domenica 26 aprile 2009

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Il silenzio delle innocenti

«Mi sono chiamata con sette nomi diversi, ma questo sara’ per sempre: Somaly. Vuol dire liberazione, coraggio, amore».

Somaly Mam e' una bellissima donna di trentasei, forse trentotto anni; non ha mai saputo quando e’ nata. Il suo sorriso e’ percorso da una tristezza insanabile e negli occhi vi si puo’ scorgere una struggente violenza, come un morbo incancellabile che si e’ appropriato di lei per sempre. Fino a diciotto anni non aveva mai letto un libro, oggi parla quattro lingue e ne ha scritto uno tutto suo, "Il silenzio dell'innocenza" in cui, in modo agghiacciante, racconta la sua storia e quella di tante come lei che pagano ed hanno pagato la loro bellezza, la purezza e la solitudine vivendo la condizione di schiave bambine nei bordelli cambogiani.

Del suo passato ricorda solo il fango e la miseria. Dei suoi genitori non ha alcuna memoria ma rammenta un vecchio che diceva di essere suo nonno, ma non lo era, che prendendola per mano ancora non adolescente la vende quattro volte: prima a tre uomini con i quali vive due o tre mesi per ciascuno, e poi ad uno dei bordelli piu’ marci della citta’.

Durante gli anni che dall’adolescenza l’hanno portata a diventare donna, ha visto le sue compagne torturate a morte e lei stessa e’ stata picchiata talmente tante volte che non riesce a parlarne senza provare angoscia.

«Per terrorizzarci, usavano elementi naturali, serpenti e animali vari, ma oggi i moderni pedofili si sono evoluti: cavi elettrici, chiodi piantati nella carne, per non parlare delle bambine trovate incatenate nei canali fognari e bruciate vive».

«La cosa peggiore era quello che i macro’ ci costringevano a ingoiare: spesso vermi ancora vivi che trovavamo nel pesce marcio. Ci brulicavano in gola, nello stomaco: ero terrorizzata che me li infilassero nelle orecchie e che quelle bestie schifose si aprissero un varco fino al mio cervello».

«Quando chiudo gli occhi rivedo le torture. Ancora oggi ho nelle narici l'odore delle camere dei postriboli. Allora mi lavo come una pazza, mi copro il corpo di colonia per soffocare gli odori della mia mente. Chi ha avuto piu’ fortuna, le mie amiche morte e liberate o io che sopravvivo con questo frastuono di ricordi?».

Ed insieme alla sua sono mille le storie di queste innocenti silenziose delle quali il mondo pare non sappia niente, come quella di Sri Lalin che a soli undici anni e’ stata venduta da suo padre, di nascosto dalla famiglia, alla padrona di un bordello. «Ho sperato che mia madre mi cercasse, ho pregato tanto. Mi ribellavo, piangevo. Allora mi versavano l'alcol addosso e mi sfioravano con le fiamme di un accendino. Per questo a un certo punto cedi. Pensi che quella e’ l'unica vita che una bambina povera e ignorante come te ha meritato. Ma quella bimba era scomparsa. Gli uomini passavano su un corpo che non era piu’ mio. Finche’ improvvisamente uno di loro, un uomo americano, mi ha salvata».

Sul mercato dei bambini destinati ad essere solo carne per pedofili i numeri sono agghiaccianti: l'Onu dice che i minorenni, molti dei quali non hanno ancora passato il compleanno degli undici anni, che sono venduti nel mondo del sesso sono almeno due milioni.

Marco Scarpati, che ha passato molti anni a sottrarre ai bordelli di Phnom Penh bambine e piccole violentate, e che come Somaly dirige un’organizzazione che si chiama Ecpat, nel suo libro intitolato "II rumore dell'erba che cresce" scrive: «Quei posti luridi sono migliaia: garage sporchi, cantine dove dietro una tenda aspetta una bambina. E i loro carnefici sono piu’ che altro i "civili" europei! Dovrebbero decretarla zona di catastrofe questa, peccato che polizia e politici, coloro che dovrebbero difenderle, siano proprio gli attori corrotti di questo sporco film - e poi ancora - Arrivano da noi con il trucco e il vestito della prostituzione: maschere di dolore che imbrattano infanzie disperate. Sono bambine nel corpo ma il loro cuore e’ invecchiato per sempre. L'ultima che e’ arrivata, So Li, bambina di undici anni, aveva uno squarcio nella vagina: quaranta punti. E nascondeva il suo sangue e si vergognava. Che vuoi fare davanti a quell'orrore se non disperarti?»

Sono crimini che, spesso, sono istigati dalla visione di alcuni film porno cinesi, veri e propri snuff movies, abbecedari di torture per gli avidi macro’ e per i loro clienti. Questi macellai di bambine credono che il sesso sia un loro diritto e lo comprano. Nella loro atroce brutalita’ e’ come se volessero distruggere l'innocenza e la felicita’ che non hanno avuto e piu’ piccole sono le donne piu' questi uomini pagano. Molte non ce la fanno e muoiono sole. Dimenticate. Nessuno parla. La legge del silenzio vince. I figli dei poveri possono sempre scomparire: sono ombre inutili.

«Gli uomini orientali sono efferati e insaziabili nel sesso. - scrive Somaly nel suo libro - Pensano che violentare la purezza di una vergine gli procuri quella pelle chiara di luna che e’ l'ideale delle societa' orientali. Ma soprattutto che assicuri loro l'immortalita’»

Uscita dai bordelli salvata da Pierre, attivista di Médicins sans frontières che e’ poi diventato suo marito e compagno nel suo grande progetto di vita, Somaly vi e’ ritornata come fomentatrice, come grimaldello per aiutare le piccole prostitute forzate e disperate come lo era lei. Dal 1994 ne ha girati a centinaia. Mentendo ai protettori si e’ spacciata da infermiera, ha portato i preservativi alle ragazze e, soprattutto, ha parlato con loro convincendole che se volevano uscirne una strada c’era. A volte quando aveva i soldi le riscattava, a volte organizzava la loro fuga e le portava in salvo a casa sua. A chi le chiede se ha paura della mafia dei bordelli che la vede come una nemica, lei risponde: «Quando a dodici anni un gruppo di uomini a turno ti tortura su una stuoia, nulla ti spaventa piu’».

Oggi e’ la salvatrice di tante piccole prostitute forzate e disperate come lo era lei; oggi e’ l’anima ed il motore di un'organizzazione che le cura, le consola e che dai bordelli del Sud Est asiatico le riporta alla vita: la Somaly Mam Foundation.

«La guerra e’ fatta di cento piccole battaglie. – ci dice - C’e’ il lavoro nei bordelli, spesso sotto copertura: convincere le ragazze che se vogliono uscirne una strada c’e’. Ci sono le investigazioni contro i protettori e i trafficanti di carne umana, cerchiamo il poliziotto giusto, il giudice non corrotto che possa intervenire. Ci sono i centri di riabilitazione: ne abbiamo tre a Phnom Penh, due in provincia, con gli psicologi, perche’ le ragazze abusate diventano spesso molto violente, e i medici, perché il cento per cento di loro ha malattie veneree. Poi serve istruzione, l’addestramento a un lavoro regolare. Abbiamo aperto una fabbrica di tessuti dove trovano lavoro. Quelle che stanno morendo di Aids spesso tornano da noi, per morire al centro, perche' non vogliono morire a casa loro, dove ci sono a volte quelli che le hanno vendute. Sulla giustizia non si puo’ contare: i giudici sono piu’ corrotti ancora della polizia. Abbiamo portato in tribunale duemila casi. Ma ne abbiamo vinti solo il cinque per cento. Vergogna e’ una parola generosa. Una bambina di sette anni rapita per strada da cinquantenni ubriachi, che l'hanno violentata e tagliata dappertutto, non ha mai avuto giustizia. “Aveva la gonna troppo corta” hanno detto i violentatori al giudice, che avevano gia’ comprato».

Somaly e’ convinta che le bambine che oggi sono addestrate ad obbedire con l’elettroshock e le frustate, piccoli automi che vagano nei quartieri dei bordelli mimando il sesso e promettendo a turisti pedofili “very good boom-boom”, “very nice yum-yum” possano farcela ad uscire dal loro delirio dell’orrore solo se non saranno dimenticate e respinte dal resto del mondo.

Aggiornamentto 9 Settembre 2014:  Scopro con dispiacere che tutto cio' che ha raccontato Somaly Mam, sembra essere totalmente inventato. I dettagli QUI

51 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho letto spesso di cose di questo genere, ma ogni volta non si può non vomitare nel leggerle.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

davide ha detto...
ho letto spesso di cose di questo genere, ma ogni volta non si può non vomitare nel leggerle
.

Scusa Davide, non e' per far polemica ma i cambogiani mica sono ricchi come gli italici, mica hanno i soldi per accompagnarsi alle top escort. Devono per forza recarsi nei bordelli. Fortunatamente da loro la prostituzione e' legalizzata... ma non possono mettersi li' a controllare l'eta' delle ragazze, capisci, vero?...
Oppure c'e' qualcosa in tutto questo discorso che non torna?

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Scusa Davide, non e' per far polemica ma i cambogiani mica sono ricchi come gli italici, mica hanno i soldi per accompagnarsi alle top escort. Devono per forza recarsi nei bordelli. Fortunatamente da loro la prostituzione e' legalizzata... ma non possono mettersi li' a controllare l'eta' delle ragazze, capisci, vero?...
Oppure c'e' qualcosa in tutto questo discorso che non torna?""

I cambogiani sono stati governati dai comunisti e queste sono le conseguenze: non mi dire che è colpa di Bossi anche questo.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

I cambogiani sono stati governati dai comunisti e queste sono le conseguenze: non mi dire che è colpa di Bossi anche questo.

No no... ma che Bossi?
Non c'entra nulla Bossi. Hai ragione sono stati i comunisti.

Ma la domanda era un'altra: leggi il mio commento sopra.

