lunedì 8 febbraio 2010

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Casa dolce casa

Dovrei dirlo adesso che sono tornata a casa, ma non posso. Non del tutto, almeno. Specialmente gli ultimi giorni di vacanza sono stati belli, tremendamente belli e gia’ ne ho nostalgia. Tanta che non ho ancora terminato di disfare il bagaglio, il tempo di una doccia e sono qui a scriverlo in questo diario, quasi a voler cristallizzare gli istanti trascorsi e questo senso di mancanza, di assenza che non riesco a reprimere.

A qualcuno, questo mio rimuginare su cio’ che e’ passato, dal quale scaturisce questa mia innata malinconia, potrebbe sembrare un atteggiamento un po’ masochista, ma sono fatta cosi’, e’ inevitabile, e non posso certo cambiare il mio cuore a comando. C'e' chi dice che da quel punto di vista sia ancora illibata… io credo che, se lo fossi davvero, sarebbe solo perche’ nessuno finora e’ riuscito a prenderlo il mio cuore. O forse sono io che non riesco proprio a donarlo con facilita’ come invece mi accade di fare per altre parti di me.

Budapest e’ comunque una citta’ che non si riesce proprio a togliersi dall’anima. Ha uno strano potere e ce ne accorgiamo quando la si lascia. Ci ho vissuto per un lungo periodo, quando ero una studentessa, ma ogni volta che ci ritorno non provo mai quella sensazione di “gia’ vissuto”. Anzi, ogni volta mi fa provare emozioni nuove. Il suo odore, poi, e’ inconfondibile. Si’ perche’ ogni citta’ ne ha uno particolare, lo sapete? Milano, Parigi, Vienna, Mosca, Budapest ed ogni altra citta’ in cui ho soggiornato abbastanza a lungo, mi hanno lasciato dentro il loro odore: le potrei riconoscere una ad una, ad occhi chiusi.

E’ stato davvero triste dover tornare, non posso negarlo. Non ne avevo proprio l’intenzione ed ho cercato dentro di me ogni motivo plausibile per non farlo. Ma poi ho capito che il rimandare di un giorno non sarebbe servito a nulla: domani avrei avuto lo stesso problema e qualora anche domani avessi deciso di restare a Budapest un giorno in piu’, dopodomani il dilemma si sarebbe ripresentato. Cosi’, dopo aver tergiversato non poco, alle 13:33 ho preso il treno e sono partita; con un po’ di nostalgia, forse, ma senza rimpianti.

I treni in Ungheria sono estremamente in orario, in questo siamo molto vicini ai tedeschi ed alle 16:10 ero a Tokaj, dove alla stazione mi attendeva mia madre. Di solito, quando viaggio con l’aereo e torno carica di regali e prodotti gastronomici, dei quali lei puntualmente mi fa la lista, viene a prendermi proprio a Budapest, all’aeroporto, e con l’auto ci facciamo tutto il tragitto fino a casa. Ma stavolta non portavo niente con me, se non il ricordo dei giorni trascorsi ed il sentimento per chi ho incontrato lungo il cammino.

In fondo, anche se non si direbbe, sono un’inguaribile romantica ed anche se a volte mi atteggio a cinica perche’ mi eccita il gioco della seduzione, ancora riesco a commuovermi in determinate situazioni sentimentali. Mi dispiace dover deludere coloro che mi credevano una di quelle figure femminili che “non devono chiedere mai”, disillusa ed indurita dalla vita. Si’, certo, la mia vita non e’ stata delle piu’ facili, ma vorrei evitare di dire cio’ che in Internet un po’ tutti dicono perche’ fa “figo”, e cioe’ di aver avuto una vita “spericolata” e fuori della norma. In fondo, se si tolgono gli episodi legati alla mia antica professione e qualche esuberanza di gioventu’, la mia non e’ altro che la vita di una semplice ragazza di campagna che, seguendo una strada che molte come me hanno seguito, sta cercando, non senza fatica, di diventare una donna in pace con se stessa. Niente di particolarmente terribile o traumatizzante, quindi. Non tanto almeno da farmi diventare un’algida “femme fatale” o una “dark lady” in perenne ricerca di cuori da infrangere come forse qualcuno tende ad immaginarmi.

