domenica 16 agosto 2009

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Leonardo e Galileo si rivolterebbero nella tomba

Popolo di poeti, navigatori, santi e... giocatori, si potrebbe dire, ma non certo di matematici. Del resto e' proprio nei momenti in cui e’ in atto la decadenza che, com'e' ovvio, l'ignoranza della gente raggiunge livelli macroscopici e questo e' possibile rilevarlo sia dal linguaggio, sia dal modo in cui gli individui calcolano istintivamente le probabilita' positive di una scelta rispetto ad un'altra. E' proprio in certi momenti, prossimi all'oscurantismo culturale, che hanno quindi terreno fertile le religioni, le sette, i predicatori, gli imbonitori, i guaritori miracolosi, i maghi da strapazzo, gli uomini della provvidenza, i venditori d’elisir e di sogni e... le lotterie.

Che il linguaggio sia sempre piu' in disfacimento e che si stia sempre piu' diffondendo l'usanza di distorcere la Lingua tramite espedienti diretti ad abbreviare il piu' possibile la comunicazione, che rendono spesso i dialoghi una serie incomprensibile di "k" e di "x" in cui i concetti sono completamente estromessi e l'unica cosa che resta e' un ammasso grafico-fonetico che non ha alcun senso se non quello di dimostrare che la "scimmia sa anke skrivere", e' possibile vederlo ogni giorno e non e' certo piu' un fatto isolato. Pero’, quando nel Paese che ha dato i natali a Leonardo da Vinci e Galileo Galilei, non si comprendono neppure i piu' semplici meccanismi che stanno alla base di quella che distingue l'uomo dall'animale, cioe' della logica, significa che ormai la situazione ha raggiunto livelli tali che solo un forte evento traumatico, come ad esempio una guerra o una rivoluzione, potrebbe riportare le cose sul giusto binario.

So che parlare di matematica in un contesto in cui le persone sono convinte che l'offerta 3x2 sia conveniente, che un finanziamento a tasso zero sia un affare e che, senza aver ancora capito bene i meccanismi, si sono fatte abbindolare dal cambio euro/lira e non riescono a comprendere i motivi per i quali con il loro stipendio non arrivano piu’ a fine mese, e' come scagliarsi contro i mulini a vento armata di sola scopa, ma dato che gli italici sono un popolo che ha grande esperienza di giochi, cerchero' di spiegare usando un linguaggio e degli esempi che possano essere facilmente compresi.

Per indicare dunque la grande inculata alla quale settimanalmente, loro sponte, si sottopongono ungendosi bene l'orifizio e piegandosi nella giusta posizione in modo da permettere una piu' profonda penetrazione, non usero' calcoli del tipo (90!/6!*84!) ma tentero' di di far capire come funzionano certe cose utilizzando l'esempio di un gioco che tutti penso conoscano: la roulette.

Anche il giocatore di roulette piu’ inesperto sa bene che, se si esclude lo zero, puntando su un numero che esce, il cosiddetto “pieno”, si riceve la posta puntata moltiplicata per 36 e che se si punta sul rosso (oppure sul nero), la vincita e’ il doppio di cio’ che abbiamo giocato. E’ talmente logico tutto cio’ che se un Casino’ intendesse cambiare le regole e pagasse il pieno solo 18 volte la posta oppure la vincita sul rosso o sul nero fosse la meta di quanto abbiamo puntato, in quel Casino’ non ci andrebbe piu’ nessuno, i giocatori lo diserterebbero mandandolo definitivamente in fallimento, e farebbero anche bene.

Il prossimo Superenalotto mette in palio 135.900.000 euro. Una cifra astronomica se la si considera in termini assoluti, ma completamente inadeguata dal punto di vista della logica matematica. Infatti, se la schedina costa 1 euro e da’ la possibilita’ di giocare due combinazioni di 6 numeri, per avere un’identica probabilita’ di vincere come alla roulette, il montepremi dovrebbe essere assai maggiore: esattamente 311.307.315 euro. E dovrebbe esserlo ad ogni estrazione non solo per quella di domani.

