sabato 19 settembre 2009

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L’onere della prova

Come si sentirebbe una donna che fosse continuamente costretta a dimostrare la sua onesta’ e correttezza? Quali sentimenti proverebbe se, ad esempio, il partner, insicuro, la obbligasse a dimostrare che e' fedele, dicendole che qualora non dimostrasse d’esserlo, allora evidenzierebbe automaticamente d'essere una che tradisce? Cosa penserebbe di lui? Penserebbe che lui la rispetta? Che la stima? Che si fida di lei? Penserebbe che la ama? Oppure si sentirebbe considerata una persona da poco, che lui possiede e dalla quale puo’ pretendere qualsiasi cosa finanche la dignita'?

Gia’ un fatto del genere sarebbe per me inaccettabile se accadesse nella vita reale, e l’unica volta che ho vissuto una tale situazione sono fuggita via senza provare alcun tipo di rimpianto o di rimorso, immaginiamoci quindi quando cio’ avviene nel mondo virtuale, dove le persone dall’altra parte dello schermo, anche se a parole dichiarano amicizia, affetto, stima e tante belle cose, in fondo sono solo degli sconosciuti che vivono un film che esiste soltanto nella loro testa. Eppure, nel virtuale piu’ che nel reale, mi sono trovata spesso a fronteggiare pretese che per molte persone forse non rappresentano un problema, ma che per me hanno sempre assunto un significato grave ed inquietante. Un attacco a cio’ che piu’ ho di prezioso: il mio spirito libero.

Pare che una donna non possa mai essere, infatti, pienamente libera e che per forza debba appartenere a qualche maschio; che sia il padre, il fratello, il fidanzato o il marito, non ha importanza. Per la cultura patriarcale nella quale molti, anche coloro che si dichiarano a favore dell'emancipazione femminile, vivono immersi, una donna senza un uomo e’ niente, non ha un’identita’ propria e se per caso vuol vivere la sua vita in modo indipendente, diventa preda dei cani che si lanciano al suo inseguimento per ghermirla, e per toglierle quel briciolo di liberta’ che le appartiene. Perche’ una donna libera che non accetta imposizioni e non si piega alle pretese maschili, non puo’ e non deve esistere.

Questo nel mondo reale, ma anche in quello virtuale esiste una regola non scritta che li' per li' potrebbe sembrare una robetta da poco, ma se ci riflettiamo un po' anch'essa e’ frutto di questa volonta’ di controllo che il maschio ha nei confronti della donna: l'onere della prova. Una cosa a cui da sempre mi ribello, soprattutto se e’ pretesa da chi dichiara di stimarmi, se non addirittura di volermi bene. Dunque, se per caso entrate in un qualsiasi ambiente virtuale, forum, blog o mondo digitalizzato che sia, e ci entrate come donne, allora sappiate che l'onere di dimostrare al maschietto di turno che donne lo siete davvero, sara' vostro. In caso contrario diverrete inevitabilmente uomini. Non fatevi illusioni, non credete a chi vi dira' che in fondo non e’ importante il vostro genere ma e’ importante cio’ che esprimete. In realta’ i maschietti cercheranno da voi certezze perche' per loro, il solo pensare d’essere affascinati da una personalita’ che potrebbe essere quella di un uomo camuffato da donna, e' un fatto tremendo che mette in discussione il loro sentirsi dei veri maschi.

In tutti questi anni vissuti nel web, sono stata sottoposta non so piu' quante volte a richieste di ogni tipo, incontri reali oppure in webcam o telefonate che potessero in qualche modo dimostrare la mia genuina appartenenza al genere femminile e magari, perche’ no, anche la mia disponibilita' ad accontentare certi appetiti sessuali. Una pretesa di garanzia in mancanza della quale io diventavo in modo sistematico, ingrata, disonesta, scorretta ed alla fine di tutto, un grasso e baffuto ragioniere brianzolo che si prendeva gioco della gente.

E’ facile intuire che di fronte a determinati tipi di richieste io, da sempre in contrasto con certi comportamenti messi in atto da chi non riesce ad accettare il fatto che un NO significhi solo NO e non significhi altro, non ho mai potuto acconsentire alle pretese di chi, come un bimbo viziato, voleva a in ogni modo possibile ottenere la soddisfazione di un bisogno che, in molti casi, non trovava corrispondenza da parte mia. Con cio’ molte persone non hanno fatto i conti e, costantemente, hanno continuato e continueranno a sbattere il muso contro quel muro che ogni volta erigo nel momento in cui capisco che i miei piccoli gesti di “apertura” verso l’esterno, invece di essere interpretati come doni sinceri, vengono invece utilizzati come Cavalli di Troia per intrufolarsi all’interno della mia intimita’ e del mio mondo privato.

E’ per questo motivo che, quando vengo messa alle strette da chi, pretenzioso, mi chiede di dimostrare che non lo inganno, divento fredda, ingenerosa, cinica, cattiva, e mi oppongo con forza a quella che ritengo essere una vera e propria violenza simile, anche se meno grave, a quella fisica. L’onere della prova non spetta a me. Non sono io a dover dimostrare chi sono, non e’ mio compito dare certezze a chi non e’ in grado di averne di proprie. Su questo punto mi pare d’essere sempre stata Chiara. Anche perche’ subissandomi di tali richieste e forzandomi a far qualcosa contro la mia volonta’, cio' che si ottiene e' l’effetto contrario, perche’ in fondo penso che l’interesse per me non sia per come e chi sono, ma sia solo per cio’ che ho fra le gambe. O forse dovrei dire "non ho" fra le gambe.

San Tommaso chiese a Gesu' d’infilare un dito in una sua ferita, condizione necessaria per credere alla sua divinita', e Gesu’ glielo consenti’. Ebbene, io non sono ne’ il Messia ne’ una dea e non ho alcuna intenzione di dimostrare chi sono. Io lo so chi sono, e cio’ mi basta. Posso a volte far filtrare qualcosa di me, posso anche aver voglia di donare qualcosa a qualcuno, ma di sicuro non mi prestero’ a farmi infilare un dito in nessuna parte del corpo, soprattutto se lo si pretende. Ed anche in tal caso sono certa che ci sarebbe chi, comunque, non sarebbe soddisfatto e chiederebbe assai di piu’. Magari il permesso di far entrare quel suo dito anche nel mio cuore.

56 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

forse mi dò troppa importanza, ma quando ti arrabbi mi sento sempre un po' in colpa.

Non vorrei che ti riferissi alla mia segnalazione del convegno di Trieste sull'Ungheria.

Te lo ho segnalato perchè trattava del passaggio dal comunismo al liberalismo nel tuo paese e in Russia, di cui abbiamo spesso discusso su questo blog.

Comunque ti assicuro che io nei giorni scorsi non ero a Trieste ma a casa mia.

