giovedì 11 marzo 2010

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Primo amore

Ti detestavo. Ti detestavo allo stesso modo in cui ti avevo voluto bene. Intensamente. Eri stato il mio primo ragazzo. Il mio primo amore. Mi ero illusa… mi avevi illusa, oppure mi ero lasciata illudere. Sapevo che era tutta colpa mia, maledizione, lo sapevo Si puo’ dire che fossi giovane, ingenua, e tu un bugiardo, il piu’ bugiardo di tutti, uno che riusciva ad incantare le ragazze con i discorsi, ma quella cosa non ero mai riuscita a perdonarmela. Caderci come una cretina… e soffrire.

Ricordo bene quella sera in cui ti vidi con un’altra. Tu sempre il solito, bello, strafottente, sicuro di te e dei tuoi privilegi. Tuo padre occupava una posizione di rilievo nel Partito e poteva permettersi di darti tutto il meglio che in quel momento era consentito: buoni studi, una vita agiata, un po’ di soldi ed un appartamento per portarci le ragazze…

Si’, le ragazze, e quella sera ne esibivi una nuova, come avevi esibito anche me. Era una biondina con un corpo che non passava inosservato, ma insignificante; un’oca giuliva che ti guardava con occhi estasiati. Un tipo talmente diverso da me che mi chiesi come potesse piacerti. In seguito avrei capito che per chi nasce fortunato, la varieta’ e’ qualcosa di pregiato e ricercato. La biondina, pero’, ancora non sapeva la fine che avrebbe fatto, quasi di sicuro simile alla mia, mentre io, scema, ancora m’illudevo…

- Chi e’ quella? - ti chiesi, e tu con l’aria di chi sa prendere in giro rispondesti - E' mia cugina.

Tua cugina... ti vidi stare con lei tutta la sera e poi, quando ve ne andaste insieme, avesti anche la compiacenza di avvertirmi che quella notte ci avresti dormito con “tua cugina”. Il cinismo era il valore aggiunto alla cattiveria che dava il sapore alle tue avventure. Ti nutrivi di esso e quella sera me ne resi conto. Poi, a casa, mi ubriacai. Non lo avevo mai fatto prima. Mi scolai un’intera bottiglia di whisky fino a star male, fino a vomitare l’anima, e da quella volta di quel liquore non ne ho piu’ potuto sentire neppure l’odore. Un odore di lacrime miste di alcol e di vomito che mi rimase appiccicato addosso per giorni, per settimane, per mesi. E forse non me ne sono mai liberata del tutto. Un odore che risentii pungente nel naso dopo anni, quando ormai il mondo in cui ero cresciuta si era sgretolato insieme a quel muro a Berlino, quando ormai i privilegi si erano dissolti, sciolti nell’acido delle certezze infrante e delle utopie mai realizzate, quando ormai le uniche cose che davvero contavano erano la spregiudicatezza, i soldi e la consapevolezza di poterne guadagnare abbastanza da permettermi tutto cio’ che non avevo mai avuto. Quando ti rividi…

Non eri con tua cugina. La tipa con te era una mediocre ragazza, neanche tanto bella, vestita in modo dimesso, truccata male, con i capelli di un colore improbabile e cotonati come andava di moda per chi, ovviamente, non poteva permettersi di piu’. Stavate entrambi seduti ad un tavolo nel posto piu’ brutto di tutto il ristorante; uno di quei tavoli che di solito venivano dati ormai solo ai figli degli ex burocrati del Partito che ancora, saltuariamente, potevano permettersi di invitare qualche ragazza mediocre a cena: vicino all’entrata, appena sotto alle scale che portavano al salone superiore, quello riservato ai clienti importanti.

Anche tu mi vedesti. I tuoi occhi brillarono di una strana luce quando ti passai accanto lasciandomi dietro la brezza di un profumo da cento dollari, ed il cameriere piegato con fare ossequioso ci accompagnava, me ed il cliente con cui ero, su per le scale, al miglior tavolo. La ragazza con i capelli cotonati non si accorse di niente, anche lei intenta a guardarmi, mentre con quel corto tubino di lame’ che mi fasciava, facevo voltare gli sguardi di tutto il locale.

