venerdì 25 dicembre 2009

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Un regalo per voi

Il regalo che voglio farvi per questo Natale e' il romanzo che Orwell ha scritto nel 1948. Lo trovate qui. Se ancora non lo conoscete credo che lo troverete interessante, ma vorrei invitare a rileggerlo anche coloro che lo hanno gia’ letto. A volte una seconda lettura puo’ far individuare elementi e concetti che potrebbero essere sfuggiti alla prima. La storia e’ ambientata in quello che, nel momento in cui e' stata scritta, rappresentava un futuro preciso: il 1984. Una data per noi ormai superata da venticinque anni ma questo particolare non e’ assolutamente rilevante, poiche’ il mondo descritto da Orwell e’ oggi piu’ probabile che mai, anche se spietato, disgustoso, agghiacciante al punto tale da apparire insostenibile finanche al piu’ cinico degli esseri umani.

Sin dal primo capitolo l’autore c’introduce nel contesto politico, economico e sociale di una societa’ rigorosamente organizzata che ruota attorno alla figura mitica e carismatica del Grande Fratello, il fondatore e capo del partito unico (Ingsoc o Socing nella traduzione italiana) che regola interamente la vita del paese. Nessuno lo ha mai visto in carne ed ossa ma i suoi occhi affissi su tutti i muri della citta’, come monito della sua onnipresenza, che seguono ognuno con soffocante insistenza, mentre le locandine ripetono “Il Grande Fratello vi guarda”, pesano come macigni sui cittadini di questa ipotetica realta’.

La storia si svolge a Londra e, intenzionalmente, la vicenda non andra’ mai oltre i confini fisici ed ideologici di questa cellula territoriale. Nessun accenno specifico sulle caratteristiche degli altri paesi, Estasia ed Eurasia, che vengono definiti “nemici” o “alleati” e nulla piu’. Ma quasi per compensare la scarsita’ delle informazioni che ci fornisce sul resto del mondo, Orwell ci dice molto sulla struttura del Socing e sulle regole ed i riti che scandiscono le monotone giornate del protagonista: Winston.

Tutte le attivita’ vengono regolate da quattro ministeri: il Ministero della Verita’ il cui compito e’ quello di occultare o modificare tutti i documenti, dal meno importante al piu’ significativo, che potrebbero contraddire l’inoppugnabile politica del partito, il Ministero dell’Abbondanza che regola la disastrata economia del paese e che proclama un’inesistente benessere economico, il Ministero della Pace che si occupa della guerra ed infine il Ministero dell’Amore a cui spetta di far rispettare le leggi e punire i sovversivi.

Sulle facciate dei quattro ministeri troneggiano gli slogan che sintetizzano in poche parole gli obiettivi del partito: la guerra e’ pace, la liberta’ e’ schiavitu’, l’ignoranza e’ forza. Un’ignoranza facilitata anche dalla neolingua, un nuova lingua ideata per impoverire la ricchezza del linguaggio e rendere la comunicazione piu’ elementare al solo scopo di evitare la diffusione di idee sovversive e facilitare la strumentalizzazione del popolo.

Ogni cittadino e’ sotto il controllo incessante di teleschermi che non possono essere mai spenti, collocati anche all’interno delle abitazioni. Teleschermi che sono occhi che si lasciano guardare ma che invece guardano, bocche che parlano ma anche orecchie che ascoltano. Nessuno puo’ fare o dire niente senza che il partito lo sappia e Winston, dipendente del Ministero della Verita’, per poter scrivere un diario, e’ costretto a nascondersi in una rientranza del muro fuori dal campo visivo dello schermo che controlla la sua casa.

Il compito di controllare la popolazione attraverso i teleschermi e’ affidato a forze speciali di polizia, la Psicopolizia, che si occupa di snidare e “vaporizzare”, ossia cancellare ogni prova della sua esistenza eliminandola dalla Storia, qualsiasi persona covi dei “pensieri eterodossi”, cioe’ non conformi all’ideologia del partito.
In 1984 l’annullamento della liberta’ e del dissenso viene esasperato fino all’inverosimile: il controllo incalzante delle telecamere e la serratissima propaganda riescono ad uniformare il pensiero collettivo attorno all’amore per il Grande Fratello e all’odio per chiunque esprima una linea di pensiero alternativa, intento portato avanti assai efficacemente grazie soprattutto all’indottrinamento delle nuove generazioni: i piu’ piccoli che da creature innocenti diventano spie che denunciano i propri genitori alla Psicopolizia perche’ sospettati di idee eterodosse e di antipatia segreta nei confronti del partito.

In questo mondo orwelliano nemmeno la carta stampata offre alcuna possibilita’ di trovare una via alternativa. Infatti, ad eliminare ogni elemento che possa contraddire la tesi ufficiale sostenuta dal partito ci pensa il Ministero della Verita’, che cancella e riscrive la Storia ogni volta che la realta’ dei fatti viene a modificarsi, ad esempio sostenendo che l’Oceania e l’Eurasia sono in lotta da sempre quando Winston ricorda bene che sino a quattro anni prima era l’Estasia il nemico ufficiale dell’Oceania.

