domenica 13 dicembre 2009

13
comments
Il mondo delle mele

Non sono molto intelligente, e neppure abbastanza esperta per trattare argomenti che parlino di economia, di politica oppure di sociale. Di sicuro c’e’ chi, su tutto cio', ne sa assai piu' di me e che potrebbe insegnarmi un sacco di cose. Pero’, purtroppo, ho strane idee strampalate che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, e cosi' radicate che, anche se volessi, non mi ci potrei mai sottrarre. La colpa di tutto e’ di mia nonna; anche lei poco intelligente e con idee piuttosto bislacche. Oltre a questo, essendo tzigana ed ignorante, mi spiegava le cose in modo molto semplice, facendomi degli esempi talmente banali che persino io da bambina riuscivo a comprenderli. Uno dei argomenti che usava per insegnarmi qualcosa della vita e dei valori che le persone dovrebbero imparare, conservare e trasmettere, era quello del mondo delle mele.

Il mondo delle mele e’ uno strano mondo. Adesso che sono adulta comprendo che un luogo del genere non puo' esistere se non nella nostra immaginazione, ma mia nonna utilizzava questo metodo con me e sono certa che anche voi, se vi concentrerete, se espanderete la vostra fantasia, se tornerete per un attimo bambini, riuscirete a vederlo ed anche a comprendere il bizzarro comportamento dei suoi abitanti.

Nel mondo delle mele l'unico bene esistente era la mela. Non esisteva altro che quella. La si produceva, la si scambiava (ad esempio una mela rossa per una mela gialla) e la si mangiava, ma la si poteva anche usare come orpello decorativo o per ostentare la propria disponibilita' economica. Infatti, il livello di ricchezza e d’importanza di ciascuno, veniva misurato esclusivamente in base alla quantita’ di mele possedute.

In questo mondo ipotetico e stravagante c’era dunque chi, ricchissimo, aveva talmente tanti alberi di mele che con il raccolto poteva riempirci interi silos in cui capitava spesso che le mele in eccesso, immancabilmente, marcissero, e c’era chi, invece, non possedendo neppure un misero alberello, per nutrirsi doveva affidarsi allo spirito caritatevole altrui attendendo che qualcuno gli donasse almeno una mezza mela finanche marcia. Pertanto i governanti del mondo delle mele proposero di trovare una soluzione al problema, poiche' coloro che non possedevano neppure una mela erano tanti, molti piu’ dei pochi che, invece, potevano permettersi di far marcire le mele nei silos. Cosi’ fu presa una decisione: chiunque era in possesso di mele ne doveva mettere alcune in un recipiente comune in modo che queste, poi, potessero essere distribuite a chi non ne possedeva neppure una.

All'inizio, soprattutto fra coloro che avevano i silos pieni di mele, ci fu chi propose che ognuno mettesse nel recipiente una sola mela, ma ovviamente chi ne possedeva soltanto una obietto' dicendo che, se l’avesse donata, sarebbe stato lui a restare senza mela, e questo sarebbe stato alquanto ingiusto. Quindi ci fu chi propose un metodo diverso, cioe’ che ciascuno si tenesse una sola mela e mettesse tutte le altre nel recipiente, ma questo trovo’, ovviamente, l’obiezione di quelli che di mele ne possedevano molte.

Ne seguirono liti furibonde ma, alla fine, dopo tanto discutere fu stabilito che nessuno poteva accumulare una quantita’ di mele tale che fosse superiore a cento volte quella posseduta da chi ne aveva di meno. Cosicche’ se il piu’ povero avesse posseduto una sola mela, il piu’ ricco non avrebbe potuto accumularne piu’ di cento a meno che il povero non fosse stato in grado di averne almeno due; fatto vantaggioso anche per il ricco che, in tal caso, avrebbe potuto accumularne duecento. Ma se per sfortuna fosse capitato che il primo non avesse avuto alcuna mela, anche il secondo sarebbe rimasto senza, perche’ cento volte zero come risultato da’ sempre zero.

