lunedì 4 gennaio 2010

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Legge ad personam

Wikipedia ne da’ questa definizione: “Con la locuzione legge ad personam s'intende una legge (o atto avente forza di legge) che si ritiene sia stata realizzata mirando specificamente al raggiungimento di determinati effetti favorevoli (o sfavorevoli) per una singola e individuata persona o ristretto gruppo di soggetti, cio' nonostante possa essere apparentemente formulata in modo generale".

Fra tutte quelle cose nella lista delle priorita’ che ogni anno a Natale sfoderiamo con stucchevole buonismo per mostrare agli altri quanto riusciamo ad essere migliori, io certamente metterei al primo posto una bella legge ad personam finalizzata a qualcosa di positivo, qualcosa per cui un intero paese potesse andar fiero. Una legge che avesse lo scopo di mettere al sicuro una sola persona dall’ingiustizia ad personam che, suo malgrado, e’ costretta a subire.

No, non parlo di chi ha gia’ sufficienti privilegi, soldi ed avvocati per vivere un’intera vita nel lusso al riparo di ogni possibile ingiustizia che qualsiasi magistrato possa perpetrare ai suoi danni, oppure di chi, essendo l’uomo piu’ ricco e piu’ potente d’Italia, si lamenta di dover pagare risarcimenti a editori concorrenti o assegni di mantenimento milionari a ex mogli tradite, o ancora di chi si fa curare la bua al faccino dai migliori specialisti coccolato nelle cliniche piu’ esclusive. E non parlo neppure di chi, invece, deve arrivare alla fine del mese arrotondando la misera pensione con l'ancor piu' misera social card, oppure viene mutilato da medici incompetenti o da macellai senza scrupoli in ospedali che assomigliano sempre piu’ a cliniche degli orrori. No, non parlo di queste persone perche’ per costoro, ricchi o poveri che siano, deve valere l’art. 3 della Costituzione italiana, quello che pone tutti i cittadini uguali di fronte alla Legge. Parlo invece di “G”, l'orfano di undici anni che fra quattro giorni dovrebbe essere strappato ad un uomo che vorrebbe fagli da padre e che in questo momento si sta prendendo cura di lui, per finire in una comunita'. Lo stabilisce la Legge e si sa: "La Legge e' uguale per tutti".

Ecco, se davvero fossi in grado di dettare l’agenda delle priorita’ in un parlamento sempre piu’ orientato a salvaguardare i propri privilegi, sempre piu’ proteso a separare la gente in caste, fra “chi puo’” e chi “non puo’”, sempre piu’ antidemocratico ed autoreferenziale, la prima cosa che metterei all’ordine del giorno sarebbe proprio una bella legge ad personam per "G".

59 commenti :

gullich ha detto...

mah, che dire?

In linea astratta la storia, così come raccontata nell'articolo colpisce al cuore.

E come tutte le cose affrontate sull'onda emotiva, rischia di essere un pateracchio... sia che si stia con G, che con la legge.

Mi preoccuperei se in un paese l'adozione di un minore passasse attraverso l'impulso del momento o, peggio, la creazione di gruppi su FB che supportino per acclamazione una scelta che deve avere validi supporti scientifici.

Essere un maresciallo non significa di per se essere un individuo adatto all'adozione, anche se - dato il gesto compiuto - potrebbe significare sicuramente essere per quel bambino e per un certo periodo di tempo il nido in cui distendere un pò le membra in attesa di una destinazione definitiva.

E qui viene fuori il baco, non funziona FB e il maresciallo ma il problema è che non funziona neanche la via ufficiale.

perchè i Tribunali dei Minori funzionano spesso poco e male, e spesso gli specialisti e i servizi sociali funzionano ancora meno.

Perchè quel bambino era ancora in una realtà di maltrattamenti?, chi se ne era occupato? perchè la trafila per accertare obiettivamente e scientificamente la necessità di un minore di essere allontanato dal proprio nucleo familiare e l'idoneità di una coppia o di un singolo ad adottare sono trafile bibliche?

Il vero problema è far funzionare il meccanismo della giustizia che tutela i minori, non fare leggi ad personam.

E purtroppo, come quasi tutti ii meccanismi che riguardano la tutela dei diritti di chi non appartiene alla casta, in questo paese è un meccanismo inceppato, logoro, senza benzina e spesso gestito da persone che se ne strafottono allegramente del lancinante materiale umano che passa loro sotto gli occhi.

Ci sono infiniti casi G, meno eclatanti, meno apparentemente drammatici, meno mediatici che ogni giorno affollano tribunali dei minori trattati come numeri e come fascicoli....

C'è un rimedio? non lo so.

Intanto ci sarebbe da vergognarsi, ancora una volta di vivere in questo paese.

Poi ci sarebbe da indignarsi e da cominciare a pensare in termini apolitici, incazzandosi con chiunque non governi secondo criteri volti al bene comune...

Ma come? con i fucili? con i forconi? con le sollevazioni di massa?

perchè la tua ultima frase è tristemente vera ed emblematica: questo parlamento e questo governo non sono più espressione di democrazia e amministrazione della cosa pubblica.

regaRDS

WGUL

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E come tutte le cose affrontate sull'onda emotiva, rischia di essere un pateracchio... sia che si stia con G, che con la legge.

Cio' che mi chiedevo era: se proprio si devono fare le leggi ad personam, perche' le priorita' devono essere il processo breve ed il legittimo impedimento e non si inizia invece proprio dal problema di "G"?

Lo so, la risposta e' scontata: scontata come chiedersi se sia piu' giusto che un pezzo di pane vada a finire a chi non ha niente e soffre la fame oppure a chi ha i mezzi per potersi permettere persino il caviale.

E non mi si venga a dire che tutto cio' e' NORMALE e che E' COSI' CHE VA IL MONDO, perche' il mondo non va da se', non e' un meccanismo automatico che funziona indipendentemente dalla volonta' della gente, la stessa gente che, ipocrita e marcia dentro, a Natale augura il bene per tutti, ma in realta' VUOLE che il pezzo di pane vada a finire nelle mani sbagliate.

E ci sara' qualche luminare della minkia, qualche cattedrato della fava, qualche burocrate o ex burocrate in pensione a 5000 euro e piu' al mese con la passione delle puttane extralusso e gli orologi da collezione che dira' che nei blog come questo si parla tanto e si agisce poco; dira' che coloro che scrivono di queste cose e palesano le ingiustizie e le iniquita', fra l'altro adesso neppure piu' celate ma sbattute in faccia alla gente in spregio all'intelligenza, non solo altro che dei poveri imbecilli inconcludenti, oppure dei paranoici, dei malati mentali.

gullich ha detto...

prendere coscienza delle cose, parlarne e tenere desta la propria coscienza critica non è mai tempo perso.

