martedì 8 dicembre 2009

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Il silenzio dei non innocenti

E’ accaduto a Milano. Una signora nera americana, che era in compagnia della sua bambina, davanti alla scuola della piccola, e’ stata colpita in faccia da un pugno di un ragazzo italiano, spalleggiato e difeso da sua madre che intanto diceva "sporca negra di merda devi morire". Cio' che colpisce non e' tanto una storia che ormai fa parte della quotidianita' italica. Cio' che davvero riempie di stupore e disgusto e' il silenzio. Il silenzio dei presenti che hanno assistito al fatto, il silenzio di tutti. Furio Colombo, su "Il Fatto Quotidiano", descrive l'episodio in un articolo che condivido parola per parola.

«Ho provato un grande stupore prima ancora che rivolta, indignazione, umiliazione. Che la signora Priscilla Wikes, colpita dal pugno, sia una cittadina americana che lavora in Italia rende piu’ clamoroso il fatto per la capacita’ della vittima di narrare e spiegare senza l’ombra di un lamento e con vero stupore: l’odio razziale di un ragazzo italiano nel silenzio passivo e consenziente di tutti i presenti. Ha detto la donna americana: “Sapevo fin da bambina che nel mio paese poteva succedere. Ma mi avevano sempre detto: no, in Italia no, in Italia e’ impossibile”. Accanto a lei, nell’inquadratura dell’unico TG che ha riportato la notizia, c’e’ la sua bambina, forse di dieci anni, che dice solo questa frase, in un italiano ancor piu’ perfetto del buon italiano professionale di sua madre: “Non e’ una bella cosa da vedere”. Intende dire che per lei una brutta, odiosa Italia le si e’ rivelata tale per sempre.
Se fossi Hillary Clinton chiederei spiegazioni di questo episodio accaduto in pubblico, in queste ore, nel centro di Milano, molto prima di verificare il processo di Amanda Knox. In quel processo puo’ esserci il rischio di un’inchiesta sbagliata. In cio’ che e’ accaduto, per la centesima volta a Milano, c’e’ il rischio di un intero paese spinto sul percorso disumano e razzista del Ku Klux Klan. Dico alla signora Clinton: che l’Italia mandi o non mandi soldati in Afghanistan, questo alleato e’ affetto dal peggior male che l’America di Obama vuole sradicare nel mondo: il razzismo. Questa infezione nasce dal basso, nell’odio predicato e diffuso con lavoro capillare dal partito della Lega nord, che attacca con violenza il cardinale di Milano Tettamanzi quando racconta con coraggio il suo orrore di uomo prima ancora di pastore della Chiesa. Questa infezione viene dall’alto, da un governo - l’unico in Europa - di cui fanno parte ministri apertamente xenofobi, potenti e meticolosi organizzatori di persecuzione razziale, che tentano di spingere burocrazia e polizia italiana sulla strada della peggiore discriminazione.
“Quando e’ arrivata la polizia, non parlavano con me, mi zittivano, si rivolgevano agli italiani presenti, che non hanno detto niente” ha dichiarato la cittadina americana Priscilla dopo essere stata dimessa dal pronto soccorso dell’ospedale Fate Bene Fratelli. L’ascolti e ti tendi conto che e’ sola. Ma e’ solo anche il cardinale Tettamanzi. Non una parola da parte di tutti quei credenti che vanno e vengono da un partito all’altro perche’ hanno orrore del testamento biologico. Mancano le voci che gli italiani, rimasti normali e civili, non sentono ne’ dal vertice della Chiesa ne’ dalle istituzioni che dovrebbero identificare e unire il paese. E’ un grave errore. Una pericolosa spinta politica di infima qualita’ morale tenta di dirottare per sempre l’Italia fuori dal mondo di un minimo di civilta’, un minimo di cristianesimo, un minimo di rispetto per la vita e la dignita’ delle persone.»

48 commenti :

Flyingboy ha detto...

Queste sono le cose che non si possono dimenticare e andare avanti girando la pagina del giornale in cerca del nuovo gossip .. calciatori/veline/viados e politici italiani. Italia sta diventando un paese popolato dai zombi, con sempre meno attributi di esseri umani. La bonta' si esprime nella quantita' dei regali acquistati durante il periodo natalizio, e nei cuori dei zombie le persone vengono divise per colore della pelle, religione e nazione, e non sulle persone buone e non. Bisogna fare di tutto per combattere questa patologia. La vita ci chiede di impegnarsi sul versante della morale, non solo a parole. Bisogna avere le palle. Palle di dire cio' che e' bene e cosa e' male. Le palle per agire, in ogni piccola grande cosa che ci sfiora. Non basta essere eroi della sala giorno con il telecomando in mano pronti a cambiare canale in cerca di svago, filosofi e gli eroi del bar e internet, che condannano quello che e' sbagliato e all'infinito nelle discussioni a sputare su niente e tutto. Quando si ha bisogno di vivere la filosofia non funziona da nessuna parte. Non loro, quando ce' da rimboccarsi le maniche per il bene contro il male. Sordi, muti e ciechi, per centinaia di metri sotto la superficie della vita.

Colpa di immigrati, colpa dei magistrati, colpa dei politici, colpa della sinistra, della destra, di disposizione non gradevole dei pianeti.. colpa di tutti tranne loro. I zombie non hanno mai colpe.

Se non fosse così non dovrebbe essere in questo paese popolato dai zombie un uomo in piena giornata, caduto per strada perche' si ammalo', un gruppo di ragazze, letteralmente saltando sopra la sua mano stesa, va alla terrazza del bar vicino, la scena che si e' svolta davanti a miei occhi.

Non e' la prima volta che sono disgustato, guanto dal comportamento da ragazzo ma di piu' ancora dalla indifferenza e' immobilita' dalle ombre di esseri umani che erano presenti. Italia, paese popolato dai zombi drogati e telecomandati, senza anime ne cervello, figuriamoci il cuore o le palle.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

l'episodio che hai citato è gravissimo e certi comportamenti criminali vanno conbattuti con il massimo della severità.

Ho letto con attenzione l'articolo di Furio Colombo e, pur condividendo le cose che dice, mi sembra che esageri nel descrive l'Italia come un paese razzista.

Francamente nel mio piccolo non mi è capitato quasi mai di imbattermi in veri episodi di razzismo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Ho letto con attenzione l'articolo di Furio Colombo e, pur condividendo le cose che dice, mi sembra che esageri nel descrive l'Italia come un paese razzista

A me non pare che esageri. Cerchiamo di non dimenticare altri episodi razzisti che, benche' l'attenzione dei media si sia spostata altrove, sono avvenuti e, come vedi, avvengono ogni giorno.
Clamorosi sono il comizio in cui Gentilini farneticava davanti ad una platea urlante di voler eliminare i bambini rom, il fatto di Abdul, il ragazzo ucciso a Milano a sprangate mentre gli assassini gridavano "sporchi negri vi ammazziamo" e "negri di merda" e l'episodio di Emmanuel, a Parma, pestato a sangue dai vigili urbani senza che ve ne fosse ragione...
E poi il mio post di oggi parla non tanto di violenza quanto di "silenzio". Il silenzio complice di chi assiste impassibile e poi se ne torna a casa, tranquillo, non ponendosi neppure un dubbio di coscienza.

Per quanto riguarda Furio Colombo, credo che solo il trafiletto che ogni giorno ci dona, meriti l'abbonamento al quotidiano di Travaglio.
Sono abbonata, infatti, a due soli giornali. Il Fatto Quotidiano, appunto, con un abbonamento online, e Argomenti e Fatti, un settimanale russo.
Un terzo settimanale, del quale non rivelo il nome, lo ricevo gratuitamente per ovvie ragioni.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Flyingboy: non trovo alcun punto del tuo commento per il quale io non sia d'accordo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


sono daccordo con te che certi episodi non vanno assolutamente sottovalutati.

Però mi sembra che descrivere l'Italia come una paese tutto razzista, sia un po' esagerato.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Però mi sembra che descrivere l'Italia come una paese tutto razzista, sia un po' esagerato.

Infatti non e' TUTTO razzista. Come non e' tutto formato da papiminkia.
Ma, ripeto, il discorso qui non gira intorno al razzismo, che comunque c'e', quanto ad un'ignavia pusillanime.

Flyingboy ha detto...

@Davide
Però mi sembra che descrivere l'Italia come una paese tutto razzista, sia un po' esagerato.

Italia in testa in un’indagine dell’Unione Europea sul razzismo

http://italiadallestero.info/archives/4838
Articolo di Società cultura e religione, pubblicato giovedì 23 aprile 2009 in Argentina.

