sabato 15 agosto 2009

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Sogno di Ferragosto

Sembra che la festivita' di Ferragosto esista solo in Italia e che sia talmente importante e venerata che, anche quest'anno, come sua abitudine ed in barba alla crisi, ai debiti ed a tutte le problematiche occupazionali che a settembre dovra' affrontare, l'italico popolo abbia deciso di non rinunciarvi. D'altronde, anche lo stesso presdelcons aveva fatto sapere che persino lui non avrebbe rinunciato al meritato periodo di riposo e, data l'occasione del compleanno della sua amata figlia, che e' caduto proprio in questi giorni, sta trascorrendo le vacanze nella sua discreta e poco chiacchierata residenza in Sardegna.

Pare persino che, contrariamente a cio' che aveva fatto pensare (ma forse era stato frainteso), non abbia piu' alcuna intenzione di venderla poiche', come da lui affermato e promesso, questa potrebbe essere destinata ad ospitare qualcuna delle sfortunate famiglie abruzzesi che sono rimaste senza casa per il terremoto.

Nel frattempo, nelle citta' rimaste semivuote in balia di bande di stupratori romeni, rapinatori extracomunitari e borseggiatori Rom, si continua a far la giusta pulizia in modo che, la brava gente che in questo momento e' impegnata a divertirsi e a sognare un sicuro futuro miliardario, possa al ritorno trovare tutto perfettamente in ordine e le forze del male annientate.

Anche io sto trascorrendo questi giorni abbandonata nel torpore del dolce far niente ed anch'io ho un sogno che spero di vedere realizzato. Un sogno che non riguarda sei numeri che possono risolvere ogni problema, ma quei bambini che non riceveranno mai per il loro compleanno alcun regalo e che, ancor oggi, sono costretti a vivere lontani dai genitori ai quali sono stati strappati.

Buon ferragosto... a tutti.

9 commenti :

marco ha detto...

QUI, nella provincia di Milano, il silenzio regna sovrano...
No, non è una giornata ideale per scrivere, almeno per me, sarebbe solo una succesione di luoghi comuni. Ho passato una giornata come tante altre, sto studiando e ai primi di settembre avrò gli esami, se riuscirò a mettere insieme qualcosa di vendibile. Vabbè, è un di più, niente di necessario.

Solo una cosa volevo dire. Se si smettesse di integrare e si cominciasse a convivere forse il sogno si avvierebbe a diventare un po' più reale.

Buon ferragosto ed anche domani...

davide ha detto...

Distinta Chiara,

quando ero piccolo questa festa, dedicata alla Madonna, era molto sentita. Ora mi sembra che sia una festa come tutte le altre.

Anch'io come te trascorro questi giorni nel dolce far niente, anche perchè muoversi a ferragosto è troppo caotico.

Lasciamo che gli italiani si godano questo giorno in barba alla crisi: flagellarsi non serve comunque a risolvere i problemi.

Ciao Davide

marco ha detto...

Non so se scriverlo perchè sembra inventato...ecchissenefrega, pensate quello che volete.
E' appena andato via mio zio ( da parte materna) che è venuto a vedere il figlio di mia sorella nato da circa tre mesi, è un biondino con gli occhi chiari. Guardandolo ha detto in dialetto ma lo scrivo in italiano:
-Non somiglia ai "ricciolini" (soprannome della famiglia di mia nonna materna), loro erano zingari-.
-In che senso zingari, zio?-
-Ah, non si può saperlo, ma per me venivano dai balcani. Occhi scuri, capelli scuri. E quando venivano gli zingari in paese e vedevano la zia Pina (sorella di mia nonna) le dicevano, "tu non sei italiana, hai la nostra faccia, sei della nostra razza".
A mio zio piace raccontare e lo fa bene ma questo in quasi 47 anni di vita è la prima volta che glielo sento dire.
A parte il fatto che la parola razza applicata agli uomini, oltre ad non avere nessun significato biologico, mi dà un certo fastidio, vuoi vedere che ho una parte di sangue gitano?
Che bel bastardo che sono! :-)

Oltre a questo il caso. Io in questi blog, il tuo ed altri, di ragazze dell'est ci sono caduto dentro proprio per caso. Con tutte le storie che mio zio mi ha raccontato come mai proprio oggi? Come mai proprio in questo periodo che sto leggendo storie dell'est?

Va beh!
Non termino chiamandoti sorella (per miei evidenti limiti anatomici e caratteriali) ma con il saluto "alla prossima cugina"!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@Marco: Io in questi blog, il tuo ed altri, di ragazze dell'est ci sono caduto dentro proprio per caso. Con tutte le storie che mio zio mi ha raccontato come mai proprio oggi? Come mai proprio in questo periodo che sto leggendo storie dell'est?

Ci sei caduto semplicemente per concatenazione; sei entrato prima nel blog di Alexia, dove hai letto qualche mia risposta e poi, attraverso me, sei arrivato anche a Dagmar.
Accade molte volte che, per un certo periodo, si sia attratt* da qualcosa di specifico e per tutto quel periodo non facciamo altro che leggere cose attinenti all'argomento.
Poi, una volta satur*, passiamo oltre e ci dedichiamo a nuovi interessi. :-)

marco ha detto...