Inoltre mi chiedo quanti vadano in Tailandia ed in Cambogia Dici che molti saranno ex metalmeccanici attualmente disoccupati?Vabbe', dai, non polemizziamo anche sulla Cambogia, ok?
Siamo d'accordo che quelli col regale augello sempre in piedi non possono porsi tanti problemi per assicurarsi dell'eta' delle ragazze. Basta il prezzo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Inoltre mi chiedo quanti vadano in Tailandia ed in Cambogia Dici che molti saranno ex metalmeccanici attualmente disoccupati?Vabbe', dai, non polemizziamo anche sulla Cambogia, ok?
Siamo d'accordo che quelli col regale augello sempre in piedi non possono porsi tanti problemi per assicurarsi dell'eta' delle ragazze. Basta il prezzo.""

In Cambogia come negli altri stati più poveri del mondo ci vanno tanti pedofili e altre canaglie: i malvagi sono sempre esistiti e sempre esisteranno.

Comunque che nel mondo sia pieno di ingiustizie e crudelta lo sapevo da prima che tu nascessi.

Però io non mi sento assolutamente più colpevole di quanto ti senti tu.

Se poi vuoi discutere seriamente sulle cause della miseria nel mondo io non mi tiro indietro.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se poi vuoi discutere seriamente sulle cause della miseria nel mondo io non mi tiro indietro.

La miseria c'entra ma anche non c'entra. Cio' di cui vorrei discutere e' in relazione al tuo vomito che hai espresso prima e riguarda alcune affermazioni che non mi tornano; le seguenti:

In ogni caso nella prostituzione non c'è niente di perverso (è o non è il lavoro più antico del mondo) e se i trafficanti di donne fanno grossi guadagni è perchè la prostituzione è in Italia illegale.

Siccome in Cambogia (con i comunisti), come in Tailandia (dove non ci sono i comunisti) e' legale, mi spieghi perche' i trafficanti di donne fanno pure li' dei grossi guadagni?

perchè per me il povero ha diritto di andare a prostitute come il ricco: o solo gli gli arabi (quelli che hanno il petrolio) che vivono nel lusso più sfrenato senza lavorare hanno il diritto di andare con le escort?

Quindi anche i cambogiani, che sono ancor piu' poveri dei metalmeccanici, hanno il diritto di prendersi il loro svago, non credi?

Il mettalmeccanico sfigato va con stradali (naturalmente Maggiorenni, perchè in caso contrario ti autorizzo a strappargli le palle) non è certo contento che ci sia qualche pappone che le sfrutta, ma lui non ha i soldi per andare con escort del tuo livello che nessuno sfrutta.

Mi chiedo come faccia ad assicurarsi che quelle che tromba sono maggiorenni e non sfruttate. Me lo spieghi?
In base alle dichiarazioni delle ragazze?
Ma anche in Cambogia quelle che certi figuri vanno a trombare si dichiarano tutte maggiorenni e no sfruttate, sai?

Allora, ovviamente questo mio post e' conseguente all'altro che parla dell'Italia e che ha fatto tanto incalmare le povere coscienze italiche e padane soprattutto, dato che e' proprio in Padania che si concentra la maggior richiesta di prostituzione di un certo tipo: il piu' alto in Europa.
Sui padani pero' non si vomita come invece si vomita sui biechi cambogiani...
Carino... pare quasi razzismo.
Pensi che fra chi va nei bordelli cambogiani e chi si ferma sulla strada a tirar su nigeriane esista molta differenza?

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Siccome in Cambogia (con i comunisti), come in Tailandia (dove non ci sono i comunisti) e' legale, mi spieghi perche' i trafficanti di donne fanno pure li' dei grossi guadagni?""

Non confondiamo la pedofilia con la normale prostituzione.

Legalizzando la prostituzione si combatte più facilmente lo sfruttamento dei papponi e non la pedofilia che è una cosa diversa dalla normale prostituzione.

""Quindi anche i cambogiani, che sono ancor piu' poveri dei metalmeccanici, hanno il diritto di prendersi il loro svago, non credi?""

Anche qui mischi le carte confondendo prostituzione e pedofilia.

""Mi chiedo come faccia ad assicurarsi che quelle che tromba sono maggiorenni e non sfruttate. Me lo spieghi?
In base alle dichiarazioni delle ragazze?
Ma anche in Cambogia quelle che certi figuri vanno a trombare si dichiarano tutte maggiorenni e no sfruttate, sai?""

La soluzione te l'ho già detta: con la legalizzazione è lo stato che garantisce che le prostitute siano maggiorenni. Naturalmente questo non evita che ci siano i pedofili in cerca di bambine, ma con la legalizzazione sarebbe più facile prenderli e massacrarli.

""Allora, ovviamente questo mio post e' conseguente all'altro che parla dell'Italia e che ha fatto tanto incalmare le povere coscienze italiche e padane soprattutto, dato che e' proprio in Padania che si concentra la maggior richiesta di prostituzione di un certo tipo: il piu' alto in Europa.
Sui padani pero' non si vomita come invece si vomita sui biechi cambogiani...
Carino... pare quasi razzismo.
Pensi che fra chi va nei bordelli cambogiani e chi si ferma sulla strada a tirar su nigeriane esista molta differenza?""

Trovo molto scorretto questo tuo modo di porre il problema, perchè maliziosamente fai intendere che ci sia un legame tra prostituzione e pedofilia.

Le tue statistiche, sempre ammesso che siano vere, dimostrano che nel nord Italia ci sono più prostitute che da altre parti e in questo non cìè niente di male.

Tu non hai mai portato una sola prova che nel nord Italia la pedofilia sia maggiore che da altre parti.

Quindi ti invito a non mischiare la sana e buona prostituzione con la pedofilia.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Tu non hai mai portato una sola prova che nel nord Italia la pedofilia sia maggiore che da altre parti.

Riporto qui un articolo, ma se digiti su Google "turismo sessuale" ne scoprirai delle belle sull'italico popolo.

Primo in Europa per la richiesta di prostitute (ricordo 115 per ogni 100.000 maschi quando in Franzia tale richiesta e' di sole 27) ed anche primo in Europa come tutisti sessuali pedofili.
Leggi e rifletti... ovviamente sono tutti metalmeccanici comunisti del sud.

Turismo sessuale: Italia prima in Europa

L’Italia è al primo posto, tra i Paesi europei, nel praticare quella ignobile attività chiamata «turismo sessuale» a discapito soprattutto di bambine (e bambini).

Scrisse Enzo Baldoni in suo celebre articolo: "Ma non sono quasi tutti mariti, quasi tutti padri i milioni di tedeschi, italiani, inglesi, americani che ogni anno affollano i bordelli della Thailandia (o del Brasile) per montare addosso a bambine di dieci, otto perfino quattro anni?"

Sono circa 80mila ogni anno i maschi italiani che si recano all'estero per soddisfare i loro bassi istinti.

Mentre l’età di queste ultime è sempre più bassa, le prenotazioni di viaggi comprensivi di questo tipo di "servizio" continuano a crescere in modo preoccupante.

La povertà e il clima di indigenza in cui vivono gli abitanti di questi paesi aiutano il mercato verso i commerci che offrono bambine e bambini come merce fresca, schiavi del piacere di qualche maschio inappagato.


BRASILE prima meta per il TURISTA SESSUALE ITALIANO

Se prima esisteva soltanto un volo charter diretto che tutte le settimane sbarcava in una nota località del Nordest del brasile centinaia di italiani (con netta prevalenza maschile), dal mese prossimo gli arrivi raddoppieranno: la stessa agenzia che organizza il volo da Milano ha annunciato che un secondo charter decollerà ogni settimana da Roma e, prima di riversare in Brasile moltitudini di uomini soli, farà scalo in Veneto per caricarne altri.

Anche altre sono le mete preferite dai maschi turisti italiani consumatori del sesso: come la Thailandia ad esempio.

Ma il cerchio attorno a mercanti e consumatori del sesso sporco sta per chiudersi: ad esempio la compagnia aerea che, sotto mentite spoglie, assicura la spola con il Brasile e il tour-operator veneto che è leader per questo genere di viaggi sono noti alla polizia internazionale e denunciati da “Stop sexual tourism”, una campagna contro il turismo sessuale istituita da enti pubblici e associazioni, cui ha recentemente aderito anche “Musibrasil”.

E altre maglie stanno stringendosi verso le altre tratte predilette dai delinquenti amanti del sesso !

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""E altre maglie stanno stringendosi verso le altre tratte predilette dai delinquenti amanti del sesso !""

Me lo auguro di cuore. Contro la pedofilia si deve usare il pugno di ferro.

Ciao Davide

Dina ha detto...

""Turismo sessuale: Italia prima in Europa""