Ed è uno dei pregi maggiori che ti riconosco....

fanculo il cattedratico :o)

wgul

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho letto con attenzione la storia di questo bambino orfano e mi sono lasciato prendere dall'emotività.

Poi però ho letto il commento dell'amico Gullich e devo dire che concordo pienamente su quanto ha detto.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""E ci sara' qualche luminare della minkia, qualche cattedrato della fava, qualche burocrate o ex burocrate in pensione a 5000 euro e piu' al mese con la passione delle puttane extralusso e gli orologi da collezione che dira' che nei blog come questo si parla tanto e si agisce poco; dira' che coloro che scrivono di queste cose e palesano le ingiustizie e le iniquita', fra l'altro adesso neppure piu' celate ma sbattute in faccia alla gente in spregio all'intelligenza, non solo altro che dei poveri imbecilli inconcludenti, oppure dei paranoici, dei malati mentali.""

Non occorre avere 5000 euro di pensione per dire queste cose. Mi capita spesso di sentirle anche da chi prende molto meno. Si può essere egoisti e generosi anche indipendentemente dal reddito: naturalmente con le debite proporzioni.

Ciao Davide

Willyco ha detto...

Apprezzo molto questo intervento di Chiara e le belle considerazioni di Gullich.
Ho spento adesso la radio, dove ho ascoltato "primapagina" su Rai3. Ho aperto un po' in ritardo, e stavano parlando dello Yemen. Per i primi minuti mi sembrava di avere le traveggole: credevo che una giornalista de Il Foglio stesse facendo finalmente un'analisi seria della situazione italiana. POi è saltata fuori la parolina magica stiamo parlando dello YEEEMEEEN. E sono tornato alla realtà.

Buon anno a Chiara ed a chi legge.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non occorre avere 5000 euro di pensione per dire queste cose. Mi capita spesso di sentirle anche da chi prende molto meno. Si può essere egoisti e generosi anche indipendentemente dal reddito: naturalmente con le debite proporzioni.

Si', questo e' certo. Essendo la "stronzaggine" un fatto genetico, di sicuro non dipende dal reddito ma e' un po' come il famoso detto "il denaro non da' la felicita' pero' l'aiuta".
Ho un concetto molto particolare a proposito di generosita'.
Per me non e' generosita' quella di chi, avendo patrimoni e redditi stellari regala lo 0.0001% ai poveri. La generosita' e' ben altra cosa. Non c'e' generosita' vera se non sottende un sacrificio. La generosita' sta nel privarsi di qualcosa d'importante e non nel disfarsi di cio' che per noi e' solo superfluo o comunque non rilevante per il nostro tenore o stile di vita.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Si', questo e' certo. Essendo la "stronzaggine" un fatto genetico, di sicuro non dipende dal reddito ma e' un po' come il famoso detto "il denaro non da' la felicita' pero' l'aiuta".
Ho un concetto molto particolare a proposito di generosita'.
Per me non e' generosita' quella di chi, avendo patrimoni e redditi stellari regala lo 0.0001% ai poveri. La generosita' e' ben altra cosa. Non c'e' generosita' vera se non sottende un sacrificio. La generosita' sta nel privarsi di qualcosa d'importante e non nel disfarsi di cio' che per noi e' solo superfluo o comunque non rilevante per il nostro tenore o stile di vita.""

Condivido quanto hai detto. Infatti io sopra ho parlato di debite proporzioni.

Ti ricordo che Gesù nel tempio vide una povera vedova che dava due soldi in carità e disse: valgono più i due soldi di quella vedova che tutte le oblazioni dei ricchi mercanti.

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Willyco,

""POi è saltata fuori la parolina magica stiamo parlando dello YEEEMEEEN. E sono tornato alla realtà.""

Purtroppo questa è la realtà.

Però per devo dire che aveva ragione Chiara a sostenere Obama.

Io ho sempre sostenuto MCcain contro Obama. Quando ho visto che Obama ha inviato decine di miliaia di nuovi soldati a combattere in Afganistan e si è detto pronto ad intervenire in Yemen e in Somalia per combattere il terrorismo mi sono ricreduto: devo ammettere che Obama è un buon presidente.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ti ricordo che Gesù nel tempio vide una povera vedova che dava due soldi in carità e disse: valgono più i due soldi di quella vedova che tutte le oblazioni dei ricchi mercanti.


Ma Gesu', si sa, era una brava persona. Solo che le sue parole sono state usate e vengono usate da alcuni per fregare i molti. Un po' come e' successo anche per il povero Marco Biagi.
Senza ipocrisia, diciamolo: chi fra coloro che sono stati eletti per gestire la vita pubblica (ma anche morale) della gente si comporta come Gesu'?
Il mondo non e' mai stato sottratto dalle mani dei "mercanti del tempio" ed i Gesu', da sempre, vengono presi a calci nel culo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Senza ipocrisia, diciamolo: chi fra coloro che sono stati eletti per gestire la vita pubblica (ma anche morale) della gente si comporta come Gesu'?""

Gesù tiene distinte la politica e la religione: date a Cesare...

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Quando ho visto che Obama ha inviato decine di miliaia di nuovi soldati a combattere in Afganistan e si è detto pronto ad intervenire in Yemen e in Somalia per combattere il terrorismo mi sono ricreduto

Prima di giudicare definitivamente Obama una fregatura, sarebbe meglio vedere se dalle parole passa ai fatti oppure e' solo una dichiarazione "politica" che doveva sortire un certo effetto e basta.
Di sicuro Mc Cain con la Palin come vice avrebbe proseguito sulle orme del suo predecessore Bush che si sa e' stato un vero pacifista.
Un difettuccio che avete voi italici (soprattutto papiminkia) e' quello di non saper attendere che alle dichiarazioni seguano i fatti. Vi basta una frase, una virgola, per innescare tutto un reality show che avete solo nella vostra testa del quale gia' decretate gli sviluppi nella migliore tradizione di chi non sapendo un cazzo e' convinto di sapere tutto.
Non avete pazienza e cercate ogni appiglio per dimostrare la vostra sagacia mentre quasi sempre fate delle egregie figure di merda. :-)
Anyway, uno dei punti cardine della politica obamiana era la riforma sanitaria e mi pare che su quel punto le cose stiano andando nel modo prefissato.
Altro problema, questa volta non degli italici ma solo dei papiminkia, e' quello di vedere sempre la pagliuzza dell'occhio altrui e non sentire invece il traliccio infilato nel proprio ano.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

... Ultima cosa Davide, se cerchi di mutare l'oggetto del topic buttandolo su Obama che non c'entra un cazzo, cosa che fai sempre quando non hai piu' argomenti per portare avanti le tue ragioni da papiminkia, stavolta ti mando a fanculo e ti cestino i commenti.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""... Ultima cosa Davide, se cerchi di mutare l'oggetto del topic buttandolo su Obama che non c'entra un cazzo, cosa che fai sempre quando non hai piu' argomenti per portare avanti le tue ragioni da papiminkia, stavolta ti mando a fanculo e ti cestino i commenti.""

