martedì 30 giugno 2009

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Estasi di una notte

Avevi mani bellissime. Non potevo non notarle. Hai capito subito, dalle fugaci occhiate che ti porgevo, dell’interesse che provavo per te. Hai approfittato della breccia in quelle mura delle quali di solito mi circondo e non ho dovuto attendere molto prima che trovassi il coraggio di parlarmi. Mi hai offerto da bere ed hai iniziato raccontandomi di te, spontaneo e sincero. Neanche per un istante ho immaginato che stessi usando con me tattiche collaudate con altre… oppure era cio’ che in quel momento volevo credere.

In modo discreto hai poi girato il discorso su di me. Mi hai ascoltata con interesse mentre dipingevo i dettagli della mia vita, dei miei progetti, del mio modo di essere e davvero sembrava che mi comprendessi come nessuno mai aveva fatto prima … o almeno era cio’ che in quel momento desideravo di piu’.

Mi hai fatto ridere, con semplicita’, evitando le banalita’ ed i luoghi comuni. Mi hai fatto capire che ti piacevo. Niente di eclatante ne’ di esagerato. Per farlo hai usato piccoli gesti e parole gentili, ed hai atteso pazientemente di conquistare un po’ di confidenza prima di prendermi dolcemente in giro.

Mai mi ha aggredita col sarcasmo o con l’insistenza. Elegante, educato e galante, hai saputo dosare l’audacia con il rispetto, e per tutto il tempo non hai guardato un’altra donna se non me. Poi mi hai chiesto perche’ ero li’ da sola. Ti ho inventato qualcosa, non ricordo cosa, ma mi divertiva giocare con te e tu mi sembravi il perfetto compagno per i miei giochi… oppure in quel momento volevo che lo fossi.

Quando mi hai invitata a cena ho accettato con un timido sorriso. Gli esotici sapori, la luce soffusa delle candele, il buonumore che solo il vino sa donare e poi il calore delle tue mani quando dopo ti ho permesso di sollevarmi la maglietta per accarezzarmi il seno e con le dita tormentarmi deliziosamente i capezzoli assetati di desiderio, mentre assaporavo con la lingua le tue labbra.

A letto, fra i baci e le carezze esigevo che mi sussurrassi parole indecenti perche’ erano quelle che avrei voluto ascoltare, e t’imploravo di chiedermi tutto quello che desideravi perche’ era cio’ che avrei voluto donarti. E mentre mi scioglievo nell’estasi di una notte ti supplicavo di non dirmi “ti amo” perche’ a quelle parole non avrei mai voluto credere… anche se per un attimo ho sognato di sentirmele dire. Sincere.

21 commenti :

andrea ha detto...

il post che hai cancellato e' troppo forte

Duval ha detto...

E' tutto ciò che si può e si deve dire di una notte di estasi.

Veramente tutto e nulla più.

Bentornata.

gullich ha detto...

bello, mi riporta con garbo ed intensità a sensazioni vissute.

e bella la riflessione sul Ti amo, quando l'empatia e la sintonia inaspettata ti portano a voler eternizzare un momento anche con le parole.

Mi sono sempre morsicato la lingua perchè ti amo è espressione importante. e forse inutile.

vargas llosa docet.

grazie

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Andrea: Intendi dire quello "di prova" che ho scritto per vedere se tutto funzionava ancora? :-)

Perche' e' forte?


@ Duval: Il tutto ed il nulla sono due estremi opposti. Amo le situazioni a tinte forti e perdo interesse per tutto cio' che puo' apparire grigio.


@ Gullich: "ti amo" e' un'espressione breve, semplice, troppo semplice da dire in certi momenti. Spesso non viene neppure detta ma e' mescolata e confusa con i respiri.
"Ti amo": due semplici parole che possono impegnare molto e rendere complesso qualsiasi rapporto facendogli perdere quella freschezza iniziale fatta di scoperta ed avventura e, al tempo stesso, insostituibili quando la forza dei gesti ci sembra insufficiente a esprimere cio' che sentiamo dentro.

modesty ha detto...

garbo ed eleganza.
due cose che mi mancano totalmente.
bello quel che hai scritto.

