venerdì 29 gennaio 2010

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Borostyán gyöngy

Perla d'ambra” mi ha chiamata, e mi ha incantata con i dolci versi di Kosztolányi Dezsõ. Poi mi ha attribuito gli aggettivi piu’ preziosi e mi ha detto che sono rara, unica, inestimabile come una stella cadente in una notte d’inverno, piu’ luminosa di Venere. Non osavo credere alle mie orecchie quando ascoltavo quelle parole. Dette da un uomo, poi!

Non puo' vedermi, ne’ potra' mai, ma in fondo gli occhi sono solo spettatori passivi, abbandonati nel turbine delle impressioni che trascinano nella volutta’, rapiti dalla bellezza e stupiti dalla sensualita’, oppure che indugiano volontariamente su quelli che sembrano i punti fondamentali di una situazione intrigante, distogliendo pero' la mente da cio' che invece e' davvero importante.

Non sapra' mai dunque che aspetto abbia, come sia il mio volto, ed il colore dei miei capelli e dei miei occhi gli saranno per sempre negati, ma e’ cosi’ che e' riuscito a scivolarmi dentro, soltanto cosi', navigando sulle morbide onde della poesia ha potuto incontrarmi, inseguendo il suono della mia voce e le sillabe che ho lasciato cadere lungo la rotta che giunge al mio cuore affinche’ solo chi guardasse senza vedere le raccogliesse.

E’ qualcosa d’incredibile che pensavo esistesse solo nelle mie fantasie, nei miei sogni. Un uomo che mi valuta sulla base dell'intelletto e sorvola su quello che solitamente prevale: il criterio dei sensi. Se oggi ho bisogno di credere che i miracoli possono ancora avvenire, che anche uomini cosi’ esistono, o che ne esiste almeno uno, allora dopo tanti anni so di averlo incontrato io questo insolito esemplare, e non e’ una fantasia della mia mente.

Non e' un caso, infatti, che nei giorni scorsi avessi trovato in condizioni misteriose delle minuscole perle d'ambra. Ne ho inspiegabilmente trovate qua e la’ oltre cento. Erano sparse dappertutto. Nel fondo delle mie borsette, nel mio zainetto, nelle tasche, dentro ai cassetti. Un vero mistero. Non so da dove provenissero, ma il loro ritrovamento si e’ interrotto dal momento in cui l'ho incontrato...

Tutta questa storia e’ un vero miracolo, o forse e’ una fiaba. Mi sento come fossi Tünde, la regina delle fate che vive nel romantico favoloso paese creato dalla fantasia di Vörösmarty Mihály, e sapete qual e’ la cosa strana? E’ che fin da piccola mi hanno sempre chiamata Tündér, ma ancor piu' incredibile e’ che il suo nome sia Csongor.

Imperscrutabili sono gli astri e gli dei, forze ignote e misteriose che ci guidano nel viaggio. Come quelle perline d’ambra. Adesso sono piu' che mai convinta della loro capacita’ di portare fortuna e so che, d'ora in poi, le custodiro’ come un tesoro in uno scrigno chiuso da sette lucchetti.

A játszótársam, mondd, akarsz-e lenni,
akarsz-e mindíg, mindíg játszani,
akarsz-e együtt a sötétbe menni,
gyerekszívvel fontosnak látszani,
nagykomolyan az asztalfõre ülni,
borból-vízbõl mértékkel tölteni,
gyöngyöt dobálni, semminek örülni,
sóhajtva rossz ruhákat ölteni?
Akarsz-e játszani, mindent, mi élet,
havas telet és hosszú-hosszú õszt,
lehet-e némán teát inni véled,
rubinteát és sárga páragõzt?
Akarsz-e teljes, tiszta szívvel élni,
hallgatni hosszan, néha-néha félni,
hogy a körúton járkál a november,
ez az utcaseprõ, szegény, beteg ember,
ki fütyörész az ablakunk alatt?
Akarsz-e játszani kígyót, madarat,
hosszú utazást, vonatot, hajót,
karácsonyt, álmot, mindenféle jót?
Akarsz-e játszani boldog szeretõt,
színlelni sírást, cifra temetõt?
Akarsz-e élni, élni mindörökkön,
játékban élni, mely valóra vált?
Virágok közt feküdni lenn a földön,
s akarsz, akarsz-e játszani halált?

Kosztolányi Dezsõ

22 commenti :

Gio ha detto...

Che bello leggere un messaggio cosi', e vedervi la tua firma in calce.

:-)

guggenheim ha detto...

Si vabbè e quindi.
Non lo vuoi/ti vuoi scoprire?
Finisce qui.
Ok siete partiti dal 6 senso ed ora perchè negarsi gli altri?

