lunedì 28 settembre 2009

48
comments
Se questa e' l'Italia...

Se questa e' l'Italia, quella che per i politici che la governano e per chi li ha eletti, non e' razzista, quella che educa i figli a comportamenti del genere e non li punisce severamente, quella in cui si bastonano le persone per bene e si giustificano i delinquenti in base al colore della pelle, quella dove i bambini vengono sottratti ai genitori solo perche' zingari, quella che davanti al mondo mostra una faccia candida e pulita mentre, sotto sotto, maleodora piu' di una latrina dei campi di concentramento libici in cui vengono mandati a morire i migranti respinti...

Se questa e' l'Italia e la "brava gente", invece di indignarsi ed incazzarsi contro chi, calpestando i principi di uguaglianza e di tolleranza enunciati dalla Costituzione, l'ha ridotta cosi', si annichilisce pigra ed ignorante accontentandosi di vivere una squallida vita fatta di rassegnazione e vergogna, ciascuno coltivando il proprio orticello dove non crescera' mai nulla di buono...

Se questa e' l'Italia, allora mi fa schifo.

domenica 27 settembre 2009

23
comments
E' malato, dobbiamo compatirlo

Ho cercato di aiutare mio marito, come si farebbe con una persona che non sta bene.” Queste parole, ormai lo sanno tutti, sono state dette dalla signora Veronica Lario quando ha annunciato l’intenzione di rompere il suo legame matrimoniale. Oltre al fatto di frequentare ragazze minorenni, secondo lei, pare che suo marito soffra, infatti, di una grave forma di dipendenza sessuale che lo porterebbe a ricambiare certi favori ottenuti nel “lettone di Putin” con seggi in Parlamento e cariche pubbliche.

La dipendenza sessuale e’ un disturbo che influisce sulle funzioni cerebrali di un individuo rendendolo non completamente in grado di intendere e di volere. Egli avra’ sempre e comunque, come priorita’, la soddisfazione di quel bisogno patologico che totalizza la sua esistenza, e dobbiamo compatirlo perche’ e' malato e si deve essere in grado di capire il dolore e la confusione che tutto cio’ puo’ procurare dentro di lui.

Non sto scherzando, non e’ sarcasmo il mio, anche l’attrice premio Oscar Charlize Theron, in una recente intervista, ha espresso tutta la sua comprensione nei confronti delle persone che soffrono di dipendenza sessuale. "Ho personalmente incontrato un sacco di genitori che hanno perso i figli perche’ sono affetti da dipendenza dal sesso e tendono a separarsi. Non e’ che una persona - ha spiegato la star hollywoodiana - vuole consapevolmente tradire, in quel momento non si tratta nemmeno di sesso. Quando sei dipendente, e’ qualcosa che accade al tuo corpo e il cervello cambia chimicamente come quando ti fai di droga o bevi alcol".

L’ossessione sessuale e’ dunque in grado di distruggere la famiglia, la cellula che compone la societa’, percio' rendiamoci conto dell’effetto che essa puo’ avere sull’intero organismo quando, ad esserne colpito, non e’ un tizio qualsiasi ma l’uomo che governa un Paese. Una persona malata alla quale, se si chiamasse Mario Rossi, non lascereste neppure condurre lo scuola bus di vostro figlio.

venerdì 25 settembre 2009

23
comments
Mani

Ho delle belle mani, inutile negarlo. Ho sempre fatto di tutto per valorizzarle piu’ che potevo, consapevole dell’impatto che avevano con chi mi stava di fronte. E cio’, si sa, era parte del mio lavoro, esattamente come lo erano gli occhi, le gambe, il decollete'. Una civetteria che ancor oggi continuo a coltivare e della quale non voglio assolutamente liberarmi. Posso rinunciare a tutto, vestiti ed orpelli d’ogni genere, ma non ad avere le mani sempre ben curate.

