mercoledì 22 aprile 2009

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La casa delle bambole dormienti - Parte 2

Non busso’, ma apri’ piano la porta cercando di non far rumore ed aveva il cuore che gli batteva forte. Lei, distesa sul letto, indossava solo le mutandine e come aveva detto Madame, dormiva o sembrava che dormisse. Il Professore appoggio’ la giacca sul bracciolo della poltrona di fronte al letto poi, in silenzio, si mise ad osservarla. La ragazza aveva la pelle cosi' bianca che sembrava di fine porcellana ed il seno ancora acerbo, piccolo e dalla forma appuntita. Il suo volto, totalmente privo di trucco, pareva proprio quello di una bambola: diafano con le guance rosate e le labbra rosse. E poi i capelli finissimi e neri come la notte.

Le scelse un nome. Penso' che Delgadina potesse essere quello giusto, come la giovane prostituta del romanzo di García Márquez. Per un attimo si senti anche lui simile al protagonista di quel romanzo e penso’ che, forse, avrebbe potuto restar li’ per tutto il tempo a guardarla, limitandosi a rimirare quel corpo, dormirci accanto senza toccarlo provando cosi’ il piacere inverosimile di contemplare un fiore senza l'urgenza del desiderio e l'intralcio del pudore.

Ma puo’ un fiore essere toccato senza che gli venga fatto del male? Ed un fiore quando e’ colto e’ reciso per sempre, questo il professore lo sapeva e sapeva anche che lui non era un personaggio di Márquez. Lui non avrebbe avuto la forza di resistere a lungo alla tentazione di sfiorare quei petali freschi ed intatti.

- Ciao…

Una voce, musicale come la nota emessa da un flauto, lo fece sussultare mentre era assorto nei pensieri. Una voce di rusalka. Sapeva gia’ che non sarebbe stato facile scordarla, quella voce. Sapeva gia’ che dentro di essa si sarebbe perduto, precipitando in un vortice come un naufrago impazzito circondato solo dal mare dei suoi sensi di colpa.

Delgadina si mise seduta sul letto. Era ancora piu’ bella di quanto avesse potuto pensare, piu’ pura di quanto avesse potuto immaginare, piu’ misteriosa di quanto avrebbe potuto sperare e lo guardava, intensamente, con due occhi chiari come la Luna. Si’, c’era la Luna in quegli occhi, lui la vedeva e ci vedeva mille altre cose ancora.

I capelli lunghissimi, appena mossi, le accarezzavano il piccolo seno. Il Professore penso’ a lei come al personaggio di una fiaba: “capelli neri come l'ebano, labbra rosse come il sangue e pelle bianca come la neve”. Immagino’ come dovette sentirsi il Principe al risveglio di Biancaneve. E Biancaneve sarebbe stata sua per tre ore.

- Ciao… – disse l’uomo.

- Sedetevi accanto a me, vi prego –
lo invito’ la bambola con voce suadente.

Quei modi gentili, quelle maniere di altri tempi, antichi e persi nella memoria, quello sguardo ignaro, quel sorriso ingenuo. Madame aveva lavorato bene, penso’, ed ebbe la percezione chiara d'essere arrivato al traguardo della sua lunga ricerca. L’aveva trovata. Finalmente era li’ davanti a lui e capi’ che, dopo di lei, non ce ne sarebbero state altre.

Ecco cio’ che voleva dire Madame quando l’aveva presentata come unica e speciale. In lei vi si poteva scorgere una purezza mai perduta, un’innocenza mai scheggiata. Una fanciulla eterna che negli occhi avrebbe sempre avuto la curiosita’ dei primi sguardi e nelle mani il brivido della prima volta.

Sembrava un frutto profumato che nessuno aveva mai morso. Una distesa di neve fresca dove nessuno aveva mai camminato... ma era solo una piccola troia che aveva preso vita in un mondo creato apposta per lui e per quelli che come lui, silenziosi, a decine sarebbero entrati ed usciti da quella casa, da quella stanza ed anche da quel corpo.