Il cliente lo conoscevo da tempo. Era un uomo d’affari, generoso e neppure tanto male fisicamente che quando arrivava in citta’ chiedeva che gli riservassi tutto il mio tempo. Di solito ci passavo due o tre giorni in cui mi riempiva di regali e di attenzioni. Per quell’occasione mi aveva comprato quel vestito ed aveva anche pagato per la preparazione: capelli, unghie, pulizia del viso, trucco. Avevo trascorso tutto il pomeriggio dall’estetista, cosi’ da apparire bellissima come lui desiderava. Non ero la sola quella sera insieme ad un uomo che pagava per avere compagnia, ed il mio cliente era particolarmente orgoglioso di avere sia il tavolo migliore che la ragazza piu’ ammirata.

Quando mi recai in bagno, sapevo che sarei passata di nuovo davanti a te, e lo feci con un leggero sadismo, mostrandoti il cigno in cui mi ero trasformata. Ormai ero abituata ad attirare gli sguardi degli uomini. Avevo imparato bene come muovermi, camminare, atteggiare la postura e lo sguardo in modo che fosse difficile non notarmi. Cio’ che non mi attendevo, invece, era di trovarti di fronte quando uscii dal bagno. Mi sbarrasti il passo con aria spavalda.

- Chi e’ quell'uomo? –
mi chiedesti bruscamente - Che cosa ti sei messa a fare?

Il solito atteggiamento di chi era sempre stato abituato a possedere tutto, anche cio’ che non era suo, e che non aveva ancora capito che quei tempi erano finiti. Per un attimo ebbi l’impulso di evitarti, ignorandoti, ma non seppi resistere. Ti guardai con occhi freddi e risposi con aria beffarda.

- E’ mio cugino!


Sentii l’adrenalina fluirmi dentro. Capii che era stato il destino a portarmi in quel luogo quella sera. Ero riuscita a dirti quello che per anni avevo tenuto dentro, compresso, e che avevo condensato in tre parole. Una resa dei conti come nella migliore tradizione dei romanzi, un epilogo che non mi sarei mai attesa di poter vivere. Feci per aggirarti, soddisfatta ed appagata, ma mi bloccasti afferrandomi per un braccio. Avrei voluto affondarti la faccia in tutto quel vomito di quella notte, ma non mi divincolai.

- Lasciami andare - sibilai fulminandoti con lo sguardo - lasciami se non vuoi che chiami aiuto. - Ma non mi ascoltasti, e tenendomi stretta mi strattonasti in disparte.

- Ti sei messa a fare la puttana? - parlavi sottovoce ma avresti voluto gridare - La puttana per loro? Ti fai comprare dai loro soldi? Arrivano qui e ci comprano tutto?

I tuoi occhi fiammeggiavano di rabbia. Non ti rendevi conto che il mondo non era piu’ come lo avevi conosciuto. Tutto era cambiato, e non c’era piu’ nulla da vendere perche’ ormai tutto era gia’ stato venduto. Anche se eri uno stronzo, eri rimasto un idealista dentro… o forse eri solo dilaniato dalla gelosia. Oppure eri semplicemente un idealista stronzo e geloso.

- Ho detto di lasciarmi, mi fai male!


Mi divincolai con forza costringendoti a mollare la presa, e tu rimanesti li’, ad attendere che dicessi qualcosa per rassicurarti, che inventassi anche una bugia piuttosto che confermarti quello che era palese. Invece, continuai a sfidarti; sapevo che in quel momento ero io la piu’ forte e tenevo la tua anima saldamente stretta dentro il mio pugno.

- La ragazza chi e’? E’ tua moglie? - il sorriso sulla mia faccia divenne una smorfia di scherno - Carina… insomma… certo che quei capelli potrebbe tenerli meglio…
- E’ un’amica, e lei certamente non si vende…
- E’ chiaro che non si vende. Chi la comprerebbe mai? Le hai regalato tu quel vestito? Lo hai preso dal guardaroba di tua madre?
- Sei solo una troia… quando ti ho conosciuta credevo fossi una ragazza onesta, ma i soldi hanno corrotto anche te. Mi fai pena.
- Invece a me fai pena tu… mi fate pena voi due, guardatevi… in un sottoscala. Che effetto ti fa osservare il mondo dal basso? Dimmelo! Non e’ una sensazione piacevole, vero? E dimmi... -
incalzai - sei certo di non avere niente di cui vergognarti? Sei certo di essere cosi’ onesto e puro?