Yuna90_42 ha detto...

Sarebbe così bello crederci....poterlo fare, aprire la tua anima ed il tuo cuore...donare tutta te stessa...completamente; l'esperienza dentro di me solleva un dito a monito e dice no...non farlo...se ci credi poi sanguinerai come non hai mai fatto, ed ogni volta sarà peggio, le delusioni hanno il potere di sommarsi all'infinito...difficile se non improbo resistere.
Nulla mi spaventa di più di un uomo che dice "ti amo", lo diceva anche al suo "giocattolo" favorito, quello che ora si trova sullo scaffale, ignorato, in compagnia degli altri "preferiti" del momento!
Se solo capissero la forza delle parole "ti amo"...ma forse la capiscono troppo bene, ed lì...solo lì...il problema.

Yuna

Anonimo ha detto...

@Chiara -> Il tutto ed il nulla sono due estremi opposti...

Penso che "Ti amo" sia l'enunciato più drammaticamente bello è più PERICOLOSO che esista...che sempre contrari sono!

KAM :-)

P.S.: scusa, ma non ricordo più le credenziali per accedere con il consueto account... :-|

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,
bentornata:D
dovrei cambiare Calimero triste, della tua partenza, con uno allegro ora:-) mi attrezzerò...

la mia idea sul "Ti amo" è che una volta pronunciata devi mettere davanti ad ogni cosa quella persona:-)

credo, anche, che se esce dalla piccola cassaforte che hai nel cuore è talmente vera solo per il grande annebbiamento che hai dentro:-)

Non ho ancora capito la percentuale di positività e negatività dell'evento(:

fortunati a chi capita, anche se spesso pagano duramente.

un sorriso

gatsby ha detto...

@Chiara
Ci sono aspetti, legati al mondo dei sentimenti, che non finiranno mai di stupirmi.
Ti parla una persona che si è innamorata davvero solo due volte nela sua vita.
Due esperienze totalizzanti che mi hanno segnato per sempre.
Non ho mai vissuto realmente il dolore di una perdita, non rimpiango nulla.
Lo rifarei, perchè non è vero che "Si vive solo due volte".
Per questo mi lascia spesso perplesso chi ha paura, chi trattiene, chi nasconde quello che prova.
Capisco, bisogna essere forti, ma l'amore non è qualcosa che possiamo controllare, valutare, soppesare.
Non si lega a colcoli ed opportunità.
Mille volte meglio un lacerante giorno d'amore, magari anche non ricambiato, che la calma piatta sentimentale.
E' qualcosa che ti fa sentire vivo.
Se qualcuno ha paura di dire "Ti amo" a una persona per la quale prova davvero quella condizione estatica, allora tanto vale rinunciarvi...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

A tutti coloro che, con gentilezza, sono intervenuti:

Posso capire che sembri strano il fatto che una donna non desideri sentirsi dire quelle parole, da molti considerate totalizzanti, al primo incontro, ma cio' e' strano solo per chi donna non e' perche' e' proprio il fatto che siano totalizzanti il motivo per cui non dovrebbero essere dette con leggerezza. Cerchero' di spiegarmi meglio.

"Ti amo" ha valore solo se e' sincero, se presuppone, da quel momento, un evoluzione del rapporto ed anche una riflessione profonda sul fatto se sia il caso di continuarlo quel rapporto. Soprattutto "ti amo" presuppone una risposta sincera dall'altra parte che, se non fosse dello stesso tipo, porterebbe quel rapporto (fino a quel momento soddisfacente) ad interrompersi.

