sabato 2 maggio 2009

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Per Delara

Da Wikipedia: In epoche passate la pena di morte era utilizzata in quasi tutti gli Stati. In epoca moderna il primo Stato che l'aboli' fu il granducato di Toscana nel 1786. Nel XIX secolo essa fu abolita dal Venezuela nel 1863 e dal Regno d'Italia nel 1889 (dove fu pero' reintrodotta durante il fascismo, per essere definitivamente abolita dalla Costituzione repubblicana). Negli ultimi decenni molti Stati l'hanno abolita. Amnesty International distingue quattro categorie di Stati:

- in 68 Stati al mondo la pena di morte è ancora prevista dal codice penale ed utilizzata (colore rosso)
- 89 Stati l'hanno abolita completamente (colore blu)
- in 10 Stati è in vigore ma solo limitatamente a reati commessi in situazioni eccezionali, ad esempio in tempo di guerra (colore verde)
- 30 Stati mantengono la pena di morte anche per reati comuni ma di fatto non ne hanno fatto uso per almeno 10 anni (colore arancione)

Vi sono tuttavia casi di Paesi che eseguono sporadicamente o sistematicamente esecuzioni in maniera extra-giudiziale al di fuori quindi della loro stessa struttura giuridica.

E oggi sarebbe giunto il tempo di dire basta. Il nostro cuore non ce la fa piu' ad assistere alla morte di Delara. Ne' in Iran, ne' negli Stati Uniti d'America, ne' altrove.

Piove altro sangue! Dio, non cessa ancora
la vendetta di Abele su Caino,
e non s’arresterà. La terra geme
sotto i delitti nostri, e si ribella
come un immenso toro inferocito.
E le città scompaiono sommerse
dai flutti rossi della lava, crollano
su noi le case, mentre bianco il mare
mugghia rabbioso e spinge addietro i fiumi.
Ma la vendetta non si placa. L’uomo,
questo perenne moribondo, uccide,
nell’ansia di sfuggire alla sua morte.
Libertà! grida, e non s’è ancora spento
il rantolo di quelli che ha stroncato,
che ha trucidato in nome della pace.
Ora nulla è rimasto nel deserto
del mondo, nulla che sia grande, tranne
l’odio di Abele contro suo fratello,
che tutti ci conduce verso un baratro
nero, profondo come l’universo
in una notte cupa, senza stelle.

(Urbano Stenta)

Il sito di Nessuno tocchi Caino

16 commenti :

isabella ha detto...

Banali le Tue considerazioni, come donna ti trovo un po' superficiale.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

isabella ha detto...

Banali le Tue considerazioni, come donna ti trovo un po' superficiale
.

Io invece trovo strano che tu, appena iscrittO, abbia lo stesso IP di luciano61 aka Luciano Bubbola.

Bannati entrambi i nick.

Gio ha detto...

Ricordo di Gio bambino.

Era immagino la seconda metà degli anni '80, gran clamore in TV per la condanna a morte di un ragazzo/a,forse neppure maggiorenne, negli USA, che aveva assassinato una anziana donna.

Ne parlavamo a casa di amici: un mio caro amico, fu perentorio: è giusto!

Io risposi semplicemente che mi sembrava sproporzionato condannare a morte una giovane vita perchè ne aveva soppressa una ormai prossima alla naturale fine.

I genitori del mio amico rimasero un po' scossi, ma concondarono con me.

Che dire però di questo?
http://www.youtube.com/watch?v=SgOsusxTuTM&feature=related

Non sarei stato eroico, se avessi ucciso,adirittura senza aspettare nessuna sentenza, quel vecchio demente di Julius Streicher?

La questione di questa giovane donna è straziante, perchè tutti temiamo che sia morta da innocente.

Auf wiedersen

davide ha detto...

Distinta Chiara,

voglio solo ricordare che uno degli stati che più si è battutto contro la pena di morte a livello internazionale è stato l'Italia. Lo specifico perchè è giusto sottoliniare anche le cose buone che facciamo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: è stato l'Italia. Lo specifico perchè è giusto sottoliniare anche le cose buone che facciamo.

Si'. Hai ragione. Mi pare l'abbia fatto con i governi di centrosinistra, quando al potere non c'erano i compari di Gentilini e Borghezio.

"è giusto sottoliniare anche le cose buone che quelli di sinistra fanno".