La tua espressione muto'. Divenne triste, rassegnata. Non provasti neppure a farfugliare qualcosa. Semplicemente tacesti.

- Devo andare adesso - conclusi assaggiando il sapore di quella vittoria, amaro, ma sentendomi finalmente libera dal disgusto che per troppo tempo mi aveva intrappolata - se mi vengono a cercare e ci vedono cosi’, dovro’ dire che mi stavi importunando e non farai una bella figura. Tornatene da miss capelli di fata che sara’ in ansia per la tua prolungata assenza. La ragazza onesta che conoscevi, se mai lo e’ stata, e’ morta. Dimenticala.

Pero’ non mi dimenticasti. Qualche giorno dopo il telefono squillo’. Quando sentii la tua voce riattaccai. Forse avevi tenuto il mio numero, forse lo avevi rintracciato in qualche modo. Da quel momento non risposi piu’. Per giorni il telefono continuo’ a squillare, invano. Sapevo che eri tu. Poi partii, per sempre, cercando di dimenticare. Ma il primo amore e’ impossibile da dimenticare.

24 commenti :

Gio ha detto...

Bravissima

Nicole ha detto...

Come ti commento adesso? Forse ho la fortuna di cancellare...Una volta che mi passa non ho sentimenti regressi. O forse non ho conosciuto la vera passione.

Non ho compreso se è una storia vera o inventata...ad ogni modo nonostante quel trionfale: E' mio cugino! Non è una storia mai veramente finita. Ho avvertito dolore, tanto..,ma anche smarrimento, amarezza, vuoto.

Mi ci voleva stasera, mi accendo una sigaretta, va!

davide ha detto...

Distinta Chiara,

racconto molto bello anche se trasmette una certa amarezza ed inquietudine.

Noto come sei sempre stata matura e sofisticata fin da giovanissima.

Per me i ricordi dei primi amori sono i più belli, perchè mi ricordano un periodo di spensieratezza.

Forse era solo perchè si era giovani, ma il ricordo di quei tempi spensierati ed ingenui mi fa sempre piacere.

Ciao Davide

Nicole ha detto...

io ho due amori incompiuti e fanno parte del mio passato remoto...
forse li ricordo stupendi, perché non c'è stato il tempo di rovinarli.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non ho compreso se è una storia vera o inventata...ad ogni modo nonostante quel trionfale: E' mio cugino! Non è una storia mai veramente finita. Ho avvertito dolore, tanto..,ma anche smarrimento, amarezza, vuoto.

Ha importanza che sia vera o inventata?
Se facciamo un'analisi onesta e logica di cio' che leggiamo sul web, dove sta la differenza fra una cosa vera o inventata?
Posso sapere io se cio' che viene spacciato per vero da Tizio, Caio o Sempronia sia effettivamente accaduto oppure semplicemente inventato?
Non esistono prove ed anche se io giurassi che tutto cio' che scrivo e' vero che modo avrebbe chi mi legge e non mi conosce, di sapere se sono sincera?
E' per questo motivo che ogni scritto su internet, a meno che non sia qualcosa che proviene da una persona che si conosce bene e della quale conosciamo la storia (vera e non raccontanta), dobbiamo metterlo in un luogo che sta a meta' fra il vero ed il falso. In un "limbo".
E poi, "20.000 leghe sotto i mari" e' forse meno bello da leggere di una noiosa autobiografia?

Poi, c'e' chi copia incolla materiale altrui, quindi nagari sono cose accadute a qualcuno, ma non a chi le scrive. Di questo, magari, parlero' in un'altra occasione, in un post dedicato. Pero', in tal caso, un copia incolla fatto bene, cioe' come "citazione" o preso come spunto per scrivere qualcosa di originale, come avviene ad esempio in certi film in cui si copiano scene da altri film, basta notare i film di azione americani che sono pieni dei soliti inseguimenti in citta' con le auto, puo' essere assai piu' interessante e piacevole di un post totalmente originale.
Anche se credo che post "totalmente originali" , cioe' non inficiati da quello che e' il nostro bagaglio di nozioni proveniente da varie fonti, non esistono.

Per quanto riguarda l'amarezza di fondo in questo raccontino, invece, questa e' cercata; deve esserci o questo post perderebbe di significato.
Non tutto nella vita va secondo i nostri calcoli, e non tutto e' necessariamente a lieto fine. La maggioranza delle storie non finisce mai; non sono fiabe, film o romanzi. Restano sempre sospese anche loro nel limbo.