Quanto al mio amico poliglotta lui ha due bambini ed essendo un cattolico convinto (nel senso buono del termine), non tradirebbe mai la moglie.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

per dimostrarti che nei giorni passati non ero a Trieste (e quindi non ti ho teso nessuna trappola), puoi chiedere conferma a Lameduck. Poichè nei giorni scorsi ho postato alcuni commenti sul suo blog lei può facilmente confermarti se venivano da Trieste o dal Trentino.

Ciao Davide

Kameo ha detto...

.... ehmmm scusa davide,
ma ci sei? sei connesso? O_o

davide ha detto...

Cara amica Kameo,

"" ehmmm scusa davide,
ma ci sei? sei connesso? O_o""

Ci sono, ci sono.

Ciao Davide

marco ha detto...

Mi ricordo un vecchio film dell'orrore, poltergeist, uno dei pochi che ho visto, non amo il genere, e mi domando: "Ma quella mano vuole entrare nel monitor o si vuole difendere da quello che c'è dietro al monitor"?

Cari saluti

modesty ha detto...

il mondo virtuale mi fa quasi più paura di quello vero.
sarà anche perchè sono troppo imbranata a crearmi il personaggio (dopo 5 minuti mollo tutto e cerco qualcuno che posso picchiare).

proprio per il fatto che tutti possiamo essere quello che vogliamo e nessuno è quello che è realmente.
e a me manca una rotella o due per saper scindere alla lunga le due cose.

e poi (dettaglio forse idiota) in tutti questi ambienti virtuali mi sembra di essere in un cartoon jappo. e io li detesto quelli!

love mod

(il post precedente era proprio bello!)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: Ma quella mano vuole entrare nel monitor o si vuole difendere da quello che c'è dietro al monitor?

Nessuna delle due cose. Secondo me esprime che le due realta' possono entrare in contatto, ma non fisicamente. Il limite e' quello imposto dallo schermo che separa due mondi che le persone dovrebbero tener separati, senza farsi prendere dalla tentazione, talvolta forte, di mescolarli.
C'e' pero' chi, in quel gesto, vede anche una carezza. :-)


@ Modesty: dopo 5 minuti mollo tutto e cerco qualcuno che posso picchiare

Tieni conto, cara amica, che nel virtuale quasi tutti picchiano tutti. Tutti si sentono dei superman (delle superwoman) ed il delirio d'onnipotenza raggiunge livelli maniacali.
Picchiarsi (verbalmente), insultarsi, far vedere agli altri che si e' migliori, piu' bravi, piu' intelligenti, piu' tutto e una delle attivita' che nel web va piu' di moda. E con questo ciascuno/a si costruisce un proprio mondo, isolato da quello di tutti gli altri, in cui non esiste posto per niente se non per l'egoismo, la prosopopea e l'individualiosmo piu' sfrenato.

(il post precedente era proprio bello!)

Non avevi detto di non essere romantica?
Comunque, per quel post devo ringraziare chi, regaladomi quei momenti descritti, mi ha dato modo di poterli riscrivere sotto una diversa luce: quella in cui a volte anche io m'illudo di poter vedere i colori.

modesty ha detto...

sembra una stronzata: ma so esattamente cosa hai provato quando lo hai scritto. non è illusione. è consapevolezza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Davide, scusa, ma non capisco. Credi forse che questo post sia dedicato a te? O_O

Guarda che sei fuori strada. Pero' sarei curiosa di capire quale collegamento hai fatto per avere il sospetto che mi riferissi a te.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Guarda che sei fuori strada. Pero' sarei curiosa di capire quale collegamento hai fatto per avere il sospetto che mi riferissi a te.""

Hai ragione. Forse come dice l'amica Kameo non ho connesso bene.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

bella manicure

gugge

Gio ha detto...

Capita anche a voi?
Nei primissimi istanti dopo il sonno, il mio cervello è completamente annebbiato, perso, confuso.
Stamattina, ad esempio: mi sveglio e do' un'occhiata al cellulare, aspettavo un messaggio importante, ma sbadatamente l'avevo spento la notte prima.
Lo accendo dunque, e mi chiede le 4 cifre di PIN - quei 4 numeretti che so al volo di giorno, mi apparivano sconosciuti, e ho dovuto fare uno SFORZO per poterli ricordare.
A cosa sto pensando?
Semplice: quando perdiamo la testa, anche cose ovvie ci richiedono grande fatica, e possiamo non essere in grado di farle.
E pensa, che se avessi sbagliato per tre volte di fila il PIN avrei perso per sempre l'accesso alla mia scheda telefonica cui tengo tantissimo, visto che è zeppa di sms di amici.
Ciao!
PS: è nato! :-)

marco ha detto...

@ ChiaraC'e' pero' chi, in quel gesto, vede anche una carezza. :-)

Non l'avevo proprio considerata. Mi sa che la mia sensibilità sia ormai in disarmo.

Ti sei accorta che hai scritto:
Su questo punto mi pare d’essere sempre stata Chiara.?
La tua identità "virtuale" sta invadendo l'ortografia?
E' solo una battuta, eh!
Virtuale tra virgolette perchè, a differenza di second life, che non ho mai praticato, voglio credere che qui ci siano persone reali...Ne avevamo già parlato, non mi dilungo a ripetere.
Non serebbe male, però, lasciare la maiuscola. Magari l'hai fatto apposta. Lascia quell'indeterminazione tra nome ed aggettivo. "Sono Chiara e voglio essere chiara".


@ GioCapita anche a voi?
Nei primissimi istanti dopo il sonno, il mio cervello è completamente annebbiato, perso, confuso.


Oh, se capita!
Certi giorni i primi istanti durano fino a mezzogiorno, l'una.



Buona settimana.

Ev@ ha detto...

Non so... io invece ho fatto uno strano sogno, confuso e spezzettato. Percorrevo luoghi e incontravo gente, poi... a un certo punto, ho sentito una strana sensazione, alla schiena, come un brivido, ma molto sottile, quasi delicato. Non mi sono voltata ma, tra me e me, mi sono detta una cosa proprio assurda: "strano, è come avessi la sensazione che una gigantessa fosse pronta a ghermirmi". Ma, nello stesso tempo mi sono anche detta: "Ma no... ma che razza di cose vado a pensare? Le gigantesse non esistono". E mi sono rassicurata.

Solo che, poi vedo certe foto e comincio a sudare talmente freddo che, accidenti, un altro paio di colpi così e, da sola, riuscirò nella ciclopica impresa di riequilibrare lo sconquasso climatico del pianeta!

Che brividi, passo ad altro, và.

Ah, carina quella dei "cartoons jappo". Mi associo. Trovo vera questa affermazione ma per chi si ostina a perseguire una concezione di "vero" che si pretende limpida, cristallina e, soprattutto, inequivocabile

Per me è assurdo. Una verità del genere è impossibile almeno quanto la pretesa che si possa condurre una vita "apolitica" perché la verità, come tante altre cose, siano sempre "cose" soggettive. Per chi scuote la testa dico che, visto che parlavo di immagini, anche le fotografie, che si pretende siano "immagine vera", sono verità soggettive, tant'è che si "scelgono" quali mostrare. Sempre.