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Si'. Hai ragione. Mi pare l'abbia fatto con i governi di centrosinistra, quando al potere non c'erano i compari di Gentilini e Borghezio.
"è giusto sottoliniare anche le cose buone che quelli di sinistra fanno".""

In realtà l'impegno dell'Italia contro la pena di morte va avanti da molti anni ed ha riguardato sia governi di centrosinistra che di centrodestra.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

Ti riporto qui sotto un articolo che dimostra che l'impegno italiano contro la pena di morte è bibartisan.


L'Italia orgogliosa per la moratoria contro la pena di morte.
venerdì 16 novembre 2007
La Terza Commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato ieri sera, giovedì 15 novembre, ad ampia maggioranza la risoluzione che chiede una moratoria internazionale sulla pena di morte. 99 i Paesi a favore, 52 contrari e 33 astenuti. E il Colosseo si accenderà di una luce più forte per celebrare l’evento.
di Sergio Lo Gatto

Pena di morte. Tutti i pezzi
UNA NUOVA SPERANZA – 99 i Paesi a favore, 52 contrari e 33 astenuti. Dopo i fallimenti del ’94, ’99 e 2003, ecco che la strada per una presa di posizione globale si riapre. Quello del 15 novembre 2007 rappresenta un fondamentale passo avanti verso l’approvazione della Moratoria Internazionale da parte dell’intera Assemblea, evento, questo, auspicabilmente atteso per la fine dell’anno. A metà dicembre, infatti, è prevista la decisione dell’Assemblea Generale, che, nel caso in cui risultasse in maggioranza favorevole alla moratoria, ciò rappresenterebbe comunque, ricordiamo, un “vincolo morale”, non ancora un divieto ufficiale. Nel testo approvato dalla Terza Assemblea, lo stesso che passerà poi al vaglio dell’Assemblea generale, si legge che “la pena capitale danneggia la dignità umana, che “non esistono prove conclusive del suo valore deterrente” e che “qualunque errore giudiziario nella sua applicazione è irreversibile e irreparabile”.
Estremamente critici restano però paesi come Singapore, Botswana, Barbados, Iran, Egitto e anche Cina. Ricordiamo che attualmente Cina, Iran e Usa firmano da sole il 90% delle esecuzioni nel mondo.

L’ITALIA NELLA MORATORIA - Il ruolo dell’Italia nella storia della moratoria globale risale al 1994. Cerchiamo di ricostruire per sommi capi quelle che rappresentano tappe importantissime nel cammino verso una civiltà degna di questo nome (fonte: Nessuno Tocchi Caino):
IL GOVERNO BERLUSCONI – La risoluzione italiana di moratoria viene preparata e presentata dal Governo Berlusconi al Palazzo di Vetro, dove però viene battuta per soli otto voti. Il motivo sta anche nel fatto che allora a mancare erano i voti dei 20 paesi entrati nell’Unione Europea in questi 13 anni.
IL GOVERNO PRODI – Nel 1997, contro la volontà dei partner europei, il Governo Prodi presenta nuovamente, questa volta alla Commissione Diritti Umani dell’ONU la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali, che viene approvata con 27 voti a favore, 11 contrari, 14 astensioni e 1 assente.
IL FERMO DA BRUXELLES – Nel 1999 la risoluzione dell’Unione Europea viene presentata nuovamente all’Assemblea, per essere invece ritirata all’ultimo minuto. Solo nel 2006 se ne conoscerà la ragione: l’allora ambasciatore italiano all’Onu Francesco Paolo Fulci spiegherà che da Bruxelles “giunse l'ordine a New York, a noi ambasciatori europei, di sospendere qualsiasi iniziativa”. Secondo Fulci fu una “scusa” perché non c'erano i voti: “Posso assicurare che non era così”, ha dichiarato Fulci, perché io personalmente avevo contattato più di novanta ambasciatori, ricevendone assicurazione che sarebbero stati dalla nostra parte”.
IL “VOLTAFACCIA DI BERLUSCONI”: Così viene chiamata la negligenza dimostrata dal Governo Berlusconi, il quale nel 2003 deve fronteggiare aspre polemiche nei Parlamenti italiano ed europeo, per “non aver ottemperato all'impegno e al mandato di depositare all’Assemblea generale dell’Onu la risoluzione a favore della moratoria”.