Se dovessi proprio descrivermi senza ipocrisia, cercando di essere piu' sincera possibile, direi che per quanto mi riguarda oggi sono alla ricerca di un equilibrio che non puo’ fare a meno di passare attraverso la semplicita’ e l’umilta’. Caratteristiche che considero indispensabili per un percorso che porti alla maturazione. Sempreche’ la mia intenzione sia realmente quella di voler maturare.

Ma ora non ho voglia di pensare a questo. Ci sono gia’ troppi pensieri nella mia testa. Devo riprendere il ritmo della mia esistenza, riallacciare i fili che avevo sciolto quando sono partita, portare a termine gli impegni che mi ero presa e, come sempre accade e mi piace fare, raccontare alle mie sorelle i punti salienti del mio breve viaggio. Lo faro’ stasera a cena, di fronte ad un piatto di töltöttkáposzta, tanto indigeribile quanto delizioso.

24 commenti :

gullich ha detto...

"tanto indigeribile quanto delizioso"


come, a volte, è il viaggio. o la vita.

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ehi Gullich... sei stato velocissimo; questa volta hai battuto persino Davide! :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Ehi Gullich... sei stato velocissimo; questa volta hai battuto persino Davide! :-)"

Guarda che io sono lento oltre che un po' tonto.

Tornare a casa dopo un viaggio è sempre un po' duro, ma mi fa piacere che hai passato dei bei giorni. Quando ti leggo provo sempre tanta invidia, perchè sento che tu sai vivere davvero la vita e mi fai sentire quasi come un piccolo "zombi".

Ciao Davide

Marisa ha detto...

A volte sarebbe preferibile passare brutte vacanze per non averne nostalgia ed invece fra le centinaia di volte che non vedo l'ora di tornare a casa, c'è il ricordo di una sola vacanza che rimane scolpita nel mio cuore e la nostalgia non mi abbandona...
Brava Chiara, per la tua determinazione nella ricerca del tuo equilibrio!!

p.s.
sarei curiosa di conoscere gli ingredienti indigeribili del töltöttkáposzta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marisa: sarei curiosa di conoscere gli ingredienti indigeribili del töltöttkáposzta

Ti assicuro che digerisci prima la teglia...
Ecco il töltöttkáposzta.

carne
verza
crauti
riso bollito
cipolle
aglio
peperoncino (ungherese)
pepe
sale
panna acida

In pratica sono degli involtini di cavolo verza riempiti di carne e riso.

gullich ha detto...

passavo di qui... :O)

e dei tuoi ultimi post, più che il merito, mi hanno colpito aspetti collaterali... che si sono combinati con miei stati d'animo peculiari....

Nicole ha detto...

Riconosco questa malinconia di fondo, perciò mi piaci...In tante cose mi riconosco in te e forse alle volte ti 'detesto' anche perché mi 'detesto'...
Non ho avuto una vita alla Vasco...ma si, sono stata temeraria per certe cose e per altre controllata peggio di un 'incrocio' tra una svizzera e una tedesca.

Hai scritto che ogni città ha un odore...com'è vero...Ogni casa anche e ognuno di noi. E ci sono odori che vorrei tanto risentire...
Quanti puntini stasera...

Budapest? Mai stata, ma la conosco attraverso i racconti e le immagini, credo anche io che abbia qualcosa di magico.

Dicono che partire sia come morire...per me è il contrario...ritornare è per me sempre un incubo. Io sto bene lontano...

Anche da noi si fanno le verze ripiene, ma senza panna...le digerisco dopo una settimana, ma ne vale la pena.

Buonanotte mezzaluna.

Willyco ha detto...

Slurp! ! !
BBBuonooo

e bentornata, ovviamente.

Rez ha detto...

Ciao Chiara,

ricordo ancora l'odore di Hong Kong e porto dentro ovunque quello della città dove sono nato.

San Pietroburgo e i suoi canali...

nostalgia, vita e viaggio perenne.

Anche mio padre preparava qualcosa di simile con il cavolo verza.

E anche con i peperoni, che ho mangiato l'ultima volta a Krasnodar anni fa.

Sono più slavo dentro di quanto penso mi sa...

e il gioco del ricordo, del viaggio rimane con me in modo molto simile a quanto hai descritto.

