domenica 6 dicembre 2009

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Mafie

La mafia e' un'associazione criminale che fa del delitto un credo politico. Ogni mafia, indipendentemente da quale sia il contesto territoriale nel quale agisce e la cultura nella quale si esprime, usa la stessa strategia: desidera essere nelle grazie del potere politico dominante e vuole colludere con tale potere. Percio' ama il potere poroso, penetrabile, corruttibile, ricattabile perche' e' attraverso questa "porosita'" che fornisce favori e ne riceve in contraccambio. E quando si considera tradita si vendica: con le bombe, con l'accusa di correita' e col ricatto.

La Organisazija, la mafia russa, esisteva gia' prima della rivoluzione, ma fu sgominata negli anni '40 dal regime comunista. E' tornata in auge e si e' rafforzata moltissimo, dalla caduta del muro fino ai giorni nostri, grazie soprattutto alla connivenza con uomini politici che, dagli anni della grande svolta "democratica", hanno governato la Russia.

Nel 1994 Vladimir Podatev, un famoso "vor v zakone" con tre precedenti condanne per furto, rapina a mano armata e stupro, venne nominato membro della Commissione per i Diritti Umani. La sua candidatura venne scelta e controllata dal dipartimento del personale dell'amministrazione presidenziale di Boris Eltsin.

La storia di Podatev, detto "Poodle" (barboncino) e' poco nota. La sua figura appare subito dopo il tracollo dello stato sovietico quando la nuova fase permette l’emergere di quel mondo parallelo e sommerso, cresciuto all’ombra del potere politico, che ad un certo punto si presenta come reale alternativa organizzativa, morale ed economica al vecchio sistema. Puntando sullo scontento e sull'antagonismo con il passato regime comunista, Podatev trova l'appoggio della popolazione ed inizia la propria attivita' imprenditoriale fondando la societa' per azioni Svoboda, che come attivita' ha quella di vendere consulenze per risolvere controversie giuridiche, garantendo l’esecuzione del verdetto.

Nel 1993 compie un notevole salto di qualita' fondando la societa' Edinstvo con filiali in Usa, Canada e Spagna. L’ascesa economica, l’appoggio della popolazione e i risultati ottenuti nella sicurezza pubblica e sociale, permettono a Podatev di accattivarsi la simpatia delle istituzioni fino all’ingresso ufficiale nelle stanze del potere statale, appunto, nel 1994.

In qualita' di membro della Commissione per i Diritti Umani, Podatev puo' dunque contattare i rappresentanti ONU direttamente a Ginevra. E negli USA, con queste credenziali, ha incontrato negli anni scorsi senatori e rappresentanti politici, nonche' Vyacheslav Ivankov, detto "Yaponchik" (giapponesino), ritenuto fino alla sua morte tra i massimi esponenti criminali e controllore di varie imprese, nella stessa Russia e negli Stati Uniti.


Nella foto: Vladimir Podatev con la divisa di Atamano Supremo della Societa' Mondiale dei Cosacchi.

13 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

in realta le mafie sono presenti in molti paesi, dalla Russia, al Giappone, alla Cina fino ad arrivare all'Italia.

Nei regimi dittatoriali è più facile combattere le mafie. Tu hai citato l'URSS di Stalin, ma anche l'Italia di Mussolini riusci a battere la mafia. In genere i regimi totalitari combattono le mafie non per giustizia, ma perchè potrebbero rappresentare dei contro poteri.

Più modestamente anche il nostro vituperato Maroni da quando è al dicastero dell'interno ha fatto molto contro le mafie.

Naturalmente rimane tantissimo da fare, ma credo che fra tante cose sbagliate che ha fatto, almeno questo merito al povero Maroni dobbiamo riconoscerglielo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Più modestamente anche il nostro vituperato Maroni da quando è al dicastero dell'interno ha fatto molto contro le mafie.

Ciao Cornacchione... :-))
Mi fai davvero sbellicare. :-))
Hehehe... sempre il solito sei. :-))

davide ha detto...

Distinta Chiara,

i dati della lotta alla mafia sono questi:

""dall'inizio della legislatura, più di diecimila i beni che sono stati sequestrati alla criminalità organizzata, per un valore pari a 5.629 milioni di euro. Quasi duemilasettecento quelli confiscati che, se si monetizzassero equivarrebbero a 1.753 milioni di euro con un incremento rispetto a diciotto mesi fa del 364%.


Ma il dato che sottolinea maggiormente l'impegno delle forze dell'ordine nel contrasto alla mafia è quello relativo agli arresti: a fronte delle 377 operazioni di polizia giudiziaria (l'incremento rispetto a maggio 2008 è del 53%), sono scattate le manette per 3.630 malavitosi, con un aumento del 22% rispetto a quando si è insediato il governo Berlusconi, ai quali si aggiungono i 282 latitanti (più 87%).