Ma non solo la stampa e le ideologie vengono uniformate agli standard imposti dal partito, anche i pensieri stessi sono modificati secondo le evenienze. Grazie alla pratica del “bipensiero”, tutti sono educati da sempre a dover credere che due proposizioni contraddittorie siano entrambe vere. Quindi le affermazioni l’Oceania e’ da sempre in lotta con l’Estasia o con l’Eurasia possono essere considerate entrambe vere a seconda che il partito scelga l’una o l’altra. Per chiunque il paradosso dell’informazione scompare se ad esprimerlo sono le labbra del Grande Fratello. Idee, gesti, Storia e pensieri sono completamente sotto il suo controllo.

Un sistema che per esistere pretende l’annichilimento totale della coscienza e della liberta’ degli individui, e la liberta’, qualsiasi liberta’, diventa il virus latente che puo’ distruggere la societa’ poiche’ la consapevolezza della propria miseria puo’ far insorgere forte il desiderio di soverchiare la realta’.

31 commenti :

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

rispondo solo adesso alla critica che mi hai fatto in un post precedente di malafede intellettuale (oggi ho dovuto fare gli auguri ad un sacco di amici).

""Una delle letture più acute di 1984 è quella fatta da Isaac Deutscher, secondo il quale Orwell aveva in realtà utilizzato 1984 per esprimere la propria ostilità nei confronti dello stalinismo ....""

Come vedi non sono il solo a pensare che Orwell in 1984 avesse preso di mira innanzitutto lo stalinismo, oltre ad ogni totalitarismo in generale come giustamente hai fatto notare.

Quanto al video che hai citato sotto sulla mafia e su Berlusconi non mi convince per niente.

Berlusconi come tutti gli imprenditori degi anni '80 ha certamente fatto il corruttore.

Dire che abbia avuto rapporti con la mafia lo trovo ridicolo.

Per me le accuse verso Berlusconi hanno lo stesso fondamento delle accuse verso Andreotti: tanti teoremi basati su zero prove concrete (per me la parola di "pentiti" che hanno ammazzato decine di persone e sciolto bambini nell'acido solforico valgono quanto chi le pronuncia).

Che poi Silvio abbia abolito le libertà lo trovo azzardato.

Non so se tu quardi la televisione italiana ma ti chiedo se programmi come (Ballarò di Floris, Anno zero di Santoro, L'Infedele di Lerner, Otto e mezzo della Gruber, Che tempo fa di Fazio ecc.) sono forse teneri con Berlusconi?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: ""Una delle letture più acute di 1984 è quella fatta da Isaac Deutscher, secondo il quale Orwell aveva in realtà utilizzato 1984 per esprimere la propria ostilità nei confronti dello stalinismo ....""

Davide, questa lettura appartiene al periodo della guerra fredda, percio' una tale analisi non mi sorprende.
In ogni caso io per prima ho vissuto la censura relativa al romanzo di Orwell che ho potuto leggere solo nel 1992, come molti altri libri appartenenti a tutta quella letteratura vietata nei paesi sovietici. Pero' la mia analisi e' diversa da quella fatta da Isaac Deutscher, il cui nome indica la sua "appartenenza ideologica". Non penso certo di essere piu' esperta di lui, ma sicuramente dall'analisi di Deutscher, essendo deceduto nel 1967, mancano gli anni che sono venuti dopo. Cioe' 40 anni di Storia.
Io penso che al di la' dell'ideologia, che puo' essere di destra o di sinistra, Orwell non abbia incentrato il suo romanzo sullo stalinismo, ma su cio' che puo' avvenire allorquando tutta la societa' e' incardinata sulla figura di un leader mitico e carismatico che, attraverso uno strumento di controllo come ad esempio la televisione, puo' creare un regime impostato sull'amore di chi sta con lui e sull'odio per chi sata dall'altra parte.
Fra l'altro, se conosci il romanzo, in 1984 esistono tre blocchi contrapposti: Oceania, Eastasia e Eurasia.
Si presuppone che in ognuno dei tre blocchi esista un regime similare, ma di questo Orwell non ne parla, pero' e' L'Eurasia quella che corrisponde all'Impero sovietico di Stalin e non l'Oceania dove invece si svolge la storia e che sarebbe l'attuale mondo occidentale.

http://strangemaps.files.wordpress.com/2007/01/1984_fictious_world_map.png


Che poi Silvio abbia abolito le libertà lo trovo azzardato.
Non so se tu quardi la televisione italiana ma ti chiedo se programmi come (Ballarò di Floris, Anno zero di Santoro, L'Infedele di Lerner, Otto e mezzo della Gruber, Che tempo fa di Fazio ecc.) sono forse teneri con Berlusconi?


Il problema che ho posto in evidenza non e' cio' che ESISTE ADESSO ma quello che potrebbe esistere fra pochi anni qualora in quell'uomo ci fosse una intenzione diversa da quella della democrazia. Il potere che ha e' enorme ed ogni giorno sta cercando di accumularne di piu'.
Anche in 1984 tutto cio' che vi e' descritto non ha avuto inizio istantaneamente ma si suppone ci sia stato un punto di partenza, in cui una certa democrazia era esistente e che poi, progressivamente, ha portato all'incubo descritto da Orwell.

