mercoledì 12 agosto 2009

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La Liberta’

Sono giorni, questi, in cui anche chi come me ha poco tempo da dedicare al riposo si fa risucchiare nel vortice del dolce far niente. So che non dovrei, ne sono ben cosciente, perche’ e' per un'innata dedizione al dovere oppure per un'educazione troppo rigida che mi hanno inculcato fin da quando ero piccola che non posso fare a meno di sentirmi leggermente a disagio ed anche un po’ in colpa. Infatti, trascorso questo breve periodo, so che mi pentiro' amaramente perche' dovro’ far fronte a tutto cio' che ho tralasciato, con l'aggravio, inoltre, di avere meno tempo a disposizione per portare a termine tutti gli impegni che ho preso.

Di come passo le mie giornate, pero', in questi giorni di meta' agosto, in una cittadina di appena cinquemila anime in mezzo alla campagna ai confini di un mondo che viene lentamente fagocitato ma che, indomito, resiste per non vedersi defraudato totalmente della sua identita' e della sua cultura, credo non interessi a nessuno. Sono percio' consapevole della completa inutilita’ di questo post, ma avendo voglia di scrivere qualcosa senza mettermi a studiare in modo approfondito l'argomento, ho deciso che, fra tutti, quello che mi sembra di conoscere meglio possa essere "me stessa". Dico "mi sembra" perche', come si sa, non ci si conosce mai abbastanza e con molta probabilita’ non ci si conosce affatto.

Ma non ne volevo fare un post autoanalitico. Sinceramente, di analizzare i miei comportamenti e le mie motivazioni, sono un po’ annoiata. Era infatti una cosa che facevo e che ho fatto fino a qualche anno fa. In ogni caso, e’ interessante scoprire di tanto in tanto qualche tratto nuovo di questo mio poliedrico carattere che non pensavo di avere. Ad esempio, mi sto scoprendo molto meno cinica e molto meno indifferente di quanto, in realta’, abbia finora creduto di essere. La mia proverbiale indocilita’, probabilmente formatasi negli anni in cui essere dura ed insensibile era per me necessario per superare determinate situazioni che altrimenti mi avrebbero fatto del male, sta cedendo e lascia il posto via via ad un altro tipo d’atteggiamento, meno ostile, meno riluttante.

Forse, come gli antenati dell'essere umano che nella loro evoluzione ad un certo punto hanno perso la coda perche’ ormai diventata inutile, anche io inizio oggi ad avvertire l’inopportunita’ di essere a tutti i costi refrattaria ad ogni tipo di rapporto che non sia quello che ormai, da qualche tempo, ho solo con le mie sorelle. E per questa mia inattesa consapevolezza devo certamente ringraziare alcune persone che ho avuto modo d’incontrare nell’ambiente virtuale, perche’ con i loro comportamenti, avulsi dalle pulsioni che normalmente aggrediscono nel mondo reale, mi stanno dimostrando che, oltre a cio’ che puo’ apparire l’involucro che da sempre mi circonda, anche la mia interiorita’ riesce a stimolare davvero interesse e sentimenti d’affetto.

Chi si chiedera’ come abbia fatto una donna adulta ed esperta di vita, come ho sempre affermato di essere, a non averlo capito prima, non ha torto; e’ cio’ che, in effetti, anch’io mi chiedo. Ma quando si e’ intrappolate nelle convinzioni stereotipate e la visione del mondo e' solo quella che passa attraverso i nostri occhi, spesso ricoperti da una stratificazione di pregiudizi sedimentati con il passare degli anni oppure nati come difesa per non venir sconfitte troppo presto da una vita non sempre facile, e’ difficile guardarsi dentro e, soprattutto, e’ difficile guardare dentro a chi ci sta di fronte.

Tutto quello che normalmente vedevo erano infatti sguardi da pesce lesso che, immancabili, cadevano dentro la mia scollatura oppure che mal celavano il loro desiderio sbirciando cio’ che mi sono sempre divertita a far intravedere. Sono oggi certa che era con un leggero sadismo, che in quel momento appagava il mio ego e mi rassicurava sul fatto di tenere saldamente in pugno la situazione, che ho sempre esercitato sugli altri la mia seduzione, cosi’, in modo fisico, e per molto tempo sono stata ignara di possedere altro che potesse suscitare interesse. Quando poi mi sono accorta di avere anche altre qualita’, come una forte comunicazione e la capacita’ di far provare emozioni, le ho messe al servizio di quello che ormai era diventato per me un gioco al quale non potevo piu’ rinunciare, e che forse non smettero’ mai del tutto di fare.

In tutto questo tempo ho sempre creduto che, in un modo o nell’altro, discorsi o non discorsi, da me si desiderasse solo ottenere una cosa, prima passando per il mio corpo e poi, dopo, anche e soprattutto attraverso la mia mente; entrarmi dentro come una lama affilata allo scopo di scalfire cio’ che tenevo gelosamente custodito: la mia inviolata Liberta’. Una Liberta’ che ho sempre difeso, con ogni mezzo che ho avuto a disposizione, arrivando finanche a soffrire, rinunciando alla felicita’ che talvolta qualcuno, ignaro di come potessi essere ancora immatura e non pronta per una determinata scelta di vita, ha cercato di farmi trovare sul sentiero che percorrevo. Una Liberta’ che ancor oggi rappresenta quello che ho di piu’ caro ed a cui non potrei rinunciare ma che, forse in modo maniacale, ho elevato troppo al ruolo d’intoccabile divinita’.

17 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

il fatto che hai sempre difeso la tua libertà verso chiunque può essere una cosa positiva. Per il resto è abbastanza inevitabile che un uomo che incontra una bella donna non riesca a non sbirciare dentro la "scollatura": noi maschietti siamo fabbricati così.
Però non credo che l'impegno che hai con le tue "sorelle" (cosa che ti fa onore) e la tua difesa della libertà siano in contrasto con un impegno di altro tipo.

Ciao Davide

Gio ha detto...

Klara, tu hai una bussola magica che ti fa seguire una rotta bizzarra, tra mulinelli e scogli puntuti, a zigo-zago, simile ma speculare a quella che la mia bussola sgangherata fa seguire a me.

Se leggo questo tuo brano, e interpreto in modo speculare certe motivazioni, mi vedo in condizioni non troppo dissimili dalle tue.

La libertà, l'intrusione altrui, la freddezza che ci si impone, l'indifferenza che sembra l'unica fonte di serenità ...
E quel dubbio, accennato alla fine, su quello che noi consideriamo 'vero' o addirittura 'sacro' per abitudine forzata da circostanze avverse.

Mi hai fatto sussultare da mille chilometri di distanza.

Anonimo ha detto...

Inutile per inutile
(Perché usi sempre l’apostrofo e non le lettere accentate?)
Da donna adulta ed esperta di vita, come hai sempre affermato di essere, quanto schifi l’altra parte del genere umano?
La tua (proverbiale?) indocilità, ostilità, riluttanza, avulsa dalle pulsioni che normalmente aggrediscono… ecco che stimola affetto?
Sguardi da pesce lesso che non cadono più nelle pieghe della tua carne, ti danno la libertà…. di voler condannare un genere!
Quello che mi piace, mi attira. Forse sono vittima, forse carnefice. Ma non faccio né uno, né l’altro. Condivido con il resto del genere umano quello che posso, ora con te questi pochi pensieri, perché sono caduto nelle pieghe del tuo post.
Puoi esser certa che mi lascerei cadere in tutte le tue pieghe se la vita me lo permetesse. Questo è affetto, questa è libertà!

marco ha detto...

Per difendere la propria libertà si può costruire una fortezza che finisce per essere la propria prigione.

No, non un post inutile. E' bastato l'accenno ad una educazione troppo rigida per ricordarmi la mia infanzia e l'adolescenza.
Si mangia solo durante i pasti A letto sempre alla stessa ora. Perdere un giorno di scuola solo se dimostrabilmente malati, che significava o avere fratture scomposte o, più banalmente la febbre. Un termometro sono riuscito a farlo scoppiare con fiammifero una volta che proprio volevo stare a casa...:"Oops, mi è caduto. Vado a scuola. Ciao mamma".
:-(

:-)

Alex ha detto...

Buona sera Chiara,

non si è mai abbastanza adulti, ed esperti di vita, per capire quale sia la certezza della ragione.

Meglio sbagliare per tutelarsi, che scoprire di esser stati presi in giro, spesso avviene quando nel proprio percorso ti sei accorto, ho sembrato di accorgere, che qualcuno voleva approfittare della situazione, soprattutto quando si cercava di essere corretti ed onesti.

Carlo Fronteddu ha detto...

Ciao Chiara, come stai? Voglio dirti solo questo: Per quanto piacevole, un collare è sempre un collare qualunque forma o sostanza esso abbia o assuma. Ma per quanto possiamo desiderare la libertà più pura, anche essa per poter essere compresa ha bisogno di un guinzaglio e avere una direzione verso quale dirigerla per darle un senso e una dignità. Per questo la libertà stessa come ideale puro e semplice verso il quale tendere è un collare, capace di imprigionare e annebbiare la vista come qualunque altro.
Con Affetto
Carlo Fronteddu.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Per il resto è abbastanza inevitabile che un uomo che incontra una bella donna non riesca a non sbirciare dentro la "scollatura": noi maschietti siamo fabbricati così.

