

E' sbiancato in volto ed è ammutolito. Quella volta mi sono preso una soddisfazione che non dimenticherò mai.

Per questo ora mi limito a compatire chi crede nelle fandonie di Marx, perchè io la mia vittoria la ho già avuta.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Davide
Comunque non ritengo Marx così importante da dedicarci una discussione: per me la storia ha già sementito le sue affermazioni (so bene che tu non sei daccordo: pazienza nessuno è perfetto).

Ci sono cose che si possono misurare, non sono opinioni soggettive.

100 anni di storia non sono nulla in confronto alla storia intera dell'umanita', per cui la tua affermazione non ha senso.
Bisogna avere dati significativi prima di trarre qualsiasi conclusione, se conosci un minimo di statistica sai di che parlo.
Non e' questione di tua opinione o mia.

Inoltre, sono sorte delle condizioni per cui, oggi molto piu' di ieri, ha senso che qualcosa di spaventoso si aggiri non piu' solo per l'europa ma per tutti i continenti... ;)


@Chiara

Si puo' dire che il cristianesimo abbia fallito?


A questa domanda non so rispondere. Sicuramente non ha avuto successo.
Oppure il suo successo si misura nel suo asservimento alla classe dominante.

Ma se sono insicuro sul cristianesimo posso certamente affermare che L'altro e' solo un bimbo appena nato.

ciao

Neelps ha detto...

@Davide

Guarda che per me ormai la teoria marxista è solo un relitto del passato.


Allora hai mai fatto caso all'andamento di un titolo di borsa? Se guardi solo le ultime 3 sedute non puoi trarre nessuna conclusione corretta su qual'e' l'andamento di lungo del titolo, capisci il paragone ?


Tempo fa avevo un amico che aveva sempre con se qualche libro di Marx e lodava di continuo l'Unione sovietica.


Ah ma il libro riusciva anche a leggerlo oppure era un'accessorio all'abbigliamento?
Perche' basta l'ABC, un bigino qualsiasi per schiarirsi le idee in merito...


Per questo ora mi limito a compatire chi crede nelle fandonie di Marx, perchè io la mia vittoria la ho già avuta.


Fai come credi, si possono chiudere gli occhi difronte a tante cose, si puo' gettare discredito e fango su qualsiasi cosa, ma questo non elimina il fatto che, prima o poi, i conti con queste "fandonie" bisogna farli... se poi si preferisce parlare delle puttane di SB quando il sistema mondiale finanziario collassa e' un'altra questione, di stupidita' ed imbecillismo politico o semplicemente di possibilita'...per ora.

ciao!
neelps

Gio ha detto...

Ah, la vecchia catena Markoviana di eventi ;-)

davide ha detto...

Caro amico Neepls,

"Fai come credi, si possono chiudere gli occhi difronte a tante cose, si puo' gettare discredito e fango su qualsiasi cosa, ma questo non elimina il fatto che, prima o poi, i conti con queste "fandonie" bisogna farli... se poi si preferisce parlare delle puttane di SB quando il sistema mondiale finanziario collassa e' un'altra questione, di stupidita' ed imbecillismo politico o semplicemente di possibilita'...per ora."

Quello che io credo è che le teorie marxiane propongono ricette peggiori del male.

Poi dire che spieghino le crisi finanziarie attuali lo trovo privo di ogni fondamento.

Comunque ognuno resti pure delle sue idee, perchè non ritengo Marx così importante da perderci del tempo.

Ribadisco solo quello che ho detto sopra in obiezione all'amico Salazar. Marx non ha mai previsto niente di giusto.

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Neepls,


"Quando Marx scriveva quelle cose (nella seconda metà dell'800) si riferiva in particolare alla Gran Bretagna, alla Germania e alla Francia.
Ma con la frase "nella seconda meta' dell'800" hai peggiorato la tua gia' debole situazione :-)"

Non comprendo bene la tua critica "sulla seconda metà dell'800".

E' vero che Marx ha scritto anche "nella prima metà dell'800" ma le opere più importanti le ha scritte fra il 1850 e il 1883.

Comunque il riferimento temporale (seconda metà dell'800) lo ho evidenziato per far capire quanto sia assurdo credere che le crisi attuali (2010) siano state previste un secolo e mezzo fa.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

Davide

Comunque il riferimento temporale (seconda metà dell'800) lo ho evidenziato per far capire quanto sia assurdo credere che le crisi attuali (2010) siano state previste un secolo e mezzo fa.


Infatti e' proprio a questo che mi riferivo. Affermare che una cosa e' falsa perche' e' vecchia non solo e' un assurdo logico ma e' volutamente una falsificazione in malafede.

Sarebbe come dire che la relativita' non e' piu' valida perche' e' roba di 100 anni fa.