Penso’ a come l’avevano istruita, a come l’avevano plasmata fino a farla diventare cosi’ perfetta, assoluta, definitiva. Penso’ alle mani che l’avevano toccata, agli attrezzi che l’avevano penetrata, alle lingue morbide che l’avevano accarezzata, ovunque. Penso’ a come le avevano insegnato a baciare, a succhiare, a leccare, a toccarsi, a gemere, a sopportare il dolore, a provare piacere e a donarlo... a raggiungere l’orgasmo e a come tenere gli occhi aperti in quel momento sublime. Penso’ a come era stata coccolata, violentata, vestita, spogliata, lavata, sporcata, picchiata, accarezzata…

Penso a tutte queste cose, il Professore, e per un attimo si senti come sull’orlo di un precipizio. In quell’istante penso’ che avrebbe potuto scegliere se salvarsi l’anima, uscendo silenzioso da quella porta ed abbandonando quella casa per non farvi piu’ ritorno oppure se rimanere li’ e piegarsi al desiderio, farsi catturare dalla tentazione, toccarla, farsi toccare e perdersi alla fine in quegli occhi di Luna, dimenticandosi d’essere un uomo.

- Toccami – disse infine arrendendosi.

E lei lo tocco’. Con lo sguardo abbassato gli slaccio’ i pantaloni, gli tiro’ fuori il membro turgido e lo tocco’, timida.

- Mandami in estasi con le tue mani, Delgadina.

E lei lo accarezzo’, sospirando come se non avesse desiderato altro e mentre lo faceva si mordeva le labbra, morbide come boccioli freschi di rugiada, struggendosi di piacere.

L’uomo si distese sul letto e chiuse gli occhi concentrandosi su quelle mani morbide che lo sfioravano, delicate ed abili. Gli venne voglia di mettere un dito in quella bocca e lo infilo’ fra quelle labbra rosse. Lei lo succhio avidamente, bagnandolo tutto con la sua saliva, poi se lo tolse di bocca e lo accompagno’ lentamente dentro le sue mutandine. Nessun pelo, solo sesso morbido e liscio come il velluto.

Il Professore la tocco’ ovunque. Prima fu solo una leggera carezza, poi molto di piu’, sempre piu’ a fondo, annusando di tanto in tanto le proprie dita, leccandole, per mezz’ora, un’ora ed anche piu’, saziandosi di quel sapore di fanciulla senza mai staccare i suoi occhi da quelli di lei.

(Continua…)

29 commenti :

Duval ha detto...

E il "regalino"? Quanto?
Lo scopriremo alla fine?

MingusSamba ha detto...

Mi aspettavo qualcosa di straordinario dal professore, finora si è mantenuto nell'ordinario.
Spero nel prosieguo...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Mingus: Mi aspettavo qualcosa di straordinario dal professore, finora si è mantenuto nell'ordinario.
Spero nel prosieguo...
Scusa Mingus ma non capisco. Credevo fosse chiaro che il racconto dovesse essere letto in una chiave un po' diversa e non come un "manualetto per vecchi satiri".

Se attendi di scoprire un finale a base di giochetti strani e salti mortali, mi sa che sei sulla strada sbagliata. :-)

BC. Bruno Carioli ha detto...

Vecchi satiri....ahahahahah

gatsby ha detto...

@Chiara
Solitamente mi piacciono i tuoi racconti, ma questo mi lascia piuttosto freddo.
Voglio spiegartene le ragioni.
Hai appena dichiarato che ti sei ispirata al racconto lungo "Memorie delle mie puttane tristi" di Marquez.
devi sapere che tra i miei 5 libri preferiti in assoluto c'è "La casa delle belle addormentate" di Kawabata.
Anche Marquez rimase folgorato dal romanzo di Kawabata, tanto che "Memorie.." si puo' considerare una sorta di tributo.
Ma il vecchio Eguchi, protagonista del libro di Kawabata, a differenza del vecchio del tuo racconto, non ha in sè nulla di squallido.
Egli infatti si limita a giacere con delle vergini dormienti, figure femminili che evocano in lui una serie di riflessioni legate alla dicotomia giovinezza/senilità, ingenuità/esperienza, fantasia/realtà, passato/presente.
Il vecchio, secondo la regola della tenutaria della casa, non puo' abusare delle ragazze.
Puo', al massimo sfiorarle.
La componente erotica è tutta cerebrale, non ha nulla di fisico.
Ti invito aleggere "La casa delle belle addormentate", Chiara.
Un'opera del genere non puo' non essere letta da una persona che è solita trattare temi affini come quelli presenti nel tuo blog.
Come il tema del corpo, spesso inteso come pura e semplice merce.
Ecco, in quest' ultimo caso, nel libro di Kawabata, paradossalmente non è il vecchio a farci riflettere amaramente sul rapporto corpo/merce, quanto la tenutaria della casa.
Ed è proprio la tenutaria a pronunciare, nel finale del romanzo, quella che si puo' considerare una delle piu' terribili frasi della storia della letteratura.
Naturalmente non rivelero' la frase, e non diro' altro, per non rovinare il piacere della lettura.
Solo un consiglio. Compratelo nelle edizioni SE.
C'è la postfazione di Mishima che da sola vale il prezzo del libro.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ti invito aleggere "La casa delle belle addormentate", Chiara.
Un'opera del genere non puo' non essere letta da una persona che è solita trattare temi affini come quelli presenti nel tuo blog
.

