lunedì 13 aprile 2009

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Fame di Second Life

Esistono diversi tipi di fame. Non sempre si tratta del bisogno d'ingerire del cibo, molto spesso e' fame di altra natura, piu' psicologica; una fame d'affetto, di tenerezza oppure il bisogno di qualcuno che ci comprenda, ci ascolti, ci consideri. In Second Life tutto si svolge come se ci venissero mostrate continuamente fotografie di cibi. Molti non ci interessano, pero' alcuni sembrano davvero speciali, meravigliosi, e riescono a stimolare un certo appetito. Sono li', li vediamo, sappiamo che da qualche parte del mondo esistono, qualcuno li ha preparati e fotografati ma non sono alla nostra portata. Non li possiamo mangiare, li possiamo solo guardare e desiderare.

Magari, quando il desiderio diventa incontenibile, si puo' andare a controllare se, nel frigorifero, abbiamo gli ingredienti per preparare qualcosa di simile; anche se cio' che ne uscira' non sara' esattamente uguale a quello che abbiamo visto in fotografia, comunque ci accontenteremo, lo mangeremo ed in qualche modo servira' ad attenuare quel languore che proviamo.

Poi c'e' chi ha il frigorifero completamente vuoto oppure non e' in grado di preparare alcun piatto perche' non sa cucinare oppure non riesce ad accontentarsi ed allora, per placare la fame, addenta la fotografia e, dopo aver provato schifo per il sapore della carta, si lamenta per il mal di stomaco.

31 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

confesso che non sono mai stato su SL. Ogni tanto mi chiedo come tu faccia a fare tante cose nello stesso momento.

Mi piacerebbe andare su SL ma per motivi di tempo ho rinunciato. Il tempo libero che ho a disposizione lo impiego leggendo molti blog anche se su pochi commento.

Non so cosa si prova su SL, ma credo che il rapporto con una blogger speciale come te sia molto più interressante ed arricchista molto di più, sia dal punto di vista culturale che da quello morale: anche chi è sempre lì che annusa quale è la merda che puzza meno quando vota, ha poi bisogno di pensare a qualcosa di alto e sublime.

Ciao Davide

lanavediulisse ha detto...

Hai fame di affetto? Questo spiegherebbe perché i tuoi rapporti sono così brevi e terminano nella noia.

Sostituirei "natura psicologica" con "motivi di cuore". La mente crea altri desideri: la curiosità, la paura, i sogni...

(Sei molto maturata in un anno, almeno ora ti mostri meno "fredda".)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Ogni tanto mi chiedo come tu faccia a fare tante cose nello stesso momento.

Non ne faccio tante nello stesso momento. Sempre una alla volta e con la dovuta calma.

Non so cosa si prova su SL

Ci sono molti modi d'interpretare SL, e' impossibile elencarli tutti perche' ogni persona ha il proprio.
Da parte mia, a parte un primo periodo abbastanza caotico in cui imparavo a muovermi all'interno di quell'ambiente, adesso lo uso come "estensione" di questo blog.


@ Lanavediulisse: Hai fame di affetto?

Si' certo, puo' essere. Chi non ne ha? In ogni caso non ho scritto che la problematica descritta nel post si riferisse a me. :-)

Sei molto maturata in un anno

Davvero? L'importante pero' e' non marcire. :-)

michail tal ha detto...

A proposito di Fiction…sono un po’ off-topic lo so, mi scusera’ la padrona di casa :-)

Dedicato a quelli che hanno compreso che le serie televisive si sono un po’ evolute dai tempi di Starsky and Hutch e che anzi alcune stanno letteralmente ridisegnado le tecniche narrative e l’immaginario collettivo…

E’ appena uscito un libretto carino per chi ama andare oltre al mero intrattenimento, per chi ama approfondire e conoscere cio’ che lo seduce. Benché si ispiri dichiaratamente al pensiero di Derrida è assolutamente fruibile e per i fan di Lost sarà un piacere leggerlo.

Dall’autore, i temi:
«La natura filosofica di Lost non si esaurisce nel gioco dei nomi di famosi filosofi attribuiti ai per¬sonaggi (Locke, Rousseau, Hu¬me, Bentham) o in quello di qualche filosofo esplicitamente citato (Nietzsche)... Piuttosto occorre dire che la filosofia la¬vora al cuore di tenebra di Lost nella forma di una serie di que¬stioni fondamentali: Che cos’è un'isola? Che cosa significa so¬pravvivere? Esiste il mondo esterno o è una mera illusione? Che cos’è la verità? Che cosa si¬gnifica con-vivere? Qual è il rapporto fra fiction e real life?»

http://www.lostdiscovery.com/2009/04/01/la-filosofia-di-lost.htm

In altre sedi sono state dedicate migliaia di pagine a commentare questa serie, se ne potrebbero dire molte. I nodi principali che ci vedo sono: lo scontro fra razionalità e mistero, fra fede e ragione. La ricerca e l’ambiguità della verità, gli interrogativi su chi ci sta vicino, chi sono “veramente” le persone che ci circondano?

Alex ha detto...

Buongiorno Chiara,

e vero, a volte si può addentare una foto per fame, senza accorgersi che era solo un illusione.
La fortuna, non è solo di chi può mangiare, si può avere tutto e allo stesso tempo niente.
Grazie per il post

Veneris ha detto...

Non vado su SL da una vita, è cambiato qualcosa o c'è sempre quel caos insopportabile?

