domenica 27 dicembre 2009

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La confraternita dell'odio ed il fascismo che non c'e'

Gaetano Quagliarello ha scritto: Questo e’ lo sbocco di una campagna d'odio che si e’ protratta per mesi e mesi. Se ci sono giornali-partito che mandano in stampa numeri monografici infarciti di menzogne; se ci sono trasmissioni televisive che mettono in scena processi mediatici in prima serata; se c'e’ addirittura chi come Di Pietro in un momento del genere giunge ad additare Berlusconi come l'istigatore, c'e’ poco da stupirsi e anzi c'e’ da ringraziare che non sia accaduto di peggio. Per mesi abbiamo segnalato inascoltati a quale deriva si stesse andando incontro: nessuno ha voluto prendere le distanze da tutto questo, e addirittura si sono immaginate 'union sacrée' in nome dell'antiberlusconismo. Le responsabilita’ sono chiare, e non basteranno ipocrite parole di solidarieta’ a posteriori a farle venire meno. Il corpo elettorale, al momento opportuno, sapra’ giudicare.

Fabrizio Cicchitto ha detto: A condurre questa campagna e’ un network composto dal gruppo editoriale Repubblica-L'Espresso, dal quel mattinale delle Procure che e’ il Fatto, da una trasmissione di Santoro e da un terrorista mediatico di nome Travaglio, oltre che da alcuni pubblici ministeri, che hanno nelle mani alcuni processi, tra i piu’ delicati sul terreno del rapporto mafia politica e che vanno in tv a demonizzare Berlusconi.

Luciano Canfora ha detto: Ricordo che nei primi anni ‘90 Berlusconi e Fini tracciarono un bilancio positivo del fascismo fino alle leggi razziali del ‘38. E' una frase buffa, perche' il fascismo sin dal ‘19 proclamo' di essere razzista. Un dato che non puo' essere camuffato.

Silvio Berlusconi ha detto: Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, Mussolini mandava la gente a fare vacanza al confino.

Marcello Veneziani ha scritto: D’ora in poi chiunque definisce regime fascista il governo Berlusconi si assume la responsabilita’ politica e civile di mandante morale delle aggressioni subite da Berlusconi e di ogni altro eventuale attentato.

Furio Colombo ha scritto: La descrizione di Veneziani e’ piuttosto sorprendente. Destra o non destra, il vanto dell’autore e’ di essere persona libera da precetti e regole di partito. In generale credo che sia vero. Ma qui siamo di fronte a una brusca sterzata logica. Basta applicare la regola Veneziani a qualunque altro argomento politico o extra politico e chiunque diventa responsabile di cio’ che critica, respinge e condanna. E’ vero, circolano idee logicamente improbabili, anche di fonti autorevoli, tipo “un legame d’amore fra due persone dello stesso sesso e’ una minaccia per la famiglia tradizionale”. Ma non e’ una ragione per estendere argomentazioni ovviamente prive di fondamento logico ma anche estranee al percorso della democrazia. Ma se Veneziani avesse ragione, gia’ adesso si potrebbero incriminare come mandanti del gesto di Milano innumerevoli uomini e donne di cultura, almeno un premio Nobel, alcuni scrittori tra i piu’ tradotti nel mondo, quasi tutti i comici italiani, l’intero staff del settimanale finanziario inglese The Economist. Ma il vero problema che Veneziani ci propone e’: non possiamo dare del fascista a Berlusconi per rispetto del fascismo o per rispetto di Berlusconi? La domanda e’ importante in un saggio o in una tavola rotonda. Nella vera vita fascisti con tutti gli ornamenti del caso sono gia’ attivi nella parte del mondo che ha scelto Berlusconi come leader. E Berlusconi ha gia’ detto che il fascismo trattava bene i suoi avversari e invece di farli licenziare (come fa Berlusconi) li mandava in villeggiatura (i falsari della Storia dicono “confino politico”). Viviamo in un tetro momento della storia italiana gremita di fascismo di ritorno. Non risulta che Berlusconi abbia mai fatto un minimo gesto di repulsa specialmente sotto elezioni. Allora? Allora se proprio Veneziani ci tiene a non parlare di fascismo potrebbe usare, con buone risorse di cronaca e di storia, il riferimento ai nomi di Francisco Franco, di Salazar, di Fulgencio Batista, di Papa Doc, di Baby Doc, di Peron (nel nostro caso senza Evita). Il gioco potrebbe continuare, ma e’ importante restare al punto. Qualunque paese in cui dare la tua opinione su un governo vuol dire essere mandante di un azione contro quel governo, non e’ un paese libero.