Infatti, le foto esprimeranno sempre un punto di vista, una prospettiva, quindi sono, per certi versi un falso che esiste. E' solo meno smaccato di un immagine "disegnata" e... no? Dici di no? Insisti?

Dimmi, allora: ammesso che, scelto lo steso soggetto, "tu" (inteso come il generico lettore di queste righe e non qualcuno in particolare) e, per esempio, Diane Arbus, ecco, lo avreste fotografato allo stesso modo quello (proorio quello) stesso soggetto?

Non rispondermi di si, perché non ci credo. E, se hai intenzione di divagare, ti assicuro che quelle della Arbus erano proprio fotografie, eh.

Jappo-Saluti a tutti!

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,

l'onere della prova.......

non credo sia prerogativa maschile, forse lo è di chi ha "paura di perdere", si innesca così un meccanismo di richiesta di prova, senza accorgersi che in tal modo si può solo che procurare danni alla "relazione/conoscenza/amicizia".

Credo che, ogni persona scriva qui, vorrebbe conoscerti, ma forse la cosa più bella è saperti primula rossa:-)

Veder materializzare Chiara, forse, potrebbe, rovinare qualcosa, quindi meglio non chiedere nulla:-)

un sorriso

Gio ha detto...

@ Alex,

noi 'conosciamo' Klara molto di piu' del lattaio sotto casa che vediamo ogni giorno, e anche piu' del collega che distrattamente salutiamo (vale anche il viceversa), non credi?

Forse, avessimo incontrato Klara nella vita di tutti i giorni, non l'avremmo conosciuta affatto - lei ci avrebbe visto come i soliti che ci provano, noi come irraggiungibile anche per discutere di Relatività Generale (e avremmo perso i sensi prima di arrivare alla teoria delle Stringhe probabilmente)

Il bello di questo 'conoscersi' virtualmente è che non involve un sacco di impicci e paure.

Mi sento un po' corsaro ;-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: Magari l'hai fatto apposta

Magari... chissa'. :-)


@ Eva: è come avessi la sensazione che una gigantessa fosse pronta a ghermirmi

Sono sensazioni davvero strane. Per caso la figurina in pantaloni e con il taglio di capelli sbarazzino, sei tu?


@ Alex: si innesca così un meccanismo di richiesta di prova, senza accorgersi che in tal modo si può solo che procurare danni alla "relazione/conoscenza/amicizia"

Questo e' vero. E soprattutto e' vero un altro fatto, cioe' che di fronte al rifiuto della persona di "donarsi" completamente, come loro vorrebbero, certuni tentano di "ucciderla" nel modo che nel mondo virtuale e' piu' appropriato, screditandola.

Alex ha detto...

Concordo con te e le tue parole Gio, forse conosciamo Chiara più dei nostri colleghi, credo per questo che la rispetto anche quando mi tratta male:-) anzi (:

Alex ha detto...

Chiara scrive:
"di fronte al rifiuto della persona di "donarsi" completamente, come loro vorrebbero, certuni tentano di "ucciderla" nel modo che nel mondo virtuale e' piu' appropriato, screditandola."

Solo le persone sciocche ed ignoranti, hanno questo comportamento, e credo, anche, quelle cariche di odio.

Bibi ha detto...

La butto lì: forse tutto dipende dal fatto che gli argomenti che tratti ed i forum vari erano abbastanza "particolari" in quanto "sex oriented".
Sono d'accordo perfettamente con te riguardo al fatto che in questa tipologia di forum dopo due post c'è subito la caccia alla "veridicità" del fatto di essere donna ma questo forse dipende proprio dalla tipologia del forum. Tieni anche presente che in certi posti circolano ancora la storia di "lady patata"...od altre amenità simili.
Mi sono chiesto più volte se la stessa cosa ti sarebbe successa se invece di dire di essere una ex escort avessi detto di essere una ex maestra che ha approfittato di una finestra per godersi una baby pensione e se invece di frequentare postacci di puttanieri avessi frequentato un forum di ricette tradizionali.
Detto questo concordo in pieno sul post, anche perchè spesso è successo anche a me di dover fornire "prove" di esistenza o simili.
a.y.s. Bibi
P.S. forse mi sono un pò incartato ma spero che tu abbia capito...

ascolta_il_muto ha detto...

Chiarissimaaaaaaaa :-D

Se solo trovo un attimo per pensarci ..... madò quanto mi manchi :-)

Mat

Ev@ ha detto...

Mi assale il dubbio che il ruolo di ex-maestra non sia il più adatto per riparare da certi “assalti”. In proposito cito alcuni titoli di film del passato nostrano, più o meno recente, vere e proprie opere di riferimento del divertimento casereccio, oltre che ottima base della politica del sorriso e dell’ora di ricreazione permanente:

L’insegnante
L’insegnante al mare con tutta la classe
L’insegnante va in collegio
La supplente
La supplente va in città

Per la salvezza dell’eroina di turno, conviene pensare ad un'altra provenienza professionale. E, siccome mi sa proprio che tutte le maggiori categorie professionali siano da considerarsi “a rischio”, occorrerà proprio sforzarsi, con la fantasia. Avendo naturalmente l’accortezza di evitare mestieri molto ambigui, tipo “esperta di cucina Thai” ipotizzabile per una certamente torrida pellicola che potrebbe intitolarsi “La Cuoca Thailandese”. Insomma siamo nella padella, occhio a non finire nella brace!

Life is movie!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bibi: ma questo forse dipende proprio dalla tipologia del forum

E nel caso di Second Life?
No no, non e' solo una caratteristica dei forum sex oriented.


@ ascolta il Muto: Ciao e ben ritrovato. Certo che potresti anche trovare qualche minuto per salutarmi qui, ogni tanto.

gullich ha detto...

cioa Chiara, un saluto....

post evocativo, mi ha ricordato momenti passati e, forse, ormai lontani...

bello anche quello sul tramonto, una delle Chiare che apprezzo di più.

Ti segnalo due link imho interessanti, spero perdonerai l'OT.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=6672&ID_sezione=38&sezione=News#

http://www.guardian.co.uk/world/2009/sep/20/berlusconi-italian-women-sexism

un abbraccio

wgul

Ryo ha detto...

E' da un pezzo che ti ho nel blogroll ma ho cominciato a rileggerti solo da un po'..

Sei impegnativa, molto impegnativa come scrittrice :P
..e ultimamente non me lo posso permettere, sono un po' giù..

Dammi un po' di tempo, il tempo di riprendermi e poi torno a commentare anche da te, inoltre devo dare un'occhiata approfondita al tuo blogroll, sicuro di trovare altri fantastici blog.
Ciao!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gullich: Grazie della visita. I tuoi commenti, caro amico, sono sempre graditi. Il secondo link che segnali lo avevo gia' letto, mentre il primo no. Comunque, per quanto riguarda Internet, in America si stanno proponendo cose che voi umani italici non potete neppure immaginare:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/09/internet-stati-uniti.shtml?uuid=ad9cdbde-a755-11de-bb8f-0a0de7afd1a1&DocRulesView=Libero



@ Ryo: Che vuoi dire con impegnativa?