Ev@ ha detto...

Esistono molti tipi di “fame”, pulsione che nasce da una necessità che tutti hanno, ma prorio tutti-tutti: donne, uomini, bambini, bianchi, neri, gialli, rossi, cristiani, musulmani, buddisti, atei, giovani, vecchi, poveri, ricchi, buoni, cattivi, stupidi, intelligenti, illusi, disillusi, di destra, di sinistra, di centro, reali e virtuali.

A certi tipi di questa “fame” Second Life, può offrire degli spunti e, a qualcuno, si dice abbia dato anche delle risposte. In ogni caso, il dibattito, se così lo vogliamo chiamare, è decisamente vivace. Non solo in quella piazza, virtuale.

E’ interessante perché si tratta di un petalo, della rosa di mezzi attuali, che risulta poco solito, per via della tecnologia che comporta. Poco solito e differente dagli spazi chiusi che ci sono abituali, dove generalmente si accede con credenziali che però hanno la controindicazione di issare muri invisibili e altrettanto poco tangibili legalità e conseguenti extralegalità.

Ma tornando alla fame, in generale questa credo sia legittimissimo saziarla. Il problema sorge qualora si tratti di ingordigia. Se l’esperienza non m’inganna, anche questa è una caratteristica umana che accomuna le stesse categorie citate prima, ma con punte diffuse specie nei nostri occidentali lidi dove infatti, attualmente, mi pare si muova particolarmente a suo agio chi è abile a manipolare gli “appetiti”.

Questi appetiti veri, ci viene ricordato che lo sono in modo indiretto e mediato, perché nessuno è disposto ad ammettere apertamente di averli: appetito di affermazione, potere, danaro e tutta una serie di, diciamo, gratificazioni che, per sintetizzare, possiamo pensarle soprattutto finalizzate all’affermazione dell’ego, che invece un qualcosa di collettivo soffocherebbe. Quindi “l’affamato/a” in questione, che tutto sommato sa di non piacere “alla gente del paese” (che “sente” che nell’aria c’è qualcosa che non va), non svela in genere le proprie finalità mentre, invece, intimamente le ritiene giustissime perché conformi alle pragmatiche finalità che sono insegnate dai “saggi”, abili ed efficaci nel mostrare che ciò che, in fondo, inseguono tutti è semplice. Quindi, in tale agire vi è perfino un che di “rivoluzionario” perché vi è implicita la lotta per affermare una verità che gli ipocriti, e i veri "fake" non sono disposti ad ammettere. Questo, poi, lo dicono i numeri, e i computers, che per questo uso sono assolutamente consoni. Il resto sono chiacchiere di gente che, in modo rurale, è definita incapace “di parlare come mangia”.

Spazzati i dubbi, la realtà quindi ci dice che noi siamo generosi. Abbiamo le ONLUS, abbiamo tanta gente (dei nostri) disposti a muoversi per gettarsi là dove vi è bisogno e, parallelamente, fornire i primi rudimenti di come si fa a vivere come si deve.

E ciò ci autorizza, nell’intimo, ad avere verso la fame, un atteggiamento finalmente libero di inibizioni.

Ma si, ogni tanto ci sta bene.

Quindi, più o meno: “Bistecca, mi hai provocato ed ora ti mangio!” (A. Sordi, dal film “un americano di Roma”; http://www.youtube.com/watch?v=narxCIgzc78 )

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grazie a tutti per i commenti. Solo una risposta veloce a Veneris che ha detto...

Non vado su SL da una vita, è cambiato qualcosa o c'è sempre quel caos insopportabile?Non so se e' cambiato qualcosa ma non essendo SL uguale ovunque, posso dirti che dove di solito incontro io le persone di caos non ce n'e'.

Il caos in fondo e' voluto e c'e' gente che nel caos ci vive bene, ma si puo' benissimo evitare facendo una cernita molto selettiva di coloro ai quali si da' modo di relazionare.

Mingus Samba ha detto...

Avevo sempre rifiutato Second Life. Poi ci sono entrato e l'esperienza è stata molto positiva. Ho conosciuto qualche persona molto speciale. Quello che nella vita ci arricchisce è il contatto con gli altri, il contatto con persone speciali. Capita che una di queste persone la si incontri su Second Life ed allora, benvenuta Second Life.
Spesso si entra in Second Life per fuggire dalla vita reale, a volte per arricchirla. Devo confessare che è il secondo approccio che trovo stimolante. Trovo interessante chi mostra se stesso anche in una realtà virtuale. Nascondersi dietro un pupazzetto carino non credo sia tanto stimolante

Kameo ha detto...

Mi era piaciuta subito questa comparazione, quando l'avevi espressa in una delle lunghe chat che facciamo nel tuo privilegiato salotto in SL.
Qui hai ampliato il concetto arricchendolo di spunti originali.
Credo che, in un ambiente virtuale come SL, l'unica fame che possa trovare la piena soddisfazione sia quella che si alimenta di fantasia.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Il mio privilegiato salotto, come lo chiami tu, in cui si discute un po' di tutto ma soprattutto s'impara a stimarci reciprocamente, e' un luogo che mi ha permesso di entrare in relazione con moltissime personalita' interessanti e sai, cara amica, che ringraziero' SL in eterno per avermi dato modo di conoscerti. :-)

Uscire dalla staticita' di questo blog in cui mi ero rintanata, ha significato per me fare un ulteriore gradino verso una diversa valutazione del virtuale e di chi lo frequenta.