Luca Massaro ha detto...

In altri termini, se Berlusconi fosse un autentico democratico liberale, o quanto meno "tenesse" alla democrazia e alla libertà, dovrebbe avere - naturalmente - paura di se stesso.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,



""Orwell non abbia incentrato il suo romanzo sullo stalinismo, ma su cio' che puo' avvenire allorquando tutta la societa' e' incardinata sulla figura di un leader mitico e carismatico che, attraverso uno strumento di controllo come ad esempio la televisione, puo' creare un regime impostato sull'amore di chi sta con lui e sull'odio per chi sata dall'altra parte.""

Su questo ho opinioni opposte alle tue.

Secondo me in 1984 la figura del capo è una finzione, perchè il problema vero sta tutto nell'ideologia.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

riporto un piccolo contributo sull'argomento di wikipedia.

Ciao Davide

"Orwell scrisse La fattoria degli animali, e quindi 1984, ispirandosi, oltreché alle proprie esperienze ed al già citato Huxley, al romanzo distopico russo Noi di Evgenij Ivanovič Zamjatin, del 1921, un primo esempio di accusa alla Russia sovietica leninista fatta da un conterraneo di Lenin, ed al romanzo realistico Buio a mezzogiorno del 1940, di Arthur Koestler, romanzo nel quale Koestler, ex iscritto al partito comunista tedesco, svela i metodi di plagio e tortura del comunismo sovietico e dei partiti che ad esso si ispirano [1].

"1984" è, in effetti, un terribile ed efficace atto d'accusa da parte di Orwell nei confronti della pretesa totalitaria di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che idealmente coincideva con la felicità del popolo, ma alla fine si identificava nell'ubbidienza cieca ai partiti totalitari e ai loro leader.

Il nome "Grande Fratello" sembra ispirato più alla retorica comunista sovietica che a quelle nazista o fascista: Stalin infatti si faceva chiamare "Piccolo Padre". Così pure gli slogan, sembrano in particolare ispirati a quelli sovietici: a titolo di esempio, si possono citare "Lenin è semplice come la verità", "La scienza di Lenin presidente fa forti le braccia ed anche la mente", "Il partito è la saggezza del popolo" ecc.[5]

L'intreccio tra teoria politica e finzione romanzesca è rappresentato dalla professione del protagonista, Winston Smith (il cui nome è "Winston" come Winston Churchill e "Smith", il più comune cognome anglosassone).[6] Il lavoro di manipolatore delle fonti di Winston è ispirato alle riscritture dei libri sovietici che Stalin ordinava agli intellettuali russi: Stalin, oltre a diventare protagonista di episodi cui non aveva partecipato, risultava inventore del trattore, del cemento armato etc.[7]

Il bispensiero stesso era ispirato al materialismo dialettico leninista ed alla realtà della Unione Sovietica, nonché alla mentalità dei vari partiti comunisti ad essa legati: la goccia che fece traboccare il vaso, agli occhi di Orwell, fu quando col Patto Molotov-Ribbentrop del 1939 Hitler passò per breve tempo da principale nemico del proletariato ad essere un fedele alleato sovietico, e così venne presentato da tutti i partiti comunisti legati dell'URSS, (British Socialist Party e PCI compresi).

La necessità di piegare anche il più infimo membro del Socing, è presa dal centralismo democratico: in questa corrente politica ideata da Lenin e accentuata da Stalin il pensiero non ortodosso veniva vissuto come una deviazione, in pratica come una malattia che doveva essere strappata via dal colpevole di deviazionismo, per il suo stesso bene e soprattutto per il bene della società[8].

Anche la subalternità del proletariato al Socing, trae origine dall'idea di Lenin che del proletariato e dei suoi moti spontanei non ci si dovesse fidare [9].

Infine, anche la proibizione di fare sesso se non per procreare affonda le sue radici proprio nella ideologia leninista. Così per Lenin l'autodeterminazione delle donne non implicava minimamente che queste potessero essere autorizzate a rifiutare la maternità od a fare sesso al di fuori di un serio impegno amoroso. Nel 1918 Lenin giunse ad ordinare la fucilazione di tutte le prostitute, o la loro deportazione senza processo [10].

Il nome del grande nemico dell'Oceania, Goldstein, si ispira al vero cognome di Trotskij, Goldstein, il nemico numero uno dello stalinismo.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

contributo sul pensiero di Orwell.

Ciao Davide


""Orwell, anarchico passato al socialismo, combattente in Spagna col POUM, fu vittima delle persecuzioni staliniste durante la guerra civile spagnola: da questo evento terribile, che egli considerò un vero e proprio tradimento tra fratelli, perpetrato con grande abilità dialettica (si veda il suo libro Omaggio alla Catalogna), nacque in lui la necessità di combattere lo stalinismo e ogni forma di totalitarismo. A tal fine scrisse la Fattoria degli animali, e quindi il presente romanzo, terribile atto d’accusa nei confronti della pretesa marxista-leninista di voler piegare la realtà e le persone ad un fine superiore, che formalmente coincideva colla felicità del proletariato, ma alla fin fine si identificava nell’ubbidienza cieca al partito comunista stesso, ed a Stalin.

