«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

domenica 29 novembre 2009

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Ladri!


Pare che in Italia migliaia di bambini Rom pratichino il borseggio, neanche tanto occasionale. Non posso negare questa affermazione, poiche' e' vera, e non voglio neppure addentrarmi nell'analisi delle motivazioni che spingono gli esseri umani a cercare di sopravvivere ad un'esistenza terribile alla quale sono obbligati. Un'esistenza fatta di emarginazione, disagio, poverta', sporcizia, malattia, rassegnazione, disperazione che, sono certa, nessuno di coloro che mi leggono in questo momento potrebbe mai tollerare. Ne' per se' ne' per i propri figli.

Si potra' dire che la colpa delle condizioni in cui vivono gli zingari non sia attribuibile agli attuali governanti italici, che le cause sono antiche e che anche altri in passato, con le loro politiche scellerate, abbiano pesanti responsabilita'.

venerdì 27 novembre 2009

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L'uomo bianco e l'uomo di colore


Tutto cio’ puo’ indurci nel non trovare assurda l'ipotesi che un animale appartenente al tipo pitecoide siasi trasformato, sotto speciali circostanze, mano mano, in un uomo negro, giallo, semitico, bianco, a quel modo che sotto ai nostri occhi il Bianco si cangiava in Yanckee, il Semita in Europeo, a quel modo che il cignale divenne porco, il lupo divenne cane, o come l'ape solitaria, fabricatrice della informe cella, si trasformo' in quella meravigliosa architetta che e l'ape domestica.

giovedì 26 novembre 2009

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Papiminkia si nasce


Sinceramente ho sempre pensato che gli italici avessero una particolarita' che li contraddistingue dal resto del genere umano. Credo sia un fatto genetico, oppure hanno una sfiga cronica a seguito di chissa' quale peccato universale commesso nei confronti di una qualche Entita' Superiore che fa di tutto per punirli. La particolarita' di cui parlo e' la capacita' che gli italici hanno di trovare il rimedio ad un male che e' sempre e comunque peggiore del male che vogliono a guarire.

mercoledì 25 novembre 2009

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2002


Ieri ho riletto i vecchi messaggi in un gruppo di discussione nel quale sono iscritta fin dal 2002, ed in particolare ho riletto i miei. E’ stato come fare un salto indietro nel tempo. Ho riscoperto cosi' una Chiara diversa, piu' ingenua, meno disillusa, piu' incline alla burla, alla battuta facile e, molto spesso, anche alla tolleranza ed al perdono. Si', chi oggi mi critica per come sono diventata dura nelle mie esternazioni ha ragione a farlo. Non sono piu' quella di una volta. Non sono piu' spensierata, a tratti frivola, quasi mai incavolata sul serio. Riconosco di essere sempre stata un po’ permalosa, come dice qualche amico, questo si', ma ultimamente tutte quante le mie reazioni sono piu’ acute, estreme e si percepisce il fastidio e l'intolleranza che provo nei confronti di certi comportamenti che, se devo essere sincera, mi feriscono molto piu' oggi di allora.

venerdì 20 novembre 2009

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La fine della Democrazia


Altrove, parlando del processo breve, avevo paragonato la Giustizia italica ad una vecchia ambulanza un po' scassata che, per legge, sarebbe dovuta arrivare in due ore a soccorrere un paziente posto a mille chilometri di distanza. In caso contrario, il paziente sarebbe stato ucciso e la sua morte attribuita all’autista incapace di guidare.

giovedì 19 novembre 2009

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Italici: popolo di grandi anal-isti


Ricordo i discorsi... le campagne elettorali, gli slogan e le anal-isi degli esperti commercialisti divenuti poi ministri dell'economia quando Visco, nelle vignette, veniva raffigurato come un vampiro che succhiava il sangue. Ricordo tutta la pantomima di chi diceva quanto fosse insostenibile una pressione fiscale oltre il 40%, e che era arrivato finalmente il momento che gli italici pagassero meno tasse, per merito anche di chi non avrebbe mai messo loro le mani in tasca... giurin giuretto!

Bla bla bla...

Ma di chi e' la colpa? Com'e' potuto accadere tutto cio'?

martedì 17 novembre 2009

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La storia di Tündér e del coltellino magico


C’era una volta, tanto tempo fa che se n’e’ perfino perso il ricordo, un ricco proprietario di terre che aveva al servizio due contadini tzigani, marito e moglie. Costoro erano anziani e non avevano figli, ma entrambi continuavano a sperare che prima o poi ne sarebbe arrivato uno… ma invano. Pero’, nonostante l’eta’, accadde che un giorno il loro desiderio fu esaudito e venne al mondo una bellissima bambina che chiamarono Tündér. Ed accadde anche che, nello stesso giorno, nella stessa ora, nello stesso minuto, anche la giovane moglie del padrone desse alla luce un bambino, al quale fu dato il nome Rezsö.