Nel mondo delle mele l’accordo fu trovato e da allora tutti vissero felici e contenti, sia i piu’ poveri che i piu’ ricchi. Chissa’ se qualcosa di simile potra’ mai avvenire anche in altri mondi e se, stabilendo dei limiti oltre i quali nessuno potra’ piu’ accumulare, si anteporra’ il senso di appartenza all'invidia, e l'altruismo solidale all’avidita’, che e’ poi quella che, da chi possiede i silos pieni di mele, viene spacciata ad arte come motore che muove il progresso.

13 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

avrei tante cose da dire su questo post, ma sono nella capitale per alcuni giorni a fare il mio dovere di gazzella (non posso pensare ad altro: sapessi quanto è bello fare la gazzella cara leonessa, ti mangeresti la coda).

Quando ritorno recupero tutto.

Ciao Davide

BC. Bruno Carioli ha detto...

Grandi, quelli del mondo delle mele.

Ev@ ha detto...

Il motivo per cui chi accumula lo fa, si dice sia per avidità, che sappiamo possa essere sconfinata perché pare che a questo “sentimento”, viste certe “fortune” che girano per il mondo, possa non esserci limite. Ma è un evidente troppo, perché come illustra l’esempio delle mele, nessuno, per quanto ingordo, avrebbe lo stomaco capace di ingerire interi silos di mele. Eppure è appropriato, perché se l’economia fosse fatta di mele le cose andrebbero così come tua nonna descriveva, ne sono certa. Perché l’obiettivo dell’avidità non è farsi “panza-tanta”, bensì impoverire il prossimo, per renderlo malleabile e docile, trattabile e disponibile. Insomma è un discorso di potere e, indirettamente, una questione di sesso.

Gira la voce che i personaggi “potenti” non è affatto un caso siano soprattutto dei maschi. Certo, non esclusivamente sono maschi. Ci sono anche donne che si inseriscono in questa scala, arrivano pure in alto e sono mosse da motivazioni omogenee a quelle maschili, ma è meno tipico e meno eclatante. E con l’attenuante che essendo comunque maschile il vertice (che ha dunque un suo importante peso nel definire il non-scritto regolamento di questo gioco) vi possa essere un certo “favorimento” verso certe caratteristiche che, magari, possano essere finalizzate a ciò che dice il famoso proverbio: “chi ha compagno nel duol, scema la pena”.

Quale può essere la molla di tutto ciò? Mah… magari l’insicurezza che è insita nel maschio? Nella sua incertezza della titolarità della paternità? Dite che esagero? Eppure, mi è capitato di osservare che i padri sono fieri solo se il neonato è una fotocopia di se stesso possibilmente migliorato (se si tratta di una neonata, a volte, anche un padre occidentale storce il naso, anche perché tutto sarà fuorché uno strapagato giocatore di calcio). In ogni caso, non c’è padre che non cerchi con ansia gli aspetti “visivi” della paternità, chissà, forse perché sarebbe terribile affrontare gli sfottò degli amici che, come nel film di Benigni, potrebbero incrinare l’evento con quel terribile “non ti somiglia ppé niente” dalle veramente molto imbarazzanti e destabilizzanti implicazioni.

Quindi, diciamo che esiste una certa categoria di individui, un substrato, che pensa sia meglio che il potere sia saldamente in mani paterne, così, tanto per scansare certe, diciamo, critiche. E per auto-rassicurarsi: è sempre meglio prendersi il sicuro, no?

Poi, questo substrato, funge da sostegno per alcuni che sbarellano per la tangente del prenderci gusto, dilatando questo codice comportamentale nello spazio deformato dalle fantasie malate che rendono i loro pressi un insopportabile e allucinato caleidoscopio di immagini, gesti e modi di sottomissione e domino e ancora sottomissione e altre dissacrazioni.