Sempre analizzando le quattordici pagine intitolate "Lotta alla mafia: azioni e risultati del governo Berlusconi", emerge che, fino alla fine di ottobre, la camorra ha pagato le perdite maggiori in termini di arresti: dei 3.630 delinquenti, ben 1.465 uomini legati alla malavita campana si sono visti spalancare le porte della prigione. A ruota sono seguite "Cosa Nostra" con 916 arresti, la 'ndrangheta con 751 e da ultima la criminalità pugliese con 498 persone. Cifre di cui il governo si fregia e che il ministro Maroni commenta: «Ogni giorno, compresa la domenica, sono stati arrestati mediamente 8 mafiosi». Senza contare che, proprio nell'ottica di eliminare collusioni mafiose nelle pubbliche amministrazioni, l'esecutivo ha sciolto 13 Consigli comunali, contro gli otto dello stesso periodo del governo precedente.


Da ultimo quello di San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli, commissariato giovedì scorso proprio perché erano state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità. Il giro di vite nei confronti della malavita, riserverà ancora sorprese dato che il governo sta elaborando un piano straordinario antimafia in dieci punti che dovrebbe caratterizzare la seconda parte del mandato. Una serie di normative raccolte in uno specifico testo unico che, oltre a riprendere le leggi 125 del 2008 e 94 del 2009, mira a potenziare l'aggressione ai patrimoni mafiosi e a contrastare le infiltrazioni negli appalti pubblici.


È prevista poi una mappa nazionale delle organizzazioni criminali e la velocizzazione delle procedure di rilascio della certificazione antimafia, fino ad arrivare all'estensione del "modello Caserta", ovvero quel dispositivo di contrasto che ha permesso di ottenere positivi risultati nella lotta alla camorra in Campania. Intanto, per arginare il chiacchiericcio creatosi attorno alle dichiarazioni di Spatuzza il centrodestra annuncia la sua replica per mercoledì prossimo, affidandosi a una conferenza stampa dal titolo "L'antimafia dei fatti, l'azione del centrodestra contro la criminalità organizzata" alla quale parteciperanno, tra gli altri, Maroni e il collega, ministro della Giustizia, Angelino Alfano.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

i dati della lotta alla mafia sono questi:

Bravo Cornacchione :-)))
Grazie al tuo parallelismo, dittature totalitarie che sconfiggono la mafia e Maroni, scherzando scherzando hai lanciato un messaggio mica tanto da ridere. :-))

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Grazie al tuo parallelismo, dittature totalitarie che sconfiggono la mafia e Maroni, scherzando scherzando hai lanciato un messaggio mica tanto da ridere. :-))""

Io ho solo citato dei dati che nessuno può smentire.


Naturalmente il fatto che Maroni abbia fatto delle cose buone contro la mafia, non lo esime certo da critiche per tutte le cose sbagliate che ha fatto in altri ambiti.

Quanto a Maroni nei panni del dittatore non lo vedo: farebbe ridere anche le galline.



Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Io ho solo citato dei dati che nessuno può smentire.

Infatti. Ed io dico anche che col tuo parallelismo (Mussolini- Stalin - lotta alla mafia - Maroni) hai detto scherzando quello che molti oggi pensano.

Quanto a Maroni nei panni del dittatore non lo vedo: farebbe ridere anche le galline.

Infatti. Come non vedrei Stalin o Mussolini a fare i ministri degli interni. A ciascuno il suo compito. Sei davvero arguto a "mettere li'" quasi per caso concetti condivisibilissimi. Bravo! :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

""Bravo! :-)""

Grazie. Questa è la prima volta che mi dici bravo: sono veramente commosso.

Ciao Davide

Gio ha detto...

Il fascismo ha combattuto la mafia fino a un certo punto. Quando si sono andati a toccare i mafiosi 'potenti' il prefetto di ferro è stato mandato a casa, e nel giro di poco la situazione torno' come e peggio di prima.

mario ha detto...

Bravo Davide!

rossoallosso ha detto...

ma di che andate cianciando ,la mafia non esiste,la volete capire o no!!e' una scusa che hanno inventato i politici per esorcizzare se stessi.;-)

davide ha detto...

Caro amico Gio,

""Il fascismo ha combattuto la mafia fino a un certo punto. Quando si sono andati a toccare i mafiosi 'potenti' il prefetto di ferro è stato mandato a casa, e nel giro di poco la situazione torno' come e peggio di prima.""

In realtà durante il fascismo la mafia fu resa, per cosi dire, inoperativa.

Furono gli americani nel 1943 che si servirono dei mafiosi (italiani e americani) per conquistare la Sicilia.

Ciao Davide

Alberto ha detto...

Qualcuno fa differenza fra capitali puliti e capitali sporchi. Non sono d'accordo. I romani dicevano "pecunia non olet" il denaro non puzza.

sassicaia molotov ha detto...

"Più modestamente anche il nostro vituperato Maroni da quando è al dicastero dell'interno ha fatto molto contro le mafie."

Cos'è, "L'angolo del buonumore" o sei semplicemente idiota?

P.S. Se ti senti offeso cazzi tuoi. Impara cos'è una lotta alla mafia e poi ripassa.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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