"Il 94% delle persone intervistate in Italia ha affermato di sentirsi discriminato. Seguono Grecia, Ungheria e Francia. Lo studio include più di 23mila interviste a membri di minoranze etniche e immigrati, raccolte in 27 paesi della UE."

"Il 55% delle persone consultate si é sentito discriminato, il 37% ha affermato di aver sofferto personalmente un atto discriminatorio nell’ultimo anno e il 12 % fu è stato vittima di razzismo."

"Il rapporto assicura che gli omicidi e gli altri crimini a sfondo razzista sono molto più diffusi di quello che dicono le cifre ufficiali e che “questi crimini non compaiono nelle statistiche delle polizie perché l’82 % delle vittime non sporge denuncia, considerando la denuncia del tutto inutile”. Così i delinquenti rimangono impuniti e le autorità si attaccano alla mancanza di denunce per non prendere provvedimenti."

E questo spiega il perche' nella Risoluzione del Parlamento europeo sull'intensificarsi della violenza razzista e omofoba in
Europa

sotto il punto 17:
ricorda la necessità di disporre di definizioni e statistiche valide e precise sul razzismo e la
xenofobia, e in particolare sugli atti di violenza a carattere razzista e xenofobo, quale
strumento per combattere efficacemente tali fenomeni, come è già stato evidenziato nella
relazione annuale 2005 dell'EUMC, in cui si sottolinea la mancanza di registrazioni
statistiche degli episodi di violenza razzista avvenuti, ad esempio, in Italia, in Portogallo e
in Grecia;

(per il quale lo stato Italiano rimane sordo)

http://www.governo.it/Presidenza/USRI/confessioni/normativa%20europea/PE%20%20risoluzione%20273-2006.pdf

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Ma, ripeto, il discorso qui non gira intorno al razzismo, che comunque c'e', quanto ad un'ignavia pusillanime.""

Non metto in dubbio che ci sia "l'ignava", ma credo che sia un fenomeno, in genere, delle grandi città.

Io vivo in una piccola città e noto che la gente è più disponibile ad intervenire contro certi comportamenti.

Ciao Davide

Dolce-Alexia ha detto...

Io mi chiedo:Ma quando mai cambierà il mondo? Non si fa altro che parlare di razzismo, tutti si credono dei buoni samaritani, ma nel momento in cui si trovano davanti un straniero diventano razzisti. Ho viaggiato mezza Europa e vi dico che il razzismo più sviluppato lo visto qui in Italia. O forse è una mia sensazione, perchè l'ho subito anche sulla mia pelle. E' non è il fatto del colore dalla pelle, ma il fatto che uno in suo paese si sente il padrone che si sopravaluta. Altri, provenienti da altra parte del mondo è una seconda sorta di persone. E poi gli italiano si arrabbiano quando vengono trattati male in un altro paese. In Russia si dice:Kakoj privet, takoj otvet.
La traduzione la lascioa Chiaretta. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Un terzo settimanale, del quale non rivelo il nome, lo ricevo gratuitamente per ovvie ragioni.""

Immagino che sia il giornale russo per cui scrivi.

Mi chiedevo: perchè non pubblichi su questo blog gli articoli che pubblichi sul giornale russo? Sono certo che sarebbe una cosa molto interessante.

Se non hai tempo di fare la traduzione dal russo (o dall'inglese) non ti devi preccupare. Posso chiedere al mio amico poliglotta di tradurre dal russo (o dall'inglese) all'italiano per te i tuoi articoli.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: In Russia si dice:Kakoj privet, takoj otvet.
La traduzione la lascio a Chiaretta. :-)


... Oppure all'amico poliglotta di Davide che potrebbe aiutarmi a tradurre anche gli articoli dal russo all'italiano. :-))

Comunque tu sei un po' sadica a non tradurlo, saranno tutti quanti curiosi...
Ok, voglio essere buona: "Tale e' il saluto, cosi' e' la risposta". Vale a dire che se mi tratti male io faro' altrettanto con te.



@ Davide: Mi chiedevo: perchè non pubblichi su questo blog gli articoli che pubblichi sul giornale russo? Sono certo che sarebbe una cosa molto interessante.

Per un motivo molto semplice che, sicuramente, tu comprenderai: per evitare che qualora chi conosce molto bene le lingue (come ad esempio il tuo amico poliglotta) casualmente legga un certo articolo e lo possa ricondurre a me.
La vita privata e reale e' una cosa, il blog e la virtualita' un'altra. Ed io ho sempre fatto di tutto per tenere i due mondi separati.

E poi, chi ti dice che qualche volta, magari cambiando qualcosa, non lo abbia gia' fatto? :-)

marco ha detto...

Il link al servizio del TG

http://www.youtube.com/watch?v=wc5pLPVtx3I

gullich ha detto...

@F "Italia, paese popolato dai zombi drogati e telecomandati, senza anime ne cervello, figuriamoci il cuore o le palle."

anche questo è razzismo.
per di più razzismo stupido e di basso profilo, assolutamente improduttivo di alcun effetto critico e del tutto omologo a quello che si usa contro zingari, rumeni, albanesi...

l'italia è indubitabilmente piena di imbecilli, alcuni anche di importazione, come e più di altri paesi... mediamente tutti quelli che hanno come colonna portante della loro formazione culturale la televisione e l'informazione "indotta"

Chiara di Notte - Klára ha detto...

anche questo è razzismo.
per di più razzismo stupido e di basso profilo, assolutamente improduttivo di alcun effetto critico e del tutto omologo a quello che si usa contro zingari, rumeni, albanesi...


Caro Gullich, io ho detto di peggio nel mio post "Un popolo di idioti". Inoltre ho condiviso il commento di Flyingboy. Vuol dire che sono razzista anche io?
Non so giudicare i miei comportamenti, ma alla fine, come dice Alexia: kakoj privet, takoj otvet.

sassicaia molotov ha detto...

@gullich: tu non vorresti generalizzazioni stupide,ma prova a confutare il fatto che in Italia riusciamo ad essere razzisti con gli stessi nostri connazionali. Nord contro sud, reggiani contro parmensi, baresi contro foggiani, bresciani contro bergamaschi, livornesi contro pisani, poi vedi se anche grazie a queste mentalità da campanile basta vedere qualcuno con l'accento un pò strano che ci si preoccupa da subito di vedere perchè e con che intenzioni ha scavallato nel nostro territorio. Non è difficile, basta ammetterlo, in Italia la percentuale dei razzisti è enormemente maggiore di quanto crediamo. Ed è un problema. Un grosso cazzo di problema. Sarebbe nient'altro che un piccolo passo avanti.

rossoallosso ha detto...

che l'italiano medio non sia razzista e' un'affermazione dubbia ma condivisibile,che una classe politica stia allevando futuri razzisti questa e' una certezza assoluta non opinabile.
le responsabilta' politiche e sociali che ha la lega e il pdl in generale sono fuori discussione .ci stanno trascinando verso una deriva dalle conseguenze che se non paghiamo ora le pagheremo certamente in un futuro prossimo.

Ev@ ha detto...

L’Italia attuale ha origine in un po’ del “prima” ma soprattutto nel “dopo” una guerra persa e vinta, non persa e non vinta. Vi è di certo, guardando il 20° secolo, che le guerre nostrane le hanno sempre scatenate le destre e poi le hanno “aggiustate” le sinistre. Più precisamente, durante la prima guerra mondiale, un governo di solidarietà nazionale (di partecipazione anche delle sinistre, quindi) cambiò le alleanze e quindi le sorti. Nella seconda, le resistenze (che erano tutto fuorché di destra) hanno sciacquato una sconfitta atroce rimediata per prima confronto agli inglesi, dai quali prendemmo tante ma tante di quelle botte che città come Milano ancora ne portano visibili i “lividi”. Eppure la premessa era che gli inglesi erano “pappemolli”, in quanto lì le donne mettevano il naso nelle questioni maschili. Sintomo questo, per gli italici leoni, di poca virilità e di conseguentemente poco valore guerresco.
Durante un lungo dopoguerra di ovvii stenti e sogni americani con piogge di caramelle e chewing-gum, si consolidò l’idea che dai casini si esce con il rock n’roll e presentando al DJ la sorella maggiore o la cugina piacente, orgogliose, forse, di certo non così “inglesi” da presentarsi da sole all’appuntamento con la gioia, fissato anni prima dallo speciale voyeur masochista che è insito in ogni “conducator”.
Quindi, con il passare del tempo, la soluzione “love” finiva in background, depositandosi sul fondo del barile di chi seguiva le vicende della giovane repubblica. Con quel tipico scetticismo di chi “lascia la strada vecchia per la nuova e sa quel che lascia ma non sa quel che trova”. Si potrà opporre che invece siamo fieri perché abbiamo dato i natali a Magellano o Cristoforo Colombo. Ma Magellano, nonostante suoni italiano, era portoghesissimo e Colombo giocava per un club spagnolo. Insomma, per l’illustre scopritore dell’America, ci comportiamo come se il Barcellona fosse capitanato da un italiano e, in caso di loro vittoria della coppa dei campioni, si rivendicasse la totale italianità del trofeo.
(segue =>)

Ev@ ha detto...