Capisco Gatsby e ti ringrazio per il consiglio. Qualora non lo avessi letto lo leggero' di sicuro e cerchero' anche di comprenderlo grazie alle spiegazioni che mi hai dato; ma permettimi una domanda: che cippa c'entra tutto questo con il mio post?
Mica intendevo emulare Marquez o Kawabata e neppure intendevo subentrare in un discorso legato alla passione, fisica o cerebrale, per giovani corpi di donna, dormienti o non.
Per chi mi hai presa? Per una scrittrice? Quante volte te lo devo dire che non sono una scrittrice e non intendo emulare nessuno?
Oltretutto sono anche una perfetta ignorante (rispetto a te) perche' non ho letto niente di tutto cio' che, invece, hai letto tu.
Tu sei un gran sapiente, io una perfetta ignorante, si sa.
Ma dovevi per forza rimarcarlo ancora una volta? :-)

gatsby ha detto...

@Chiara
Ma tu sei una scrittrice...
Lo sei veramente, a volte pure qualcosa di piu', in un modo del tutto originale.
E io ho un'opinione di te davvero lusinghiera, nonostante i biblici contrasti tra noi.
Non vedere sempre quello che scrivo come qualcosa "contro di te".
Perchè non e' assolutamente nelle intenzioni.
E Non fare la pantomima della finta ignorante con me, perchè non attacca.
Ce ne fossero, in questo miserabile paese, di ignoranti come te :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gatsby: E Non fare la pantomima della finta ignorante con me, perchè non attacca.

Vuoi dire che non m'insegni piu' i misteri della vita?

Uff... che peccato. :-(

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Tu sei un gran sapiente, io una perfetta ignorante, si sa.
Ma dovevi per forza rimarcarlo ancora una volta? :-)"

Scusa se mi intrometto, ma mi sa che sei un po' prevenuta verso l'amico Gatsby. Lui ha fatto delle osservazioni interessanti e assolutamente pertinenti al post e tu lo accusi di fare il saputello: credo che ogni tanto dovresti sforzarti di essere un po' meno spinosa.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Lui ha fatto delle osservazioni interessanti e assolutamente pertinenti al post e tu lo accusi di fare il saputello.

Davide, ma se avevo gia' accennato io a Kawabata?
Neanche leggete cio' che scrivo?

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Davide, ma se avevo gia' accennato io a Kawabata?
Neanche leggete cio' che scrivo?""

Io mi riferivo solo alle osservazioni dell'amico Gatsby che ho trovato interessanti, indipendentemente dal fatto che tu avevi già citato
Kawabata: ho solo rilevato che la tua reazione verso l'amico Gatsby
è stata un po' troppo severa.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ho solo rilevato che la tua reazione verso l'amico Gatsby
è stata un po' troppo severa
.

Vedi... saro' pure severa ma provo un certo fastidio ogni qual volta c'e' qualcuno che non perde l'occasione di mettere in mostra cio' che sa, cio' che ha, cio' che e', facendo finta di "buttare la notizia" li' per caso. Come se niente fosse.
Una tattica ormai obsoleta che non m'incanta piu'.
Preferisco le persone dirette, quelle che dicono "Le so tutte! Ho letto tutto lo scibile umano. Sono il piu' figo di tutti. A me 007 mi fa una pippa!" e poi si fanno una grassa risata su cio' che hanno detto piuttosto che quelle che, quando si parla di auto sanno tutto sulle auto e le hanno guidate tutte, quando si parla d'orologi sanno tutto sugli orologi e li hanno posseduti tutti, quando si parla di donne giustappunto le hanno incontrate tutte... o quasi a parte Chiara. Ed e' cosi' per ogni cosa: dai libri ai film, dalla musica alle macchine fotografiche, dai ristoranti ai viaggi nel mondo, dagli scacchi all'uncinetto.
Loro sono sempre un passo avanti a te.
Ne ho conosciuti a decine di tipi simili e dopo un po' ho iniziato a credere che TUTTI gli uomini (da clienti) fossero cosi.