Obbedisco! Ma come sei irritabile oggi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ma come sei irritabile oggi.

Interests: "Anything but stupidity" e' scritto nel mio profilo. Fattelo tradurre dal tuo amico poliglotta e, se non sei stupido, non avro' bisogno di spiegartene i motivi.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Interests: "Anything but stupidity" e' scritto nel mio profilo. Fattelo tradurre dal tuo amico poliglotta e, se non sei stupido, non avro' bisogno di spiegartene i motivi."

A proposito dell'amico poliglotta mi sono fatto tradurre quanto detto dall'amico Maurizio.

"Valami, ami közelebb hozza a sorok között a mosoly
Önnek őszinte kívánsága, Kellemes Karácsonyi Ünnepeket
Maurizio"

Qualcosa che porta più vicini fra le righe è il sorriso. Auguri ....

Mi ha detto però che l'ungherese del nostro amico dovrebbe essere un po' affinato.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi ha detto però che l'ungherese del nostro amico dovrebbe essere un po' affinato.

Ovviamente, non tutti sono bravi come il tuo amico poliglotta. Pero' Maurizio ha fatto una carineria al di la' della sua conoscenza del magiaro.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Ovviamente, non tutti sono bravi come il tuo amico poliglotta. Pero' Maurizio ha fatto una carineria al di la' della sua conoscenza del magiaro."

Guarda che stavo solo scherzando. Oggi ti percepisco un po' incavolata.

Comunque il mio amico poliglotta che parla e scrive (proprio in questi giorni ha finito di scrivere un libro in lingua francese) perfettamente 11 (undici)lingue, viene trattato sul posto di lavoro peggio di uno scerpa.

In Italia non serve a niente studiare, perchè quello che conta è avere rapporti con i politici che contano.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

In Italia non serve a niente studiare, perchè quello che conta è avere rapporti con i politici che contano.

Mi pare che questa sia l'Italia per la quale voti tu.

davide ha detto...

Distinta Chiara,



"Mi pare che questa sia l'Italia per la quale voti tu."

La lottizzazione in Italia l'hanno fatta tutti i partiti: il più pulito ha la rogna.

Ciao Davide

Alex ha detto...

Buona sera Chiara,

vero da noi, soprattutto in molte ragioni d'Italia, si inizia dalle scuole a farsi raccomandare, una vergogna.
Per quanto riguarda Obama è costretto ad inviare militari nelle varie regioni e continuerà.

gullich ha detto...

e comunque, con una amena serie di cazzate in puro stile davidiano... da obama agli amici poliglotti (sic!), ci siamo beatamente allontanati da un tema serio ed importante buttando - more solito - tutto sulla banale melassa....

bravi

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: ci siamo beatamente allontanati da un tema serio ed importante buttando - more solito - tutto sulla banale melassa....

Non sta a me riprendere il giusto percorso. Magari puoi farlo tu? :-)

gullich ha detto...

e qual'è il giusto percorso? :o)

se non lo sai tu che sei l'autrice del post...

anyway trovo semplicmente irritante leggere, a volte, una sequela di commenti che partono per la tangente della banalità allontanandosi anni luce dalla tematica oggetto del post. E lo trovo ancor più irritante se si parla di temi "densi".

Commenti sterili sullo schema del "chiara dice rosso" e DAvide scrive " Certo che il rosso è il Rosso.. ed è diverso dal nero". Chiara dice Obama e davide scrive " Certo che obama e Obama ed è diverso da maccain, e il mio amico poliglotta mi ha fatto notare che è anche lievemente più scuro. Ciò nonostante non sembra cattivo". Mah.... :o)

se vuoi un tema più attinente potremmo discutere di questo... che ho recentemente scoperto occupandomi proprio di questioni relative alle adozioni...
http://www.madresurrogata.com.ua/trattamenti.asp

ed in quale rapporto si pone con ragazzi che crescono e passano anni nelle case famiglia in attesa che il pachiderma burocratico italiano li dstini finalemnte in un nucleo familiare?


che ne pensi?
ciao

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

e qual'è il giusto percorso? :o)

se non lo sai tu che sei l'autrice del post...


Per me il giusto percorso e' ideale. E' quello che dal fatto particolare poi si estende e diventa generale. Si deve stabilire quali siano davvero le priorita'. C'e' chi nella vita pensa solo ad accaparrare piu' del suo vicino, e spende tutte le sue energie per arrivare alla piu' grande soddisfazione della sua vita: dimostrare ai suoi amici di possedere il pezzo da collezione piu' raro. E c'e' chi ha invece la priorita' di portare nella sua esistenza, che e' unica, breve e compressa all'interno della realta' sociale in cui vive, un'aria fresca, pulita della quale la gente ormai si e' scordata l'odore che ha perche' vive immersa cosi' da tanto tempo nei miasmi, che alla flatulenza si e' abituata.
Ma anche parlare in termini pratici di adozione puo' essere un buon percorso.

gullich ha detto...

il tuo afflato etico mi piace e lo condivido, anche perchè è l'aspetto dell'uomo, e dell'italiano in particolare, più deteriorato da anni di incultura, inciviltà e telecrazia.

recuperare valori e attenzione a chi ti sta vicino, non semplicemente con la carità pelosa del vaglietto ogni tanto che serve a sentirsi buoni, credo sia fondamentale.

Il tema però era anche molto concreto e centrato su un argomento delicato, dinanzi al quale sinceramente mi sento semplicemente smarrito... per la complessità pratica, emotiva e umana che sottende.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: recuperare valori e attenzione a chi ti sta vicino, non semplicemente con la carità pelosa del vaglietto ogni tanto che serve a sentirsi buoni, credo sia fondamentale.