(<= segue)
Sogni di gloria a parte, la giovane e insicura repubblica si sorresse stando di qua e di là contemporaneamente, grazie alla gommosa azione democristiana e a un altrettanto gommoso comunismo in terra occidentale. Se si è smaliziati non ci si può non chiedere se “quelli” ci arrivassero o meno a pensare che si può fare “cartello”, cioè attuare quell’atteggiamento commerciale che consiste nel non pestarsi troppo i piedi a vicenda… In ogni caso, era tutto serioso e coperto da timore e senso del peccato, “nostri” come il crocefisso.
La capillare televisione allora era di telegiornalisti che, compassati come deshabitués a un pornoshow, leggevano “veline” in stile DDR. Ottime per ricordare che si era di qua e di là. Poi quando quelli “di là” sono scivolati nei rivoli del marciume che si scatena in un sistema quando va, per motivi vari, in putrescenza, si è passati con decisione “di qua”. I Reagan-tempi sollecitavano l’intuizione che la prospettiva sarebbe stata dire, a gran voce: “Il mio amico Bush!”.
Rush! E’ la genesi di quello che capì che la TV craxiana sopratutto affermava che è il glamour a fare la differenza, con storico avvallo del tempo delle sorelle e cugine fidanzate con Johnny Ciccone ad assurgere a base di saggezza.
Dopo anni ed anni di questa extraideologica formula “vincente”, è sopravvenuta la marcescenza vera e propria, rappresentata dal parlare e vivere come dice la televisione. Pena il limbo della sfiga cui era opposto il leone a capo della così manifesta pecoresca pedissequità nazionale. Lui, che subito affermava che la decadenza era “comunismo”. Gli ingenui (tipo quelli che ritengono Magellano italiano e che la casalinga di Voghera esista sul serio) pensarono che fosse un magico colpo di genio e si entusiasmarono per quel suo blizkrieg, certamente poco usuale, da noi. Caparbi, pensano che l’higtlander più basso del mondo sia tuttora geniale e lo pretendono capace di nutrirsi di paradossi. Insomma, di plastica avrà protesi e altri dettagli, immaginabili, visibili e meno, ma non l’apparato digerente.
Piuttosto, le diffuse microrisse rivelano che i nervi sono saltati e che l’argomento concreto, dietro, è solo orgoglio di bassa qualità. Mentre la cronaca riporta fatti che dimostrano come si procede verso la dissoluzione, unico obiettivo possibile per ogni marcescenza che si rispetti.
Sarebbe uno stucchevole epilogo se alla fine vincessero i soliti microbi.

Arrivederci

gullich ha detto...

@chiara "Caro Gullich, io ho detto di peggio nel mio post "Un popolo di idioti". Inoltre ho condiviso il commento di Flyingboy. Vuol dire che sono razzista anche io?"

ho letto il tuo post, sai che sull'italia la penso forse peggio di te, anche se appartengo a questo paese e preferisco averne una visione alla benedetta Tobagi che alla Pierluigi Celli.

resta il fatto che i termini usati da fb restano un mero insulto che nulla aggiunge e serve solo a creare frattura e sterile aggressività.

intendevo dire solo questo.

però ne ha fatto rumore il mio sassolino nello stagno :o))))

regards

wgul

Willyco ha detto...

Cara Chiara, non riesco a capire i tuoi timori e le tue perplessità.
Ma lo sai, ed è solo uno dei mille esempi che potrei farti, che il sindaco leghista di Treviso sta facendo un'ottimo lavoro? Lo sai che alcuni sindaci leghisti del bresciano (Valcamonica) sono riusciti a far ripartire i lavori per una strada, lavori che erano stati interrotti solo perché un ponte si era ribaltato durante le prove di carico, prima dell'apertura?
Ma lo sai che un deputato leghista mi ha comprato una bellissima stufa in ceramica da mettere nella sua tavernetta, e con il ricavato ho potuto cambiare la mia macchina?
Ma ti sembra che io possa sputare nel piatto in cui mangio?
Non ti sembra insensato questo atteggiamento che avete, voi della sinistra? Ma cosa volete, affossare la nostra economia sostenendo che un negro ha gli stessi diritti di un bianco? E, magari che deve essere pagato come un bianco? Ma come credi che sia riuscito a guadagnare tanto dalla vendita della stufa in ceramica, costruendomela io, magari aiutato dai miei familiari? Solo evidenziando la superiorità della razza padana, a cui sono fiero di appartenere, posso giustificare con i miei figli, con mia moglie, con i miei vicini, il fatto che tengo un manipolo di negri nel garage (sono rassegnato a tenere alle intemperie il Mercedes). Posso così offrire loro un lavoro e raccogliere in tempi certi i pomodori della mia campagna, tenerli occupati, tra una raccolta e l’altra, facendo un po’ di lavori manuali a cui, da utili idioti, si prestano per tenersi un po’ al caldo in queste serate.
Credi forse di poter trovare degli italiani altrettanto stupidi, disposti a lavorare in quel modo e per quelle cifre? Il dio in cui credo, non sa nemmeno chi sia il cardinale Tettamanti, il dio in cui credo mi ha fatto nascere in val Brembana e mi ha fatto incontrare 10 piccoli nigeriani che lavorano al posto mio al costo di un solo operaio coglionazzo di sinistra. E non dovete rompere i coglioni a me ed a questo dio, facendogli dire cose che non voglio sentire.
Volete scomunicarmi? Ma chi credete di essere? Quali valori volete sostenere? Ma in che mondo vivete?
Non vi siete accorti che i negri sono nati per essere presi per il culo? A quelli potenti daremo degli abbronzati, alle loro mogli delle gnocche appetibili per i nostri reali augelli, a coloro che non contano un cazzo daremo dei calci in culo e dei pugni in faccia, perché rimangano al loro posto con le scimmie, e non fomentino gli anti italiani che, poi ci vengono a rompere i coglioni e. magari, a mandarci la finanza e l’ispettorato del lavoro.
Per tutti i negri, i comunisti sudamericani, gli ebrei, i finlandesi, i giornalisti, i giudici ci sarà una bella barzelletta che faccia loro capire con chi hanno a che fare: stupida feccia dell’umanità.
E noi, uomini veri del nord, nord che inizia dove contiamo qualcosa e finisce là dove non contiamo un cazzo, dobbiamo essere uniti, perché la maestra Sonia Brambilla mi ha insegnato che non bisogna fare la spia e che bisogna aiutare il compagno di classe in difficoltà, ed è sulla base di questa cultura originale delle nostre terre che dobbiamo rifondare una repubblica che vuole basare le decisioni sul consenso e l’accordo tra noi padani…

Willyco ha detto...

Ma pensate che le cose che ho scritto, non siamo quelle che pensano migliaia di astuti cretinetti, che incontro ogni giorno sui tram e sui treni? Una volta (non tanto tempo fa) si vergognavano della loro idiozia e, almeno in pubblico, sapevano star zitti; oggi trovano in tanti personaggi del governo la giustificazione alle loro idee, e pensano che tra loro ed i governanti non c’è poi quella gran differenza di conoscenze e di acume politico, per cui si sentono giustificati e parlano e parlano.
Una società si deve basare su una serie di convinzioni comuni. Quando una persona o un movimento si pone al di fuori di tali convinzioni, deve essere emarginato ed additato al pubblico disprezzo. Si tratti del ripudio dei poteri legali che gestiscono il territorio come nella delinquenza organizzata o del ripudio delle basi illuministiche che sono alla base dello stato moderno (altro ché le fondamenta cristiane, che possono essere alla base di stati oppressivi e totalitari come pochi).
Quando manca la forza di fare questo, lo stato è malato e difficilmente potrà riprendersi.
Soprattutto se cerca contatti con queste parti malate della società, nella speranza di guadagnare un'ora di potere in più.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Io vivo in una piccola città e noto che la gente è più disponibile ad intervenire contro certi comportamenti.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/razzisti-senza-vergogna/2116107/25

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rossoallosso: le responsabilta' politiche e sociali che ha la lega e il pdl in generale sono fuori discussione .ci stanno trascinando verso una deriva dalle conseguenze che se non paghiamo ora le pagheremo certamente in un futuro prossimo.