Nicole ha detto...

@Chiara
Io ti leggevo ad intermittenza e da poco ti leggo assiduamente.
Non volevo mettere in dubbio la veridicità o meno delle tue parole.
Non capivo se era un fatto accaduto a te personalmente o uno dei tuoi racconti. Tutto qui. Non c'èra malignità in me.
Io scrivo e parlo di me, non me lo pongo nemmeno come pensiero se qualcuno mi creda o no...Chi mi conosce lo sa, chi non mi conosce pazienza.
Di sicuro non ho mai copiato nulla, copiare è da idioti, perché si è facilmente sgamabili e mi è capitato più volte di farlo. Cazzo ci sono i motori di ricerca, non esiste l'anonimato su internet e vale per tutto.
Se cito qualcosa che non mi appartiene metto la fonte.
Dormo su diecimila cuscini...

Riguardo gli amori io trattengo solo quelli che hanno significato qualcosa di importante per me...Il resto è come una frase del Film Pulp Fiction...chi l'ha visto comprenderà;)

Nicole ha detto...

La frase di Pulp fiction non è riferita a situazioni personali, ma al concetto che le storie senza importanza lasciano il tempo che trovano...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non volevo mettere in dubbio la veridicità o meno delle tue parole.

Ma io non me la sono presa, Nicole. Forse hai individuato nelle mie parole una nota polemica che non doveva esserci. E mi scuso.
Dico solo che quando leggo qualcosa scritto da qualche blogger, che non sia roba politica o comunque attinente a fatti di cronaca, quindi scritti che riguardano il privato, non mi pongo mai il dilemma se possono essere veri o falsi. Guardo se, considerate le mie esperienze di vita, possono essere "verosimili".
Faccio un esempio, cito mia sorella Alexia e cio' che scrive nel suo blog. Poiche' non posso valutare la sua verdicita', considero se e' attinente a quelle che sono le mie esperienze. Per cui le credo.
Altra storia e', invece, per altre sedicenti escort che scrivono storie completamente assurde, basate su episodi mai visti, che contengono anche madornali luoghi comuni da film, oppure persone che si dichiarano donne, ma che solo dal modo che hanno di trattare gli argomenti, emotivi e sessuali, si capisce subito che sono uomini che si automasturbano col loro personaggio femminile. Con la loro "Barbie" sumisura. Se tu entrassi una volta in Second Life, oltre a conoscere belle persone che frequentano questo luogo, avresti chiaro il concetto che ti ho appena espresso.
Per cui, consiglio a chi mi legge di non porsi mai la questione se cio' che scrivo con il TAG "Racconti" sia qualcosa di realmente avvenuto oppore no, ma di considerare se cio' che esprimo, i fatti, i sentimenti, le emozioni, possono essere verosimili, attinenti alla realta che si conosce, e quindi altamente probabili.
So che e' un'operazione un po' macchinosa, normalmente se ci sta simpatica la persona si tende a credere a tutto quello che ci racconta, ma a volte lo scopo di uno scritto e' quello di stimolare un dibattito.
Che e' poi cio' che a me piace di piu', come vedi.
Sempreche' il dibattito sia basato sull'intelligenza e sull'onesta' intellettuale.
Comunque, in definitiva, se proprio sei curiosa, questo racconto e' autentico, cioe' sono fatti realmente avvenuti. Quello che non ti diro' e' se sono accaduti a me direttamente o se siano frutto di racconti a me fatti da donne, amiche, che mi sono molto vicine. :-)

UIFPW08 ha detto...

Non si finisce mai di imparare..

Alessandro ha detto...

Noooo, perchè hai detto che è vero, perchè alla fine hai ceduto alla ricerca dell'autentico nel mondo dell'invenzione.
Va bè, comprendo, e non è meno bello. Ora per stima e rispetto lo prenderemo per vero.
A presto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Noooo, perchè hai detto che è vero, perchè alla fine hai ceduto alla ricerca dell'autentico nel mondo dell'invenzione.

Come fai ad esserne sicuro?
Qualcuno afferma che io sia un'abile bugiarda. :-))
Io dico di no, ovviamente. :-)

Anonimo ha detto...