Si dice che quando un bimbo ed una bimba nascono nello stesso giorno, nella stessa ora e nello stesso minuto, la vita li abbia destinati l’uno all’altra.

lunedì 16 novembre 2009

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Me and "Belle"


«Belle de Jour» si rivela: sono una scienziata. «Non sono piu' anonima». Domenica 15 no­vembre, sei del mattino: «Belle de Jour», apre il suo sexy-blog, quello che ha fatto perdere la te­sta agli inglesi e racconta la veri­ta'. «Belle e la persona che ha scritto di Belle sono rimaste per troppo tempo separate, dovevo ricongiungerle». Sembra un gio­co di parole e non lo e'. Dietro a «Bella di Giorno», ex bellissima squillo che incon­tra gli uomini, che scrive un best-seller, dietro a questa Bel­le de Jour che si e' ispirata al film con Catherine Deneuve protagonista e Luis Bunuel regi­sta (1967), dietro a questa mi­steriosa firma dell’erotismo in­ternettiano c’e' un fior di scienziata. «Sono io Belle de Jour». Nome: dottoressa Brooke Ma­gnanti. Prima professione: escort, ragazza da accompagna­mento e da letto. «Quanti clien­ti? Alcune centinaia, trecento sterline a serata».

domenica 15 novembre 2009

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E ora passano alle vie di fatto


Se vi capita di svegliarvi verso le quattro o le cinque del mattino, mentre vi voltate nel letto in cerca di un po' piu' di sonno, pensate che quella e' l’ora dei campi nomadi. A quell’ora centinaia di agenti della polizia di Stato, carabinieri, guardie forestali, militari in tenuta da Afghanistan sono impegnati a smantellare i campi nomadi.

venerdì 13 novembre 2009

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Parlate dei rom solo dopo un crimine


Premetto che l’articolo non e’ mio bensi’ di Elisa Battistini, ed e’ pubblicato oggi su “Il Fatto Quotidiano”. Ho voluto riportarlo in questo mio diario cosicche' anche chi non acquista il giornale di Marco Travaglio, per scelta o per impossibilita', possa aver modo di leggerlo per condividerlo oppure per criticarlo.

giovedì 12 novembre 2009

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Adesso capisco perche'...


Da uno studio condotto dall'Universita' di Oerebro, in Svezia, pare che i cellulari ed i telefoni senza fili abbiano effetto dannoso sul cervello. L'indagine, che e' stata promossa dal Consiglio svedese delle ricerche, ha rivelato infatti che l'eccessivo uso dei telefonini provoca un aumento di transtiretina, una proteina contenuta nel fluido cerebrospinale che funziona da barriera per il cervello.

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Alíz, la bella strega


Si racconta che una volta, tanto tempo fa, una vecchia tzigana avesse una nipote giovane e bella che si chiamava Alíz. Ma Alíz era anche una strega. Infatti, se una bambina nasce col sapka, cioe’ con un bernoccolo sulla testa e la madre muore durante il parto, e’ sicuramente una strega. In tal caso, i parenti che si prendono cura di lei, non devono mai farne parola altrimenti la magia si dissolve.

domenica 8 novembre 2009

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L’uomo che morde il cane


Gli zingari sono da sempre etichettati come ladri. Da tzigana, quindi, di furti me ne intendo. Ne esistono di due distinti tipi, sapete? Esiste quello fatto da colui che vuole arricchirsi sempre piu' ai danni degli altri e, avido, sottrae il piu’ possibile risorse anche a chi ne ha poche solo per aggiungere ricchezze alle proprie. Lo chiamo furto “predatorio", ed e' il caso non solo dello zingaro che si arricchisce con attivita' malavitose solo per costruirsi dimore barocche alla periferia di Timisoara, ma e' anche e soprattutto il caso di certi squali della finanza, che di zingaro non hanno niente, passando attraverso la filiera dei tanti lobbisti che siedono sugli scranni parlamentari, fino ad arrivare a chi ha accumulato talmente tante ricchezze da poter vivere, lui ed i suoi discendenti, per mille generazioni ancora, mentre una buona fetta della popolazione che egli stesso governa e' al di sotto della soglia di poverta'.

giovedì 5 novembre 2009

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Lo Zingaro e l’Orco


C'era una volta in un luogo lontano lontano, nascosto fra le montagne che si trovano ad est, un villaggio di contadini con tantissime case ma disabitato. Anzi, non proprio disabitato, uno degli abitanti era rimasto, ma tutti gli altri se li era mangiati un terribile Orco che bazzicava da quelle parti. E siccome era un Orco che aveva sempre un grande appetito, per primi si era mangiato i bambini grassottelli, poi quelli piu’ magrolini, poi le ragazze ne’ troppo grasse ne’ troppo magre e poi, via via, anche gli uomini e le donne piu' giovani. Degli altri, che avevano la carne meno tenera, ne aveva fatto salse, intingoli, conserve, salamini, oppure li aveva messi in salamoia.

mercoledì 4 novembre 2009

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Le nostre fiabe


Le nostre fiabe parlano di passioni, tenerezze, violenze. Sono a volte anche umoristiche ma non hanno il solo scopo di intrattenere e divertire. Mescolando le parole con la musica e le canzoni, hanno da sempre l’importante funzione di rinsaldare i nostri valori, trasmettendo di generazione in generazione le norme di comportamento. Non esiste niente di piu’ indicato di queste fiabe, quindi, per comprendere il nostro universo narrativo, che e’ certamente ispirato al folclore orientale, ma e’ fatto soprattutto del racconto del lungo viaggio di un popolo dal Medio Oriente fino alla Spagna lungo tutto l’arco del Mediterraneo.

martedì 3 novembre 2009

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Fiabe Zingare - Premessa


Non so se sia evidente ma, da circa un mese, ho iniziato un percorso insolito, diverso, molto piu’ intimo; ho interrotto, infatti, la lunga serie di articoli ad argomento specificatamente politico, ritenendo che in tale campo ci sia gia’ chi riesce a scrivere con molta piu’ efficacia di quanto possa una semplice contadina magiara, ed ho utilizzato questo spazio per raccontare cose che non andassero oltre le mie esperienze personali, le mie sensazioni ed i miei sogni.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)