Se giocherete domani, quindi, sarete come dei giocatori che accettassero di ricevere 18 volte la posta per un pieno alla roulette. Magari non ve ne renderete conto, a voi basta sognare e per un sogno siete disposti a rimetterci anche 1 euro, ma almeno cercate d’impedire a chi amministra i vostri soldi di buttarli via in quella che e’ davvero una truffa legalizzata.

26 commenti :

Duval ha detto...

Io sono un matematico, nel senso che mi sono laureato in matematica, indirizzo applicativo.

Ma era tanto tempo fa, ora non so più far di conto e poi i miei interessi si son rivolti da tempo al lato umanistico della vicenda umana.

Tuttavia qualche cognizione rimane e so benissimo che un euro impiegato nella giocata minima al superenalotto, è un euro buttato.

Ma ... esiste solo il ragionamento?

Io impiego, quando mi ricordo, quell'euro per donarmi minuti o più di straniamento (alla Tolstoj per intenderci) ed allora lo trovo impiegato bene, un ottimo investimento.

Così mi metto a progettare ciò che farei e io, nel progetto, non ci sono mai, ed è molto positivo che non ci sia! Ma ci sono tutti gli altri: comincio a dare 10 milioni a mio figlio, 10 a mia figlia e 10 a mia moglie; poi un milione ciascuno ai parenti (ogni tanto ne dimentico uno!); poi mi perdo nella incredibile goduria di donare a questo e a quella ...

E quando ho finito è come se avessi fatto un viaggio di nozze: felice e spossato allo stesso tempo.

Ci sono euro spesi peggio!

Mi sottopongo dunque alla grande inculata, con cognizione, ungendomi bene l'orifizio e piegandomi nella giusta posizione in modo da permettere una piu' profonda penetrazione :))

p.s.: sono stato anche giocatore di roulette, quando era matematico, e, matematicamente, alla fine ho perso.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

io non ho mai giocato ai giochi d'azzardo perchè le probabilità sono sempre a favore del banco e mai del giocatore.

Alcuni sono migliori di altri, come le scommesse alle corse di cavalli (hanno probabilità ragionevoli).

Non mi sembra che gli italiani siano in media più giocatori di altri.

Il gioco al superenalotto è una tassa sugli imbecilli; però tutte le lotterie lo sono perchè le probabilità di vincere sono minime.

Comunque in questo momento noto che tanti giocano mettendoci il minimo (uno o due euro).

Credo che un euro valga il sogno (che tutti quelli che giocano hanno di vincere) di diventare ultra miliardari.

Comunque domani ho deciso di giocare anch'io un euro. Se vinco i 130 milioni di euro verrò a farti una corte spietata: preparati!

Ciao Davide

michail tal ha detto...

Quoto Duval

Inoltre è dimostrato da studi in teoria delle decisioni (ma basta un po' buonsenso) che minore è la posta in gioco maggiore lo scostamento delle persone dal prorpio profilo di avversione al rischio.
Ci si paga il divertimento.

Comunque ci sono casi un' po' estremi dove è possibile capovolgere l'inferiorità "probabilistica" nei confronti del casino'. E' il caso del Blackjack con conteggio delle carte. E infatti, pur essendo un metodo assolutamente lecito e onesto di giocare, i casinò lo vietano.

Gio ha detto...

Secondo me si è travisato il senso del messaggio.
C'è gente - io ne conosco - che si sveglia un mattino convinta di aver trovato il metodo di far soldi 'al volo'.

Perchè non puntare sui ritardatari del lotto?
Anche se punto X e lo perdo, la volta dopo punto K*X, cosi da rifarmi delle perdite.
E se perdo ancora, punto J*X ...
E magari riescono anche a trovare la successione di valori K, J ecc. ecc. che teoricamente garantiscono la vittoria.
Ma a un certo punto non trovano piu' i soldi per star dietro a questa follia.
Io ho visto l'isteria sul volto di alcuni, e di alcuni so che si sono rovinati.
Non parliamo dell'emiro del Dubai che vuole giocarsi un grammo d'oro dei suoi cinquecentomila lingotti ..

