lunedì 11 gennaio 2010

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L'intimita'

Se c’e’ qualcosa che mi manda davvero fuori dai gangheri, qualcosa che non riesco proprio a perdonare neppure se poi mi vengono porte le scuse piu’ sincere, e’ che qualcuno entri a mia insaputa nel mio privato e scorrazzi liberamente fra le mie cose piu' intime allo scopo di acquisire informazioni per verificare e controllare cio' che faccio. Non importa quanto possono essere nobili le sue intenzioni, non importa se mi giura amore eterno, non m’importa niente… decido io quale sia lo spazio della mia vita in cui gli altri possono entrare, e decido io a chi dare il permesso. In questo non faccio alcuna eccezione. Genitori, amici, fidanzati, rompicoglioni d’ogni genere e specie: nessuno deve arrogarsi alcun diritto nei miei confronti e tutti, dico tutti, devono rispettarmi come io rispetto loro.

C’e’ chi sostiene che in amore ed in guerra tutto sia permesso. Io non la penso cosi’ ed il rispetto, almeno a casa mia, si dimostra nel non superare certi paletti che vengono posti. Se poi i paletti sono troppo rigidi, chiunque puo’ decidere di defilarsi, di mandarmi a fare un giro e cancellarmi dalla sua vita. E’ una scelta lecita che io rispetto, ma quei paletti per me sono sacri e nessuno li puo' violare senza il mio permesso. Soprattutto se poi lo fa senza che io ne sia consapevole.

Ho avuto diversi boyfriend. Il termine giusto sarebbe “trombamici”, cioe’ amici con i quali non era spiacevole fare sesso, mentre coloro con i quali trovavo una vera affinita’ di sensi ed anche di sentimenti, ho sempre preferito chiamarli “fidanzati”. A causa del mio carattere e per le scelte fatte in quel periodo della mia vita, certi rapporti non duravano mai a lungo e quindi non arrivavano mai a tramutarsi in qualcosa per cui si esigeva un impegno preciso da una parte o dall’altra. Pertanto, preferivo che queste mie relazioni “amorose” restassero su un piano di mera superficialita’, da trombamici appunto, e che non andassero mai oltre certi limiti che io stessa imponevo.

Ne ricordo uno che ha significato forse qualcosa di piu’. Era simpatico, carino, intelligente. Non raccontero' molto di lui sennonche', essendo “latino”, mi parlava sempre d’amore, di sincerita’, di complicita’, cercando di spingermi all’interno di un rapporto un po’ meno superficiale, che andasse oltre l’immediata soddisfazione dei sensi e presumesse uno stare insieme che non fosse limitato soltanto a “cogliere l’attimo”. Insomma, le solite menate da latini sentimentali, sull’amore infinito e gli asini che volano. Lui pero’ mi sembrava realmente sincero e questo un po' mi lusingava e mi attraeva, anche perche’ forse in quel momento sentivo il bisogno di staccarmi, almeno durante i week end, dalla monotonia dei tanti incontri a pagamento.

Sfortunatamente per lui, pero’, ero la donna sbagliata e non ancora disponibile per proposte di quel genere. Ero ancora lontana dal raggiungimento dei miei obiettivi e non avevo assolutamente voglia di cambiare la mia vita solo perche’ qualcuno diceva di essere innamorato di me; una cosa che fra l’altro mi sentivo dire spesso e non solo da lui. Non ero la persona adatta per risolvere i suoi problemi, e con sincerita’ glielo dicevo che per me era diverso, che non ero pronta ad accettare quello che lui mi proponeva ma che, se proprio lo voleva e con me stava bene, potevamo comunque frequentarci, ma solo a determinate condizioni e cioe’ che doveva tenere fuori dal nostro rapporto gli aspetti collegati al mio lavoro e a quel mio modo di essere, oltremodo emancipato e per certi versi libertino, indispensabile per gestire al meglio coloro che in quel momento rappresentavano la mia clientela migliore. Quindi, via la gelosia, via le domande trabocchetto, via le verifiche su quello che gli dicevo e, soprattutto, via tutti quei metodi che immaginavo avrebbe usato per informarsi sui miei spostamenti e sulle persone che avrei incontrato.