Se detto con sincerita' infatti presuppone un impegno che va oltre il mero piacere del sentire il suono della propria voce che lo dice. Vezzo che molti maschietti hanno: ascoltarsi parlare e gongolare nel farsi i complimenti per quanto sono bravi.

Chi lo dice tanto per dire, tanto per "rafforzare" il momento, tanto per aumentare la carica erotica pero' si limita solo alle parole e non si azzarda minimamente a superare quel confine che certe parole impongono, tradisce lo spirito di quella frase e, al tempo stesso, tradisce la persona con la quale in quel momento sta relazionando.

E certe cose si avvertono. Sono subliminali. Come un uomo credo capisca quando una donna sta bene con lui, anche una donna capisce quando una frase e' sincera.

Parlando con amici di questo argomento e' emerso un fatto, cioe' durante i primi incontri cerchiamo piu' o meno tutt* le stesse cose: avventura, comprensione, rassicurazione.
Un uomo ad esempio cerca rassicurazione quando, al termine del rapporto sessuale, chiede alla compagna se le e' piaciuto e se la donna risponde affermativamente e' rassicurato, ma difficilmente una donna chiede la stessa cosa all'uomo. Di solito lo capisce da se' se per lui e' stata una cosa bella. Quindi dove trova la sua rassicurazione?
L'uomo crede che basti dirle "ti amo", ma non basta anzi dicendolo ottiene l'effetto opposto cioe' quello di creare in lei ulteriori dubbi, domande, disagi che necessitano di ulteriori risposte e di rassicurazione.
Tali parole, in un contesto del genere, cioe' al primo incontro, suonano cme se una donna dicesse (nel medesimo primo incontro) "dammi un bambino". Sono certa che ogni uomo resterebbe per un attimo interdetto e penserebbe: "ma con chi sto relazionando?"

Gli uomini, molti uomini, quasi tutti gli uomini credono che le parole "ti amo" facciano sprizzare di gioia la partner, credono di soddisfare un suo bisogno ma, invece, soddisfano egoisticamente solo il loro di bisogno e non capiscono che da quel momento creeranno una frattura nel rapporto se poi, dopo, non riusciranno ad essere coerenti, quindi ad iniziare un percorso diverso, molto piu' complesso e nolto piu' impegnativo che forse la donna, in quel momento, non ha alcuna voglia di percorrere.

Come ha detto un'amica: al primo incontro, ma anche al secondo o al terzo, o almeno fino a quando il rapporto non e' stabilizzato concordemente, preferirei, invece di "ti amo", sentirmi dire "porca".

Il vero problema e' che troppi uomini dicono "ti amo" troppo presto e poi, dopo, quando il rapporto e' consolidato cessano di dirlo.

gullich ha detto...

@CHiara " Se detto con sincerita' infatti presuppone un impegno che va oltre il mero piacere del sentire il suono della propria voce che lo dice. Vezzo che molti maschietti hanno: ascoltarsi parlare e gongolare nel farsi i complimenti per quanto sono bravi.

Chi lo dice tanto per dire, tanto per "rafforzare" il momento, tanto per aumentare la carica erotica pero' si limita solo alle parole e non si azzarda minimamente a superare quel confine che certe parole impongono, tradisce lo spirito di quella frase e, al tempo stesso, tradisce la persona con la quale in quel momento sta relazionando."

quoto. More solito hai una capacità non comune di centrare ed esporre l'argomento.

CApita che quando tutti i sensi sono rapiti, quando la persona con cui ti relazioni per una notte combacia con ogni angolo del tuo sentire che venga da esprimere quella empatia con le due inflazionate parole.

Non ha senso. perchè è tutto tranne che "ti amo" e non è onesto dirlo. Per questo mi sono sempre morsicato la lingua e condivido le Tue riflessioni.

Forse, da una notte di passione, si potrà arrivare ad un Ti amo dopo un certo percorso. Ma è espressione davvero troppo importante e complessa, che ha a che fare con una serie di valori ben diversi dalla sola passione.