Mi viene in mente la storiella di quel tizio che porto' in dono una scacchiera a un sovrano d'oriente.
Spiego' costui le regole del gioco degli schacchi al sovrano, che ne rimase si stupito da volerlo premiare.
Il tizio chiese allora un chicco di granturco per la prima casella della scacchiera, due per la seconda, quattro per la terza e cosi via.
Il sovrano accetto' di buon grado la richiesta - salvo poi rendersi conto che i granai di tutto il mondo non ll'avrebbero saputa esaudire.
Decise quindi regalmente di tagliar la testa al tizio.
Ecco, se si nasce Re non si hanno mai problemi.
(sono andato a memoria).

Alex ha detto...

Dicono che i poveri son quelli che giocano di più nella speranza di cambiare la propria vita, per quello ora vado a giocarmi un euro:-)

Anonimo ha detto...

Il senso del post lo condivido ma se non conosci il calcolo combinatorio dovresti evitare di scrivere numeri:
se il gioco del superenalotto fosse equo dovrebbe restituire 622.614.630 per 1 euro di giocata e non 311.307.315 euro (la metà del risultato corretto).
In caso te lo stessi chiedendo, il misterioso calcolo che c'è dietro è il coefficiente binomiale: n!/(k!(n-k)!)
dove n=90 e k=6

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ma se non conosci il calcolo combinatorio dovresti evitare di scrivere numeri:
se il gioco del superenalotto fosse equo dovrebbe restituire 622.614.630 per 1 euro di giocata e non 311.307.315 euro (la metà del risultato corretto).


Cio' che invece e' ridicolo sono gli anonimi che sanno tutto ma che in realta' non sanno esattamente tutto. Ebbene, mi pare che con 1 euro si paghino 2 combinazioni (il minimo giocabile), quindi il mio calcolo parrebbe giusto... ma posso sempre sbagliare.

In caso te lo stessi chiedendo, il misterioso calcolo che c'è dietro è il coefficiente binomiale: n!/(k!(n-k)!)
dove n=90 e k=6


Ma davvero? E chi l'avrebbe mai detto?
Ma sai... io sono solo una contadina. Cosa vuoi che ne sappia? :-)

marco ha detto...

il misterioso calcolo che c'è dietro è il coefficiente binomiale: n!/(k!(n-k)!)

Che proprio a voler fare i precisini quella frazione non è propriamente il coef. binomiale ma la sua definizione o il modo per calcolarne il valore.
Il coef. bin. è il nome del simbolo, quella roba strana tra parentesi tonde con una lettera sopra e un'altra sotto senza il trattino di frazione.
Va bene che c'è l'uguale in mezzo, i più precisi usano := proprio per specificare che è una definizione, ma di solito il simbolo sta a sinistra e la sua definizione a destra, ma non voglio buttarla in politica.

:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Interessante questa disputa che si sta svolgendo intorno ad un'espressione matematica (che peraltro era gia' stata indicata nel corpo del post ma, a quanto pare, non e' stata notata) il cui unico fine, a mio parere, e quello di gigionare un po'.

Comunque, sto ancora attendendo la risposta di anonimo riguardo alla sua obiezione da me successivamente contraddetta che, temo, non arrivera' mai.
Del resto le persone serie, quelle che non hanno problemi a prendersi la responsabilita' di quanto affermano, come minimo ci mettono il nick. E come minimo leggono il post in ogni sua parte prima di rispondere in modo compulsivo solo per dimostrare che sono dei gran 'sapienti'. :-)

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
a parte i calcoli matematici, credo sia noto a tutti che in questi giochi chi vince è il banco(:

però sogno un sogno che non avverrà mai

Sarà infantile ma spesso prima di addomentarmi penso di vincere al superenalotto, così dolcemente mi addormento, subito, mi da un senso di soddisfazione che fa bene al cervello per alleviare tutti i problemi economici.