Ben sapendo che ora la strada è un altra e in modi meno "intensi" il viaggio continua...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: e dei tuoi ultimi post, più che il merito, mi hanno colpito aspetti collaterali... che si sono combinati con miei stati d'animo peculiari....

Ma quanto parli difficile...
Una traduzione? :-)


@ Nicole: le digerisco dopo una settimana, ma ne vale la pena

Immaginati con la panna e servite con i crauti...
Tieni conto che in Ungheria l'olio d'oliva viene usato solo da chi ha vissuto in Italia, ed oltre che col burro le pietanze vengono cucinate con lo strutto di maiale. Quindi regolati e se per caso vai a Budapest, portati dietro una confezione gigante di digestivo.
Qui comunque, per digerire, si usano gli amari ed i superalcolici distillati dalla frutta, oppure il the, ma solo le brave ragazze virtuose come me. Quindi immaginati che atmosfera allegra trovi dopo cena. :-)


@ Willyco: e bentornata, ovviamente

Ciao carissimo. Tutto bene da quelle parti? :-)


@ Rez: E anche con i peperoni, che ho mangiato l'ultima volta a Krasnodar anni fa

Parli forse dei gogoşari o gogoshary, un piatto tipico della Moldavia.

gullich ha detto...

@chiara "Ma quanto parli difficile...
Una traduzione? :-)"

più che le riflessioni sugli animi illibati e i raccontini erotici, mi hanno colpito assai più righe isolate che facevano scopa con alcuni miei pensieri di questi giorni....

meglio cosi? :D

Chiara di Notte - Klára ha detto...

mi hanno colpito assai più righe isolate che facevano scopa con alcuni miei pensieri di questi giorni....
meglio cosi? :D


Decisamente si'. Se si usa il gergo giusto riesco a capire tutto. :-)
Scusa... "fare scopa" e' sinonimo di scopare? :-)

eros ha detto...

sul post in generale che si può dire? Ogni viaggio coltiva aspettative, tuttavia un viaggio ha sempre un legame con la propria esistenza...ma questa é storia tua, e per quanto mi riguarda mi fermo a immaginare il treno che corre sui binari, il paesaggio fermo al di la del finestrino che però scivola veloce senza darti il tempo di intimizzare la luce,i colori,i profumi, immaginare delle storie della gente del posto ecc.

Del racconto focalizzo questo passo:
"...Se dovessi proprio descrivermi senza ipocrisia, cercando di essere piu' sincera possibile, direi che per quanto mi riguarda..."

Allora tento una spiegazione: il tuo viaggio é legato a cose lasciate in sospeso, quasi una ricerca esistenziale che sta tra ieri e oggi...va beh, sono cose che non mi riguardano.

Entro nel tuo blog perché appari reale nelle cose che scrivi...e tutto questo mi interessa, é un pò come una forma di deformazione professionale, ci sbatto sempre la testa con l'analisi delle risorse umane.
Alla prossima...

eros...il resto é un ritornello virtuale.

gullich ha detto...

"Scusa... "fare scopa" e' sinonimo di scopare? :-)"

uff... :D

scopa è un banale gioco di carte italico... dove le carte uguali si prendono facendo, appunto, scopa...

detesto le carte, ma questo lo ricordo perchè ci giocavo da bambino con mio nonno e mio padre.

in senso traslato, pensieri che fanno scopa sono pensieri che stanno bene insieme :o)

bada che sei maliziosa... :D

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

dove le carte uguali si prendono facendo, appunto, scopa...

Ah si ho capito...
Una carta va sopra l'altra che resta sotto e viene presa... scopata, insomma. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

il tuo viaggio é legato a cose lasciate in sospeso, quasi una ricerca esistenziale che sta tra ieri e oggi...va beh, sono cose che non mi riguardano

Non ti riguardano pero' ti incuriosiscono. Se commenti e' perche' vuoi che il discorso non termini e desideri proseguirlo.
Perche' non accontentarti, dunque?
Il viaggio fa parte della mia cultura. Anche se ormai sono stanziale, dentro di me urla il mio sangue zingaro che mi porta a non fermarmi mai. Ed il non fermarmi mai riguarda i miei sentimenti ed il mio modo di essere che e' sempre uguale ma, allo stesso tempo, sempre diverso.
Se ti dicessi di aver vissuto gia' tre vite e di essere adesso nella quarta, ci crederesti?

eros...il resto é un ritornello virtuale.

Appunto... :-)

marco ha detto...

da cui si ricava che le carte sono omosessuali.
il fante col fante.
la donna con la donna.

...

il due di picche con nessuno.

sto covando l'influenza...

gullich ha detto...

non gioco a carte da così tanto tempo che mi ero anche dimenticato le regole :o)

"Se un giocatore prende tutte le carte che si trovano sul tavolo, realizza una "scopa": questa vale un punto. Per contrassegnare la scopa effettuata, il giocatore pone nel mazzetto delle sue prese una carta scoperta e la mette di traverso alle altre. Se il giocatore che gioca l'ultima carta prende con essa tutte le carte rimaste, questa non vale però come scopa." da wikipedia

vedi tu se abbia valenze sensuali/sessuali o meno :D

secondo me no :o)

ritornando IT... noto una certa tendenza a psicanalizzarti da parte dei Tuoi commentatori... Sia che si parli di viaggio, di sesso, di amicizia.

Devo essere un pò strano... a me i tuoi post piacciono perchè spesso fanno )e spesso mi hai fatto) riflettere su di me, non su di te :D


ciao

wgul

modesty ha detto...

home sweet home!

:) love, mod

Kameo ha detto...

@ Klara "Se ti dicessi di aver vissuto gia' tre vite e di essere adesso nella quarta, ci crederesti?"

Consolati che te ne rimangono ancora tre da vivere ;-)

la Volpe ha detto...

Pochi giorni fa, ho incontrato un uomo, mentre tornavo a "casa". Non era italiano, né era un autoctono del paese in cui vivo. Eppure, quelle poche parole che ci siamo scambiati e il suo modo di vestire e di comportarsi mi hanno rievocato fortemente la mia Roma. Con talmente tanta forza da stringermi il cuore per la nostalgia per il luogo natìo... Non so, mi hai rievocato questo avvenimento, parlando di Budapest.

Buone cose!

Neelps ha detto...

Ciao,
cavolo anche io sono un po cosi, provo sempre una sensazione di nostalgia per I posti in cui sto per ualche tempo. Sono tornato anche io da poco da una bellissima citta ma a differenza tua sono insofferente non riesco a trovare un punto di equilibrio, quando sono via penso alla mia milano, ma poi quandonsono a milano penso a quello Che ho lasciato e cosi sto sempre in questo stato di ansia che soffoco in altri modi.

Bel post il tuo, ciao
neelps

eros ha detto...

@ Chiara...

la curisità é osservazione delle cose che mi circondano,é ricerca dell'insondabile...ciò che é al di là delle cose umane.

accontentarmi? E di cosa ? mi limito a leggere e fare disquisizioni su ciò che ritengo piacevole (come scrivi)...ma se ti irrita la mia presenza...non fai che dirmelo e tolgo il disturbo.

penso(forse mi illudo?) che non sia proprio così...e (senza presunzione)poiché sembra che piaccia anche a te pigiare i tasti del gioco del dire e per di più da protagonista,azzardo a dire come donna alfa?

ciò che urla dentro di te é a mio parere: voglia di vivere.
diciamo diversamente? da come sono state le tue cosidette vite precedenti che ribadisco LA TUA VITA E' CIO' CHE SEI STAT, SEI, SARA'...mi limito solo a leggere e nient'altro...leggo e commento, tutto quì.

eros...01010101

N.B: zingara perché? siamo tutti figli del cielo...non esiste il razzismo é solo differenza tra ricchezza e povertà PERT ME!

giuseppe perani ha detto...

"In fondo, anche se non si direbbe, sono un’inguaribile romantica ed anche se a volte mi atteggio a cinica perche’ mi eccita il gioco della seduzione, ancora riesco a commuovermi in determinate situazioni sentimentali."


Lo sapevo che eri così!!
Avevo capito che sei una donna romantica.
Tu mi farai morire!
Ed è giusto che tu sappia che il fatto che io muoia potrebbe seriamente compromettere la mia possibilità di continuare a leggerti.
Shame!!!

Ciao bellisima Klára.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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