Dal mio punto di vista, pur non avendo una grossa esperienza in materia, mi affiorano alla mente quali potrebbero esserne i motivi: più che altro sono sensazioni, che cercherò di tradurre a parole. Il discorso è complesso.
Per l'immagine che ho degli italiani (ovviamente non voglio cadere in generalizzazioni, ma certamente la fetta a cui mi riferisco è abbastanza consistente) mi vengono in mente persone perennemente insoddisfatte, sole, che non riescono più a comunicare con i propri partners, aggressive, depresse....insomma, gente che non riesce a uscire dal baratro per godersi la vita.Ne vedo tante in giro, non sono mai contente di nulla... E questo fa da fondamenta alla casa. Aggiungiamoci la "perdità di virilità" da parte dell'uomo, che in molti casi è quasi sottomesso alla donna(anche se a mio avviso, donne o meno, di uomini con le palle ne ho incontrati ben pochi finora..) o comunque sente il peso della "responsabilità" di trovarsi in rapporti per i quali bisogna investire molta più energia rispetto al passato;le donne si sa oggi pretendono di più, troppa fatica impegno e costanza.. Ripeto, non voglio cadere in facili luoghi comuni, per ogni persona alla fine il discorso è vario.. raggruppo soltanto insieme le possibili cause del fenomeno.
Dicevo, ci si sente oppressi, in gabbia, magari incompresi... aggiungiamoci a coronamento che in Italia c'è un moralismo assillante, in primis nei continui giudizi di ognuno (e si sa che, più qualcosa è proibito e peccaminoso, più c'è gusto nell'infragere le regole).
Mettiamo insieme tutte queste cose. Penso ad una sola parola: EVASIONE. Una (temporanea) liberazione da tutti gli assilli che questi poveracci(?) sono costretti a subire; poi vabbè, ognuno ci troverà una soddisfazione diversa.. che sia avere tra le mani qualcosa di "puro", o sottomesso, o che non fa storie; poter esercitare il controllo..poco importa. L'importante è che tutto sia semplice, facile, lineare. Espletare i propri bisogni primari con chi sai che non ti darà problemi. Eccitato per il sapore di proibito e rilassato perchè il pensiero di una bambina prostituta è molto meno critico riguardo alla performance di una adulta.Per quanti ne ho osservati, veramente non avverto più "amore"(prendi il termine con un significato molto ampio) tra uomo e donna...non so..non so spiegarlo.. si perde il valore delle cose che davvero contano,non c'è scambio di emozioni e si vive male. Così molti cercano colmare questa mancanza per altre strade, che non credo ti soddisfino mai completamente, perchè di base non è lo sterile rapporto sessuale che cerchi... come chi si droga alla ricerca di un'illusoria felicità... è solo fumo. Ne vuoi sempre di più e non ti basta mai.
In fondo in fondo, gli uomini e le donne non desiderano cose poi tanto diverse.. è solo il modo di (re)agire che cambia.
Cmq.. una delle cose che ritengo veramente sbagliate, è che una volta conquistata il/la ragazzo/a, si smetta di coltivare il legame e si dia tutto per scontato. Lo odio. Ed iniziano ad alzarsi le barriere. Chi è veramente appagato dai rapporti con la propria donna non credo abbia bisogno di altri ripieghi. Ma sicuramente posso sempre sbagliarmi.
Una cosa è certa: mi è sfuggito un pò il filo del discorso e non credo di averlo esposto come avrei voluto, ma tant'è.
Tu Chiara che ne pensi?:)

Alex ha detto...

Dina ha detto...
""Turismo sessuale: Italia prima in Europa""

Dal mio punto di vista......etc...

E' anche il mio pensiero, comunque la colpa va equamente divisa fra uomo e donna, in ogni caso non è una scusante.

Non trova, invece, nessuna scusa, chiunque abusa di una donna sia che moglie, fidanzata, prostitua non pensando, oppure, facendo finta di non sapere che potrebbe essere vittimima di qualsiasi forma di violenza.

Yuna90_42 ha detto...

Non c'è scusante plausibile, non esiste ragione, niente giustifica la violenza sessuale e la violenza in genere, specialmente sui bambini.
Chi perpetra tali atti non è degno di essere considerato umano...e se la "sfruttata" fosse vostra figlia/o?
Come reagireste?
Come si fa a compiere un atto del genere?
Che piacere si prova nel perpetrarlo?
Penso che in fondo chi lo compie, sia uno psicopatico, e cercare di giustificare il tutto dicendo che gli uomini sono stressati dalla "presenza" della donna moderna la trovo una grossa forzatura, per essere educata :-).
Niente lo giustifica, neanche essere "comunista" come suggerisce qualcuno...violentare una bambina/o significa non sapere amare neanche se stessi, figuriamoci il prossimo.
Frequentare una prostituta per sesso lo posso capire, frequentare l'ambiente escort per un sesso più raffinato ed "alto" lo posso capire, ma violentare una bambina/o, è violentare se stessi e la propria vita, è fottersi il futuro...i bambini saranno gli adulti di domani...che adulti avremo?
Tenendo conto che questi violentatori benestanti "votano"...
sono preoccupata...molto...

Yuna

Ev@ ha detto...

Leggo commenti che contengono cautele per quanto riguarda i “dati” cui si fa riferimento. Questa è un ansia che spesso vi è, quando si parla soprattutto di argomenti scomodi, e che in molti casi mi pare limitante di quella che è la percezione individuale delle cose. Perché il singolo, al riguardo di qualsiasi argomento, è difficile che possa fornirsi di dati di prima mano.
Non mi si dica però che è avventato, da parte mia, affermare che vendere il proprio corpo è un azione che è attuata in modalità diverse di quelle che vedono, da una parte, un soggetto economicamente allo stremo, come venditore, mentre dall’altra sta un soggetto economicamente forte, acquirente. E’ a mio avviso ovvio che, chi compra, se lo può permettere. E’ a mio parere altrettanto ovvio che chi compra è più facilmente espresso da realtà dove i soldi circolano.
La domanda che mi faccio è appunto legata a questo fattore economico: cioè se il potere economico, quello dei soldi, quello che secondo certi versi misura il successo delle persone, abbia o meno l’intrinseco effetto collaterale di produrre “uomini” che, rispetto agli individui dei primordi, usano, per ridurre in schiavitù loro simili, mezzi solo formalmente differenti da quelli degli antichi. Per me la risposta è si. Il progresso dei paesi avanzati è un illusione.
Non mi si dica, per favore, che questi casi oggetto di questo post sono una deriva di tipo etico, perché a me pare che il problema sia vasto almeno quanto il fatto che la maggior parte della popolazione planetaria è in posizione svantaggiata rispetto a un'altra parte che, invece, può permetterselo.
Dal mio punto di vista tutto ciò è chiaro e la mia riflessione, privatamente, si sposta su come possa passare per buona la menzogna capace di convincere che la realtà che viviamo sia un progresso rispetto al passato remoto. E su quanto possa essere “giusto” che ogni bene possibile può essere dato dal quel “libero mercato” che gli illustri in auge vaneggiano sia l’unica via possibile perché governata da leggi spontanee quindi giuste.
Esprimo quindi che a me sembra che questo “sistema” contiene molti aspetti occulti che, per esempio, nei paesi citati in questo post, mostrano, in quel dettaglio, una faccia particolarmente schifosa del prisma di mostruosità generato dalla mentalità che ci ostiniamo a non voler porre in discussione. A dubitare della sua assoluta efficacia che invece pare a tutti scontata. Mentre, con quest’ansia di divertimento e trasgressione che ci contraddistingue, siamo incapaci di affrontare le cose su un piano razionale scabro di elementi assurdi, tipo che ad occuparsi di noi vi è, in un non ben identificato altrove, una qualche entità astratta che prima o poi riequilibrerà tutto quanto. Perché in queste compensazioni vi è l’insidia della legittimità di un affermazione del tipo: a te è stata donata la bellezza, a me sono stati donati i soldi per comprarla. Oppure: tu hai la gioventù, io i soldi per comprartela. E via discorrendo.
La chiudo qui, ricordando che è assurdo pensare che ogni cosa possa essere recintata entro più o meno disperati confini e che le “fantasie” che portano a quanto qui si accenna, oltretutto, camminano nelle nostre strade, ci parliamo per lavoro, ci parliamo per motivi banali. Convivono con noi. E a tutto questo, porre rimedio per legge, è pura utopia.
Quindi, un ultimo pensiero sulla sofferenza che vi è in tutto ciò, nel mondo di “chi se lo può permettere” che sappiamo, senza dati alla mano, capace di generare ansia da performance e frustrazione tali da costringere alcuni a vendersi ed altri a comprare.
Quanto a me, se non mi vengono in mente soluzioni a tutto ciò, perlomeno mi è chiaro perché l’arte, giusto per fare un esempio pittorico, oggi non produce opere come “Le déjeuner sur l'herbe” ma figure più o meno confuse, cupe e inquietanti. E tante altre cose, anche spicciole, ma di altrettanto inquieto contenuto. Ma noi a tutto diamo risposte semplici. A “noi” piace divertirci. Ridere.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duna: Una cosa è certa: mi è sfuggito un pò il filo del discorso e non credo di averlo esposto come avrei voluto, ma tant'è.
Tu Chiara che ne pensi
?

Di cosa. Del filo del discorso? :-)
Vabbe'. Per me le cose stanno come dici tu:

Chi è veramente appagato dai rapporti con la propria donna non credo abbia bisogno di altri ripieghi.

Il fatto e' che molti, appagati con la propria donna, non lo sono. Anzi, molti hanno una donna tanto cosi'... per ripiego. Anzi, diro' di piu', molti e' gia' difficile che la trovino una donna.

Per questo motivo molti vanno con le puttane. Chi, oltre alle puttane, li sopporterebbe? :-)


@ Alex: E' anche il mio pensiero, comunque la colpa va equamente divisa fra uomo e donna in ogni caso non è una scusante.

Vorresti dire che se una e' stata cosi' idiota a sposarsi un marito pedofilo (che ovviamente l'ha sempre tenuta all'oscuro del suo vizietto), la colpa e' anche sua?


@ Yuna: Penso che in fondo chi lo compie, sia uno psicopatico, e cercare di giustificare il tutto dicendo che gli uomini sono stressati dalla "presenza" della donna moderna la trovo una grossa forzatura, per essere educata.

Hai il permesso di non essere educata. :-)


@ Eva: Ma noi a tutto diamo risposte semplici.

Davvero? Sai che dalla tua risposta non me ne ero accorta? :-)

Alex ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...
Vorresti dire che se una e' stata cosi' idiota a sposarsi un marito pedofilo (che ovviamente l'ha sempre tenuta all'oscuro del suo vizietto), la colpa e' anche sua?

Il pezzo di risposta era di quando Dina parlava di insoddisfazione della coppia e ricerca altrove di qualcosa...e quando avviene la colpa difficilmente è sempre e solo di uno dei due (era riferito a questo).
Se poi una si sposa un pedofilo, non è certo colpa sua, anche se a volte, fanno finta di non accorgersene, e per me, sono colpevoli quanto loro, potrebbero aiutare chi è indifeso, ma per mancanza di coraggio o per altri mille motivi non lo fanno.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

anche se a volte, fanno finta di non accorgersene, e per me, sono colpevoli quanto loroAncor piu' colpevoli, secondo me, perche in questi casi le prime vittime sono proprio le figlie.

Dina ha detto...