Ma che vuol dire? per affermare che la relativita' e' una stronzata mi devi dimostrare in modo oggettivo che non e' valida, che e' stata superata da un'altra teoria o cmq che non funzioni.

Tu puoi fare questo con il marxismo? non credo proprio.
Per farlo devi dimostrarmi che noi tutti non siamo soggetti alla catena DMD, devi dimostrarmi che il capitalismo funziona in tutto il mondo per tutta la popolazione.
Dirmi che i paesi ex-comunisti sono la dimostrazione del fallimento del marxismo e' un idiozia, perche' nelle cose, bisogna SEMPRE analizzare la sostanza, in URSS o in Cina, la sostanza economica era quella di un capitalismo statale.
Ma anche al di la di queste considerazioni la questione deve essere affrontata.

Anzi, oggi piu' di ieri, le condizioni economiche e gli assetti mondiali sono cosi cambiati che si adattano ancora meglio, ritenendola persino una necessita' per l'umanita' nel suo complesso.

E' certo che chi sta bene, come noi, dal punto di vista economico, percepisce necessita' differenti, assume una sensibilita' "diversa".
Ma la percezione non e' la vera realta' delle cose.
Un immigrato che vive in un appartamento di viale padova di 45mq con altre 5 persone, che prende 800euro al mese lavorando da mattina a sera, ha necessita' differenti dalle mie, percepisce la realta' in modo differente.
Un operaio italiano che perde il lavoro perche' viene sostituito da un immigrato piu' giovane che pagano la meta' e che lavora meglio percepisce una realta' ancora differente, crede che l'immigrato gli rubi il lavoro e lo identifica come suo nemico. Ma questa non e' la realta' OGGETTIVA, la realta' oggettiva e' che i cambiamenti economici a livello globale, spingono il datore di lavoro a pagare meno la manodopera ed ad aumentare la produttivita', spingono gente ad emigrare da casa propria e ad abbandonare la famiglia ed il posto dove sono cresciuti per giocarsi la fortuna della vita in un appartamento condiviso in viale padova.
Io, mi gioco la fortuna al superenalotto, e' cosa differente, necessita' differenti, percezioni differenti...

Riconoscere cio' che e' percezione da cio' che e' oggettivo aiuta ad avere una visione chiara del mondo.
Se ti intendi di statistica...e' il white noise che dobbiamo eliminare, bisogna identificare il segnale, pulirlo dall'inutile rumore, solo cosi si comprende l'andamento oggettivo.

Cosi, capisci perche' la Lega prende tutti quei voti, capisci quali sono le dinamiche sociali, economiche, e TUTTO e' LEGATO A TUTTO, non esistono confini nazionali, sono solo rumore attorno ad un debole segnale.

E' lo stesso approccio che puoi applicare a tutti quei processi che non sono una random walk pura, la stessa - identica - cosa - !

Per questioni logistiche, le istituzioni scolastiche separano gli insegnamenti, ma la matematica non e' cosa differente dalla letteratura, TUTTO E' LEGATO, Arte e Scienza sono un tutt'uno, si completano a vicenda, si intrecciano, sempre, in ogni istante.

Ma vorrei, caro Davide, che sia chiara una cosa, io non sono il tipo che condivide delle idee per fede o perche' sono romanticamente appetibili.

tutto qui.

buona serata,
Neelps

davide ha detto...

Caro amico Neepls,

"Infatti e' proprio a questo che mi riferivo. Affermare che una cosa e' falsa perche' e' vecchia non solo e' un assurdo logico ma e' volutamente una falsificazione in malafede."

Non volevo entrare in una discussione su Marx, ma io non ho detto che le teorie marxiste sono "false" ma che non hanno previsto le crisi attuali che dipendono da altri fattori da quelli indicati da Marx.

Quando ero giovane avevo letto un libro di Raymond Aron (uno dei più acuti pensatori del secolo scorso) che dimostrava che Marx non solo non ha previsto alcunche, ma aveva pure interpretato male anche le crisi del suo tempo e l'analisi storica.

Ti faccio solo un piccolissimo esempio.

Marx parla dei vari stadi schiavismo, feudalesimo, capitalismo, socialismo, comunismo (naturalmente ho molto semplificato per ragioni di tempo).

Marx dice che la classe dei ploretari scalzerà la classe del capitalisti come la borghesia scalzo la nobilta.

In realtà questo parallelo non ha senso perche il rapporto ploretari (una massa povera e sfruttata) e borghesia (banchieri e mercanti) è errato.

Nel vecchio regime i banchieri e i ricchi mercanti erano in genere molto più ricchi dei nobili.