Che le mani posseggano un forte carattere di seduzione, e’ fuori dubbio. Sono davvero convinta che delle belle mani facciano la differenza, e non parlo solo dell’aspetto estetico, parlo soprattutto del modo in cui queste esprimono, con i gesti, le emozioni ed il carattere di ciascuno. Nel sesso, poi, le mani assumono un aspetto fondamentale: oltre che con le labbra, e’ con queste che ci si avvicina al partner, si esplora il suo corpo, si dona piacere. E ci si dona piacere.

Non so se sia perche’ le mani, soprattutto le dita, hanno per noi donne questo importante significato erotico, permettendoci di eccitarci fino ad arrivare all’orgasmo, oppure se si tratti semplicemente di una strana forma di feticismo, ma da sempre sono un’attenta osservatrice delle mani altrui e sono a mia volta attratta da chi le ha belle.

Quelle di Viggo Mortensen raffigurate nella locandina del film “La promessa dell’assassino” sono, ad esempio, fra le piu’ erotiche e conturbanti che io abbia mai visto, ed e' inevitabile che scatenino in me quei particolari desideri che mai, qui davanti a tutti, rivelerei.

delicate come petali di fiore
su di te scorrono le mie mani
ti sfiorano la pelle
facendoti rabbrividire
ti toccano nell'anima
facendoti sospirare
viaggiano dentro e fuori di te
mentre a occhi chiusi sorridi
pervasa da piacere intenso
bagnata da una pioggia di emozioni

(Andrea Acerbi)

sabato 19 settembre 2009

56
comments
L’onere della prova

Come si sentirebbe una donna che fosse continuamente costretta a dimostrare la sua onesta’ e correttezza? Quali sentimenti proverebbe se, ad esempio, il partner, insicuro, la obbligasse a dimostrare che e' fedele, dicendole che qualora non dimostrasse d’esserlo, allora evidenzierebbe automaticamente d'essere una che tradisce? Cosa penserebbe di lui? Penserebbe che lui la rispetta? Che la stima? Che si fida di lei? Penserebbe che la ama? Oppure si sentirebbe considerata una persona da poco, che lui possiede e dalla quale puo’ pretendere qualsiasi cosa finanche la dignita'?

Gia’ un fatto del genere sarebbe per me inaccettabile se accadesse nella vita reale, e l’unica volta che ho vissuto una tale situazione sono fuggita via senza provare alcun tipo di rimpianto o di rimorso, immaginiamoci quindi quando cio’ avviene nel mondo virtuale, dove le persone dall’altra parte dello schermo, anche se a parole dichiarano amicizia, affetto, stima e tante belle cose, in fondo sono solo degli sconosciuti che vivono un film che esiste soltanto nella loro testa. Eppure, nel virtuale piu’ che nel reale, mi sono trovata spesso a fronteggiare pretese che per molte persone forse non rappresentano un problema, ma che per me hanno sempre assunto un significato grave ed inquietante. Un attacco a cio’ che piu’ ho di prezioso: il mio spirito libero.

Pare che una donna non possa mai essere, infatti, pienamente libera e che per forza debba appartenere a qualche maschio; che sia il padre, il fratello, il fidanzato o il marito, non ha importanza. Per la cultura patriarcale nella quale molti, anche coloro che si dichiarano a favore dell'emancipazione femminile, vivono immersi, una donna senza un uomo e’ niente, non ha un’identita’ propria e se per caso vuol vivere la sua vita in modo indipendente, diventa preda dei cani che si lanciano al suo inseguimento per ghermirla, e per toglierle quel briciolo di liberta’ che le appartiene. Perche’ una donna libera che non accetta imposizioni e non si piega alle pretese maschili, non puo’ e non deve esistere.