Yuna90_42@Penso che in fondo chi lo compie, sia uno psicopatico, e cercare di giustificare il tutto dicendo che gli uomini sono stressati dalla "presenza" della donna moderna la trovo una grossa forzatura, per essere educata :-).
Niente lo giustifica, neanche essere "comunista" come suggerisce qualcuno...violentare una bambina/o significa non sapere amare neanche se stessi, figuriamoci il prossimo

Credo che nessuno di noi intenda giustificare alcunchè... solo che c'è sempre una causa dalla quale deriva il problema. Non si è fin dalla culla schifosi e malvagi, fortunatamente XD Per il fatto che sia qualcosa di inaccettabile, concordo.
La mancanza di amore è per me la base per qualsiasi cattiveria. O forse, ancora di più un egocentrismo esagerato verso se stessi, a scapito degli altri.

@Chiara:Per questo motivo molti vanno con le puttane. Chi, oltre alle puttane, li sopporterebbe? :-)

Potremmo fare anche il discorso inverso: come gli uomini sopporterebbero le donne, se non ci fossero le puttane? XXD
Pur essendo una ragazza, sono consapevole che che certe donne sono davvero pesaaaaanti. e io non le sopporto queste persone XD
Però alla fin fine, qualunque sia la carenza, non accetto chi prende per il c...o la propria moglie/fidanzata. "Abbi carattere e lasciala se hai problemi, poi te ne vai con chi ti pare". Purtroppo son così codardi.. :))

Alex ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...
anche se a volte, fanno finta di non accorgersene, e per me, sono colpevoli quanto loroAncor piu' colpevoli, secondo me, perche in questi casi le prime vittime sono proprio le figlie.

Nessuna parola può bastare per commentare un'azione del genere, da parte, di un genitore verso un figlio....
Gli togli tutto, l anima, il cuore e la felicità...poveri bambini

MingusSamba ha detto...

Arrivo in ritardo quando l'argomento è già stato trattato sotto molteplici aspetti.
Vorrei solo ribadire che lo sfruttamento è una "pratica" molto diffusa, forse tutti noi siamo in qualche modo sfruttati.
Tutti però dovremmo impegnarci nel salvaguardare i bambini.
Nulla giustifica lo sfruttamento dei bambini.
C'è una frase di Somaly, riportata da Chiara che mi ha colpito:
"...Chi ha avuto piu’ fortuna, le mie amiche morte e liberate o io che sopravvivo con questo frastuono di ricordi?"

Duval ha detto...

Lo scopo di tutte le considerazioni fatte fin qui è di dimostrare che la pedofilia è una pratica orrenda, o di cercare le cause della pedofilia, o, ancora, di affermare che gli italiani sono più pedofili degli altri popoli e cercarne una spiegazione?

O tutte le cose assieme?

Io sono certo che ognuno di noi, almeno una volta, avendo visto un notiziario TV con il pedofilo reo confesso, abbia detto o pensato:

"macché galera! quello va impalato, torturato, ben che gli vada castrato ..."

e poi sono altresì certo che il successivo dibattito "politicamente corretto" intrapreso dallo psicologo di turno si sia svolto sul tema della pedofilia come "malattia" e quindi sulla necessità di "prevenire" e "curare" piuttosto che "giudicare" e "condannare".

In quelle occasioni io penso sempre "ecco! il solito sinistroide! io lo torturerei, lentamente, vorrei vederlo soffrire; in fondo lui ha fatto soffrire dei bambini perchè non dovrebbe soffire lui? cos'è questo buonismo del cazzo?".

Adesso qui nessuno ha affrontato il tema "politicamente corretto" del comportamento pedofilo di una persona (ci sono anche donne, lo sapevate?).

Volete distinguere fra pedofilia come malattia, pedofilia come vizio consapevole, pedofilia come mezzo per far soldi?

E se si, chi merita quale pena?

Ultima domanda: sareste contrari ad una legge (che nessuno proporrà mai) che stabilisca la pena di morte con tortura per il pedofilo sano di mente?

Io la voterei subito; sono malato di mente?

p.s. cerco di seguire Ev@ ma non riesco mai ad arrivare alla fine ... :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Io sono certo che ognuno di noi, almeno una volta, avendo visto un notiziario TV con il pedofilo reo confesso, abbia detto o pensato:
"macché galera! quello va impalato, torturato, ben che gli vada castrato ...
"

Si'. Sono certa anche io che lo abbia detto.
Secondo te, pero', un pedofilo, quando vede un notiziario del genere, che cosa dice di fronte agli altri?

Lo scopo di tutte le considerazioni fatte fin qui è di dimostrare che la pedofilia è una pratica orrenda, o di cercare le cause della pedofilia, o, ancora, di affermare che gli italiani sono più pedofili degli altri popoli e cercarne una spiegazione?
O tutte le cose assieme
?

Lo scopo che avevo era innanzi tutto quello di far conoscere, a chi ancora non la conosceva, Somaly Mam.
E poi, anche se sono convinta che esista una NETTA separazione fra chi e' pedifilo e chi non lo e', c'e' in alcuni casi una zona d'ombra, un crepuscolo in cui si muovono alcune persone che, prima di fare il passo potrebbero sempre esserne schifati leggendo di come vengono torturate queste bambine.
Si parla troppo con leggerezza di sesso, escort, prostituzione, legge di mercato, bisogno fisiologico da soddisfare. Alcuni commenti lo hanno pure dimostrato che fra soddisfare il cazzo o porsi il problema qualcuno sia quasi propensi ad accontentare il cazzo, per cui credo che parlare di certi argomenti strappando quel velo di cameratismo goliardico che unisce il branco e mettendo ciascuno di fronte a se stesso, magari dandogli anche un bel cazzotto nello stomaco con un post duro, forse non servira' a risolvere il problema globalmente ma ho comunque la speranza che sortisca un effetto positivo almeno in un unico caso.

michail tal ha detto...

Hai scritto un gran bel pezzo Ev@

Le tue perplessità di fondo sulla modernità sono state affrontate da tutto lo spettro di pensiero filosofico politico del ventesimo secolo, dall’estrema destra alla sinistra (da Evola e Spengler per dirne due a caso, a Marcuse passando per Heidegger).
“Il tramonto dell’occidente” e “Rivolta contro il mondo” si rivoltano in libreria :-)

Anch’io mi sono posto spesso questo tipo di interrogativi, e credo che non se ne esca se non cercando di prendere una posizione netta.
Leggendo i libri di Houellebecq, che vomita il suo disagio per la società contemporanea, mi sono trovato spesso a chiedermi: “Si! che belle considerazioni interessanti, piene di amarezza, decadentismo (piacerebbero a Duval) disgusto, biasimo per un mondo guidato solo dalla tecnica, senza qualsivioglia ideale”…MA..

allora a quale modello vogliamo aderire? Vogliamo veramente aderire ad un modello pre – moderno? Sappiamo cosa implica questo? Era migliore quel tipo di società? O era semplicemente meno progredita tecnicamente ma ugualmente crudele?
La risposta che do io con la testa, aldila di suggestioni irrazionali stile terra di mezzo, è: no grazie.
Preferisco la gelida crudeltà dell’efficienza tecnica moderna all’ipocrisia della malvagità primitiva, ammantata di false credenze e convinzioni escatologiche assurde.

Ora, tu parli di liberismo, usuale target del dissenso moderno. Quello che posso dirti è che cio’ che i professori “liberisti” all’università mi hanno insegnato non è la preferibilità A PRIORI di questo sistema, ma la sua preferibilità a delle alternative concrete, non a chiacchere. Quali alternative?

Senza andare a parlare del socialismo totalitario, basta parlare di tutte quei provvedimenti che limitano la libertà del mercato. Spesso, anche se non sempre, i risultati sono peggiori dei mali che ci si prefiggeva di combattere. Purtroppo tante persone anche molto intelligenti vedono solo un lato della medaglia.

Se si resta in una cornice capitalistica, le “limitazioni” impongono delle restrizioni tali da favorire chi è gia molto forte, a scapito dei concorrenti, il tutto a detrimento della collettività.
Commercio estero: imponi dazi? Fornisci sussidi? Bene, favorirai in modo discorsivo settori che non sarebbero sorti e che da soli sono sopravviverebbero (distogliendo preziose risorse pubbliche) e con i dazi favorirai i capitalisti interni che in questo modo riusciranno a imporre prezzi piu alti grazie alla mancanza di concorrenza, a proprio beneficio e di nuovo a scapito della collettività. Chi ci ha guadagnato alla fine?

Ci sono innumerevoli esempi. E guarda non voglio dire che le tue perplessità non siano piu’ che lecite e condivisibili, ma a mio modo di vedere il problema è la cornice di fondo del mondo di relazioni economiche che viviamo.
Sia a livello sociale sia a livello internazionale non si tratta di limitare o annullare il commercio e gli scambi, ma di fare un enorme sforzo di redistribuzione dall’occidente al mondo povero AL DI FUORI dell’ambito delle normali relazioni capitalistiche. Sforzo che ahimè, il mondo occidentale non vuole e non vorrà mai fare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

michail tal ha detto...
Hai scritto un gran bel pezzo Ev@

Le tue perplessità di fondo sulla modernità sono state affrontate da tutto lo spettro di pensiero filosofico politico del ventesimo secolo, dall’estrema destra alla sinistra (da Evola e Spengler per dirne due a caso, a Marcuse passando per Heidegger)
.

Veramente interessante il tuo pezzo, M.T.
Pero'... scusa ma...
Chi diavolo sono Evola, Spengler, Marcuse e Heidegger? :-)

E poi anche...

Leggendo i libri di Houellebecq.

LOL... :-))

Io uno cosi' non lo so neppure pronunciare. :-))

davide ha detto...

Caro amico Michail tal,

Molto interessante il commento che hai fatto.

Non so se hai già letto "La grande trasformazione" di Polanyi Karl (era uno studioso ungherese) che ha scritto un libro bellissimo al proposito di quanto hai detto, perchè se non l'hai ti consiglio vivamente di leggerlo: personalmente è stato uno dei libri più belli che ho letto.

PS. mi hai perdonato per la frase che avevo fatto sui soldati russi torturati e uccisi dai ceceni?