LE DELIBERE IN CORSO - Sono attualmente in corso delibere parlamentari italiane ed europee relative all’Assemblea Generale:
27 Luglio 2006 – La Camera dei Deputati, all’unanimità, impegna il governo a: “presentare alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite” la risoluzione pro moratoria e di farlo “in consultazione e non in concertazione” con i partner UE.
19 Ottobre 2006 – Il Governo italiano non sembra rispondere tempestivamente all’impegno. La Camera chiede ancora di “dare tempestiva e piena attuazione” alla mozione di luglio. La proposta del Governo, battuta dal voto unanime della Commissione, era di presentare al Palazzo di Vetro, a nome dell’Unione Europea, una semplice Dichiarazione contro la pena di morte e non una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali, da rinviare semmai alla sessione del 2007 dell’Assemblea Generale.

LA PRESENTAZIONE DEL 19 DICEMBRE – La Dichiarazione viene ad ogni modo presentata a firma di 85 paesi, ai quali si aggiungono nei mesi successivi altri 8. Se poi si tiene conto della posizione di co-sponsorizzazione della risoluzione (non una semplice dichiarazione) da parte della Repubblica Democratica del Congo, l’Azerbaijan, il Tagjikistan e il Sudafrica, si arriva a 97 paesi (sui 192 dell’ONU) favorevoli all’iniziativa.

PALAZZO CHIGI E IL PARLAMENTO EUROPEO – Dopo l’iniziativa nonviolenta di sciopero della fame e della sete di Marco Pannella, il 2 gennaio 2007 Palazzo Chigi rilascia una nota: “Il Presidente del Consiglio e il Governo si impegnano ad avviare le procedure formali perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte”. Un mese dopo il Parlamento europeo, con un voto quasi unanime, “sostiene fermamente l'iniziativa della Camera dei deputati e del governo italiani, sostenuta dal Consiglio e dalla Commissione UE nonché dal Consiglio d'Europa; invita la Presidenza UE ad adottare con urgenza un'opportuna azione per garantire che tale risoluzione sia presentata in tempi brevi all'Assemblea generale ONU in corso”.
Il 14 giugno 2007, la Commissione esteri della Camera dei Deputati approva all’unanimità una risoluzione presentata da Sergio D’Elia che “invita con rinnovata fiducia il Governo, ribadendo il mandato, a procedere con la massima urgenza e senza altri rinvii alla presentazione della Risoluzione pro moratoria alla Assemblea generale attualmente in corso, non essendo accettabile che, dopo un decennio di ostracismi, si impedisca ancora una volta alle Nazioni Unite, dove è indiscutibilmente maggioritaria la posizione pro moratoria, di votarla e così manifestarla”.
Si tratta del terzo sollecito volta in quasi un anno con il quale il Parlamento italiano che impegna il governo a presentare la Risoluzione al Palazzo di Vetro, “dopo anni di rinvii e ricerche di consensi dell'Unione europea in quanto tale non richiesti né necessari”.

OTTIME PREVISIONI – Sulla base delle posizioni di voto espresse in materia di moratoria dal 1997 al 2005 e tenendo conto delle dichiarazioni di co-sponsorizzazione del 19 dicembre 2006, si potrebbe tentare una previsione positiva: considerata plausibile l’astensione di 16-18 paesi e dei paesi “indecisi”, che sarebbero 7, i possibili contrari (dai 61 ai 68) non dovrebbero mettere in pericolo il risultato, secondo cui la maggioranza (dai 106 ai 108 su 192 paesi a favore della moratoria) può ritenersi “assoluta”.

IL DOCUMENTO COREU E LA SPALLATA TEDESCA – Il 14 maggio 2007 il Consiglio Affari Generali dell’UE dà via libera all’Italia per la redazione del nuovo testo di risoluzione, per la raccolta di co-sponsor e per l’avvio, insieme alla presidenza dell’Assemblea Generale dell’ONU, delle procedure per la riapertura di un punto specifico sulla moratoria.
Tuttavia il 4 giugno dello stesso anno, due giorni prima della riunione degli esperti in diritti umani dell’UE convocata a Bruxelles, viene diffuso un documento interno all’Unione Europea (chiamato COREU), prodotto dalla Presidenza tedesca e in cui si contraddice la decisione resa pubblica il 14 maggio dal Ministro D’Alema riguardo alla politica adottata dal Consiglio Affari Generali dell’UE (CAGRE).
La proposta della presidenza tedesca è che il Consiglio Affari Generali del 18 giugno decida di presentare la Risoluzione alla prossima Assemblea Generale che si apre a settembre.
Questo va a creare disaccordo tra la Germania e l’Italia, che invece ha nei mesi precedenti sollecitato il Governo affinché la Risoluzione venga presentata all’Assemblea Generale in corso. Polemiche sulla “posizione ostruzionistica” dell’UE sono arrivate dal Governo italiano, impegnato nella lotta fin dal 1994.