George Orwell ha scritto: Il programma dei Due Minuti d'Odio cambiava ogni giorno, ma Goldstein ne era sempre l'interprete principale. Era il traditore per antonomasia, il primo ad aver contaminato la purezza del Partito. Tutti i crimini commessi successivamente contro il Partito, tutti i tradimenti, gli atti di sabotaggio, le eresie, le deviazioni, erano un'emanazione diretta del suo credo. Egli era tuttora vivo in qualche parte del mondo, a tramare le sue cospirazioni. Forse si trovava in qualche Paese al di la’ del mare, al soldo e sotto la protezione dei suoi padroni stranieri. Forse, cosi’ correva talvolta voce, se ne stava nascosto nella stessa Oceania.
Winston avverti’ una stretta al diaframma. Non riusciva a guardare la faccia di Goldstein senza provare un miscuglio di emozioni che gli dava sofferenza. Goldstein aveva uno scarno volto da ebreo, incorniciato da un'ampia e crespa aureola di capelli bianchi e da una barbetta caprina: un volto intelligente e pero’ in qualche modo spregevole, al quale il naso lungo e sottile, su cui poggiava un paio di occhiali, conferiva una certa aria di demenza senile. Sembrava la faccia di una pecora, e anche la voce somigliava a un belato. Ora Goldstein stava rivolgendo il solito attacco velenoso alle dottrine del Partito, un attacco cosi’ eccessivo e iniquo che non avrebbe tratto in inganno neanche un bambino e pur tuttavia plausibile quanto bastava a trasmettere l'allarmante sensazione che potesse far presa su persone sufficientemente credule e ingenue. Insultava il Grande Fratello, denunciava la dittatura del Partito, esigeva la rottura immediata della pace con l'Eurasia, chiedeva a gran voce liberta’ di espressione, liberta’ di stampa, liberta’ di associazione, liberta’ di pensiero, con toni isterici urlava che la Rivoluzione era stata tradita, parlando concitatamente ed esprimendosi in uno stile polisillabico che suonava come una parodia del modo di parlare tipico dei membri del Partito e nel quale non mancava, addirittura, qualche parola in neolingua. A dire il vero, ne conteneva piu’ di quante un membro del Partito ne avrebbe usate normalmente. Nel frattempo sul teleschermo alle sue spalle, per sciogliere ogni dubbio sui fini reconditi del suo capzioso sproloquio, marciavano le sterminate colonne dell'esercito eurasiatico: una fila dopo l'altra di uomini massicci, con inespressive facce asiatiche, che passavano a ondate sulla superficie dello schermo e poi sparivano, solo per essere subito sostituiti da altri uomini perfettamente uguali a loro. Il passo battuto dagli stivali dei soldati, monotono e ritmato, faceva da sfondo sonoro alla voce belante di Goldstein. […]
E pero’ era strano che, sebbene Goldstein fosse il bersaglio dell'odio e del disprezzo collettivo, sebbene ogni giorno e per migliaia di volte, dall'alto di un podio o da un teleschermo, in libri o giornali, le sue teorie venissero confutate, fatte a pezzi, ridicolizzate ed esposte al pubblico ludibrio per quella spazzatura che erano, malgrado tutto cio’, la sua influenza non sembrava subire colpi. Vi erano sempre dei gonzi nuovi in attesa di essere sedotti da lui, ne’ passava giorno senza che la Psicopolizia smascherasse spie e sabotatori che agivano sotto le sue direttive. Era il comandante in capo di un enorme esercito ombra, di una rete sotterranea di cospiratori votati al sovvertimento dello Stato. Pare che si chiamasse la Confraternita.

21 commenti :

Debris ha detto...

Profondamente d'Accordo.

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,

non capisco perchè un uomo intelligente come Furio Colombo prenda sul serio quello che dice un Veneziani.

Naturalmente Veneziani è libero di dire quello che vuole, ma la sua parola vale come quella del signor nessuno.

Tu nel tuo post hai citato le frenacce che dicono gli esponenti della maggioranza, ma io potrei citartene altrettante che dicono quelli dell'opposizione.

Comunque l'Italia è un paese libero e tutti (maggioranza e opposizione) sono liberi di dire le fesserie che vogliono: sta a noi non prendere troppo seriamente certe nullità di politici.

Ciao Davide

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,

vorrei portare un contributo all'argomento di Pansa.

Ciao Davide

“Se ragioniamo a mente fredda sull’attentato subito da Silvio Berlusconi, vediamo emergere soprattutto tre lezioni. La prima è la più banale. Ma sta alla base delle decisioni che lo Stato deve prendere e che non ha mai preso. Sono misure dettate da una constatazione: il premier è vulnerabile, chiunque può ucciderlo. Domenica sera, se lo sciagurato Tartaglia avesse impugnato una pistola, invece che un mini Duomo di Milano, staremmo qui a scrivere il coccodrillo del Cavaliere, il suo necrologio. E due giorni dopo si sarebbe celebrato un altro funerale di Stato. Viviamo nell’Italia sfasciata del 2009. Dove il peggio può accadere da un momento all’altro (…).


Mentre lo scrivo, mi sento umiliato come cittadino. E mi domando che democrazia sia mai la nostra se il capo del governo è costretto a vivere in un bunker. La risposta la conosco: dopo la fase sanguinaria del terrorismo, stiamo ritornando a essere una società violenta, dominata dall’odio politico e spaccata in due. Proprio qui emerge la seconda lezione. Bisogna rassegnarci a riconoscere che il montare dell’odio fa dell’Italia un paese in guerra. Nessuna potenza straniera ci sta assalendo. La guerra ce la facciamo da soli, in casa nostra, tutti i giorni. È una caricatura della guerra civile che abbiamo già sofferto. Ma non meno pericolosa.

Prende forma in migliaia di piccoli gesti ribaldi. I quotidiani non li registrano. Però tutti sappiamo che ci sono. Ognuno di noi è un testimone di questo conflitto umorale, grottesco, malvagio. E prima o poi rischia di diventarne una vittima. A fomentare la guerra interna è soprattutto una parte politica: la sinistra, nelle sue tante forme. Qualcuno osserverà che anche la maggioranza di centro-destra ha le sue colpe. A cominciare proprio dal premier. Per come parla, per come si agita, per come replica alle offese, per come respinge le intimazioni degli avversari. Ma è un argomento che non regge. È soltanto fumo, nebbia artificiale, una cortina di bugie per nascondere la verità. E la verità sta sotto i nostri occhi, tutti i giorni, tutte le settimane, tutti i mesi. Dalla fine di aprile in poi, la sinistra ha deciso che soltanto la piazza può sconfiggere l’odiato Caimano. Nascono da questa pericolosa convinzione i cortei, le adunate, i No Berlusconi Day, le contestazioni violente. Come l’ultima organizzata contro il premier a Milano, poco prima dell’aggressione.

davide ha detto...

continua

Gli avversari usano dire che la gente di centro-destra è tutta di ingenui affascinati dalle promesse del Cavaliere, adorato come un Dio in terra. Qualche giorno fa, il nuovo leader del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, l’ha dipinta con un’immagine carica di disprezzo: tanti poveracci che seguono un miliardario capace soltanto di suonare il piffero. Bersani poteva risparmiarsi questa sciocchezza, per non fare torto alla sua fama di politico serio. Ma la lingua lo ha tradito. E ne è venuto fuori quello che il capo del Pd pensa davvero degli elettori di Berlusconi. Invece di provare a conquistarli, li diffama. Ecco un esempio di linea suicida.

Tuttavia, i “poveracci” affascinati dal piffero di Arcore sono gente pacifica. Non amano andare in piazza. Non fanno contro-cortei. Non organizzano agguati per colpire i nemici dei loro leader. Oggi l’attitudine alla violenza sta tutta da una parte sola. Non è nera, né azzurra, bensì rossa.

E si esprime non soltanto con le agitazioni di piazza. Trasuda anche dalle parole di qualche leader. Ne citerò uno solo: Antonio Di Pietro, un sinistro anche lui, sia pure anomalo. Domenica sera ha accusato il Cavaliere di aizzare la violenza, di essere un istigatore. Insomma di essere il mandante anche dell’aggressione compiuta dal Tartaglia. La stessa cosa ha ripetuto Rosy Bindi, ritenuta, a torto, la mente più lucida del Pd.

davide ha detto...

Continua


Purtroppo la sinistra italiana non ha fatto tesoro dei vecchi errori. Quando le Brigate Rosse uccidevano a più non posso, c’era sempre qualcuno che, al riparo di una bandiera con la falce e il martello, si affannava a giustificare il delitto. E ne godeva. Lo dico sulla base di quello che ho visto.

Quando spararono a Indro Montanelli, tutto il sinistrume italico urlò di felicità: finalmente quel destrone aveva ricevuto quel che meritava. Quando venne ucciso Carlo Casalegno, la stessa sera incontrai alla “Stampa”, il suo giornale, dei colleghi che ridevano. Persino dopo l’omicidio di Guido Rossa, operaio comunista, tanti dissero che se l’era cercata: aveva fatto la spia, denunciando un collega che in fabbrica diffondeva volantini brigatisti. E allora, grazie a Dio, non esisteva “Facebook”.

Qualche giorno fa, un dirigente del Pd che sta a fianco di Bersani mi ha confessato che il loro partito è tutto da costruire. In molte zone non esiste neppure. Per questo il segretario è contrario alle elezioni anticipate. E si augura che il Caimano governi sino al 2013. Ma anche il Pd di Bersani risulterà un fiasco totale, se non sarà capace di annullare il virus della violenza che infetta anche vaste aree della sua scalcinata parrocchia.

Infine c’è la terza lezione. Riguarda da vicino i media che da mesi conducono una campagna devastante contro Berlusconi. Dal 1945 in poi, nessun premier italiano è mai stato sottoposto a un pestaggio simile (…).

Nessuno di loro ha passato quel che sta passando il Cavaliere. A parte Moro, chiamato a pagare per tutti con il sequestro e l’assassinio voluti dalle Br. Ma il trattamento riservato a Berlusconi non ha precedenti. Voglio dirlo, pur non avendo mai votato per lui: giorno dopo giorno, si è costruito un mostro, predestinato a una fine violenta.

Dal 1994, ossia da quindici anni, la caccia mediatica al mostro di Arcore non ha mai avuto pause. In questi ultimi mesi, l’assalto è diventato ossessivo e feroce. Quotidiani, settimanali, talk show televisivi, anche su reti Rai, radio pubbliche e private, film, convegni, libri, vignette di satirici, hanno bollato Berlusconi in tutti i modi possibili.

Il premier è un Mussolini, un Hitler, un Videla, un Saddam Hussein, un razzista, un mafioso, uno stragista, un tiranno che uccide la democrazia, un golpista che stravolge la Costituzione, un monarca assoluto che merita di essere decapitato, l’Uomo Nero che vuole mangiarsi l’Italia. Insomma un vero e proprio linciaggio. Che ci siamo limitati a chiamare “la campagna d’odio”. Accettandola come l’inevitabile conseguenza della politica di centro-destra.

Questa campagna ha avuto un motore formidabile: il quotidiano “la Repubblica”. Sono stato uno dei primi a definirlo un giornale-partito. Ma non avrei sbagliato se avessi usato l’immagine, più dura, di giornale-fazione. Intriso di una faziosità che può coprirsi di ipocrisia. Come si constata nel leggere il fondo di ieri, firmato dal direttore, Ezio Mauro.

Sfogliare i numeri di “Repubblica” da maggio in poi, ci costringe a prendere atto di una verità che dà i brividi. Quando la missione di un grande giornale si riduce al dare la caccia a un uomo, tutto diventa lecito. E quando un mezzo matto attenta alla vita del mostro è inutile tentar di prendere le distanze.

Le parola stampate sono sempre pietre. A volte le pietre possono assumere la forma di un Duomo di Milano in miniatura. Ma la volta successiva possono diventare colpi di pistola. Un’idea per Natale? Regaliamo un buon giubbotto antiproiettile”

Gio ha detto...