Duval ha detto...

Interessante la piega che prendono certe discussioni: non si parla più su un "principio" enunciato, ma sulla forma di enunciazione.

Così il fenomeno del "tentare la fortuna" con una probabilità piccola a piacere passa in secondo piano.

E tutte le implicazioni conseguenti pure: è manifestazione di qualche debolezza esistenziale? E' semplicemente un innocuo "perchè no?".

No, si discute sulle formule del calcolo statistico, manco si fosse ancora all'università alla lezione competente.

C'è questo maledetto bisogno di dimostrare quanto "sappiamo", in ogni piega dello scibile umano.

Io sono certo che nessuno di noi, interpellato improvvisamente al bar, sarebbe in grado di ricordare le formule dei calcoli statistici, ammesso le abbia mai studiate.

Se scrivessimo tutti quanti (io per primo) come parliamo al bar, forse i blog sarebbero meno "colti" ma molto più "umani".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

C'è questo maledetto bisogno di dimostrare quanto "sappiamo", in ogni piega dello scibile umano.

No. Innanzi tutto ci sono gli anonimi, cioe' coloro che qui entrano come anonimi perche' non vogliono essere riconosciuti ma che, sono certa, almeno virtualmente conosco assai bene, che desiderano evidenziare la mia crassa ignoranza (come se io avessi mai affermato di essere colta o sapiente. Tutti sanno che sono solo una contadina). :-)
Pero' loro, cosi', si sentono bene e tutti i calci nel culo che hanno ricevuto da me altrove, bruciano di meno. :-)

Io sono certo che nessuno di noi, interpellato improvvisamente al bar, sarebbe in grado di ricordare le formule dei calcoli statistici, ammesso le abbia mai studiate.

Sono certa anche io. In fondo il calcoletto l'ho fatto rileggendo un vecchio libercolo che, nei paesi dell'Est, una volta davano a chi voleva studiare matematica all'Universita'.
Ovviamente in quel libercolo non ci ho capito nulla, cercavo solo della carta per rinvoltare le uova, ma ho visto la formuletta e l'ho copiata pensando che cosi' vi sarei sembrata piu' colta di quanto in realta' io sia. :-)

Se scrivessimo tutti quanti (io per primo) come parliamo al bar, forse i blog sarebbero meno "colti" ma molto più "umani".

Verissimo. Ma io al bar mi limito a bere qualcosa o, al massimo, leggo la prima pagina di un giornale o il solito libro "antitacchinaggio" che porto sempre dietro. Quindi non so come si parla nei bar. :-)
Ed ora veniamo all'argomento del post...

Così il fenomeno del "tentare la fortuna" con una probabilità piccola a piacere passa in secondo piano.

Ho appunto scritto che, quasi sempre, quell'euro giocato non e' finalizzato alla vincita ma a pagare un breve momento di sogno. Come ad esempio, so che questo argomento interessa sempre molti maschietti, il pagamento di un servizio di una prostituta, spesso non e' finalizzato alla mera copula ma a pagarsi un momento di sogno in cui il cliente si sente protagonista di una storia.
E' questo che intendevi con il tuo primo commento prima che si andasse off topic con i calcoli e le formuline?

Duval ha detto...

Quando la smetterai di darti della "contadina ignorante" sarà sempre troppo tardi :)

Primo perchè non sei contadina (mostraci le tue mani) e secondo perchè se tu sei ignorante allora lo sono molto di più almeno 5 miliardi e passa di individui sulla terra; certo ci sarà chi è meno ignorante di te, tuttavia ...

Si, è così: investo un euro (uno solo proprio perchè fra uno e cinque cambia poco o nulla ai fini statistici) per comprare un sogno.

Anzi no, non un sogno, non è esatto: un sogno sarebbe una specie di desiderio sperato, avrebbe una finalità.

