«La musica viene dall'anima e a chi non ha avuto fortuna, le canzoni che parlano d'amore, amore materno, amore tra amanti, rendono migliore la vita. E' stata la musica che ha fatto degli tzigani un popolo forte.»

sabato 31 ottobre 2009

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La mia storia


Vengo dall’Est
da mille anni non mi sono mai fermata
ho cavalcato molti cavalli
ho piantato molte tende e guidato molti carri.
Ho oltrepassato montagne e vallate
ho attraversato pianure e deserti
citta’ sfavillanti e miserabili villaggi.

giovedì 29 ottobre 2009

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Petizioni


Oggi, mentre qui nel mio piccolo paese il sole tramonta alle 16:20, a Milano il tramonto sara’ alle 17:15 e a Madrid alle 18:16. Con il ritorno all’ora solare della scorsa Domenica, a causa della bizzarra suddivisione delle zone orarie che vedono l’Ungheria inserita nella fascia dell’Europa Occidentale, la stessa di cui fanno parte anche Italia e Spagna, le giornate nel mio Paese si sono ulteriormente accorciate e, con l’arrivo dell’inverno, la mia esistenza e' di nuovo in procinto di essere immersa in un’oscurita’ simile a quella di Mordor.

lunedì 26 ottobre 2009

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Sárgabarack lekvár


L’odore delle albicocche mi arrivava forte insieme a quello della legna che bruciava. Lei sedeva nella penombra, lo sguardo rivolto verso mille pensieri mai confessati, lo strofinaccio appoggiato sulle ginocchia, e snocciolava con lentezza i frutti, scegliendo con cura i piu’ maturi, mettendo da parte gli altri. Lo faceva stropicciandosi di tanto in tanto gli occhi con la nocca delle dita. Erano quelli gli ultimi giorni dei miei primi sedici anni.

Il fuoco scoppiettava come a voler polemizzare con i ceppi appena aggiunti nella stufa ed io, padrona di un coraggio effimero come la fiamma che mi si rifletteva sul viso, glielo dissi.

- Nagyanya, credo che me ne andro’...

giovedì 22 ottobre 2009

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Frammenti - Parte 2


Sentivi il suo braccio sfiorarti la schiena, e all'improvviso ti scopristi a desiderare le sue mani. Alzando gli occhi incontrasti il suo sguardo, quello di un uomo innamorato, e non trovasti assolutamente niente da dire. Lasciasti invece che il tuo corpo si abituasse a lui, alla sua vicinanza, che si rilassasse al suo tocco, adagiandosi piano in quell’abbraccio delicato, e che la testa ti cadesse morbida sul suo torace.

Ti strinse e lo sentisti tremare, leggermente. Vibrava di emozione, tu invece no. Con il corpo eri li’, ma la tua mente si trovava distante anni luce. Ti facesti assalire dalla voglia di proteggerlo. Il suo cuore appoggiato al tuo orecchio. Ne sentivi il suono, il ritmico pulsare, e ne percepivi la dolcezza. Sapevi gia’ come sarebbe andata a finire.

martedì 20 ottobre 2009

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Frammenti - Parte 1


Ti guardava, sprofondato in una poltrona troppo bassa per lui. L’espressione un po’ accigliata e le belle mani lo aiutavano a colmare con i gesti il silenzio quando, in mancanza di parole, sembrava durare troppo a lungo. E tu lo ascoltavi, stregata dalla morbidezza della voce e rapita dai suoi occhi che non riuscivano ad abbandonarti. Avvertivi la tensione, e l’emozione nelle frasi che si estinguevano un attimo prima di arrivare alla fine.

- Sei piu’ bella di quanto credessi. Le fotografie che mi avevi mostrato non ti rendono giustizia...

Non sapevi cosa rispondere, e forse non serviva una risposta.

- Mi lasci senza parole... - sussurrasti, e non aggiungesti altro.

domenica 18 ottobre 2009

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Qualcosa di turchese


Il daltonismo mi impedisce da sempre di vedere i colori. E' questo il motivo per cui questi mi affascinano pur non potendone avere un’esatta percezione. Come di solito avviene, infatti, si desidera di piu’ avere cio’ che sappiamo non potremo mai ottenere. Tuttavia, non so per quale motivo, di tanto in tanto alcuni cromatismi riescono ad emergere dal grigiore in cui e' intinto il mio mondo e lo accendono di bagliori mai visti. L’azzurro, da bambina, mi incantava quando al chiaro di luna ascoltavo le fiabe che mi raccontava la nonna, ed il rosso ha saputo piu' di una volta colorare i miei sogni, e le mie immaginazioni.

E’ da qualche giorno pero’ che, per qualche strana ragione, riesco ad intravedere anche un altro colore.

mercoledì 14 ottobre 2009

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Răţuşca cea urâtă


La ragazzina bionda ride e scherza. Sfoderando una sorprendente capacita’ di sedurre, distribuisce le sue attenzioni a chi le sta intorno in modo assai disuguale, secondo il grado d’importanza che attribuisce a ciascuno, in base a chi lei ritene appartenga alla categoria dei vincenti, oppure a quella degli emarginati. E' davvero carina, sicuramente la piu’ carina di tutte.

domenica 11 ottobre 2009

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Il profumo dell’amore


T’incontrai una mattina. A quell’ora c’ero solo io. Il sole era ancora basso ma, caldo, gia’ si faceva strada senza alcun ritegno fra le pieghe del mio corpo, infondendo dentro di me la sua vita. Avvertivo il suo sapore, e l’odore del mare, ed il profumo della pioggia che, abbondante, era caduta durante la notte. Zlatni Pyasitsi, in estate, non e’ certo la localita’ meno frequentata del mondo e se si desidera un po’ di tranquillita’, prima dell’arrivo della gente rumorosa ed invadente, conviene alzarsi presto, per godersi la spiaggia almeno fino al momento in cui inizia ad affollarsi.

