venerdì 21 agosto 2009

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Un amico - I parte

- Cos’hai da guardarmi in questo modo? Sei strana, stasera.
- Da quanto tempo ci conosciamo?


Continuavo svogliatamente a spilluzzicare dal mio piatto, come faccio sempre quando non ho molto appetito e qualche pensiero strano, che neanche io riesco ad individuare, mi gira nella testa.

- Direi… fammi pensare… circa un anno, Perche’?
- Stavo pensando che sei un bell’uomo…
- Vuoi prendermi in giro, vero?
- No, dico davvero. Se fra noi non ci fosse amicizia, credo che stasera capitolerei…
- Sei rimasta fulminata dal fascino dell’uomo maturo oppure vuoi giocare anche con me? Suvvia… se non sapessi che stai scherzando potrei mettermi in testa strane idee e restarci poi male.
- Veramente sono seria… sara’ l’effetto del vino, che ti devo dire? A volte mi capita di lasciarmi andare alla pazzia. Magari stanotte potrei farmi un regalo…


Risi sincera mentre lui mi versava ancora un po’ dell'ottimo vino che avevamo scelto per accompagnare la nostra cena. Era un uomo intrigante, intelligente, colto, benestante, ma non avevo mai voluto che ci fosse altro fra noi se non quello che normalmente c’e’ fra amici. Quindi niente sesso o tenerezze. Avevo fatto la scelta di essergli complice sincera; con lui mi confidavo, mi sentivo compresa e gli avevo raccontato molto di me e del mio passato. “Una relazione strana la nostra”, pensai, “nessuno dei due ha voglia di rischiare di cambiarne le regole, forse per il timore che il rapporto possa mutare al punto di rompersi e finire”.

Le mie regole sono sempre state rigide. Non posso permettermi di abbassare troppo la guardia. Ne va dell’intera mia esistenza poiche’ senza queste regole potrei ancora cadere nell’abisso, ed io non voglio piu’ provare un sentimento che, sono certa, non sarei in grado di gestire. Molto meglio separare le cose. Da una parte il sesso, magari fatto con degli sconosciuti che non rincontrero’ mai piu’, storie che si consumano nello spazio di una notte senza che vi sia alcun impegno e vissute come un gioco e, dall’altra, l’amicizia complice non svilita dalla bramosia e dal desiderio. Separare, selezionare, porre dei paletti che delimitassero corpo ed anima, e’ l’ordine emotivo che mi sono imposta ed e’ con questo criterio che gestisco ogni mia relazione.

Non avevo, infatti, alcuna intenzione d’innamorarmi di lui e neanche desideravo che lui s’innamorasse di me, ma questa era solo una parte della verita’. L’altra la tenevo celata, la respingevo rintuzzandola nel profondo di me stessa perche’ avevo paura di accettarla. E quella sera emergeva cosi’ forte che non riuscivo a non pensarci. Inutile negarlo. Sentivo che poteva essere l’uomo perfetto: un po’ amico, un po’ fratello, un po’ padre. Tutto cio’ che avevo sempre desiderato e che non avevo mai avuto. Apprezzavo la sua sicurezza, la calma, la pazienza tipiche di chi non ha fretta, di chi sa attendere il momento giusto, e la sua personalita’, cosi’ diversa da quella dei tanti uomini che avevo conosciuto, aveva nel tempo rafforzato la stima e l’affetto che provavo per lui.

Forse fu davvero per l’effetto di quel nettare color rubino mischiato all’altro nettare che impregnava la mia mente che, per un attimo, fui tentata di cambiare la mia vita facendone coincidere il nuovo inizio proprio in quel momento. Mi venne voglia di buttare giu’ tutti i paletti che avevo piantato intorno a me ed ai quali mi ero aggrappata per cosi’ tanto tempo… e glielo dissi.

- Fai conto che stasera non siamo amici. Siamo… un uomo e una donna. Pensavo che forse, ogni tanto, dovremmo lasciarci andare a qualche pazzia.

Mi osservava con aria scettica. Non credeva che stessi dicendo sul serio,

- Ed i rigidi principi che t’impediscono di andar fuori delle righe? Che fine hanno fatto? E poi non hai sempre detto che la nostra e’ una splendida amicizia proprio perche’ non contaminata dal sesso? Anche se ogni tanto, devo ammetterlo, qualche desiderio nei tuoi confronti ce l’avrei…
- Facciamo finta che sia solo un gioco, non sarebbe una storia seria. Non la vorrei. Sarebbe solo una scopata. Domani ce ne dimenticheremo e tutto tornera’ ad essere com’e’ sempre stato.
- Mi piace giocare con te
– disse con un diverso tono della voce – peccato solo che in questo momento mi senta canzonato. Conoscendoti, questa potrebbe essere una delle tante trappole che, quando ti annoi, ti diverti a piazzare per imbarazzare chi ti sta di fronte, e nel dubbio preferisco non caderci.

Quando cambiava il tono della voce in quel modo ed abbandonava la consueta leggerezza che lo caratterizzava, iniziando ad essere diffidente, era perche’ con il mio atteggiamento spudorato andavo a toccare qualche corda particolarmente sensibile che teneva al suo interno. Probabilmente si sentiva privato della sua mascolinita’ perche’, ribaltando le parti, lo facevo sentire non piu’ cacciatore ma preda. Un comportamento che ho notato anche in molti altri uomini che, a quanto pare, non gradiscono il pensiero di sentirsi usati.

- Se invece non stai scherzando allora mi preoccupi. E mi imbarazzi – disse diventando serio – Hai qualche problema e vuoi affogarlo nel sesso fatto con la prima persona che ti capita sottomano. So che ne saresti capace ma, sinceramente, se cosi’ fosse non contare su di me. Oltre tutto, a pensarci bene, potrei anche offendermi.
- Non ti va? Va bene… pero’ non aggredirmi e, soprattutto, non mettere in atto il solito giochetto psicanalitico. Sai che non lo sopporto. Comunque non c’e’ niente che non vada. Mai stata cosi’ bene. Il lavoro funziona alla grande, i soldi non mancano, non ho paturnie ed il vino e’ buono. Ma forse ho sbagliato a lasciarmi andare…


Capii di aver esagerato. Non volevo insultarlo. Gli sfoderai quindi un bel sorriso e tentai di rassicurarlo, cercando di mitigare con l’ironia il momento d’imbarazzo.

- E poi le tue sono solo scuse… la verita’ e’ che hai paura di fare brutta figura con me. Sai che sono molto esigente. Temi di non potermi soddisfare.
- No, ti sbagli,
– disse riacquistando il suo buon umore – io sono un satiro perverso, dovresti saperlo, ed il solo pensare che tu possa restare a bocca asciutta di sicuro mi procurerebbe un sadico piacere.

(Continua…)

5 commenti :

Gio ha detto...

Klarissima, oltre al vino, anche il caldo può veramente far perdere la ragione agli essere umani, sicchè da quaggiù riesco solo a leggerti e a mettere assieme poche sillabe per dirti che sono assai curioso di leggere la seconda parte :-)

A presto!

davide ha detto...

Distinta Chiara,

come al solito un bel racconto, però io per commentare attendo sempre la conclusione della storia.

Ciao Davide

michail tal ha detto...

Ciao Klara,

Bel post.
Tempo fa discutevo di questa eterna questione con un’amica italiana che vive in un campus americano, fresca di studi e immersa nel mondo giovanile universitario.

E’ un tema classico. Ho sempre ritenuto molto riduttivo cercare di circoscrivere la propria sfera emozionale entro gli ambigui confini di una semplice definizione. Quasi come fosse il nome che diamo ad un rapporto a definirlo, dargli forma e deciderne le sorti, e non il contrario. E per certe persone poi è proprio cosi che vanno le cose.
Tizio è mio “amico”, dunque mi devo comportare cosi e cosi….Caio è mio “amante”, dunque è consentita una condotta diversa… Tizia è sempre stata mia “amica” dunque non posso…

Difficile porre paletti secondo me, ogni relazione è un mondo a se stante. Certe emozioni mi capita di provarle solo con quella specifica persona, a prescindere dalle etichette che si potrebbero mettere al nostro rapporto. Dunque…non escludo totalmente il sesso in una relazione amicale uomo donna, anche se devo ammettere che non mi è mai successo concretamente.
D'altronde due amici sono appunto quello che dicevi: un uomo ed una donna.
Soprattutto poi se come sostenevi tu in un post precedente siamo totalmente in grado di separare amore sesso procreazione etc. Benissimo, allora se scopi devi per forza essere innamorata? Non credo.

Per concludere, la mia amica mi dice: “Perchè farsi tante seghe mentali?! Ti spiego la sintetica classificazione che racchiude il 99% del pensiero delle collegiali usa in merito. Un rapporto con un ragazzo può essere:

1) Boyfriend
2) Friend
3) Friend with benefits
4) Fuckbuddy
5) Bootie call

And that’s it! :-)

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
bel racconto, però, non pensi che possa aver faticato per accettare la tua amicizia e trovarsi davanti alle tue richieste gli possa far male.... sapendo di dover rinunciare !!!!!

ciorven ha detto...

Se dicessero di me che sono un uomo intrigante la prederei molto male. Per me uno intrigante è uno che fa intrighi... bruttissime cose, ma qualcuno si ricorda chi è stato per primo a dare alla parola una valenza positiva?

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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