No. Non siete fabbricati tutti cosi'. In generale lo siete, ma esistono quelli che sono diversi. Ed io, adesso, credo di saperli riconoscere.
Grazie per essere sempre fra i primi a commentare. Significa che sei sempre molto attento a cio' che scrivo.


@ Gio: Klara, tu hai una bussola magica che ti fa seguire una rotta bizzarra, tra mulinelli e scogli puntuti, a zigo-zago, simile ma speculare a quella che la mia bussola sgangherata fa seguire a me.

Bussola magica o sgangherata, l'importante e' che ci conduca da qualche parte e che la' ci si possa incontrare. Un caro saluto, Gio.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Anonimo: Premessa - Ho lasciato la possibilita' di commento agli anonimi non perche' si nascondessero dietro un muro, ma per rendere piu' agevole la discussione a chi non avesse voglia di fare login. Per abitudine, quando entro in 'casa' altrui, mi presento, se non con il nome e cognome, almeno con un nomignolo in modo che gli altri, se la discussione proseguisse, possano riconoscere le mie repliche. Personalmente non apprezzo chi commenta da 'anonimo' perche' considero tale modo di introdursi nel dialogo in modo ambiguo e, soprattutto, da parte di chi non ha il coraggio di sostenere fino in fondo le proprie opinioni. Nemmeno mettendoci la faccia del 'nick' - chiusa la premessa.

Da donna adulta ed esperta di vita, come hai sempre affermato di essere, quanto schifi l’altra parte del genere umano?

Veramente io non schifo nulla. Amo gli esseri umani da quando sono bimbi a quando, da vecchi, sono in procinto di lasciare questo mondo. E li amo tutti. Uomini e donne, senza distinzione.
Chi mi conosce un po' sa che poche settimane fa mi sono addirittura messa contro parte della comunita' nella quale vivo per difendere un poveraccio che non aveva da mangiare. Ed era un uomo.

La tua (proverbiale?) indocilità, ostilità, riluttanza, avulsa dalle pulsioni che normalmente aggrediscono… ecco che stimola affetto?

Questa non l'ho capita. Comunque si'... la mia indocilita' e' proverbiale e non e' poi cosi' avulsa dalle pulsioni.

Sguardi da pesce lesso che non cadono più nelle pieghe della tua carne, ti danno la libertà…. di voler condannare un genere!

Non capisco dove, in questo post, tu veda la condanna di un genere. A meno che tu non mi giudichi con pregiudizio e senza conoscermi.
Io non condanno un genere, condanno gli atteggiamenti, i comportamenti spesso patologici che taluni (molti) appartenenti a quel genere hanno nei confronti dell'altro genere.
Lo stupro e la violenza verso chi e' piu' debole non sono mie invenzioni. La prevaricazione, la prepotenza, il controllo nei confronti di chi viene usata come merce di scambio sessuale non sono nie immaginazioni. Sono tutte manifestazioni di quello che e' il mondo, sempre piu' blindato ad uso e consumo del genere maschile e per il sollazzo del suo pisello. Un sollazzo al quale moltissimi non rinunciano, a costo anche di ferire, oltraggiare, umiliare un altro essere umano che quasi sempre e' donna oppure bambino.

Quello che mi piace, mi attira. Forse sono vittima, forse carnefice. Ma non faccio né uno, né l’altro. Condivido con il resto del genere umano quello che posso, ora con te questi pochi pensieri, perché sono caduto nelle pieghe del tuo post. Puoi esser certa che mi lascerei cadere in tutte le tue pieghe se la vita me lo permetesse. Questo è affetto, questa è libertà!

Cio' che e' importante, e' che tale 'caduta' non sia solo decisa da te, ma che sia condivisa anche da me. Che qualcuno voglia cadere in tutte le mie pieghe, posso anche comprenderlo, ma posso accettarlo solo se anche io sono d'accordo.
Uno dei maggiori problemi che si hanno con il genere maschile e' che, molto spesso, quando si dice NO viene interpretato come un SI'. Mentre sarebbe ora che gli uomini capissero che NO significa soltanto NO, e tutto cio' che e' nella loro testa e che immaginano non obbliga l'altra parte ad accettare di soddisfare i loro desideri.

(Perché usi sempre l’apostrofo e non le lettere accentate?)

Semplice: non uso una tastiera italiana. Grazie comunque per essere intervenuto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marco: No, non un post inutile.

Meno male. Anche senza volerlo sono riuscita a far discutere. E pensare che, quando ho iniziato a scrivere, volevo parlare di tutt'altro. Grazie per la visita. Apprezzo sempre chi sa discutere in modo educato.


@ Alex: non si è mai abbastanza adulti, ed esperti di vita, per capire quale sia la certezza della ragione.

E questo lo si scopre solo vivendo. Grazie per la gentilezza dimostrata nel commento.