E' qui la chiave di tutto. Non possiamo in certi casi che affidarci alla nostra coscienza e a cio' che essa ci suggerisce.
Durante gli anni dei miei viaggi, andando in giro per il mondo, non mi sono limitata semplicemente a guardare il panorama o a visitare i musei... ho parlato con le persone, mi sono mescolata a loro, ho vissuto come loro. Il mio "campione di umanita'" non si limita alla clientela che si rivolgeva a me come cortigiana, ma anche e soprattutto alla gente che per un lungo arco di tempo ho incontrato nel reale ed anche, ultimamente, perche' no, nel virtuale in cui, diversamente da cio' che molti credono, avendo intuizione ed umilta', e' possibile stabilire rapporti intimi molto forti. Ed e' qui che mi sono accorta che esistono basilarmente due tipi di esseri umani: quelli di cui anche io faccio parte e gli altri. Siamo "razze" distinte ed incompatibili. Qualsiasi "unione" fisica o intellettuale fra le due sarebbe destinata a fallire. Qualsiasi tentativo di cambiare le regole, accettando i "falsi" proponimenti dell'altra parte, sarebbe destinato a frustrarci perche' immancabilmente traditi.
Noi abbiamo la nostra "natura", loro hanno la loro, e ultimamente si fa spazio dentro di me l'idea che cio' che ritenevo fosse solo un fatto culturale e legato all'educazione, sia in realta' anche un qualcosa di genetico.
Da quando ho scoperto questo valuto chi ho di fronte a me in base a come viene valutato il senso di appartenenza. Il forte senso di appartenenza al gruppo, alla comunita' che provo dentro non e' cosa loro. La mia capacita' di sentire la sofferenza altrui non e' cosa loro. La mia insulsa propensione a lanciarmi contro i mulini a vento e a difendere le persone che stimo non e' cosa loro. Per cui cosa avremmo da dirci io e loro?
Per fare un esempio, se io mi ritrovo molto nelle parole di Diego Cugia, nell'articolo che indico sotto, sono certa che loro neppure le comprenderebbero. Anzi sono certa che darebbero loro persino fastidio.

http://www.diegocugia.com/index.php/blog/segnali-invisibili/

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Noi abbiamo la nostra "natura", loro hanno la loro, e ultimamente si fa spazio dentro di me l'idea che cio' che ritenevo fosse solo un fatto culturale e legato all'educazione, sia in realta' anche un qualcosa di genetico."


Come disse qualche tempo fa l'amico Neepls (secondo me hai sbagliato a bannarlo -anche se temporaneamente - perchè ha sempre detto cose interessanti e mai banali come il sottoscritto), probabilmente l'aspetto genetico esiste, ma è del tutto irrilevante rispetto ad altri fattori come l'educazione o l'ambiente in cui viviamo.

Per quel che riguarda la mia esperienza ho sempre constatato che le persone veramente altruiste sono una piccola minoranza, mentre la grande maggioranza sono egoiste e invidiose.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

sono una piccola minoranza, mentre la grande maggioranza sono...

Come ogni volta che si verifica un'evoluzione della specie.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Come ogni volta che si verifica un'evoluzione della specie."

Più che evoluzione della specie, noto che l'egoismo aumenta proporzionalmente al cresere della crisi economica.

Ricordo che quando l'economia andava bene la gente era meno egoista. Quando le cose vanno male ognuno tende a pensare solo a se stesso.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Più che evoluzione della specie, noto che l'egoismo aumenta proporzionalmente al cresere della crisi economica.


Nel percorso evolutivo di ogni specie esistono dei punti critici, il superamento dei quali avviene proprio grazie alla "mutazione" lenta e progressiva degli individui. All'inizio pochi, poi sempre in numero maggiore.
Sono dell'idea che l'egoismo e l'invidia facciano parte di cio' che, appunto, dovra' scomparire per perche' il punto critico venga superato.
Sono idee bislacche le mie. Non badarci. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Sono dell'idea che l'egoismo e l'invidia facciano parte di cio' che, appunto, dovra' scomparire per perche' il punto critico venga superato.
Sono idee bislacche le mie. Non badarci. :-)"

Non sono idee bislacche, ma un po' utopiste.

L'egoismo e l'invidia sono sempre esistite e dubito che scompariranno.

Il comunismo che voleva realizarre una società dove non ci sarebbero più stati egoismo e invidia è finito molto male.

Anzi il mondo va verso una direzione dove i ricchi diventeranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

L'egoismo e l'invidia sono sempre esistite e dubito che scompariranno.

Per millenni l'uomo ha avuto la peluria molto folta. Forse il Davide di allora avrebbe grugnito nella sua lingua incomprensibile: "La peluria e' sempre esistita e dubito che scomparira'". :-)

Ti ho detto: ho idee bislacche, non prendermi sul serio.
Pero', per quanto mi riguarda, dato che la mia esistenza e' breve e non potrei mai verificare la validita' delle mie speranze, e non sono cosi' pigra da non voler dare un "piccolo" senso alla mia insignificante esistenza, mi piace pensare di far parte di quella piccola cellula evolutiva che contribuira' al cambiamento piuttosto che appartenere a quella parte eternamente bloccata nella propria peluria.
E' solo vanita'. Oltre tutto i peli non mi sono mai piaciuti. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,



""Ti ho detto: ho idee bislacche, non prendermi sul serio.
Pero', per quanto mi riguarda, dato che la mia esistenza e' breve e non potrei mai verificare la validita' delle mie speranze, e non sono cosi' pigra da non voler dare un "piccolo" senso alla mia insignificante esistenza, mi piace pensare di far parte di quella piccola cellula evolutiva che contribuira' al cambiamento piuttosto che appartenere a quella parte eternamente bloccata nella propria peluria.
E' solo vanita'. Oltre tutto i peli non mi sono mai piaciuti. :-)""

Questo ti fa grande onore.

Naturalmente io sopra ho fatto una "fotografia" della realtà, perchè di certo non mi piace la direzione dove sta andando il mondo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Naturalmente io sopra ho fatto una "fotografia" della realtà, perchè di certo non mi piace la direzione dove sta andando il mondo.


E' quello il "punto critico" che deve essere superato.
Se verra' superato con i forconi la peluria non scomparira', non ci sara' evoluzione ed il problema si ripresentera' dopo pochi decenni. Il punto critico deve essere superato "geneticamente", favorendo gli individui che nel loro DNA abbiano meno egoismo. Solo cosi' la peluria scomparira'.
E' ovvio che, in parallello, un discorso culturale e' automatico, in quanto questa diversa cultura attecchira' negli individui predisposti ad accettarla mentre sara' incomprensibile per coloro per i quali la peluria e' congenita.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"E' ovvio che, in parallello, un discorso culturale e' automatico, in quanto questa diversa cultura attecchira' negli individui predisposti ad accettarla mentre sara' incomprensibile per coloro per i quali la peluria e' congenita"

Spero che tu abbia ragione, ma mi sembra che in questo mondo vanno avanti quelli che hanno tre metri di peluria sullo stomaco.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Spero che tu abbia ragione, ma mi sembra che in questo mondo vanno avanti quelli che hanno tre metri di peluria sullo stomaco.

