domenica 24 gennaio 2010

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Pensieri in ordine sparso prima di partire

1° pensiero - Il 22 gennaio e' stata la festa di San Vincenzo. Per tradizione, un clima mite in questo giorno e' di buon auspicio per i raccolti. E' questo il momento in cui si controlla lo stato delle viti, e se le gemme non sono troppo danneggiate dal gelo c'e' la fondata speranza che la prossima vendemmia sia buona. Purtroppo, da alcuni giorni, la temperatura e' molto bassa. La massima e' a meno 4°, la notte scende addirittura fino a meno 11°, e non e' che sia previsto un miglioramento per i prossimi giorni.

2° pensiero - Il freddo mi mette addosso sempre un po' di malinconia. A Tokaj non e' che ci sia molto da fare durante questo periodo dell'anno. In paese e' tutto chiuso, il turismo adesso e' quasi del tutto assente e la gente se ne sta rintanata nelle proprie case. Mi e' presa una gran voglia di andarmene da qualche parte. Magari alle terme oppure in qualche grande citta'. Vorrei vedere alcuni dei nuovi film che sono usciti come "Avatar", ed anche incontrare persone nuove.

3° pensiero - Devo confessare che in fondo non sto male da sola. L'importante per me e' sapere che coloro che amo stanno bene, sono tranquilli e felici. Non e' indispensabile la loro vicinanza fisica, anzi ritengo che lo stare troppo a contatto, troppo legati sia in qualche modo deleterio per ogni tipo di rapporto. Quindi, prendero' il treno e partiro'. Ho deciso. Me ne staro' via per qualche giorno. Prima tappa Budapest, poi si vedra'. Sinceramente so gia' dove andare, ma non lo diro'. Inizio a preparare la sacca per il viaggio...

4° pensiero - Chissa' perche' ma fra le tante cose a cui penso prima di partire, mi e' venuto in mente anche questo diario e che forse non riusciro' a seguirlo per i giorni in cui saro' via, anche se col cellulare potro' moderare i commenti. In ogni caso, portero' con me il lap-top. Com'e' noto non amo molto il portatile poiche' la tastiera non e' che sia proprio adatta per delle unghie come le mie, inoltre non so mai se avro' modo di connettermi; pero' sapere di averlo con me mi rende piu' tranquilla. Sara' che ormai ne sono dipendente, ma questo fatto non mi sconvolge. L'attualita' e' costruita anche su questa tecnologia, inutile negarlo, e sarebbe perfettamente stupido voler fare a meno di essa.

5° pensiero - Programmero' la pubblicazione di questo post per quando saro' gia' arrivata a Budapest. Non dubitate che vi pensero'. In mezzo a voi ci sono ormai persone che ritengo vicine e che, credo, mi conoscano assai bene. Il mezzo virtuale, come dico sempre, non da' la possibilita' di poterci incontrare con il corpo ma di sicuro riesce a creare legami che coinvolgono altri aspetti del nostro esistere. Aspetti che probabilmente, se fossero soffocati dai cinque sensi, non avrebbero mai modo di emergere. A presto.

21 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

anche se banale, ti auguro un buon viaggio (sono certo che ti divertirai).

Quanto al film Avatar te lo sconsiglio: gli effetti speciali sono favolosi ma la storiella è banale (i buoni alla fine vincono sui cattivi).

Se posso consigliarti un film, ti segnalo Io loro e Lara di Verdone. Mi piaccino i film di Verdone perchè a fronte di maschi poco interessanti i personaggi femminili sono sempre molto affascinanti.

Ciao Davide

Gio ha detto...

A presto Klara,

Si, sei una ragazza saggia, e decisamente 5 sensi non sono abbastanza per conoscerti.

Gio

guggenheim ha detto...

Have a good journey.
Prosit.
Gu.

Marisa ha detto...