Io non ho finalità, non penso minimamente alla possibilità della vincita reale; io mi compro solo un momento di fantasia, che mi concede voli al di sopra delle nuvole della realtà, immerso in un mondo che sta solo dentro di me e si mostra con parsimonia. Un volo che mi rende felice, mentre sto volando.

Ecco, potrei farlo anche senza giocare l'euro al superenalotto?
Non lo so, ma così è sicuro: quell'euro è un potente medium, dà una patente di abilitazione al volo.

Riguardo alla prostituta non riesco ad immaginarmi un volo di pari essenza (non pari dignità), ma sarebbe un discorso molto complesso.

p.s.: non ho inteso criticare te prima, e nessuno in particolare; ma le vie della chiarezza, con questi mezzi, non sono il mio forte.

marco ha detto...

Stavo cazzengiando, solo quello.
D'altra parte non ho resistito a commentare un commento che contiene una delle varianti del "è meglio che stai zitto", per di più a sproposito.

Ah!
Se qualcuno al bar mi chiedesse improvvisamente qualsivoglia formula gli offrirò un caffè.
Ma poi la tintoria se la paga lui.

Mi sto chiedendo invece qual è il valore monetario del sogno. Io, ora come ora, a fronte di una spesa di un euro trovo già fantastica una cifra di un milione di euro. O sono un morto di fame io o quello che attrae in quelle cifre, tanto da spingere la gente a fare dei "viaggi della speranza" per giocare, non è tanto il sogno di quello che potrà fare con la vincita ma quello di realizzare un record. Diventare l'uomo che sulla terra ha vinto di più in una lotteria. Competizione anche qui.

Intanto lo stato ci marcia.
Quanta pubblicità gratuita per una tassa sui poveri!

P.S.
Il post precedente contiene una battuta.
Per favore, non fatemela sottolineare con la faccina. Lasciatemi l'illusione di credere che quando scrivo qualcosa di scherzoso si capisca.

:-)

Gio ha detto...

Però ragazzi, non troppa serietà o severità :D

Possiamo anche usare un dotto eloquio senza nessuna malizia, solo per il GUSTO di GIOCARE :D

Ho strappato risate, le più autentiche, scimmiottando un lessico che ahime non è il nostro, costringendolo a forza in discussioni di cucina, pulizie domestiche e così via.

E in quali guai incorrerebbe un imprudente che provasse a mettere nel sacco la DOTTA Klara :D

Ricordo ancora un mio lapsus su Ettore e Menelao, che la nostra contadinotta individuò in un baleno!

Distinti saluti.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

poichè con i moderni super calcolatori è possibile sapere, in pochi minuti, dopo la chiusura delle giocate, tutte le cominazioni possibili giocate, chi impedisce ai "controllori"" che fanno l'estrazione, se sono tutti daccordo, di far uscire le combinazioni che vogliono.

Così possono ritardare quanto vogliono i numeri del sei, con quadagni colossali per lo stato, e poi far uscire il sei quando decino di intascare loro i soldi.

E' un'ipotesi, ma se coloro che controllano le estrazioni si mettono tutti daccordo la cosa non è poi così difficile.


Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@Marco: non è tanto il sogno di quello che potrà fare con la vincita ma quello di realizzare un record. Diventare l'uomo che sulla terra ha vinto di più in una lotteria.

Conosco bene il meccanismo, ovvero ne sono stata testimone piu' volte e alcune di queste volte ha riguardato anche me.
Pensa che c'e' chi realizzerebbe un record semplicemente riuscendo ad incontrarmi. :-)

@ Gio': E in quali guai incorrerebbe un imprudente che provasse a mettere nel sacco la DOTTA Klara :D
Ricordo ancora un mio lapsus su Ettore e Menelao, che la nostra contadinotta individuò in un baleno!


Carissimo Gio, anche nelle scuole di campagna insegnano l'Iliade. :-)


@Davide: E' un'ipotesi, ma se coloro che controllano le estrazioni si mettono tutti daccordo la cosa non è poi così difficile.