Per questi “tipi” -che un certo sistema ha reso “alfa”- molti provano ammirazione, perché in superficie sembrano il non plus ultra del potere di controllo che tutti, in questo sistema, agognano. Ma in via definitiva ciò è da sprovveduti, perché ignari che questa è solo la condivisione delle dannazioni intime dell’incubo personale dell "eroe", individuo dalla sola elementare caratteristica che è svettare su tutti che, per quanto benvestita e tempestata di lusso, è un abilità scimmionesca. Si, esattamente come lo suggerì, molti anni fa, Stanley Kubrick, tra le righe di 2001 odissea nello spazio.

Saluti

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Si, esattamente come lo suggerì, molti anni fa, Stanley Kubrick, tra le righe di 2001 odissea nello spazio.

Azzz....
Non ho capito come sia stato possibile arrivare al monolito nero partendo dalle mele...
Magari mi sono persa in qualche passaggio logico.
'Spetta che rileggo il commento. :-))

Ev@ ha detto...

Beh… Stanley Kubrick, si in quel film mostrava in apertura gli antichi scimmioni, assorti in rudimentali lotte attuate trascurando la logica (il monolite). Brutto imprintig per l’umanità successiva. Infatti, secondo il regista, gli uomini della conquista spaziale, poi, rappresenteranno solo un proseguimento di tutto ciò, in quanto sono mostrati sopratutto dedicati ad affermare il loro clan persino in occasione dell’avventura spaziale. Un grande passo per l’umanità, disse qualcuno a quel tempo. Kubrick credo fosse scettico su questo e propose un film per rappresentare che tutto ciò fosse la solita vecchia storia. Poi ci sono altre cose, in quel film immenso, implicite nell’impazzimento del computer che da prezioso alleato diventa il tuo peggiore, infido nemico… suggerisce il dubbio di come anche un meccanismo perfetto, una macchina, un meccanismo, possa sfuggire al controllo.

Con quella citazione molto “specchio dei complicati tempi attuali” (che sono presuntuosi e potrebbero deridere una semplice storia di mele) intendevo comunque alludere al fatto che certi personaggi, sono “spaziali” nell’essere elicotteromuniti e “padroni” della tecnologia (mi riferisco a quella “mediatica”, soprattutto, ma non solo), alla fine, spesso, sono solo degli scimmioni, in quanto a monte della loro pretesa maestria dell’interpretazione dei tempi attuali c’è la solita, vecchia, solita illogica pulsione. Quella che appunto in altre storie, spingerebbe ad accumulare insensatamente mele in un silos.

Già c’era da sospettarlo, ad osservarli, che certi personaggi sono rozzi ed animaleschi. Cioè, come fanno per es. i trichechi, era tutto un usare forze (economiche, di potere) per affermare il dominio sul branco e poi per godere del sesso delle varie trichecche (so benissimo che si scrive con una sola “c” ma mi diverte scriverlo sbagliato!).

Poi, quando ti cade in testa il mattone, ovvero il meccanismo si inceppa, fai quello sguardo che fa l’astronauta quando, dentro la sua ridicola tuta, finisce a ramengo nella silente immensità dell’universo.

Qundi, “2001 odissea nello spazio” e la “storia delle mele” sono due storie che appartengono allo stesso filone: due modi diversi di descrivere la stessa identica insensatezza.

Due "sberle" che una certa "filosofia" si becca, così, una da una parte e una dall'altra.

Non so se ho reso l'idea :)))

Un abbraccio.

rossoallosso ha detto...

affascinante il mondo delle mele,purtroppo si scontra con il mondo delle zucche vuote, che e' poi il genere umano ;-)

Icy Stark ha detto...

Il mondo delle mele non è male, ma limita di molto la sua crescita e le libertà delle persone. Sono d'accordo con l'idea generale, ma dare un rapporto fisso (tra massimo e minimo) di quanto si possieda limita le spinte verso l'alto, che non sono sempre sbagliate. Magari una uguaglianza non formale delle persone, partendo dalle necessità base, sarebbe cosa buona e giusta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ma limita di molto la sua crescita e le libertà delle persone.