Ciao Davide

michail tal ha detto...

:-) :-) dimenticavo che chi abusa di citazioni viene giustamente messo alla gogna... :-)

diciamo che quando lo faccio spero di stimolare menti piu fini e colte della mia, che qui non mancano
:-)
ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

michail tal ha detto...
diciamo che quando lo faccio spero di stimolare menti piu fini e colte della mia, che qui non mancano
.

Si' ma per essere menti fini e colte bisogna almeno saper pronunciare Houellebecq... o no? :-(

Comunque hai contagiato anche LUI, ed e' tutto dire:

davide ha detto...
Non so se hai già letto "La grande trasformazione" di Polanyi Karl
.

Adesso attendiamo Gatsby e facciamo il tris. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""davide ha detto...
Non so se hai già letto "La grande trasformazione" di Polanyi Karl.
Adesso attendiamo Gatsby e facciamo il tris. :-""

Ho citato questo libro solo perchè tratta alcune riflessioni che ha fatto l'amico Michail: permetterai che essendo molto più vecchio di te qualche libro lo abbia letto anch'io o solo tu puoi citare dei libri.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: permetterai che essendo molto più vecchio di te qualche libro lo abbia letto anch'io o solo tu puoi citare dei libri.

Oh no, per carita'... tutti possono citare i libri e gli autori. :-)

Siamo sull'acidino oggi, eh?

Comunque, avrai notato che le mie citazioni non si fermano mai alla pura enunciazione di un titolo o di un autore bensi' mi servono da substrato per costruirci sopra un post, una riflessione piu' elaborata ove ci sia, ovviamente, anche e soprattutto molta farina del mio sacco.

Invece, ahime', molto spesso in internet le persone si riempiono la bocca di nomi altisonanti che fanno molto "cultura" ma in realta' non sarebbero in grado di esprimere, sui contenuti e sui concetti, alcun giudizio critico se non il classico "mi piace" e "non mi piace".

Non dico che sia il caso tuo o quello di altri che commentano qui, ma e' un fenomeno assai diffuso e, purtroppo, un riflesso condizionato reminiscenza di tempi antichi mi stimola sempre un bonario sorriso. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Siamo sull'acidino oggi, eh?""

Mi sembra che anche tu ultimamente sei un po' acidina.

In realtà ho citato quel libro perchè era molto in tema con le riflessioni di Michail.

Potrei farci anche delle mie riflessioni, ma la complessità degli argomenti che tratta il libro mi impegnerebbe per ore. Comunque anche se quel libro, La grande trasformazione, è stato scritto nei primi anni '40 è attualissimo anche oggi. Credo che pochi libri spieghino così bene la società e l'economia contemporanea. La cosa più bella di questo libro è che demolisce le teorie del mercato auto regolato dall'interno: cioè dimostra che le teorie neo classiche sul mercato auto regolato sono tutte in contraddizione fra loro.

A te che piace la storia, se non lo hai letto, ti consiglio di leggerlo subito.

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

davide ha detto... Mi sembra che anche tu ultimamente sei un po' acidina.

Sbagli.
Non sono acidina ultimamente. Lo sono sempre. :-)

A te che piace la storia, se non lo hai letto, ti consiglio di leggerlo subito.

Ok, lo faro'. Grazie.
Com'e' che si pronuncia l'autore? :-)

Kameo ha detto...

.... quel gran pezzo della Ev@ ....
ha trovato estimatori del suo sapere in M.T., forse l'unico che la capisce ;-)
Peccato che lui non frequenti Second Life, non sa cosa si perde non incontrando la deliziosa Ev@!

davide ha detto...

Distinta Chiara,


"Ok, lo faro'. Grazie.
Com'e' che si pronuncia l'autore? :-)"

Domani lo chiedo all'amico poliglotta e poi te lo dico.

Ciao Davide

Duval ha detto...

Va bene, michail tal ha "citato" ma la sostanza mi trova assolutamente d'accordo.

Allora citando solo Duval mi chiedo: poichè lo sport principale della blogosfera e del giornalismo "intelligente" è la denuncia, non sarebbe il caso di accompagnare la denuncia con proposte di soluzioni migliorative e/o indicazioni di un'epoca storica in cui le cose andavano meglio?

Che non siano, per cortesia, "togliamo ai ricchi per dare ai poveri", perchè ho il sospetto che i poveri aspirino a diventare ricchi per non dare nulla agli altri poveri ... ed il cerchio non si chiuderà mai.

http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/
mappe/clandestini/clandestini.html

è un pezzo molto bello (mi piace anche la prosa sincopata che usa spesso Diamanti) ma, alla fine, mi son chiesto: ha fatto una analisi dei comportamenti, secondo lui errati, dell'umanità di oggi a fronte di problemi emergenti, ma non ha ipotizzato alcuna soluzione pratica, attuabile in concreto, se non l'implicito desiderio-invito a lanciare il cuore oltre l'ostacolo in un anelito di "fratellanza" universale.

Un pò ciò che da sempre è il tema conduttore delle battaglie di Chiara. Ma è utopia, bella e sana, ma utopia.

Non sarebbe dunque meglio, in alternativa alla denuncia ed allo schifo prodotto dalla moderna società, accettare che essa comunque sia il punto più alto del percorso umano, da sempre in avanzata positiva, ed impegnarsi ad incrementare questo continuo miglioramento con spirito positivo?

Io mi dico spesso "che culo che ho avuto a nascere nel ventesimo secolo!"; se mi operano non soffro perchè c'è l'anestesia; se va tutto normalmente campo 85 anni e solo cinquant'anni fa sarei morto sui sessanta; mi vedo tutti gli avvenimenti mondiali che mi interessano in tempo reale, a casa mia, comodamente seduto in poltrona; chiacchiero con i miei figli lontani in videocomunicazione; leggo il blog di Chiara quando voglio; posso scrivere su internet che la ministra Adalgisa è una gran troia, che il presidente del consiglio è un imbecille, che il capo dello stato è uno stronzo, e non mi dice niente nessuno; posso andare a Sharm in tre ore e stare una settimana al sole con 400 euro; e tanto altro inerente la mia vita spicciola quotidiana ...

Poi ci sono i poveri del terzo mondo ed i bambibi che là muoiono di fame mentre io rischio l'infarto coronarico per troppo cibo.

Vero ma ... erano meno poveri in qualche altra epoca storica? Campavano di più e meglio? Non venivano schiavizzati peggio di oggi?

Non lo so con certezza ma ho sentore di no.

Aiutiamoci a migliorarci ma smettiamola di sputarci sempre in faccia!

michail tal ha detto...

@Davide

Si, quel testo era obbligatorio per l’esame di sociologia, lo lessi circa 9/10 anni addietro. Un classico direi. Ne apprezzai la parte storica sul mercato, meno le sue tesi politico filosofiche. Sicuramente fa riflettere comunque. Non ti facevo cosi no global sai? :-)

Quanto all’altra questione non c’è nulla da perdonare, figurati, solo che trovo che le persone a volte facciano certe affermazioni con una certa leggerezza diciamo…


@Klara

Ad ogni modo per chiuderla sulle citazioni, diciamo che procedendo per associazione di idee volevo solo inscrivere parte del ricco intervento di Ev@ in un filone di pensiero, se ci fosse stato bisogno di dirlo, molto fecondo. Non per sproloquiare a vanvera.
A proposito, mi sono accorto di un refuso, “Rivolta contro il mondo moderno” non contro il mondo tout court, scusate.

Guarda che mi hai rimandato un vecchio commento...credo per errore

Si pronuncia ullebèk :-)

@Ev@

Dimenticavo, molto arguto il riferimento all’arte. Hai ragione, dopo solo 47 anni da “Le déjeuner sur l'herbe” si era già passati a “Madre defunta”, dopo altri 84 anni ai bambini impiccati di Cattelan…

Ev@ ha detto...

Houellebeq, nel suo “Le particelle elementari” (che per una recensione più ampia rimando a http://lafrusta.homestead.com/rec_houellebecq.html) mettendo in scena le vicende di un individuo estremamente razionale (il biologo) e l’altro, (l’insegnante erotomane), anni fa, tramite questi personaggi (che penso non sia errato considerare come due facce della stessa medaglia) e loro complementari, poneva efficacemente in dubbio ciò a cui avevano portato le idee maturate in un certo periodo coincidente, approssimativamente, con quello della cosiddetta rivoluzione sessuale.
Questo è anche il suo limite, nel senso che, per quanto si tratti di un opera certamente “alta”, pone il lettore davanti ad una sola prospettiva, quella che però nell’Europa occidentale è scambiata per “imperante”. E, ahimé, ogni luogo e ogni gruppo pensano che la propria cultura, e politica, siano centrali.
Per cui, il senso di nausea che si prova alla lettura di quell’opera, temo sia lo stesso che alimenta molte politiche che pongono la restrizione culturale (chiamiamola così) come chiave del loro discorso, mentre, la controparte, in risposta pseudoantagonista, propone modelli che si infilano, inevitabilmente, nel medesimo tunnel.
Parlo di politica, perché questa fa le leggi (ed i regolamenti) che sono figlie e figli di “pensieri” ispirati a un qualcosa che si può definire “morale corrente” e della quale ne sono oggi interpreti personaggi citati anche in questo blog (mentre dei “regolamenti” ne sono interpreti i personaggi che, a volte, semplicemente, si coalizzano).
Quindi il limite di quell’opera (di cui metto in discussione l’efficacia “di massa” ma no di certo la dottissima costruzione) è che comunque si pone come un qualcosa che guarda indietro e arriva a una linea di totale valido per persone appartenenti ad un contesto culturale ben definito.
Il suo problema è che non ha “passione”, come non hanno passione molte argomentazioni che vorrebbero attingere dal passato i rimedi per i mali presenti, compresi quelli attinenti la problematica proposta da questo post di Klara, che come altri della nostra ospite è riconducibile ad una citazione dell’autore francese tratta da Wikipedia: "L’uomo è un adolescente minorato" (come dimostra Houellebeq, quindi, l’affermazione non è errata nella sua provocatorietà).
Quindi, detto tutto questo, comincio a divincolarmi dalla prigione implicita nelle opere di autori che potrebbero voler condurre “al proprio discorso” e che, al pari della morale corrente, scritta e non, possono comportarsi come le mani di pietra che scaturivano dal terreno per “afferrare” che si vedono nel film Brazil, di Terry Gilliam (http://it.wikipedia.org/wiki/Terry_Gilliam).
Perché c’è sempre qualcuno che vuole impedirti di planare su coste, terre, spazi liberi… come sanno fare le telecamere, a volte, quando ci mostrano lo “spazio” attorno alla narrazione.
Questo, nella realtà, è sempre più difficile da fare, però, perché il “liberismo” tende a riempire gli spazi di cartelli con su scritto “proprietà privata” e telecamere di sorveglianza.
Ma non è irrimediabile, perché i muri sono illusioni,
Beh, vado. Magari non sarà esattamente il volo che ho in mente, ma solo uno slalom per evitare personaggi alla Houellebeq, ma, vabbè, ci tocca. Piuttosto, cercherò di trovare un bar dove si possono incontrare personaggi alla William Gibson, per esempio.
Ok, da qui all’ora di pranzo, un idea mi verrà. Se no, si vedrà.