E' una cosa che ho spesso pensato anch'io. Far uscire una combinazione NON giocata e' uno scherzo da ragazzi, secondo me, in un Paese dove tutto e' ormai manipolato.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"E' una cosa che ho spesso pensato anch'io. Far uscire una combinazione NON giocata e' uno scherzo da ragazzi, secondo me, in un Paese dove tutto e' ormai manipolato"

Un mio amico che se ne intende, mi ha detto che ci sono molti modi per far uscire le palline con i numeri voluti.

Per esempio ci sono tecniche per magnetizzare le palline (poi verrebbero fatte uscire senza problemi) e nessuna telecamera o osservatore riuscirebbe ad accorgersene.

L'importante è che i controllori siano tutti daccordo.
Poichè chi controlla sono una decina di alti ufficiali della finanza ci metterebbero poco a mettersi daccordo per spartirsi una montagna di soldi.

I conosco quel tipo di uomini e ti assicuro che sono più furbi delle volpi. Sia ben chiaro che io sto facendo delle ipotesi astratte e non sto accusando nessuno.

Ciao Davide

marco ha detto...

Pensa che c'e' chi realizzerebbe un record semplicemente riuscendo ad incontrarmi. :-)

Eh! A me questo non capita.
Posso immaginare che ci sia qualcuna disposta a pagare un euro per incontrarmi, ma non sarebbe un gran investimento il suo...al massimo vincerebbe un cazzo. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: al massimo vincerebbe un cazzo. :-)

Capisco che ci sia la faccina ma permettimi: che brutto commento.
So che puoi evitare cadute di stile di questo genere.

marco ha detto...

Capisco e me ne dispiaccio.
Ma se mettevo "niente senza faccina" il commento non avrebbe avuto motivo d'esistere. Non che se ne sentisse la necessità, per carità!
Più che allo stile ho pensato di buttare lì una battutaccia.
Non è stata gradita.

Metterò un filtro a grana più fine ai miei prossimi commenti.

Saluti

Neelps ha detto...

Klara scrive: E' proprio in certi momenti, prossimi all'oscurantismo culturale, che hanno quindi terreno fertile le religioni, le sette, i predicatori, gli imbonitori, i guaritori miracolosi, i maghi da strapazzo, gli uomini della provvidenza, i venditori d’elisir e di sogni e... le lotterie

ciao Chiara,

Quando ero adolescente mi facevo di eroina, io e miei amici.
Sapevamo tutto: malattie, dipendenza e tutto il resto. Ma lo facevamo lo stesso.

Forse perche' eravamo solo degli stupidi.

Forse.

Ma io credo ancora che le motivazioni siano qualcosa di molto meno banale di una semplice stupidita'.

Cosi, possiamo calcolare con certezza quante poche probabilita' abbiamo di vincere, ma non importa perche' non cambieremo il nostro comportamento in funzione di questo calcolo, non giochiamo la lotteria per vincere, giochiamo per stare meglio.

Neelps

davide ha detto...

Caro amico Neelps,

""Cosi, possiamo calcolare con certezza quante poche probabilita' abbiamo di vincere, ma non importa perche' non cambieremo il nostro comportamento in funzione di questo calcolo, non giochiamo la lotteria per vincere, giochiamo per stare meglio.""

Condivido quanto hai detto. Se ci si basasse su calcoli statistici nessuno giocherebbe ai giochi d'azzardo, perchè le probabilità sono sempre contro il giocatore. Invece tantissimi, non parlo dell'Italia ma di tutto il mondo, continuano a giocare in ogni tipo di lotteria.

Chi gioca sa bene che le probabilità di vincere sono pochissime, ma ama illudersi che per qualche motivo ignoto la dea bendata bacerà proprio lui (o lei: le donne amano illudersi non meno degli uomini).

Ciao Davide

Sar@ ha detto...