Il nome “Grande Fratello” si ispira alla retorica comunista sovietica: Stalin si faceva chiamare “Piccolo Padre”, Palmiro Togliatti si faceva chiamare “Il Migliore”. Così pure gli slogan, si ispirano agli slogan sovietici: a titolo di esempio, si possono citare ” Lenin è semplice come la verità”, ” La scienza di Lenin presidente fa forti le braccia ed anche la mente”, “Il partito è la saggezza del popolo” etc [[1]]""

Radio Pazza ha detto...

Ieri a Natale mi hanno regalato "il mondo nuovo" e per coincidenza oggi trovo il tuo post ... grazie mille, me lo scarico con gioia!

Bak

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davide, tu puoi anche citare tutta Wikipedia, ma io non cambiero' idea. Forse non hai ben chiaro come funziona l'enciclopedia online costruita col contributo degli utenti. Quando si parla di raccontare la cronaca, unafiaba, o l'etimologia di una parola, Wikipedia puo' essere una fonte accettabile, quando invece si entra nel campo delle interpretazioni, che sono sempre e comunque personali, basarsi su di essa e' un errore del quale molti non si accorgono.
Su questo punto vorrei fare un piccolo inciso: nonostante voi italici siate vissuti (o crediate di aver vissuto) nella liberta' e pensiate che all'Est, invece, si fosse tutti indottrinati e resi ignoranti da un'ideologia, le cose stanno in modo diverso. E' proprio dove la liberta' manca che l'essere umano sviluppa curiosita' e spirito critico, perche' quando si sente legato ha voglia di liberarsi dalle catene. Dove invece le catene non ci sono oppure sono di tipo diverso, sempre presenti ma invisibili, ci si impigrisce e si diventa cosi' incapaci di pensare con la nostra testa. Pensare con la propria testa rappresenta sempre una grande fatica, cosi' si ripetono a pappagallo le opinioni formulate da chi, magari, come in una catena di S.Antonio ha fatto proprie opinioni di altri e cosi' via.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


"Davide, tu puoi anche citare tutta Wikipedia, ma io non cambiero' idea."

Il mio scopo non era assolutamente quello di farti cambiare idea, ma di dimostrarti che ero in buona fede.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il mio scopo non era assolutamente quello di farti cambiare idea, ma di dimostrarti che ero in buona fede.

Cio' dimostra che non sei solo a pensarla in questo modo, ma forse dovresti riconsiderare in parte la tua opinione in base a cio' che si evidenzia nel libro, anche tenendo presente le esperienze personali di chi, in un regime, ha in parte vissuto.
Vedi, quello che mi lascia perplessa sul fatto che 1984 non sia rivolto specificamente allo stalinismo ma che sia una critica ad ogni totalitarismo al di la' dell'appartenenza politica, sono i tre slogan del Socing:

LA GUERRA E' PACE
LA LIBERTA’ E' SCHIAVITU’
L’IGNORANZA E' FORZA

Ecco, soprattutto il terzo slogan non e' assolutamente in linea con quello che stato il mio vissuto e non solo il mio ma anche quello di mia madre. L'istruzione era uno dei punti cardini del sistema e tutti quanti eravamo stimolati verso il raggiungimento di quella piu' alta possibile.
Anche il discorso legato alla "neolingua" mi fa venire in mente piu' i messaggini che si scambiano oggi i giovani occidentali, pieni di abbreviazioni, kappa e tutta una serie di simboli in cui si e' persa completamente l'anima della lingua, che non quello invece che mi ricordo fosse il modo di comunicare (e di leggere) durante gli anni del socialismo reale, in cui un certo modo di scrivere raffinato e' sempre stato tenuto in considerazione.

modesty ha detto...

ma quanta pazienza hai, chiara?!

:) love mod

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


""Cio' dimostra che non sei solo a pensarla in questo modo, ma forse dovresti riconsiderare in parte la tua opinione in base a cio' che si evidenzia nel libro, anche tenendo presente le esperienze personali di chi, in un regime, ha in parte vissuto.""

Sicuramente Orwell in 1984 prendeva di mira tutti i regimi totalitari moderni. Poi si può discutere a lungo se si riferisse più allo stalinismo o al nazismo (un autore complesso come Orwell si può sempre interpretare in più modi).

Quanto al tuo vissuto credo (faccio un discorso molto generale) che l'Ungheria degli anni '80 fosse quasi più simile ad una social democrazia che ad una vera dittatura stalinista.

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

effettivamente ognuno che legge un libro o guarda un film può dare diverse interpretazioni.

Mi ricordo che tempo fa tu ebbi una polemica con un ragazzo (aveva un blog dove si faceva chiamare Matteo) riguardo al film Arancia meccanica.

Mi ricordo che questo ragazzo, Matteo, dava un'interpretazione di questo film che era l'opposto di quella che dava kubrick.

Lui sosteneva che il protagonista Alex non aveva nessuna possibilità di scelta ( quasi che si fosse trattato del personaggio di Carlitos del film "Carlito's Way" o del personaggio di Ugo Piazza del film "Milano calibro 9") nel fare quello che faceva: picchiare i vecchi, violentare le donne ecc.