E' espressione che ho detto un paio di volte nella vita. Perchè credo che, se vero, sia sentimento assolutamente raro.

E forse è comuque inutile e solo dannoso, alla fine.

Ma questa è altra riflessione ed altro versante. decisamente off topic.

regards

wgul

guggenheim ha detto...

6 una maiala tutta bagnata, cara.


http://www.skauza.it/HomeMix/GrandeMaiale.jpg

Yuna90_42 ha detto...

6 una maiala tutta bagnata, cara.

Come te...nessuno mai...sei l'unico...davvero l'unico...mi fai morire!!!

:-))

Yuna

Kameo ha detto...

@Yuna: Come te...nessuno mai...sei l'unico...davvero l'unico...mi fai morire!!!

La "piccola" Yuna è lanciatissima!!!

Chiara di Notte - Klára ha detto...


La "piccola" Yuna è lanciatissima!!
!

Lanciatissima una cippa!
Mi aveva promesso la seconda parte del suo racconto nella casa di marzapane gia' due mesi fa ed invece si mette a fare la civetta con quel pirla di Guggenheim. :-)

guggenheim ha detto...

o.t. On

ma se so' frocccio


;-)

Gugge

o.t. Off

Yuna90_42 ha detto...

In breve tempo ci ritroviamo in paese, la luce allegra all’ingresso della pizzeria aggiunge una nota “frizzantina” al mio stato d’animo, infondendovi una piacevolee calda allegria, “sto uscendo con lei”.
Veniamo fatte accomodare ad un tavolo per due all’angolo di una stanza accogliente, dominata dall’atmosfera e dal tepore regalati da un imponente camino…l’odore della legna che brucia, lo scoppiettio delle braci, riportano alla mia memoria ricordi del passato, vedo nella fiamma l’eterea immagine di una bambina che gioca fra le gambe di papà che legge mentre fuori nevica…ehi…ci sei?
Scusa sussurro, evidentemente il viaggio mi ha stancata più del previsto….il viaggio?
Sì rispondo io…il viaggio, sorrido ed allungo la mano sul menù mentre tu inconsciamente esegui lo stesso gesto, un piccolo fuggevole tocco, discreto,intimo…prego mi dici sorridendo, tu sei l’ospite, a te la precedenza.
Mentre cerco di concentrarmi sul menù una parte della mia mente lavora febbrilmente, cercando di capire il perché io avverta tutto come se fosse amplificato, i suoni della sala creano nella mia testa come una cacofonia lontana, fastidiosa e piacevole allo stesso tempo, persino il tuo piede che sfiora il mio sotto il tavolo mi fa quasi sobbalzare, tutti i miei sensi sono all’erta, sento il bisogno di recarmi alla toilette e di darmi una rinfrescata.
Al mio ritorno una pizza fumante mi dà il suo benvenuto…ho ordinato io per te…il tuo sguardo aperto e divertito mi fa sorridere…ok dico…spero di aver indovinato i tuoi gusti…speck e funghi, me ne assumo la responsabilità…accompagno il tutto con una risata argentina.
Ti osservo un attimo smarrita, poi l’appetito prevale e mi siedo…meno male che ci pensi tu dico.
Una piccola significativa pausa, poi i tuoi occhi nei miei…io penso sempre alle mie “sorelle”…è la verità, lo so, lo sento.
A fatica apro gli occhi, fuori è mattino inoltrato, lo capisco dalla luce che filtra dalla finestra e che disegna sulle pareti della stanza ombre a me sconosciute, cerco di orizzontarmi, di risvegliare completamente la mia coscienza intorpidita dal sonno…il mio sguardo fende lo spazio intorno a me mentre avverto sul cuscino un profumo,sì, adesso ricordo, è il tuo…mi giro e affondo il naso sul guanciale aspirando a fondo.
Un tocco sulla spalla mi fa sussultare…non pensi che l’originale sia meglio? Scoppiamo a ridere come pazze e…sì…sento di essere felice, vorrei “viverti” per sempre penso…poi lo dico anche.
Tu smetti di ridere, il silenzio piomba fra di noi fulmineo, netto, fa quasi male tanto è palpabile…come? Ridillo!
Vorrei “viverti” per sempre…il mio respiro si ferma…i tuoi occhi diventano rotondi e lucidi, una parvenza di lacrima a stento trattenuta mi strazia il cuore, mi afferri il viso con entrambe le mani, il contatto con le tue labbra libera di scatto la tensione accumulata dalla molla delle mie inibizioni, le mia gambe scattano ad avvolgere i tuoi fianchi, le mie mani sulla tua nuca ti attirano a me, il mio seno contro il tuo…ti cerco con tutti i miei sensi…ti sento sulla lingua, sotto i polpastrelli delle mie dita, i miei capezzoli urlano il dolore della loro eccitazione al contatto dei tuoi, ogni poro della mia pelle cerca la tua…ogni dettaglio è aria che mi manca…mi stacco…il desiderio di te mi fa sentire improvvisamente come arsa….Tundi…ci facciamo un tè?