Condivido.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2397473&yy=2009&mm=12&dd=10&title=dentro_le_gabbie_gelide_di_pon

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco:

Grazie, inserisco il link nel post. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: però ne ha fatto rumore il mio sassolino nello stagno

Invece il mio macigno sembra che non abbia provocato alcunche'. Molti lo hanno travisato ed inevitabilmente il tutto poi si e' tradotto in una discussione sul razzismo che non e' l'argomento centrale del post, bensi' le reazioni al razzismo da parte di chi assiste a certi episodi di violenza verbale e materiale.
Io non credo che i testimoni del fatto accaduto alla signora americana siano stati tutti xenofobi. Anzi, se si fanno le dovute proporzioni almeno la meta' dei testimoni avrebbe dovuto essere di orientamento politico opposto a quello in cui militano quelli che votano per partiti xenofobi. Eppure sono stati, pare, tutti zitti.
Si trattava solo di mettere al suo posto un ragazzino prepotente ed esaltato, e fargli capire, anche con le cattive, quanto fosse sbagliato il suo comportamento antisociale. Eppure a nessuno e' venuto in mente di fermarlo. Tutti sono stati a guardare. Forse qualcuno avra' condiviso le frasi razziste, ma ci sara' stato anche chi si sara' sentito indignato...
Pero' ha avuto paura. Paura di compromettersi, paura di ricevere un pugno, paura di esporsi anche per un nobile scopo e cioe' per manifestare un'idea di giustizia e di tolleranza.
Ecco, e' questo il fatto piu' stupefacente: la gente non si compromette piu', non prende piu' posizione neppure laddove esiste una palese ingiustizia, e mi chiedo se davvero questa sia l'Italia e se davvero gli italiani siano, di fatto, diventati uguali agli italici.
Io ho un carattere che, se assisto a qualche episodio di prepotenza, non riesco a tacere, per questo motivo mi chiedo: ma quali sono i valori che questa gente insegna ai propri figli e, soprattutto, tutte queste persone che vorrebbero mostrarsi mature, queste madri e questi padri, a volte nonni, che valori hanno ricevuto dai loro genitori?
"Zitto, fai finta di niente e pensa ai fatti tuoi?"

Flyingboy ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: "però ne ha fatto rumore il mio sassolino nello stagno"

Invece il mio macigno sembra che non abbia provocato alcunche'.

....""Zitto, fai finta di niente e pensa ai fatti tuoi?"


Esatto Chiara. Esattamente come i certi commenti qui. Esistono i "invisibili" e quelli che senza la morale e senso di giustizia si rendono tali per il conformismo. Come nei loro atti di indifferenza e tenersi fuori dai guai che non li toccano direttamente.

E' se si dice qualcosa.. si dice solo per fare rumore.

Peccato...

Tutto parte da noi e solo noi e nessuno tranne noi stessi puo' essere colpevolizzato per questo al punto di giustificare. Essere un zombie e' una scelta individuale che trova giustificazione nel atteggiamento sociale.

gullich ha detto...

Avevo scritto un commento, ma evidentemnte è andato perso, provo a riformularlo anche se perde inevitabilmente in freschezza.

"Invece il mio macigno sembra che non abbia provocato alcunche'. Molti lo hanno travisato ed inevitabilmente il tutto poi si e' tradotto in una discussione sul razzismo che non e' l'argomento centrale del post, bensi' le reazioni al razzismo da parte di chi assiste a certi episodi di violenza verbale e materiale."

il mio sassolino era volutamente provocatorio solo perchè non apprezzo la stigmatizzazione e l'enfatizzazione di episodi che conosciamo solo de relato e per ciò che la cd informazione riporta.

Non amo parlare per sentito dire e, anche se si tratta di episodi certamente esecrabili, credo sia poco corretto e poco utile mettersi a fare i "roboanti" sul singolo episodio strumentalizzandolo ed elevandolo a metro di misura universale, e con ciò rispondo anche a Fb di cui non apprezzo minimamente nè i toni nè i modi, anche se posso in senso lato convenire sui contenuti che esprime.

Non amo la chiacchiera che si avvita su se stessa. Non amo commentare il processo knox ad esempio, nè a favore nè contro, anche se sembra lo sport preferito di questo momentosemplicemente perchè non conosciamo direttamente le carte e tante parole spese sono semplicemente fiato sprecato su ipotesi.

Certamente in questo paese esistono cialtroni che inneggiano a tali episodi e stronzi che rimangono inerti, altrimenti non esisterebbe e non raccoglierebbe consensi un partito come la lega che tali condotte istiga.

Ma credo anche che vi siano molti che non ignorano, che non transigono, che dicono la loro nel loro piccolo, nel loro quotidiano, nel loro rapportarsi alle vicende che incontrano, che si fanno scazzottate virtuali proprio per non chiudere gli occhi e non girarsi dall'altra parte. Magari non lo dicono, non fanno cassa di risonanza, non salgono alla ribalta come l'episodio di razzismo stigmatizzato, ma esistono ed a volte occupano anche banchi di un certo peso istituzionale e pubblico (certo nulla in confronto ai banchi dove si decidono davvero le sorti del paese), da cui quella scazzottata virtuale comunque può portare un elemento positivo nel vivere civile quotidiano.

questo è sempre stato, storicamente, un paese di pecoroni e in epoche passate i più feroci si sono strasformati in pecore mannare, i temibili sgherri di un regime, ma ci sono stati anche molti sandro del mastro.

"Non hanno servito a lui, o non a lungo. Sandro era Sandro Delmastro, il primo caduto del Comando Militare Piemontese del Partito d’Azione. Dopo pochi mesi di tensione estrema, nell’aprile del 1944 fu catturato dai fascisti, non si arrese e tentò la fuga dalla Casa Littoria di Cuneo. Fu ucciso, con una scarica di mitra alla nuca, da un mostruoso carnefice-bambino, uno di quelli sciagurati sgherri di quindici anni che la Repubblica di Salò aveva arruolato nei riformatori. Il suo corpo rimase a lungo abbandonato in mezzo al viale, perché i fascisti avevano vietato alla popolazione di dargli sepoltura.

Oggi so che è un’impresa senza speranza rivestire un uomo di parole, farlo rivivere in una pagina scritta: un uomo come Sandro in specie. Non era un uomo da raccontare né da fargli monumenti, lui che dei monumenti rideva: stava tutto nelle azioni, e, finite quelle, di lui non resta nulla; nulla se non parole, appunto.”

"Ferro" è un racconto bellissimo...tratto da "il sistema periodico" di Primo Levi.

io credo che, in mezzo a tanti sgherri, vi siano ancora anche molti geni di Del Mastro. Contro i quali questo regime sta combattendo e che non dobbiamo per nessuna ragione far morire.

senza grandi proclami da blog, dove sono capaci tutti a fare il paladino spaccone dell'est, ma nel piccolo, invisibile, impalpabile ma determinante agire quotidiano.

regards

wgul

Flyingboy ha detto...

gulich ha detto....

bla bla bla bla...

senza grandi proclami da blog, dove sono capaci tutti a fare il paladino spaccone dell'est,

buonanotte mr G , meglio che ci evitiamo da ora in poi, (nel commentarsi intendo), spero che lei riuscira a farlo perche ogni parola e solo sprecatta credetemi.

buona notte

Chiara di Notte - Klára ha detto...

di episodi che conosciamo solo de relato e per ciò che la cd informazione riporta. Non amo parlare per sentito dire.

Non mi e' affatto difficile credere a quel che si racconta nell'articolo e nel filmato. A Milano, in ben tre diverse occasioni, mi sono trovata di fronte ad episodi del genere. Non di questa gravita', sia chiaro, ma abbastanza simili.
Non mi va di raccontarli, anzi forse mi e' capitato di averne parlato in qualche commento, ma in definitiva quei casi non li ho conosciuti "per sentito dire", ma vi ho assistito di persona, con i miei occhi. E ricordo molto bene i commenti delle "sciurette" e dei bravi padri di famiglia che, osservando silenziosi la scena e le mie reazioni, mi dicevano di non compromettermi.
Mi trovo a discutere anche nel mio paese circa fatti che io ritengo ignominosi e che mi turbano profondamente, ma almeno ho il supporto e la comprensione dei molti che ho intorno e non il quasi totale silenzio degli astanti.
Il silenzio e' la cosa piu' ignobile. Il disinteresse, la pigrizia o forse la vigliaccheria che sono comuni nei comportamenti di molti italici e che, come dici tu, non si notano nel virtuale dove tutti si sentono leoni mentre sono assai evidenti nella vita di ogni giorno dove i pugni e i calci potrebbero essere veri e dove si rischierebbe davvero, come la signora americana protagonista dell'episodio, di andare all'ospedale.
Certi comportamenti vanno fermati fin da subito, partendo dal basso, iniziando con mettere all'angolo i ragazzini prepotenti che, emulando Corona, si sentono autorizzati, dal silenzio complice, a spadroneggiare.
Oppure il risultatato sara' inevitabilmente quello che si sta prefigurando nella vostra, ed in parte anche un po' mia, nazione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

«I mass media tendono a farci sentire sempre spettatori, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece siamo tutti attori e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri. Spesso ci lamentiamo dell’inquinamento dell’aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile. È vero: ci vuole l’impegno di tutti per rendere più pulita la città. E tuttavia c’è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso: è l’inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia»

Queste parole rappresentano un'analisi valida della situazione. Peccato che tutto cio' sia, a causa di chi le ha pronunciate, ipocrita.

gullich ha detto...

