giovedì 2 luglio 2009

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Il compito

Era stata addestrata bene ad eseguire il compito. Chi l’aveva scelta aveva subito capito le sue potenzialita’; il suo corpo adolescenziale, il colore dei capelli illuminati da quello dei suoi occhi e quell'aria di sincera ingenuita’ che le si respirava intorno erano il capitale che non s’era mai resa conto di possedere, ma che in seguito avrebbe saputo investire in modo oculato permettendole di vivere agiatamente.

A farla diventare brava ci aveva pensato Stepan. Era evidentemente predisposta, ma senza i suoi preziosi consigli, fuori e dentro il letto, sarebbe rimasta per sempre una semplice ragazza di campagna destinata ad una vita da contadina oppure sottopagata in una fabbrica di scarpe o, al massimo, a muovere il corpo flessuoso dentro una gabbia di uno Zoo metropolitano per divertire un branco di uomini arrapati.

All’inizio era stato imbarazzante. Convinta che non avrebbe mai avuto il coraggio di farlo con degli sconosciuti si ritraeva, ma poi, un po’ alla volta, aveva capito che la cosa non le era cosi’ di gran peso, anzi ne era addirittura attratta, intrigata da quel sentirsi al centro dell’attenzione; desiderata ed agognata ogni momento.

Mai, pero’, aveva abbandonato quella sua innata aria pudica e titubante col quale sempre riusciva ad attrarre e ad eccitare gli uomini che incontrava. Una riluttanza iniziale il cui fine era rassicurare la loro vanagloria perche’ sentissero di essere esperti e capaci d’istruirla in qualcosa che pensavano lei non conoscesse. Un pudore che poi lentamente, con sapienza, lei scioglieva trasformandolo in una disinibita sfrontatezza, quasi indecente, che culminava in una manifestazione di sublime godimento. Cosi’ loro credevano d’essere abili amanti, pensavano di sapere esattamente quello che lei voleva e quello che a lei occorreva per godere. Cio’ li convinceva che erano loro i padroni del gioco, d’essere loro a dominarla, mentre invece era lei ad averli completamente in suo potere.

- Irina, l’auto sta aspettando. L’appuntamento e’ per le 19.30 al ristorante. Cerchiamo di essere puntuali!
- Si’, arrivo subito… questione di un attimo che m’infilo gli orecchini.


Distolse i tanti pensieri dalla mente. C’era l’incontro con quel banchiere ed era assolutamente necessario che accettasse l’accordo firmando il contratto senza porre troppe condizioni. Forse non sarebbe stata una notte piacevole, ma era sicura che non avrebbe deluso chi, per quel compito, contava su di lei.

6 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

bel post. Non ho capito se è concluso o se ci sarà un seguito.

Quando vado con una escort mi chiedo spesso come avrà iniziato a fare quel lavoro. Naturalmente non faccio domande perchè so che quelle ragazze, in genere, amano la riservatezza.

Ciao Davide

Yuna90_42 ha detto...

I suoi occhi cercano i miei, lo sguardo fisso, leggermente perplesso...sei un pò strana mi dici.
Rido...perchè? So già cosa dirai.
Sei dolce, quasi timida, sei sicura di voler essere qui ora?
Ti guardo...esito...mi fido di te dico, sorrido leggermente, mentre distrattamente, quasi "per caso", il mio ginocchio sfiora il tuo sotto il tavolo.
Mi prendi la mano, sento la tua voce...andiamo? Il tono è basso, sicuro, caldo, protettivo,il tuo sguardo corre lungo tutto il mio corpo mentre con grazia mi alzo, senza abbandonare la tua presa mi lascio condurre, guidare, riesco persino ad arrossire appena.
La tua mano lascia la mia e cinge ora il mio fianco mentre ci avviciniamo all'ascensore, premi il tasto di chiamata annusando leggermente i miei capelli, sei soddisfatto e pregusti già il seguito, lo leggo nei tuoi occhi che durante la cena mi hanno posseduta già più volte, nei tuoi gesti sicuri, da maschio.
Sorrido timidamente mentre accompagni gentilmente il mio ingresso nella camera col braccio che mi cinge la vita...
Sei mio...penso!

Yuna

Dolce-Alexia ha detto...

Ehe, sorella, mi è piaciuta la ragazza del racconto.
Spesso gli uomini pensano di possedere una donna, ma in realtà è la donna che lo fa credere che sia cosi.:-)
Siamo padrone solo di noi stessi.
Siamo atrici dalla nascita.
Ogni tanto osservo la mia nipotina di 4 anni e già vedo che è una brava simulatrice e furbetta.
Avrà preso dalla zia(scherzo).:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Mi sorprendo sempre dei tuoi profondi interventi. Devi pensarci molto prima di scriverli. No, non ci saranno seguiti. :-)


@ Yuna: Sei mio...penso!

Hai pensato al portafogli presumo. :-)


@ Alexia: Ogni tanto osservo la mia nipotina di 4 anni e già vedo che è una brava simulatrice e furbetta.

Io invece sono stata una tontolona fino a quasi la maggiore eta'... poi, improvvisamente, ho avuto un'illuminazione. :-))

Yuna90_42 ha detto...

Hai pensato al portafogli presumo. :-)

Bingo!!! :-))

Yuna

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""@ Davide: Mi sorprendo sempre dei tuoi profondi interventi. Devi pensarci molto prima di scriverli.""

Ti avevo detto che leggendoti sarei diventato più intelligente e saggio. Come vedi sto facendo progressi. Piano piano sto crescendo.

Tra il resto il fatto che l'amico Gullich non mi tiri più le orecchie conferma quanto sopra.

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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