Invece per me il freddo mi da vigore, mi viene voglia di affondare fino alle ginocchia nella neve soffice, se la vedessi più spesso.
Tornare poi felice a casa e ritrovarla tutta calda come un'amante in attesa di te.
Accompagnarmi ai miei pensieri e guardare dalla finestra i nuvoloni neri che io adoro che si addensano in cielo.
Se poi vogliamo completare il quadretto idilliaco, qualche minuto potrei anche concederlo all'amore... ;o)
Buon viaggio mia cara e goditela!!!!

Nicole ha detto...

Quindi ora sei a Budapest...sono contenta per te. Mi piace viaggiare, moltissimo...Se si tratta di uscire per una pesseggiata per il Corso della mia città, rifiuto sempre.Mi piaceo viaggiare o gironzolare in macchina. Locali non affollati e cinema.

Il freddo anestetizza un po' i pensieri e rallenta la vita intorno. E' vero...anche se lo preferisco al caldo. Un giorno ti farò vedere spero i miei tramonti...ieri ne ho dato un assaggio a Gio e Marisa.

Che dirti...rilassati...ma torna!

Kameo ha detto...

Bon Voyage !

Willyco ha detto...

Un passo alla volta:
Ti auguro una settimana piena di deliziose emozioni.

modesty ha detto...

for girlies on the road only:

big jane di michael cimino

un racconto delizioso. parla di una ragazza un po' particolare su una motocicletta che è....appunto....always on the road.

(uhm, kleiner gio, leggilo anche tu, và, che piace pure a te)

love, mod

ROSA ha detto...

Buon viaggio...

Gio ha detto...

Preso nota Mod ;-)

guggenheim ha detto...

Mod@: big jane di michael cimino
.........
(uhm, kleiner gio, leggilo anche tu, và, che piace pure a te).

________

Posso leggerlo pure io?
O no?
:-)

Prosit
Gugge

Ev@ ha detto...

Yes, Chiara, bello staccare un po’…

Quanto ad “Avatar” penso si a un film interessante per una serie di motivi che, nel modo più breve possibile, per me sono:

Uno. Non è una storiella ma solo una storia dichiaratamente fantastica ispirata a tante narrazioni americane che sono sempre state di taglio più semplice rispetto alla più complessa tradizione europea. Quindi è un film soprattutto per il mercato nordamericano che, mister “B” docet, non è una periferia.

Due. Contrariamente a un certo tipo di tradizione forte dalla metà degli anni ’70 in poi, Avatar è uno dei rari film non fascistoidi non di nicchia. E’ portatore di un messaggio si da favola, ma non di Cenerentola o altro teso ad affermare che alla fine vince il bene: semplicemente alla fine vince il crederci, che invece si vuole il confinato a velleità esclusivamente sportive e sponsorizzate. I due al centro della storia, sono solo disponibili, per vari motivi, a una possibilità sentimentale e hanno motivazioni molto “private”. Specifico che per fascistoide intendo una qualità ascrivibile a varie categorie di pellicole. Prime quelli a base di eroi che gettano le regole nel fango in favore di un ipotetica super-etica personale e insindacabile; a seguire quelli destabilizzanti che hanno spacciato certi "serial killers" come plausibili James Bond schifosi emarginati in case-topaie, vestiti nei cestoni dei discount, bevitori di immonde robe gasate e con i denti e quant’altro insopportabilmente trascurato. Insomma degli sfigati ma cattivi per natura perversa e obnubilati da saperi appresi con metodiche incontrollate ai precettori che sono invece amati dalla conservazione implicita nelle scenografie di certe saghe adolescenzial-maghesche.

Tre. C'è il sospetto che l'usita del film fosse densa di timori rispetto l'annichilimento natalizio di prodotti locali a base di “bella-gnocca-e-ti-mostro-come-la-cucino-io”, mito italico cui ogni parte, creativamente, da il suo apporto.

Quattro. Una storia d’amore basata sulla diversità è benvenuta, fa sorridere e si pone alla giusta distanza dalla realtà ambientandosi nel futuro fantascientico si, ma che si vuole per una volta differente dal solito, "inevitabile peggio” che porta la gente ad essere timorosa di cambiare sul serio.