Mia nonna diceva che la povera gente aveva una sola liberta': quella di morire di fame.

limita le spinte verso l'alto, che non sono sempre sbagliate.

Non, non sono sbagliate ma solo se esse avvengonoin seguito ad un innalzamento del tenore di vita della base. Altrimenti la situazione alla lunga porta a quello che tutti abbiamo sotto gli occhi.

Neelps ha detto...

Eva scrive
Il motivo per cui chi accumula lo fa, si dice sia per avidità ......
come illustra l’esempio delle mele, nessuno, per quanto ingordo, avrebbe lo stomaco capace di ingerire interi silos di mele. Eppure è appropriato, perché se l’economia fosse fatta di mele le cose andrebbero così come tua nonna descriveva, ne sono certa. Perché l’obiettivo dell’avidità non è farsi “panza-tanta”, bensì impoverire il prossimo, per renderlo malleabile e docile, trattabile e disponibile.


Ciao Eva,
Non credo di aver capito molto del tuo post ma non mi trovo molto d'accordo quando dici che si accumula per avidita'.

Questo puo' essere vero in certi contesti, se tu sapessi che ogni giorno hai a disposizione N mele, perche' ne dovresti accumulare?

Oggi viviamo in un contesto che, per sopravvivenza, ci ha insegnato ad accumulare, quindi quando accumuliamo le mele, anche se non riusciamo a mangiarle le prendiamo lo stesso, perche' e' un comportamento insito nella nostra cultura.
Ma se ogni giorno trovassimo delle mele fresche, non ci sarebbe nessun motivo logico di accumulare.

Molti comportamenti umani sono determinati dal contesto in cui si vive.

Se invece alla mela viene attribuito un valore di scambio, allora si che l'accumulo cambia forma. Ma il valore di scambio lo hai perche' attribuisci ad una Merce (mela) un valore (Denaro) e quindi arriviamo in un sistema in cui si vuole scambiare della merce con del denaro, con il fine di ottenere piu' denaro ( piu' valore di scambio ), cioe' finiamo in una catena Denaro-Merce-Denaro, sistema in cui, come diceva giustamente la nonna di Chiara, quelli che non hanno Denaro sono costretti a vendersi e l'unica liberta' che hanno e' appunto morire di fame.

Ed e' proprio la democrazia parlamentare a garantire questa liberta'.

Viva la democrazia!

:)
Neelps

Neelps ha detto...

Icy Stark scrive
Il mondo delle mele non è male, ma limita di molto la sua crescita e le libertà delle persone.


Non sono d'accordo.

1. limita la sua crescita. FALSO.

A)
Quando le persone sono incentivate a seguire i propri interessi, hanno tempo , lo fanno per passione, hanno quella cosa che gli brucia dentro e lo fanno bene. Piu' sono e piu' alte saranno le probabilita' di successo.

B)
L'attuale crescita e' dovuta ai progressi nelle arti e nelle scienze.
In entrambi i campi, il motore che spinge in avanti con potenza prerompente e' la curiosita', la passione dello scoprire, non sono i soldi o il profitto.
Non ho mai conosciuto uno scienziato che facesse lo scienziato per motivi economici.

In queste condizioni, le possibilita' di crescita sono illimitate, sostenere invece che l'attuale sistema cresca e' imbarazzante, l'attuale sistema e' frenato e milioni di cervelli vengono gettati nel fango ogni giorno a svolgere compiti del tutto inutili.


2. Limita la liberta' delle persone. FALSO

Per liberta' io intendo la possibilita' di una persona di cercare di perseguire cio' che lo rende piu' felice (creare,inventare..)
Tu invece intendi la liberta' di guadagnare X, dove X non e' soggetto a limitazioni, e intendi questo perche' sai che senza valore di acquisto non puoi accedere ad una serie di merci.
Ma i piu' non sono affatto liberi di guadagnare quanto gli pare, la distribuzione del reddito segue una normale di gauss, quindi quando tu parli di liberta' di guadangare X parli di una netta minoranza di individui.

