domenica 13 settembre 2009

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Luna tzigana

Questa notte, nel cielo, eri una sottile falce d’argento e risplendevi, morbida e vischiosa, innocente e misteriosa. Se fossi stata una bambina, avrei anche potuto credere, con un salto, di poter salirti sopra a cavalcioni, ed invece sono stata li’ appoggiata al davanzale della mia finestra a guardarti estasiata mentre ti stagliavi nitida nel cielo, cosi’ innaturale da sembrare dipinta.

Ho sorseggiato un po’ di te’ dalla mia tazza ed il suo calore mi ha fatta sentire malinconicamente felice, di quella dolce malinconia che sa strapparmi un sorriso, ma che anche mi fa strizzare gli occhi quasi da farmi uscire le lacrime. Ho sentito dentro una piccola vertigine, un sottile languore, come un senso di vuoto ed ho desiderato carezze che mi riempissero di tenerezza e saziassero quell’inatteso appetito.

Luna tzigana, solitaria protagonista di tante poesie, che cosa volevi dirmi? Ancora una volta mi hai ipnotizzata facendomi sentire viva. Respiravo ed ho sentito l’aria, lentamente, discendere piacevolmente nei polmoni, mentre gli odori delle mie colline si mischiavano al profumo penetrante e dolciastro dell’uva matura che qui indica la stagione della vendemmia.

In questa notte di solitudine, ho avuto voglia di abbracciarti e con te avrei voluto abbracciare anche chi, per tanto tempo, ho tenuto dentro di me e che ancora mi manca. Lo so, luna, sono soltanto un’inguaribile romantica che vive ormai in un tempo che non e’ piu’ il suo, non giudicarmi male per questo ma credimi, sono felice anche quando piango… perche’ in fondo e’ giusto cosi’.

Poi, ho lasciato che mi baciassi perche’ tu, cara amica discreta e silenziosa, amante tenera e sensuale, non mi hai mai delusa, non mi hai mai fatta piangere, non mi hai mai spezzato il cuore. E mentre le note di una dolce musica mi facevano rivivere momenti mai dimenticati, sono rimasta in silenzio e mi sono abbandonata alle tue tenere carezze.

11 commenti :

Gio ha detto...

Scalzo per non far rumore
Mi sembra di disturbare il suo dialogo con la solitaria luna.
Sussurro poche parole solo per dire che, davvero, Klara puo' dare 'del tu' alla luna.

Ev@ ha detto...

Protagonista di un album che è un capolavoro, mi ha fatto riflettere sulle "dark sides", obiettivo di un impresa votata ad affermare "è mia", mi ha fatto riflettere sulle tante sfumature di cui è capace la rapacità del genere umano.
Grandi cose, però, devo dire, nessuna importante come quell' "oh.." stupito, sorpreso, felice, affascinato, che ammetto di fare, a volte. Non me lo regalo, piuttosto è come un regalo che ricevo, quando la vedo nel cielo, a volte.

Mi chiesi, tempo fa, come potessi ancora sorprendermi alla vista di questa creatura notturna capace di svelarti un altro senso delle cose. Ho capito così che il sogno è e sarà sempre, per me, importante. E che non cambierò mai, alla faccia di chi ha provato a pervertirmi alla mentalità che, nel tempo, invece, si cambia.

Oggi so che chi prende le distanze delle emozioni semplici, ha solo paura di morire e che quindi, per questo, taglia le proprie emozioni ad una ad una con la pretesa che questo si fa per “crescere”. E, questo, vi assicuro che si fa proprio con il machete. L’obiettivo, al di là di giustificati propositi, è trasformare il giardino della propria esistenza in un piazzale asfaltato. Trasformare, insomma, un qualcosa che può essere anche avvincente, in un qualcosa di banale. Quindi che si può superare senza fastidiosi rimpianti.

Sembra assurdo ma invece c'è un sacco di gente che lo fa e molti sono pronti a farlo. Perché guardandosi intorno, vedendo tanti altri che fanno ciò che tu fai, ci si rassicura.

Accade in tutto il pianeta. In Italia, addirittura, in un momento di crisi della fantasia, è successo che sia stato ritenuto l’ennesimo genio uno che dopo aver asfaltato il proprio giardino ingrandito a dismisura, ne ha disegnato uno sopra, vasto e quindi spettacolare. Ma se certi dettagli potrebbero anche starci bene, è solo un “troppo” disegno. E’ solo grande, insomma.

L’artefice, che è abile ed affarista (nel frattempo, infatti, ha messo su un bel commercio delle proprie vernici per giardini asfaltati) potrebbe dire che anche il mio è un disegno e sono certa che non mancherebbero le persone pronte a giurare che questa è un affermazione incontrovertibile. E quindi sorriderebbero quasi come il sintetico capopopolo (po-po-po) che è a monte di quella mentalità splendidamente sintetica.

Io però, che mi lascio cullare dalla dolcezza delle ombre, non ho esattamente la smania di smentirli e nemmeno ho intenzione di perdere tempo a discutere che il problema della puzza si supera usando vernici all’acqua. Non mi do pena di dire a costoro che il mio giardino, differentemente dal loro, è ricco di ombre non solo sotto il sole (che quelle possono essere disegnabili), ma sono quelle date dalla luce della luna (che differentemente da loro io non temo) che possono essere davvero interessanti.

Ma si è troppo intenti a dissiparle, le ombre. Perché inquietano, si dice. Sono pericolose, si dice. Io dico che è molto più inquietante e pericoloso asfaltare tutto, ma, tranquillo, Boss, non voglio diventare “a capo” di un movimento che professi il “non asfaltare”. Io non sono come te.

Voglio solo godere della vista di questa magnifica luna. Come quella di stasera, Luna-Peyote, perché poi ho capito che è stata lei a trovare me, mentre percorrevo uno dei miei tanti, caldi, deserti. Nella notte urbana.

modesty ha detto...

...siete tutti in una bellissima vena....

Kamavirya ha detto...

Bellissime queste "immagini"!

Anche io la guardo spesso, la Luna.

La guardo sorgere dal giardino di casa o dalla finestra della mansarda da dietro i monti (il "Resegone" su tutti) che fanno da cornice al lago, al "mio" bel lago...

La vedo spesso anche quando tramonta, quando lascia il posto al Sole, tramontando dietro altre montagne (il Monte Rosa...che curiosa casualità!) e per un po' di minuti è lì, pallida a lasciare il testimone...

E allora, perché non possiamo continuare a sognare???

Leggere qui: http://lcross.arc.nasa.gov/faq.htm

Ebbene sì, sono un inguaribile romantico...

KAM :-|

gullich ha detto...

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?


:o)

Gio ha detto...

@ Kam: quel lago non è tuo, è MIO :D
Cmq. non c'è Resegone che tenga, per me nulla vale il Medale ;-)

@Gullich, quando dici Luna dici Giacomo :-)
Ciao!

Kamavirya ha detto...

@Gio: ok, ti lascio il lago...ma permettimi, il Resegone "...sotto un'alba e un tramonto più rossi del Campari..." non teme confronti!!! ;-)))

Perdonaci, Chiara, per l'off-topic!

KAM :-)

davide ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

anzi..

http://www.youtube.com/watch?v=cX99DyKuH4k&feature=PlayList&p=79FDBEEF0CD105B8&index=11

buona notte

michail tal ha detto...

@Eva
l'immagine del giardino disegnato sopra l'asfalto, che a sua volta copre il giardino è geniale.

giuseppe perani ha detto...

Volevo solo riportare "in alto" questo post per chi come me non c'era o semplicemente se n'era dimenticato.

Ciao Klara.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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