Avvenne tutto per caso. Un gioco di sguardi mentre correvi facendo jogging. Un unico sorriso, bello, attraente da morire… uno di quei sorrisi che sarei rimasta a guardare per ore dimenticandomi dello scorrere del tempo.

giovedì 8 ottobre 2009

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Il ritratto di Silvian Gray


I puntata

Il famosissimo pittore Licious Geller mostra al suo amico Lord Marcel Dellutrix la sua ultima opera: il ritratto di un giovane imprenditore che in quel momento sta passando vari guai con la giustizia. Lord Dellutrix e’ talmente colpito dalla bellezza del ritratto che chiede a Licious di conoscere di persona colui che e’ raffigurato. Il pittore cede ed e’ costretto a presentargli il bellissimo e giovane Silvian Gray.

mercoledì 7 ottobre 2009

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Un regalo indecente


Percorrevamo Krimskaya camminando senza fretta. Di tanto in tanto, con le dita sfioravo il basso muretto oltre il quale scorreva lento il fiume. Un vento leggero mi lambiva la parte alta delle gambe, ed accarezzava la mia nudita’ esposta al suo alito. Mi aveva voluta cosi’ quella sera: depilata, senza mutandine, con le calze autoreggenti ed una gonna molto corta. Ed io lo avevo accontentato, come sempre facevo. Non era facile dirgli di no. E poi, quelle sue proposte un po’ indecenti che riuscivano sempre a rendere reali i miei desideri, non mi dispiacevano.

giovedì 1 ottobre 2009

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31 Settembre


Il 31 settembre e' il giorno in cui sono nata. Non stupitevi, posso giurare che e' cosi', non sto mentendo. La storia sarebbe lunga e se la raccontassi, forse, mi priverei di quella poesia che m'illudo faccia parte un po' anche della mia vita. Chissa', magari un giorno lo faro', ma non oggi. Oggi desidero solo rigraziare chi ha saputo donarmi fantastici momenti fatti di fantasia e di emozione.

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«Le ricerche dedicate alla condizione femminile in eta' antica si scontrano con un ostacolo che e' strutturale: l’assenza pressoche' completa di testimonianze che non siano mediate attraverso una prospettiva maschile, pur con alcune eccezioni, fra cui il caso di Saffo. Le donne antiche sono cioe' oggetto ma non soggetto di testimonianza. Da questo deriva il mio interesse per i discorsi maschili sulle donne, per la costruzione sociale e culturale degli stereotipi e dei pregiudizi relativi al mondo femminile, per la loro frequente assunzione a dogmi pseudo-scientifici e per la loro costituzione in una compiuta teoria della differenza sessuale»

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Il significato della vita

Un professore terminò la lezione, poi pronunciò le parole di rito: "Ci sono domande?". Uno studente gli chiese: "Professore quale è il significato della vita?". Qualcuno tra i presenti che si apprestava ad uscire rise. Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò", disse. Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse: "Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare luce - la verità, la comprensione, la bontà, la tenerezza - nei bui nascosti del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo, per me, sta il significato della vita."

Ecco cos'è il razzismo

Un giorno, in classe, durante un incontro sull’interculturalità, chiesi ai ragazzi di darmi una definizione del termine “razzismo”.
Subito, il più sveglio esclamò:
-Il razzista è il bianco che non ama il nero!
-Bene! Dissi. –E il nero che non ama il bianco?
Mi guardarono tutti stupiti ed increduli con l’espressione tipo: “Come può un nero permettersi di non amare un bianco?”.

(Kossi Komla-Ebri)
Libertà

Noi Zingari abbiamo una sola religione: la libertà.
In cambio di questa rinunciamo alla ricchezza, al potere, alla scienza ed alla gloria.
Viviamo ogni giorno come se fosse l'ultimo.
Quando si muore si lascia tutto: un miserabile carrozzone come un grande impero.
E noi crediamo che in quel momento sia molto meglio essere stati Zingari che re.
Non pensiamo alla morte. Non la temiamo, ecco tutto.
Il nostro segreto sta nel godere ogni giorno le piccole cose
che la vita ci offre e che gli altri uomini non sanno apprezzare:
una mattina di sole, un bagno nella sorgente,
lo sguardo di qualcuno che ci ama.
E' difficile capire queste cose, lo so. Zingari si nasce.
Ci piace camminare sotto le stelle.
Si raccontano strane cose sugli Zingari.
Si dice che leggono l'avvenire nelle stelle
e che possiedono il filtro dell'amore.
La gente non crede alle cose che non sa spiegarsi.
Noi invece non cerchiamo di spiegarci le cose in cui crediamo.
La nostra è una vita semplice, primitiva.
Ci basta avere per tetto il cielo,
un fuoco per scaldarci
e le nostre canzoni, quando siamo tristi.

(Spatzo)

Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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