Ecco perche' dico sempre d'essere ignorante: perche' preferisco che le cose che porto dentro scaturiscano naturalmente, un po' per volta, e non POMPATE fuori a forza per mezzo di uno stantuffo.

So che non avrai capito un cazzo di quello che ho detto e di cio' che provo... ma non importa. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""So che non avrai capito un cazzo di quello che ho detto e di cio' che provo... ma non importa.""

Ho capito benissimo. Comunque resto dell'idea che sei un po' prevenuta verso l'amico Gatsby (ho solo detto che dovresti provare ad essere un po' meno spinosa: spero di non farti arrabbiare con consigli che non hai richiesto).

Ciao Davide

Kameo ha detto...

So che non avrai capito un cazzo di quello che ho detto e di cio' che provo... ma non importa. :-)


AHAHAHAHAHAH!!!

Duval ha detto...

Ehm ... scusate l'intromissione ... ma questo Kawabata in che squadra giocava?

Stavo pensando, anche se fuori tema, che esistono tanti libri di ex puttane ma pochi di ex puttanieri (a parte Casanova); se scrivo le "Memorie di Duval dell'Ordine Puttanieresco del Granducato di Modena che in fin di carriera andò per fottere e fu fottuto" su quante copie vendute potrei contare, oltre a sei parenti e tre amici?

Ragazze e ragazzi di questo blog, Vi voglio bene, vorrei radunarVi, tutti (anche quelle due), attorno ad un tavolo dalla Bianca a Modena e lasciarVi solo a notte fonda dopo aver letto le avventure del Porco del gregge di Epicuro, da Orazio in poi:

me pinguem et nitidum bene curata cute uises,cum ridere uoles, Epicuri de grege porcum.
(Se vuoi divertirti, vienimi a visitare, mi troverai grasso e lucido, con la pelle ben tirata, come un porco del gregge di Epicuro.)
In un podere dei dintorni di Roma viveva venti secoli fa un Porco appartenente al famoso gregge di Epicuro.
Completamente dedito all’ozio, questo Porco consumava i giorni e le notti rivoltolandosi nel fango della vita agiata e grufolando nelle immondezze
dei suoi contemporanei, che osservava con un sorriso ogni volta che poteva, e cioè sempre.
Le Mule, gli Asini, i Buoi, i Cammelli ed altri animali da carico che passavano vicino a lui e vedevano quanto bene era trattato dal suo padrone, lo
criticavano aspramente, scambiavano fra di loro sguardi di complicità, e aspettavano fiduciosi il momento della sgozzatura; ma nel frattempo egli
frequentemente li metteva in ridicolo.
Si svagava anche componendo odi e scrivendo epistole, in una delle quali osò perfino fissare le regole della poesia.
L’unica cosa che lo faceva uscire dai gangheri era la paura di perdere le sue comodità, che forse confondeva con il timore della morte, e le velleità di
tre o quattro porcelline, indolenti e sensuali come lui.
Morì l’anno 8 prima di Cristo.
A questo Porco si devono due o tre dei migliori libri di poesia del mondo; ma l’Asino e i suoi amici aspettano ancora il momento della vendetta.
Così parlava il vecchio professore?

Dina ha detto...

Ciao Chiara, non sono riuscita ad addormentarmi così mi sto perdendo nei meandri del tuo blog da un pò XD
Sai che in realtà un imprecisato tot di tempo fa ero incappata già nella tua intervista?? cercando informazioni su squillo e affini, ma solo per pura curiosità..di certo allora non mi sarei mai immaginata che un giorno avrei voluto provare io stessa :-D Comunque è molto piacevole leggerti e nel tuo modo di porgerti difficilmente stanchi..
Poi vabbè mi vengono in mente tante altre cose adesso, ma non ho la lucidità mentale per elaborarle al meglio XD
Sogni d'oro
Dina

Anonimo ha detto...