Il ritorno in Italia quest'anno è stato veramente uno shock.
Mi sono reso conto che ormai qui si è proprio persa la ragione, e proprio quando servirebbe - da fuori non credevo.

Non c'è ragionamento politico, solo 'rissa'- in un modo o nell'altro, si finisce sempre e solo a parlare del Berlusca, perdendo di vista la situazione pesante in cui siamo.

Poco importa per me - per me la crisi non esiste, ma se penso ai poveracci che rischiano di ritrovarsi a terra, ecco che veramente mi sembra assurdo che si dia così tanta importanza al Berlusca - una manovra diabolica di cui secondo me c'è una ampia complicità di sinistra e destra.

Personalmente cercherò per un po' di tempo di non parlare più del berlusconesimo (sul quale ormai mi sto ripetendo: la semplicità della materia mi ha annoiato e ho preso atto del fatto che ad alcuni proprio non entra in testa), ma tenterò di indirizzare le mie energie di interpretazione politica sui veri problemi di cui si parla meno - la deriva razzista, il depauperimento della società, la riforma universitaria, lo stato del pubblico impiego ...

Che parli di questo Veneziani, che non si possa nascondere nelle pieghe del Berlusconesimo - dato per scontato che c'è chi pende dalle sue labbra quando si erge a paladino del Berlusca, che perda credibilità in altro modo.
Sono veramente avvilito.

Spero di resistere almeno una settimana ;-)

Cosa dici Klarissima, sbaglio? Sono veramente un po' sconvolto.

A presto Klarissima!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Comunque l'Italia è un paese libero e tutti (maggioranza e opposizione) sono liberi di dire le fesserie che vogliono: sta a noi non prendere troppo seriamente certe nullità di politici.

Quindi tu sei convinto che l'Italia sia davvero un paese libero solo perche' tramettono Anno Zero e fanno scrivere Travaglio...
Quindi tu neghi persino il fatto che l'Italia sia in circa 70ma posizione nella classifica della Liberta' di stampa, ben lontana da ogni altro paese civile.
Sul fatto poi che ti ostini a dire che in Italia non esiste odore di fascismo ti ricordo solo che non tutto avviene istantaneamente. Esiste un'evoluzione, all'inizio lenta e strisciante ma poi sempre piu' veloce ed aggressiva.
Anche la nascita della dittatura fascista e' avvenuta nel pieno rispetto delle norme, ma un popolo non idiota non smette mai di salvaguardare la propria liberta' e si allerta sempre nei confronti di chi accentra su di se' sempre piu' potere.

Flyingboy ha detto...

e' chiaro a tutti, da fuori le cose si vedono meglio:

http://www.youtube.com/watch?v=YGOA1la2qUs

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


"Quindi tu sei convinto che l'Italia sia davvero un paese libero solo perche' tramettono Anno Zero e fanno scrivere Travaglio..."

In realtà io noto che la maggior parte delle televisioni (io guardo soprattutto televisioni locali) sono molto severe con Berlusconi.


"Quindi tu neghi persino il fatto che l'Italia sia in circa 70ma posizione nella classifica della Liberta' di stampa, ben lontana da ogni altro paese civile."

Le classifiche si possono discutere.


""Sul fatto poi che ti ostini a dire che in Italia non esiste odore di fascismo ti ricordo solo che non tutto avviene istantaneamente. Esiste un'evoluzione, all'inizio lenta e strisciante ma poi sempre piu' veloce ed aggressiva.
Anche la nascita della dittatura fascista e' avvenuta nel pieno rispetto delle norme, ma un popolo non idiota non smette mai di salvaguardare la propria liberta' e si allerta sempre nei confronti di chi accentra su di se' sempre piu' potere.""

Francamente se ci fosse il minimo pericolo di fascismo sarei il primo a scendere in piazza.

Però sinceramente io questo pericolo non lo vedo.

Ciao Davide

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


""Anche la nascita della dittatura fascista e' avvenuta nel pieno rispetto delle norme""

Quando nel '22 Mussolini prese il potere in Italia operavano le squadracce fasciste (con la compiacenza della polizia) che compivano ogni sorte di violenza contro gli avversari politici.

Quindi parlare di rispetto delle norme mi sembra azzardato.