Ti ho citato l'esempio limite di Matteo, perchè l'interpretazione di un libro (o anche di un film) non è una cosa meccanica, ma è molto soggettiva. Quindi è giusto che ognuno di noi abbia le sue idee (l'importante è essere in buona fede).

Ciao Davide

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

specifico qui sotto a chi mi riferivo.

Ciao Davide


davide said...
Cara Chiara,

forse questa volta credo di aver capito di chi parli. Mi viene il sospetto che costui abbia creato un nuovo blog

Ma no.

Esculappio e' chi ben sappiamo, mentre quello delle K - che non viene compreso da nessuno, neanche da se stesso perche' va troppo veloce, cosi' veloce, ma cosi' veloce da sorpassarsi da solo :-) - e' solo un ragazzetto che ama parlarsi addosso e che credeva di sbruffoneggiare qui. Quest'ultima persona, da un lato, mi fa anche tenerezza... si capisce da come e cosa scrive che le sue problematiche sono di altra natura rispetto a quelle che, invece, riguardano Esculappio ed i suoi 1000 addii.
Esculappio ha un comportamento cronicizzato che lo obbliga, in una coazione a ripetere, ad agire sempre nello stesso identico modo. Come una spirale che si allarga progressivamente ma che comunque, nella sua orbita, passa sempre in prossimita' dello stesso punto. Il ragazzino ha invece un comportamento (per ora) in linea retta. Procede avanti VELOCE senza curarsi degli altri e, quando si sente criticato, invece di farsi una seria autoanalisi, si KIUDE nella sua stanza cerebrale a rimuginare su KUANTO gli altri siano KATTIVI.

Il virtuale puo' essere strumento di crescita, oppure un paradiso artificiale, al pari della droga, in cui le persone deboli si rifugiano per aver sollievo da una vita che, spesso, non le soddisfa.

26 gennaio, 2008

Willyco ha detto...

Ma in che postaccio mi hai fatto andare con il tuo link?
Su 1984, non ci sono dubbi: è un grande libro. Ma è inserito in un sito revisionista francese, il cui accesso è impedito con una serie di filtri per chi vi acceda dalla Francia.

Non sto a dirti che sono d'accordo con tutto quanto hai scritto: sarebbe un contributo inutile. Ritengo, invece, utile segnalare il primo romanzo scritto da George Orwell: Giorni in Birmania, libro che acquistai usato per 1,00 $ nella libreria del mio albergo a Bagan. Viene descritta con cura la psicologia di quegli europei, mediocri quanto strafottenti, e della capacità di indignarsi di Orwell per l'ingiustizia che era la base dei rapporti sociali nelle colonie, ingiustizia a cui si vuole ricondurre, nelle nostre città provinciali, il rapporto con l'altro.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

""Ecco, soprattutto il terzo slogan non e' assolutamente in linea con quello che stato il mio vissuto e non solo il mio ma anche quello di mia madre. L'istruzione era uno dei punti cardini del sistema e tutti quanti eravamo stimolati verso il raggiungimento di quella piu' alta possibile.""

In realtà quanto hai detto sopra non mi convince molto.

Il paragone con la Germania nazista è difficile perchè quando Hitler andò al potere negli anni 30il sistema scolastico tedesco era il migliore del mondo e l'analfabetismo inesistente.

Quando Mussolini andò al potere in Italia l'analfabetismo era molto diffuso, soprattutto nel centro sud.

Il fascismo rese effettivo l'obbligo scolastico e impegnò parecchie risorse a favore dell'istruzione. Nel dopo guerra, nonostante l'Italia fosse stata rasa al suolo dalla guerra, fu forse il paese che più al mondo si sviluppò tanto da passare da paese agricolo ed arretrato a potenza industriale: questo fu possibile perchè c'era un capitale umano che si era formato prima della guerra.

Invece il fascismo non fece mai quello che fece il comunismo: cambiare i libri di storia secondo le convenienze del regime.

Il fascismo dava interpretazioni arbitrarie dei fatti storici ma non manipolava gli stessi.

Ciao Davide

davide ha detto...

Cara amica Modesty,

"ma quanta pazienza hai, chiara?!"

La pazienza è amara, ma il suo frutto è dolce.

Ciao Davide

modesty ha detto...

non sono la cara amica modesty - per nessuno. e meno che mai per uno come te.
leggendoti, mi viene sempre la nausea. non so neanche io perchè - non ho motivo per cui ciò accada. ma tant'è...
:) non lo faccio mica a posta.

Flyingboy ha detto...

@Davide

Il fascismo dava interpretazioni arbitrarie dei fatti storici ma non manipolava gli stessi.

http://www.youtube.com/watch?v=jF5kMVIolYw&feature=related

Deutsche Studenten: Wir haben unsere Handeln gegen den undeutschen Geist gerichtet; übergebt alles undeutschen dem Feuer, gegen Klassenkampf und Materialismus, für Volksgemeinschaft und idealistische Lebenshaltung. Ich übergebe dem Feuer die Schriften von Karl Marx und Kautsky.

Gegen Dekadenz und moralischen Verfall! Für Zucht und Sitte in Familie und Staat! Ich übergebe dem Feuer die Schriften von Heinrich Mann, Ernst Glaeser und Erich Kästner.