Non trovo la chiave di lettura di codesto racconto.

Passo la mano.
Gugge

Duval ha detto...

Chiara, perchè i comandi di "a capo linea" non funzionano più bene?

Ed hanno comportamenti diversi a seconda che provengano da scritti direttamente sul blog, riportati da word oppure copia incollati?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Dina: Poi vabbè mi vengono in mente tante altre cose adesso, ma non ho la lucidità mentale per elaborarle al meglioBuon giorno. Come va oggi? Sarei curiosa di conoscere le tue riflessioni. :-)


@ Gugge: Non trovo la chiave di lettura di codesto racconto.

Forse non c'e'. :-)


@ Duval: Chiara, perchè i comandi di "a capo linea" non funzionano più bene?

E' un errore di Blogger che persiste da alcuni giorni: se si inseriscono dei codici di HTML, quello che viene scritto dopo il tag di chiusura non va a capo ma continua attaccato al testo precedente. Io ho risolto il problema mettendo sempre un punto dopo il tag di chiusura.

Si' lo so, e' una spiegazione un po' del cavolo la mia, ma non sono un'esperta di queste cose. Se non comprendi ti consiglio di evitare caratteri speciali come italico, grassetto, eccetera e vedrai che tutto andra' a posto.

gatsby ha detto...

@Chiara
Siamo proprio due opposti...
Sei facilmente irritabile e tendi davvero a vedere cose che non esistono.
L'altro giorno Ev@ ha fatto un intervento di precisazione che mi ha fatto riflettere sui Joy Division.
E su cose di cui non sapevo neppure l'esistenza.
Il mio spirito era quello.
Ma forse è vero quello che dice Michail Tal.
Uno come me deve essere affetto da una sorta di insano masochismo per navigare qui dentro.
Comunque complimenti,perchè se vuoi un blog senza interlocutori questa è certamente la strada giusta.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gatsby: Siamo proprio due opposti...

E questo, secondo te, e' un male?
Secondo me no. :-)

Sei facilmente irritabile e tendi davvero a vedere cose che non esistono.

Questione di punti di vista. Dal mio punto di vista sei tu quello che e' molto permaloso e che si irrita non appena gli viene sfiorata la coda di paglia.

L'altro giorno Ev@ ha fatto un intervento di precisazione che mi ha fatto riflettere sui Joy Division. E su cose di cui non sapevo neppure l'esistenza.
Il mio spirito era quello
.

Si', ok. Lo sappiamo tutti che tu sei bravo mentre chi non e' come te e' "facilmente irritabile e tende davvero a vedere cose che non esistono". Ma, a parte questa autocelebrazione del tuo fantastico carattere, mi spieghi cortesemente che cavolo c'entra con il discorso che stiamo facendo?
Anzi si', un po' c'entra...

Ma forse è vero quello che dice Michail Tal. Uno come me deve essere affetto da una sorta di insano masochismo per navigare qui dentro.

Certo. Hai ragione. "Uno come te", che ci sta a fare in un luogo "come questo"?
"Uno come te" si merita ben altro che star a perdere tempo con una come me. :-)
Vediamo se utilizzando i termini giusti riesci a scorgere qualcosa laggiu', in fondo all'orizzonte dove non volgi mai lo sguardo essendo concentrato eternamente ad "osservarti". A guardare solo te e ad ammirarti.
Eppure laggiu'... in fondo all'orizzone qualcosa c'e' che si muove. Il mondo intorno non e' una scenografia dove ti muovi solo tu.
Non riesci ancora a comprendere, vero?
Beh, non importa.

Comunque complimenti,perchè se vuoi un blog senza interlocutori questa è certamente la strada giusta.

Se non volessi interlocutori non starei qui a risponderti, non ti pare?
Tu, piuttosto, che idea hai degli interlocutori?
Sai ci sono persone per le quali gli interlocutori sono solo coloro che stanno li' ad ascoltare estasiati quello che dicono ed ogni tanto fanno sisi' con la testa.
Spero che per te non sia cosi'... sarebbe alquanto triste.