Stiamo dicendo le stesse cose, Chiara.

Contesto solo, se vuoi un pò provocatoriamente, il modo.

E contesto fermamente che si possa argomentare (parola un pò pretenziosa per alcuni post sopra riportati) da un episodio grave (cui non dico di non credere, ne vedo anch'io quotidianamente nell'esercizio della mia professione e nella mia vita da cittadino) che questo è un paese di zombi, etcetc, perchè è una generalizzazione stupida ed una stupida spacconata da blog.

E' un paese con grossi problemi che investono diversi piani, primo fra tutti quello della formazione delle future generazioni, dei modelli comportamentali forniti, degli ideali che si suggeriscono.

E' un paese governato da una dittatura (che attraversa diagonalmente l'intera calsse politica di qualunque colore), dove un Cicchitto qualsiasi può permettersi di dire che il premier parla come Calamandrei senza che nessuno, indignato, lo prenda a calci in culo... forse perchè quasi nessuno, che non se ne occupi per lavoro, sa ormai chi sia stato CAlamandrei.

E' il paese dove un pluriinquisito viene salvato dall'arresto suoi compari parlamentari e si candida alla guida di una regione.

E' il paese dei Corona su cui stamani Gramellini ha scritto sulla stampa dieci splendide righe:
". Mille chilometri a Sud di Bonn, un altro personaggio noto ai settimanali di gossip accettava con serenità e buon gusto il verdetto di un tribunale della Repubblica, che lo aveva appena condannato in primo grado a tre anni e otto mesi per una storia di ricatti fotografici: «Non me ne frega un cazzo di fare il carcere» ha detto Fabrizio Corona. «Quel che c’è scritto in tribunale - La legge è uguale per tutti - è una grandissima stronzata. Non ho fiducia nella legge. Viviamo in un paese di merda. Mi vergogno di essere italiano. E non è che me ne vado perché scappo. Me ne vado perché in questo paese non ci voglio vivere. Ripeto: mi vergogno di essere italiano».
Dopo aver letto le sue parole e visto questa foto, anche noi."

Bene, un conto è vergognarsi di essere italiano per quel che accade in questo paese, combatterlo, contrastarlo, cercare di mutare - almeno nel proprio piccolo - la consapevolezza delle persone ed un conto è definire sull'onda di un fatto di cronaca un intero paese "Italia, paese popolato dai zombi drogati e telecomandati, senza anime ne cervello, figuriamoci il cuore o le palle."

Questa è una operazione stupida, spaccona e inutile che continuerò, finche mi sarà consentito, a contrastare al pari dei razzisti.

Strano anche chi ha tanta prosopopea utilizzi corto maltese come icona, che aldilà dell'aria avventuriera è uno che afferma « Non sono nessuno per giudicare, so soltanto che ho un'antipatia innata verso i censori, i probiviri... ma soprattutto sono i redentori coloro che mi disturbano di più. »

perche questo paese non è solo quello.

perchè se andassi in un blog rumeno, albanese, ungherese, serbo, croato a dire che tutti gli albanesi sono ubriaconi violentatori, gli ungheresi zingari ladri e cialtroni e i rumeni scansafatiche avvinazzati e killer di pedoni, i serbi e i croati stronzi guerrafondai solo perchè sulla stampa c'è uno degli innumerevoli episodi di cronaca che a tali etnie vengono quotidianamente ascritti non potrei che aspettarmi di essere mandato - giustamente - a fanculo da chi in quelle etnie non si riconosce in quegli episodi.

Si può essere un pò Corto MAltese anche fuori dai fumetti, dietro una cravatta o sotto una toga, ma è più difficile farlo e meno semplice notarlo...

regards

wgul

gullich ha detto...

"ogni parola e solo sprecatta credetemi"

io non credo.

Certamente lo è nei suoi confronti.

Ma mi auguro che non sia il solo lettore di questo blog.

E le parole, se cercano di veicolare idee, non sono mai spreco.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E contesto fermamente che si possa argomentare (parola un pò pretenziosa per alcuni post sopra riportati) da un episodio grave

E se non fosse un giudizio basato solo su un episodio ma, come nel mio caso, fosse frutto di un'esperienza personale?
La signora americana, dopo essere stata schiaffeggiata senza che nessuno dicesse o facesse nulla, cosa credi che dira' da ora in poi degli italici? Che sono brave persone?
Alexia ha testimoniato quanto segue: "Ho viaggiato mezza Europa e vi dico che il razzismo più sviluppato lo visto qui in Italia. O forse è una mia sensazione, perchè l'ho subito anche sulla mia pelle."
Anche lei dice spacconate da blog, oppure riporta qui la sua "sensazione" fra l'altro avvalorata da un'esperienza diretta"?

Trascrivo qui di seguito una lettera pubblicata oggi su "La Repubblica". E' una lettera che non e' scritta ne' da un'ungherese, ne' da una russa, ne' da un croato, ma da una signora italiana di 75 anni.

"Ieri pomeriggio mi trovavo nel ridente paesone di Olgiate Olona (Varese) all'interno del parcheggio di un supermercato, quando all'uscita sono stata aiutata da un ragazzo extracomunitario che mi ha portato le borse fino all'autovettura. Ho voluto ricompensare il ragazzo con 1 euro. A quel punto interviene un muscoloso vigile urbano che avvivinandomi mi dice: - Signora lei sta commettendo un reato! E io: - Che reato, mi scusi? - Lei favoreggia l'accattonaggio. Se vuole aiutare il ragazzo lo porti a casa sua a mangiare. Stupita, indignata, infastidita e turbata per l'accaduto, rispondo al nostro impareggiabile agente:- Ma mi lasci stare, io rispondo solo alla mia coscienza, vergogna! Il tipo in divisa annota il numero di targa e se ne va. Sono una signora di 75 anni che mai avrebbe voluto constatare una deriva tanto squallida di quest'Italia che mio padre ha orgogliosamente contribuito a liberare dalla morsa fascista."

gullich ha detto...

forse non mi sono spiegato: non contesto i fatti, contesto il termine italico che continui ad usare.

Non è, a mio avviso, un problema di italici ma di idioti.

Semmai il problema è che in italia gli idioti si stanno diffondendo a macchia d'olio e trovano terreno fertile.

Semmai interroghiamoci su questo.

Ma continuare a definire in blocco un popolo la trovo una operazione scorretta, inutile e offensiva.

Tutti noi abbiamo esperienze di altri paesi e io sono il primo a dire che quando rientro da londra in un aeroporto italiano mi viene una crisi isterica.

Io però sono Italiano, tu mi risulta la sia mezza, un sacco di persone sono italiane e non sono come descritto in questi post.


io continuo a stare con le parole di Benedetta Tobagi, non con quelle di FB

"È triste che per denunciare una situazione di grave disagio e degrado della vita civile, il direttore generale dell´università Luiss scelga l´espediente retorico della "lettera al figlio", e si lanci in doglianze dure, ma generiche, sui mali italiani e sull´assenza di un futuro possibile per i giovani che restano a vivere in Italia.
Se di provocazione si tratta, infatti, sarebbe stato uno scossone salutare che uscisse piuttosto dalla penna di un figlio, o comunque, di un giovane. L´identità dei figli si costruisce anche nella contrapposizione al mondo dei padri. Il momento della critica è parte integrante del processo di maturazione. Dalla penna di un padre, tanto più in questo caso, considerata la posizione pubblica che ricopre, sarebbe stato bello leggere del suo impegno accademico per tentare di rinnovare la classe dirigente, ritrovare - magari - un´analisi degli ostacoli incontrati, un atto di denuncia del mondo che conosce o ha conosciuto, con fatti, dati, numeri e nomi. Parole pensate per continuare ad agire sul proprio frammento mondo, nel tentativo di renderlo, anche se in piccolo, più abitabile, anche per il figlio. Parole che insegnassero al figlio il coraggio e l´ostinazione dell´impegno, anche se le circostanze ambientali sono le più scoraggianti. Invece il padre, confessato il proprio personale fallimento, incita il figlio ad andarsene...