Sì, guardando indietro è sicuramente così.
Si trova sempre una concatenazione d'eventi che spiega come mai si è arrivati in un determinato punto. Nel mio caso ci hai preso quasi alla lettera.
Ancora sì, sono attratto dall'est ex oltre cortina. Circa 10 anni fa scaricavo canzoni della DDR, cose come "die partei hat immer recht" ma anche le canzoni degli oktober klub di Berlino. Che ci fossero gruppi di giovani non dissidenti mi aveva, non sorpreso, leggermente stupito, incoriusito. Per di più suonavano anche bene. Ma erano tutte cose anni '70, per di più tradizionali, folk o rifacimenti in chiave politica di cover inglesi e anche canti della tradizione della sinistra occidentale, le canzoni della guerra civile spagnola, el pueblo unido...non parlo tedesco ma mi arrabattavo a tradurre con l'aiuto di qualcuno che trovavo in rete.

Qua ci sono arrivato proprio dal blog di Alexia, in cui ero arrivato da un forum dove avevo capito che le escort erano per l'uomo qualcosa tra il luna-park e il paradiso (forse è proprio così, basta crederci). Proprio nel suo blog avevo letto degli scritti sul mercato del sabato di Cascina Gobba, sulle colf e i loro problemi con i padroni e i fidanzati italiani e uno in particolare, in cui intervenivi tu a proposito di due profumi, triplo odekolon e mosca rossa. Mentre leggevo i vostri commenti ho pensato per un momento, solo per un momento ma l'ho pensato: -Toh, i russi avevano i profumi-! Con russi intendo quell'entità indifferenziata che andava dalla Germania allo stretto di Bering. Immediatamente mi sono dato del cretino.
Come poteva essere che stati dell'Europa, così vicini, non avessero profumi? Come ho potuto pensare una simile bestialità? Tutti i popoli hanno avuto e hanno dei profumi.
Ma nello stesso tempo mi riaffioravano dalla memoria le immagini dei negozi russi vuoti, i banchi dei macellai con qualche pezzo di carne qua e là, le file davanti ai negozi...il tutto visto alla televisione in bianco e nero ben prima della crisi che portò al crollo. La cosa gravissima è che io, seppur non militante, non provengo dalla democrazia cristiana, ma dal partito. Non so se i signori della propaganda, quella che c'era qui, siano riusciti a ledere le mie facoltà di ragionamento ma mi sono accorto che ho interi banchi di memoria pieni di cacca. Stereotipi su stereotipi. Spero di trovare qui, e nel mondo dei blog in generale, un ambiente dove si possa ragionare tra persone con diverse esperienze e magari trovare anche nuovi interessi.
Quando l'innamoramento finirà...è la vita, sia tra persone che si conoscono in carne ed ossa sia tra scambi di scritti. Ci si incontra, ci si scontra, ci si perde e, in qualche caso, ci si ritrova. Chi può sapere cosa succederà?
(tralascio il carpe diem d'ordinanza, anche perchè non ci credo tanto).
In ogni caso 84 charing cross road è un film che mi è piaciuto molto.

davide ha detto...

Caro amico Marco,

""Ma nello stesso tempo mi riaffioravano dalla memoria le immagini dei negozi russi vuoti, i banchi dei macellai con qualche pezzo di carne qua e là, le file davanti ai negozi...il tutto visto alla televisione in bianco e nero ben prima della crisi che portò al crollo. La cosa gravissima è che io, seppur non militante, non provengo dalla democrazia cristiana, ma dal partito. Non so se i signori della propaganda, quella che c'era qui, siano riusciti a ledere le mie facoltà di ragionamento ma mi sono accorto che ho interi banchi di memoria pieni di cacca. Stereotipi su stereotipi.""

I negozi vuoti e le file per comprare il pane in epoca comunista non sono steriotipi, ma la realtà dell'epoca comunista.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: I negozi vuoti e le file per comprare il pane in epoca comunista non sono steriotipi, ma la realtà dell'epoca comunista.

Hai per caso vissuto in Russia o in qualche Paese Est Europeo durante il comunismo? Se si' sarebbe interessante sapere dove perche' cio' che dici non mi risulta.
Le file le ho viste fare per l'acquisto di beni come sapone, carta igienica, salame, pollastri o cose del genere ma non ricordo di aver visto la gente far la fila per acquistare il pane.

marco ha detto...

Precisazione rapida e non esaustiva.

Non era un post "sti stava meglio quando si stava peggio", il mio.
Parlavo dell'impenetrabilità tra i due mondi che, almeno per me, ha portato a pensare che non esistesse un mercato del voluttuario. Anche nel settore artistico non so nulla di quel periodo. Mi ricordo solo del coro dell'armata rossa, del Teatro Bolshoi, principalmente per la danza e, forse, un paio di film che aveva tramesso la RAI, ma ero ancora bambino.
Non è una richiesta d'informazioni brute. Quando capiterà l'occasione, se capiterà, se ne potrà parlare.
Ora c'è la rete e tante cose me le posso cercare da solo. Le foto delle confezioni dei profumi le ho trovate.
Ma per cercarle dovevo prima sapere che esistevano profumi. Solo un esempio.

Buona domenica

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Hai per caso vissuto in Russia o in qualche Paese Est Europeo durante il comunismo? Se si' sarebbe interessante sapere dove perche' cio' che dici non mi risulta.
Le file le ho viste fare per l'acquisto di beni come sapone, carta igienica, salame, pollastri o cose del genere ma non ricordo di aver visto la gente far la fila per acquistare il pane.""


Quando parlavo di pane intendevo generi alimentari ("il popolo non ha più pane", per intendere che è affamato).

Tu vivevi in un paese, l'Ungheria, che a quel tempo era un'eccezione nei paesi comunisti, perchè permetteva un certo libero mercato grazie al quale gli ungheresi stavano un po' meglio degli altri.

Nel mio albergo ho delle dipendenti che vengono dall'Est (sopratutto rumene e bulgare) e mi hanno confermato che dovevano fare sempre la fila per comprare i generi alimentari.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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