Avrebbe potuto rifiutare e non starci; avrebbe potuto lasciarmi perdere, avrebbe potuto cercarsi un’altra donna, avrebbe potuto anche usare le brutte parole e, pur non avendone alcun diritto, arrabbiarsi. Sarebbe stato lecito e l’avrei in qualche modo compreso. Di sicuro la nostra storia sarebbe terminata li’, ma forse, messa di fronte ad un ultimatum, se veramente avessi tenuto a lui avrei potuto prendere decisioni diverse. Questo chi puo’ dirlo? Ma lui non lo fece. Mi confesso’ che gli dava fastidio cio’ che facevo, che soffriva quando non sapeva dove ero e che era geloso per gli uomini che incontravo, ma il sentimento che provava era talmente forte ed intenso che avrebbe accettato tutto pur di poter stare con me. Oltretutto, per la verita’, c’era anche un aspetto piu' materiale, cioe' che nel letto stavamo davvero bene e si sa, quando un uomo trova un certo tipo di sesso e’ disposto a sopportare anche quello che altrimenti non sopporterebbe mai.

Devo dire che pero' quella volta mi comportai in modo distratto ed un po' superficiale, permettendo all'ingenuita' di non farmi notare in tempo alcuni particolari che forse avrebbero potuto evitarmi una cocente delusione. Probabilmente non ero emotivamente coinvolta come avrei dovuto, e quindi non m’interessava davvero salvaguardare quella relazione, oppure da autentica fatalista quale sono pensavo che le cose dovessero durare fino al punto in cui potevano durare, senza forzature e senza pormi mai troppi problemi su cio’ che sarebbe accaduto l’indomani. Per cui, alla fine, quando venni a sapere che aveva scoperto il codice d’accesso della mia segreteria telefonica e che da tempo controllava e verificava i miei spostamenti e quello che i clienti mi dicevano al telefono, cose delle quali ovviamente lo tenevo all’oscuro, ne fui amareggiata e mi sentii davvero tradita.

Lui, come fanno un po’ tutti, tento’ di addossare la colpa su di me; mi disse che ero una bugiarda perche’ non gli raccontavo tutta la verita', che mi approfittavo dei suoi sentimenti e che non lo meritavo perche' ero un'insensibile egoista oltre che puttana. Forse in parte cio' che diceva era anche vero. C'e' stato quel momento della mia vita in cui riconosco d'essere stata assai egoista, ma di sicuro non lo avevo mai ingannato. Con lui ero stata leale fin da subito, non gli avevo mai promesso l’esclusivita’ e la fedelta’ assoluta, avevo posto i miei paletti, gli avevo spiegato chiaramente come stavano le cose e quella sua incursione nel mio mondo privato stava a dimostrarmi che, in fondo, anche lui non era diverso dagli altri: possessivo, prevaricatore e ficcanaso fino alla nausea. Ed a niente sono servite poi le sue scuse successive per recuperarmi. Anche se e’ difficile, lo so, posso arrivare ad accettare persino un tradimento sentimentale, ma non riesco proprio a perdonare chi cerca di controllarmi di nascosto.

Purtroppo, per una certa cultura patriarcale e maschilista una donna, anche se non promette fedelta’ a nessuno e dichiara di voler essere libera da vincoli, non ha il diritto di appartenere solo a se stessa. Non ha diritto di essere completamente padrona della propria intimita’. Non ha diritto neppure di avere una sua sessualita’ e gestire i propri desideri liberamente, poiche’ questo compito non spetta a lei ma al maschio di turno; il padre, il fratello, il fidanzato, il marito, e persino un trombamico un po’ troppo curioso. Ciascuno si sentira’ autorizzato ad usare ogni mezzo possibile per possedere la chiave della sua cassaforte e non importa se lei manifestera’ la sua forte intenzione di voler gestire la sua vita da sola senza intromissioni, perche' ci sara’ sempre e comunque chi cerchera’ di controllarla per tenere incatenate le sue pulsioni piu’ intime, quelle che gli uomini, quasi tutti, considerano pericolose ed inaccettabili. Anche quella di essere, se lo desidera, una puttana.

22 commenti :

Gio ha detto...

Mia sorella ha iniziato a prendermi a pacifiche botte quando ero un bambinetto (vivace lo ammetto) e non ha mai smesso.
Ecco cosa serve agli ometti: una sorella maggiore che insegni l'educazione ;-)

Un abbraccio 'sorella' Klara.

(la più grande viltà e menzogna è proprio l'associare il proprio 'controllo' all'affetto che si prova)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

più volte su questo blog hai rimarcato quanto sia importante per te la tua intimità e riservatezza.

Una volta ricordo che hai detto che quando viaggiavi scrivevi sul tuo diario nomi e indirizzi falsi nel caso che qualcuno leggesse i tuoi quaderni (almeno questo era il senso di quello che avevi scritto).

Naturalmente la tua è una richiesta perfettamente legittima e la persona che vuole avere una relazione con te ha il dovere di rispettarla: l'importante è mettere in chiaro le cose prima e poi ognuno deve rispettare gli accordi presi.

Ciao Davide

minervabianca ha detto...

Ciao...io sono del parere che le cose è subito meglio metterle in chiaro (esattamente come fai tu) se a loro non sta bene sono sempre liberi di cercare altrove...
E il ficcanasare è mancanza di rispetto...è una cosa che odio anche io

Kameo ha detto...

(...) Ciascuno si sentira’ autorizzato ad usare ogni mezzo possibile per possedere la chiave della sua cassaforte e non importa se lei manifestera’ la sua forte intenzione di voler gestire la sua vita da sola senza intromissioni (...)

E ti dirò di più.
Qualora una donna decida di prendere marito convinta di avere "uno scudo sociale", e nell'ipotesi che il loro rapporto sia chiaro e basato sulla reciproca fiducia, ci saranno sempre altri uomini, amici o parenti, che cercheranno di informarsi sui suoi spostamenti e interessi, prodighi di consigli sempre "per il suo bene", si intende!

Sembra quasi che a livello sociale, non solo individuale, si mettano inconsciamente in moto degli anticorpi atti a eliminare quei comportamenti sospetti di uscire dalle regole comuni e che possono rappresentare una minaccia per la sopravvivenza del modello sociale stesso.

Alex ha detto...

Non è semplice gestire i sentimenti soprattutto quando una donna è sfuggente.

Ev@ ha detto...

@minervabianca “le cose è subito meglio metterle in chiaro (esattamente come fai tu)”

Prendo spunto da questa affermazione: sono convintissima di aver detto ed essermi detta anche io qualcosa del genere, in certi luoghi e situazioni. Posso affermare che nell’applicazione di questa “regola” c’è stato un inconveniente: non ho tenuto conto dell’imprevisto dato dal fatto che i rapporti sono dinamici e inseriti in un contesto altrettanto dinamico. Cioè subiscono una certa evoluzione -per cause diversissime- a partire da un iniziale “impatto”. E l’evoluzione può essere differente dalla favola che ti racconti. Impatto che, poi, sarebbe già difficile di per se, perché “due”, prima di essere “che dialogano” (diciamo così), sono due persone singole che stanno andando per la propria strada. E le strade e i modi di percorrerle sono molti di più di quelli che la mia pur fervida fantasia può immaginare. Insomma sempre e comunque ci saranno difficoltà comunicative, ma andando step-by-step, senz’altro, una cosa schifosa sono le implicazioni in ciò che dice:

@Kameo “…ci saranno sempre altri uomini, amici o parenti, che cercheranno di informarsi sui suoi spostamenti e interessi…”

Ovvero, un primo grosso, grossissimo problema è che qualcuno, specie dei “due”, nonostante apparentemente giuri e spergiuri di essere di tutt’altra pasta, nella sua dark-side fa affidamento su quel certo “controllo sociale” che al convivere derivante dall’amore si chiederà al contesto sociale nel quale il rapporto è inserito. Questo può riguardare molto vari aspetti dell’essere te stessa e i motivi perché lo si fa possono essere anche molto stupidi. A mio avviso, per quello che osservo attorno, questo accade pressoché sempre.

Si potrebbe aprire adesso un discorso parallelo su come la televisone e le sue politiche hanno inciso a dare manforte a qualcuno con così sgradevoli e subdole caratteristiche, come così “infiltrato” di opinioni di plastica, si può diventare anche più insopportabili perché confortati dal controllo sociale dettato dal mezzo televisivo invece apparentemente brillante e liberatorio… ma non voglio essere prolissa e, di conseguenza, tediare.

Saluti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Ecco cosa serve agli ometti: una sorella maggiore che insegni l'educazione

Questo dovrebbe essere il compito delle madri, non delle sorelle.


@ Davide: hai rimarcato quanto sia importante per te la tua intimità e riservatezza

Perche', per te non lo e'?


@ Minervabianca: se a loro non sta bene sono sempre liberi di cercare altrove...

Chissa' perche', invece, continuano sempre a scassare le ovaie e chi non riescono a piegare i propri desideri di controllo.


@ Kameo: ci saranno sempre altri uomini, amici o parenti, che cercheranno di informarsi sui suoi spostamenti e interessi, prodighi di consigli sempre "per il suo bene", si intende

E' vero. Pare che si metta in moto tutto un sistema per salvaguardare il "probabile" cornuto.


@ alex: Non è semplice gestire i sentimenti soprattutto quando una donna è sfuggente.

Cioe', adesso la responsabilita' diventa della donna che e' sfuggente? Non dovrebbe essere sfuggente ed assecondare i desideri maschili cosi' tutto andrebbe a posto?


@ Eva: Ovvero, un primo grosso, grossissimo problema è che qualcuno, specie dei “due”, nonostante apparentemente giuri e spergiuri di essere di tutt’altra pasta, nella sua dark-side fa affidamento su quel certo “controllo sociale” che al convivere derivante dall’amore si chiederà al contesto sociale nel quale il rapporto è inserito. Questo può riguardare molto vari aspetti dell’essere te stessa e i motivi perché lo si fa possono essere anche molto stupidi. A mio avviso, per quello che osservo attorno, questo accade pressoché sempre.

Scusa Evita... ehm... ho avuto una piccola vertigine e non ho ben compreso, ma...
La supercazzola va a destra o a sinistra?

Scherzoooo!!!
Mi fai morire. A presto amica mia. :-)))

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
scrivi:"Cioe', adesso la responsabilita' diventa della donna che e' sfuggente? Non dovrebbe essere sfuggente ed assecondare i desideri maschili cosi' tutto andrebbe a posto?"

Il mio è un commento personale da parte maschile ma al femminile e lo stesso.
Comunque, la donna, tendenzialmente è meno rispettosa delle "privacy" dell'uomo.

Hei Eva, ho dovuto rileggere tre volte, va bene che sono uomo, comunque ti do ragione:-)

Gio ha detto...

Non so Klara.

Secondo me l'educazione che riceviamo dai 'grandi', quando siamo bambini, per certi versi non la capiamo.
Certe imposizioni sembrano assurde, altre perfino contraddittorie con i loro stessi comportamenti.

Spesso poi i loro insegnamenti arrivano in ritardo rispetto gli accadimenti che li richiedono.

Tra fratelli invece si è tutti allo stesso livello, si parla la stessa lingua e ci si capisce benissimo.

Ecco allora che li davvero si impara a condividere e a non essere egoisti, a rispettare l'altro e a pretendere il rispetto altrui e cosi via.

Mi hai dato l'ispirazione per un messaggio ... posso linkare il tuo?

A presto :-)

Gio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Il mio è un commento personale da parte maschile ma al femminile e lo stesso.

Al femminile e' lo stesso? Si'?
Allora vediamo come risulterebbe al femminile la tua frase...
"Non è semplice gestire i sentimenti soprattutto quando un uomo è sfuggente."
Ecco, immedesimandomi dico che sinceramente a me di un uomo sfuggente interesserebbe davvero una beata fava. Per me potrebbe sfuggire dove vuole ed i miei sentimenti me li gestirei comunque con altri meno sfuggenti che sarebbero felicissimi di non sfuggirmi.
Ci vedi una similitudine fra la tua versione maschile e la mia versione femminile, Alex?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Tra fratelli invece si è tutti allo stesso livello, si parla la stessa lingua e ci si capisce benissimo.

In questo hai ragione. Ma una sorella che educa il fratello, a sua volta, da chi dovrebbe essere educata se non dalla madre?

Certo che puoi linkarmi. A presto. :-)

Alex ha detto...

Perché secondo te una donna sfuggente merita di esser apprezzata? Molti vogliono quello che non possono avere e se solo si avvicinano e lo sfiorano, poi pensano che non possono più rinunciarvi è l’oblio degli stolti.
Se uno è intelligente evita certe situazioni.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Alex ha detto...
Perché secondo te una donna sfuggente merita di esser apprezzata?


Che meriti o no e' cio' che avviene molto piu' spesso di quanto sia logico pensare. Anzi, tanto piu' e' sfuggente, tanto piu' viene bramata dagli uomini. Le donne invece, seguendo una logica diversa, per natura non inseguono ma si fanno inseguire e fra tutti scelgono il piu' "rassicurante", cioe' colui che non sfugge.


Molti vogliono quello che non possono avere e se solo si avvicinano e lo sfiorano, poi pensano che non possono più rinunciarvi è l’oblio degli stolti.

Qui parli soprattutto del mondo maschile. In base alla mia esperienza personale, ma anche a cio' che ho visto assistendo a situazioni che coinvolgevano persone conoscenti amici ed amiche, l'atteggiamento di bramare cio' che e' sfuggente o impossibile da ottenere e' molto piu' maschile che femminile e riguarda quello di cui sia io che kameo o Eva dicevamo: l'esercizio del potere come raggiungimento di un obiettivo difficile. Che potere vuoi che sia nei confronti di chi e' accondiscendente e remissiva? Sta invece proprio nella sfida di ottenere qualcosa d'impossibile in cui spesso il maschio si getta cercando di dimostrare a se stesso d'essere capace ad ottenere tutto cio' che vuole.

Se uno è intelligente evita certe situazioni.

Non c'entra l'intelligenza, ma l'istinto ed in questo, donne e uomini, contrariamente a cio' che tu pensi e cioe' che siano speculari, in realta' non sono affatto ne' uguali ne' speculari.

Ev@ ha detto...

@Chiara
@Alex

Colpevole, con il capo chino e cosparso di cenere, rettifico, che forse era meglio => “Ovvero, un primo grosso, grossissimo problema è che uno dei “due”, nonostante apparentemente giuri e spergiuri di essere di ottima pasta, nella dark-side confida segretamente sull’efficacia di quel “controllo sociale” che il contesto, inevitabilmente, eserciterà sul rapporto. E potrà riguardare anche aspetti della personalità che addirittura per anni, entro un rapporto di coppia, si può evitare di mettere in discussione. I motivi per cui questo accade, possono apparire anche insensati. Non è ironia della sorte, piuttosto un senso dev’esserci, perché osservo, attorno, che questo accade, in forme e modi differenti, pressoché sempre.

Si potrebbe aprire adesso un discorso parallelo su come la televisione e le sue politiche sono state in sinergia con chi così ha queste subdole caratteristiche. Perché sono soprattutto le indiscutibili opinioni di plastica dettate dal mezzo televisivo, con la loro apparente brillantezza, a rappresentare le opprimenti sbarre della gabbia dell’attuale controllo sociale conservatore…”

Maglio, si. Quanto a me, dovrei evitare sia la fretta che il divagare, accidenti. Che so, pensarci prima o dopo, e non mentre scrivo, a cose tipo il rapporto che c’era tra Ted Hughes e Sylvia Plath, per esempio. E dovrei, almeno quando scrivo, abbandonare il pessimo vizio di mettere su mucchi di parole da tagliuzzare successivamente.
Ah! Non vorrei che Alex mi desse ragione perché magari mi ritiene pericolosa: ti rassicuro, non lo sono anche se le mie parole sembrano ammucchiate con il machete. E’ che mi sfogo con loro. Insomma, nella mia dissolutezza, ho un etica.

Però… dovrei piantarla, sennò mi aspetta un futuro dove l’unico disposto ad ascoltare le mie chiacchiere (ovviamente più disordinate della scrittura) sarà Nosferatu o qualche altro equivalente brutto ceffo da notti di luna piena…

Saluti

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"@ Davide: hai rimarcato quanto sia importante per te la tua intimità e riservatezza.
Perche', per te non lo e'?"

Un po' meno che per te. A differenza di te io ho una vita molto più banale e monotona della tua e quindi la riservatezza, pur importante, passa un po' in secondo piano.

Ciao Davide

Silvia... ha detto...

wow !!!!!
Per pigrizia oggi non ho voglia di leggere i commenti degli altri e magari ti dirò cose che sono già state dette ... pazienza !!! ....
Adoro chi ha le idee chiare sui confini del proprio mondo, perchè c'è sempre il "rischio" che arrivi qualcuno a stravolgerglieli .... e a volte questo scompiglio aiuta ad essere più morbidi o comunque a comprendere che il nostro pensiero non è l'assoluta verità, nemmeno per noi !!!!
Mi sono lasciata invadere, spesso, perchè credevo d'essere più forte ... in realtà lo sono, lo sono al punto d'aver permesso di perdere ogni confine in cui avevo creduto, sentirmi in balia, senza ragione, senza pensiero, travolta da una passione folle .... Meraviglioso e disequilibrante al massimo !!! Poi tornare a guardare me e ciò di cui avevo bisogno, risistemare i confini, riprendere la mia strada ... per nulla facile !!! Ringrazio Dio e me per aver gestito tutto anche in questa follia, ho avuto la possibilità di scoprirmi diversa da come mi pensavo, libera in ciò che avevo sempre taciuto ....e in tutto questo ho imparato a pretendere il rispetto per quella che sono, a pretendere d'essere libera di gestire i miei rapporti ... E' dolce invidia verso la tua libertà, anche se la mia scelta di vita è stata diversa, capisco e mi piace questa tua "forza" !!!

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara.

Spesso sono molto d’accordo con quello che scrivi, spesso per colpa della mia bassa cultura non riesco a farmi capire e quindi provo a scrivere in modo diverso.

Scrivi: "tanto piu' e' sfuggente, tanto piu' viene bramata dagli uomini"

Vero, bramata dagli uomini, ma non da tutti, inoltre, ho sempre pensato che uno su 10000:-) appena ottiene la donna dei sogni, inizia subito la ricerca di una nuova "preda" anche se, giurano amore eterno, mentre la donna è diversa......

Scrivi:
"Sta invece proprio nella sfida di ottenere qualcosa d'impossibile in cui spesso il maschio si getta cercando di dimostrare a se stesso d'essere capace ad ottenere tutto cio' che vuole"

....e pronto a qualsiasi nefandezza per ottenerla. Esistono più tipi di maschi e tu lo dovresti sapere addirittura meglio di me cara Chiara.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: A differenza di te io ho una vita molto più banale e monotona della tua e quindi la riservatezza, pur importante, passa un po' in secondo piano.

Interessante ma anche non chiaro il concetto con cui abbini la privacy alla non banalita' della vita. Mi spieghi meglio?

@ Silvia: Mi sono lasciata invadere, spesso, perchè credevo d'essere più forte ... in realtà lo sono, lo sono al punto d'aver permesso di perdere ogni confine in cui avevo creduto, sentirmi in balia, senza ragione, senza pensiero, travolta da una passione folle .... Meraviglioso e disequilibrante al massimo !!! Poi tornare a guardare me e ciò di cui avevo bisogno, risistemare i confini, riprendere la mia strada ... per nulla facile !!!

Non ho ben compreso se dai al "lasciarsi invadere" un'accezione positiva perche' cio' darebbe modo di dimostrare, poi, che si e' forti abbastanza da riconquistare il nostro territorio ricacciando fuori l'invasore.
Se e' cosi', ovviamente e lo avrai capito da cio' che scrivo, non gestire la mia vita come fosse un videogame, non mi piace sguazzare nella melma piu' maleodorante per poi farmi la doccia e gioire nel sentirmi pulita, come non mi piace essere menata e poi provare sollievo quando cessano di menarmi perche' tutto questo mi ricorderebbe la famosa barzelletta del tizio che si da' le martellate sulle mani spacciandolo per un gioco divertente e a chi gli domanda dov'e' che sta il divertimento lui risponde: "Quando sbaglio la mira".
Forse, non accettando di farmi invadere, avro' una vita piu' banale ed anche meno emozionante ma tutto questo mondo un po' BDSM (se mi permetti il termine) lo lascio a chi sa apprezzarlo perche' ti assicuro che non fa per me. Ne' come parte attiva ne' come parte passiva.
Non dico che in un passato remotissimo non mi sia messa anche io a giocare col fuoco; lo si fa perche' siamo curiose di emozioni e di esperienze, ma quando arriva il momento che il fuoco brucia davvero ed allora si rischia di essere deturpate per sempre dalle cicatrici allora si deve imparare a trattarlo con rispetto, il fuoco, evitando di buttarcisi dentro solo per dimostrare quanto si e' forti a resistere alle scottature.

Alex ha detto...

Ev@ scrive:
"nonostante apparentemente giuri e spergiuri di essere di ottima pasta,"

Importante che sia Barilla.. e poi Chiara si lamenta di noi italici:- )

Ecco fino a qui ho capito poi il mio solo neurone mi mette in difficoltà(:

Con il passaggio su TV e politica potresti fare concorrenza a Freud

Ti do assolutamente ragione anche perché sono più pericolose le parole che le armi, comunque ho dei dubbi su come potresti saper utilizzare un macete:-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Interessante ma anche non chiaro il concetto con cui abbini la privacy alla non banalita' della vita. Mi spieghi meglio?"

Chi conduce una vita banale e monotona non suscita l'interesse e la curiosità di nessuno e quindi deve preccuparsi un po' meno di eventuali intrusioni nella sua riservatezza.

Ti ricordo che quando avevo chiesto di conoscere l'amico Gullich, mi ha risposto (giustamente) che lui conosce solo chi lo stimola e non chi fa venire il latte ai ginocchi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Chi conduce una vita banale e monotona non suscita l'interesse e la curiosità di nessuno e quindi deve preccuparsi un po' meno di eventuali intrusioni nella sua riservatezza.

Ma tu sai che genere di vita faccio? Da dove nasce l'idea che abbia una vita avventurosa?
Faccio la contadina, mica la spia russa come viene descritta nei film di 007.

Marisa ha detto...

oddio, come hai ragione!!!

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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