Questo nel mondo reale, ma anche in quello virtuale esiste una regola non scritta che li' per li' potrebbe sembrare una robetta da poco, ma se ci riflettiamo un po' anch'essa e’ frutto di questa volonta’ di controllo che il maschio ha nei confronti della donna: l'onere della prova. Una cosa a cui da sempre mi ribello, soprattutto se e’ pretesa da chi dichiara di stimarmi, se non addirittura di volermi bene. Dunque, se per caso entrate in un qualsiasi ambiente virtuale, forum, blog o mondo digitalizzato che sia, e ci entrate come donne, allora sappiate che l'onere di dimostrare al maschietto di turno che donne lo siete davvero, sara' vostro. In caso contrario diverrete inevitabilmente uomini. Non fatevi illusioni, non credete a chi vi dira' che in fondo non e’ importante il vostro genere ma e’ importante cio’ che esprimete. In realta’ i maschietti cercheranno da voi certezze perche' per loro, il solo pensare d’essere affascinati da una personalita’ che potrebbe essere quella di un uomo camuffato da donna, e' un fatto tremendo che mette in discussione il loro sentirsi dei veri maschi.

In tutti questi anni vissuti nel web, sono stata sottoposta non so piu' quante volte a richieste di ogni tipo, incontri reali oppure in webcam o telefonate che potessero in qualche modo dimostrare la mia genuina appartenenza al genere femminile e magari, perche’ no, anche la mia disponibilita' ad accontentare certi appetiti sessuali. Una pretesa di garanzia in mancanza della quale io diventavo in modo sistematico, ingrata, disonesta, scorretta ed alla fine di tutto, un grasso e baffuto ragioniere brianzolo che si prendeva gioco della gente.

E’ facile intuire che di fronte a determinati tipi di richieste io, da sempre in contrasto con certi comportamenti messi in atto da chi non riesce ad accettare il fatto che un NO significhi solo NO e non significhi altro, non ho mai potuto acconsentire alle pretese di chi, come un bimbo viziato, voleva a in ogni modo possibile ottenere la soddisfazione di un bisogno che, in molti casi, non trovava corrispondenza da parte mia. Con cio’ molte persone non hanno fatto i conti e, costantemente, hanno continuato e continueranno a sbattere il muso contro quel muro che ogni volta erigo nel momento in cui capisco che i miei piccoli gesti di “apertura” verso l’esterno, invece di essere interpretati come doni sinceri, vengono invece utilizzati come Cavalli di Troia per intrufolarsi all’interno della mia intimita’ e del mio mondo privato.

E’ per questo motivo che, quando vengo messa alle strette da chi, pretenzioso, mi chiede di dimostrare che non lo inganno, divento fredda, ingenerosa, cinica, cattiva, e mi oppongo con forza a quella che ritengo essere una vera e propria violenza simile, anche se meno grave, a quella fisica. L’onere della prova non spetta a me. Non sono io a dover dimostrare chi sono, non e’ mio compito dare certezze a chi non e’ in grado di averne di proprie. Su questo punto mi pare d’essere sempre stata Chiara. Anche perche’ subissandomi di tali richieste e forzandomi a far qualcosa contro la mia volonta’, cio' che si ottiene e' l’effetto contrario, perche’ in fondo penso che l’interesse per me non sia per come e chi sono, ma sia solo per cio’ che ho fra le gambe. O forse dovrei dire "non ho" fra le gambe.

San Tommaso chiese a Gesu' d’infilare un dito in una sua ferita, condizione necessaria per credere alla sua divinita', e Gesu’ glielo consenti’. Ebbene, io non sono ne’ il Messia ne’ una dea e non ho alcuna intenzione di dimostrare chi sono. Io lo so chi sono, e cio’ mi basta. Posso a volte far filtrare qualcosa di me, posso anche aver voglia di donare qualcosa a qualcuno, ma di sicuro non mi prestero’ a farmi infilare un dito in nessuna parte del corpo, soprattutto se lo si pretende. Ed anche in tal caso sono certa che ci sarebbe chi, comunque, non sarebbe soddisfatto e chiederebbe assai di piu’. Magari il permesso di far entrare quel suo dito anche nel mio cuore.