Saluti a tutti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: poichè lo sport principale della blogosfera e del giornalismo "intelligente" è la denuncia, non sarebbe il caso di accompagnare la denuncia con proposte di soluzioni migliorative e/o indicazioni di un'epoca storica in cui le cose andavano meglio?

Beh, forse un'epoca storica in cui le cose andavano meglio in assoluto non esiste. Ma esistono epoche storiche in cui il pensiero e' stato piu' libero ma mettersi a parlarne sarebbe pura accademia e, come dici tu, non risolverebbe nulla.
Al di la' di questo, pero', anche all'interno della stessa epoca storica, esistono realta' sociali che sicuramente offrono una qualita' di vita migliore che altre, Paesi piu' liberi e meno liberi, societa' in cui viene dato un maggior rispetto alla dignita' umana, politiche diverse che attuano una piu' equa distribuzione di risorse rispetto ad altre che invece privilegiano solo una ristretta oligarchia di puzzoni.
Insomma, la perfezione non esiste ma ciascun* puo' attingere la sua personale "utopia" laddove ci sono elementi che gli/le si confanno.
Ad esempio io non ho mai negato di avere una certa ammirazione per i Paesi del nord, soprattutto quelli scandinavi. Al di la' dei problemi economici che puo' aver avuto l'Islanda (che per altro ha avuto sotto un governo di centrodestra), ritengo la socialdemocrazia, cosi' come viene attuata i questi Paesi, una forma di governo assai piu' consona a cio' che sento di essere dentro. Mentre la "cosa" malformata che esiste in Italia non riesco ad adeguarla ad alcuna parte di me.
Ecco, una soluzione migliorativa, almeno per me, sarebbe che ci fosse una parte politica che prendesse quanto c'e' di buono in queste socialdemocrazie nordiche e se ne facesse portavoce anche in Italia in modo da farmi sentire orgogliosa della mia parte italica. Cosa di cui oggi non sono.

Un pò ciò che da sempre è il tema conduttore delle battaglie di Chiara. Ma è utopia, bella e sana, ma utopia. Non sarebbe dunque meglio, in alternativa alla denuncia ed allo schifo prodotto dalla moderna società, accettare che essa comunque sia il punto più alto del percorso umano, da sempre in avanzata positiva, ed impegnarsi ad incrementare questo continuo miglioramento con spirito positivo?

Dal mio punto di vista, devo dire che il blog, come lo intendo io, non e' una testata giornalistica oppure un manifesto di partito. E' semplicemente un diario in cui esprimo i pensieri, racconto le mie storie, sono felice per una certa cosa, m'incazzo per un'altra.
Il fatto che poi desideri l'utopia non lo vedo tanto al di fuori dello scopo di questo mezzo comunicativo ed espressivo. In fondo non tutto e' finalizzato all'ottenimento di un risultato concreto. A volte buttare la rabbia su un foglio piuttosto che tenerla dentro, oppure esprimere amore scrivendolo invece che sopprimerlo puo' essere assai utile.

E' anche ovvio che l'idea che do esprimendomi in tal modo e' quella di persona passionale che ondeggia spesso da un estremo all'altro ma se sono fatta cosi' cosa posso farci? Tacere e non esprimermi solo perche' Duval dice che non serve a nulla?
Se una persona e' passionale, la sua passione in qualche modo la trasmette ad altre persone e forse spera che queste persone facciano propria quella passione fino a quando una certa utopia non sara' diventata l'obiettivo di quanta piu' gente possibile.
Lo vedi come un qualcosa di sbagliato? Io no.


Io mi dico spesso "che culo che ho avuto a nascere nel ventesimo secolo!"; se mi operano non soffro perchè c'è l'anestesia; se va tutto normalmente campo 85 anni e solo cinquant'anni fa sarei morto sui sessanta; mi vedo tutti gli avvenimenti mondiali che mi interessano in tempo reale, a casa mia, comodamente seduto in poltrona; chiacchiero con i miei figli lontani in videocomunicazione; leggo il blog di Chiara quando voglio; posso scrivere su internet che la ministra Adalgisa è una gran troia, che il presidente del consiglio è un imbecille, che il capo dello stato è uno stronzo, e non mi dice niente nessuno; posso andare a Sharm in tre ore e stare una settimana al sole con 400 euro; e tanto altro inerente la mia vita spicciola quotidiana ...

Certo. Hai ragione. Tu puoi fare tutte queste belle cose. Magari le hai sempre fatte e, come te, anche altri le fanno ma non tutti vivono o hanno vissuto nella tua medesima condizione e provengono da realta' diverse in cui andare a Sharm in 3 ore non era una cosa che faceva parte delle sue priorita'. C'e' chi considerava un lusso avere le patate per la zuppa.
Io lo noto tutto questo, sai? L'ho sempre notato anche quando facevo la escort ed in qualche modo usufruivo di un certo stile di vita. Lo notavo e forse e' anche per questo motivo che a 27 anni ho scelto di uscire da quel meccanismo.
Cosa notavo quando davanti a me c'erano uomini che potevano pagarmi in una sera quanto un pensionato italiano non prende neppure in 3 mesi?
Ebbene te lo dico: notavo la loro disumanita', il loro egoismo, il loro menefreghismo rispetto a quei problemi che, invece, a me facevano intristire e nei confronti dei quali sapevo di essere completamente inerme.
Questa visione della vita incentrata solo sul proprio tenore di vita privilegiato e' lecita ma non la posso condividere. Mi dispiace. Saro' un'idealista, una sognatrice, un'idiota, una che non ha capito nulla e che ha fatto scelte sbagliate, non mi interessa. Ho il mio carattere e non posso liberarmi di esso con la stessa facilita' con cui mi libero di un vestito.
Se mi chiedi cosa mi disturbava di piu' quando mi accompagnavo con certi uomini ti rispondo che non era il loro aspetto fisico ma la durezza che avevano dentro che io percepivo. L'insensibilita' che avevano nei confronti di tutto al di fuori di se stessi. Persino della propria famiglia, dei propri affetti o quello che loro ritenevano fossero i loro affetti.
Mi sono dovuta adeguare a quella durezza, a quell'insensibilita'. L'ho fatta mia, l'ho sfruttata e a tratti l'ho anche usata come scudo, ma ad un certo punto non ce l'ho piu' fatta.
Che dire... saro' impazzita?
Forse si', non lo so, ma di sicuro posso giurarti che oggi riesco a guardarmi allo specchio senza vederci dentro qualcosa che non vorrei vedere e che so tanta gente, anche se finge di essere a posto con la propria coscienza, vede.

Aiutiamoci a migliorarci ma smettiamola di sputarci sempre in faccia!

Vedi Duval, il mio scopo non e' migliorare il mondo ma migliorare me stessa e per farlo ogni tanto devo sputare in faccia a chi credo sia completamente in antitesi con me e col mio modo di essere.


@ M.T. Si pronuncia ullebèk.

Mettetevi d'accordo tu ed Ev@. Lei mi ha detto che si pronuncia "uellebeq".

Ev@ ha detto...

@Klara: Mettetevi d'accordo tu ed Ev@. Lei mi ha detto che si pronuncia "uellebeq"

Si... l'importante è che, sul finale, le labbra si propongano, leggermente, a "culo di gallina"...

gatsby ha detto...

@Chiara
"Adesso attendiamo Gatsby e facciamo il tris" :-)


E invece me ne sto buono buono, ammirato da cotanta scienza :-)
Questa Ew@ è una tosta...
Pero' una su Houllebecq concedimela.
"Le particelle elementari" è - a mio avviso - l'unica sua opera veramente degna di nota ( a parte un suo splendido saggio su Lovecraft, che penso non conosceranno in molti).
A suo modo, devastante.
Per farla con parole piu' semplici, chiuso il libro, pensai: "E adesso tutti i figli/figlie del 68 si getteranno dalla finestra".

Piuttosto, resto in dolce attesa di "bambole dormienti 3"

@ Davide
Ottime letture.
Pensa, avrai stupito chi ti credeva solo "pizza e fiche" :-))
Buona giornata

michail tal ha detto...

Ev@

Certo, il suo è un discorso tutto interno alla cultura occidentale. Una conoscente una volta mi disse: leggo i suoi libri a cervello spento. Non sono del tutto d’accordo, anche perché L’estensione del dominio della lotta è uno dei testi di letteratura contemporanea che preferisco. Forse proprio per la sua contraddizione di fondo, tipica di tanta letteratura contemporanea. Il disagio esistenziale commistionato all’incapacità di sfuggire all’ambiente sociale e culturale che provoca questo stesso disagio.

Visto che parliamo di sessualità e liberismo mi viene in mente proprio una riflessione di Houellelbeq in merito. (forse un annetto addietro l’avevo già citato mi scusi la padrona di casa) . Non ricordo se da Le particelle elementari, Piattaforma o l’Estensione del dominio.
Paragona la rivoluzione sessuale a quella liberistica in economia del 900 e poi degli anni ‘80 in particolare.