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara:-)

scrivi:"in America si stanno proponendo cose che voi umani italici non potete neppure immaginare"

Lo sai benissimo che gli americani sono i più intelligenti di tutti:-)))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: Lo sai benissimo che gli americani sono i più intelligenti di tutti

Mai scritto questo. Ho solo scritto questo:
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2009/05/un-popolo-didioti.html

Saro' per questo considerata anti-italiana? Ecchissenefrega! In una nazione in cui sul capo del governo girano voci su frequentazioni di minorenni e di personaggi che spacciano droga e prostitute, dove i migranti vengono presi e mandati nei lager libici a morire ed i truffatori dello stato possono sanare i loro misfatti finanziari pagando pochi euro d'ammenda, assergli contro e' quasi un fatto obbligato.
Buona giornata. :-)

gullich ha detto...

Cara Chiara,

non vorrei andare oltre con l'OT, trovo tuttavia che quanto si prepara in America sia degno di un paese civile e senza bavagli, ma sta anche su un piano assai diverso rispetto a ciò che esprime obama sul mondo dei blog e dell'informazione...

Un conto sono il libero accesso alla rete e la sua fruizione senza limiti, un conto è il sostenere che alla fine i bloggers non sono fungibili con l'informazione (tesi che perlatro condivido).

quanto a "noi" italioti, non credo che questo paese abbia mai avuto una coscienza collettiva e - se oggi c'è - non è coscienza ma sonno collettivo da grande fratello.

Mi pare tuttavia che vi sia anche una parte consistente di italioti che hanno i sensori pronti e che non sopportano più questa pantomima da tardo impero. Non tutta l'italia è gelatina inconferente, anche se grazie al predominio su quella sono stati affossati i mezzi democratici attraverso i quali cambiare rotta.

Non è solo votando ogni qualche anno che si rimane un paese democratico, purtroppo.

ps... mi associo al grido di dolore del muto.... quanto mi manchi :o)))))

ciao

wgul

Yuna90_42 ha detto...

Balli?
Sì!
Ci abbracciamo e cominciamo a “parlare” piano, “sottovoce”, confidenti.
Il tempo scorre senza darne percezione, la serata è piacevole, un po’ ci si racconta, un po’ ci si confessa, un po’ ci si apre.
Poi, quando tutto è perfetto, tu ti senti bene, rilassata, sciolta, a tuo agio, te ne accorgi…lui….mirava.
Tu, proprio tu, eri il suo bersaglio inconscio, inconsapevole; lui attendeva pazientemente, con la stessa pazienza di un felino che aspetta al varco la sua preda, e quando le tue difese, le naturali barriere che ogni donna erge a difesa della sua personalità calano, si affievoliscono, lui coglie lo spiraglio e colpisce.
Sì, si avventa sulla preda con la stessa grazia e potenza del predatore di cui sopra, con effetti sconvolgenti e devastanti, la sorpresa, lo shock, l’impatto con la dura realtà dei suoi denti sulla tua carne ferita e palpitante, un senso di oppressione al centro del petto, gli occhi si socchiudono e finalmente lo vedi per quello che è….capisci cosa è….intuisci il suo vero scopo primario, e tutta la manovra eseguita ad arte per portarti proprio lì, il punto favorito per il suo balzo….ti senti esposta, denudata, violata….il pensiero diventa: “Dunque questo è quello che volevi!”.
Non posso evitare il brivido che corre lungo la mia schiena al giungere della consapevolezza, la prima parola che mi giunge alla mente è “meschino”, la seconda “vigliacco”, un senso di repulsione mi assale, primo sentimento che puntualmente insorge quando mi trovo a fronteggiare l’inganno!!!
Le mie braccia vorrebbero eseguire un moto involontario ed automatico, come ad allontanarti, spingerti via da me, ma non possono, in realtà non stringono nulla, le dita scorrono su una tastiera, la mia mano sinistra, “la mano del diavolo”, accarezza leggera un mouse, allora perché, se fisicamente “qui” non esisti, provo questo dolore, meglio…dispiacere “vero”…”sentito”…il fatto che tu sia virtuale non difende la mia anima, non protegge il mio cuore, ho tolto la “corazza”, errore fatale ed imperdonabile esponendomi inconsapevolmente al tuo agguato.
Il mio sguardo si alza verso il soffitto di questa stanza dalla quale estendo tutte le mie “percezioni” virtuali, ed una parola sfugge alle mie labbra, come un soffio leggero, l’ultimo…”Vattene”.
Dai dici, il mio nome è “Pinco Pallino”, ti do anche il mio cell se vuoi, oh non per chiamarmi eh, facciamo un “voice veloce?”
“Basta” anche che tu dica solo “ciao”…si intuisce il tuo sorriso conciliante….si avverte il tuo sguardo speranzoso, stringi leggermente i pugni sospesi sopra la tua tastiera nell’ansia dell’attesa della mia risposta….nell’attesa della conferma che solo la mia voce può darti, “l’onere della prova!”

Yuna

Gio ha detto...

Yuna, sai benissimo qual è la soluzione: scrivere con rossetto assai provocante quel numero in un bagno pubblico, maschile of course. Non rattristarti troppo, hai messo in esercizio qualcosa che ti sarà sempre utile. Il problema è che questi sciocconi rendono la vita difficile anche per noi, fiere donzelle e autentici galantuomini poco fa differenza.

Un abbraccio sottile.

davide ha detto...

Distinta Chiara,



OT. Voglio solo informarti che il convegno di Trieste sull'Ungheria è stato un successo.

Ora il mio amico poliglotta assieme ad altri studiosi pubblicherà un apposito libro su questo convegno che provvederò ad inviarti.


Ciao Davide

Kameo ha detto...

Bello quello che ha scritto Yuna.

davide ha detto...

Cara amica Kameo,

"Bello quello che ha scritto Yuna."

Condivido al 100%.

Ciao Davide

Neelps ha detto...

Chiara scrive:
Comunque, per quanto riguarda Internet, in America si stanno proponendo cose che voi umani italici non potete neppure immaginare.

Ciao Chiara, ho trovato che sei stata molto carina nei tuoi ultimi post, intervengo dopo tanto tempo su queste tue ultime parole, non perche' sono in disaccordo ma solo per fare, secondo me, una precisazione che lascio a te giudicare se sia importante o no.

In "america" (USA), sono piu' avanti su queste cose, lo sappiamo bene, ma non solo di noi italici ma di gran parte dell'UE.

Pero', non capisco in quale modo internet in italia possa essere limitato. Non sono a conoscenza di nessun blocco di nessun grande provider italiano. La possibilita' di accedere alle informazioni non e' mai stata cosi alta come oggi.

Il problema, a mio modesto parere, non e' l'accesso libero all'informazione dal punto di vista tecnico.
Non si gioca su quel piano.
L'informazione potra' essere anche totalmente libera, ma bisogna vedere NOI come la gestiamo, che voglia abbiamo di approfondirla, di cercarla etc etc...

Tutti i "grandi" paesi industrializzati non sono dittature o monarchie, sono repubbliche democratiche, perche' quella e' la miglior forma politica esistente.
La sensazione di liberta', di essere liberi e di poter fare e di inseguire cio' che si desidera e' la migliore delle droghe.

Me e' alla sostanza dei rapporti sociali a cui bisogna guardare per sapere, conoscere il nostro livello di liberta'.

Non so se mi sono spiegato, sai che pasticcio sempre un po quando scrivo.

ciao
Neelps

Neelps ha detto...

Chiara scrive:

In una nazione in cui sul capo del governo girano voci su frequentazioni di minorenni e di personaggi che spacciano droga e prostitute, dove i migranti vengono presi e mandati nei lager libici a morire ed i truffatori dello stato possono sanare i loro misfatti finanziari pagando pochi euro d'ammenda, assergli contro e' quasi un fatto obbligato.
Buona giornata. :-)


Beh, hai ragione, pero' secondo me, commetti un grande e grave errore nelle conclusioni e, ovviamente, lo commetti volontariamente.

neelps

Kamavirya ha detto...

OT: quale raffinata eleganza rivela una mano così curata...

KAM :-O

P.S.: impazzisco per la "french" :-)

Ev@ ha detto...

Sento rimbalzare qualcosa in proposito che “in America stano preparando cose inimmaginabili” e, anche, che “l’accesso all’informazione non è mai stato così libero”… beh… pensandoci, penso che chi “immagina” (inteso come l’individuo dotato di immaginazione) non abbia una nazionalità ben definita, perché chi ha immaginazione difficilmente si fa imbrigliare dai confini politici e penso anche che se l’informazione (quella a grande diffusione) fosse veramente ricca ci farebbe sapere qualcosa di meno stranamente specifico.
Per esempio, sul versante tecnologico, nella “grande” informazione (che spazio ne avrebbe perché non tralascia di farci sapere cose come il fatto che “tizio” è “forse” fidanzato con “tizia”), dicevo, sono troppo frequenti notizie della diffusione via internet dell’ennesima truffa, dell’ennesima torpedine sessuale, dell’ennesimo giochino violento… che “detto così”, dopo altre cose dette nello stesso telegiornale, non è improbabile pensarle non un progresso ma un fattivo contributo ai mali del mondo.
Saltando oltre questo argomento ingarbugliato, è vero che negli Stati Uniti c’era una volta lo slegarsi dai vincoli imposti dalla società europea e, per questo, quella terra diventò un riparo per quanti sfuggivano soprattutto da qui, dove solo adesso, dopo troppi decenni, ci sono avvisaglie di risollevarsi dello sfacelo (in primo luogo culturale) lasciato da movimenti politici che presero piede nel XX secolo, scatenati dal senso di inadeguatezza sociale e, in quelle condizioni, dalla paura della modernità e del progresso che, allora si intuiva e rivelava. Da queste forze politiche il problema fu risolto eliminando e reprimendo, con il beneplacito di “masse” che si ritenevano innocenti solo perché agivano sull’onda di cose innocue come quella frase “non si sa dove andremo a finire” che spesso senti pronunciare e più spesso pensare.
Per chi fa finta di non capire, è bene ricordare che i movimenti politici sono definiti come “fascismi” non perché sono di giù o di su ma perché è “fascista” chiunque voglia irreggimentare e disciplinare e inquadrare, togliere spazio all’opinione differente. Diversa.
Adesso, con un altro salto, ditemi… negli Stai Uniti penseranno sia possibile che in Europa riusciamo a discutere di questo?
Non ci scommetto, sul si. Perché effettivamente non sarà facile.
Come dimostra anche “l’onere della prova”, siamo pieni di paure che strisciano, insidiose, negli strati di melma depositati nei nostri personali serbatoi come questo delle pulsioni e dei desideri. Non è isolato rispetto agli altri che, complessivamente, contengono tutto il resto.
Se la melma fosse corrosiva, che accadrebbe?
Ciao.

Kameo ha detto...

Ev@ ci lasci sempre senza fiato ;-)

Bibi ha detto...

Come si è arrivati a parlare di america, internet, informazione ect partendo dall'onere della prova..questo non voglio saperlo ma così è.
La "rivoluzione" americana annunciata, a mio parere, non è poi così epocale..anzi.
Personalmente trovo estremamente pericoloso il p2p e non mi pare uno scandalo che gli interessi economici delle compagnie telefoniche siano in contrasto con il voip.
Detto questo concordo con chi ha detto che il problema non è la libertà di accesso alle tecnologie per l'informazione ma la "qualità" dell'informazione stessa (mi pare gullich e poi neelps).
a.y.s. Bibi

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Beh, hai ragione, pero' secondo me, commetti un grande e grave errore nelle conclusioni e, ovviamente, lo commetti volontariamente.

Sinceramente, non comprendo questa tua affermazione. Credi che non la comprenda "volontariamente"?
Se ho ragione, allora non commetto errori. Oppure viceversa.

Neelps ha detto...

Chiara
Sinceramente, non comprendo questa tua affermazione. Credi che non la comprenda "volontariamente"?

Intendevo che hai ragione su SB.
Ma da questa tesi non si puo' dedurre che l'essere italiano sia il problema.
Io credo che tu lo sappia, ma per qualche ragione voglia ignorarlo.
Ma non importa :-)
L'altro giorno guardando annozero ho sentito G.Bocca dire cose simili :-)
Credo ti sarebbe piaciuta la trasmissione, amaramente spassosa, diciamo cosi, non ho capito dove vivi, quindi non so se ti e' stato possibile vederla.

buona serata, ciao
neelps

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Ma da questa tesi non si puo' dedurre che l'essere italiano sia il problema

Invece, ne discutevo oggi con amici, sinceramente credo che il problema sia proprio quello.

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara e buona domenica

"Lo sai benissimo che gli americani sono i più intelligenti di tutti" in fatti l'ho coniata io:-) era una provocazione :-)

Hai ragione quando parli di un Italia così.....

"In una nazione in cui sul capo del governo girano voci su frequentazioni di minorenni e di personaggi che spacciano droga e prostitute, dove i migranti vengono presi e mandati nei lager libici a morire ed i truffatori dello stato possono sanare i loro misfatti finanziari pagando pochi euro d'ammenda"

Credo che, nella mia ignoranza, nei paesi dove esiste una democrazia limitata è nella normalità una situazione del genere, se non peggio, ma in uno stato della comunità europea questo non dovrebbe accadere, per questo abbiamo fatto un passo indietro.

Anche a me piace molto la donna con le "french" meno se messe finte e non curate...

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""@ Neelps: Ma da questa tesi non si puo' dedurre che l'essere italiano sia il problema
Invece, ne discutevo oggi con amici, sinceramente credo che il problema sia proprio quello""

Quando nel 1996 vinse Prodi molti miei amici sostenitori di Berlusconi dissero le medesime cose che dici tu degli italiani: sono una massa di coglioni perchè votano la sinistra.
Quindi se ale prossime elezioni vincesse la sinistra tanti berlusconiani diventerebbero estimatori delle tue tesi sull'italiano coglione.


Ciao Davide

Neelps ha detto...

Chiara scrive:
Invece, ne discutevo oggi con amici, sinceramente credo che il problema sia proprio quello.

Questo tuo continuo martellare su questo tema mi sta insinuando il dubbio.
Quindi secondo te potrebbe essere un problema di cultura di noi italiani, che siamo, per cosi dire, abituati nell'arrangiarsi, alle furbizie, etc etc? cosa che in verita' non mi sento di smentire.

Ho due domande allora, per vederci piu' chiaro:

1) Tra nord e sud italia c'e' una differenza culturale abbastanza accentuata, ma la distribuzione dei voti del PdL e' piu' o meno omogenea (non ho dati certi, faccio una supposizione, correggimi se sbaglio)

2) Seguiamo un percorso alternativo, prendiamo un popolo che non ha nulla a che fare con l'italia e la sua cultura.
Gli americani (intesi come USA).
Loro avevano W, che era immischiato in affari ben peggiori di SB.

Allora ti chiedo, gli americani hanno una cultura distante dalla nostra, hanno una storia differente, cosa e' stato, quali sono stati i motivi che gli hanno fatto eleggere il caro W per ben due volte di fila?

Non credi ci siano dei tratti comuni tra noi e loro e molti altri, che siano da imputare ad una cultura che va ben al di la' dei confini nazionali?

con simpatia,
neelps

Neelps ha detto...

Davide scrive:
Quando nel 1996 vinse Prodi molti miei amici sostenitori di Berlusconi dissero le medesime cose che dici tu degli italiani: sono una massa di coglioni perchè votano la sinistra.
Quindi se ale prossime elezioni vincesse la sinistra tanti berlusconiani diventerebbero estimatori delle tue tesi sull'italiano coglione.


Davide, la questione che si discute non riguarda la destra o la sinistra.
Non e' un fatto di preferenza politica.

Questo SB e' losco, dai non raccontiamocela! Uno che si porta in casa un tizio che aveva risaputi contatti mafiosi non fa una cosa normale. Si circonda di esponenti a dir poco sinistri.
Ma insomma, su queste cose non c'e' da discuterci.

Non puoi fare il paragone con Prodi perche' al di la delle preferenze politiche, lui e' una persona seria.

Cioe' ma io non mi sognerei mai di prendere delle persone a lavorare con me che so che sono state condannate per mafia o anche solo fossero sospettate di mafia. Ma voglio dire sono forse strano io !?

Ma ti pare una cosa normale?

Ti pare una cosa normale che ci siano persone vicine a SB indagate per corruzione, mafia? e molte di queste stanno pure in parlamento?

Ma che c'e' davvero bisogno di discutere su queste cose?

Quando questa anomalia europea sara' risolta allora potremmo discutere di destra e di sinistra e potremmo "tifare" da pseudo-idioti, per una o per l'altra parte.

ciao
neelps

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

""Uno che si porta in casa un tizio che aveva risaputi contatti mafiosi non fa una cosa normale.""

Ricordo che anche di Andreotti la sinistra diceva che aveva rapporti con i mafiosi e poi si è scoperto che era innocente.

Francamente la storia della mafia la trovo poco credibile. In ogni caso negli ultimi mesi il Governo ha addottato severe norme contro la mafia e questo è quello che conta.

Che poi come imprenditore Berlusconi abbia avuto comportamenti discutibili è vero: però ti ricordo che nella prima repubblica se non pagavi le tangenti ai partiti (tutti: destra, centro e sinistra) non lavoravi.

Ciao Davide

michail tal ha detto...

Ciao Klara

riprendendo l'argomento del link di Wolfgang, ho sempre trovato interessanti e divertenti le piccole e grandi differenze culturali fra europei e americani.

Stessa origine etnica ma diversa storia, diverse scelte su come strutturare la convivenza civile, diverse opportunità, diversa visione della società e del cittadino nel suo vivere sociale.

Ho maturato e in parte cambiato dai tempi dell'università la mia visione degli USA. Soprattutto in seguito a dei viaggi e alla conoscenza diretta di italiani che là hanno deciso di restare a vivere, usufruendo di opportunità che qua mai avrebbero avuto.

Personalmente credo che gli USA e in generale il mondo anglosassone siano avanti anni luce dall'Italia, in termini di senso civico, considerazione del collettivo, della libertà e rispetto per le libertà altrui, di mobilità sociale, di concorrenza...
Certo c'è il grave e imbarazzante problema della sanità, al quale spero proprio Obama ponga finalmente rimedio. Ma l’efficienza e il tenore di vita medio che ho riscontrato li qui ce li scordiamo, proprio non ci vedono nemmeno. C’è la stessa differenza di un sistema capitalistico moderno, con tutti i suoi difetti ovvio, e un sistema feudale in declino, il nostro.

Circa la questione del machismo maschilista italico contrapposto al puritanesimo wasp, tirando le somme non è facile fare un bilancio sostenendo che sia “migliore” o più progredita una cultura rispetto l’altra. Ho sempre ritenuto il maschilismo italico alla stregua della nostra struttura sociale: primitiva e feudale. Le differenze linguistiche sono interessanti e talvolta divertenti. Ad esempio in italiano la parola “figa” è universalmente riconosciuta come un termine con accezione positiva (un complimento), se aggettivo, mentre un termine solo leggermente volgare ma diffusissimo se inteso come sostantivo (parte anatomica).

Ebbene, la parola in assoluto piu’ volgare di tutto il vocabolario inglese, ma proprio pesantissima nel suo essere dispregiativa sapete qual è? Proprio quella che contraddistingue l’organo riproduttivo femminile: Cunt. Dite cunt ad una donna e quella puo’ denunciarvi. Non è come darle della stronza, no, è proprio una parola considerata offensiva al massimo grado.

Cosa se ne puo’ dedurre? Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in merito. Dapprima potrebbe sembrare una bigotteria da puritani, ma a pensarci bene potrebbe essere nient’altro che una riluttanza dell’inconscio collettivo di una società ad oggettivare l’essenza femminile in un particolare anatomico. Questa facile e triviale associazione di una donna e tutto il suo essere con il suo organo riproduttivo in fondo è una scorciatoia mentale fra le piu volgari, non credete?. Mi chiedo cosa ne penserebbe Noam Chomsky :-)

Dunque la pensavo cosi in passato, ma sono stato successivamente smentito con vari racconti di amici americani su costumi che tradiscono dei retaggi maschilisti forse ancora peggiori dei nostri.
E anche espressioni e locuzioni varie piuttosto esplicative, tipo “bros before hos”, o il fatto che è a parte le grandi città è istituzionalizzato negli usa lo scambio cena / sesso. Non esiste che quando un ragazzo e una ragazza escono insieme si divida, pga solo il ragazzo, e non parlo della prime sere, am sempre. Ho visto ragazze non portarsi nemmeno dietro la borsetta uscendo con amici…lo trovo piuttosto arcaico.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Neelps: Quindi secondo te potrebbe essere un problema di cultura di noi italiani, che siamo, per cosi dire, abituati nell'arrangiarsi, alle furbizie, etc etc? cosa che in verita' non mi sento di smentire

Centrato il punto. E lo dice anche Michail Tal nel suo commento.

Neelps ha detto...

Michail Tal scrive:

Ma l’efficienza e il tenore di vita medio che ho riscontrato li qui ce li scordiamo, proprio non ci vedono nemmeno.


Io non sono molto d'accordo.
A parte che bisognerebbe sapere cosa intendi per tenore medio di vita.
Per me non e' soltanto la disponibilita' economica, ma e' anche il sapere di non venire abbandonati a se' stessi, cosa che in europa (uk, francia, italia, germania) non capita.
Certo il problema sanita' non e' cosa da poco, ma non e' solo quello.

Certo va detto che e' la mia percezione personale di chi e' nato qui in europa, quindi magari distorta.
Ma io avessi una famiglia e dei figli preferirei vivere qui in italia, avrei una percezione di sicurezza maggiore, di non essere abbandonato in caso di perdita lavoro, malattia grave o altro.
Negli USA ci starei tranquillo solo avendo consistenti disponibilita' economiche, oppure sapendo di poter tornare qui per qualsiasi motivo.

In italia e in europa in generale non si sta affatto male e non credo che il livello sia inferiore agli USA, anzi in certe situazione credo sia molto meglio stare qui. E io faccio il paragone con le citta piu' ricche della west-coast, quindi non credo che la situazione migliori altrove.

ciao neelps

michail tal ha detto...

Ciao Neelps

Anch'io la pensavo come te fino a qualche anno fa, ma ora ho cambiato idea.

In linea di massima preferisco di gran lunga un sistema di welfare, diritti e doveri, che si basi sulla responsabilità individuale, e non ipocritamente sulla famiglia. E chi dalla famiglia si vuole affrancare? E chi la famiglia non ce l'ha? L’Italia ha un sistema che protegge chi già gode di una qualche rendita di posizione. Se sei dentro una lobby (notai, dentisti, farmacisti, tassisti e chi piu ne ha piu ne metta) , sei hai una famiglia benestante, se godi della protezione dell’articolo 18 etc etc
Non esiste un sistema di sussidi per i disoccupati e per i precari in qualità di singoli lavoratori non protetti. Certo moltissimi italiani hanno papino e mammina con un indeterminato e casa di proprietà li’ pronti ad aiutarli, ma dai tempo al tempo…l’Argentina è dietro l’angolo.


Comunque non voglio addentrarmi in discussioni sui massimi sistemi, che non se ne esce piu’…
Posso farti qualche esempio concreto.
Piu’ di un amico che qui avrebbe fatto la fame è stato accolto a braccia aperte (e cordoni della borsa ben allargati) da prestigiose università che hanno procurato vitto alloggio e stipendo piu’ che dignitoso per gli anni di dottorato e poi lavori che qui si sarebbero SOGNATI.
Ma non basta. Sono andato a trovarne uno qualche mese fa. Ho visto quanto lavora e dove abita. Ho trascorso un periodo in casa sua in un piccolo stato del Sud. Bene, la piccola e media borghesia delle città della provincia americana vive in villaggetti di questo tipo:
Appartamenti di tutto rispetto in villettine di 2/3 piani. Piscina comune , palestra con aria condizionata, sala giochi, cinema maxischermo, punto internet, area beach volley, e tutte le spese di manutenzione pagate dalla società che gestisce il villaggio.
Un posto del genere costa 600$ (circa 410 euro) al mese. Considera che lo stipendio di un impiegato medio li è di 40/50,000 $ all’anno. Se non hai lavori remunerativi ovviamente.
Da noi posti del genere sono concepiti solo per classi sociali molto, ma molto piu’ abbienti.
Dunque guadagni di piu e spendi molto meno. Poi tanti dettagli, tipo che vivi in un mondo pressoché senza burocrazia, totalmente wifi e con negozi aperti 24 ore su 24.

Io mi trovo da solo in una città italiana, Milano, dove le case costano (almeno) 5,000 euro al metro quadro e per l’affitto di un bilocale mi chiedono anche 800 euro al mese per una topaia. Mi dici come tira avanti un ragazzo appena laureato, in stage a 600/700 euro al mese per un paio d’anni?
Se non ho papino e mammina che sganciano sto meglio qui in Italia? Io non credo.

Chiaro se si dice di preferire l’Italia con in mente da una parte agli slums di una metropoli americana e dall’altra una villa in toscana stile film di Bertolucci col vinello e la buona cucina… io penso alle cose concrete, alla vita reale ed alle reali possibilità della persona singola di realizzarsi, non alla cellula familiare.
E questo benessere è dato in primis dalle condizioni materiali, dalle reali possibilità di raggiungere un livello di vita dignitoso, invece di essere presi per il culo.

ciao

Neelps ha detto...

Michail Tal scrive:
Piu’ di un amico che qui avrebbe fatto la fame è stato accolto a braccia aperte da prestigiose università


Questo lo straconfermo. Piu' che altro perche' l'ho vissuto in prima persona. Dopo il dottorato, qui non avevo possibilita' di lavorare se non sotto gli 800euro mensili, con contratti inesistenti e liberta' di azione molto molto limitate. Negli USA mi sono SEMPRE trovato molto bene, stipendio quatruplicato senza nemmeno conoscermi, nessuna difficolta' con il visto, liberta' su qualsiasi scelta progettuale, a me sembrava di stare sulla luna.
L'affito dove stavo io pero' si aggirava sui 1200$ per un appartamento in condivisione in una bella zona della citta'. Ad ogni modo dici bene a dire che di soldi ne avanzavano ancora molti.


Da noi posti del genere sono concepiti solo per classi sociali molto, ma molto piu’ abbienti.


Da noi, semplicemente questi posti esistono solo per conoscenti di conoscenti, e' impossibile entrare in posizioni del genere e questo si riallaccia al discorso che si faceva con Davide.
Il fatto che SB scambi seggi elettorali per delle prestazioni sessuale secondo me e' molto indicativo.

Qui da noi, nel settore pubblico e' impossibile ottenere posti chiave, anche se hai un CV rispettabilissimo.
Anche nelle aziende private non e' facile, ma in alcune, specialmente nelle multinazionali non-italiane, un po di spazio c'e'.


Io mi trovo da solo in una città italiana, Milano, dove le case costano (almeno) 5,000 euro al metro quadro e per l’affitto di un bilocale mi chiedono anche 800 euro al mese per una topaia.


5000euro a m2 ??? ma dove la vuoi prendere la casa difianco ai bastioni di porta venezia?? :-)
Con 3000-3500 al m2 trovi belle case in zone belle (citta' studi,lambrate,sempione verso pzza firenze), devi cercare molto perche' ci sono un sacco di topaie :-) devi distinguere le case che vendono pe rinvestimento/affitto da quelle vere dove ci vivono le persone.
Specie se cerchi in zone universitarie devi stare attento. Io sto in zona citta' studi, di sicuro non e' centrale, ma e' una bella zona.


Mi dici come tira avanti un ragazzo appena laureato, in stage a 600/700 euro al mese per un paio d’anni?


Primo non deve mai accettare posti a stage se ha la laurea.
Ci sono molte multinazionali private non italiane che assumono costantemente con uno stipendio d'entrata di 1200/1300euro mensili netti.
Certo questo vale se hai una laurea scientifica, altrimenti sono (perdonami il termine) cazzi amari.

Cmq, io ricordo sempre con molto affetto gli anni che ho passato negli USA, ho una grande stima degli americani perche' credo siano un popolo migliore di come viene dipinto da noi europei, certo hanno dei bei problemi.
Spesso durante l'anno ci torno per motivi di lavoro, adesso non e' un buon momento, la disoccupazione in california ha superato il 12%.
Non c'e' volta che non riesca a stupirmi di quanta poverta' e miseria ci sia, basta girare senza fare i soliti percorsi da turisti per accorgersi che c'e' qualcosa che non va nel loro stato sociale.
Noi non siamo cosi, e' vero i redditi quisono inferiori, ma la situazione negli strati piu' poveri e' molto piu' contenuta.

Non fraintendermi, critico gli USA perche' ci sono molto legato, perche' gli devo molto, molto piu' di quanto devo alla mia italia.
:-)
adesso ti saluto perche' se ci penso cado in uno stato di malinconia irreversibile :-)

ciao!

michail tal ha detto...

"Da noi posti del genere sono concepiti solo per classi sociali molto, ma molto piu’ abbienti."

Intendevo sul piano abitativo non lavorativo.

"Primo non deve mai accettare posti a stage se ha la laurea.
Ci sono molte multinazionali private non italiane che assumono costantemente con uno stipendio d'entrata di 1200/1300euro mensili netti.
Certo questo vale se hai una laurea scientifica, altrimenti sono (perdonami il termine) cazzi amari."
...
"Anche nelle aziende private non e' facile, ma in alcune, specialmente nelle multinazionali non-italiane, un po di spazio c'e'"

Scusa Neelps ma per quanto riguarda gli stage sbagli. E’ senz’altro vero che ci sono multinazionali straniere con standar migliori delle impresuccole italiche, ma non credere che in questi anni non si siano anche loro adeguate ai bassisimi standard del mercato del lavoro italiano. E perché non dovrebbero farlo?
Poi ci saranno pure rarissimi casi in cui si viene assunti subito, ma ti garantisco che sono eccezioni. Io lavoro nel ramo finanziario e ti garantisco che non ti assumono a operare sui mercati fresco di laurea. Comunque a prescindere da quello che fai e dai tuoi risultati scolastici in Italia le banche (le imprese piu’ ricche in questo paese) ti prendono prima in stage, poi te lo rinnovano, poi ti fanno un formazione lavoro e solo in ultimo ti offrono l’indeterminato al minimo contrattuale. Io avevo 110 in economia alla Bocconi e di stage ne ho fatti 4. Magari sono stupido io eh? Ormai è la prassi. Il discorso cambia se arrivi dall’estero invece.

L’economia Usa è molto piu dinamica, quando c’è crisi spurga chi non riesce a stare sul mercato, ma nel frattempo offre i sussidi di disoccupazione, ma quando cresce, cresce molto piu’ velocemente e offre opportunità ineguagliate. Da noi se c’è crisi la gente si incatena ai cancelli o si cucca la cassa integrazione se ha l’indeterminato, mentre la massa dei precari riceve un calcio in culo. E torna a casa da papa e mamma, finche ci sono…Questo fa la differenza nella percezione della povertà. Negli usa la società è piu atomistica. Vivi col TUO lavoro, col TUO sussidio, con le TUE capacità. Il mondo italiano è molto meno meritocratico, apparentemente con piu’ garanzie, piu’ “paracaduti”, ma questo secondo me è e sarà sempre piu’ un boomerang che ci si ritorcerà contro. C’è una mobilità sociale di gran lunga inferiore, come nelle società feudali appunto.


“5000euro a m2 ??? ma dove la vuoi prendere la casa difianco ai bastioni di porta venezia?? :-)”

Li forse ne costerebbe 7000 al metro  5,000 tra il secondo anello della circonvallazione e l’ultimo anello, il terzo. Ci sono appunto le zone studentesche, come zona Bocconi o Piola.

Si in effetti a Quarto Oggiaro, Baggio, Maciachini, Bruzzano, Comasina, PonteLambro, Rozzano potrebbero costare di meno, ma per una ragione…


Ciao!

Neelps ha detto...

Ciao Michail


Scusa Neelps ma per quanto riguarda gli stage sbagli. E’ senz’altro vero che ci sono multinazionali straniere con standar migliori delle impresuccole italiche, ma non credere che in questi anni non si siano anche loro adeguate ai bassisimi standard del mercato del lavoro italiano. E perché non dovrebbero farlo?


Si,difatti credo che 1200euro per un neolaureato sia uno stipendio basso, e spesso quel neolaureato ha pure il master.


Poi ci saranno pure rarissimi casi in cui si viene assunti subito, ma ti garantisco che sono eccezioni.


Ma no, dai a Milano ci sono 4 o 5 multinazionali che assumono sempre neolaureati con un entry di 1200 fisso.
Dai, sono le societa' di consulenza.
Ottimo canale per entrare dai clienti finali senza passare dallo stage, con uno stipendio piu' alto. E poi alcune di queste sono ottime societa', con spazi per crescere all'interno.


Io lavoro nel ramo finanziario e ti garantisco che non ti assumono a operare sui mercati fresco di laurea.


Allora le societa' di consulenza le conosci, molte hanno una brutta fama, nella maggior parte dei casi non e' vero, meglio stare li che a stage.



Ci sono appunto le zone studentesche, come zona Bocconi o Piola.


Ma cerca bene che a Lambrate/Piola/Argonne trovi a 3500.

ciao neelps

Gio ha detto...

Accenture, il mio primo colloquio per un posto di lavoro (che non mi interessava, ma mi interessava vedere l'ambiente)!

Ero appena uscito d'ospedale (mi contattarono che ero ancora in ospedale a dirla tutta), ero piu' che uno straccio e ovviamente 'ci faremo sentire noi'.

TechInt era molto piu' probabile, ma poi decisi altrimenti e ho attraversato le alpi.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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