Prosit
Gugge

guggenheim ha detto...

Ma noi comuni mortali che non conosciamo l'ungherese dobbiamo attaccarci al tram?
Vabbè......

Dimmi, vuoi giocare con me?
Giocare sempre,
andare nel buio insieme,
giocare ad essere grandi,
mettersi seri seri a capo tavola,
versarsi vino e acqua con misura,
giocare con perle, rallegrarsi per un niente,
indossare vecchi panni col sospiro pesante?
Vuoi giocare a tutto, che è vita,
l'inverno con neve e il lungo autunno;
si può bere un tè insieme
di color rubino e di fumo giallo?
Vuoi vivere la vita con il cuore puro,
ascoltare a lungo e temere ogni tanto,
quando sulla strada passa novembre
e lo spazzino, questo povero uomo,
che fischia sotto la nostra finestra?
Vuoi giocare ad essere serpente od uccello,
fare un viaggio lungo con nave o treno,
giocare a Natale, sognando tutte le bontà?
Vuoi giocare all'amante felice,
fingere di piangere, un funerale?
Vuoi vivere, vivere per sempre,
vivere nel gioco, che diventa reale?
Sdraiarsi tra i fiori per terra,
e dimmi, vuoi giocare alla morte?

gullich ha detto...

bello....

chi dice che non vedere sia non percepire? spesso chi ha un senso in meno ha una percezione assolutamente diversa dalla nostra ma non per questo meno completa.

E' solo per convenzione che definiamo le cose, l'ho imparato qualche anno fa frequentando il mondo dei sordi e osservando, incantato, come descrivono il mondo con un linguaggio dei segni che comunica assai più delle parole...

e poi questo non dimostra anche una certa tua teoria sulla virtualità?

piacere di leggerti :o)

wgul

Csongor ha detto...

Mostan színes tintákról álmodom.

Legszebb a sárga. Sok-sok levelet
e tintával írnék egy kisleánynak,
egy kisleánynak, akit szeretek.
Krikszkrakszokat, japán betűket írnék,
s egy kacskaringós, kedves madarat.
És akarok még sok másszínű tintát,
bronzot, ezüstöt, zöldet, aranyat,
és kellene még sok száz és ezer,
és kellene még aztán millió:
tréfás-lila, bor-színű, néma-szürke,
szemérmetes, szerelmes, rikitó,
és kellene szomorú-viola
és téglabarna és kék is, de halvány,
akár a színes kapuablak árnya
augusztusi délkor a kapualján.
És akarok még égő-pirosat,
vérszínűt, mint a mérges alkonyat,
és akkor írnék, mindig-mindig írnék.
Kékkel Klara, Tünde arannyal:
arany-imát írnék az én anyámnak,
arany-tüzet, arany-szót, mint a hajnal.
És el nem unnám, egyre-egyre írnék
egy vén toronyba, szünes-szüntelen.
Oly boldog lennék, Istenem, de boldog.

Kiszínezném vele az életem.

http://www.youtube.com/watch?v=yT-o7aZWrxA

Marisa ha detto...

carissima, spero che questo tuo sogno duri a lungo e che il risveglio sia dolce quanto esso...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: Ciao. Qui tutto bene. :-)

@ Guggenheim: Appunto. Perche' negarsi gli altri sensi? :-)
Comunque non avevo messo la traduzione perche' sapevo che qualcuno come te avrebbe provveduto a trovarla su internet. :-)

@ Gullich: Esatto. La virtualita' in fondo non e' altro che essere sprovvisti dei sensi comuni, ciononostante si puo' inture perfettamente l'animo delle persone ed apprezzarle (o disprezzarle) seguendo criteri completamente differenti.

@ Csongor: Il tuo nick (anonimo) non mi convince. Comunque grazie per aver modificato leggermente la poesia. L'azzurro mi si addice, come del resto l'oro e' perfetto per Tünde. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marisa: Non si tratta di un sogno, quindi non ci sara' alcun risveglio. Se mai la consapevolezza che niente dura per sempre. Oltre a cio' credo che la canzone di di De Andre' sia meravigliosa. :-)

http://www.youtube.com/watch?v=U-l5KK98adI

davide ha detto...

Distinta Chiara,

racconto molto bello che mi ha fatto riflettere su quanto può essere profondo e coinvolgente un rapporto virtuale.

Ringrazio l'amico Guggenheim che ha trovato la traduzione della bella poesia che hai postato. Pensa che ero così curioso di sapere cosa avevi scritto che volevo telefonare al mio amico poliglotta per farmela tradurre subito senza aspettare lunedì.

Ciao Davide

la Volpe ha detto...

Buona domenica da un visitatore occasionale! E' spesso un piacere leggerti ;)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: volevo telefonare al mio amico poliglotta per farmela tradurre subito senza aspettare lunedì

C'e' sempre l'altra poesia. :-)



@ La Volpe: Grazie per la visita. :-)

Nicole ha detto...

Mio padre, negli ultimi anni della sua vita era diventato cieco. Da giovane aveva molto amato...Ti assicuro che sapeva capire al tatto e dalla voce se una donna era ancora bella e non dentro, ma anche esteticamente. Si sviluppano altri sensi...e comunque credo da sempre che qualcuno oltre quella montagna ci sia. I miracoli accadono...Riguardo l'ambra, credo nei segni. La mia vita ne è costellata...Ho il sesto senso di natura. Ma non affronterò mai questo discorso nemmeno sul mio blog. Non è per tutti.

Sono felice per te...abbiamo sempre bisogno che la nostra anima si scaldi e venga 'riconosciuta' per quella che è...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: Ti assicuro che sapeva capire al tatto e dalla voce se una donna era ancora bella e non dentro, ma anche esteticamente.

Una riflessione sul rapporto che ho col mio corpo. C'e' una contraddizione, lo so bene, ed e' difficile persino spiegare: da un lato vorrei essere gradevole al di la' dell'aspetto fisico; so bene che l'esteriorita' e' destinata a deteriorarsi con il tempo mentre cio' che resta dentro in termini d'interiorita' assume connotazioni sempre piu' cariche d'attrattiva. Dall'altro lato non riesco ad impedirmi di fare di tutto per piacere anche esteriormente in una sorta di vanita' frivola ed inconsistente ma che soddisfa un bisogno superficiale ma non per questo meno intenso. E' la mia eterna contraddizione in cui non riesco a sincronizzare questi due aspetti e mi crea non pochi dilemmi e problemi nelle relazioni. Per questo motivo il rapportarmi con chi non puo' vedermi mi rende piu' disinvolta ed anche meno sospettosa. E' la stessa cosa anche per te, Nicole?

Ev@ ha detto...

Nel tuo raccontare, Chiara, colgo da sempre una rara capacità di sospendere il tempo e questa è, a mio modesto parere, una sublime dote dell’eros. Comunicare questo, inoltre, trovo sia un notevole atto di generosità. Sentimentale.

Se non sbaglio è in Matrix che viene usata una tecnica di ripresa particolare. Consiste in un “tot” di fotocamere digitali disposte attorno al soggetto in azione e che una tecnologia fa scattare in modo sincronizzato. Tali fotogrammi vengono poi montati uno dietro l’altro nel modo classico, falsando quindi il tempo dell’istante ripreso, che si sospende raffigurato in uno sconcertante punto di vista roteante nello spazio e, ovviamente, dilatato nel tempo. Innaturale, ma il nostro inconscio sa come trattare questo fenomeno artificiale. Perché sappiamo che la percezione del tempo può sospendersi e questo per esempio può accadere nell’attimo dell’intuizione, specie se di una soluzione, perché capiamo (parallelamente ad altro) che quell’istante varrà per sempre. Tornando alla tecnica di ripresa che ho detto, è un bell’esempio di come raffigurare un qualcosa che, se no, rimarrebbe astratto e facente parte di una realtà che non potremmo mai “vedere”. E parlo di attimi che seppure invisibili sono tutti dannatamente veri: infatti sono fotografati! Invece, perché si tratta di cinema, si potrebbe pensare che sono una finzione, mentre piuttosto è che dovremmo essere coscienti che il nostro punto di vista, nella realtà, è limitato nel suo essere unico e unilaterale. A meno di non servirsi di droghe, o macchine… e si potrebbero fare tante divagazioni, ora, sulle macchine. Sulle droghe invece c’è tanta letteratura.

Non voglio essere come al solito prolissa e sono distratta da un pensiero che esprimo sotto forma di domanda, che propongo: l’erotismo è sempre e solo un istante?

Dico subito che, secondo me, si, ma è solo un mio (sindacabilissimo) parere. E aggiungo, senza voler offendere nessuno, che chi pensa di prolungarlo… mah, la ritengo un idea da “drogati”, con tutta la tenerezza possibile verso il vizio quando è inteso come debolezza. Però saperlo raffigurare, con immagini o parole (che fondamentalmente sono la stessa cosa) certamente sconfina nell’arte.

Saluti

Nicole ha detto...

Certo che si...Sono anche narcisista. Io sono una contraddizione vivente. Sono timida ma anche sfrontata, sono pigra, ma anche inquieta e super attiva.
Sono tutto e il contrario di tutto...L'unica cosa certa è che sono leale e poche persone lo sono state con me.
Cerco la perfezione nelle persone e nelle cose...Un'illusa vero?
Negli uomini non guardo la bellezza ma i particolari e i modi.
Ah odio la volgarità fine a se stessa e dico in faccia le cose.
Io ti leggevo da tempo invece, non con costanza ma ti leggevo. E mi sei sempre piaciuta.

Nicole ha detto...

Mi sa che ti dedico un post ora, da leggere molto tra le righe. Tu sei una persona molto intelligente e capirai...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Fioccano i commenti... :-)

@ Eva: l’erotismo è sempre e solo un istante?

Si'...
Cavolo, Eva, dovresti saperlo bene che dura il tempo che dura. Un istante, appunto, e non e' possibile prolungarlo perche' altrimenti perderebbe quel valore estremo che lo rende sublime.
Parlando con gli uomini ho capito cheloro lo confondono spesso con la sensualita' se non addirittura con il sesso e ne ho trovati veramente pochi che esprimessero "erotismo" cosi' come lo intendo io, mentre ogni donna che ho "conosciuto", non ne e' stata priva, anzi...
L'erotismo e' cerebrale, e' immaginazione e per forza deve limitare la sensualita'; per questo motivo ho trovato estremamente erotico il fatto di rapportarmi con chi non poteva usare il senso della vista che, si sa, e' quello che gli uomini usano maggiormente.
L'erotismo, almeno secondo la mia opinione, e' infatti privarsi di alcuni sensi, completamente, a vantaggio di altri, quelli che normalmente vengono meno usati. Essere bendata ma sentire gli odori, ad esempio, oppure assaporare le sensazioni sulla pelle, come lo sfioramento di polpastrelli o di oggetti che trasmettono calore oppure gelo... oppure desiderio e volutta'.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Nicole: Mi sa che ti dedico un post ora, da leggere molto tra le righe. Tu sei una persona molto intelligente e capirai...

Grazie per i complimenti, ma non sopravvalutarmi. Non sono poi cosi' tanto intelligente. :-)

Jose Ramon Santana Vazquez ha detto...

...traigo
sangre
de
la
tarde
herida
en
la
mano
y
una
vela
de
mi
corazón
para
invitarte
y
darte
este
alma
que
viene
para
compartir
contigo
tu
bello
blog
con
un
ramillete
de
oro
y
claveles
dentro...


desde mis
HORAS ROTAS
Y AULA DE PAZ


TE SIGO TU BLOG




CON saludos de la luna al
reflejarse en el mar de la
poesía...


AFECTUOSAMENTE:
CHIARA DI NOTTE


DESEANDOOS UNAS FIESTAS ENTRAÑABLES OS DESEO FELIZ AÑO NUEVO 2010 Y ESPERO OS AGRADE EL POST POETIZADO DE LA CONQUISTA DE AMERICA CRISOL Y EL DE CREPUSCULO.

José
ramón...

Nicole ha detto...

non direi, ma io ho la mia opinione...e non prenderci gusto...

Comunque l'ho fatto il post, ti piaccia o meno.

Gio ha detto...

Non c'è nulla di male a tenere a se stessi, a voler essere attraenti.

Bisogna aver cura di sè, senza diventare schiavi di questo o quel aspetto specifico - se si spinge troppo in la, perfino in direzione della saggezza, si degenera in qualcosa di frivolo.

Mia cara Klara, quello che fa la differenza è il fine delle nostre azioni e attitudini.

Gli stessi mezzi possono essere messi in pratica per essere amati, o usare gli altri, per sentire l'affetto di chi amiamo o per ingannare il prossimo.

Non rinunciare a nessuna delle tue qualità, sono sicuro che non le usi per ingannare i gentiluomini, cui non puoi negare il buon senso di capirti almeno un po' ;-)

eros ha detto...

mi trovo quì a curiosare nel tuo mondo virtuale per aver letto un post che mi pare ti sia tsato dedicato e un pò per curiosità e anche perché conoscere-leggere di avatar nuovi.

Sul post...che dire, sei in casa tua, le tue scelte possono e devono appartenere solo a te, il resto é relativo di cosa uno dall'esterno possa pensare.

Che altro dire, scrivi bene, usi la poesia, le parole per vivere l'amore...se va bene a te, così sia.
Eppure oltre le apparenze mi pare che tu sia innammorata di un uomo anche quì vero o immaginario che sia, se a te sta bene...

eros né dio,né demone, né umano...

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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