Non solo ma i grandi banchieri tenevano per le palle re e imperatori che erano tutti molto indebitati: i re continuavano a fare guerre e si indebitavano con i grossi banchieri per finanziarle.

In tante citta italiane i banchieri detenevano il potere effettivo (a Firenze i Medici erano una famiglia non nobile di banchieri).

L'elezione dell'imperatore Carlo V (l'imperatore dei due mondi sul cui regno non tramontava mai il sole) fu decisa (finanziata) dai grandi banchieri tedeschi che lo preferirono al re di Francia Francesco primo.

E' ben vero che banchieri e ricchi mercanti erano disprezzati dal popolo per via della loro ostentata ricchezza.

Ma borghesia erano soprattutto medici, notai, avvocati, architetti ecc. i quali godevano di buona reputazione.

Quello che voglio dire è che fare un parallelo fra una classe di privilegiati come i borghesi dell'antico regime e una classe di sfruttati come i ploretari del primo capitalismo è storicamente sbagliato.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

Davide


Quello che voglio dire è che fare un parallelo fra una classe di privilegiati come i borghesi dell'antico regime e una classe di sfruttati come i ploretari del primo capitalismo è storicamente sbagliato.


Non saprei proprio. Puoi avere anche ragione. Ma l'avere ragione o torto su questo punto non toglie il fatto che noi stavamo discutendo di catena DMD e "previsioni" sulle concentrazioni di denaro e ricchezza.
Per me Marx non e' dio, non credo a tutto quello che ha scritto, anzi mi interessa ben poco, apprezzo il marxismo per l'approccio metodologico che applica alla realta' e credo sia, al momento attuale, l'unica direzione che l'umanita' possa percorrere per raggiungere uno stadio di sviluppo piu' evoluto. Non saranno i singoli individui a rendersi conto di questa necessita', saranno gli eventi stessi che accadranno nel prossimo futuro a concederci, per grazia, una via d'uscita dall'estinzione.
Io non sono affatto un sognatore romantico. Comprendo che di certi argomenti non se ne puo' parlare liberamente, tantopiu' usando certe terminologie che non vengono comprese, non perche' sono vecchie e sorpassate, ma per pura ignoranza, ignoranza che viene continuamente alimentata, giorno per giorno, si grazie anche alle TV di SB, ma non sono cosi stupido da atribuire ad esso tutta questa importanza, e' il contesto sociale che sta spingendo verso una media davvero bassa, a cui noi tutti, chi piu' chi meno, siamo ad essa attratti. Gli outliers sono pericolosi e quando vengono individuati, vengono eliminati perche' corrompono la media.
Lo stesso fatto di dover esprimere giudizi morali su chi si astiene dal voto, contiene in se' il concetto di eliminazione/esclusione dell'outlier dalla popolazione di riferimento.
Parlo in termini statistici perche' credo non ci sia un modo migliore per spiegare il fenomeno se non ricorrendo a mezzi di matematica elementare. Il tutto si disegna in un modo cosi chiaro e lineare che sembra persino imbarazzante.

Ho divagato un po.
pazienza.
ciao
Neelps

davide ha detto...

Caro amico Neepls,

"Non saprei proprio. Puoi avere anche ragione. Ma l'avere ragione o torto su questo punto non toglie il fatto che noi stavamo discutendo di catena DMD e "previsioni" sulle concentrazioni di denaro e ricchezza."

Sarebbe bastato che Marx leggesse con attenzione "L'antico regime e la rivoluzione" di Alexis De Tocquevile per capire quanto era sbagliato il parallelo che aveva fatto.

Sopra ho citato apposta Aron perchè ha fatto un'analisi di Marx senza preconcetti, mettendo in evidenza i punti di forza e quelli deboli di Marx.

Il problema è che per discutere di Marx in modo approfondito ci vorrebbero ore.

Comunque relativamente alla teoria marxista denaro-merce-denaro ti consiglio di leggere un libro di J. Schumpeter "Capitalismo, socialismo e democrazia".

In questo libro troverai un chiara dimostrazione che la suddetta teoria di Marx è solo un gioco di parole che non spiega niente.

Soprattutto capirai che il vero errore di Marx è stato quello di fare una teoria di lungo perido che prevedesse l'evolversi dell'economia.

Schumpeter mostra che Marx credeva di aver scoperto delle "leggi" con cui prevedere l'evolversi dell'economia e della sociatà.

Schumpeter spiega che Marx ha sbagliato per il semplice fatto che queste "leggi" non esistono.

Resta il fatto che leggere Marx in senso critico può aiutarci a capire la nostra società. Questo vale per ogni grande pensatore: anche leggere Platone o Aristotele (che sono vissuti un po' prima di Marx) ci aiuta a capire il nostro presente.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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