Concordo con te sul discorso della "fantasia" ma solo se questa non viene utilizzata per ingannare chi ha fiducia in noi.

MingusSamba ha detto...

E' bellissimo poter frequentare il tuo privilegiato salotto in SL. Non ti ringrazierò mai abbastanza per avermi dato questa possibilità. Putroppo riesco ad entrare in SL solo durante il week end.

scrittiapocrifi ha detto...

Premetto, per correttezza, che SL non mi ha mai entusiasmato né mai mi è interessato provarlo. Ciò detto, il principale motivo per cui le persone si mettono in piazza su un social network è - a mio avviso - il bisogno di coltivare relazioni seguendo delle vere e proprie "affinità elettive". Siamo più liberi, cioè di scegliere con chi e a quali condizioni acccompagnare le nostre solitudini.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Scrittiapocrifi: il principale motivo per cui le persone si mettono in piazza su un social network è - a mio avviso - il bisogno di coltivare relazioni seguendo delle vere e proprie "affinità elettive". Siamo più liberi, cioè di scegliere con chi e a quali condizioni acccompagnare le nostre solitudini.E' una bella analisi. A tratti poetica per la scelta dei termini ma posso dire che il social network e' qualcosa che puo' benissimo stare separato dalla vita reale e non e' detto che chi si mette in piazza su esso sia necessariamente una persona sola ridotta alla canna del gas.
Esistono numerosi esempi di blogger (famosi/e) che tutto sembrano fuorche' soli/e.
Per quanto riguarda SL, nello specifico, devo ribadire come io la concepisco: un mezzo che permette di comunicare, al pari di un telefono, con chi sta anche molto distante da me.
Senza SL forse non avrei davvero potuto conoscere (se pur virtualmente) delle persone meravigliose alcune delle quali commentano anche qui.
E' quindi per me un modo per entrare in relazione piu' diretta con chi, altrimenti, non avrei mai avuto modo di "frequentare".
Non sempre, all'interno del proprio condominio, si trova chi ci puo' gratificare come chi, ad esempio, puo' abitare dall'altra parte del mondo. Per questo ritengo che SL sia un progresso e non un regresso nella storia delle relazioni umane.
Che poi vada usato con prudenza e con discernimento perche' puo' indurre stati di dipendenza questo e' un fatto serio che andrebbe discusso a parte.

Yuna90_42 ha detto...

scrittiapocrifi dice:
Premetto, per correttezza, che SL non mi ha mai entusiasmato né mai mi è interessato provarlo.

E dunque su cosa è basato il tuo giudizio?
Su quello che qualcuno ti ha raccontato? :-)
Sl è un ambiente che per poter funzionare ha bisogno della interazione comunicativa fra i partecipanti, diversamente non avrebbe senso, ovvio, il gioco assume connotati diversi a seconda di come ci si pone nei confronti degli altri, e di come si decide di giocare.
Spesso SL mostra il meglio oppure il peggio delle persone, in dipendenza sempre dalle inclinazioni ed intelligenza individuali.
Dire non mi interessa a priori ammettendo di non aver mai voluto provare denota un comportamento reattivo e poco elastico, per non parlare poi di un giudizio basato non si sa su che cosa...:-)

Yuna

Kameo ha detto...

@Yuna : "E dunque su cosa è basato il tuo giudizio?
Su quello che qualcuno ti ha raccontato? :-)"

A me sembra un po' troppo severo il tuo giudizio nei confronti di chi non ha interesse in SL.
Se è pur vero che si dovrebbe giudicare sulla base di esperienze vissute personalmente, credo ci siano argomenti sui quali si possono esprimere opinioni basandosi su esperienze anche indirette.
In questo caso specifico Scrittiapocrifi ha fatto un'analisi condivisibile dei social network in generale, come già puntualizzato da Chiara.

Perdonami, cherie, se ancora una volta intervengo cercando di smussare una tua asperità. T.V.B.

Ev@ ha detto...

Oltre quanto si è detto, trovo in Second Life (ed è divertentissimo trovarli), aspetti che ricordano un vecchio film del 1966 di Russ Meyer che s'intitola "Faster Pussycat Kill Kill" che è stato ispiratore di numerose altre pellicole e video successivi.
Spicca, tra i "movies", Grindhouse, un progetto, presentato anche a Cannes nel 2007, composto da due film, uno diretto da Quentin Tarantino e uno diretto da Robert Rodriguez, che s'intitolano, rispettivamente, "A prova di morte" e "Planet Terror".
Quindi, a mio parere, Second Life, come il cinema, è innanzitutto "visone". E testo. E come il cinema, il buon cinema, può far discutere.

michail tal ha detto...

@Ev@

"Oltre quanto si è detto, trovo in Second Life (ed è divertentissimo trovarli), aspetti che ricordano un vecchio film del 1966 di Russ Meyer che s'intitola "Faster Pussycat Kill Kill" che è stato ispiratore di numerose altre pellicole e video successivi.
Spicca, tra i "movies", Grindhouse, un progetto, presentato anche a Cannes nel 2007, composto da due film, uno diretto da Quentin Tarantino e uno diretto da Robert Rodriguez, che s'intitolano, rispettivamente, "A prova di morte" e "Planet Terror".
Quindi, a mio parere, Second Life, come il cinema, è innanzitutto "visone". E testo. E come il cinema, il buon cinema, può far discutere"


Vabbe', ho capito basta, se mi citi pure Meyer e Tarantino vorrà dire che ti dovro' includere fra gli amici/che :-):-)

Planet di Rodriguez pero' ammetto di non averlo visto...