Perfetto, ovviamente ;-)
Alessandro

Dolce-Alexia ha detto...

Quante lacrime, quanto dolore per il primo amore. Credo che ognuno nella vita lo ha provato almeno una volta. E l'ho provato anch'io, un dolore che ho portato dentro di me per tanto tempo. Ma forse è stata anche la mia colpa, perchè ero giovane e stupidina.
Strano, il mio primo amore si è trovato la donna della sua vita che mi assomiglia tanto, forse ha cercato a posta un mio prototipo, perchè non riusciva a dimenticarmi.

Ev@ ha detto...

Questo post mi piace molto. Per i cambi rapidi di scena che propone, per le motivazioni di fondo dei personaggi descritti, contenenti il motivo della rivalsa sociale, a mio avviso un tema eterno.

Il modo di trattarlo è invidiabile: con rapide pennellate, che trovo adorabili come ti fanno “vedere” i personaggi a sufficienza tanto da rendere i loro caratteri inequivocabili. Insomma è ottimo nel suo equilibrio e a casa mia (ma, sono certa, non solo) uno scritto del genere è definito un lavoro artistico: cioè capace di esprimere tramite una metafora un qualcosa certamente legato a una qualche realtà che però considero indiscreto sondare.

Con questo spirito seguo ciò che viene detto appresso, sulla veridicità dei fatti narrati in generale. Ma mi sembra di leggere, tra le righe, qualcosa che potrei quasi definire preconcetto, secondo cui ogni persona che deposita scritti sul web, o interagisce sul web con altre persone, sempre deve mettere in gioco se stessa. Che è l’anticamera del dare per scontato che chi è sul web esprime la disponibilità, più o meno celata, più o meno evidente, di una disposizione a sconfinare nel terreno sentimental-erotico condiviso.

Scusatemi ma questo, se non è dichiarato esplicito (come nei siti di annunci espressamente dedicati) non è necessariamente vero. E’ vero semmai che il web è sconfinato e tante sono le sfumature dell’interazione. Ci sono delle intese, ci sono dei discorsi che ti fanno crescere, che ti danno effettivamente qualcosa e, per quanto riguarda le situazioni dove si svolgono giochi di ruolo, come WOW o Second Life, addirittura si possono costruire situazioni decisamente complesse. Attorno vi si possono svolgere discussioni che possono riguardare anche la sfera emotiva. Ma non è la regola, e ci sono molti per cui questi luoghi sono semplicemente un passatempo divertente e rilassante, simili alla PlayStation. E altri che danno, come si dice, un colpo al cerchio e uno alla botte.

Ma, ripeto, il centro del discorso non è sempre e assolutamente l’amore o la relazione. Anzi. Uno dei modi scientifici che so, è che esiste chi osserva questi “mondi virtuali” per trarne informazioni sul come si sviluppano le economie vere. Perché trovano interessante osservare come i giocatori stabiliscono il valore degli oggetti, come viene maneggiata la moneta virtuale (che poi tramite tassi di cambio corrisponde a spiccioli veri). Per fare un esempio: perché una spada costa più di due vestiti? Perché le scarpe costano 1000 mentre un vestito accettabilmente ben fatto può variare dai 350 ai 550? Perché i giapponesi un vestito accettabilissimo te lo fanno pagare invece, al massimo, 250?

Ecco…

Tornando al post, comunque, siccome la protagonista “negativa” delle storie di Klara è certe volte una biondina… sto meditando, virtualmente, di cambiare colore dei capelli. Voi non avete idea di come sa essere subdola in 3D… e di come sia fastidioso girellare per i mondi virtuali e sentirsi improvvisamente come Titti quando sente di capitare nei paraggi del gatto Silvestro…

Salutoni

Nicole ha detto...

@Chiara
Mi piace la nuova veste!

Nicole ha detto...

@eva
io non volevo sapere se fosse vero o meno per impicciarmi...o per inficiare nulla.

E' difficile spiegarlo,per me avrebbe fatto la differenza nel modo di rispondere. Cambia se è una narrazione o storia vera di chi la pubblica. E non so spiegarlo meglio di così.
E' una storia scritta non bene, benissimo! E che mi porta a compredere meglio la persona che sto conoscendo...Se poi è vera o non è vera, poco mi importa. Nessuno puo' saperlo a parte chi l'ha scritta. Mi attengo a cio' che leggo fino a prova contraria. Come ben sa Chiara, non sopporto solo chi fa copia e incolla e non cita la fonte e non è questo il caso o la persona.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: siccome la protagonista “negativa” delle storie di Klara è certe volte una biondina… sto meditando, virtualmente, di cambiare colore dei capelli.