COMMENTI E DICHIARAZIONI – Il Presidente del Consiglio Romano Prodi: "Un altro grande successo, tutto italiano. Si diceva che l'Italia è isolata internazionalmente. Se questo è l'isolamento dell'Italia, io sono molto tranquillo".

Il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema: “È una vittoria di tutta l'Italia, che si conferma in prima linea nel mondo in materia di tutela dei diritti umani”

Il Sindaco di Roma Walter Veltroni: “La città di Roma, in questi anni, insieme al mondo delle associazioni, come la Comunità di S.Egidio, Nessuno Tocchi Caino e molte altre, ha sostenuto fortemente ogni iniziativa a favore dell'abolizione della pena di morte nel mondo, e il Colosseo illuminato ben simboleggia questo impegno. Un riconoscimento importante va dato al Governo italiano, che è andato avanti con passione, coraggio e determinazione per raggiungere questo risultato che è un grande passo avanti per quella che è innanzitutto una battaglia di civiltà a favore della vita, dei diritti e della dignità dell'uomo. E quando l'Assemblea delle Nazioni Unite confermerà il voto di ieri sera, Roma non mancherà di segnare questo storico evento".

Il Sottosegretario agli Esteri Bobo Craxi: "Non intendiamo certo portare avanti da soli questa battaglia ma coagulare attorno a questa proposta il più ampio consenso possibile".

Il Presidente della Camera Fausto Bertinotti: "Conquistare una risoluzione sulla moratoria della pena di vuol dire introdurre in un mondo attraversato dalla violenza, dalla guerra e dal terrorismo, una conquista di civiltà intanto nella cultura e nella volontà di grandi organizzazioni come l'Onu, che può lavorare nel fondo delle società per almeno far sì che gli stati non dispongano più della possibilità di uccidere, e quindi in qualche modo costituisca un argine alla violenza. È un risultato molto importante. Comincerei con il riconoscimento di una lunga azione, mossa da Marco Pannella e dai Radicali, che ha agito da fertilizzazione del terreno, e nel momento in cui si consegue un risultato così emozionante è giusto riconoscerlo. È giusto riconoscerlo anche perché è una lezione per la politica, su come si può costruire un contagio positivo”.

Il viceministro degli Affari Esteri Ugo Intini: “È un grande successo per l'Italia. Oltre l'orientalismo e l'occidentalismo. La partita è stata fino all'ultimo momento difficile, con una battaglia voto per voto. Il successo della moratoria è la dimostrazione che il nostro Paese si va specializzando in campo internazionale su due concetti: diritti umani e multilateralità, ha concluso Intini”.

Il vicesindaco di Roma Mariapia Garavaglia: "Il risultato ottenuto al Palazzo di Vetro è un momento importante della costante battaglia di civiltà contro la pena di morte, una battaglia in cui l'Italia, grazie all'opera incessante del ministro Emma Bonino, è stata indiscussa protagonista. L'azione di Emma Bonin, sempre sostenuta e coadiuvata dal Ministro D'Alema, è ancora più apprezzabile se si considera non solo la capacità di far convergere il resto del mondo sulle tesi del Governo italiano, ma di aver favorito un chiaro rilancio dell'Onu, quanto mai necessario dopo che, negli anni scorsi, le tendenze unilaterali sembravano essere prevalse sulla scena internazionale. Queste sono le battaglie che, nella storia dei radicali, ci piacciono e ci sono sempre piaciute, poiché capaci di mobilitare le migliori energie".