Vedi Davide, adesso ti spiego una cosa: non e' il problema di aver ragione o no. Chiunque di noi abbia ragione e' irrilevante in quanto entrambi non lo potremo mai verificare. Il problema e' piu' profondo: e' voler dare un senso alla nostra vita in un modo che questa non sia utile solo per soddisfare il nostro "immediato", ma che possa essere utile anche a quella che io ho definito un'evoluzione, una mutazione, la perdita della peluria. C'e' chi questa pulsione ce l'ha profondamente radicata nel proprio DNA e chi proprio non ce l'ha. Quello che dico, sono certa, sara' compreso benissimo e condiviso da chi e' come me, mentre sara' incomprensibile se non addirittura ridicolizzato da chi non e' come me.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

guarda che io condivido pienamente quanto hai detto. So benissimo che ti adopri per una società più giusta e questo ti fa onore.

Io ho solo detto che sono pessimista sulla direzione in cui va il mondo.

Ciao Davide

gullich ha detto...

godt?....godooooottttt?...ehi, has anyone seen godot? :o)

però la tua risposta con diego cugia mi ha lasciato senza fiato...

regards

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

godooooottttt?...ehi, has anyone seen godot?

Non eri tu che avevi come motto "la meta e' il viaggio"?
Ebbene puo' anche essere che l'attesa di Godot sia altrettanto importante quanto il suo arrivo, non credi?

gullich ha detto...

la meta è il viaggio non è esattamente, ne concretamente nè concettualmente, la stessa cosa di aspettare godot, almeno nella mia personale visione.

sono assolutamente convinto che non sia importante solo dove si va, ma soprattutto come ci si fa e cosa si fa per andarci.

da lì al teatrino dell'assurdo di uno che fa finta di essere un babbeo, a mio avviso, ce ne passa... se però trovi pedagogici e funzionali al tuo ragionamento anche questi duetti, nulla questio :o)

tendenzialemnte, imho, allontanano dal nocciolo del ragionamento e fanno passare la voglia di leggere.

E' una tecnica ben nota nell'arte forense quella di intervenire sempre senza dir nulla, si riescono a disarticolare anche le tesi e le argomentazioni più robuste, a innervosire l'avversario e/o il Giudice , a distogliere il ragionamento del giudice, a fuorviare i testimoni, ad annoiare mortalemnte l'uditorio che farà fatica a riconoscere il filo del discorso e sarà preso da mille stimoli sterili e collaterali diluendo la propria onda emotiva.

sotto questo profilo direi che davide è un principe del foro.

Devo anche riconoscere che la tua capacità di replica è notevole, ma alla fine l'effetto è comunque noioso.

LA meta è il viaggio è, a mio avviso, l'opposto di Godot: E' l'antitesi del concentrarsi sull'attesa di qualcosa che dovrà avvenire ma è vivere intensamente, fino in fondo e con empatia il tempo che ci è dato.

E' assai più vicino a Diego Cugia che a Becket

:o)

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

la meta è il viaggio non è esattamente, ne concretamente nè concettualmente, la stessa cosa di aspettare godot, almeno nella mia personale visione.
sono assolutamente convinto che non sia importante solo dove si va, ma soprattutto come ci si fa e cosa si fa per andarci.


Andiamo fuori tema? Ok, facciamolo. Chi ce lo impedisce?
Allora, nell'opera di Beckett i due personaggi, Vladimiro ed Estragone, aspettano per tutto il tempo l'arrivo di Godot che invece non si fa mai vedere. Anzi ogni giorno arriva un messaggero ad avvertire che sarebbe arrivato non oggi ma l'indomani. Ed ogni volta si ripete la stessa scena ed i due restano fermi ad attendere pur dicendo "andiamo, andiamo".
E' un genere di teatro che NON MI PIACE, ma devo dar atto che ha dei simbolismi molto forti, forse piu' attuali oggi di quanto lo fossero ieri.
Premetto che non sono esperta ma mi par di capire che quell'"andiamo, andiamo" dovrebbe significare l'insensatezza della vita di chi non ha una meta, un obiettivo da raggiungere. E questo e' cio' che ho anche asserito io, cioe' che non e' il problema fra me e Davide fosse quello d'individuare chi avesse ragione, quanto quello di dare un senso alla propria esistenza. C'e' chi lo da' dipingendo, chi collezionando escort, chi litigando con la suocera, chi scrivendo cazzate in internet, chi occupandosi di curare bambini nel terzo mondo. Sono modi diversi di dare un senso alla propria vita ed ho anche asserito che chi colleziona escort sicuramente giudica chi fa il missionario in africa un povero stupido che non ha capito il senso della vita. E viceversa.
Ma a questo punto dico: se l'obiettivo non e' la meta, se in realta' non occorre arrivare in nessun posto, allora il significato della vita, nel caso dell'opera di Beckett, e' l'attesa.
Attesa inconcludente, inutile, priva di senso? Forse si' ma chi puo' asserire che il ciclo d'attesa sia interminabile? Chi puo' con certezza affermare che Godot non arrivera' mai oppure che Vladimiro o Estragone o entrambi ad un certo punto non decidano di andargli incontro davvero?

tendenzialemnte, imho, allontanano dal nocciolo del ragionamento e fanno passare la voglia di leggere.

Bene, allora vediamo di recuperare la voglia di leggere (se stai leggendo ancora e non l'hai persa del tutto in tal caso nonleggerai mai questo mio commento): qual e' esattamente il nocciolo del ragionamento secondo te?

davide ha detto...

Caro amico Gullich,


""sotto questo profilo direi che davide è un principe del foro. ""

Grazie. Sei troppo buono.

Ti sembrerà strano ma quasi sempre mi trovo d'accordo con quello che scrivi.

Poi la questione del voto non c'entra nulla, perchè io ho sempre votato la cacca che puzza meno: però ero ben consapevole che di cacca si trattava.

Ciao Davide

gullich ha detto...

non so se sia fuori tema, né se la lettura di quell'opera teatrale (che neach'io amo) possa essere in quel senso.

Di teatro capisco poco, reminescenze liceali e curiosità più recenti hanno dato riscontro a molte e possibili contradditorie interpretazioni di Godot. del resto lo stesso beckett ha affermato che se avesse saputo chi era godot lo avrebbe detto.

Non siamo fuori tema, credo, nel momento in cui si discute di quale senso dare alla propria esistenza, anche raffrontandolo all'opera e alle possibili interpretazioni di quel pezzo teatrale.

Il mio appunto era semplicmente assai più banale e concreto. Mi pare vi siano dialettiche che hanno un senso e un contenuto e altre che non lo hanno, per la fastidiosità, ripetitività e sterilità del botta e risposta su argomenti assoltamente inconferenti (ove la risposta alla tua osservazione rimane la tua osservazione arricchita o impoverita di qualche orpello estetico e così per post e post...).

Pallosità che raggiunge la fastidiosità quando (come sopra con il voto) si aggiunge - oltre a qualche minchiatella formale - un'improvvisa considerazione estranea che schizza il discorso verso temi esterni e - in media - strumentalmente politici.

A mio avviso è una tecnica, ma solo tu sai se è così :o)

quanto al leggerti sai benissimo che non mi annoio, semmai - a volte -scorro velocemente i commenti sino a re-incontrare l'iconetta con l'eroina del fumetto di Trillo e lì riprendo a seguire con attenzione ... :o)

ciao

wgul

gullich ha detto...

ps... questo discorso è un pò un arancio... ha un sacco di noccioli.

Il senso della vita
l'empatia con il prossimo
la democrazia formale e sostanziale e democrazia inesistente
i problemi parentali e l'adozione
la tutela dei minori

anche se il nocciolo più grande mi sembra rimanga la domanda più antica dell'uomo.

Chi siamo, dove andiamo e come ci andiamo.

Io aggiungo: cosa resterà di noi?
per me le sensazioni e le emozioni che saremo stati capaci di lasciare agli altri. Poco i vaglia, se non avranno suscitato emozioni.

perchè poi il tema scatenante finisce per passare in secondo piano (o anche in quarto se interviene il principe :o)...

saremmo comunque potuti arrivare alle stesse considerazioni parlando del bimbo soggetto del post iniziale come dalla cd. rivolta degli immigrati " di Rosarno... altra pagina nera di questo paese.

wgul

Flyingboy ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=maI53H4Zbrs&feature=related

Chiara di Notte - Klára ha detto...

saremmo comunque potuti arrivare alle stesse considerazioni parlando del bimbo soggetto del post iniziale come dalla cd. rivolta degli immigrati " di Rosarno... altra pagina nera di questo paese.

Io avrei aggiunto alla fine un punto di domanda, o almeno avrei scritto: "ci saremmo potuti arrivare nello stesso modo?"
Forse mi attribuisci delle qualita' che non ho. I miei post non hanno un fine, non devono ottenere qualcosa di specifico ma solo, spero, stimolare una discussione, un confronto, ed in questo credo di esserci riuscita. E il confronto puo' essere anche su temi che con l'oggetto dell'articolo non c'entrano nulla purche' riconducibili alla questione di fondo che, oltre alla domanda piu' antica dell'uomo che tu hai giustamente esposto, e': puo' la nostra piccola azione, insignificante, innescare un meccanismo che scardini i due postulati e cioe' che Godot non arrivera' mai e che l'Utopia e' irrealizzabile?
Chi desidera che Godot non arrivi mai e che l'Utopia non veda mai la luce cerchera' sempre di convincerci che DOBBIAMO rassegnarci, che siamo dei sognatori, degli illusi, dei perditempo, e quindi ci fornira' dei modelli alternativi con i quali possiamo dare un senso alla vita: i soldi, il potere, i pezzi rari da collezione...
"Stai li', divertiti, guarda la TV, tromba, sii felice, cerca di fare come fa la maggioranza della gente: fai piu' soldi possibili goditi la vita e smetti di attendere che arrivi Godot che' tanto LUI non arrivera' mai e la tua "citta' ideale" e' impossibile perche' la natura umana e' immutabile e tu devi rassegnarti anche a costo di scegliere la merda che puzza di meno".

gullich ha detto...

"Io avrei aggiunto alla fine un punto di domanda, o almeno avrei scritto: "ci saremmo potuti arrivare nello stesso modo?"

forse mi sono espresso male, sorry... era un apprezzamento positivo, intendevo dire che alla fine il tema si raggiunge da qualunque argomento che metta in luce disagio, sofferenza, disparità...

non ti attribuisco qualità che non hai. Il fine mi sembra semplicmente quello di parlare della scintilla che l'uomo ha, o dovrebbe avere dentro. E ci riesci benissimo, con qualunque spunto.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"e tu devi rassegnarti anche a costo di scegliere la merda che puzza di meno"."

Anche chi sta nella merda che puzza meno apprezza le persone che hanno grandi ideali come te.

Mi raccomando non fare mai quello che dico e ancor meno quello che faccio.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

Ciao,

Ho avuto modo di approfondire un pochetto l'argomento "genetica e comportamento" e vorrei, se possibile, fare alcune considerazioni a riguardo nella speranza che tu possa riprenderti da questa "deriva destrosa" che trasuda nei tuoi ultimi commenti.
Almeno vorrei farlo prima di morire sotto le macerie del big one :-)
Come gia' anticipatoti, non avro' tempo da dedicare al tuo blog, quindi mi scuso in anticipo se non potro' seguire tutto il discorso a venire.

Prima di tutto vorrei sottolineare che cio' che si legge sui giornali, bisogna prenderlo sempre con un po' di pregiudizio. Perche' solitamente rappresenta l'espressione della cultura attuale, spesso anche al di la' del giornalista in se', al di la' della sua buona fede. Perche' dico cosi? per questo motivo che tu stessa hai spiegato bene:

Chi desidera che Godot non arrivi mai e che l'Utopia non veda mai la luce cerchera' sempre di convincerci che DOBBIAMO rassegnarci, che siamo dei sognatori, degli illusi, dei perditempo, e quindi ci fornira' dei modelli alternativi con i quali possiamo dare un senso alla vita: i soldi, il potere, i pezzi rari da collezione...


Veniamo al dunque, cerchero' di essere sintetico, non so se saro' altrettanto preciso. Il DNA (acido deossiribonucleico) e' una molecola in grado di riprodursi autonomamente presente in ogni cellula di ogni essere vivente (o vegetale). In ogni cellula del nostro corpo e' presente la molecola del DNA che detiene il nostro codice genetico necessario alla nostra "costruzione". Ogni gene e' un frammento di DNA in grado di produrre determinati tipi di proteine. La sequenza delle informazioni incorporate nel corredo genetico determina cio' che l'essere vivente diventera'. Tali informazioni contenute nel nucleo di ogni cellula sotto forma di catene di geni sono detti cromosomi.

Cio' che prende il nome come determinismo biologico ci dice che il comportamento degli esseri umani e' determinato dai geni che possiede e quindi che l'intera societa' umana e' governata dal risultato della somma dei comportamenti degli individui che la compongono. Insomma, in altri termini, questo si riduce al famoso termine "natura umana" e ad una serie di concetti che vengono ripresi molto volentieri dalla destra. Va detto, per onesta', che questa interpretazione non corrisponde alle conclusioni di scienziati e ricercatori.