Che perfida!
Sai benissimo che le biondine non mi dispiacciono. Sono le oche giulive che mi stanno un po' sulle gonadi, ma e' un discorso legato al fatto che non sopporto la stupidita'.


per quanto riguarda le situazioni dove si svolgono giochi di ruolo, come WOW o Second Life, addirittura si possono costruire situazioni decisamente complesse

Ecco, sarebbe il caso di dire che molte/i di noi hanno trovato un punto di ritrovo in Second Life dove hanno occasione di conoscersi un po' meglio, magari sulla base di un dialogo diretto e non inficiato da sospetti di un nozionismo finto colto che oggi, con Google, e' facile possedere.
A questo punto mi verrebbe da invitare chi, interessato a conoscerci meglio, e' pronto a mettersi in gioco un po' di piu', anche se Second Life, lo so, e' una sfida che non tutti se la sentono di accettare.
Comunque, Eva, tu chi inviteresti fra coloro che ci leggono?



@ Nicole: Cambia se è una narrazione o storia vera di chi la pubblica. E non so spiegarlo meglio di così.

E' qui che non riesco a sintonizzarmi. Non vedo dove cambi. Faccio un esempio: Hemingway. Sappiamo che cio' che ha scritto e' frutto di sue esperienze di vita, ma le cose si sono svoltre PROPRIO nel modo in cui le ha descritte?
Se si parla di avvenimenti e ambientazioni, secondo me, questi possono variare senza cambiare la sostanza VERA di un racconto: la descrizione dei sentimenti. Una finestra sull'anima di chi scrive, su i suoi pensieri, su i suoi valori. Anche io non so spiegarlo meglio di cosi'.

non sopporto solo chi fa copia e incolla e non cita la fonte e non è questo il caso o la persona.

Anche sul copia incolla ci andrei cauta. Come ho scritto in un mio precedente commento, ci sono dei "copia-incolla", stile citazioni, che aggiungono spessore ad uno scritto e che si rivolgono al lettore con uno scopo ben preciso.
Ad esempio, se qui cito i primi versi de "L'infinito" di Leopardi, devo per forza mettere la fonte?
Se metto una strofa di una canzone famosa, ma anche se prendo la fiaba di Cappuccetto Rosso e la modifico per renderla attinente ad un certo tema, devo citare esattamente la fonte?
Altra cosa e' invece prendere le strofe di una poesia e, pari pari, scriverle su un blog attribuendosele.
Come se chi frequenta il Web da molti anni non sapesse come individuare subito uno scritto copiato da un altro...
A volte mi sorprende l'ingenuita' di tante persone. Anche per copiare, Nicole, bisogna avere l'esperienza e saperlo fare bene. Non credi?

Mi piace la nuova veste!

Si', non e' male, vero?
Solo si vedono tutte le ditate sullo schermo, per cui mi obbliga ad essere piu' precisa e a non mangiare il cioccocrokko mentre sto al computer. :-)

Nicole ha detto...

@Chiara
quando si scrive qualcosa di intimo riferito a noi o ad altri, 'romanzare' il tutto è normale. Magari la stessa luna quel giorno l'abbiamo vista con occhi diversi e raccontata in modi diversi...Quindi ti sto dando ragione. Solo che non hai 'compreso' quello che volevo dire io...o probabilmente sono io che non mi sono fatta comprendere. La mia era una sana curiosità nei tuoi confronti, quindi in quel caso il tuo racconto avrebbe avuto una chiave di lettura diversa.


Io non mi riferivo al copia e incolla di citazioni famose. Ad ogni modo ritengo sia meglio citare sempre la fonte.


Si, copiare è un arte e non solo. E' anche conoscenza 'linguistica' sinonimi, aggettivi e altro.
Per non parlare di chi entra nei blog e lascia commenti a cazzi, completamente off topic. C'è da scriverci un libro su questo e altro...

Bibi ha detto...