giovedì 17 settembre 2009

6
comments
Среда. Вечер, сумерки

Stavamo lasciando il porto. Da lontano si vedevano scorrere le immagini ed ancora si sentivano gli echi di rumori antichi. Donne, bambini, uomini. Risa e lacrime di chi partiva, e di chi restava. Aveva smesso di piovere e l’aria era tornata ad essere limpida, cosi’ tersa e trasparente che, per quanto si desiderasse respirarla a fondo, si provava quasi un sacro rispetto per paura di contaminarla. Il leggero vento dal nord est mi accarezzava la nuca, ma non ero da sola in attesa del crepuscolo. Una voce maschile, mi riporto' alla realta', distraendomi.

- Resiste bene la "giovane" Sobolev. E’ una delle migliori navi per le crociere fluviali. Costruita in Germania nel 1984, e’ stata totalmente rinnovata pochi anni fa. Per questo ho scelto questa nave. Ogni anno viene revisionata e sottoposta a manutenzione, ed adeguata ai migliori standard di qualita’. Puo’ ospitare duecentottanta passeggeri e considerata la legge dei grandi numeri, si ha l’opportunita' d’incontrarvi persone interessanti, non crede?

Un uomo, sulla cinquantina, stava rivolgendosi a me. Alzai la testa per guardarlo.

- Si’ – gli risposi tornando subito ad abbandonarmi all’incantesimo della giornata che fuggiva ma lui, cercando di ostentare quella tipica sapienza frutto della lettura di troppi depliant turistici, continuo’.

- Vede quella citta' che sta scomparendo all’orizzonte? Fu fondata nel 1010, ma le prime testimonianze scritte risalgono al 1071. Nel 1612 divenne la capitale della Russia, quando Mosca fu occupata dai polacchi. Sa cosa? – disse cambiando inaspettatamente argomento - Qui l’unica cosa deludente e’ il cibo. Ho una fame tremenda. I russi, di cucina, non capiscono molto.

Un giovane uomo, li’ vicino, che pareva anche lui assorto ad ammirare il tramonto, s’intromise nel discorso senza distogliere lo sguardo dall’orizzonte.

- Per fortuna hanno appena aperto il ristorante. Mi sa che oggi lo tengono aperto solo per un ora. Dopo ci sara’ la serata danzante.

Il cinquantenne pero’, non degnandolo d’attenzione, continuo’ a rivolgersi a me.

- Ho un buco nello stomaco, signorina. Che ne direbbe se cenassimo insieme? E’ meglio che ci sbrighiamo prima che chiudano.

- La ringrazio, lei e’ molto gentile – risposi mostrandogli tutta la cortesia possibile - ma credo che oggi saltero’ la cena. Non mangio molto di sera. E poi e’ presto per me e vorrei fermarmi ancora un po’ qui sul ponte.

- Come preferisce, signorina. Anche se credo che non debba preoccupasi per la sua linea
– replico’ forse deluso dal mio rifiuto - spero di incontrarla di nuovo dopo cena, allora.

- Certamente
– lo rassicurai sapendo di mentire, e mentre si allontanava mi concentrai a leggere i messaggi che mi erano giunti sul cellulare.

- Peccato che il cielo sia nuvoloso. Il tramonto non e’ fra i piu’ spettacolari. Ha piuttosto una tonalita' grigiastra, ma il grigio e’ comunque un colore affascinante… ancor di piu’ se contrastato da un rosso intenso.

Questa volta a parlare fu il giovane uomo. Distolsi gli occhi dal cellulare e lo guardai. Era appoggiato alla ringhiera e stava osservando qualcosa che, lontana, solo lui poteva vedere.

- Ho imparato fin troppo bene, e a mie spese, che la vista non e’ un fatto fisico, ma mentale. Come ad esempio i colori… il desiderio e l'attesa hanno lo stesso colore – continuo’, senza voltarsi verso di me, inseguendo quel suo pensiero, forse ispirato dal paesaggio che gli fuggiva davanti.