Second Life.. Non lo conosco per nulla. Adoro evadere, estraniarmi in mondi lontani di libri e film (o serie) ma Second Life la vedo una replica troppo simile al mondo reale.


E’ balzato agli onori delle cronache per il grande realismo nel riprodurre la vita “reale”, un po’ come il noto videogioco The Sims, ma con la differenza che i dietro l’avatar c’è una persona reale. Ma allora penso, VIVI no?

Non linciatemi, lo so, probabilmente banalizzo un po’. Ma se proprio devo entrare in un mondo virtuale, allora lo voglio veramente “lontano” dal mio capisci?
Ci sono una marea di videogiochi che hanno superato anche la più fervida immaginazione, mirati ad un pubblico adulto.
Ecco se avessi tempo da buttare forse ad un paio di strategici interessanti ci giocherei.

Second Life la vedo invece una replica ancora piu’ falsa della vita reale. Comunque non è detto che non cambi idea un giorno, chissà :-)

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T.: Second Life la vedo invece una replica ancora piu’ falsa della vita reale.

Attendendo che ti risponda Ev@ posso dirti che riguardo a al mondo virtuale di SL stai sbagliando poiche' le chiavi con le quali puo' essere interpretato sono tante quanti sono gli esseri umani che vi partecipano.
Ad esempio, per me e' un'estensione della vita reale, non una realta' alternativa.
Oltretutto, per conoscere persone come Ev@ devi per forza entrare in SL. Ed anche per parlare direttamente con me, dato che e' l'unico mezzo di comunicazione che uso per interagire con coloro che mi conoscono tramite questo blog.

michail tal ha detto...

"per conoscere persone come Ev@ devi per forza entrare in SL. Ed anche per parlare direttamente con me, dato che e' l'unico mezzo di comunicazione che uso per interagire con coloro che mi conoscono tramite questo blog"

Mah, se devo essere sincero tutta questa segretezza non la capisco. Mi colpisce la frase: tramite questo blog”. Come se chi ti avesse conosciuto qui fosse in qualche modo piu’ “pericoloso”. So dei precedenti di hacking, ma sul 99% dei lettori qui direi che perfino una persona molto diffidente potrebbe stare tranquilla.

Sicuramente se sentissi il bisogno di comunicare qualcosa di personale, o ricevere consigli, o dare una qualche forma di aiuto senza volerlo per forza comunicare a tutti i simpatici lettori del tuo blog preferirei uno strumento come l’email, come faccio con tutti i miei amici, anche lontani. Email ovviamente non per forza personale.

E poi, scusa, ma se per comunicare direttamente con una persona simpatica ci si deve iscrivere ad un sito a pagamento siamo messi proprio male…


Comunque, vabbe', ognuno è libero di proteggersi come meglio crede, lo posso comprendere.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T. Sicuramente se sentissi il bisogno di comunicare qualcosa di personale, o ricevere consigli, o dare una qualche forma di aiuto senza volerlo per forza comunicare a tutti i simpatici lettori del tuo blog preferirei uno strumento come l’email, come faccio con tutti i miei amici, anche lontani. Email ovviamente non per forza personale.

L'email non e' cosi' immediata ed e' comunque una comunicazione "ragionata" in cui ciascun* puo' documentarsi e correggersi prima di rispondere.
SL offre invece l'opportunita' di "simulare" un incontro reale con tutti gli svantaggi del caso, finanche quello dell'emotivita' del momento e della minore possibilita' di millantare conoscenze che non si hanno.

E poi, scusa, ma se per comunicare direttamente con una persona simpatica ci si deve iscrivere ad un sito a pagamento siamo messi proprio male

Ecco un'altra informazione errata che hai: SL non e' a pagamento. L'iscrizione e la partecipazione e' completamente gratuita.

michail tal ha detto...

"e' comunque una comunicazione "ragionata" in cui ciascun* puo' documentarsi e correggersi prima di rispondere.
"

cavolo Klara scusa se te lo dico ma hai l'ossessione delle conoscenze "millantate" :-)!

Perchè? Hai conosciuto cosi tante persone che "millantano" perfino in mail private? Son messi male allora vah!

Diamine ma mica siamo ad una verifica al liceo :-)! io in genere cito le fonti se prorio non è farina del mio sacco, e comunque stiamo parlando di chiacchere su un blog o chatting su SL...

Quanto ai soldi, si, mi ricordo quello che avevi scritto in alcuni post su SL.
Ma se non erro è uno scaltro sito che col pretesto di essere gratis, poi ovviamente ti stimola molto a "investirci" soldi veri, una volta che ti ha fidelizzato. Pena sentirsi inadeguati rispetto gli altri utenti, o un utilizzo ultralimitato delle funzionalità. Meccanismo vecchio come il mondo.
Altrimenti dove starebbe il loro guadagno scusa?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T. Perchè? Hai conosciuto cosi tante persone che "millantano" perfino in mail private? Son messi male allora vah!