Prima, nel mondo antico, in un modo o nell’altro, e magari avendo solo un partner tutta la vita, tutti avevano accesso al mondo della sessualità. Magari ti sposavi la ragazza che aveva sempre vissuto di fronte a casa tua, nel tuo comune, perchè non era costume e non era nelle possibilità viaggiare, o se eri nobile il casato ti imponeva volente o nolente un/una partner per esigenze politico-economiche, a prescindere dai tuoi gusti personali.

Ora, nell’epoca contemporanea, esattamente come il liberismo ha consentito ad alcuni di accumulare ricchezze enormi creando disparità un tempo impensabili, la rivoluzione sessuale ha dato accesso a pochi privilegiati rispondenti ai canoni di bellezza da palinsesto televisivo alla possibilità di contatti sessuali pressoché illimitati e gratuiti (accesso a figa giovane e disponibile, usando parole sue) , mentre ha “costretto” la massa degli “sfigati” a restare in bianco, o pagare per il sesso. Dunque, di nuovo enorme disparità.

Ok, dunque?

Torniamo all’epoca di cavalieri, chierici, vassalli e valvassori?
I maschi protagonisti dei suoi libri sfogano i propri fallimenti andando a scopare in giro per il mondo, sentendosi sempre peggio.

Inutile criticare la rivoluzione sessuale se poi l’unico anelito è quello di appartenere alla casta dei privilegiati. Che siano i ricchi, o i fighi o altro. Vivi nel mondo moderno, le suggestioni del buon mondo antico possono avere funzione solo consolatoria.
Alla fine emerge solo il bisogno di un’affettività concreta, questo forse il suo messaggio nemmeno tanto velato.

D'altronde devo ricordarmi che parliamo di narrativa, non saggi o manifesti. A volte servono solo a manifestare un disagio, un’inquietudine senza soluzione.

La soluzione non la i deve fornire per forza l’autore di un libro o di un blog. Ognuno trova la sua, sempre che un'inquietudine ce l'abbia.



Gibson non lo conosco, se non ho frainteso il genere, ho letto e apprezzato Ballard.


“Questo, nella realtà, è sempre più difficile da fare, però, perché il “liberismo” tende a riempire gli spazi di cartelli con su scritto “proprietà privata” e telecamere di sorveglianza”

Eh si è vero. Sui cartelli prima c’era scritto razza, forza, prevaricazione, casta. La proprietà privata regolata dal mercato come spartiacque sociale è ugualmente spietata, ma lo è con tutti nello stesso modo ed è figlia diretta dell’illuminismo. La definirei segno distintivo del tempo della tecnica, dove non esiste uno scopo ultimo, ma solo un apparato assolutamente neutrale da far funzionare nel modo più efficiente possibile. E la proprietà è molto efficiente.

Ev@ ha detto...

Analizziamo alcuni punti:

@ mt: Paragona la rivoluzione sessuale a quella liberistica in economia del 900 e poi degli anni ‘80 in particolare.

Mi pare un paragone azzeccato. Una certa economia si comporta, rispetto al profitto, come un erotomane rispetto al sesso. Il risultato è un orgia disordinata. Certi signori, per cominciare, dovrebbero prendere lezioni dalle escorts, che tanto sono più brave quanto riescono a separare la performance dal proprio io che invece ne rimane fuori.

@mt: Magari ti sposavi la ragazza che aveva sempre vissuto di fronte a casa tua.

L’idea è romantica. Se la “girl of next door” in questione è anche liberata nel senso del punto precedente può persino essere intrigante.

@mt: eri nobile il casato ti imponeva volente o nolente un/una partner per esigenze politico-economiche, a prescindere dai tuoi gusti personali

Quelli sono problemi tutti loro. Solo una personale opinione: in amore, la parola “gusto”, può non essere esattamente appropriata.

@mt: la rivoluzione sessuale ha dato accesso a pochi privilegiati rispondenti ai canoni di bellezza da palinsesto televisivo alla possibilità di contatti sessuali pressoché illimitati e gratuiti (accesso a figa giovane e disponibile, usando parole sue) , mentre ha “costretto” la massa degli “sfigati” a restare in bianco, o pagare per il sesso. Dunque, di nuovo enorme disparità.

Non credo che avere a disposizione sessuale molti avatars viventi, come lo sono molti pseudoprotagonisti televisivi, possa essere appagante e quindi possa suscitare una qualsiasi forma di invidia. Se lo fa, meglio farsi qualche domanda, prima fra tutte una ricerca su google mettendoci “stars without makeup” o qualche simile combinazione attorno allo stesso contenuto.

@mt: I maschi protagonisti dei suoi libri sfogano i propri fallimenti andando a scopare in giro per il mondo, sentendosi sempre peggio.

E’ l’inevitabile fine.

@mt: La soluzione non la i deve fornire per forza l’autore di un libro o di un blog. Ognuno trova la sua, sempre che un'inquietudine ce l'abbia.

Nessuno può dare risposte. Chi lo fa ti manipola. Qui su questo blog si esprimono solo opinioni, per gentilissima concessione dalla padrona di casa.

@mt Gibson non lo conosco, se non ho frainteso il genere, ho letto e apprezzato Ballard

Ballard? Eccellente, ma sconsigliabile per chi abita nei quartieri residenziali satelliti delle nostre, e non solo nostre, città. Più in generale, negli “eden” artificiali, dove si va giustificandosi di scappare dalla pazza folla.

@mt: …ma solo un apparato assolutamente neutrale da far funzionare nel modo più efficiente possibile…

Un qualsiasi apparato, gestito da uomini, non potrà mai essere neutrale. Di esseri umani, che si muovono come i soldatini che fanno numero nei film Guerre Stellari, non ne esistono.

davide ha detto...

Caro amico Michail tal,

""@Davide
Si, quel testo era obbligatorio per l’esame di sociologia, lo lessi circa 9/10 anni addietro. Un classico direi. Ne apprezzai la parte storica sul mercato, meno le sue tesi politico filosofiche. Sicuramente fa riflettere comunque. Non ti facevo cosi no global sai? :-)""

Non sono no global e definire Polanyi mi sembra riduttivo. In ogni caso io ho detto che il libro "La grande trasformazione" è uno dei più belli che ho letto, non che condivido tutte le idee che in esso sono espresse.

A me interessa leggere le persone intelligenti, e Polanyi di certo lo è, indipendentemente dalle loro idee politiche. Per esempio di Chiara di Notte non condivido quasi niente delle sue idee politiche (tranne l'utopia sul nuovo CdA), ma la leggo sempre con piacere perchè è intelligente e sa scrivere bene.

""Quanto all’altra questione non c’è nulla da perdonare, figurati, solo che trovo che le persone a volte facciano certe affermazioni con una certa leggerezza diciam""

Non era leggerezza, perchè ho detto cosa ho provato d'istinto quando ho appreso una notizia. Poi ho subito aggiunto che mi sono vergognato di me.

Devi capire che io ho vissuto i miei primi trenta anni sotto la minaccia di un'invasione sovietica ed ho maturato una forte avversione verso il comunismo.

Però la nuova Russia non vuole certo invadere il mondo come la vecchia Unione sovietica e quindi prendersela coi russi non ha senso (però certi istinti sono duri a morire).

PS. Non capisco perchè il libro "La grande trasformazione" fosse obbligatorio all'esame di sociologia, perchè tratta soprattutto di storia e di economia e molto meno di sociologia.




Ciao Davide

Duval ha detto...

@Chiara:
Vedi Duval, il mio scopo non e' migliorare il mondo ma migliorare me stessa e per farlo ogni tanto devo sputare in faccia a chi credo sia completamente in antitesi con me e col mio modo di essere.

Avevo posto la questione "denuncia" in termini generici e generali, accettandone le finalità ma non il metodo.

Quel metodo che tu, attenta osservatrice della rete e della stampa, non puoi disconoscere.

In sostanza se si continua a dire "è tutto uno schifo" o "mi vergogno di questo paese" probabilmente si ingenera più rassegnazione che spirito di rinnovamento in chi fosse animato da buone intenzioni.

Io sarei più per un rassicurante "le cose potrebbero andare meglio, ovviamente, cerchiamo di migliorarle".

Mi fermo qui perchè poi da una visione universale della nostra casa nell'universo si cade fatalmente nel particolare; l'Italia, l'attuale governo, la classe dirigente e politica, gli egoismi personali, ...

Se c'è una cosa che riconosco come squalificante nel nostro paese rispetto ad altri equiparabili è la faziosità, più nel dibattito che nell'operare.

E' un retaggio storico derivante e derivato dalla frammentazione territoriale e di potere, fin dalla caduta dell'ultimo Impero Romano e dall'insorgere del Medioevo.

A tratti questa caratteristica non è stata solo negativa configurandosi come una sorta di mercato della concorrenza, segnatamente nei mestieri e nelle arti; e così siamo diventati un popolo di artisti, di inventori e ... di mercenari, pronti a vendere il proprio intelletto al miglior pagatore o al più potente di turno.
Anche così si formano le peculiarità di un popolo!

Ma l'unificazione del paese, tutto sommato recente, non ha cancellato la storica cultura della contrapposizione a prescindere e la sfiga si è accanita ancor di più: venti anni di fascismo da una parte ed il più grande partito comunista occidentale dall'altra, in rapida sequenza.

E così ci siamo ancora dentro: Coppi o Bartali ... mai una volta Coppi e Bartali.

Se un giorno riusciremo a colloquiare in forma interattiva cercherò di spiegarti come un socialdemocratico come me possa dare il proprio voto, da alcuni anni, a Forza Italia (oggi PdL) o alla Lega, non ritenendosi mercenario.

E come sia possibile, secondo me, parteggiare per Coppi ma non pensare che se un giorno vince Bartali l'abbia fatto con l'imbroglio.

Per quanto hai scritto provo rispetto.

michail tal ha detto...