Yuna

gatsby ha detto...

@Chiara
"Dico cio' che penso perchè sono una donna, se fossi un uomo chissà.." Affermasti una volta.
Tanto per sottolineare che non riusciremo mai veramemte a capirci.
Un'amica un giorno mi disse: "Mi piacerebbe per una volta avere un cazzo, per capire cosa si prova".
Naturalmente si riferiva ad un aspetto puramente fisico, non cerebrale, ma era anche un modo per spiegare il desiderio di provare almeno una volta ad andare dall' altra parte.
Fatta questa inevitabile e forse banale premessa sule differenze tra uomini e donne, è proprio l'amore che teoricamente dovrebbe invece legarli.
Infatti la grande lezione dell'amore è che l'unica via di scampo per uomini e donne è proteggere la capacità di amare, mantenendola cristallina come quando eravamo innocenti, e spenderla entusiasti come quando non avevamo subito alcuna offesa.
Non importa se a dire tutto questo è una persona dalle molte facce, anche quella di puttaniere in attività.
Per questo i timori di chi non ha il coraggio di lasciarsi andare, chi ha paura di innamorarsi e di mostrare il fianco, privo di difese - come ci dice Yuna - è una persona che rischia di mantenere nel resto della vita un profilo non volto alla perfetta realizzazione di sè.
Non ci si deve innamorare per forza - intendiamoci - ma conosco uomini e, soprattutto, molte donne, che si sono pentite di non aver mostrato in tutta la sua evidenza quello che provavano.
E quando si sono decise, quando l'hanno fatto, era ormai troppo tardi..

Gio ha detto...

Il fatto che una donna non desideri sentirsi dire quelle parole ... nè un uomo, e non solo quelle parole, significa, puo' significare che non creda che quelle avrebbero un senso condiviso.

Tu mi dici che mi ami, ma tu non hai idea di chi io sia, nè di cosa io consideri amore.

E allora?

E allora, partner di giochi ok, ma tu non hai un biglietto di entrata qui dentro. ('indica con un cenno il capo').

Divieto d'accesso, i trasgressori saranno severamente puniti.

Yuna90_42 ha detto...

Caro Gatsby...il mio era un riferimento volto solo ad un ipotetico "ti amo" detto al primo e ai primissimi incontri, non sono chiusa all'amore, nè ho paura di innamorarmi, il post di Chiara parla di un primo incontro, non dell'amore in generale, per cui per me le tue considerazioni sono un tantino off topic :-))

bacio
Yuna

gatsby ha detto...

@Yuna
Cara Yuna...scusami.
Da cio' che scrivi mostri di avere un'anima.
Ed è quindi un sollievo sentirtelo dire.

Un bacio sulla guancia riparatore

Gatsby

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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