@ Carlo Fronteddu: Per questo la libertà stessa come ideale puro e semplice verso il quale tendere è un collare, capace di imprigionare e annebbiare la vista come qualunque altro.

E' esattamente cosi', caro Carlo. Grazie per essere venuto a trovarmi.

gullich ha detto...

bel post, chiara...

si intravvede una persona che ha camminato molto rispetto a tempo fa...

e la consapevolezza di sè, dovunque porti, è sempre un valore.

un abbraccio

;o)

wgul

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""No. Non siete fabbricati tutti cosi'. In generale lo siete, ma esistono quelli che sono diversi. Ed io, adesso, credo di saperli riconoscere.""

So bene che non siamo tutti così, ma per un uomo restare indifferente davanti alla scollatura di una bella donna non è facile.

Naturalmente in sè questo questo non significa molto: si può rispettare una donna anche se non si riesce a fare a meno di dare una sbirciatina.

Quanto agli uomini che pensi che siano diversi, nel senso buono, spero che sappia davvero riconoscerli: mi dispiacerebbe che il genere maschile ti deludesse ancora.

Ciao Davide

Pulci ha detto...

Buon Ferragosto!

Duval ha detto...

@ Chiara:
Una Liberta’ che ancor oggi rappresenta quello che ho di piu’ caro ed a cui non potrei rinunciare ma che, forse in modo maniacale, ho elevato troppo al ruolo d’intoccabile divinita’.

Si, è sempre una gara dura, un eterno dilemma riservato a chi ha occhi per vedere e cuore per sentire.

Ardua la scelta, lastricata di sassi la strada del compromesso ma non priva, a mio parere, di attimi premianti.

Quanto valgono questi potenziali "attimi" ?

Ad ognuno la propria complessa risposta.

Rez ha detto...

Credo che libertà sia un concetto che vada di pari passo con identità.

Sono un uomo, sono una donna.

Sono un maschio, sono una femmina.

Concetti che troppo spesso sono scontati, quando in realtà non lo sono per nulla.

In questo senso la libertà è una conquista continua nei confronti principalmente di se stessi.

La prima libertà è sapere come noi, in un dato momento, siamo in grado di relazionarci con altri.

Se io uomo incontro una donna che mi piace adotterò un comportamento in base a come sono "dentro", ai miei condizionamenti culturali, al mio livello di cultura e socialità.
Non ultimo alle mie paure.

E credo che lo stesso sia per una donna con le inevitabili differenze che i condizionamenti del "genere" comportano.

Credo che ognuno di noi se ha fortuna nella vita cambi.

Perdere nel tempo i condizionamenti che ci rendono così lontani dall'essere persone, prima ancora che maschi o femmine, penso sia la vera libertà.

La capacità di condividere il "sentire" senza subornare, invadere o imporre nulla agli altri, essendo pienamente se stessi con le proprie forze e debolezze.

Essere capaci di chiedere senza paura, perché consapevoli di potere dare quanto siamo "realmente" in grado di dare.

Almeno fino a quando capita di girellare sulla superficie di questo mondo, no?

Buona vita Chiara.

E grazie come al solito, per tutte le riflessioni che sei in grado di regalare con quanto scrivi.

michail tal ha detto...

Ciao Klara!

è un piacere tornare a trovarti dopo un po' di tempo :-)

Ricordo che in passato ci capito' di discutere dell'idea di libertà.
Qual'è la libertà che piu' ci rende felici?
La tua era una concezione di libertà come assenza di vincoli, estrema limitazione delle relazioni e dei condizionamenti.

Io continuo ad esser convinto che è proprio il contrario ad arricchire la nostra vita: le relazioni, le amicizie (anche virtuali), il confronto, il dialogo senza sterili polemiche.

Anche i condizionamenti avvengono di continuo aldilà del mio controllo...ed è giusto e anche bello che sia cosi.
Altrimenti vorrebbe dire che sono impermeabile alle persone che mi sono vicine, ai libri che leggo, ai film che guardo. Non credo che questo sia "controllo".
E' già difficile controllare la propria vita, figuriamoci quella altrui :-)

Bel post

michail tal ha detto...

Ecco mi sono accorto tardi di aver fatto il mio solito errore/orrore...e per la seconda volta a casa tua...vabbè! :-)

senti volevo postarti un articolo sulla riforma sanitaria usa, ma è saltata fuori questa scritta:

Non è possibile accettare il codice Must be at most 4,096 characters specificato.

?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

senti volevo postarti un articolo sulla riforma sanitaria usa, ma è saltata fuori questa scritta: Non è possibile accettare il codice Must be at most 4,096 characters specificato.

Si', ne avevo gia' parlato qui:
http://chiara-di-notte.blogspot.com/2009/05/limite-dei-caratteri-nei-commenti.html

Devi dividere il commento che ha piu' di 4.096 caratteri ed inviare le parti separatamente.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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