@ Ev@

Avatars viventi?! Ahahahahah Immagino nell’accezione virtuale, non quella induista…bellissima questa, molto …ballardiana!

Capisco quanto dici, ma io continuo a preferire la sessualità deregolamentata…!

@Davide

Capirai che nella facoltà di economia politica quell’esame ha un taglio piu’ orientato alla sociologia economica, cosi’, oltre al corso base ci sono seminari e approfondimenti piu’ in linea con il tuo corso studi generale.
Quanto al fatto dei russi…si sono abituato fin da piccolo a sentirmi dire che sono cattivi…quando avevo 8/9 anni mi avevano perfino quasi convinto…

@Klara

Come mi è capitato di dire qui piu’ volte non posso che condividere la tua simpatia per le socialdemocrazie nordiche (e non solo per ragioni economiche), chi non lo farebbe d'altronde?

Purtroppo temo anche che, per le ragioni ben esposte da Duval, quel modello, che ha una radice culturale ancor prima che politica, da noi sarebbe impraticabile.

Leggevo incredulo giorni addietro in un articolo del corriere che il sesso mercenario in Svezia e Svizzera è compreso fra le prestazioni a carico del servizio sanitario. Ma ti rendi conto anche solo una cosa del genere qui?! :-)

Come entrambi avete piu’ volte ribadito cio’ che conta è l’azione individuale.

davide ha detto...

Caro amico Michail tal,


""Come mi è capitato di dire qui piu’ volte non posso che condividere la tua simpatia per le socialdemocrazie nordiche (e non solo per ragioni economiche), chi non lo farebbe d'altronde?
Purtroppo temo anche che, per le ragioni ben esposte da Duval, quel modello, che ha una radice culturale ancor prima che politica, da noi sarebbe impraticabile.""

Condivido quanto hai detto.

Esportare un modello da un paese ad un altro è molto difficile.

Innanzi tutto i socialdemocratici svedesi e i reletativi sindacati hanno sempre dato prova di grande responsabilità e realismo.

In Italia negli anni '70 non c'era corteo di scioperanti (sempre sostenuti dalle forze di sinistra), che non bloccasse le stazioni dei treni, le autostrade e addirittura gli areoporti.

In una conferenza stampa, dove un giornalista aveva fatto presente a Luciano Lama che simili azioni provocavano danni incalcolabili al paese, la risposta di Lama fu "che non spetta al sindacato e ai partiti di sinistra preccuparsi della soppravivenza del capitalismo.

Mentre negli stati scandinavi si aumentava l'età pensionabile in Italia si mandava in pensione la gente dopo 14 anni di lavoro.

Queste leggine, sulle pensioni beby, erano addottate sotto le pressioni sindacali e dei partiti della sinistra che nella seconda metà degli anni '70 avevano di fatto una maggioranza in parlamento.

La motivazione, adottata dai partiti della sinistra e dai sindacati, era che chi andava in pensione avrebbe liberato posti di lavoro per i giovani. La realtà invece è che chi andava in pensione, essendo nel fiore della fati, faceva subito un altro lavoro in nero per non perdere un centesimo della pensione.

Quando il primo governo Berlusconi nel 1994 ha cercato di porre rimedio all'anomalia italiana delle pensioni, i sindacati e i partiti della sinistra hanno paralizzato il paese.

Voglio ricordare che se l'Italia ha uno dei più alti debiti pubblici al mondo il motivo principale è proprio perchè per decenni si è mandato in pensione la gente fra i 30 e i quaranta anni di età anagrafica.

Quindi adottare modelli socialdemocrati in Italia sarebbe difficile, perchè quei modelli vanno bene quando ci sono risorse da ridestribuire, mentre in Italia non ci sono risorse ma montagne di debiti.

Ciao Davide

michail tal ha detto...

Davide,

consentimi di manifestare qualche perplessità sulla tua ricostruzione dei nessi causa effetto, mi sembra un po’ di parte.

Le lotte degli anni 70 sono inscrivibili in un contesto di relazioni industriali dove i dipendenti, in particolar modo dell’industria, erano effettivamente la parte debole del rapporto.
Ti invito a documentarti sulle condizioni di lavoro alla Fiat degli anni di Valletta, senza statuto dei lavoratori. Ti contavano anche i secondi che andavi al cesso e i ritmi e le mansioni in fabbrica erano veramente alienanti .

Credi che senza dure lotte i padroni avrebbero mai concesso alcunché? A parte alcune mirabili eccezioni direi che è dall’800 che lottano per non cambiare nulla. Senza dure lotte saremmo ancora in un mondo all Dickens (peraltro ci stiamo tornando, con gioia degli imprenditori).

Oltre a cio’ il principale fattore di emancipazione dei lavoratori che ha favorito la nascita di un welfare è stata proprio la paura dei rossi che tu spesso paventi.

Certo non nego che poi, come spesso capita nella storia, ci siano stati degli eccessi di segno opposto, direi che fu quasi inevitabile, visto anche il clima di estrema tensione dato dalla strategia del terrore che i nostri servizi deviati avevano seminato nella società civile.

Le pensioni baby mi puzzano molto di democristiano e soprattutto Davide, il buco che citi non lo hanno provocato ne il PCI ne le pensioni, ma il CAF tra la seconda metà degli anni 70 e la seconda degli 80, altroché.
Basta vedersi i grafici del debito. Ladri socialisti e democristiani mafiosi hanno sparso soldi a piene mani ovunque, i risultati li pagano e li pagheranno sempre piu’ i giovani.
Senza contare che dall’INPS hanno attinto tutti a piene mani per ben altri fini che pagare le pensioni. Sfido poi che mancano i soldi.

ciao

davide ha detto...

Caro amico Michail tal,


""consentimi di manifestare qualche perplessità sulla tua ricostruzione dei nessi causa effetto, mi sembra un po’ di parte.
Le lotte degli anni 70 sono inscrivibili in un contesto di relazioni industriali dove i dipendenti, in particolar modo dell’industria, erano effettivamente la parte debole del rapporto.
Ti invito a documentarti sulle condizioni di lavoro alla Fiat degli anni di Valletta, senza statuto dei lavoratori. Ti contavano anche i secondi che andavi al cesso e i ritmi e le mansioni in fabbrica erano veramente alienanti .
Credi che senza dure lotte i padroni avrebbero mai concesso alcunché? A parte alcune mirabili eccezioni direi che è dall’800 che lottano per non cambiare nulla. Senza dure lotte saremmo ancora in un mondo all Dickens (peraltro ci stiamo tornando, con gioia degli imprenditori).
Oltre a cio’ il principale fattore di emancipazione dei lavoratori che ha favorito la nascita di un welfare è stata proprio la paura dei rossi che tu spesso paventi.
Certo non nego che poi, come spesso capita nella storia, ci siano stati degli eccessi di segno opposto, direi che fu quasi inevitabile, visto anche il clima di estrema tensione dato dalla strategia del terrore che i nostri servizi deviati avevano seminato nella società civile.""

Lo statuto dei lavoratori è stato adottato nel 1970 (legge numero 300 del 1970), mentre i fatti di cui ti parlo sono avvenuti nella seconda metà degli anni '70.



""Le pensioni baby mi puzzano molto di democristiano e soprattutto Davide, il buco che citi non lo hanno provocato ne il PCI ne le pensioni, ma il CAF tra la seconda metà degli anni 70 e la seconda degli 80, altroché.
Basta vedersi i grafici del debito. Ladri socialisti e democristiani mafiosi hanno sparso soldi a piene mani ovunque, i risultati li pagano e li pagheranno sempre piu’ i giovani.
Senza contare che dall’INPS hanno attinto tutti a piene mani per ben altri fini che pagare le pensioni. Sfido poi che mancano i soldi.""

Per quanto riguarda le pensioni beby ti ricordo che io in quegli anni c'ero.

Queste misure venivano sempre proposte dai sindacati e dalla sinistra e poi venivano anche votate dalla Democrazia Cristiana che non voleva perdere voti a sinistra. Di fatto nella seconda metà degli anni '70 in parlamento la sinistra e i democristiani votavano sempre assieme tutte le leggine di spesa facile: si parlava di compromesso storico e di governo di larghe intese. Però la spinta verso queste leggine (che sono la vera causa del debito pubblico)veniva sempre dai sindacati e dalla sinistra, anche se poi venivano votate dai democristiani (ti ricordo che a quei tempi la DC era un insieme di correnti alcune più a sinistra dei socialisti).

Ciao Davide

davide ha detto...

Caro amico Michail tal,


""Senza contare che dall’INPS hanno attinto tutti a piene mani per ben altri fini che pagare le pensioni. Sfido poi che mancano i soldi.""

Questo è vero, ma anche in questo caso erano tutti daccordo.

Per per non parlare astrattamente vorrei porti due semplici domande, senza andare a scomodare gli anni '70.

Nel 1994 quando il governo Berlusconi propose di alzare l'età pensionabile era nel giusto o no?

Nel 2007 quando il governo Prodi aboli lo scalone Maroni, abbassando l'età pensionabile (che il governo Berlusconi aveva alzato), era nel giusto o no?

Ciao Davide

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Lo scopo di tutte le considerazioni fatte fin qui è di dimostrare che la pedofilia è una pratica orrenda, o di cercare le cause della pedofilia, o, ancora, di affermare che gli italiani sono più pedofili degli altri popoli e cercarne una spiegazione?

Non lo so. Ho scritto quello che mi passava per la mente.
A volte, pero', mi capita di leggere anche notizie come questa:

http://it.notizie.yahoo.com/10/20090609/tit-pedofilia-online-cresce-in-italia-2dba20d.html

Duval ha detto...

Si, capisco.
Grazie della segnalazione, ma sei fuori strada.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Teniamo aggiornato questo post anche con questa segnalazione:

http://blog.libero.it/taniarocha/7852404.html

Sandro ha detto...

ti volevo segnalare questo link inerente a:
"Conferenza sui fatti scoperti in materia di pedofilia negli ultimi anni, svoltasi il 17 agosto 2012 all'Etruria eco festival di Cerveteri"

http://www.youtube.com/watch?v=eatEnABoE9A

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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