Infine, e per chiarire: io non sto qui a fare o a ricevere moine. Mi piace parlar chiaro e che la gente con me parli chiaro. Non mi piacciono i complimenti melliflui ma neppure gli insulti gratuiti. Ho un modo tutto mio d'affrontare i rapporti personali. Sono spigolosa, ho poca pazienza e non mi ritengo la migliore in assoluto. Ho moltissimi difetti che, se voglio, riesco a mascherare bene ma ne sono consapevole e questo (credo) mi renda umana.
Non vado in giro a spacciare cultura e conoscenza. Anche se credo di non essere l'ultima imbecille sulla terra ho almeno il pudore di ammettere che, in confronto a tanta gente, sono solo una cacchetta di mosca ed ho anche l'esperienza per capire che chi troppo si loda alla fine s'imbroda.
E se questo e' il mio peccato... beh... perdonatemi.

gatsby ha detto...

@Chiara
Su,su...Perdonata.
E poi, meglio una cacchetta di mosca che una grande merda .)
Quando, distratamente, ci pesti i piedi, ti accorgi della differenza..
Io metterei la firma, rispetto a certi soggetti, per essere una cacca di ghiro:-)
Saremo due opposti, ma hai dipinto un quadro in cui, quasi, mi ci riconosco.
Che qualcosa si muova all'orizzonte?

Dina ha detto...

'Giorno!
Bhe, spero che vada meglio di come è iniziata :P è preferibile non immaginare il prosieguo delle giornate, non va mai come voglio XD

Per il resto... il tuo blog è un pò una consolazione per me, esprimi pensieri che prima captavo solo a livello intuitivo..neanche mi ci soffermavo molto.
Tu invece sei in grado di tradurli in qualcosa che non lascia indifferenti, di grande impatto.
Ho sempre ammirato chi ha grandi capacità dialettiche, che non riguardano solo l'uso della parola in sè, ma il "filo" che si riesce a creare con l'interlocutore, che lo cattura, diciamo. Un fascino che ha molta attrattiva per me, al di là della bellezza. Che ho cercato spesso anche negli uomini(trovandone in ben pochi xD).
Adesso devo scappare..
Ciao a presto :))

Duval ha detto...

Chiara, ti incazzi se ti dico che la foto di questo post mi mette l'angoscia?

Al posto del professore sarei fuggito a gambe levate: sembra una morta! :-))

MingusSamba ha detto...

Non sono molto abituato al mondo dei blog e spesso non riesco a rincorrere i commenti.
Il racconto presenta un personaggio "il Professore" che frequenta prostitute ed ha sempre pagato per ogni su rapporto sessuale. E' un personaggio un pò estremo che ha suscitato il mio interessa. Viene a trovarsi in una situazione che viene presentata come speciale mi aspettavo un evento speciale, non certo evoluzioni e giravolte. Finora questo evento non c'è stato, tutto qui. Il racconto però non è terminato ed aspetto la fine.
Data la mia enorme ignoranza, vorrei ringraziare tutti per i riferimenti "colti". Mi hanno dato modo di orientare le mie letture ed ho comprato "La casa dellebelle addormentate" di Kawabata. Gabo lo avevo già letto. Nel sacchetto della libreria è anche finito "Le avventure della ragazza cattiva" che Chiara cita nel suo profilo. Curiosità? Fascino? Interesse sicuramente

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Finora questo evento non c'è stato, tutto qui. Il racconto però non è terminato ed aspetto la fine.

Mingus, se mi dici cosi', data la mia natura notoriamente sadica, potrei essere tentata dal lasciare tutto in sospeso e magari far concludere il racconto da voi...

Sarebbe un esperimento interessante se qualcuno mi inviasse la sua conclusione sulla base di quanto scritto nelle due parti precedenti...

MingusSamba ha detto...

A dire la verità preferirei leggere quello che scrivi e pensi tu.
Se sono qui è per leggere te.
Non mi propongo di terminare il racconto per le mia assoluta incapacità...

signorarita ha detto...

bellissimo il tuo racconto...aspetto con impazienza il seguito....ma la realtà del nostro lavoro non è questo e la consapevolezza che esistono ancora oggi delle "madame" mi disgusta.mi dispiace per tutte queste fanciulle che VERAMENTE entrano in un vortice come questo della prostituzione senza volerlo.io sono fortunata... ho poduto sceliere..liberamente e coscente!
complimenti per il blog...tornerò a leggerti!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

complimenti per il blog...tornerò a leggerti!

Grazie Signorarita. Scusa se non ti ho salutato subito ma questo tuo commento, chissa' come mai, m'era sfuggito. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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