Penso a chi si rompe la testa per cercare di immaginare modi, linguaggi, strumenti nuovi per trasmettere ai ragazzi una cultura del rispetto delle regole, linfa perché domani l´Italia sia un po´ diversa. Ci sono padri che vivono con lo spettro di dover lasciare il paese, un domani, perché non riescono più a mantenere se stessi e la famiglia. Un giovane freelance, classe 1972, orgoglioso padre di una bimba di un anno (la madre, neanche farlo apposta, è una hostess di terra che ha sofferto tutte le tempeste del caso Alitalia): «Certo che la tentazione di andarsene guardandosi in giro è forte. Ma sarebbe una fuga. Adesso sono nel pieno delle mie forze, e voglio tentare tutto il possibile per darle un futuro qui». Questo è parlare. Da uomo, da padre, da italiano. Sono molto contenta per sua figlia, e anche per me. Mi ha fatto sentire meno sola. Ho trentadue anni, sono molto indignata, ma voglio continuare a vivere in Italia. Con tante scorribande all´estero (e invito tutti i ragazzi a fare lo stesso, se possono!), per prendere ciò che qui non trovo, per metterlo nel mio lavoro, per seminare nel mio Paese. C´è troppo da fare e c´è bisogno di tutti."

quanto alla valenza statistica delle esperienze di Alexia, mie, Tue, di Fb o di chiunque altro, lasciami fare un sorriso...

gullich ha detto...

te ne passo un altro, di esempio.... di segno diametralemnte opposto.

"Da piccoli ci insegnavano a fare la carità di nascosto per non cadere in peccato d’orgoglio. Adesso è diventata una questione di incolumità personale. Se vieni beccato a fare il buono ti insultano, quando va bene. Lasciamo stare l’allenatore dell’Ascoli, messo in croce dai tifosi per un gesto di fair play nei confronti degli avversari, o quello di una squadra giovanile di Piacenza licenziato dal presidente per aver ritirato dal campo i suoi ragazzini dopo una zuffa: il calcio, si sa, è un mondo di maschi esaltati. Ma sentite cosa è successo a una signora di Macerata, Fiorella Faggiolati. Legge sul giornale che a Padova due bambini sono stati lasciati fuori dalla mensa dell’asilo nido comunale perché la madre non aveva i soldi per pagare la retta. D’impulso chiama il servizio scolastico e salda l’arretrato di 460 euro. Una meraviglia di gesto, penserete. Come minimo le daranno la cittadinanza onoraria, le intesteranno la sala mensa o le fettuccine al pomodoro sul menu. Errore. L’assessore padovano alla scuola (pardon, alle politiche scolastiche, non so se mi spiego), in quota partito democratico, reagisce piccato: «Ognuno farebbe bene a guardare a casa propria». Marchigiana che non sei altro, fatti gli asili tuoi. E sotto con una spiegazione burocratica su quale procedura la mamma dei due bambini lasciati fuori dalla mensa - gli amichetti dentro a mangiare e loro niente, roba da trauma psicanalitico perenne - avrebbe dovuto seguire per accedere alla carità comunale. Alla fine la benefattrice di Macerata ha dovuto ancora giustificarsi, chiedere scusa all’assessore. La prossima volta che farà del bene, ricordi almeno di mettersi in faccia un passamontagna."

sempre gramellini, dalla stampa di ieri.

Allora il problema sono gli italici o è un qualcosa di più ampio e indefinito, che non sta in recinti ideologici?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: un problema di italici ma di idioti

E' un'anafora. Infatti "italici" significa proprio italiani idioti.

quanto alla valenza statistica delle esperienze di Alexia, mie, Tue, di Fb o di chiunque altro, lasciami fare un sorriso...

Ma infatti, cio' che ho scritto non voleva avere valenza statistica ma solo evidenziare come le parole di Flyingboy potessero essere non solo frutto di un episodio risaputo per sentito dire, ma anche e soprattutto di esperienza personale che, come puoi capire dalle parole di Alexia, e' assai comune per chi, prostituta o modella, nera o bianca, clandestina o regolare, e' ritenuta straniera oggi in Italia.

Ev@ ha detto...

Trovo sensati gli scetticismi sull’autenticità delle contestazioni perché il mondo è effettivamente pieno di “eroi a parole”, così come è pieno di oppositori alle prepotenze dei ricchi perché ricchi non si è e spessissimo, gli oppositori, una volta al potere si comportano esattamente allo stesso modo di coloro che hanno spodestato.

Allora… ricordate quando il capo del governo italiano diceva di avere una percentuale di consenso del non so quanto ma mi pare circa dell’70-80%? Si? Bene, tutti (nelle discussioni varie che intercettavi un po’ ovunque) erano lì a dire che “quello” dava i numeri. Riflettendoci, a un certo punto cominciai a pensare che il “leader” avesse proprio ragione.

Perché è almeno del 80% la partecipazione a quanto lui rappresenta, mole che non si tira indietro dall’investire 1000 euro in un fondo tassato favorevolmente che garantisce almeno il 20% di rendimento. Dentro un ufficio, in pochi si è disposti a chiedere cosa implica la rendita realizzata in paesi poeticamente definiti “in via di sviluppo”, se lì la cassa sarà talmente importante che anche il piccolo gesto di una madre che accarezza di sfuggita la testa del suo bambino sarà perdita di tempo. Qualcosa, forse nell’aria, impedisce di ragionare sulle implicazioni.

A questo proposito, non ricordo in quale film sul Viet-Nam (forse Full Metal Jacket, ma non ne sono certa) si vedeva un drappello di soldati americani irrompere in una abitazione sospetta Viet-Cong, dove trovano una madre non giovanissima (ottima trovata: la madre giovanissima con bambino è un immagine troppo immediata) che vive con un ragazzo handicappato della loro stessa età. Uno degli americani (ovviamente simboleggianti il prepotente di turno) si accanisce contro il diverso spaccandogli letteralmente il cranio, inferendo con il calcio del fucile (altra ottima trovata rispetto all’asettico sparare). La motivazione è che quello non faceva altro che sorridere stupido e, quindi, “prenderlo per il culo”. Indifferente alla madre, trattenuta a forza, che si strazia urlando nel suo linguaggio “incomprensibile”, astenuto dall’immaginare se erano urla contro l’assurdo dolore di madre incompreso per motivi somatici e per superiori ragioni di “uomini con i coglioni girati”. E’ in scena la rappresentazione estrema della brutalità, insita nella filosofia pragmatica dei duri, che riduce il mondo a chi parla come te altrimenti ti offende, che ci ostiniamo a non considerare la paranoia pura che altro non è.

Non soltanto ci sono motivi così ben palpabili nelle ragioni alla base delle ribellioni che possono fondarsi su cose molto meno identificabili. Solo che, se per la quasi totalità siamo disposti a dimenticarci tutto pur di guadagnarci circa 18 euro al mese, immaginate come argomenti sentimentali, quindi impalpabili, possono essere ritenuti incongrui e incomprensibili di urla e gesti in simil-cinese.

Tornando concreta, e gentile, suppongo siano molto pochi quelli disposti a capire solo il sorriso di una mamma cinese (non cristiana) verso il suo bambino che mangia riso malcondito da una ciotola.
E’ o non è, da noi, che certe cose vengono definite “prenderla con filosofia” o “accontentarsi di poco”? Sorridiamo, noi che sappiamo, dalla tele, come si mangia, si scopa e si fanno prospettive come si deve. Come ogni donna deve dichiararsi disponibile e come ogni sorriso maschile dev’essere una promessa d’amplesso. Altrimenti è il nulla. Secondo noi.

Ed è questo il popolo che da decenni non ha un presidente ma un Re. Ed il Re, quando diceva che 2 più 2 non fa 4 non era affatto illogico, è che conosce i suoi sudditi più di quanto essi sono disposti ad ammettere.

Buon fine settimana.

gullich ha detto...

@Eva non ti quoto (sei troppo complessa...) ma ti apprezzo moltissimo :o)

Flyingboy ha detto...

Che io sono croato e tu caro lettore di queste rigge italiano, io sinceramente me ne sbatto (scusate i toni non e' la mia natura ma li uso apposta qui). Nel privato ho ricevuto un'altra critica sul mio commento originale postato qui, e mi ero promesso di lasciare le cose senza ulteriori chiarificazioni apposta. Apposta per vedere chi ha la sensibilita' di mettere davanti al orgoglio nazionalistico (con molto sapore calcistico) il senso di giusto e sbagliato.

Ahime', i miei timori si sono avverati. Non che ne sono rimasto sorpreso eh.. e solo una ulteriore delusione, attesa e scontata.