Ancora una volta sbagli. Non sono io a voler valutare gli altri. Spesso e' chi mi conosce qui che desidererebbe valutare me.
Ed e' proprio perche' di me intendo dare un'immagine chiara che, se qualcuno vuole, offro questa possibilita' offrendo d'incontrarmi anche in SL non filtrata dagli artifici che possono essere messi in campo dal virtuale, come ad esempio il correttore ortografico in un dialogo che avviene in "diretta".

Chiedi a Duval perche' desidera incontrarmi dal vero e non tramite email...

Escludendo la piu' ovvia delle ipotesi, credo che in lui ci sia la curiosita' di valutarmi non tanto fisicamente quanto intellettualmente ed intuire alcuni aspetti legati alle emozioni che provo O sbaglio?

Ecco, queste son cose che possono essere percepite anche in SL.

Comunque nessuno ti ha invitato. La mia era solo una risposta ai tuoi dubbi ed alla tua affermazione pregiudiziale su SL senza averla mai provata.

michail tal ha detto...

"Chiedi a Duval perche' desidera incontrarmi dal vero e non tramite email...
Escludendo la piu' ovvia delle ipotesi, credo che in lui ci sia la curiosita' di valutarmi non tanto fisicamente quanto intellettualmente ed intuire alcuni aspetti legati alle emozioni che provo O sbaglio?"


Ma certo, non ci vedo nulla di strano. E non vale solo per lui.
E' umano. Se interloquisci con qualcuno per un po' di tempo, apri un dialogo, ti confronti, a te non viene voglia di conoscerlo/a almeno una volta dal vivo? Non ci vedo questa cosa trascendentale.

Io ad esempio mi appresto a incontrare una trentina di persone che ho conosciuto da solo 3/4 mesi per una mezzora, a milano, cosi, giusto per poter chiacchierare con un paio di moderatori che apprezzo molto di quel forum. Per farsi due risate insieme e aggiornarsi sulle ultime novità. Per poter esprimere apprezzamento e stringere qualche mano guardandoci negli occhi. Ha il suo valore per me.

Se mi sento in sintonia intellettuale o emotiva con qualcuno mi piacerebbe conoscerlo dopo 15 minuti, figurati dopo uno/due anni!! :-)

Di conseguenza avrebbe sicuramente valore prendermi un caffè con te, farmi una chiacchierata, sarebbe bello, ma se ho capito qualcosa qui, quella è proprio che è un evento simile sia impossibile.

Duval ti segue credo da parecchi anni, dunque non ci vedo proprio nulla di strano.
Strano piuttosto è che tu non glielo accordi. Da lui sicuramente non hai nulla da temere.
Se non lo fai credo sia perchè temi che il contatto reale con lui forse toglierebbe quell’aura misteriosa e favolistica che hai voluto imprimere in modo cosi forte al tuo blog. Almeno per lui. Forse temi di perdere un commentatore cosi prolifico, forbito, adorante. Cosi forse fa piu’ “gioco” al blog, non so, avrai le tue ragioni.

Mi sembra ovvio che l’importanza che dai al blog e al progetto legato al blog siano di gran lunga maggiori alla considerazione per i potenziali sviluppi di relazioni piu personali con i suoi lettori.

E’ anche una questione personale. Tempo fa dal tuo blog avevo letto quello di una tua illustre collega che diceva esattamente il contrario.

Queste sono solo mie impressioni soggettive, ma probabilmente, ancora una volta, sbaglio. :-)


“Comunque nessuno ti ha invitato”.
Grazie :-)
…e guarda che mi stavi quasi convincendo!... :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T.
Io ad esempio mi appresto a incontrare una trentina di persone che ho conosciuto da solo 3/4 mesi per una mezzora, a milano, cosi, giusto per poter chiacchierare con un paio di moderatori che apprezzo molto di quel forum. Per farsi due risate insieme e aggiornarsi sulle ultime novità. Per poter esprimere apprezzamento e stringere qualche mano guardandoci negli occhi. Ha il suo valore per me.

E' una cosa leggermente diversa un Michail Tal che si presenta in mezzo ad un branco di altri appassionati, ad esempio, di scacchi. Egli non deve temere niente se non qualche estenuante discussione su quando arroccare.

Altra cosa sono io che da anni scrivo su forum di persone appassionate (o ossessionate) per il sesso ed in cui i rischi, come diversi.
L'argomento sesso risveglia nel maschio, anche il piu' equilibrato, pulsioni a volte che potrebbero generare dei grossi fastidi (iniziando dallo stalking) e sono collegate alla sua animalita' che e' poi alla base anche della violenza e dello stupro.

Di conseguenza avrebbe sicuramente valore prendermi un caffè con te, farmi una chiacchierata, sarebbe bello, ma se ho capito qualcosa qui, quella è proprio che è un evento simile sia impossibile.

La chiacchierata, se proprio vuoi, possiamo farcela in SL. Ti assicuro che fra una chiacchierata normale e quella in SL non c'e' molta differenza. Saremmo due persone non vedenti in cui mancherebbe il solo profumo del caffe'
Assai diverso era invece il rapporto tramite email che proponevi. Quello lo vedo molto asetticco e terreno di coltura per falsita' ed artifici scenici.

Duval ti segue credo da parecchi anni, dunque non ci vedo proprio nulla di strano.
Strano piuttosto è che tu non glielo accordi. Da lui sicuramente non hai nulla da temere
.

Conosci la barzelletta del naufrago che si trova da solo su un'isola con Sharon Stone?