Bonus. Chi ha esperienza di amori digitali, non potrà non scorgere, in quel “io ti vedo” che sentirà pronunciato, un qualcosa che fa intravedere un sapere legato all’analisi delle relazioni che chi ha vissuto il trance dei legami “virtuali” ha intuito, come in un sogno.

E a quel punto si sorride davvero, nel vederlo raccontato, questo sogno, in modo così dispendioso di mezzi.

Infine, ho trovato commovente sentire la gente applaudire, in sala, mentre le luci si riaccendevano. E “sentire” a pelle, mentre mi defilavo, il consenso di un pubblico, mediamente giovane, così disposto al sognare. Non tutto era perduto quindi… ma non poteva che essere così.

Saluti.

Kameo ha detto...

@Ev@
Evuccia cara, me lo potevi dire subito che la recensione al film Avatar la volevi fare tu per il nostro mensile. Mi evitavi una fatica inutile!!! GRRRR
I see you :-)

davide ha detto...

Cara amica Eva,

"Non è una storiella ma solo una storia dichiaratamente fantastica ispirata a tante narrazioni americane che sono sempre state di taglio più semplice rispetto alla più complessa tradizione europea. Quindi è un film soprattutto per il mercato nordamericano che, mister “B” docet, non è una periferia."

Quando ho parlato di storiella non volevo certo criticare questo film.

A Roma ho fatto la coda per vedere questo film alla sua prima uscita.

Forse perchè mi aspettavo qualcosa in più sono rimasto un po' deluso, anche se il film è molto bello e alla fine il pubblico (per lo più ragazzi) ha applaudito.

Il film di Verdone "Io, loro e Lara" (che comunque non è uno dei migliori che ha fatto Verdone) mi è piacito più di Avatar (tra il resto è costato infinitamente meno) per il disegno dei personaggi: in particolare Lara la figlia della ex badante moldava Olga.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: ti segnalo Io loro e Lara di Verdone

Nel luogo dove sono adesso i film di Verdone non sono molto conosciuti e non credo che troverò quello da te indicato in programmazione. Mi spiace. Credo che ripiegherò quindi su Avatar oppure Surrogates (altro film che tratta l'argomento della virtualità).


@ Gio: decisamente 5 sensi non sono abbastanza per conoscerti

Infatti cerco sempre d'incontrare chi di sensi ne ha almeno 6. :-)


@ Marisa: per me il freddo mi da vigore, mi viene voglia di affondare fino alle ginocchia nella neve soffice, se la vedessi più spesso

Da quello che scrivi capisco che non hai mai sentito il freddo dalle mie parti. Si può arrivare tranquillamente fino a meno 15-20, che non sono niente rispetto ai meno 25-30 di Mosca. Quando li avrai provati ti assicuro che non avrai più una visione così poetica del freddo. :-)



@ Nicole: Che dirti...rilassati...ma torna!

Certo che torno. Però non so dirti esattamente fra quanti giorni. Dipende molto dagli imprevisti che spero siano moltissimi. :-)


@ Modesty: un racconto delizioso. parla di una ragazza un po' particolare su una motocicletta che è....appunto....always on the road.

Quella di sicuro non sono io. In motocicletta cadrei dopo 10 metri. E poi a me piace viaggiare in treno. :-)


A tutti gli altri che mi hanno augurato buon viaggio dedico un grazie.

PS: questa tastiera è terribile. Sono più le volte che devo tornare indietro e correggere di quelle in cui scrivo una parola giusta. Fra l'altro non sono abituata alla posizione dei tasti nella tastiera italica e continuo a cercare di accentare le vocali con l'apostrofo facendo ancor più confusione.

PPS: Prossima tappa le terme. Ovviamente non rivelerò adresso la località per evitare la ressa dei lettori del blog ansiosi anche loro di curarsi con le acque e di riposarsi qualche giorno.

Alex ha detto...

Buon viaggio Chiara.

Ev@ ha detto...

In “Avatar” vi è in sottofondo un duello interessante tra il personaggio della scienziata e quello del colonnello. Rappresenta la lotta tra due poteri entrambi facenti capo ad una figura che sovrintende tutto: quella specie di “direttore” che è mostrato giocare al golf nella sala riunioni.