Che io sono croato e tu caro lettore di queste righe italiano e' un puro caso su quale ne tu ne io non abbiamo avuto una minima posibilita' di agire. E poi cosa vuole dire sta appartenenza a una nazione? E' piu' importante della morale universale e senso di giustizia?

Nei anni 40 in Germania esisteva gia' movimento antinazzista, eppure quella era una Germania nazista e vigliacca, e nessuno mai contesterebbe questa affermazione, neppure i tedeschi stessi. Lo era, perche' se non lo era non permeerebbe mai che un pazzo guiderebbe un popolo alla rovina propria e quella dei altri popoli. La razza ariana, lo razza superiore, razza , razza, razza...

Io sono “razzista” per quello che ho scritto nel mio primo commento?

Ebbene, lo sono. E ne sono fiero. Lo saro' sempre. Per me esistono 2 “razze” solo. I giusti e quelli non, (buoni e cattivi se vogliamo) e disprezzo i zombie. I zombie sono sordi, muti e ciechi parasiti di ogni societa'. I conformisti, paraculi, leccaculi, quelli che girano il volto in altra direzione alle immagini di ingiustizia solo perche' non li tocca direttamente. Quelli che poi si inventano 1000 scuse e giustificazioni per la loro imobilita'. Quelli che non hanno la capacita' di capire che quello che permettono che succeda oggi ai altri un domani succedera' a loro. E sara' inutile correre dalla mammina piangendo. Raccoglierai come semini, dice un detto famoso internazionale.

(continua...)

Flyingboy ha detto...

(segue...)


I zombie seminano indifferenza, e indifferenza un giorno raccoglieranno. E in questo momento, sono completamente indifferente se' ho offeso qualche senso di nazionalismo, perche' qui si parla di tutto tranne quello.

Il termine “Italia, paese popolato da..” non lo ho inventato io, ne questo vuole dire che tutti i italiani sono cosi'. Che la maggioranza sia dei zombie lo affermo e fino a prova contraria concreta e non a parole destinate solo e soltanto per trovare delle giustificazioni. Le giustificazioni ai miei occhi non esistono. Quello che e' da condannare e' da condannare, quello che e' da difendere e' da difendere. Esiste qualcosa di piu' grande di ogni senso di appartenenza nazionale, e questa e' la dignita'. Dignita' di un essere umano.

Ho fatto una ricerca su google per capire se' il mio italiano e' in errore, cercando di capire cosa veramente significa il termine “popolato da”... estraggo un parere scritto da un ITALIANO trovato per puro caso tra i primi risultati:

“E' incredibile! Facendo una ricerca su google news esce poco e niente, nulla sui siti delle testate qualunque paese normale , in una situazione come l'italia avrebbe fatto la rivoluzione da da un pezzo , ma l'italia e' un paese popolato da vecchi e vigliacchi ed e' destinato a crollare. Uno studio ha dato all'italia un rischio di default pari al 60% e sono convinto che anche quando si arrivera' a non pagare piu' le pensioni e gli stipendi agli statali ( che in italia sono il 35% della forza lavoro) non succedera' nulla. se siamo conciati cosi' la colpa e' degli italiani ignoranti e vigliacchi. per l'ignoranza la colpa non e' loro (io mi tengo fuori ormai con l'italia ho poco a che fare) , lo stato ha fatto in modo che la popolazione fosse la piu' cretina del mondo mnandandogli in merda il cervello con i tg4 , grande fratello ecc. ma la vigliaccheria e' nel dna. Angelo “

In quel forum, NESSUNO , RIPETTO, NESSUNO, ha accusato angelo di essere un razzista.
Perche'? Perche' e' un italiano?

Io dicendo stesse cose, sono un razzista? Non e' che e' razzista proprio chi mi accusa di razzismo solo perche' sono Croato e dovrei stare zitto d'avanti alla ingiustizia italiana che sempre ingustizzie e' prescindere dei coloranti dalla nazionale?

Rimango di parere, che Italia e un paese popolato dai zombie. Questo lo dicono i fatti, le statistiche, le mie esperienze personali come le esperienze di quasi tutti i extracomunitari con quali sono in contatto, lo dicono analizzi dai scienziati, lo dice la REALTA di Italia d'oggi.

La domanda da porgersi non e' se i toni di Flyingboy sono appropriati o no, se Flyingboy e' un razzista o meno, semantica, forma, toni.. bla bla bla bla.

La vera domanda e': cosa sono intenzionati a fare i Italiani per fare cambiare le cose?

gullich ha detto...

Di tutto il tuo delirio verbale, l'unica cosa sensata è questa

"La vera domanda e': cosa sono intenzionati a fare i Italiani per fare cambiare le cose?"

ma solo se cambi "gli italiani" con "le persone".
(se da tempo frequenti questo paese non ti sarà difficile comprendere che dinanzi al vocabolo italiani ci sta meglio l'articolo "gli")


Per il resto il tuo commento dimostra semplicmente che non ha capito una BF di quello che ho scritto, ma ciò non mi meraviglia affatto, vista la tracotanza con cui ti poni.

Razzista in italiano, visto che pretendi di dare anche lezioni tratte da google di una lingua che non sei evidemnete in grado di gestire neanche nella forma esteriore) ha il significato mediato di chi divide per razze, ovvero ascrive a categorie.


Non esiste una razza italiana composta di stronzi, così come non esiste una razza ariana così' come non esiste una razza croata... per la semplcie ragione che le persone non sono tutte uguali per razza.

Esistono società che attraversano fasi più o meno marcate di medioevo culturale per ragioni che hanno mille sfaccettature e che, mediamente, centrano una Bf con la razza nè con una generica ed apodittica categoria di "italici".

prendo comunque atto che il sociologo FB ha espresso il suo autorevole, motivato e scientifico:

" Che la maggioranza sia dei zombie lo affermo e fino a prova contraria concreta e non a parole destinate solo e soltanto per trovare delle giustificazioni. "

Con lo stesso criterio potrei affermare che i croati sono per il 98% degli stronzi sanguinari e xenofobi, tanto tu puoi tranquillamente porti nel restante 2% :o)

Se provi a rileggere quello che hai scritto ed a riflettere criticamente sulle tue affermazioni (ammesso che sia operazione a te nota) vedrai che ti contraddici ogni due righe.

E bada che faccio questo per nessuna fede calcistica o per altre questioni di contrapposizione.

gullich ha detto...

Io so perfettamente chi sono, come sono e cosa faccio nel quotidiano. Non ho necessità riaffermarlo qui sopra.

Mi diverte semplicemente dire ad uno che arriva con tracotanza a definire "una razza" composta in maggioranza di zombi senza cuore e senza palle (salvo poi incazzarsi immediatamente dopo dando del razzista all'interlocutore se solo nomina in un periodo ipotetico l'etnia croata) che è un banale e un patetico sbruffone da blog che incarna alla perfezione lo stereotipo del balcanico attaccabrighe.

Le parole servono ad esprimere pareri, emozioni, sensazioni, confronto che può essere anche brusco ed aspro ma che deve mantenere natura dialettica, dialogo, analisi... io trovo sia questo il senso del confrontarsi su un blog...

se servono solo a gonfiare il petto portano davvero poco lontano...

vedi caro croato, io negli ultimi... diciamo... sei/sette anni, ho fatto una esperienza professionale molto intensa con persone della tua origine geografica che diciamo non rappresentano proprio i premi nobel della cultura e della socialità... quindi non parlo dell'episodio da strada, parlo di un contatto diretto con persone che mostrano i lati peggiori di sè...

Non ho mai pensato di definirli una razza popolata al 90% di stronzi senza cuore, banditi e predoni.

Perchè ho giudicato le persone, non la razza, anche se a volte la tentazione di ricondurre determinati atteggiamenti alla provenienza geografica può essere forte.

Allora ritornando in topic e per concludere, dico che il senso del mio intervento, sin dall'inizio, era semplicemente quello di contestare l'attribuzione del razzismo e - ancor più dell'ignavia che denuncia Chiara - ad un popolo in quanto tale definendolo dispregiativamente italico perchè è una operazione scorretta e offensiva per le persone che vivono in quel paese e perchè, riconducendo determinate caratteristiche all'etnia italiana è una operazione - parimenti - razzista mentre il problema - che sicuramente esiste - va analizzato con riferimento al contesto culturale sociale e politico che oggi h a disposizione chi vive in italia e alla capacità che ha il cittadino medio di quel paese di elevarsi di fronte a tale , desolante, panorama.