Il Viceministro agli Affari Esteri, sen. Franco Danieli: "L'iniziativa che come governo e parlamento italiano abbiamo portato avanti aveva argomentazioni etiche e di diritto così forti da riuscire ad influenzare positivamente governi ed opinione pubblica, anche quelli storicamente schierati per il mantenimento della pena di morte. È di straordinaria importanza l'adesione alla proposta italiana di alcuni Paesi arabi così come la crescita di posizioni abolizioniste nell'opinione pubblica americana e la decisione della Corte Suprema Usa e di giudici federali di sospendere esecuzioni e di commutarne altre. A questa evoluzione positiva fa da contraltare la decisione di alcuni Stati, Cina e Iran in primis, di applicare la pena di morte con metodi che di fatto negano i diritti essenziali delle persone. Dobbiamo intensificare l'opera di 'lobbing positiva' per convincere altri Paesi in vista della prossima scadenza all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. L'impegno dell'Italia è morale e politico insieme, è il coerente proseguimento di scelte che affondano le radici nella migliore storia nazionale, dalla cancellazione della pena di morte attuata per la prima volta nella storia dal Granducato di Toscana al messaggio abolizionista di Cesare Beccaria". "Questo impegno proietta con grande autorevolezza l'Italia nel mondo e ci assegna una responsabilità forte che, con determinazione e coerenza, vogliamo concretizzare per arrivare quanto prima ad un'effettiva moratoria delle esecuzioni capitali, nella prospettiva della totale abolizione della pena di morte nel mondo, per affermare il diritto alla vita e alla dignità di tutte le persone".

Sergio Lo Gatto

Ultimo aggiornamento ( lunedì 25 agosto 2008 )

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ed ha riguardato sia governi di centrosinistra che di centrodestra.

Quindi vuoi dire che molti esponenti della Lega che ricoprono incarichi governativi e siedono nel parlamento europeo non sono a favore della pena di morte, cosi' come molti esponenti di AN adesso confluiti nel PDL?

Vabbe'. Prendo per buona la tua affermazione e lascio che sia qualcun altro ad esprimersi. Grazie per il contributo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Quindi vuoi dire che molti esponenti della Lega che ricoprono incarichi governativi e siedono nel parlamento europeo non sono a favore della pena di morte, cosi' come molti esponenti di AN adesso confluiti nel PDL?""

Formalmente AN e la Lega sono contro la pena di morte. Naturalmente possono esserci singoli esponti che sono a favore, ma per fortuna sono piccola minoranza.

Ciao Davide

Duval ha detto...

Davide tu vuoi battere un record del guinness dei primati: l'uomo che ha resistito di più a controbattere Chiara in materia politica :-))

Ma Chiara è cambiata: non si incazza più. E' diventata deliziosa ... che si sia innamorata (spero non di una donna)?

Tu intanto vai a votare oggi e ... vota bene (non il solito meno peggio)!

Buona domenica.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

che si sia innamorata (spero non di una donna)?

Perche'?

Cosa c'e' che non va bene nelle donne?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Naturalmente possono esserci singoli esponti che sono a favore, ma per fortuna sono piccola minoranza.

Credo che questa minoranza alla quale ti riferisci, abbia esultato all'impiccagione di Delara. Giusto?
Oppure esulta solo all'idea di vedere impiccato un Rom?

Comunque una parte politica che include queste persone nella sua compagine parlamentare non puo' avere l'appoggio di chi e' contro la pena di morte.

davide ha detto...

Caro amico Duval,

""Tu intanto vai a votare oggi e ... vota bene (non il solito meno peggio)!""

Come fai a sapere che oggi voto?

Certo che vado a votare anche perchè ho speso un sacco di soldi a finanziare i vari candidati.

Ciao Davide

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Credo che questa minoranza alla quale ti riferisci, abbia esultato all'impiccagione di Delara. Giusto?""

Non credo. Una volta ho sentito Borghezio che criticava l'uso della pena di morte in IRAN.
Quanto a Gentilini non saprei.
In ogni caso AN e la Lega si sono dette contrarie alla pena di morte: so bene che poi al loro interno c'è qualche mela marcia.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non credo. Una volta ho sentito Borghezio che criticava l'uso della pena di morte in IRAN.
Quanto a Gentilini non saprei
.

Ah gia'... appunto, dimenticavo: loro criticano la pena di morte SOLO in Iran ed in quei Paesi che decidono loro di volta in volta.

Duval ha detto...

Chiara, tu saresti contraria alla pena di morte (con sofferenza) per un pedofilo che abbia violentato, torturato ed ucciso un/una bambino/a?

E se sì, con quale motivazione?
Un principio universale comunque da difendere (nessun uomo ha il diritto di togliere la vita ad un altro uomo)?

Io sono quasi certo (dovrei trovarmici però) di voler assistere all'esecuzione, se la vittima fosse di mia conoscenza.

Trovo che la vendetta personale possa soddisfare il bisogno di giustizia.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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