Grande Chiara! Sono completamente d'accordo!
Mi piace quando nascono le dispute a chi ne sa di più, quando qualcuno chiama in causa definizioni e controdefinizioni...
Per dire semplicemente che la probabilità di beccare il sei è x alla sesta, dove x è 90 cioè il numero di numeri!
Che poi tra l'altro, se uno proprio volesse giocare, dato che beccando il 5 o il 5 più uno si vincono un bel pò di soldi, non si capisce perchè dovrebbe farlo nel momento in cui tutti giocano, cioè nel momento in cui c'è più probabilità che più gente azzecchi i numeri e quindi ci sia da dividere la vincita! Bah. Io non so neanche come funziona, adesso c'è anche un altro numero che è il superstar che aggiunge un altro fattore all'equazione !b.n****cdsa°°##s/e . Come Chiara non hai capito? Questa è l'equazione binomiale che applicata all'integrale e intersecata con l'equazione differenziale trova il QI degli anonimi! Scherzo ovviamente...

Salazar ha detto...

Premetto che di matematica, numeri bi-questo e integro-quello, e di robe simili, ci capisco poco e dubito molto. Anzi, dubitavo perfino che uno più uno facesse due, poi ho letto da qualche parte che effettivamente non lo fa: fa uno virgola una sfilza infinita di nove. È stata una bella soddisfazione, ma dal quel momento ho cominciato a dubitare che uno più uno non faccia due.
E detto questo aggiungo che fare calcoli sulle probabilità di vincita all’Enalotto, e poi magari non giocarci per quel motivo, mi sembra oltremodo diabolico.
Primo perché il calcolo delle probabilità su numeri superiori al fantastiliardo è quasi ridicolo: cosa cambia se ho una possibilità di vincita su di un fantastiliardo o ne ho 12.509?, l’uno e il dodicimila sono talmente vicini fra di loro rispetto al fantastiliardo che nulla cambia per nessuno: stessa possibilità per tutti su ogni giocata, cioè praticamente una possibilità più uguale allo zero dello zero stesso: gioco più democratico di questo non c’è, ed è proprio quello zero che mi ricorda la democrazia.
Poi: uno vince, donna, uomo o ente morale, uno vince. Deve vincere e prima o poi lo farà; e allora, visto che di cose stupide ne facciamo sempre un sacco, perché mai privarsi del piacere di fare la più stupida di tutte, che non è quella di giocare e perdere, ma quella di giocare e vincere.
Perché, come Freud può confermare se interpellato, nelle lotterie e in tutti gli altri giochi a pseudo vincita, il vero giocatore, quello che si autoconsidera un professionista del ramo, non gioca per vincere, ma gioca per perdere.
Ma vuoi mettere la soddisfazione, quasi la gioia, di poter perdere un sacco di soldi, un poco alla volta, un poco alla volta, a lungo nel tempo, invece che vincerne una sberla in un attimo e dopo dover ricominciare tutto daccapo, a spenderli o a perderli al gioco. Di nuovo.

Neelps ha detto...

Salazar scrive
fa uno virgola una sfilza infinita di nove. È stata una bella soddisfazione, ma dal quel momento ho cominciato a dubitare che uno più uno non faccia due.


:-? non mi convince mica questa cosa :-?

siccome 0.999...=1, allora 1+1 puo' essere scritto come 0.999...+0.999... se lo preferisci, oppure come dici tu 1.999..., ma il risultato e' sempre e solo 2 nei numeri reali (che sappia io, non sono un matematico e le mie conoscenze sono piuttosto limitate).

(1/9)*9 = (9/9) = 1 no?
1/9 = 0.111...*9 = 0.999... = 1

tutto mi porta a pensare che 1+1 faccia sempre 2 in R.

Se questo non e' vero mi crolla il mondo adosso :-O

E' come quando zarathustra vagando per il bosco incontra il santo che dopo tanto tempo non sa ancora che Dio e' morto. :-P

ciao salazar.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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