Poi mi guardo’ e vidi che i suoi occhi erano chiari, come i miei, di quel colore che non potevo vedere ma che solo chi ha sangue slavo puo’ avere.

- Il ristorante non chiudera’ fino alle 23:00, e lei lo sapeva – gli dissi regalandogli un sorriso - mi sento pero' di ringraziarla per avermi tolto di torno il quel “professore” fastidioso ed affamato. Ha menzionato una serata danzante che dovrebbe svolgersi stasera?

- Si', ho letto da qualche parte che stasera daranno una dimostrazione dei balli popolari russi: Kalinka, Barynya, Khorovod, Trepak, Troika... scommetto che il “professore” l’aspettera' ansiosamente. Sono convinto che avra' mille cose da dire su ogni ballo.

- A me piace molto ballare, sin da quando ero piccola e ballavo davanti allo specchio. Quando ballo, non ascolto e non parlo. E’ uno dei rari momenti in cui le parole non servono Come quando si fa l'amore, per esempio. Credo che in tali momenti, siano i movimenti del corpo il vero linguaggio che supera qualsiasi altra forma di comunicazione. E’ una lingua che tutti possiamo comprendere perche’ e’ universale. E’ quella dell’anima, e davanti al linguaggio del corpo le parole non servono.

- Sono d'accordo. Ballare mi fa chiudere gli occhi. Un’amica, una volta mi disse: “Non fidarti mai delle donne che baciano e ballano con gli occhi aperti”. Il dialogo in certi momenti si manifesta all’interno delle palpebre.

- Qual e' il suo ballo preferito?
– chiesi incuriosita.

“Il flamenco ed il tango, direi. Il flamenco perche’ e’ un ballo che manifesta liberta’ ed indipendenza. Si balla perfettamente anche da soli ed e’ infatti la danza dei Gitani, un popolo con il quale condivido tanti aspetti. Sa che non nasce come ballo ma come espressione del canto che lo circonda? Il tango, invece, mi piace per la complicita' che crea e per la passione che lo caratterizza. Si', passione e’ forse l'unica parola che gli rende giustizia.

- Interessante, e lei saprebbe intuire quali sarebbero i miei balli preferiti?
– domandai compiaciuta della piega che aveva preso la conversazione e che mi dava la possibilita’ di indirizzare l’argomento su cio’ che, come sempre, m’interessava di piu’: me stessa.

Esito’ un attimo prima di rispondermi, trovandosi in leggera difficolta' per aver intuito, forse, quel fastidioso difetto che avevo di mettermi sempre al centro dell’attenzione.

- Credo il flamenco, senz’altro, per le ragioni gia' descritte. E poi… forse per l’accento, forse per l’immagine che mi sono fatto di lei, la Csárdás. Per la bellezza e l’umile semplicita' al tempo stesso. Una danza che parte lenta e si evolve diventando sempre piu’ veloce, caratterizzata da numerose giravolte e salti. Un alternarsi di momenti allegri e tristi, incalzanti e malinconici. La Ciarda, si'. Il seducente percorso della donna che, sorridendo, non si nega agli uomini.

- Ha una buona intuizione
– gli sorrisi sempre piu’ compiaciuta ed interessata - ha tralasciato pero’ il ballo orientale, ma comunque complimenti. L'oriente mi affascina da sempre e la danza orientale e’ una delle mie preferite. Peccato che i francesi l’abbiano chiamata in modo errato “danza del ventre”, dandole un significato erotico. Non e’ assolutamente una danza erotica. Il lato seduttivo e’ una conseguenza, non certo l'elemento principale. Nasce infatti come ballo delle donne dedicato alle donne.