Duval avra' tanti pregi ma parla troppo, secondo me.
Ora so che s'incazzera' ma la mia impressione, riguardo ai vari dettagli che ogni tanto da' sui suoi incontri, non e' positiva al 100%. Fa sempre filtrare qualche notizia di poco conto ma, se accadesse a me, credo che mi arrabbierei.
Ti rivelero' un segreto: c'e' chi mi ha incontrata e mi ha conosciuta ma, anche se legge il blog, evita di scrivere qui proprio per timore che possano "uscirgli" delle cose.

Se non lo fai credo sia perchè temi che il contatto reale con lui forse toglierebbe quell’aura misteriosa e favolistica che hai voluto imprimere in modo cosi forte al tuo blog. Almeno per lui. Forse temi di perdere un commentatore cosi prolifico, forbito, adorante. Cosi forse fa piu’ “gioco” al blog, non so, avrai le tue ragioni.

Se non lo faccio e' perche' le mie poche esperienze di devirtualizzazione dopo che mi sono ritirata, si sono trasformate in fastidi che non intendo piu' avere in futuro.


E’ anche una questione personale. Tempo fa dal tuo blog avevo letto quello di una tua illustre collega che diceva esattamente il contrario.

Di mie illustri EX colleghe ce ne sono tante che leggono qui e che anche commentano e ti posso dire che tutte hanno avuto esperienze di devirtualizzazione non sempre belle o quanto meno dei fastidi.
Se a loro piace avere fastidi e' cosa che non mi rigurda. Da parte mia, essendo una persona pragmatica, qualora dovessi scegliermi un partner per un'uscita nel mondo reale non lo sceglierei certo qui.
Il solo fatto di leggermi qui e di partecipare al mio blog in veste di commentatori, vi esclude automaticamente dall'incontrarmi nella vita reale.


…e guarda che mi stavi quasi convincendo!... :-)Se vuoi, intanto, puoi iscriverti a SL e chiedermi se ti voglio incontrare.
Se tu parti in quarta fin da subito dicendo che SL ti fa schifo, che altro ti aspetti che ti risponda?

michail tal ha detto...

"Conosci la barzelletta del naufrago che si trova da solo su un'isola con Sharon Stone?"

No, ma me la posso immaginare...:-)
ma tu e l'estimatore d'arte antica sareste al ristorante...:-)
Ad ogni modo, quello che non capisco è il perchè di questa incompatibilità:

"Il solo fatto di leggermi qui e di partecipare al mio blog in veste di commentatori, vi esclude automaticamente dall'incontrarmi nella vita reale"

Non me lo spiego se non col timore che qualcuno danneggi il blog...ma secondo me un'opera bella non si danneggia cosi facilmente. Implica inoltre una negazione totale e incondizionata di fiducia.

"Di mie illustri EX colleghe ce ne sono tante che leggono qui e che anche commentano e ti posso dire che tutte hanno avuto esperienze di devirtualizzazione non sempre belle o quanto meno dei fastidi.
"

Intendevo questo pezzo di Gillette, probabilmente la courtesan blogger che piu' mi è piaciuta cosi a prima lettura, insieme a te (ma per ragioni opposte):


"I never thought many would read this blog. I never considered it might have the potential to become a community. I've been delighted to meet a few people offline. I've been even more delighted by a few who I believe have potential for being lifelong friends.

I've enjoyed and given thanks for the small group of people who've continued to read here all this long while. Many have come and gone, but some have remained. I've followed some blogs almost this whole time, others are newer reads. I love being given the opportunity to hear people's stories at a deeper level...one not experienced in normal everyday life. I feel at home with deep, hidden, secret sorts of conversations. Generally speaking, I suck at small talk.
"


"Se tu parti in quarta fin da subito dicendo che SL ti fa schifo, che altro ti aspetti che ti risponda?"

Beh ora hai esageratu tu, non ho esattamente detto questo; piuttosto non mi attira, a parte i problemi di tempo, e magari anche di soldi.

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T. No, ma me la posso immaginare...:-)

Eccola, copiata da internet:

C’è un tizio che è naufragato su un’isola deserta. Per settimane e settimane resta solo, finché scoppia una tempesta terribile e un’altra nave si schianta sugli scogli. Dopo un po’, il naufrago vede galleggiare sulle onde il corpo di un nuovo naufrago, cosicche' si tuffa in mare, lo raggiunge, lo prende per i capelli, lo porta a riva e scopre che è Sharon Stone. Le fa la respirazione bocca a bocca, la fa rinvenire e lei, nel modo in cui possiamo immaginare, gli è molto grata per averle salvato la vita.
Ma dopo qualche settimana si accorge che la sua non è solo gratitudine: sta diventando amore. E pensa: pazzesco, se la nave non fosse affondata e io non fossi naufragata, non avrei mai trovato l’uomo della mia vita. Dal canto suo l’uomo è al settimo cielo – cioè, cavolo! Sharon Stone, proprio la mitica Sharon Stone è innamorata di lui e cosi' decidono che se anche riusciranno ad andarsene da quell'isola resteranno per sempre sempre insieme.
Passano i mesi ed i due scopano dalla mattina alla sera, ma dopo un po’ lei si accorge che lui non è più lo stesso, sta diventando cupo, non parla quasi più. Lei pensa che gli passerà e invece non gli passa; lui è sempre più depresso ed allora lei gli chiede: - Che c’è che non va? Dimmelo, farò qualunque cosa tu voglia.
E lui non risponde:
- Davvero farai qualunque cosa io voglia?
E lei - Certo!
- Allora prendi quei vestiti da uomo che le onde hanno trasportato sulla riva e indossali.

Sharon pensa: "Lo sapevo che era troppo bello per essere vero. Si è stufato di me e di come faccio sesso e adesso inizia ad aver voglia di qualcosa di diverso."

Però è troppo innamorata, e allora acconsente. Quando si è vestita da uomo lui le dice che dovrà fare il giro dell’isola dal lato orientale mentre lui lo farà da quello occidentale finché si incontreranno a metà strada.

- E quando mi incontri, devi far finta di essere un tizio che conosco e chiedermi "come va?"

Cosi' fanno il giro dell’isola, e quando si incontrano lei gli dice: - Ehi, amico, come ti va?

E lui - Alla grande! Guarda, mi sto scopando una che se ti dico chi è non ci credi…



Ad ogni modo, quello che non capisco è il perchè di questa incompatibilità:
"Il solo fatto di leggermi qui e di partecipare al mio blog in veste di commentatori, vi esclude automaticamente dall'incontrarmi nella vita reale"
.

Semplice: io qui confesso cose che ad una persona incontrata nel reale non confesserei mai.

Intendevo questo pezzo di Gillette, probabilmente la courtesan blogger che piu' mi è piaciuta cosi a prima lettura, insieme a te (ma per ragioni opposte)

Gillette, forse, ha delle ragioni economiche che la spingono ad incontrare i lettori del suo blog. Io no.

Ev@ ha detto...

Specifico: nè io ne altre che partecipano a questo blog siamo “ambasciatrici” o “dealers” di Second Life.
Per “fame di Second Life” intendiamo, si, il celebre “gioco” della Linden Labs, però al posto di Second Life puoi metterci il nome che vuoi, perché molte considerazioni fatte per quello potrebbero essere assolutamente equivalenti per altri giochi.
Per quanto riguarda i costi, non è vero che si tratta di un luogo scaltro a farti spendere perché intanto l’account può essere assolutamente gratuito e, anche se il nuovo (newbie) fosse tentato di spendere, la Linden comunque impedisce transazioni giornaliere superiori a una certa cifra (al cambio reale molto, molto bassa) ad utenti “inesperti”, ovvero dotati di avatars che non abbiano almeno qualche mese di permanenza. Insomma è operata una forma di tutela, indubbiamente insolita per essere una trappola.
Noi parliamo di Second Life, però, perché è il gioco che conosciamo e che sappiamo capace di offrire una varietà di interpretazioni veramente impressionante. Giusto per rendere approssimativamente l’idea, c’è chi lo usa per lavoro (vero), chi per assoluto diletto, chi replica situazioni reali, chi crea ambientazioni di assoluta fantasia a volte veramente sfrenata.
Entrando nello specifico è doveroso affermare che ovunque girano soldi, quindi, appena osservi le cose da una prospettiva differente da quella che hai quando ancora non hai provato, ti accorgi che si verificano strane repliche di quel potere che solo i soldi sanno creare, così come ti accorgi che le dinamiche che vengono a crearsi attorno ad essi sono –spontaneamente- assolutamente autentiche. Con l’interessantissima aggravante che a questo contribuiscono persone di ogni paese possibile ma, ovviamente, sopratutto di quei paesi dove ci sono “community” per cui parole come “virtualità” sono sinonimo dei luoghi dove avviene qualcosa (e non ci si deve sorprendere se l’Italia, come insieme, non appartiene esattamente alla situazione “top” del pianeta). E’ un discorso tutt’altro che frivolo di cui si sono interessate persone ben più titolate di me. Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura di “Universi Sintetici” (sottotitolo “Come le comunità online stanno cambiando la società e l’economia”) di Edward Castronova, pubblicato da Oscar Saggi Mondadori.
Tralasciando la concretezza, per quanto riguarda i pluridiscussi aspetti sentimentali o sociali, valgono ragioni di identico spessore intellettuale. Personalmente, non ritengo che una persona la quale “resiste” a incontrare “live” un’altra persona stia facendo -in generale- “strana” autoprotezione dettata da manie ed ossessioni o altro riconducibile a chissà quali patologie. Piuttosto sono propensa a pensare che potrebbe trattarsi di una persona che ha dignitosissime ragioni tutte sue che, magari, al momento, posso non comprendere.
Bene, detto tutto ciò in questo modo pesante e accademico, a questo punto, se fossimo in Second Life, per sdrammatizzare, ci starebbe anche bene una lap dance...
Altro?
Si: guai a chi pensa male e a chi pensa che ogni volta che mi va di sdrammatizzare mi esibisco nella lap dance...

Duval ha detto...

Azzo! Mi ero perso tutto il seguito di questa discussione … dove c’è anche Duval; è da un po’ di tempo che ingrasso senza mangiare :-))

@Chiara
Chiedi a Duval perche' desidera incontrarmi dal vero e non tramite email...
Escludendo la piu' ovvia delle ipotesi, credo che in lui ci sia la curiosita' di valutarmi non tanto fisicamente quanto intellettualmente ed intuire alcuni aspetti legati alle emozioni che provo O sbaglio?


Perché hai usato il verbo “valutarmi”? Mi sarebbe piaciuto di più “conoscermi”. La valutazione sa di esame e nessuno di noi ha titoli per esaminare l’altro (a parte quando si cazzeggia).
Certo che la curiosità di conoscere una persona con la quale mi rapporto da anni è forte, ma non ha nulla di indagatore, solo il piacere di guardarsi in faccia ed avere d’ora in poi una immagine precisa quando si chiacchiera nel virtuale. E’ una mia debolezza mai nascosta.

@Chiara
Conosci la barzelletta del naufrago che si trova da solo su un'isola con Sharon Stone?
Duval avra' tanti pregi ma parla troppo, secondo me.
Ora so che s'incazzera' ma la mia impressione, riguardo ai vari dettagli che ogni tanto da' sui suoi incontri, non e' positiva al 100%. Fa sempre filtrare qualche notizia di poco conto ma, se accadesse a me, credo che mi arrabbierei.


Perché dovrei incazzarmi? Sorrido, perché è vero e non sei la prima che me lo dice. Ma ho la tranquillità di sapere che non c’è mai malizia o intenzione di ferire nei miei racconti; al massimo un perdonabile compiacimento egocentrico.
Ma la cosa più significativa è che IO reputo di poco conto ciò che riferisco (e non mento mai sui fatti, solo a volte li “condisco” un poco); su ciò che ritengo veramente importante sono una tomba.
Ora la faccenda è che fra il mio giudizio fra cosa è importante e cosa no ed il giudizio altrui c’è spesso un oceano in mezzo.

p.s. ma invece di Sharon Stone non potevi naufragare tu? Tanto l’isola è deserta, no?

michail tal ha detto...

Va bene, non sono del tutto negativo ho solo espresso qualche perplessità. Probabilmente si tratta di uno strumento che consente occasioni di socialità che alle persone normali sono precluse nella vita di tutti i giorni. Questo è senz’altro positivo. A patto che, come qui hanno già detto tanti, non diventi un sostituto della socialità reale, che resta impagabilmente superiore.

In effetti c’è un conduttore di una famosa trasmissione radiofonica che amo molto, Melog (prima Golem) Gianluca Nicoletti, che di SL è un grande appassionato e ne ha parlato e scritto molto con il suo taglio originale di sempre.

Da wiki:
http://it.wikipedia.org/wiki/Gianluca_Nicoletti
Second Life [modifica]
Nicoletti è presente nella comunità virtuale Second Life con l'avatar dal nome di bitser Scarfiotti, anche lui giornalista. Scarfiotti nasce a Orientation Island23 il 14 gennaio 2007, dopo una settimana apre l'ufficio di corrispondenza "Legenda press" di cui è proprietario fino a giugno. In quel periodo ogni giovedì conduce da un anfiteatro all'aperto il suo talk show. Con la caduta del primo regno di Legenda parte in esilio volontario e, dopo aver vissuto da squatter per qualche tempo, approda alla sim universitaria "Picnic" dove fonda il "Post human bit-lab".


“E’ un discorso tutt’altro che frivolo di cui si sono interessate persone ben più titolate di me. Per chi volesse approfondire, consiglio la lettura di “Universi Sintetici” (sottotitolo “Come le comunità online stanno cambiando la società e l’economia”) di Edward Castronova, pubblicato da Oscar Saggi Mondadori.”
Grazie per la segnalazione. Direi che in quanto adepto del P2P posso dirmi assolutamente interessato a queste tematiche.

@Klara

Forte la barzelletta! :-) grazie

“Semplice: io qui confesso cose che ad una persona incontrata nel reale non confesserei mai”

Un’ultima considerazione, so di essere già sconfinato nella pedanteria. Ma…questa risposta non me l’aspettavo, o almeno non in questo contesto.

Capisco l’affermazione: non vorrei che in un luogo pubblico come la rete si andasse a parlare dei miei fatti privati. Certamente, posto che nel tempo di un caffe non è che si possa poi trasmettere poi tutta questa conoscenza :-). Ma il contrario non vale.
Un caffè di soli 10 minuti se supportato dalla conoscenza reciproca di anni di conversazioni puo’ invece avere il suo valore,anche grande e senza nulla temere, a meno che veramente uno tema di trovarsi di fronte al manico, cosa che in questo caso sembrerebbe totalmente fuori luogo.

Ad ogni modo, ripeto: ognuno è libero di proteggersi come preferisce. Anche in 100 anni non conquisterai mai la fiducia di qualcuno se questa è negata in partenza.

Sono solo pensieri in libertà non te la prendere…e mi sento pure un po’ strano a stare qui a spezzare una lancia a favore dell’esteta modenese, ma ti direi che nonostante tutto mi sembra il tipo di persona che da un grande peso alla parola data. Sai per certe persone rispettare la parola data a un amico/a è uno dei pilastri fondativi della propria identità.

Ev@ ha detto...

Su questo argomento, quella che si può considerare un opinione illustre, risalente all'incirca 150 anni fa, tratta da Aurelia, di Gerard De Nerval.
Comincia così: "Il sogno è una seconda vita."
In questa affermazione pare che i surrealisti riconobbero il grido di un'immaginazione decisa a liberarsi definitivamente dalle catene del reale.
Per chi volesse approfondire, il seguito dopo quella frase continua qui:

http://nuvole-mooreeffoc.blogspot.com/2007/09/il-sogno-una-seconda-vita-di-gerard-de.html

e, per chi vuole insistere, qui:

http://docs.google.com/Doc?docid=dgwsmvjr_5hm8fw6&hl=it

Buona lettura.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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