Non mi risulta che un solo esponente dell'opposizione abbia mai subito intimidazioni nell'Italia governata da Berlusconi.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Però sinceramente io questo pericolo non lo vedo.

Neanche nei primi anni '20 in Italia lo vedevano. A risponderti sara' Scalfaro ovvero un "vero uomo di sinistra". :-)

"Il fascismo all’inizio sembrava un governo come altri, ma nel 1924 (cito non forse le date più importanti, ma quelle che più mi colpirono e che ricordo con maggiore precisione) ci fu l’uccisione di Matteotti, il capo dell’opposizione che aveva denunciato in Parlamento i brogli dei fascisti. Avevo solo sei anni ma ricordo assai bene i cortei, le polemiche, le discussioni. Matteotti, a causa della sua coraggiosa opposizione, fu trovato massacrato a legnate vicino al Tevere, dove oggi c'è un cippo che lo ricorda. Si badi: un regime democratico non uccide gli oppositori e non li fa uccidere.
Fu così eliminato il diritto di esprimere un voto libero (non c’era ancora il voto alle donne, ma c’era già il suffragio universale maschile). Tale diritto venne eliminato con la pericolosa amabilità che sanno avere le dittature, che sembrano quasi dire: “caro cittadino, cerco di alleggerirti dagli impegni”! E in breve tempo il Sindaco si chiamò Podestà, il Presidente della Provincia si chiamò Preside... Io sono solito ricordare che allora frequentavo il ginnasio, nella mia città, Novara, e siccome il capo della scuola si chiamava preside quando mi spiegarono che anche il capo della Provincia aveva lo stesso nome rimasi perplesso, perché non capivo quale potesse essere la differenza.
E’ forse così grave cambiare dei nomi? I nomi si possono cambiare, ma spesso dietro ai nomi si celano fatti e la verità: infatti il Sindaco era eletto, il Podestà era invece nominato dall'alto; il Presidente della Provincia era eletto, il Preside era nominato dall'alto. Notate questa formula “nominato dall'alto”: occorre pensare se questo “alto” designa un potere legittimo oppure no. In realtà la dittatura fascista che aveva già calpestato fortemente i diritti del cittadino, non era più un'autorità legittima e quindi che legittimità aveva di “nominare dall’alto” delle persone per ricoprire delle cariche che il popolo avrebbe avuto il diritto di scegliere liberamente?
Venne poi la volta della libertà di stampa del tutto eliminata, i partiti ad eccezione di quello fascista furono dichiarati fuori legge e così pure i sindacati, tranne quello fascista.
1930. Capitò un fatto che ho vissuto in prima persona. Eravamo una famiglia come tante: papà, mamma e due figlioli, l’unico introito era quello di mio padre impiegato alle Poste. Era entrato alle poste dopo aver vinto un regolare concorso, che è un contratto tra lo Stato e il cittadino che risulta vincitore, dopo aver superato esami e aver presentato i titoli. Dopo anni che il cittadino ha prestato regolare servizio lo Stato inserisce una condizione mai inserita in precedenza e richiede pena il licenziamento l’iscrizione al partito fascista per tutti i dipendenti pubblici. Il licenziamento significava mettere sul lastrico molte famiglie, tanto è vero che quella iscrizione forzata generò delle tessere che furono chiamate “la tessera del pane”, perché effettivamente si era trattato di una costrizione vergognosa, è stato un passo illecito, antigiuridico, vergognoso, eppure fu fatto da un governo che poté imporlo..."

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


""e si allerta sempre nei confronti di chi accentra su di se' sempre piu' potere.""

Ti ricordo che nella nostra costituzione il capo del governo non ha quasi nessun potere. Sono più di 30 anni che si parla di dotare il capo del governo di poteri effettivi, come avviene i Germania o in Inghilterra.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Le classifiche si possono discutere.

Quella lista e' basata su uno studio serio fatto da un ente terzo che niente a a che vedere con la politica italiana. Si potra' discutere se si tratta di 70ma posizione o 65ma, ma per il resto, se si discute questa lista allora si discutono anche tutti i sondaggi e le notizie che tu riporti spesso in questo blog.