- Si’, adesso che l’ha menzionata, la vedo benissimo nel ruolo di ballerina di questa danza sensuale. Ogni volta che l’ho vista ballare, ho notato che colora l’ambiente di tonalita' grigiastre, mentre la figura centrale, la ballerina, si accende di un rosso intenso: l’essenza pura del colore. E’ strano… non saprei spiegarlo meglio.

- La capisco, ma solo in parte. Purtroppo sono daltonica e per me i colori rappresentano da sempre un affascinante mistero.

- Se posso dirlo senza offenderla, secondo me la percezione dei colori di daltonici e’ un dono, piu' che un difetto. Essere liberi dalle convinzioni che ci sono state imposte, dalle regole scritte della cosiddetta cultura, dai dogmi e dai pragmatismi, significa esaltare l’individualita'. Se Dio esistesse, esisterebbe sicuramente in ognuno di noi, ed ognuno di noi avrebbe lo stesso diritto di affermare che le fragole sono rosse, oppure verdi, oppure blu o di qualsiasi altro colore. La percezione dei colori, come d'altronde delle idee, degli ideali, dei sogni, e’ puramente individuale, e cio’ rende questo mondo splendidamente variopinto. Se non fosse cosi’, l’arcobaleno non avrebbe il suo fascino.

- Mi duole pensare che non potro’ mai ammirarlo, l’arcobaleno. Com’e’ il tramonto stasera?

- “Il silenzio limpido lungo le colline che sfiorano il cielo.
Gli uccelli tacciono.
Il fiume, sempre piu' lento e ululante, si imperla di rassicurazioni
Gocce di pioggia impalpabili sembrano non bagnare ...
Il sole e’ un fuoco, una stella del vespro, un torrente d’ambrosia.
Muore solo per oggi, per rinascere come la Fenice.
Dietro di se', lascia tracce di un rosso immortale.”

- Le cose che veramente contano nella vita, quelle che ci lasciano un’impronta dentro, quelle piu’ preziose, non si possono comprare con i soldi, e sono gratuite a tutti. L’amore, l’amicizia, gli ideali, ma anche questo tramonto, a prima vista cosi banale, e’ assai speciale, non crede?

- E’ un discorso interessante, dovremmo approfondirlo...
– disse annuendo timidamente con la testa.

- Certo, ma non adesso. Adesso godiamoci il tramonto.

- Si’, godiamoci il tramonto.


M’immersi nei pensieri e per un attimo mi sembro’ di percepire anche i suoi, come se tutti i problemi del mondo fossero scomparsi lontano, dietro quel cielo grigio dove la palla gigante s’immergeva in una terra dipinta da ricordi indelebili e da emozioni incise profondamente nella mia anima: la mia Russia.

Chiusi gli occhi e restai cosi’, con la voglia di tenerli chiusi per conservare all'interno delle palpebre quelle immagini che scorrevano fin troppo in fretta, assaporando il dolce brivido che mi ricopriva tutto il corpo. Un brivido forse per il freddo, o forse per l’eccitazione di quell’istante: la voglia di soddisfare un desiderio e, allo stesso tempo, il desiderio che quella soddisfazione non giungesse mai.

Vidi che mi osservava mentre gli ultimi raggi di sole mi accarezzavano il volto e le mie labbra assaporavano il vento che, come dita invisibili, intrufolandosi, restava impigliato nelle pieghe dei miei capelli, facendoli danzare. Poi, guardando lontano, disse con voce tenue: "Ed ecco che il sole, sconfitto da una bellezza invincibile, imbarazzato abbandona il cielo".


Questo racconto e’ dedicato a chi mi ha dato la possibilita' di poterlo scrivere.

domenica 13 settembre 2009

11
comments
Luna tzigana

Questa notte, nel cielo, eri una sottile falce d’argento e risplendevi, morbida e vischiosa, innocente e misteriosa. Se fossi stata una bambina, avrei anche potuto credere, con un salto, di poter salirti sopra a cavalcioni, ed invece sono stata li’ appoggiata al davanzale della mia finestra a guardarti estasiata mentre ti stagliavi nitida nel cielo, cosi’ innaturale da sembrare dipinta.