Tale duello è tra due poteri entrambi fedeli alla causa (non è quindi ideologico), mostra come uno (la scienziata) è aperta a una soluzione mediata e incline a uno scambio culturale, mentre la parte militare no, meno, ed è sospetta di fare tattica al fine di mantenere se stessa. La scienza non ha invece, in questo caso, questo problema perché è una necessità indiscutibile nel caso dell’esplorazione dell’ignoto. Insomma, l’esercito ha bisogno della scienza ma non è vero il viceversa.

Oltretutto, il film mostra che come “impiegati” la scienza ne richiede di meno, mentre la guerra richiede molte ma molte più figure professionali. Si può intendere che la scienza assolve il suo compito lasciando alla gente tempo a sufficienza per dedicarsi al “peace & love”, mentre la guerra no. Inoltre è chiaro che l’inclinazione di entrambe le parti è volto al successo dell’impresa ma contemporaneamente anche al sostegno del proprio potere (di casta) all’interno di un sistema.

Allora, storia o storiella che sia, mi pare che un problema del genere non sia fantascientifico ma molto attuale e un opera (statunitense e così costosa) che pone questo problema a mio parere costituisce un importante sondaggio d’opinione planetario capace di imprimere alla politica estera di quel paese delle piccole variazioni d’approccio con le varie situazioni che loro hanno in essere in varie parti del pianeta. Ovviamente non mi dilungo su come un sondaggio o le opinioni possano essere tradotti in azioni pratiche e concrete, perché sicuramente sono tante le variabili che intervengono in questo processo ed elencarle sarebbe inutile e tedioso.

Ecco, nel film di Verdone, nemmeno se lo guardo in controluce intravedo un minimo di argomenti di questa portata ma, per fare una metafora navale, “Avatar” è una portaerei, “Io, loro e Lara” un motoscafo. Per certi versi, si tratta di due opere non accostabili né tecnicamente, né per portata e paragonarle può essere addirittura scorretto.

Ma si può parlare di opinioni del pubblico, che come minimo coglie che altrove fanno grandi cose e da noi sempre le solite. Poi si va in confusione perché i più, nel decifrare i segni, sono degli ingenui. E i segni, mediatici, sono moltissimi.

Torni infatti a casa e una TV, in pompa magna, annuncia questi giorni l’eccezionale evento della ri-programmazione dell’avvincente serie “Rambo”. A me, che sono visionaria, sembra che ciò dica qualcosa del genere: “forse qualcuno dice che i tempi cambiano, ma ricordatevi che sempre lì si torna”. O qualcosa del genere.

Di certo è che io non intendo assolutamente né consigliare e né convincere nessuno a vedere questo o quello. O a fruire di un media o di un altro. La mia è solo un opinione e, anzi, mi auguro che ciascuno faccia quello che gli pare e piace. E che fruisca del media che preferisce. Ma se vogliamo parlarne, la mia opinione è questa.

Saluti.

Gio ha detto...

Evviva gli imprevisti!
Un imprevisto per ogni tuo desiderio, mia Klarissima :-)

Ciao!

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Nel luogo dove sono adesso i film di Verdone non sono molto conosciuti e non credo che troverò quello da te indicato in programmazione. Mi spiace. Credo che ripiegherò quindi su Avatar oppure Surrogates (altro film che tratta l'argomento della virtualità)."

Hai ragione; non ci avevo pensato.

Non ho visto Surrogates, ma voglio andarlo a vedere.

Dato che siamo in tema un altro film che mi è piaciuto è stato "A Single Man". Se per caso hai un po' di tempo libero ti consiglio di vederlo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il viaggio prosegue. Mi sto avvicinando all'Italia. Attenti che stanno per arrivare gli unni. :-)))

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Il viaggio prosegue. Mi sto avvicinando all'Italia. Attenti che stanno per arrivare gli unni. :-)))""

Portaci un po' di calduccio, perchè la Merla ci ha portato tanto freddo.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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