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


"Neanche nei primi anni '20 in Italia lo vedevano. A risponderti sara' Scalfaro ovvero un "vero uomo di sinistra". :-)"

Non metto in dubbio che negli anni '20 il fascismo fu sottovalutato. Quello che ho contestato è che il tutto sia avvenuto nel rispetto delle regole, perchè il fascismo si è servito della violenza per eliminare i suoi oppositori.

Berlusconi ha vinto e perso le elezioni democraticamente.

Mussolini ha vinto le elezioni perchè faceva manganellare tutti quelli che lo contrastavano.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non mi risulta che un solo esponente dell'opposizione abbia mai subito intimidazioni nell'Italia governata da Berlusconi.

Allora non hai letto questo post.
E l'editto bulgaro te lo ricordi?

Ti ricordo che nella nostra costituzione il capo del governo non ha quasi nessun potere

Esiste un equilibrio di poteri che in Germania o Inghilterra si basa su elementi diversi. Non si possono uniformare i sistemi. Pero' a questo punto mi rendo conto di stare a discutere con un chi ha l'obiettivita' filtrata dalla papiminkiaggine... per cui a cosa serve perdere tempo?
Hai detto la tua Davide, io ho detto la mia e nessuno di noi cambiera' opinione. E' genetico. Chiudiamola qui o rischieremo di annoiare.
A proposito, oggi sono 20 anni che hanno fatto fuori il dittatore rumeno. :-)

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


"Quella lista e' basata su uno studio serio fatto da un ente terzo che niente a a che vedere con la politica italiana. Si potra' discutere se si tratta di 70ma posizione o 65ma, ma per il resto, se si discute questa lista allora si discutono anche tutti i sondaggi e le notizie che tu riporti spesso in questo blog."


Probabilmente hai ragione, però da qualche parte avevo letto che questa classifica si basava, di fatto, sulle indicazioni dei maggiori giornali italiani (repubblica, corriere, stampa) che di certo non amano Berlusconi.

Ciao Davide

Gio ha detto...

Davide mi conforta: è INUTILE.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Francamente se ci fosse il minimo pericolo di fascismo sarei il primo a scendere in piazza.

Francamente (e te lo dico senza alcun intento offensivo), se gli italici dovessero affidarsi alla tua lungimiranza, starebbero freschi. :-)

Flyingboy ha detto...

Davide ha detto:

Non mi risulta che un solo esponente dell'opposizione abbia mai subito intimidazioni nell'Italia governata da Berlusconi.

http://www.youtube.com/watch?v=mTfgtYg1_3A

ti suggerisco di vedere tutte le 5 parti Davide.

Poi rileggi per promemoria il modus operandi fascista:

http://it.wikipedia.org/wiki/Censura_fascista

http://www.youtube.com/watch?v=oEC4gOwg3Gs

davide ha detto...

Caro amico Flyingboy,

molto prima di Berlusconi sono stati gli esponenti della sinistra, in particolare D'Alema, a querelare i giornali.

Quanto all'edito bulgaro non ha portato bene a Silvio perchè poi ha perso le elezioni.

So benissimo che Berlusconi ha fatto il corruttore, ma negli anni '80 tutti gli imprenditori lo facevano. Però quarda caso i giudici si concentrano sempre su una parte.

Su questo blog ho spesso fatto notare che i giudici non hanno inquisito allo stesso modo i comunisti, benche fossero ladri come glia altri. Nessuno dei lettori di Chiara ha mai contestato questo fatto. L'amico Willico ha provato a spiegare questo fatto con il diverso modo (più accorto) che avevano i comunisti di rubare.

La spiegazione di Willico però cozza contro il fatto che tutti, ma proprio tutti, nella prima repubblica sapevano che i comunisti partecipavano al banchetto dei finanziamenti illiceti ai partiti come gli altri partiti. E' strano che solo i giudici non si siano mai accorti di quello che capitava sotto il loro naso.

Ciao Davide

davide ha detto...

Illustrissima Chiara,


""Francamente (e te lo dico senza alcun intento offensivo), se gli italici dovessero affidarsi alla tua lungimiranza, starebbero freschi. :-)""

Credo di essere molto realista in certe cose. Penso che gridare al lupo al lupo, quando il lupo non c'è sia contro producente.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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