Minchia..umore nero?
Pensavo di aver scassato lo schermo del pc..ma poi ho capito che è la nuova veste.
Preferisco il chiaro...ma forse perchè sto diventando vecchio e non leggo più tanto bene i caratteri con poco contrasto ma cmq va bene lo stesso. Fa sempre bene cambiare un pò
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Si, copiare è un arte e non solo. E' anche conoscenza 'linguistica' sinonimi, aggettivi e altro.

Pensa come sarebbbe avvantaggiata chi, conoscendo lingue non molto usuali in Occidente, potrebbe prendere e tradurre brani non molto noti scritti, ad esempio, in cirillico senza che nessuno possa rendersene conto.
Questo stesso racconto che tanto e' piaciuto a Eva, potrebbe essere una traduzione di qualcosa di non mio scritto in una lingua dell'Est, oppure uno di quei raccontini che si trovano nelle riviste per donne, in questo caso una rivista... voglio esagerare... uzbeka! :-))
Non lo e'... pero' potrebbe esserlo... c'e' sempre qualcuno che dice che potrei essere un'abile bugiarda, anche se lo nego categoricamente. :-))

A volte, mi ci diverto con questi giochetti. Almeno, anche se tutto il resto potrebbe essere un bluff, l'abilita' dialettica non mi manca ed e' divertente assistere alle reazioni di crede di essere furbo ma in fondo non lo e' poi cosi' tanto. :-).

C'è da scriverci un libro su questo e altro...

Hai ragione: credo che ci scrivero' un articolino su questo simpatico argomento. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: Minchia..umore nero?
Pensavo di aver scassato lo schermo del pc..ma poi ho capito che è la nuova veste.


Ho pensato a lungo prima di cambiare veste. Poi ho pensato che il nero rispecchiasse non tanto il mio umore (che non lo e' nero) quanto il colore che piu' mi si addice: quello dell'ebano.
Inoltre il nero e l'azzurro sono anche i colori, non calcistici ma cosmetici, che meglio mi rappresentano.

Gio ha detto...

Sono i colori della notte mia Klarissima :-)
A presto!

gatsby ha detto...

@Chiara:Il primo amore....
E' come il vero amore, ve ne sono di due tipi.
Quello scandaloso - e allora è incredibile, folle, incomprensibile, una vera pazzia.
Oppure annoia!
Non vi è diritto ad una terza possibilità.
Per mia esperienza diretta, il primo amore fu un'autentica follia, che mi porto' in breve dall'altare alla polvere.
Prova ad immaginare un ragazzo di 19 anni che riesce nell'impresa di "stordire" una delle piu' ambite ragazze del polo universitario, fuoco e fiamme per sei mesi e poi questa ti molla di punto in bianco per un dentista surfista porschista con l'hobby del Triathlon.
Inutile dire che non la presi bene..
Pero' ero proprio tonto...a trovarmi una così.
Il destino, a volte beffardo, mi permise di vendicarmi.
Questa nostra bella, due anni dopo, molla il dentista e , in crisi d'identità, non trova di meglio che, ricordando il mio compleanno, offrirmisi per quella data a ricordo dei bei tempi andati.
Ricordo che non mi tirai indietro, e poi per diversi mesi diedi il peggio di me, nel senso che me ne approfittai pur sapendo che era ormai una pura attrazione sessuale.

C'è una fantastica escort internazionale, Zsa Zsa di Swedishharmony, che mi racconto' un aneddoto riguardante il suo primo amore.
Anche a lei non ando' poi molto bene, anche perchè si era trovata un uomo molto esperto, non un giovincello, e questi la fece soffrire molto fino poi ad abbandonarla.
Ma l'aneddoto riguarda tempi recenti.
Tre anni fa lei lo incontra nuovamente per le strade di Varsavia.
Molti anni sono passati e lui, rivedendola, perde letteralmente la testa.
Quella ragazzina da lui facilmente conquistata è solo un ricordo.
Al suo posto una donna affascinante, sofisticata, colta, perfettamente conscia del suo potere di seduzione.
L'uomo la invita a cena, le compra duecento rose, fa di tutto per riconquistarla, ma lei, senza dirgli nulla davvero esplicitamente, gli si nega salutandolo.
E, forse, gli spezza il cuore.
Inutile dire che non si rivedranno più.

Gio ha detto...

'Perdono non merta chi agli altri non dà'.

Non riesco proprio a capire come si possa deliberatamente fare del male a qualcun'altro, se non per 'legittima difesa'.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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