Ho sorseggiato un po’ di te’ dalla mia tazza ed il suo calore mi ha fatta sentire malinconicamente felice, di quella dolce malinconia che sa strapparmi un sorriso, ma che anche mi fa strizzare gli occhi quasi da farmi uscire le lacrime. Ho sentito dentro una piccola vertigine, un sottile languore, come un senso di vuoto ed ho desiderato carezze che mi riempissero di tenerezza e saziassero quell’inatteso appetito.

Luna tzigana, solitaria protagonista di tante poesie, che cosa volevi dirmi? Ancora una volta mi hai ipnotizzata facendomi sentire viva. Respiravo ed ho sentito l’aria, lentamente, discendere piacevolmente nei polmoni, mentre gli odori delle mie colline si mischiavano al profumo penetrante e dolciastro dell’uva matura che qui indica la stagione della vendemmia.

In questa notte di solitudine, ho avuto voglia di abbracciarti e con te avrei voluto abbracciare anche chi, per tanto tempo, ho tenuto dentro di me e che ancora mi manca. Lo so, luna, sono soltanto un’inguaribile romantica che vive ormai in un tempo che non e’ piu’ il suo, non giudicarmi male per questo ma credimi, sono felice anche quando piango… perche’ in fondo e’ giusto cosi’.

Poi, ho lasciato che mi baciassi perche’ tu, cara amica discreta e silenziosa, amante tenera e sensuale, non mi hai mai delusa, non mi hai mai fatta piangere, non mi hai mai spezzato il cuore. E mentre le note di una dolce musica mi facevano rivivere momenti mai dimenticati, sono rimasta in silenzio e mi sono abbandonata alle tue tenere carezze.

mercoledì 9 settembre 2009

11
comments
Generalizzare

Affermare che gli uomini siano diversi dalle donne e’ un discorso assai banale, e su questo ho piu' volte discusso con chi, invece, si e’ sempre ostinato ad attribuire una rigida similitudine fra i due generi. Eppure queste diversita’ esistono, sono sotto gli occhi di tutti ed e’ inutile ostinarsi a non vederle, ma quando tento di portarle in evidenza, magari sottolineando una certa uniformita’ di comportamento nel genere maschile, vengo accusata di sessismo, quando invece desidererei esprimere solo cio’ che e’ frutto di una personale esperienza maturata anche e soprattutto negli anni in cui ho avuto modo d'incontrare molti uomini.

Ieri, ad esempio, discutendo proprio di questo argomento, mi sono soffermata sull’aspetto che riguarda il dissimile modo di fare che generalmente maschi e femmine hanno durante l’atto sessuale e che, come dovrebbe essere ovvio ma a quanto pare non lo e’ abbastanza, segue percorsi separati proprio perche’ motivati da una differente funzione biologica alla quale i due generi sono naturalmente destinati. E’ indubbio che chi non ha avuto modo di valutare con l’esperienza diretta il comportamento di un consistente numero di partner sessuali, fissi oppure occasionali, sia uomini che donne, non puo’ avere chiare certe dinamiche ricorrenti ed appartenenti agli uni o alle altre e tendera’ sempre ad avversare questo mio ragionamento seguendo il classico percorso del “siamo tutti individui, singolarmente tutti diversi, quindi non si puo' generalizzare”. Da qui il rifiuto di addentrarsi nella questione cercando di discutere del fenomeno osservandolo da un diverso punto di vista che non sia il loro, fra l’altro basato solo su una personale interpretazione della realta’ non suffragata da alcuna esperienza concreta.

Che gli uomini, come del resto anche le donne, in determinate situazioni, si muovano seguendo le loro pulsioni, non tenendo quindi assolutamente conto della loro individuale diversita’ ma, come il cane di Pavlov, mossi secondo determinati stimoli ai quali non possono per natura opporsi, e’ un fatto che nessuna filosofia riguardante l’individualismo ed libero arbitrio potra’ mai mettere in discussione. Ci sono momenti in cui torniamo ad essere gli animali che siamo sempre stati e neanche uno straordinario sforzo di volonta’ sara’ sufficiente a farci abbandonare la rotta che ci ha impostato la natura, perche’ in quei momenti persino la volonta’ viene messa a tacere dall’istinto.

E’ vero ad esempio che gli uomini, di fronte ad una donna che li attrae moltissimo, si confondano, smarriscano la cognizione del tempo e dello spazio e, in alcuni casi, persino la memoria. Il maschio, davanti alla bellezza femminile, perde la testa nel vero senso della parola: basta un incontro anche breve con una donna molto attraente ed il suo cervello smette di funzionare. Cioe’ funziona, ma in modo completamente scollegato dalla volonta’ e questo e’ ormai dimostrato scientificamente.

Madre natura ci ha infatti programmati cosi’ dando agli uomini ed alle donne delle istruzioni diverse in maniera tale che il loro comportamento sia adeguato alla loro funzione biologica. E sono queste istruzioni di base, che agiscono a livello d’intero genere e non di singolo individuo, che poi mi danno ragione quando, con i miei discorsi, tendo a generalizzare.

Comprendere il motivo per il quale spesso attribuisco ad un intero genere un tipo di comportamento piuttosto che un altro non e’ difficile per chi ha occhi per osservare ed orecchie per ascoltare. E, in special modo, da chi evita di innalzare il suo ego al di sopra di tutto e di tutti. Cosa assai frequente in un'epoca in cui i valori e gli interessi della collettivita’ vengono costantemente screditati, messi sotto pressione e sbriciolati a vantaggio di un individualismo sempre piu' ossessivo e dilagante che, per quanto metta in risalto la diversita’ di ciascun individuo e ne esalti le specifiche qualita’, porta inesorabilmente alla solitudine.

venerdì 4 settembre 2009

20
comments
Sentimentale

Problemi al computer mi stanno assillando da alcuni giorni impedendomi di avere la mente sgombra da pensieri. Purtroppo, questa macchina e' alquanto obsoleta e non ce la fa piu' a reggere il peso di tutti i programmi che, ingenuamente, vorrei far girare nello stesso momento, e spesso qualcosa va in conflitto e blocca il sistema operativo obbligandomi ad un noioso riavvio che prende sempre del tempo, oltre a mettermi di cattivo umore. Ed il cattivo umore, si sa, non e' un buon ingrediente quando si tratta di scrivere, cosa per la quale e' richiesta invece tranquillita'.

Per cui, avendo deciso di fare il grande passo, cioe' acquistare un nuovo PC, decisione a lungo rimandata per l'evidente e risaputo attaccamento al denaro per il quale sono nota, ho rinviato ogni mio ulteriore post a quando tutto sara' risolto ed avro' quindi la nuova macchina con i programmi perfettamente reinstallati e tutti gli archivi trasferiti. Operazione che richiedera' almeno un paio di giorni e che ho gia' stabilito di fare fra domani e dopodomani.

La cosa che mi pesera' di piu', pero', sara' dire definitivamente addio a quello che, se potessi, terrei per sempre perche' mi ha seguita e mi e' stato fedele in tutti questi anni, partecipando alle mie gioie e soffrendo con me per i miei piccoli dolori che, inevitabilmente, non ho potuto tener lontani dal mondo virtuale. Dentro a questo vecchio Hard Disk, che mi accompagna ormai da quasi cinque anni, sono racchiusi tanti miei momenti, tante mie emozioni. So che tutto cio' potro' portarlo con me dentro al nuovo, ma non sara' esattamente la stessa cosa. Al di la' delle apparenze, sono e resto una sentimentale. Mi affeziono alle cose ed alle persone anche se, quasi sempre, non lo do a vedere.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics