domenica 17 gennaio 2010

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Il mio gioco

Di solito non frequento questo genere di locali, quasi sempre preferisco altri modi per conoscere chi puo’ farmi trascorrere una serata divertente, ma a volte, quando non voglio crearmi troppe complicazioni, so che certi posti sono i piu' adatti. Mi siedo, ordino qualcosa da bere, ascolto la musica ed aspetto. Non passa mai molto prima che qualcuno, vedendomi da sola, mi si avvicini. Non accade spesso di trovare il tipo giusto, sia chiaro, quasi sempre tutto si limita ad una noiosa conversazione con un logorroico qualsiasi che, convinto di essere affascinante, mi racconta le sue storie assurde, cosi' banali che quasi mai ascolto.
She work it girl, she work the pole
She break it down, she take it low
She fine as hell, she about the dough
She doing her thing out on the floor
Her money money, she makin’ makin’
Look at the way she shakin’
Make you want to touch it, make you want to taste it
Have you lustin’ for her, go crazy face it
Ci sono volte che ho una voglia incontenibile di cavalcare nelle sconfinate praterie del peccato al suono delle trombe del giudizio universale, ma dalle mie parti, per una single un po’ trasgressiva che voglia divertirsi, non e’ che in giro si trovi molto; non e' facile incontrare l'uomo adatto con cui farlo, quello che al solo guardarlo, e senza troppe parole, fa venire la pelle d’oca e bagnare le mutandine. E’ una vera rarita’ perche', probabilmente, e' gia’ stato catturato e sigillato dentro ad una relazione stabile ed appagante; ha gia’ una compagna, e forse anche un’amante che se lo tiene ben stretto. Comunque sia, di sicuro, non frequenta certi ambienti.

Ed invece eccolo qua, seduto di fronte a me. Ascolta distrattamente la musica e non dice niente. Mi segue con lo sguardo ed esamina con attenzione ogni movimento che faccio. Ha occhi solo per il mio corpo. E' attratto come la falena dalla luce, chiunque lo capirebbe, ma quelle come me sanno leggere ancor di piu’ nel profondo degli uomini e conoscono bene i loro punti deboli.

Continua a sorseggiare una birra, cercando di rimanere tranquillo, facendo finta di nulla, pero’ a me non puo' nascondersi. Sento i suoi pensieri, le sue fantasie; si chiede di quali cose potrei essere capace, cosa potrei fargli, dove potrei condurlo.
She’s so much more than you’re used to
She know’s just how to move to seduce you
She gone do the right thing and touch the right spot
Dance in you’re lap till you’re ready to pop
She always ready, when you want it she want it
Like a nympho, the info
I show you where to meet her
On the late night, till daylight the club jumpin’
If you want a good time, she gone give you what you want
Mi eccita avere questo potere; essere di fronte ad un uomo ad ascoltare il suo desiderio mentre intorno la vita scorre normalmente. Io e lui, isolati dal resto mondo, inglobati in una bolla senza tempo; la schiuma della birra nei bicchieri che si disfa, lenta, i suoni ovattati, le voci mischiate alla musica, le persone intorno scolorite come figure in una scenografia di cartapesta. Lui forse ancora non lo sa, solo io ne sono cosciente, ma questa notte saro' davvero la sua regina.

Inizia a parlarmi. Mi dice qualcosa per sciogliere il ghiaccio ed io rispondo qualcosa facendogli capire che il ghiaccio si e' gia’ liquefatto. Ma le parole in certi momenti non servono a niente, sono solo suoni inutili che le orecchie non ascoltano. Altri sono i motivi che lo tengono appeso al mio filo; immagina il mio corpo che ancora non conosce e quello che con me potrebbe fare. E' impaziente, sento la voglia incontenibile che ha e che sembra dover esplodere da un momento all’altro. Osservo l’erezione che gli preme dall’interno dei pantaloni. Indaga con gli occhi e si guarda intorno per vedere se qualcuno se ne sia accorto, domandandosi se dal suo viso trapeli la voglia che in quel momento ha di prendermi, sbattermi su un letto, chiudermi la bocca con i baci e farmi gemere di piacere.

Cerca di restare impassibile, ma io lo stuzzico, lo tormento, rido, scherzo, fingo di non capire dove lui voglia arrivare, e senza dargli mai una certezza gli faccio intuire il perche’ della mia gonna provocante, sigillata da un’austera zip che, pero’, volendo, puo' anche essere tirata giu’ lentamente. Il perche’ delle autoreggenti, nere, velate, sensuali. Il perche’ della casta camicetta, completamente chiusa ma con i bottoni automatici pronti ad essere sganciati uno ad uno… oppure strappati via con un unico gesto, deciso.
In her fantasy, there’s plain to see
Just how it be, on me, backstrokin’,
Sweat soaking
All into my set sheets
When she ready to ride, I’m ready to roll
I’ll be in this bitch till the club close
What should I do, one thing on all fours
Now that that shit should be against the law
Per invitarmi a seguirlo non gli serve una scusa. Entrambi lo sappiamo che non ce n’e' bisogno, che tutto e' gia’ scritto, stabilito fin dal primo sguardo. A casa gli chiedo di spegnere ogni luce. Voglio solo quella che entra dalla finestra, rischiarata dalla neve che durante il giorno e' caduta abbondante. Mette su un po’ di musica che subito si diffonde nella stanza.

Restiamo in piedi di fronte al letto, vicini, a guardarci negli occhi. Il primo bacio arriva quasi subito, dolce, erotico, sensuale. Sento la sua lingua che esplora la mia bocca e lascio che le sue dita mi torturino i capezzoli che premono stretti dal tessuto della camicetta. Poi, con la mano, scende ad accarezzarmi le cosce, la’, nel punto dove le calze finiscono ed inizia la pelle.

Anch’io lo accarezzo sopra i pantaloni. Sfioro il suo sesso, con le dita ne seguo il contorno, lo stringo mentre lui mi bacia sul collo, dietro l'orecchio ed i brividi di piacere mi pervadono tutta. Il respiro mi si accellera e sento che ho voglia. Allargo un po’ le gambe per invitarlo ad andare oltre. La sua mano si sofferma incerta appena arriva all'orlo delle mutandine... poi un suo dito si fa strada; mi accarezza piano, separa i petali del mio fiore e, scorrendo sulla sua rugiada, sfiora dolcemente quel chicco prezioso da cui nasce il piacere di ogni donna. Lo preme, lo stuzzica, e poi mi scivola dentro.

Chiudo gli occhi e mi lascio esplorare. I nostri respiri si uniscono, le nostre bocche si cercano ed il mio corpo si contorce dal piacere, fin quando, scossa dal tremore, mi lascio andare in un gemito liberatorio. Mi abbandono a lui completamente, corpo contro corpo, con il mio seno, ormai libero dai bottoni che lo tenevano prigioniero, schiacciato contro il suo petto.
Different style, different move,
Damn I like the way you move
Girl you got me thinking about,
All the things I do to you
Let’s get it poppin’ shorty
We can switch positions
From the couch to the counters in my kitchen
Accende alcune candele che emanano un delicato profumo che si lega perfettamente a quello della mia pelle e all’odore di me. Nell’oscurita’, rischiarata dalla loro tenue luce e da quella che filtra attraverso i vetri, tolgo tutti vestiti e mi sdraio sul letto. Indosso solo me stessa, solo la pelle di luna, e i lunghi capelli mischiati al buio della notte ed agli occhi chiari che, illuminati dal mio sguardo, brillano eccitati mentre le labbra mi si schiudono, morbide, ed inviano un impercettibile richiamo.

I miei seni si muovono ritmici ad ogni respiro. So che gli piacciono, piccoli, con i capezzoli turgidi, disponibili, e con quella leggera pelle d’oca data dai brividi dell’eccitazione. Con la mano compio una danza lenta sfiorando la linea immaginaria che scende, giu', lungo il mio ventre, e raggiunge infine le mie cosce che si aprono per lui.

Avverto la sua eccitazione che preme, la sua mente che scalpita. So che vuole toccarmi, leccarmi, sentirmi sua, prendermi, entrarmi dentro, deciso, e spingere il suo corpo contro il mio. Vuole sentirmi godere, vuole sapere, sentire cosa dico nel momento del piacere, ascoltare i miei gemiti, osservare i sussulti del mio corpo, i miei brividi e l’eccitazione che si libera nell’orgasmo.

Avvertire la tensione salire, calare, ravvivarsi, raggiungere l'apice, fermarsi e poi ricominciare. E' questo il mio gioco. Se adesso lo interrompessi, se in questo momento mi alzassi, mi rivestissi e fuggissi via, mi odierebbe, lo so. Molti altri prima di lui mi hanno odiata per questo, ma stavolta non capitera'. Per lui ho in serbo altro, qualcosa di meglio, di diverso, di ancor piu’ eccitante ed anche di piu' crudele. Gli chiedero' di scegliere un numero da uno a quattro, ed esigero' una risposta prima di fargli sapere il perche'. Da una a quattro potranno essere le dita che vorro' che m'infili dentro, o le volte che mi lascero' penetrare, oppure le ore che dovranno ancora passare prima che gli conceda di scoparmi.
Baby this a new age,
You like my new craze
Let’s get together
Maybe we can start a new phase
The smokes got the club all hazy,
Spotlights don’t do you justice baby
Why don’t you come over here, you got me saying
Aayooh
I’m tired of using technology,
Why don’t you sit down on top of me
Aayooh
I’m tired of using technology
I need you right in front of me

81 commenti :

Nicole ha detto...

Non ci rederai, ma avevo deciso di mettere il video che hai linkato stasera. Già lo avevo messo in un'altra versione...

E ora veniamo al post...Scrivi molto bene e credo tu lo sappia.
Un racconto pregno di sensualità animalesca a tratti. Lascerà credo in chi ti leggerà, una certa agitazione. Descrivi molto bene ogni singolo passaggio.
Credo esistano delle doti innate in natura...e tu ne sei l'esempio. Non so se sia vero quello che scrivi, chi tu sia in realtà, ma questo discorso vale per tutti compresa me.Una cosa è certa, non sei sicuramente banale. Alle volte mi stai pure un po' antipatica, altre mi fai sorridere...ma non posso fare a meno di pensare tu sia una donna intelligente e sicuramente attraente e originale.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: Oh, grazie, un po' di complimenti aiutano a passare meglio la giornata. Solo che molti sono immeritati. Sono solo una dilettante allo sbaraglio e troppo spesso i miei post somigliano piu' a delle pagine di diario che a dei veri racconti. Non ho sufficiente fantasia per inventare storie e quindi mi limito a quelle che possono essere esperienze mie personali oppure vissute da persone molto vicine.
Sul fatto di essere intelligente devo dire che cio' nel web e' assai facile da far trapelare, anche se intelligenti non lo si e'.
Stessa cosa vale per l'essere attraenti ed originali.
Sull'originalita' vorrei spendere qualche parola in piu': quasi tutti/e nel virtuale sperano di apparire originali, unici, speciali, geni incompresi ed indispensabili all'umanita', e cio' forse compensa la banalita' di cui fa parte il 99% della loro vita reale.
Io credo che essere originaliin internet significhi invece tutto il contrario, cioe' esattamente essere noi stessi/e, nella normalita' della nostra vita di ogni giorno, evitando di dare agli altri un'immagine che vada oltre quella riflessa nel dipinto del nostro Dorian Gray personale.

Marisa ha detto...

Ciao Chiara, beh! una bella scoperta.
Ti ho letto con curiosità e gia vedo un milione di differenze tra noi due ma questo non dovrebbe spaventare.
L'importante è incontrarsi e cercare di aprirsi a nuovi mondi. :o)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marisa: gia vedo un milione di differenze tra noi due

Il nostro DNA e' identico per il 99,99% ed e' solo per una piccolissima parte che ciascun essere umano e' diverso da ogni altro. Sono abituata ad essere differente. Benvenuta. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

poichè sono nella capitale per una settimana (tu sai quanto io voglio che le leonesse abbiano di che sfamarsi), potrò postare pochissimi commenti. Quando ritorno a casa recupero tutto il tempo perso.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

Personalmente, io ti avrei lasciata li ancora a fantasticare sull'ipotetica serata che tu nella tua troppa sicurezza ti stavi costruendo mentalmente. Punti di vista, preferisco le cose nate per caso e non le uscite tanto per cacciare, e sempre al caso preferisco che mi riservi il seguito la serata. Le preferisco perchè l'intensità delle emozioni provate in questo modo mi soddisfano molto di più di quelle già in qualche modo preconfezionate. Più sul lasciarsi andare che meditarci su in tempo reale. Più sullo scoprire cosa mi riserva che "tanto so già che è mio". E questo lo ci si legge in faccia e personalmente evito le donne del genere perchè sono scontate e perdono il fascino dell'ignoto. E' più come togliersi lo "sfizietto" che avere una serata da DIO ....

Ripeto punti di vista, non prenderla come un offesa, ma come uno scambio di opinioni ...

un uomo che è passato qui per caso ...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

un uomo che è passato qui per caso ...


Si' si'... ti conosco.

Sei l'uomo che non deve chiedere mai... :-)))

Gio ha detto...

Caro Anonimo, dato per scontato che ognuno è libero di vivere la vita che preferisce e che può permettersi, forse ti è sfuggito il titolo di questo racconto, e le prime frasi che lo compongono ;-)

Buona serata Klarissima

Gio

Anonimo ha detto...

Ehm, il succo di quello che ho scritto sinceramente non ha nulla a che vedere su ciò che hai affermato. Ho solo detto che questo tipo di "incontri occasionali" non mi piacciono perchè in fin dei conti non mi lasciano niente dentro. Cosa che potrebbe darmi di sicuro una serata non incentrata solo sugli "istinti". Questo aggrada te, e ne rispetto la cosa, ma non puoi sminuire con "l'uomo che non deve chiedere mai" chi magari preferisce approcci incentrati sul caso e non uscite mirate come le tue, magari più celebrali che materiali anche se contornati da "sguardi" e ammiccamenti. Non lo trovi abbastanza superficiale come risposta? Davvero credi che non abbia un minimo di sensibilità? Sono un uomo, ma non per questo dovrei essere etichettato come "uomo che non devo chiedere mai", libera di farlo, per carità. Ma devo capire che hai preconcetti a priori solo perchè non condivido certi tipi di approcci solo perchè non mi lasciano nulla a parte l'appagamento fisico? Non ti soffermare sulle parole che ti scrivo, ma sul senso dell'insieme.

E' così che sminuisci tutto quello che ho scritto? O sminuisci così le persone che vorrebbero cose un attimino più profonde e appaganti anche se occasionali? Per me è superficiale descrivere un incontro come lo hai descritto tu anche se contornato da belle frasi, belle emozioni ma sempre incentrate su cose materiali alla fin dei conti, e non per questo ti dico che sei una donna "che non devi chiedere mai" anche se per dire la verità lo dimostri tu dalla risposta che mi hai dato.

Boh, o sono io che non mi esprimo bene o sei tu che non hai capito.

Resta il fatto che mi hai etichettato a priori "senza conoscermi", senza chiedere chiarimenti, e questo mi basta.

Il mio voleva essere solo uno scambio di opinioni, non volevo etichettare ne polemizzare ne accusare. Le diversità fanno crescere interiormente, tu le escludi a priori.

Fabio, il ragazzo di prima.

Nicole ha detto...

Non sono d'accordissima su alcune cose.
Credo che chi è banale nella vita reale lo lasci trasparire anche in quella virtuale. Al massimo si può fingere di essere delle persone perbene. Una persona poco perbene non è detto sia una persona poco intelligente o banale...non so se mi spiego.
Si può fingere di essere chissà chi, ma poi te ne accorgi quando ti scrivono nel privato. Insomma ritengo che ad un occhio attento e non tanto sprovveduto certe cose non possano sfuggire soprattutto con il tempo. Quelli che vogliono fare troppo gli originali aolla fine sembrano solo ridicoli.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fabio il ragazzo di prima (aahhh, quindi non un uomo!) :-)

Ho sempre delle difficolta' a rapportarmi con chi vuol restare anonimo e non usa un account registrato. Magari non e' cosi' ma dietro potrebbe annidarsi chiunque. Io, spesso, con gli anonimi tendo ad usare l'ironia. Spero mi perdonerai. In ogni caso, anche stavolta ho messo una faccina per far capire che sono scherzosa.
Si' perche' infatti, forse non e' stata notata, l'avevo messa anche prima per indicare un'innocente battuta. "L'uomo che non deve chiedere mai" mi e' venuto spontaneo dopo aver letto la tua firma: "Un uomo che è passato qui per caso..."
Addirittura con i puntini! :-))
Pero' dai, prendersela in questo modo e scrivere un commento cosi' piccato per una battutina da nulla mi pare eccessivo. Soprattutto per la perdita di tempo e per rispondere ad un'emerita sconosciuta che scrive le sue cavolate sul web.
Nonostante tutto ho gradito il tuo commento, anche se per la verita' l'ho trovato in piu' parti ripetitivo, e credo che questa ultima frase lo sintetizzi:

"Resta il fatto che mi hai etichettato a priori "senza conoscermi", senza chiedere chiarimenti, e questo mi basta.
Il mio voleva essere solo uno scambio di opinioni, non volevo etichettare ne polemizzare ne accusare. Le diversità fanno crescere interiormente, tu le escludi a priori.


Anche tu pero' fai un grosso errore. Ho evidenziato in grassetto le parti che ritengo contraddittorie in cui mi etichetti senza conoscermi. :-)



@ Nicole: Quelli che vogliono fare troppo gli originali alla fine sembrano solo ridicoli.

Quanto hai ragione! :-)

Anonimo ha detto...

Non me la sono presa, figurati. Posso sembrarlo un pò, e che in queste occasioni mi faccio un attimino prendere quando mi sembra di essere travisato, ma mi fa piacere che hai capito il senso del mio commento.

Cito i quasi adatti di Peter Hoeg, mio maestro interiore per farti capire meglio:

Il mondo è fatto di coscienze divise, ciascuna isolata nella sua illusione sensoriale, le quali scorrono in un vuoto senza qualità.

Poche parole a buon intenditore.
Ciao e piacere di aver scambiato due "chiacchiere" virtuali con te.

Fabio, sempre quello di prima :-)

guggenheim ha detto...

Bel racconto, intrigante ed animalesco.

Chiedere è un atto di sicurezza dei propri mezzi, rispondere è un gesto di cortesia, accettare la richiesta dipende dall'offerta.

Condivido l'appunto scritto da Fabio, il ragazzo anonimo, anche se alla fine è sempre la donna a scegliere, per questo "l'uomo che non deve chiedere mai non esiste".


Prosit
Gugge
"questa volta mi sono riregistrato"

guggenheim ha detto...

Fabio Anonimo @: "Il mondo è fatto di coscienze divise, ciascuna isolata nella sua illusione sensoriale, le quali scorrono in un vuoto senza qualità."

Ed allora che ci facciamo al mondo?

Mah! questo pessimismo.

Prosit
Gugge

Marisa ha detto...

mmmmh... mi sorge spontanea una considerazione:
Troppo spesso accade che sia dato all'uomo la libertà di vivere la propria vita nel più frivolo dei modi, di prendersi tutte le donne che vuole senza che nessuno gli sminuisca la moralità.
Anzi la cosa gli da forza attrattiva e lo rende più virile,
invece quando lo fa una donna e soprattutto lo dice schiettamente, allora tutti la disprezzano come "donna perduta" e poi, ipocritamente, prendono le distanze.
Vedi i processi per stupro e tutto quello che devono subire le povere vittime.
Personalmente non ho mai vissuto l'approccio con gli uomnini nel modo in cui Chiara ha descritto abilmente ma ciò non significa che la reputo inferiore a me ma semplicemente più sicura della sua femminilità. Ciao

io ha detto...

La tua.
Una bella storia.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A Fabio il ragazzo di prima: Cito i quasi adatti di Peter Hoeg, mio maestro interiore per farti capire meglio:
Il mondo è fatto di coscienze divise, ciascuna isolata nella sua illusione sensoriale, le quali scorrono in un vuoto senza qualità.


Una bella frase, ma mica e' detto che Hoeg abbia ragione. Anche lui e' isolato nella sua illusione sensoriale, per cui tutto cio' che afferma puo' valere per lui ma non per altri.

Ebbene, io potrei dire anche una cosa diversa, e non in base a cio' che mi insegna qualche altro maestro interiore, ma in base a quello che ho vissuto e che vivo ogni giorno: che forse il vuoto senza qualita' e' proprio il risultato di una coscienza divisa, e che quindi si potrebbe benissimo invertire la causa con l'effetto dando alla frase di Hoeg un significato completamente differente.
Inoltre proviamo un attimo a ripensare a quante siano state nella nostra vita le situazioni diverse, talvolta opposte e persino contraddittorie, che abbiamo vissuto. Non ce le ricordiamo perche' trattiamo solo quelle attuali, presenti, dimenticando che forse in qualche punto del nostro passato eravamo "altre persone" rispetto a quelle che siamo oggi. Non esiste "l'immutabile". La vita e' un divenire e secondo me non c'e' spazio ne' per i postulati ne' per i maestri di vita.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Guggenheim: per questo "l'uomo che non deve chiedere mai non esiste".

Hai ragione, ma molti non lo sanno. Sono convinti che esista, come erano convinti di Babbo Natale, e che tale figura d'uomo sia un "modello" da raggingere per poter essere in grado di conquistare piu' femmine possibili.
Questa figura di uomo macho che si illude di essere lui a scegliere una donna, e quindi anche ad avere il potere di rifiutarla, e' talmente radicata nell'italico maschio che e' diventata uno stereotipo che riscuote il successo fra le ragazzine e certe donne che non sono mai maturate. La figura del "figo" in Italia si sovrappone spesso a quella dello stronzo, colui che prende le donne, le consuma e le getta. E' uno stereotipo enfatizzato anche dai media e dalla pubblicita' (si dia un'occhiata ad esempio agli spot dei profumi maschili) e pone questo tipo di maschio sul podio del vincitore con ai suoi piedi stuoli di femminucce sbavanti ansiose di essere scelte.
In realta' tutto cio' e' un illusione: gli uomini non scelgono un bel nulla ma sono SEMPRE scelti. Pero', tale maschio si comporta cosi' solo perche' abituato fin da piccolo ad essere considerato un semidio dalla "mammina" che gli ha sempre permesso tutto, perdonandolo anche se veniva trattata come una pezza da piedi.
Il suo successo con il sottoprodotto della specie femminile e' quindi un successo "indotto" e che poi e' all'origine dei problemi di molte coppie perche' anche se gli uomini che non devono chiedere mai e le donnette cretine sono fatti gli uni per le altre, alla fine arriva sempre il momento in cui la donnetta si stufa.
Da dove provengo io i maschi vengono fin da subito ridimensionati; dalla vita, ed anche dalla mamma per questo motivo non sono abituata a considerare il tipo di uomo macho appetibile. L'uomo che per me e' sexy e quello con una forte componente sentimentale, a tratti anche femminile. Un uomo che sa piangere e che sa accettare il fatto che il podio non gli appartiene.

@ Marisa: Anzi la cosa gli da forza attrattiva e lo rende più virile, invece quando lo fa una donna e soprattutto lo dice schiettamente, allora tutti la disprezzano come "donna perduta" e poi, ipocritamente, prendono le distanze.

Hai perfettamente ragione. Io pero' quando sono arrivata in Italia non lo sapevo. Nel mio paese era perfettamente logico che uomini e donne fossero "uguali" sotto ogni punto di vista, persino nei comportamenti sessuali, per cui sono rimasta strabiliata nel vedere che in Italia questo aspetto veniva trattato con due pesi e due misure.
Ovviamente non mi sono mai adattata a questo, anzi ho sempre cercato di enfatizzare il mio aspetto trasgressivo in modo che fosse evidente la contraddizione insita in un certo stile di vita che, come ho scritto sopra rispondendo a Guggenheim, e' causato soprattutto da questo "mammismo" tipicamente italico in cui la figura maschile e' messa sul podio e quella femminile e' educata a sopportare ogni angheria e a perdonare tutto.

Personalmente non ho mai vissuto l'approccio con gli uomnini nel modo in cui Chiara ha descritto abilmente ma ciò non significa che la reputo inferiore a me ma semplicemente più sicura della sua femminilità.

C'e' sempre una prima volta. Basta volerlo e decidere che, se un certostile di vita non ci aggrada, ad un certo punto le regole devono cambiare.

@ Io: La tua.
Una bella storia.


Grazie. Noto che hai un nickname neppure un po' egocentrico. :-))

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara:
scrivi:"Non esiste "l'immutabile"."

Vero molto vero!!

Bello il racconto è da sogno/da libro di una notte, sicuramente eccitante, da parte maschile quello che vorrebbe l’uomo medio, una gran figa, porca da trombarsi tutta la notte e non solo.
Nella realtà un sogno così potrebbe avere un risveglio da incubo.


Non concordo sul fatto che le donne possono scegliere e gli uomini no, forse hanno più opportunità ma finisce li.

Ev@ ha detto...

Scusami Chiara, ma affermare che “quasi tutti/e nel virtuale sperano di apparire originali, unici, speciali, geni incompresi ed indispensabili all'umanità, e che ciò forse compensa la banalità di cui fa parte il 99% della loro vita reale” mi sembra azzardato circoscriverlo ai soli web-comportamenti.

Al mio rude paese, si è sempre detto che si farebbero eccellenti affari comprando la gente per quello che effettivamente vale e poterla poi rivendere per quello che crede di essere e, siccome questo lo sentivo dire a persone per le quali il web non era nemmeno nelle fantasie più sfrenate, ritengo che quanto ho virgolettato possa fuorviare, specie chi non ha cura della propria -anche se slanghesca- memoria socio-storica. Perché l'affermazione implica che in un certo uso specifico dell’elettronica potrebbero essere esclusivi comportamenti che invece mi risultano noti come eterni e, probabilmente, universali. Almeno da quando nelle case esisteva a stento la luce elettrica, perché quel modo di dire compravendolesco viene da una società relativamente semplice dove, si, anche lì cercavano tutti di vendersi nel modo migliore possibile.

Pensando a com'era distante Wilde da loro, piuttosto divago subito verso un qualcosa che nebulosamente si raggruppa attorno a ciò che mi fa amare una certa letteratura american-pop, che ha dimostrato che per dire qualcosa non occorre essere esattamente degli aristocratici (o, in seguito, ricchi) come quelli, compreso Wilde, cui è più facile attribuire, in ogni senso, una vita movimentata e interessante.

Ovvio, in un mondo che schematizza ruoli e comportamenti per renderli fruibili a un mercato… dove tutto si pretende di ricondurlo a “generi” come si fa con i film… dove gli imprevisti sono considerati scomodi perché, per loro natura, gli imprevisti, mettono in discussione qualcosa… è chiaro: certo, se si sposa tutto questo e vi si associa la mentalità per cui un numero o è grande o non significa nulla...

Ecco: la noia, la banalità. Che si ripropongono e rafforzano ancora di più nel fatto che lo stesso identico mercato pretende di contenerne l'antidoto. Cioè come pretendere di mettere tutto in un solo edificio semplicemente differenziando gli ingressi. Sulla facciata principale lo sgargiante ingesso dove accedi a fruire delle cose conformi. Un ingresso secondario, magari nel solito vicolo posteriore, dove vai per scegliere le cose alternative.

Ecco, le persone possono essere noiose perché credono in questa unica risposta. Quanto a noi, vogliamo contribuire a ridurre il web a vicolo?

Tutto qui, con affetto...

Oui, je t’admire parce-que tu n’est pas parfaite, mon amie.

Ciao

Anonimo ha detto...

Il senso di quella frase di Peter Hoeg era per dire, non isoliamoci, colloquiamo, discutiamo, veniamoci incontro. Individuali si, ma con la forza e il coraggio di confrontarsi sempre.

Sempre Fabio :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: quello che vorrebbe l’uomo medio, una gran figa, porca da trombarsi tutta la notte e non solo.

E' questo il limite maschile. Va diretto al nocciolo non gustandosi tutta la polpa che sta intorno al frutto.



@ Eva: mi sembra azzardato circoscriverlo ai soli web-comportamenti

Com'e' ovvio non e' il mezzo tecnologico l'origine del comportamento che ho descritto e che, in effetti, non riguarda solo il web. Ma nel web la gente, assumendo un'identita' mascherata, puo' ancor di piu' apparire cio' che non e'. E quando dico "la gente" comprendo anche me, ovviamente.
E come l'identita' mascherata accentui ed esasperi certi comportamenti non sono certo io a doverlo spiegare. Fatto sta che e' cosi'.
Inoltre si deve tener conto che non c'e' un solo modo di relazionare nel web. Non tutti/e abbiamo la stessa finalita'. Come con il telefono, che puo' essere usato per lavoro, per avere relazioni affettive, per pettegolare, oppure per importunare, eccetera, cosi' il web puo' essere usato in molteplici modi. Uno e' ad esempio quello di usarlo come amplificatore delle proprie opinioni che nel reale non sarebbero ascoltate da nessuno. In tal caso si scrive solo di argomenti e fatti in cui la nostra personalita' non e' coinvolta e tutto si limita agli accadimenti. Poi c'e' quello di scrivere storie di fantasia in cui possono essere mescolati anche elementi personali che pero' non sono individuabili, o che comunque vengono nascosti in modo di non dare mai a chi legge un'idea chiara di chi siamo. Poi c'e' quello di scrivere SOLO di noi. Cio' puo' essere in chiave "positiva" e cioe' come siamo i/le piu' intelligenti e i/le piu' interessanti dell'universo mondo, oppure in chiave "negativa" cioe' come tutto nella vita ci vada tutto male, come siamo sfigati/e ed incompresi/e.
Second Life, ad esempio e' un concentrato per quanto riguarda questo tipo di atteggiamento. Solo che, mascherandolo da "gioco", si nega il suo vero valore psicanalitico che, si sa, non e' mai piacevole da ammettere perche' significherebbe ammettere che in fondo consideriamo la nostra vita reale insulsa tanto da rifugiarci nel virtuale per avere, attraverso un nuovo tipo di droga, un sogno di un'esistenza diversa.

Alex ha detto...

Chiara scrive:
"E' questo il limite maschile. Va diretto al nocciolo non gustandosi tutta la polpa che sta intorno al frutto."

mentre il limite femminile medio qual'è?

la donna nel racconto non ha fatto molto di più dell'uomo o sbaglio?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: mentre il limite femminile medio qual'è?

Ah, non saprei... o forse si' lo so, ma preferirei me lo dicessi tu. :-)

la donna nel racconto non ha fatto molto di più dell'uomo o sbaglio?


Sbagli. Rileggi meglio.
Ma forse dovrebbe essere qualche altra eagazza a spiegartelo. Io non sarei credibile. :-)

Alex ha detto...

Scrivi:” Sbagli. Rileggi meglio.”

L’intenzione finale era la stessa...questo intendevo.

Scrivi:” Ah, non saprei... o forse si' lo so, ma preferirei me lo dicessi tu. :-)”

Non vorrei esser troppo cattivo ma un buon portafoglio pieno fa dimenticare molte cose ad una donna media e non solo......

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex:
L’intenzione finale era la stessa...questo intendevo.


No, sbagli. Ho detto rileggi meglio. :-)

Non vorrei esser troppo cattivo ma un buon portafoglio pieno fa dimenticare molte cose ad una donna media e non solo......

Non sei troppo cattivo. Puo' darsi che per molte donne medie quella sia la "polpa" e che forse, spesso (forse anche no) lo sia stata (o lo sia) anche per me. Non lo nego. :-)
A proposito, gli uomini lo sanno che hanno delle madri e che mediamente sono essi stessi a dare dei giudizi anche su di loro?
Ad esmpio, Alex, non vorrei essere troppo cattiva ma solo oggettiva: tu ritieni le tue ascendenti delle donne "medie"? :-)

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

oh mai sei perfida
in un modo sexy ma perfida :)

Ev@ ha detto...

Quello che ritengo "stridente" è la tendenza alla concezione che porterebbe a scindere in un modo netto il virtuale e il reale perché penso che i vari aspetti di un esistenza, intesa come vita, non possono mai essere considerati compartimenti stagni.

Nego decisamente l'opinione secondo la quale chi usa mezzi elettronici debba per forza tendere ad appartenere alla categoria dei perdenti o degli aventi sfiga. Ricordo tempi non remoti cui a queste poco attraenti categorie venivano ascritti tutti coloro che praticavano il cosiddetto piacere della lettura, dell'ascolto -non solo il mero consumo, quindi- di musica, tutti che trascurando attività più popolari e avvincenti e dinamiche, dette sempre più "vere", erano così "classificati" da gente che tutto sommato la sapeva solo più lunga sul potere del "dio soldo".

Questo atteggiamento pagano, che ha prevalso, mi sembra abbia però prodotto solo il poco brillante risultato di una società gravemente affetta da fastidioso machismo quindi, detto questo e tornando a noi, quando leggo, ora in tutte le forme sul web, storie, di qualsiasi genere, normalmente giudico sulla base della loro congruenza... e in base all'idea che, sempre, le storie mediano un qualcosa che chi le concepisce, in realtà vede.

Perché vedere, non è solo un qualcosa di tecnico, misurabile cioè con tecniche oftalmiche, ma anche un qualcosa di estremamente personale, singolare e mediato.

Questa singolarità, molti vaneggiano di sostenerla solo perché aderiscono a slogan semplici ma, di fatto, dimenticano facilmente che ha dato tantissimo all'Italia, soprattutto quanto a risultati artistici che il mondo, infatti, riconosce.

Infatti, qui, a cicli, l'individualismo che è implicito nella gloria locale, pone problemi organizzativi e sembra geniale e rassicurante ripararlo con politiche che evocano un utopico ordine e un altrettanto utopica disciplina che, regolarmente, per primi quelli che propongono queste "utopie", disattendono.

Dimostrano che si tratta solo di trucchetti finalizzati a impedire a qualcuno di "fare" e quello che temporaneamente si ottiene è solo una politicizzazione dell'invidia che soprattutto esiste in un paese creativo.

Perché soprattutto dove c'è l'idea, c'è chi osa sul serio e c'è invece chi l'unica cosa che che sa fare è esibire una griffe nella sua cartelletta piena di fotocopie di insulse tabelle stampate formato A4.

Questo mondo di cloni pedissequi, prima o poi è destinato a crollare nel ridicolo che gli compete perché la furbizia che lo sostiene non sa gestire le prospettive, anche se a volte la spunta sull'intelletto che i furbi suppongono debole perché colpevole di essere privo di necessarie regole e altrettanto necessaria morale.

Ma l'intelletto da sempre vive nella virtualità ed essi sbagliano, dimostrando -in prospettiva- che avere paura dell'intelletto è sbagliato.

Ecco perché io ritengo che il loro ciclo deve compiersi appieno ma, ovviamente, questa è solo un insignificante opinione. Forse un po' sfigata?
Non so...

;-)

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Nego decisamente l'opinione secondo la quale chi usa mezzi elettronici debba per forza tendere ad appartenere alla categoria dei perdenti o degli aventi sfiga.

Ma cara, ricordati che stai "parlando" ad una sacerdotessa del virtuale, ad una persona che dagli anni 90 usa costantemente il PC e che da sempre e' convinta della validita' della virtualita' non solo come forma di passatempo ma anche come luogo per instaurare relazioni importanti ed intense. :-)
Non ho detto che tutti quelli che usano mezzi elettronici siano dei perdenti. Dico che certi mezzi vanno saputi dosare nel loro utilizzo.
Ricordo una persona che, prima di internet, passava tutta la sua giornata al telefono perche' aveva bisogno di considerazione.
Il problema non e' solo l'utilizzo esasperato e compulsivo di questo mezzo ma e' se a tutto cio' va ad aggiungersi l'atrofizzarsi di certe capacita' come quelle comunicativa, relazionale ed affettiva, oltre a ritenere il virtuale un mondo popolato solo da nickname, da fantasmi, da intelligenze artificiali che non hanno alcun valore a meno che non si facciano conoscere fisicamente ed in cui le uniche persone VERE siamo noi.

Ev@ ha detto...

@Chiara "..stai parlando con una sacerdotessa del virtuale..."

E lo so... e so benissimo, Chiara che tu non dici certe cose...

Sono generalmente contraria a propinare sviolinamenti... ma, credimi, è perché ho un interlocutrice come te che verso gli argomenti conseguenti gli aspetti digitali della nostra espressività ci metto... una certa passione, diciamo!

:-)

Quanto a rinchiudersi nel virtuale, poi, in definitiva sono anche d'accordo con te: lo affermo nel mio intervento precedente, quando parlo di compartimenti stagni che non esistono come tali. E' ovvio che questa visione non compartimentale delle cose (che sono espressioni spesso tendenti a un certo vero), è valida nei due sensi... ovvero dal reale al virtuale e viceversa.

Però isolarsi in un a vita virtuale (sempre che questo sia possibile) con molta approssimazione può essere il poco attraente equivalente inverso di vivere una vita reale ristretta solo a ciò che è concreto, immediato e tangibile.

Insomma... una cosa molto, ma molto poco, soddisfacente.

Bacione.

Ciao.

Alex ha detto...

Buona sera Chiara,
si potrebbe essere, ma non posso dirlo io, dentro ognuno sa se il proprio comportamento è dato da sentimenti oppure da interessi.
Comunque ognuno è libero di fare ciò che vuole nel rispetto degli altri.

Alex ha detto...

Approposito,
mi sono accorto che quando manca Davide sei sempre un pò nervosa..... non è che sei gelosa? -)
Anche se a Roma son sicuro che non ti tradirebbe mai:-)))))

ps scusa Davide se ti ho nominato....

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: e so benissimo, Chiara che tu non dici certe cose...

Certo che non le dico, e se le dico e' perche' sono un'autrice satirica, io! :-))
Il fatto e' che nessuno se ne accorge. :-(


@ Alex: Comunque ognuno è libero di fare ciò che vuole nel rispetto degli altri.

Mi pare pero' che tu prima non stessi parlando di liberta' di fare o non fare certe cose, quanto piuttosto volessi esaminare quale fosse il "limite femminile medio", in contrapposizione al limite medio degli uomini che, secondo quanto da me ipotizzato, e' quello di pensare solltanto al piacere dell'organo che loro ritengono vitale. Che non e' il cervello... :-)
E' strano (l'ho sempre osservato da quando ho iniziato a relazionare con i maschi italici) che, quando si parla di ascendenti, cambino subito discorso. :-)

Alex ha detto...

Veramente il mio discorso era in generale sul fatto del medio e non rispecchia i miei pensieri a cui non crederesti.....
La mia risposta sull ascendente avrebbe toccato le donne in generale e ho preferito evitare sapendoti molto permalosa e non voglio litigare con te......

Chiara di Notte - Klára ha detto...

La mia risposta sull ascendente avrebbe toccato le donne in generale e ho preferito evitare sapendoti molto permalosa e non voglio litigare con te......

Ah, non devi preoccuparti. Io non ho problemi. Tu? :-)

Allora, io posso confermare che "l'uomo (persino il mio ascendente) va diritto al nocciolo della questione perdendosi tutta la polpa del frutto".
Tu puoi confermare che alla tua ascendente "un buon portafoglio pieno fa dimenticare molte cose"?

Alex ha detto...

Chiara non voglio litigare con te.......:-) mi sei simpatica e il discorso ha preso un verso che non mi piace, ti conosco, un pochino e tu sei permalosa quanto intelligente..... baci;.)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: il discorso ha preso un verso che non mi piace

Italici! Lanciano sempre il sasso e poi accusano gli altri di aver nascosto la mano. :-)))

Ok, discussione chiusa, se vuoi, ma ricorda che quando un uomo esprime un giudizio sulle donne in quel giudizio rientrano anche le sue ascendenti perche' se e' vero che una avere una moglie e' facoltativo, avere una madre e' obbligatorio.

Alex ha detto...

Daccordissimo con te........
Di fatto ho letto da qualche parte che anche i geni del sesso sono ereditari e dicevano, in poche parole, che se la figlia e zoccola probabilnmente lo è perchè lo è anche la madre.......

idem per i comportmaneti maschili anche se a volte queste scoperte trovano il tempo che trova.
Per me se una vuole far sesso fa solo che bene, anzi.......

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Di fatto ho letto da qualche parte che anche i geni del sesso sono ereditari e dicevano, in poche parole, che se la figlia e zoccola probabilnmente lo è perchè lo è anche la madre.......

Sarei curiosa di sapere cosa dice quella ricerca se la madre zoccola, invece di una figlia, ha un figlio maschio... cosa diventa?

E poi devi citare la fonte. Se non citi la fonte, non posso prenderla per vera ma solo come leggenda metropolitana. Una leggenda creata dai maschietti italici punti sul vivo.

E gli italici punti sul vivo, per i quali TUTTE le donne sono zoccole eccetto la propria madre, non hanno argomenti se non quello di insultare, ma il succo del problema e' sempre quello: quando fanno affermazioni sulle donne, dovrebbero tener conto che offendono per prime le loro madri.
Sono i primi DENIGRATORI di chi ha dato loro la vita e li ha nutriti. A questo non ci pensano.
Oppure non ci arrivano proprio.
Discussione terminata (con te). :-)

Ev@ ha detto...

Quasi dimenticavo…

Con in sottofondo le strofe di una canzone del “prestante” 50 Cent, artista che ha scelto di rappresentarsi in un prezzo modesto ma che tuttavia aspira ad incarnare una specie di “promessa d’amplesso” che circola per indurre in tentazione le femmine rapaci che animano le fantasie maschili (e così farle venire allo scoperto), il racconto di Chiara porta le cose in un ordine leggermente più parigino rispetto quella canzonettistica narrazione maschile (con seguiti femminili) che propone la competizione, sul piano della seduzione, tra un cliente e una pole dancer. Roba però destinata ad impressionare solo ragazzotte dell’Arkansas o altre “donne” cui certi autori suggeriscono -tra le righe- che le armi sono sexy.

Chiara, narrando un modo seduttivo femminile disarmato ma altrettanto “prestante”, riporta le cose in quell’ordine non solo strettamente urbano che un attrice come Tina Pica usava riassumere con una frase apparentemente sibillina. Infatti, al riguardo del potere maschile e femminile, lei riassumeva tutto con un sintetico “…se donna vuole...” pronunciato con una faccia che senza ombra di dubbio significava: “o ci capiamo o altrimenti non se ne parla neanche”. Perché è assodato da una sapienza millenaria che, se una donna vuole, non c’è uomo che a questo volere possa opporsi.

Gli uomini, davanti a questo potere, tendono a giocarla un po’ sporca (ma si) e un allarme di situazione alle corde è quando ronzano espressioni come “’na zoccola” che raramente si usano a proposito e che più spesso, gira e che ti rigira, vanno a posarsi sull’ipotetica interprete femminile che osa sfidare il maschio su un versante sacro: qui quello della prestanza. E, ‘sta cosa, insomma, non s’ha da fare!

E quando mi chiedo perché… non vorrei rispondermi che per il pubblico, ciò che è possibile per una donna si deve riassumere per forza nella rosa di personaggi (femminili) che la televisione spaccia per buoni, che vanno dalla lei che sta al suo posticino, carina, ridacchiante e soddisfatta, alla lei “seria” solo quando hai la dannata impressione che ripeta una lezioncina appresa su un Bignami (scritta magari da chi la premia per essere stata, una volta, eccellente nella situazione precedente). Con l’unica via d’uscita rappresentata da tipe dall’aria furbastra che hanno “usato” qualcuno per arrichirsi… e diventare repliche di storie di soldi e potere di sesso opposto che si capisce che sono così perché i potenti le trattano da loro pari.

Bene, visto che sono a corto di fantasia (e infatti mi perdo in un sacco di cyber-palle) mi piacerebbe sapere invece quali sono le vie d’uscita a questi tre ruoli, se di questi “ruoli” ne ho dimenticato qualcuno e se, mettiamo, i ruoli fossero anche 5, ridurre il cosiddetto universo femminile a un comunque ridotto numero di possibilità, oltre che chiudere le porte della fantasia, riduce specularmene gli uomini a ruoli altrettanto da comparsa.

Cioè se, come si dice in spagnolo, di tutto ciò “non se ne puede più”. O no.

Saluti

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Allora...
Vorrei chiarire una cosa: se dico che un atteggiamento tipico del maschio italico e' quello di sparlare delle donne senza pensare che fra queste c'e' anche sua madre, non voglio insultare nessuno. E' un fatto questo che gli uomini stessi hanno ben evidenziato con la locuzione: "Le donne sono tutte puttane eccetto la propria mamma".
Siccome non accetto un doppiopesismo del genere, e' normale che, con chi vuole a tutti i costi portare avanti un ragionamento del genere in questo blog, io trovi un motivo di contrasto che pero' non e' indirizzato a LUI (o a lei) come persona ma all'idea che esprime.
In certe culture la donna gode del massimo rispetto e cioe' non viene appellata come "moralmente disonesta" solo perche' gli uomini possano dimostrare il proprio machismo ed il disagio che vivono nella loro eterna competizione con il sesso opposto. Non e' denigrando le donne che gli uomini riescono a dimostrare che sono forti, ma e' rispettandole.
Inoltre, non si possono mettere sullo stesso piano le frasi "gli uomini amano andare direttamente al nocciolo senza passare per la polpa" e "le donne amano solo il portafogli" perche' sono due frasi che non sono equiparabili. La prima infatti esprime un'opinione sul comportamento il comportamento, la seconda un giudizio morale.
Puo' essere certamente che le donne amino, ancor piu' del sesso, il portafogli, ma chi lo dice deve tener conto che si sta rivolgendo anche alla propria madre ed e' soprattutto su di lei che in quel momento sta esprimendo il suo giudizio morale.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: un modo seduttivo femminile disarmato ma altrettanto “prestante”

Mi conosci un po' (abbiamo "parlato" tante volte) e quindi inquadri bene lo schema della seduzione cosi' come la intendo io, o meglio come ho imparato io.
Le armi le usano spesso gli uomini perche' servono loro come prolungamento del loro fallo (troppe volte non all'altezza della situazione). Armi ad esempio sono gli orologi importanti oppure le belle automobili o, ancor di piu', quell'atteggiamento aggressivo e spezzante che serve loro per farsi riconoscere come appartenenti ceppo Alpha della specie.
Ad una donna che vuol sedurre, invece, non serve alcuna arma perche' e' lei stessa "un'arma". E' ovvio che chi sa usare il proprio corpo con disinvoltura, come chi per anni lo ha fatto per mestiere, sia avantaggiata rispetto a chi non ha mai "sparato", ma tutte possediamo quest'arma e, all'occorrenza, possiamo premere il grilletto.
Ma oltre a cio' una caratteristica che deve avere (secondo me) una donna che vuol sedurre e' il sapersi negare e concedere non seguendo i desideri ed i ritmi del maschio di turno, ma seguendo semplicemente i suoi che, nel mio caso, assomigliano ad un elastico che si estende e si contrae.
Nessuna aggressivita', dunque, ma solo una finta arrendevolezza ed un tira e molla di emozioni. E come soluzione finale, se proprio l'altro non vuol capire, c'e' sempre l'addio senza rimpianti.

mi piacerebbe sapere invece quali sono le vie d’uscita a questi tre ruoli

Non esiste via d'uscita se non la si vuol trovare. Si puo' abitare per anni in una prigione rassegnandosi al fatto che non esistono aperture, oppure, secondo lo stereotipo cinematografico al quale ami spesso rifarti, scavarsi una via di fuga dal penitenziario come ne "Le ali della liberta'".
Evadere dal ruolo e' la cosa piu' bella che esista, ed ogni volta rifarsi una nuova esistenza, diversa e basata magari su un ruolo mai sperimentato prima.
Questa zingara che ti sta scrivendo e' gia' arrivata alla sua quarta "vita", e confida ve ne siano ancora altre nel suo futuro.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Con in sottofondo le strofe di una canzone del “prestante” 50 Cent

Del pezzo musicale "Ayo Technology" esistono molte versioni ma io ho scelto di accompagnare il post con il video che considero piu' interessante.

Anonimo ha detto...

Porgo una lancia in favore di chiara quando parla delle madri dell'italiota medio. E' verissimo!

E purtroppo l'Italia ne è piena di Italioti medi su questo punto di vista. Maschilisti fino al midollo.

Che sia madre, moglie o sorella ... sono pur sempre donne e la legge della "natura", che la si voglia accettare o meno, è uguale per tutti e tutte.

In fin dei conti siamo tutti fatti di carne ed ossa. L'unica cosa che ci differenzia sono le varie esperienze che plasmano man mano la nostra coscienza e la visione stessa della "vita".

Poi c'è da dire che c'è chi ne fa un buon uso e chi no. E qui inizia il problema.

Non sarebbe meglio vedere ( e accettare )le cose per quel che sono realmente?

Fabio, sempre io :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

In fin dei conti siamo tutti fatti di carne ed ossa. L'unica cosa che ci differenzia sono le varie esperienze che plasmano man mano la nostra coscienza e la visione stessa della "vita".

Permetti che non sia del tutto d'accordo su questo punto. E' mia convinzione che, oltre alle esperienze, ci differenzino anche quei geni che ci predispongono maggiormente verso certe attitudini e comportamenti piuttosto che verso altri.
Anche se il DNA e' per il 99.99% identico per tutt gli esseri umani, esiste quella piccolissima parte che pare insignificante ma che pero' ci distingue enormemente che, estremizzando, ha reso Hitler differente da Gandhi non solo per il substrato culturale.

Gio ha detto...

PS: ma lo sapete che Ghandi ebbe uno scambio epistolare con Hilter?
E comunque il genotipo è una cosa, il fenotipo un'altra e l'educazione, la propria storia, un'altra ancora.

Un caro saluti Klarissima :-)

Tu non sei semplice DNA

davide ha detto...

Caro amico Alex,

""Approposito,
mi sono accorto che quando manca Davide sei sempre un pò nervosa..... non è che sei gelosa? -)
Anche se a Roma son sicuro che non ti tradirebbe mai:-)))))
ps scusa Davide se ti ho nominato....""

Guarda che io non tradirei mai la nostra Chiara. Anzi in parte sono a Roma per fare la volontà di Chiara: far sì che le leonesse (sorelle in spirito di Chiara) abbiano di che saziarsi.

Ciao Davide

Ev@ ha detto...

Si, la canzone è godibilissima e il video in b/w non posso che approvarlo. Sai che non riesco a capire in che lingua sia cantata? (ho fatto ricerche, però! Mi sa che ci sono arrivata: polacco?)

In ogni caso, nei video che proponi vi è, ricorrente, una certa dimensione lussuosa, non ostentata nel senso "mio" del termine che è sempre legato al reddito... piuttosto mi da l'idea di un lusso "da nobiltà" ecco... non un lusso da soldi, quanto da aristocrazia... (certo, c'è anche da noi ma è niente ripetto a ciò che hanno prodotto gli arrichimenti da capitale). Beh, ovviamente è una mia impressione che mi da un idea di nostalgia... simile a quella di certi autori americani che citano i loro anni '50 e '60, per intenderci. Però, ecco, in questo lusso intravedo come una matrice "altra", e questo essere "altra" -rispetto alla mia idea di lusso- la intendo molto est europea... Il ruisultato è di indubbio fascino.

Attualmente ho un altro gusto che potrebbe definirsi "urban" secondo i canoni di certi mondi virtuali. Una cosa che mi piacerebbe fare sarebbe avere a disposizione una certa quantità di tempo da dedicare a un giro nei territori dell'est dove, assecondando questo gusto, mi piacerebbe fotografare... strade e ferrovie e anche certi ruderi industriali... che in quei posti non possono non esserci. Sarebbe interessante raffrontare questi soggetti con tracce di questo lusso dei video, se riusissi a scorgere delle correlazioni.

Ah.. io ho un attrazione per i cieli bassi e le luci artificiali... nonché per gli scali ferroviari: ne ho visto uno, proprio di una città dell'est, pubblicato da una rivista d'arte che ho conservato da qualche parte, fotografato in b/w da una fotografa di cui adesso non ricordo il nome. Ricordo solo che è apolide.

Ah... ecco, si, tornando ai video, un po' effettivamente sono meno raffinati di quelli prodotti in occidente, però vi è molte volte una luce "naturalmente" alla Fight Club che è molto interessante. Altre volte un uso della camera dal basso assolutamente originale.

E si che io vengo da un posto luminosissimo... per cui quel tipo di illuminazione mi è aliena. Cominciò a interessarmi, anni fa, dopo uno scambio di mail con un paio di appassionati di fotografia del nord europa. Un finlandese e un tedesco.

Il finlandese era sorprendentemente brillante e spiritoso (distruggendo la mia immagine mentale di chi vive a temperature da freezeer), mentre il tedesco, che aveva una raccolta di immagini on-line, era un assoluto "signore", appassionato di panorami ghiacciati...

Io guardavo le foto e pensavo... ma come si fa ad essere appassionati di posti così... mah.. boh... ecc. ecc.

Poi, ci ragioni, e ti vengono le idee.

Insomma... funziona così.

Bacioni.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Eva: Sai che non riesco a capire in che lingua sia cantata?

Stai scherzando, spero...

marco ha detto...

Dipenderà dal video...credo.
Quello sopra o quello sotto. Quello sopra per di più cambia. Urge controllo all'archivio video. O un ripasso di polacco.

L'affermazione di Gio "tu non sei solo DNA" si presta al seguente commento sarcastico, senza secondi fini: no, c'è anche molta acqua.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: Dipenderà dal video...credo.

Eva si riferisce a quello sotto, e cioe' a quello contenuto nel racconto.
D'altronde parla di video in bianco e nero, mentre quello sopra e' a colori.

Ev@ ha detto...

Si, si... come video mi riferivo a quello sotto... quanto alle lingue... cavoli! Ho un "orecchio" formidabile, proprio...

Saluti

Kameo ha detto...

Beh... dai... capita ogni tanto che Eva si "incarti", ma noi la amiamo anche per questo :-)

Ev@ ha detto...

Scusatemi... ma, dico, perchè quando canta Sting non ho dubbi sulla sua "lingua"?

E non ridete... Per favore... datemi il numero di telefono del menagement di questa "Katerine ufficioIVA" (che c'ha il cognome che sembra un codice fiscale), va... o un e-mail... o qualsiasi cosa, insomma, che devo spiegare a quella gente che il microfono non è un Chupa-Chups...

http://www.chupachuck.com/ita/

Così no! Non si fa!

Come?... dai, Katerine, su... eh? Dici?

Ok.. io cambio gli auricolari, d'accordo.

AntiLord ha detto...

La prossima volta esigo un post qualche giorno prima del lieto evento, con coordinate e orario.

Ognuno gioca a modo suo ;)

modesty ha detto...

"sminuisci così le persone che vorrebbero cose un attimino più profonde e appaganti anche se occasionali?"

l'ipocrisia maschile in perfetta espressione.

anonimo-fabio: o una cosa è profonda e appagante (con tutto quello che ne segue) o è occasionale (e allora è anche sexy e passionale e sporca e proibita e divertente e calda e sudata ...e ti lascia un sapore unico in bocca)

ekkekazzo!

klarushenka, hai scritto cosa bella, mi son bagnata la mutanda!

:) love, mod, love

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ekkekazzo! klarushenka, hai scritto cosa bella, mi son bagnata la mutanda!

Cara Mod, lo so che ogni tanto mi lascio andare, ma prometto che il prossimo sara' molto piu' asciutto e sentimentale, ok? :-)
Quando ho scritto il raccontino mi girava in quel modo, ma mi conosco, sono assai mutevole (non so se qualcuno se ne sia accorto) e mi lascio trasportare dalle emozioni e dai ricordi cosi' come arrivano, senza un ordine preciso anche se, come puoi ben immaginare, non sono totalmente scollegate dal mio ciclo biologico.
Il tuo commento mi ha risollevata, sai? Ci voleva. Mi portavo addosso una leggera malinconia dalla notte scorsa. Grazie.
Sapere che persone come te mi apprezzano, mi fanno sentire meno sola in un mondo sempre piu' popolato dal cinismo, dall'egoismo, dalla sociopatia e da mentecatti che non hanno altro scopo se non quello di ferire per riscattarsi dalla loro nullita'.
Per tale motivo, proprio per evitare il putridume di questa gentaglia, tendo sempre di piu' a rintanarmi nella mia citta' invisibile, circondata solo da chi credo mi voglia bene.
Come diceva un nostro comune amico: meglio pochi ma buoni.
Ti auguro un'ottima giornata.


PS: Mi sa che un giorno io e te dovremo conoscerci meglio. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ AntiLord: La prossima volta esigo un post qualche giorno prima del lieto evento, con coordinate e orario.

Mi dici a cosa ti serve? Ti fai trovare sul posto?
Pregasi inviare foto e curriculum, grazie; nonche' estratto conto bancario. :-)

Gio ha detto...

Voi siete dalla A alla Zeta :-)

turistaitaliano ha detto...

Ciao
mi piace molto il tuo blog, sto mettendo su un blog di esperienze di viaggi in Italia. Che ne diresti di scrivere un post sul perchè gli italiani e gli stranieri dovrebbero visitare il luogo in cui vivi?
Puoi anche dare consigli su alloggi, case vacanze, hotel, ecc
fammi sapere, magari sul mio blog perchè sto contattando diversi blogger. Ovviamente ci sarà un link al tuo blog con il tuo nome ;-)

Grazie

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Che ne diresti di scrivere un post sul perchè gli italiani e gli stranieri dovrebbero visitare il luogo in cui vivi?

Ma cavolo! Perche' ci sono io, non e' abbastanza? :-))

Si stanno gia' organizzando per le cartoline, i gadgets, i souvenir...

Un portachiavi Chiara di Notte in lingerie? Un servizio di tazze da the sul modello della mia? Oppure una replica delle mie autoreggenti con su ricamato "ricordo di Tokaj"? :-)

Si potrebbero anche organizzare serate, sagre ed eventi con lotteria finale ed in palio la mia famosa tastiera. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Ma cavolo! Perche' ci sono io, non e' abbastanza? :-))"

No, perchè c'è anche un buonissimo vino. Scusa, ma noi trentini siamo dei trinchettoni.

Ciao Davide

AntiLord ha detto...

Veramente al (tuo) conto bancario ci avevo pensato prima io...

Sai com'è, l'abitudine!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Antilord: Sai com'è, l'abitudine!

Si', immagino...

Pero', dai, un po' d'originalita'...

Una buona parte di coloro che mi contattano pare siano tutti colleghi tuoi. Nel Web siete un vero esercito, ed io sono davvero indecisa su chi scegliere.

Mica ho tempo per tutti. :-)

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
guarda che i maschietti son furbi!!!
se chiedi l'estratto del conto corrente ad un uomo potrebbe insospettirsi:- )
devi portaglielo via senza che se ne accorga:-)
proprio da me ti devi far spiegare queste cose!!!!
Approposito, mi hanno detto che hai degli occhi così belli.... che ipnotizzano:-)
un sorriso

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ alex: mi hanno detto che hai degli occhi così belli.... che ipnotizzano

E chi ti ha detto questa bugia? :-)

Alex ha detto...

Chiara dice:
E chi ti ha detto questa bugia? :-)

perchè è una bugia???
allora devo andare dalla zingara a cui ho posto una domanda e farmi restituire i soldi:-) non ci si può fidare neanche più di loro.

Pensa te, credevo di averli visti in foto :-)erano simili a quelli di un gatto ....
belli, certo che mi hai tolto una speranza(:

ALL CATS ARE GREY ha detto...

ciao Chiara..non voglio entrare nel merito delle polemiche che ho letto (velocemente)..mi piace il tuo blog e come scrivi.Punto. ...se ti va fai un salto sui miei blog..magari potrebbero interessarti..ciao ..tornerò presto

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: allora devo andare dalla zingara a cui ho posto una domanda e farmi restituire i soldi

Abbe'... allora se e' una zingara... :-)



@ ALL CATS ARE GREY: non voglio entrare nel merito delle polemiche che ho letto

Quali polemiche? :-)

Liquirizia ha detto...

Ciao! Complimenti per questo post! Mi piacerebbe vivere un'esperienza simile. Mi farebbe bene, si, mi farebbe proprio bene ;)
Ma dov'è sto locale? .......Scherzo!
Mi piace come esprimi le sensazioni, molto coinvolgente.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Liquirizia: Ho dato una scorsa al tuo diario. Non mi pare che tu abbia bisogno di miei consigli.

Piuttosto il contrario. :-)

Kameo ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...
@ Liquirizia: Ho dato una scorsa al tuo diario. Non mi pare che tu abbia bisogno di miei consigli.


Vero, pare una che la sa lunga ;-)

AntiLord ha detto...

ahahhahha ben detto, e servito di barba e capelli!

Almeno mi hai fatto ridere un po', di gusto ;)

Alex ha detto...

Liquirizia scrive:
"Mi piacerebbe vivere un'esperienza simile."

Non hai che da chiedere:-)

è pieno di maschietti pronti ad esaudire ogni tuo desiderio:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: pare una che la sa lunga

... la sa moooolto lunga. :-)


@ Antilord: mi hai fatto ridere un po', di gusto

Sono contenta. Molti mi immaginano seriosa, rompicoglioni e con un'espressione perennemente disgustata dal genere maschile.
Niente di più falso. :-)


@ Alex: è pieno di maschietti pronti ad esaudire ogni tuo desiderio

Pieno di maschietti... eheheh||
Essere maschietti non basta ad esaudire certi desideri femminili. Anzi, molti maschietti, se proprio devo essere sincera e non volendo offendere nessuno, farebbero bene a lasciar perdere e dedicarsi ad altro. Come ho scritto nel racconto sono davvero rari. Pezzi quasi introvabili, nonostante che in internet un po' tutti dichiarino di essere unicamente eccellenti.

Alex ha detto...

Chiara scrive: "Molti maschietti......sono introvabili"

Grazie Chiara, ero preoccupato, intendo del fatto di non esser sicuro di conoscere i desideri nascosti delle donne e soprattutto di saperli esaudire:-)

Aspetto con ansia il giorno che deciderai di aprire questa "benedetta" scuola online, sarò il primo ad iscrivermi......
sperando si faccia anche pratica (dal vivo) eheh
un sorriso
ps buona continuazione

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Grazie Chiara, ero preoccupato, intendo del fatto di non esser sicuro di conoscere i desideri nascosti delle donne e soprattutto di saperli esaudire

Ma no dai... scherzavo. Non andare subito in stress. Siete tutti bravissimi a conoscere i desideri nascosti di noi donne. Specialmente tu (presumo). :-)

Aspetto con ansia il giorno che deciderai di aprire questa "benedetta" scuola online, sarò il primo ad iscrivermi

Vuoi fare la prostituta? O.O

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara:-)

ed io che cercavo di tenere nascoste le mie arti:-)
tremenda:- )))
grazie, per come mi tieni in considerazione, purtroppo, ti sbagli, l’unica cosa che ho capito delle donne è il loro pensare in un modo ed agire in maniera differente:-) solo davanti a situazioni particolari tipo un bel negozio di Prada hanno uno sguardo intenso e felice che si tramuta in preoccupante ( ma pieno di desiderio) appena ne varcano la soglia.

Scrivi: vuoi fare la prostituta? Non ci avevo mai pensato...però come secondo lavoro (molto remunerante) e per un pubblico femminile con le seguenti caratteristiche (alte, magre rigorosamente, belle, intelligenti anche se non è importante, potrei pensarci, forse il problema sarebbe trovare le clienti:-) eppoi ognuno ha un prezzo...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

solo davanti a situazioni particolari tipo un bel negozio di Prada hanno uno sguardo intenso e felice

Stai sbagliando. Non puoi generalizzare. Non mi conosci. Per me non vale. Io sono diversa. Fidati... Preferisco Chanel :-)

carmen_villalta ha detto...

Quando parli del tuo paese...parli dei zingari come razza o degli ungareshi? (Penso dei primi). Sempre sono stupita quando scrivi che da voi uomini e donne sono "uguali", anche sessualmente. Come mai la realtá in Spagna é cosí diversa???? Io sempre sono incazzata quando vedo come qui le donne gitane sono costrette alla sottomissione assoluta. Mentre la societá spagnola negli ultimi 30 anni ha girato 180º e gli uomini sono anche un pó sbalorditi dal fenomeno della liberazione femminile, il popolo gitano é rimasto nel medioevo argomentando che loro preservano la loro cultura. Allora: in origine la cultura zingara é ugualitaria e forse qui é stata setacciata dal machismo latino???? Un saluto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Carmen Villalta: Quando parli del tuo paese...parli dei zingari come razza o degli ungareshi?

Il mio paese e' l'Ungheria. In Ungheria esistono diverse etnie che ci vivono: ci sono i magiari che rappresentano la maggioranza, ma anche molte minoranze. Fra queste minoranze c'e' quella tzigana. Circa un ungherese ogni dieci e' tzigano.

Come mai la realtá in Spagna é cosí diversa????

Perche' voi non avete avuto il cinquantennio comunista durante il quale l'etnia, almeno nel mio paese, non era considerata come discriminante. Tutti gli ungheresi, di qualsiasi etnia fossero, e di qualsiasi genere fossero (uomini o donne) ricevevano la stessa educazione e trattamento sociale, e fra uomini e donne non esistevano differenze. Neppure dal punto di vista dei comportamenti sessuali. Tutto cio', pero', e' cambiato dal 1990 in poi e solo le persone che sono diventate adulte prima della caduta del regime, o comunque che erano gia' nell'eta' dell'adolescenza e quindi si ricordano di com'era diversa l'Ungheria, oggi possono parlare come me.

Io sempre sono incazzata quando vedo come qui le donne gitane sono costrette alla sottomissione assoluta.

Mentre da noi c'era il socialismo, con tutte le sue brutture, e' vero, ma anche con alcuni pregi, da voi c'era il franchismo che era tutt'altra cosa, la cui concezione principale nei rapporti fra uomini e donne era la diversita' fra i generi. Per questo motivo la cultura gitana e' rimasta quella arcaica di una volta, con la donna sottomessa. Ed in questo ha contribuito anche la Chiesa cattolica. Mentre nei paesi dell'est e in particolare in Ungheria ed in Cecoslovacchia, negli anni del dopoguerra fino al 1990 la donna, di qualsiasi etnia fosse, gitana o no, ha iniziato ad ottenere una sostanziale parita'.
Anche se, nelle vaste aree rurali e distanti dalle citta', soprattutto nel nord est del paese dove c'e' la massima concentrazione di Rom, esistono ampie fasce di arretratezza in cui certi aspetti del mondo gitano che citi anche tu sono tuttora riscontrabili.
Non e' che ogni donna del mio popolo sia emancipata come credo di essere io. Pero' e' anche questo l'impegno che, chi ha avuto la fortuna di affrancarsi da una determinata condizione, dovrebbe profondere per aiutare la propria gente.

Allora: in origine la cultura zingara é ugualitaria e forse qui é stata setacciata dal machismo latino????

Non ho mai detto questo. Anzi, la cultura gitana (quella arcaica) e' fra le piu' maschiliste che si conoscano. Ma la risposta alla tua domanda la puoi trovare forse qui:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2010/09/la-donna-zingara-pregiudizi-e.html

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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