sabato 29 agosto 2009

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Uomini liberi

Il 15 gennaio 1482 era un martedi’. Di li’ a dieci anni o poco piu’, Cristoforo Colombo avrebbe intrapreso una delle piu’ grandi avventure della Storia, allargando i confini del mondo e creando i presupposti di quello che poi sarebbe stato anche uno dei piu’ grossi mali per l’umanita’: il colonialismo ed il conseguente sfruttamento brutale e selettivo di intere popolazioni. Il 1482 e’ anche l'anno in cui e’ ambientato il romanzo Notre-Dame de Paris di Victor Hugo. Nel romanzo, si racconta della danzatrice gitana Esmeralda e di tre uomini che, in modo diverso e contrastato, s’innamorano di lei fino al tragico epilogo dal sapore tipicamente romantico ottocentesco, in cui la bella zingara finisce sul patibolo.

Al di la’ della trama, che puo’ essere consultata in Wikipedia, la storia di Esmeralda e del suo supplizio ricorda anche la data d’inizio della prima grande persecuzione degli zingari, avvenuto con un editto emanato in Germania proprio il 15 gennaio 1482, con il quale si vietava loro il soggiorno sul territorio del principato tedesco e con cui si annullavano di fatto le lettere di protezione consegnate dall’imperatore Sigismondo, re di Boemia ed Ungheria, nel 1417, avallate poi nel 1422 dalla benedizione di Papa Martino V, che garantivano agli zingari la libera circolazione ed il soggiorno in ogni territorio dell’Impero.

E’ infatti proprio alla fine del XV secolo che l’idea di nazione si identifica con quella di Stato e che si delinea quindi il concetto di “nemici della collettivita’”. Gli amici sono infatti coloro che condividono con la maggioranza le stesse credenze, gli usi e i ritmi organizzativi della vita e del lavoro, che osservano le stesse leggi, parlano la stessa lingua e credono negli stessi valori. I nemici, invece, sono quelli che non parlano la stessa lingua, che non condividono gli stessi valori ed avendo costumi ed usi differenti, non hanno interesse ad obbedire alle leggi.

Per questo, gli zingari, avendo uno stile di vita, il nomadismo, considerato come portatore di disordini e causa della mendicita’, del furto e degli imbrogli di cui sono accusati, vengono considerati estranei alla comunita’. D’altronde chi piu' di un popolo che non ha messo mai radici, che non si e’ mai sentito parte di uno Stato e che non ha mai dovuto difendere i confini di alcun suolo patrio, puo' incarnare l’idea stessa di ribelle nei confronti dell’autorita’ costituita?

Rom significa “uomo libero”. La piu’ antica delle leggende racconta che gli zingari discenderebbero da Adamo e da una prima moglie, precedente ad Eva, cosi’, essendo sfuggiti al peccato originale, sarebbero anche esonerati dalla legge del lavoro al quale Dio avrebbe condannato tutti gli altri uomini, i gage', i non liberi, coloro che per avidita’ difendono una terra che hanno conquistato con la forza e la prevaricazione, impregnandola di sangue troppe volte innocente. Terra che considerano di loro proprieta’, ma sulla quale non hanno alcun diritto se non quello che puo’ avere un prigioniero rinchiuso dentro la sua cella.

Son oggi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni dal dí che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane suonanti a distesa nella triplice cinta della Cité, dell'Université e della città intera.
Tuttavia, il 6 gennaio 1482 non fu un di quei giorni che la storia ricorda. Niente di memorabile nell'avvenimento che scuoteva cosí, fin dal mattino, le campane e i borghesi di Parigi. Non si trattava di un assalto di piccardi o di borgognoni, non di un reliquiario portato in processione, né di una rivolta di scolari nella vigna di Laas, né di un ingresso del nostro temutissimo sire messer lo re; e neppure di una bella impiccagione di briganti e brigantesse alla Giustizia di Parigi. (Notre-Dame de Paris - Victor Hugo)

9 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Il 15 gennaio 1482 era un martedi’. Di li’ a dieci anni o poco piu’, Cristoforo Colombo avrebbe intrapreso una delle piu’ grandi avventure della Storia, allargando i confini del mondo e creando i presupposti di quello che poi sarebbe stato anche uno dei piu’ grossi mali per l’umanita’: il colonialismo ed il conseguente sfruttamento brutale e selettivo di intere popolazioni.""

Io rispetto le tue idee, ma credo che il colonialismo sia un fenomeno complesso in cui ci sono in pari grado apetti negativi e positivi.

Comunque quando si parla di colonialismo ci si riferisce ai secoli XIX e XX, mentre la conquista dell'America è una cosa diversa.

Anche la persecuzione degli zingari non credo che sia dovuta all'emergere degli stati nazione nel XV secolo. In quel periodo l'idea di nazione era ancora molto vaga e riguardava per lo più Francia e Inghilterra.


Può darsi che una parte delle persecuzioni contro gli zingari fossero dovute alle cause che tu citi, ma non credo che da sole bastino a spiegare queste persecuzioni.

Quei secoli (XIV e XV) erano spitati. I nobili potevano fare quello che volevano del popolo: a suo tempo ci hai raccontato come passava il tempo la tua paesana la baronessa Elisabetta Bathory.

Non parliamo poi di cosa faceva l'inquisizione o la caccia alle streghe: quasi un genocidio.

Ciao Davide

Anonimo ha detto...

http://www.davidebrunati.com/index1.php/?paged=2

Questo tipo ti ruba gli articoli...
;-)

marco ha detto...

Trovato sul web. Piccoli italiani crescono. Almeno hanno avuto la possibilità di vedere che oltre al verde ci sono altri mille colori.


http://web.tiscalinet.it/scuoleamiche/sitotri/rom/index.htm

Gio ha detto...

@Davide

Sono molto curioso di sapere quali sono gli aspetti positivi e negativi del colonialismo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Comunque quando si parla di colonialismo ci si riferisce ai secoli XIX e XX, mentre la conquista dell'America è una cosa diversa.

Cio' che ho scritto e' questo:
"creando i presupposti di quello che poi sarebbe stato anche uno dei piu’ grossi mali per l’umanita’: il colonialismo
Puoi negare tale affermazione?

Anche la persecuzione degli zingari non credo che sia dovuta all'emergere degli stati nazione nel XV secolo. In quel periodo l'idea di nazione era ancora molto vaga e riguardava per lo più Francia e Inghilterra.

Tu confondi Stato con Nazione. Un errore che anche io ho fatto e che e' comune a molta gente che non ha ben chiara la differenza esistente fra i due concetti.

I nobili potevano fare quello che volevano del popolo: a suo tempo ci hai raccontato come passava il tempo la tua paesana la baronessa Elisabetta Bathory.
Non parliamo poi di cosa faceva l'inquisizione o la caccia alle streghe: quasi un genocidio.


E perche' cio' che hai scritto qui dovrebbe controbattere cio' che ho scritto io nel post?



@ Anonimo: Questo tipo ti ruba gli articoli...

Vuol dire che gli piacciono. :-)

davide ha detto...

Caro amico Gio,

""Sono molto curioso di sapere quali sono gli aspetti positivi e negativi del colonialismo.""

Per discutere di un argomento cosi complesso ci vorrebbero ore.

Comunque in genere i colonialisti hanno fatto violenza e non hanno avuto rispetto delle tradizioni e delle popolazioni conquistate.

Però hanno anche fatto tante opere positive come strade, scuole, ospedali ecc.

Tieni conto che prima dell'arrivo degli europei in questi paesi (soprattutto in Africa) erano retti da sistemi basati sulla schiavitù e in alcuni casi sopravvivevano addirittura i sacrifici umami e il cannibalismo.

Di certo in questi paesi sotto colonialismo nessuno moriva di fame. Nella maggior parte di questi paesi le condizioni sono peggiorate dopo l'indipendenza.

Tempo fa ho parlato un uomo che è vissuto a lungo in Eritrea, il paese da dove sono venuti gli ultimi barconi di disperati.

Mi ha confermato che dopo la partenza degli italiani le cose sono andate sempre peggio.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Cio' che ho scritto e' questo:
"creando i presupposti di quello che poi sarebbe stato anche uno dei piu’ grossi mali per l’umanita’: il colonialismo
Puoi negare tale affermazione?""

Il colonialismo è un fenomeno caratteristico dell'800, mentre il viaggio di Colombo è avvenuto secoli prima. Comunque può benissimo essere considerato un presupposto.

""Tu confondi Stato con Nazione. Un errore che anche io ho fatto e che e' comune a molta gente che non ha ben chiara la differenza esistente fra i due concetti.""

Il concetto di stato è uno dei concetti più vaghi e indefiniti della politologia.

Comunque so benissimo la differenza tra stato e nazione: non dimenticarti che i miei antenati vivevanno nell'impero austro-ungarico che era uno stato plurinazionale.

""E perche' cio' che hai scritto qui dovrebbe controbattere cio' che ho scritto io nel post?""

Guarda che non volevo in nessun modo controbattere quello che hai detto, ma dire anch'io la mia.

Ciao Davide

marco ha detto...

Egr. Davide,

Però hanno anche fatto tante opere positive come strade, scuole, ospedali ecc.

E continuiamo a costruire. Adesso una bella autostrada. Come la chiamiamo? Propongo A69 "La Tripolina".

Il concetto di stato è uno dei concetti più vaghi e indefiniti della politologia.
Più indefinita è la nazione. Io l'ho risolta così, può darsi copiando da qualcuno. Lo stato è un'organizzazione, la nazione un sentimento. Vabbé che parlare di stato-organizzazione in Italia...Organizzazione a stampo...Lasciamo perdere.

Colonialismo, imperialismo...non credo che sia così importante. Penso che un'occhiata a wikipedia possa bastare.

Comunque so benissimo la differenza tra stato e nazione: non dimenticarti che i miei antenati vivevanno nell'impero austro-ungarico che era uno stato plurinazionale.
Ollalà!!!
Io lombardo-veneto, prima dell'impero austro-ungarico ovviamente, ma comunque ex "austriaco" . Dove sono capitato? In un covo di austriacanti? Sono stato anche in trentino da bambino, a Taio. Lì la storia della prima guerra modiale me l'hanno raccontata diversamente da quello che leggevo sul libro della scuola elementare. Non era un liberiamo Trento e Trieste ma, riassumedo veramente molto, sono andati via i tedeschi e sono arrivati i fascisti. Dicendo questo il narratore, o meglio, la narratrice trentina si fermava un attimo con gli occhi persi nel vuoto e una strana smorfia sulla bocca.
Propongo ritrovo a Vienna per ex sudditi asburgici nel, vediamo...2057 potrebbe andar bene?
Quest'ultima parte forse non c'entra niente ma ho un po' la tendenza ad andare fuori tema, anche se adesso si dice OT.

Cordiali saluti e buona settimana

davide ha detto...

Caro amico Marco,

""Più indefinita è la nazione. Io l'ho risolta così, può darsi copiando da qualcuno. Lo stato è un'organizzazione, la nazione un sentimento. Vabbé che parlare di stato-organizzazione in Italia...Organizzazione a stampo...Lasciamo perdere.""

In realtà ci sono più definizioni per la parola stato che per quella di nazione.

Comunque si tratta di questioni di lana caprina, cha lasciano il tempo che trovano.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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