Gegen Gesinnungslumperei und politischen Verrat, für Hingabe an Volk und Staat! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Friedrich Wilhelm Förster.

Gegen seelenzerfasernde Überschätzung des Trieblebens, für den Adel der menschlichen Seele! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Sigmund Freud.
Gegen Verfälschung unserer Geschichte und Herabwürdigung ihrer großen Gestalten, für Ehrfurcht vor unserer Vergangenheit! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Emil Ludwig Kohn und Werner Hegemann.


Gegen volksfremden Journalismus demokratisch-jüdischer Prägung, für verantwortungsbewusste Mitarbeit am Werk des nationalen Aufbaus! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Theodor Wolff und Georg Bernhard.

Gegen literarischen Verrat am Soldaten des Weltkrieges, für Erziehung des Volkes im Geist der Wahrhaftigkeit! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Erich Maria Remarque.
Gegen dünkelhafte Verhunzung der deutschen Sprache, für Pflege des kostbarsten Gutes unseres Volkes! Ich übergebe dem Feuer die Schriften des Alfred Kerr.


Gegen Frechheit und Anmaßung, für Achtung und Ehrfurcht vor dem unsterblichen deutschen Volksgeist. Verschlinge, Feuer, auch die Schriften der Tucholsky und Ossietzky!

davide ha detto...

Caro amico Flyingboy,

Mi riferivo al caso del fascismo italiano. So bene che il nazismo manipolava i fatti storici.

Ciao Davide

davide ha detto...

Cara amica Modesty,

"leggendoti, mi viene sempre la nausea"

Io invece ti leggo sempre con piacere.

Ciao e un bacio

Davide

Ev@ ha detto...

Stalinismo è una parola che assume un connotato politico, fuorviante perché di parte. Prendendola per buona è un espressione usata per esprimere la decadenza paranoica di un sistema. Ma razionalmente è lecito chiedersi il perché si era sviluppato quel sistema, perché era così mostruoso?
Vediamo...
Nell’europa occidentale vi fu, dalla fine degli anni 20, la necessità di fronteggiare l’espansione democratica dell’idea a sostegno della rivoluzione d’ottobre. L’argine a quest’idea sviluppò in Germania un movimento politico di cui la Wermacht & Luftwaffe sarebbero state espressione ferocemente aggressiva: il nazismo. Fondato su quanto espresso in un libretto scritto dal suo capo carismatico intitolato “Mein Kampf”, dove vi è affermato che la fortuna del reich (la risoluzione dei problemi economici della Germania di Weimar) sarebbe stata “verso est”.
A questo punto, immedesimandosi con qualcuno che è “a est” si può provare a immaginare come si reagisce sapendo che chi ha scritto Mein Kampf è nominato capo di un governo di un paese potente, osservare come consolida il suo potere, osservare come reagisce il suo popolo, osservare certi primi fatti militari della seconda guerra mondiale. Si capisce benissimo così che il nazismo era effettivamente ad est che mirava. E non certo per fare scorte di neve (come vorrebbero farci credere a volte) ma per impadronirsi di ricchezze fondiarie, petrolifere ed altro. Tanto concrete che a tutt’oggi danno origine a conflitti che per noi, in Italia, che nulla sappiamo di dove passano risorse e gasdotti, appaiono remoti.
Ora, se io sono Stalin, siccome sono “semplice” e non “complesso” come Trotsky, magari affermo l’idea che se devo fronteggiare un brutto “Godzilla Nero” (come il nazismo) devo preoccuparmi di diventare, e presto, una specie di Godzilla a mia volta. Forse si potrebbe fare altrimenti, ma il Godzilla Nero che mi aggredisce, sfoderando argomenti razziali, dimostra che usare barlumi di ragione è solo tempo perso. Quindi devo mettermi, e alla svelta, a pensare qualcosa di efficace. Sono in grado di costruire un Godzilla Rosso? Si? Allora che aspettiamo?
Stalingrado, che si vuole solo obiettivo esoterico è lì a dimostrare come vi si impegnò il meglio della citata Wermacht e Luftwaffe. Ma è una battaglia lontana e nulla ci frega. A noi tutto è lontano e pazzesco.
Comunque, a Stalingrado uno dei due Godzilla soccombe. Adesso, distratto pubblico, il Godzilla Rosso vincente, secondo voi, si prende l’applauso e si ritira dallo sport?
Ovviamente no, il Godzilla Rosso ha sofferto vuole la sua ricompensa. Procede feroce tanto da far paura ad ovest e viene sbarrato. Interrotto, comincia a pagarsi con l’immediato sotto di se, (che so, pascolando in Romania, Ungheria e Cecoslovacchia, per es.) poi occupandosi di altre periferie, sfoderando via via ragioni sempre più pazzesche per dimostrare la necessità della sua godzillesca esistenza.
Però fondamentalmente rimane un rapace predatore: il Godzilla, anche se Rosso, era stato creato per combattere un suo simile e il predatore è sempre incapace di predisporre le condizioni per la sopravvivenza (lui preda, non coltiva). Lo sfacelo è inevitabile e quel che è successo, poi, è abbastanza noto. L’errore è pensare che ciò possa avvenire solo lì dov’è avvenuto, in quanto “quella gente” avrebbe la tristezza nel suo DNA. Questo è latente razzismo, ma per noi, che il razzismo lo abbiamo appreso da Hollywood, o è bianco/nero o non lo sappiamo classificare.

Flyingboy ha detto...

@ Ddavide

Mi riferivo al caso del fascismo italiano. So bene che il nazismo manipolava i fatti storici.

http://it.wikipedia.org/wiki/Censura_fascista#Roghi_di_libri_nel_1938

Ev@ ha detto...

Per la necessità di sopravvivenza dell’idea sociale maschia, il conflitto europeo è liquidato come un qualcosa di pazzesco perché generato da due cose pazzesche: il nazismo e, per simmetria, il comunismo. Quindi è descritto schematizzato nella lotta tra un gigantesco mostro nero e un gigantesco mostro rosso. Ciò permette di ri-sviluppare l’ aggressività, che continuiamo a coltivare perché ritenuta naturale, che le occidentali menti sfogano dando vita a rettili più piccoli e scattanti: i Velociraptor, talmente aggressivi e agili da scagliarsi contro ogni cosa considerata commestibile. Inoltre, non essendo ammantati di ragioni politiche ma da ragioni esclusivamente fameliche, tali mostricciatoli legittimamente possono scatenarsi anche contro il vecchio e malato Godzilla Rosso (si, quello di prima, il sopravissuto allo scontro titanico della 2a guerra mondiale). Il vecchio dinosauro, ridottosi a una carcassa con le sue stesse fauci, era comunque capace ancora di incutere paura e fu dilaniato nell’arco di pochi anni. Per orgoglio, questi nuovi predatori furono acclamati per aver svolto un’operazione ecologica.
Tra questi mostriciattoli, in Italia se ne era affermato uno particolare che venne classificato, per distinguerlo, con il nome di Velociraptor Ridens. Questo per via di un difetto delle plastiche con cui è costruito che fa si che abbia una faccia che sembra sorridere anziché il solito generico “esibire fauci”.
Comunque, l’esemplare era talmente efficace che tanti mostriciattoli dei suoi dintorni erano disposti a chiamarlo “capo”. Così sommariamente ordinati, tali rettili avevano trangugiato il “mercato locale” e fatto tentativi di conquista del mondo, direzione Ovest-Nord/Ovest, secondo una ricetta che tra loro in gergo era stata detta “mai più neve di pianura”.
Tutto era divertente e il fatto che il V. Ridens avesse una sua idea sociale era ritenuto innocuo. Poi, quest’idea, qualunque fosse, doveva essere qualcosa di ben diverso dell’idea sociale del Godzilla rosso della quale ci venivano mostrati continuamente gli schifosi brandelli. Ciò impediva di riflettere che in sostanza era un rettile che sparlava di un altro rettile e ci si soffermava, invece, sul fatto che è cosa differente il fatto che una sia una bestia grande, grossa e lenta, mentre l’altra è piccola e veloce. Poi non abbiamo tempo per riflettere e poi ci sono i successi, che danno una piacevole ebbrezza. Cade inosservato come gli altri Velociraptor che sono altrove (che si presumevano un po’ tonti), invece sono bestie ancora più brutte e si glissa come il Velociraptor Gallicus e il Velociraptor Espanicus abbiano sloggiato dal loro territorio il poco convincente rettile italiano che invece, in patria, e trattato da trionfatore perchè ha un album fotografico pieno di immagini sue mentre gioca con un Velociraptor Texanicus e con un Velociraptor Sovieticus che, in base alla storia, potrebbero essere le specie a dominare presto il pianeta.
Tutta questa retorica d’immagini distrae dal fatto che il Velociraptor Ridens è solo un predatore feroce. Ne faranno per prime le spese le ballerine-rettili a incauta coreografia dei banchetti commemorativi, che si racconta come in gran numero passavano da sorridenti aspiranti protagoniste allo status di antipasti e salatini per l’Happy Hour.

Ev@ ha detto...

Morale della favola, quando un sistema ha un anima da rettile predatore, ovvero il suo interesse è tutto nel fagocitare, gente e risorse, è inevitabile che il suo habitat decada, in quanto nessuno sarà mai disposto a fare, dentro un sistema dove invece la parola d’ordine è solo predare. Questo corruppe l’armata rossa, corruppe “l’idea” e corrompe oggi tante imprese. Il si salvi chi può con tutti i suoi rigagnoli, implicito nell’epilogo, e detto, impropriamente “stalinismo”. Stalinismo è improprio perché tale vocabolo pretende di rendere il fenomeno tipico e confinato in un altrove. Insomma, tale vocabolo implica la manipolazione del concetto. Perché predare, a qualcuno conviene. E invece sono affari nostri come la decadenza data dal fatto che nel territorio si aggirano solo predatori, oggi, è più nostra che di altri. E questo avviene solo perché vi è la manipolazione che ci fa credere che da noi, questo, non sta accadendo.

Saluti.

davide ha detto...

Caro amico Flyingboy,

so benissimo che sotto il fascismo c'era la censura: si trattava di un regime totalitario non di una democrazia. Solo che il fascismo italiano non manipolava i fatti storici (nel senso che non cambiava di continuo i fatti storici come faceva lo stalinismo).

Ciao Davide

Ev@ ha detto...

@Davide
"Il fascismo non manipolava i dati storici"

Sono solo dettagli, Davide. Il fascismo non ha fatto in tempo a decadere come l'Unione Sovietica post bellica. Ne conosciamo soprattutto l'entusiasmo, specie architettonico. Il razionalismo, in Italia, è volgarmente detto "architettura fascista" (vedi "casa del fascio" - Como). Si sa che è nato ad est? Mi sa di no...

Saluti

davide ha detto...

Cara amica Eva,

"Sono solo dettagli, Davide. Il fascismo non ha fatto in tempo a decadere come l'Unione Sovietica post bellica."

Non credo che il fascismo italiano sarebbe finito come è finito il comunismo.

Probabilmente sarebbe successo quello che è accaduto in Spagna dopo la morte di Franco o in Portogallo dopo la morte di Salazar.

In realtà fino a che Mussolini non si è messo sciaguaratamente a copiare tutto quello che faceva Hitler, il fascismo era una dittatura non tanto feroce.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

@Chiara scrive:

...durante gli anni del socialismo reale


Mi spieghi che significa "socialismo reale"? perche' io mi innervosisco sempre quando sento questa espressione.
Che intendi esattamente? il socialismo in un solo paese? l'estratto dello stalinismo?
E' una di quelle espressioni che sembrano state forgiate apposta per discreditare, una propaganda implicita nascosta nascosta nel linguaggio.
Come a dire che non puo' esserci un'altro socialismo al di fuori quello, perche' sarebbe "irreale", o per usare una parola piu' conosciuta nell'ambiente "utopico".
Bada bene che non ce l'ho in alcun modo con te, so benissimo che quel termine e' usato moltissimo all'interno della "sinistra" ( e uso le virgolette perche' anche qui dovremmo specificare di chi stiamo parlando...)


PS:
So che mi avevi detto di non scrivere piu' ma domani parto per lavoro e non so quando tornero', forse a febbraio, quindi io scrivo se non lo pubblichi fa lo stesso, non preoccuparti che alla fine non fa alcuna differenza.

:-)
ciao e buon inizio di anno nuovo, almeno speriamo :-)

Neelps

Ev@ ha detto...

@Davide

Di fatto, anche se io sono convinta di si, non si può dire che il fascismo avrebbe fatto ciò che è successo in Unione Sovietica... la politica non si fa con i condizionali. Non si fa, però, nemmeno con i trucchetti linguistici e logici ed è facile dimostrare che l'equazione comunismo=stalinismo=rovina è solo una montatura comoda per gli avversari politici per svilire l'idea che il comunismo rappresenta.

Al di là della speranza che il gioco di parole tenga per sempre, la rovina, ovvero lo stalinismo, altro non è stato che la deriva di un apparato politico-militar-burocratico fatto di molti uomini con tanti posti chiave per governare un territorio immenso e una moltitudine di persone, un "tutto" da difendere dalla belva feroce come la "macchina" politico-militare messa su dal nazismo. Tra l'altro, un sistema che vinse la sua battaglia (e la vinse anche per me) contro il mostro nazista.

Nonostante questa mia certezza d'appartenenza, per motivi lunghi da spiegare, ritengo che in politica è sempre auspicabile che vi siano più parti che entrano in contrapposizione tra di loro: la contrapposizione è creativa mentre l'ossequioso asservimento no. Quindi io ritengo opportuno e profiquo un dialogo tra persone "di sinistra" e altre "di destra". Dialogo, non atteggiamenti intimidatori come quelli degli scimmioni di 2001 Odissea nello Spazio.

E' anche una questione di salute: se vi è conformismo, ogni sistema (coppie comprese) decade e può farlo in tanti modi, fino all'estremo di esattamente com'è decaduta la forma di governo instaurata, quella volta, da Stalin.
Lo schema era semplice, poi: un uomo solo, uno stretto entourage e uno sconfinato seguito di avidi leccaculo. Risultato: un disastro.

Ora, arrivando al nostro presente, penso a come sono cambiati tempi, mode e modi... e... pensa te che effetto può farmi sentirmi cittadina di un paese dove tutto gira intorno a un "lui", dove ogni dissenso è ridotto a termini di "amore" o "odio" verso di "lui"...

Insomma, a me, tutto ciò sembra, né più né meno, un disastro.

Saluti.

davide ha detto...

Cara amica Eva,


"@Davide
Di fatto, anche se io sono convinta di si, non si può dire che il fascismo avrebbe fatto ciò che è successo in Unione Sovietica... la politica non si fa con i condizionali. Non si fa, però, nemmeno con i trucchetti linguistici e logici ed è facile dimostrare che l'equazione comunismo=stalinismo=rovina è solo una montatura comoda per gli avversari politici per svilire l'idea che il comunismo rappresenta""

Non era questo il mio scopo.

Io ho solo fatto notare che Stalin è stato l'unico che è riuscito a far funzionare il comunismo. E' solo una constatazione storica niente di più.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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