Quindi, Chiara, veniamo al dunque, le diseguaglianze sociali non sono giuste, ma purtroppo sono innate ed inalterabili, ad esse non si puo' ovviare con l'intervento sociale perche' sarebbe come "andare contro natura". Quindi ogni intervento e' una perdita di tempo, e' appunto... "utopia". Ecco Chiara, da dove arriva il termine "reale/irreale". E non posso che essere in profondo disaccordo con tutte queste affermazioni. The selfish gene, di Richiard Dawkins e' un libro che non e' nella mia lista dei preferiti seppur valga la pena leggerlo.

...SEGUE...

Neelps ha detto...

...SEGUE...

Quindi che cosa credo io? Io credo che il meccanismo evolutivo sia condizionato dall'interrelazione dialettica tra i geni e l'ambiente.
Questo pero' non va confuso con le cialtronerie staliniste di Lysenko. La materia genetica e' posta sempre in stretta relazione con l'ambiente sociale, economico e culturale. E' stato dimostrato in modo ormai esauriente che le caratteristiche acquisite (derivate dall'ambiente) non vengono trasmesse per via biologica. La tradizione culturale e' trasmessa da una generazione all'altra solo per mezzo dell'esempio e dell'insegnamento. Tuttavia negare il ruolo dei geni nello sviluppo umano e' impossibile ma questa non e' una contraddizione. Quindi alla domanda "Tutto e' nei geni?" facciamo rispondere T.Dobzhansky che non e' neelps :

La maggior parte degli evoluzionisti contemporanei sono dell'opinione che l'adattamento di una specie al suo ambiente sia l'agente principale che sospinge e dirige l'evoluzione biologica. La cultura tuttavia e' uno strumento di adattamento molto piu' efficace dei processi biologici. Piu' efficiente perche' piu' rapido. I geni mutati si trasmettono solo ai discendenti diretti degli individui in cui apparvero per primi e per sostituire i geni vecchi, i portatori dei nuovi debbono gradualmente superare per numero e soppiantare gli altri. Il cambiamento di cultura invece puo' essere trasmesso a chiunque indipendentemente dalla parentela biologica o essere presa tale quale da altri popoli. (L'evoluzione della specie umana, T.Dobzhansky)


Se Stephen Hawking fosse nato in Angola, non sarebbe diventato uno dei piu' grandi scienziati contemporanei. Il suo patrimonio genetico avrebbe contato davvero molto molto molto poco. Ecco perche' l'ambiente e l'educazione sono fondamentali.
Ricordi Emilio?

Vorrei aggiungere molte cose e commenti ma purtroppo non ho tempo.
Sperando di aver fatto cosa gradita nello scriverti/vi ti/vi saluto cordialmente,
buona giornata, ciao :-)))
neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se Stephen Hawking fosse nato in Angola, non sarebbe diventato uno dei piu' grandi scienziati contemporanei. Il suo patrimonio genetico avrebbe contato davvero molto molto molto poco. Ecco perche' l'ambiente e l'educazione sono fondamentali.
Ricordi Emilio?


Non solo ricordo Emilio, ma mi hai fatto venire in mente qualcosa di piu' futile: "Una poltrona per due". Ricordi?

Il film e' un'esemplificazione di quanto esponi: se Chiara invece di nascere all'est fosse nata all'ovest sarebbe una persona diversa?
E' molto probabile che nella vita avrebbe fatto cose diverse, avrebbe avuto esperienze diverse, avrebbe sofferto o gioito per cose diverse, vestirebbe e si atteggerebbe in modo diverso... ma tutte queste diversita' riguarderebbero la struttura della personalita' oppure l'aspetto sovrastrutturale?
E' stato scientificamente dimostrato che "geneticamente" esistono persone maggiormente predisposte ai sentimenti empatici e d'amore ed altre piu' fredde e distaccate. E non ne esistono infinite combinazioni perche' i geni individuati sono solo due che danno luogo solo a 3 combinazioni: AA, GG, AG
A questo punto c'e' da stabilire se si crede ai risultati di quella ricerca oppure se fa piu' comodo non credere.
Ho l'impressione che coloro che preferiscono non credere sono gli stessi; quelli che da una parte che vanno in giro a dire che l'utopia e' irrealizzabile e dall'altra affermano che dopo la morte ci attendera' la vita eterna.
Io invece credo che non esista ne' l'irrealizzabile, ne' l'eterno.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Io invece credo che non esista ne' l'irrealizzabile, ne' l'eterno."

Beata te che hai tante certezze.

Naturalmente io non nego che in assoluto un'utopia possa realizzarsi, ma faccio un calcolo sulle probabilità.

Quanto tu avevi proposto l'utopia del nuovo CdA, io ti ho detto che ero favorevole, ma che pensavo che le probabilità che potesse realizzarsi era pochissime.

Quanto ai discorsi sui geni non so darti una risposta (tu hai conoscenze, come biologa, che io non ho), ma in base alla mia esperienza, per quel poco che può valere, mi sembra che abbia ragione l'amico Neepls.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

davide ha detto...
Distinta Chiara,
"Io invece credo che non esista ne' l'irrealizzabile, ne' l'eterno."

Beata te che hai tante certezze.


Tu pero' leggi bene prima di rispondere. Da quando CREDERE e' sinonimo di AVERE CERTEZZE ?

C'e' chi crede in certe cose, c'e' chi crede in altre, c'e' anche chi crede in cio' che io (e non solo io) penso siano delle stronzate davvero assurde. Nessuno ha certezze. Neppure il Papa.
Ma io sono leggermente piu' pratica di quanto tu possa immaginare. Il mio credere non e' "fede" cieca; credo in quelle cose delle quali posso avere un riscontro se pur parziale e limitato. D'altronde la mia stessa vita e' limitata per cui non potrei pretendere di piu'.
Sono le piccole cose che a me interessano, non le grandi. Forse non si e' capito. Ho a cuore il fatto che quel bambino abbia una famiglia piu' di quanto possa interessarmi la sorte giudiziaria di un vecchio premier vanaglorioso. Questo sicuramente mi distingue da chi, invece, certe priorita' le ha invertite.
E se adesso qualcuno che la pensa in modo opposto al mio mi chiedera' se mi sento migliore di lui (o di lei) io in tutta sincerita' rispondo di si', sono migliore perche' ogni azione parte dal pensiero e non puo' esserci azione in una certa direzione se il nostro pensiero e' tutto all'opposto.

gullich ha detto...

"Ho a cuore il fatto che quel bambino abbia una famiglia piu' di quanto possa interessarmi la sorte giudiziaria di un vecchio premier vanaglorioso. Questo sicuramente mi distingue da chi, invece, certe priorita' le ha invertite"

non lo so se sia genetica o meno.

Io sono più umanista che illuminista e mi piace credere che nell'uomo possa trovarsi poesia, solidarietà, intensità, senso univresale di giustizia... Le piccole cose fanno le grandi, se si inseriscono in una catena virtuosa, imho


Perchè uno stato è composto da persone e se quelle persone, nelle loro piccole cose, hanno un approccio positivo e non dettato solo dall'utile e profitto personale, se si rendono in grado di comprendere l'altro e la propria limitatezza (anche solo temporale) potranno anche dare luogo ad una democrazia elettiva, scegliendo i migliori fra se.

L'esatto contrario di quello che accade oggi.

se sia utopia non lo so e non mi interessa. So che continuerò a crederci e a battermi perchè ci si avvicini a quello. e non posso che apprezzare chi ha una visione come Chiara e rifuggire gli altri.

"Wolfgang Gullich, un arrampicatore visionario degli anni 80, che ha aperto vie inimmaginabili dove il senso e la coscienza del tempo mai avrebbero pensato si potesse salire, facendo propria una riflessione di G.B. Shaw diceva " Tu vedi delle cose e chiedi: perché? Ma io sogno di cose che non ci sono mai state, e che forse non ci saranno mai, e dico: perché no?"

regards

wgul

Neelps ha detto...


A questo punto c'e' da stabilire se si crede ai risultati di quella ricerca oppure se fa piu' comodo non credere.


Sono convinto che i risultati siano estremamente corretti.
Il significato che si cerca di estrapolare da quella scoperta invece non mi piace per niente.

ciao!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sono convinto che i risultati siano estremamente corretti.
Il significato che si cerca di estrapolare da quella scoperta invece non mi piace per niente.


Che significato ci vedi in quella scoperta? Io ne vedo uno solo e taluni individui e li rende piu' adatti alla gestione del bene comune, mentre altri sono piu' predisposti piu' per la salvaguardia dei privilegi personali.
Ipotizzando che i risultati della ricerca siano corretti, non vedresti un esame del DNA valido quanto un test attitudinale?
Sinceramente, se tu dovessi affidare la tua esistenza a qualcuno, preferiresti che costui appartenesse all'una o all'altra categoria?
Si', lo so, non e' eticamente bello separare gli esseri umani in categorie ma non e' cio' che tuttora avviene in in modo approssimativo?
Adesso le categorie in cui le persone sono separate sono decise arbitrariamente da chi gestisce il potere in modo del tutto autoreferenziale, mentre seguendo le indicazioni del DNA cio' avrebbe almeno una motivazione scientifica e razionale.
Non devi considerare gli studi genetici e le implicazioni che essi possono avere nella vita delle persone come il "male" in assoluto. Un coltello puo' uccidere, ma puo' anche essere usato per altri scopi. Cosi' la genetica che, se usata nel modo appropriato, puo' individuare chi fra tutti e' piu' adatto a svolgere determinati compiti. In questo non ci vedo niente di terribile.
E' ovvio che non tutto deve essere affidato completamente alla scienza. Deve anche mescolarsi una forte componente filosofica e culturale, ma la mia impressione e' che solo chi fa parte di una determinata categoria possa sviluppare culture e filosofie in grado di supportare un'evoluzione umana cosi' come da me ipotizzata.

Neelps ha detto...

Ciao Chiara,

Noto continuamente che attribuisci all'egoismo una connotazione negativa, bisogna discuterne meglio, forse ce ne sara' occasione piu' avanti.

Ora rispondo alle tue domande:

Sinceramente, se tu dovessi affidare la tua esistenza a qualcuno, preferiresti che costui appartenesse all'una o all'altra categoria?


Per me e' l'impronta culturale che conta, quella in grado di influire di piu', di "sovrascrivere" i geni.
Quindi affiderei me stesso ad una persona di quel tipo. Certo il meglio sarebbe avere sia l'aspetto culturale che l'aspetto genetico, se proprio vogliamo essere precisi ma non puoi misurare scientificamente l'interrelazione tra cultura e gene, almeno che io sappia.

Siccome "il gene" conta poco rispetto l'ambiente in cui si vive, la _strategia_ che ne consegue e' agire sull'ambiente, non sulla "selezione" genetica. E questo approccio non e' affatto meno scientifico del tuo, senza contare il fatto che e' possibile ottenere risultati in tempi molto piu' stretti.


Si', lo so, non e' eticamente bello separare gli esseri umani in categorie ma non e' cio' che tuttora avviene in in modo approssimativo?


Io non credo che cio' avvenga in modo approssimativo, credo invece che avvenga in modo molto preciso, in due "categorie" ed in base ad una relazione che essi hanno con le metodologie produttive, entrambi attori _in buona fede_.
In questa classificazione la presenza o l'assenza di determinati geni non credo ne sia la causa.

E cmq, anche accettando la tua teoria, c'e' qualcosa che non mi quadra.
Chi possiede il gene della "sensibilita'" (chiamiamolo cosi) non e' affatto avvantaggiato in un contesto violento come quello in cui viviamo, dove i modelli di riferimento sono i furbi che fanno i soldi in fretta, quelli che ti passano avanti appena possono, etc etc... i portatori di geni della sensibilita' saranno destinati all'estinzione, sono giraffe con il collo corto in una radura con alberti alti...
Per far si che la sensibilita' diventi modello di riferimento e quindi crei un ambiente favorevole al gene della sensibilita' occorrera' appunto creare un contesto culturale in cui il modello di riferimento non e' il furbetto, ma l'uomo "sensibile", l'uomo artista, per dirlo in modo banale.

Ma per far questo, per creare quindi l'humus del gene sensibile, dove bisogna intervenire se non sul contesto sociale?

Allora forse io e te facciamo solo un po di pasticci nell'intendersi?
Non mi piace usare altre terminologie, che non farebbero altro che scatenare dei processi mentali di classificazione nei miei confronti, preferisco rimanere neutrale nel linguaggio in modo da spostare l'attenzione sul nocciolo del discorso.

E per concludere, e' vero, certe idee "bislacche" fanno ridere chi e' miope e vede la sua sola esistenza come l'unica possibile.
Ma guardando da lontano e' solo un piccolo puntino di passaggio nella storia dell'umanita' che e' in continuo divenire, chi non ne percepisce il movimento deve ancora affrontare la sua rivoluzione copernicana.

torno a lavorare :-)
ciao
neelps

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

devo dire che più mi guardo in giro e più concordo con quello che hai detto.

Credo che i geni siano importanti ma ciò che conta è l'ambiente in cui viviamo.

Poi la storia ci mostra tanti esempi di persone che erano crudeli e sono diventate buone e viceversa.

Per esempio San Paolo era un feroce e malvagio persecutore dei cristiani e poi è diventato il più importante cristiano della storia.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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