Ah, Fb, perdonerai se ti ho usato come figura retorica per esplicitare il mio pensiero nei confornti degli altri lettori e della proprietria del blog: mi è chiaro, e non da ora, che il confronto con te sia assolutamente inutile :o)

regards

wgul

Neelps ha detto...

FlyingBoy scrive
Rimango di parere, che Italia e un paese popolato dai zombie. Questo lo dicono i fatti, le statistiche, le mie esperienze personali come le esperienze di quasi tutti i extracomunitari con quali sono in contatto, lo dicono analizzi dai scienziati, lo dice la REALTA di Italia d'oggi.


Ma!?, permettimi di dubitare un poco di questa affermazione, nel senso che la percezione che ho io, per esempio, non e' proprio cosi drastica.
Ciononostante e' anche vero che negli ultimi anni probabilmente il problema si e' accentuato proprio per via della nuova immigrazione, le prime fasi comportano sempre dei problemi "razziali" anche se, a mio avviso, qui il termine "razzismo" viene decisamente abusato perche' non e' la razza il problema.

Ad ogni modo, il tuo italiano, anche se sbagli qualche articolo, si capisce benissimo.
Semmai quello che non mi piace del tuo discorso e' il fatto di limitare gli "zombie" ai confini italici, non capisco quale sia il bisogno di identificare questo fenomeno entro dei confini geografici che nulla determinano se non qualche quisquiglia burocratica. Ogni paese "ricco" si trova ad affrontare questo problema, ed ognuno lo digerisce in modo e in tempi differenti, sono fenomeni che oscillano.
E' ovvio che lo straniero che si trova in mezzo a questo mulinello, avra' modo di vivere momento non piacevoli.


La vera domanda e': cosa sono intenzionati a fare i Italiani per fare cambiare le cose?


Perche' Oblomov dovrebbe alzarsi dal letto?

;)
Neelps

Neelps ha detto...

Chiara citando un tizio che indossa vestiti da donna dice:

Queste parole rappresentano un'analisi valida della situazione.


Ti prego di non farti prendere per i fondelli!! l'ipocrisia in quel messaggio non e' che una minima parte del problema.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Posso dire?
Che ci siano tanti commenti ad un mio post a me fa anche piacere. In fondo cio' solletica un po' di quella vanita alla quale anche io, forse piu' di chiunque, cedo.
I commenti significano che c'e' chi per un attimo ha voluto soffermarsi sulle mie parole, regalando un po' del suo tempo per condividerle o contraddirle oppure, come nel caso del battibeccho fra Gullich e Flyingboy, per una mera questione che riguarda una diversa visione della realta'. D'altronde chi ha la certezza di vedere le forme ed i colori nel modo in cui li vedono gli altri? Nessuno.
Se chiediamo a due pittori di dipingere uno stesso paesaggio, i due quadri risulteranno totalmente diversi.
Mi capita di vivere con molte donne, differenti sia come carattere, eta', lingua, e questo lo so bene. I dissidi e le incomprensioni sono all'ordine del giorno, ma il segreto per convivere e' nella sintesi. Nel saper aggregare le positivita' cercando di attenuare le negativita'.
Si potrebbe fare a questo punto un'escursione su cio' che puo' significare positivita' e negativita', ma non vuol essere questo ne' il momento ne' il luogo per ampliare il discorso. E non voglio neppure addentrarmi nei meccanismi che innescano le "gare" virtual-dialettiche di chi intende proporre al meglio il suo "quadro". Voglio solo dire che mi piacerebbe vedere le discussioni limitate ai soli aspetti generali del problema, delle opinioni espresse e non vederle entrare in questioni personali.
Infatti e' ben diverso se dico "gli italici sono un popolo di idioti" dal dire "pincopallino e' un idiota". Nel primo caso posso essere tacciata di razzismo (ammesso che il termine "italico' presupponga appartenenza ad razza, cosa che non e'), nel secondo di maleducazione.
E' bene che adesso torni a parlare del termine "italico" e della valenza che da qualcuno viene data ad esso, oppure della valenza che qualcuno crede io attribuisca ad esso.
Italico e' un termine dispregiativo, non lo nego, ma non e' razzista. Come ci sono gli italici esistono gli ungarici e persino i croatici. Essere "ici" presuppone, almeno nel significato che voglio ascrivere alla parola, far parte di quella parte di popolazione che possiede un grado di empatia minimo o inesistente, che pensa solo ai cazzi propri, anzi, peggio, pensa solo a rompere le palle altri, prevaricando il prossimo per consolidare i propri privilegi.
Sono certa che qualcuno argomentera' con i soliti luoghi comuni: "homo homini lupus", "il fine giustifica i mezzi" e tante altre esternazioni che io reputo, appunto, da "ici".
Ma non potrebbe essere altrimenti, perche' il mio quadro e' ovviamente diverso da quello di chi io reputo "ico"; il mio paesaggio contiene dettagli e colori che quello di chi e' "ico" non conterra' mai. E' per questo motivo che io e gli "ici" mai riusciremo a vedere le cose nello stesso modo, per quanto ci insultiamo oppure cerchiamo di convincerci a vicenda.
Stessa cosa vale nel caso di Gullich e Flyingboy, a meno che il loro contrasto non sia dovuto ad altre cause.
La diversita', la radicalizzazione delle posizioni, l'impossibilita' di creare un dialogo con gli interlocutori che la pensano diversamente da noi, questo fastidio che proviamo per chi non dipinge con i colori che noi vorremmo, un fastidio crescente che sempre piu' si tramuta in disprezzo, in odio, mi fanno pensare che, forse, si appartiene a genetiche distinte. E qui potrebbe davvero entrare in ballo il razzismo.

gullich ha detto...

@chiara "La diversita', la radicalizzazione delle posizioni, l'impossibilita' di creare un dialogo con gli interlocutori che la pensano diversamente da noi, questo fastidio che proviamo per chi non dipinge con i colori che noi vorremmo, un fastidio crescente che sempre piu' si tramuta in disprezzo, in odio, mi fanno pensare che, forse, si appartiene a genetiche distinte. E qui potrebbe davvero entrare in ballo il razzismo."

Non credo. FB per quel che mi riguarda potrebbe essere molisano, trentino, veneto piemontese o islandese.

Definire una collettività un massa di stronzi non è, imho, un modo diverso di dipingere il quadro.

é solo sprezzo. Quindi non voglio accreditare alcuna visione, io ho la mia e l'ho esposta, se qualcuno continua a dire che comunque chi vive entro i confini d'italia è al 90% uno zombie credo di aver poco da dirgli.

nella mia personale visione delle cose è un arrogante presuntuoso, nella peggiore un cretino.

se esprimere questo pensiero sia maleducazione valuta tu.

Da 127 post non sto dipenegdo nulla, sto semplcimente dicendo forse è meglio guardare la luna del dito che la indica.

Poi le valutazioni sul singolo episodio, sui mutamenti della società, sulla visione personale di chi ha una cittadinanza piuttosto che un'altra, di cosa significhi essere straniero oggi in Italia (ma forse anche in svizzera, in germania, in inghilterra in francia, in marocco) sono tutte questioni su cui possiamo confrnatrci ognuno esprimendo le proprie sensazioni.

Irrompere in un post e dire in questo paese siete una massa di zombi senza palle e senza cuore io lo trovo maleducato, razzista (nel senmso lato del termine) e offensivo (e prima ancora inutile ai fini di qualunque sensato confronto) più che dire ad un singolo sei un cretino.

Magari sbaglio, eh.... ho solo espresso il mio pensiero.

regards

wgul

gullich ha detto...

@chiara "il segreto per convivere e' nella sintesi. Nel saper aggregare le positivita' cercando di attenuare le negativita'."

tra l'altro, visto che parli di sintesi, concetto che condivido e parrezzo, quale momento di superamento delle contrapposizioni, trovi che sia utile enfatizzare e sottolineare continuamente singoli episodi, esprimendo disprezzo continuo per gli italici (che ovviamente quando si comportanto da ici neanch'io apprezzo)?

o la ricerca della positività e della sintesi (direi della integrazione) passa altrove?

conosco realtà, intorno a me, in cui persone provenienti da aree dell'est e dal marocco hano trovato una integrazione perfetta con la comunità locale, tanto che l'applicazione di leggi fatte per dividere e non per integrare avviene spesso anche da parte di chi è preposto ad applicarle, cum grano salis.

ed altre, a pochi chilometri di distanza, in cui le medesime etnie hanno scelto diversi spazi e diversi approcci e la tensione è grave e palpabile.

Dici che tutti gli italiani sono da una parte e gli italici dall'altrà o forse il quadro è un pò più sfumato e le tinte di FB (ma anche di certi tuoi post) alla fine rischiano di non portare alcuna sfumatura positiva?

Flyingboy ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=uly9_8lHGjw

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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