Ad ogni modo, per evitare equivoci, il mondo delle mele di Chiara e' confuso perche' non arriva al "nocciolo" :-)

ciao
Neelps

Ev@ ha detto...

@Neelps

Si comincia ad accumulare per avidità e si continua per impoverire e, di conseguenza, controllare. Ed è parallelamente attuato uno sforzo straordinario per far apparire "giusto" tutto questo mondo dominato da fortune stellari ed elitarie.

I politici non sono stati bravi ad arginare questo perché a loro questo faceva comodo, insomma per il fatto che dev’essere vera la malignità secondo la quale quella categoria preferisce la crisi al benessere, in quanto, nel benessere, la gente invece che eleggerli li manderebbe "a quel paese" dedicandosi invece che a loro, al "peace & love".

Ma, in regime di "pece & love", a un "love?" può scapparci un qualche "no!" e questo è digerito male da certi individui.

Sono questi che sempre manovrano affinché la possibilità di un “no!” sia minima. Se nulla, è anche meglio. Insomma sempre tramano per assurgere al ruolo di “colui che non deve chiedere mai” che da sempre è il loro eroe. Per cui, meno “peace & love” vi è, meglio è.

Quindi il loro pornografico sogno è un set nel quale le parti si invertono e i pretendenti diventano, qui, corteggiati. In questa loro fantasia erotica, avverrà che “quella” (ma anche “quello”) che altrimenti poteva dire no, sarà invece nella la parte di chi spera di essere scelto dal loro sguardo annoiato.

Un mondo perfetto, per alcuni, è così.

Saluti

Neelps ha detto...

Eva scrive
Si comincia ad accumulare per avidità e si continua per impoverire e, di conseguenza, controllare.


Continuo a non essere del tutto d'accordo perche' non ti stai astraendo dal contesto.
E' vero, si accumula per avidita' e per il controllo, ma questo puo' avvenire solo se alla Merce viene attribuitogli un valore in Denaro.
Il valore e' controllo perche' determina le tue liberta' di scelta, difatti chi non ha valore, cioe' denaro, e' costretto a vendere l'unica merce che possiede, se' stesso, per ottenere denaro con cui procurarsi della merce (cibo, vestiti, divertimenti).

Tutto cio' che viene dopo, e' conseguenza, non causa.
Mi pare di capire che stai dando troppa importanza "ai politici", perche' essi sono conseguenza, non causa.

La storia ha insegnato che, fino ad ora, la miglior forma politica per mantenere lo stato di cose correnti, e' dare liberta' assoluta, quindi la forma politica della repubblica democratica.
Che infine non e' altro che una parvenza di liberta', perche' come dicevamo prima, la persona che non possiede Denaro o mezzi per creare Denaro, deve vendere se' stesso come Merce, ma il prezzo di vendita non e' da lui determinato liberamente.

Quindi la liberta' di cui parliamo si limita al scegliere se vivere (nelle condizioni preposte) oppure morire di fame, come diceva la nonna di Chiara.

Poi ovviamente, possiamo tutti scegliere di non guardare il TG4, di leggere i libri che vogliamo, di criticare SB e lasciarci per questi motivi fuorviare con delle discussioni del tutto insensate che non dovrebbero nemmeno riguardarci.

Io spesso mi arrabbio, e' successo anche qui, perche' vedo gente in gamba assorbita in discussioni inutili.
E tutto questo chiacchericcio non fa che distrarre da cio' che invece determina le cause, ossia la catena D-M-D. Una semplice progressione capace di spiegare in un solo colpo, lo stato delle cose, dalla poverta', allo sfruttamento, al "razzismo", all'immigrazione, alle guerre, in sostanza alla violenza sistematica esercitata ogni giorno sull'uomo, grazie anche all'illusione della liberta' democratica.

piacere di averti letto Eva.
ciao
Neelps

L'Obasso ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=8WPHRLqta6g

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics