martedì 10 marzo 2009

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Mi sono rotta le palle

Francamente, mi sono rotta le palle. Posso dire palle senza sembrare necessariamente un uomo che si finge donna che ha sbagliato login? Perche' "mi sono rotta le palle" rende molto meglio l'idea del fracassamento, del trituramento, dello spappolamento incessante di quegli attributi che non sono proprieta' esclusiva dei soli maschi. Ricordo che una volta, volendo essere alternativa, dicevo "mi sono rotta le ovaie", ma non aveva lo stesso effetto. Innanzi tutto, cacofonicamente, suonava male, per niente femminile, poi mi pareva qualcosa del tipo: "Mi hai rotto le ovaie nel paniere". Anche se, nello stesso paniere, si sa, non andrebbero mai messe tutte quante le ovaie insieme.

Si', sinceramente palle rende meglio di ovaie... Assolutamente... Decisamente... Che, detto in questo modo, parrebbe il titolo di una canzone degli Zero Assoluto, ma non lo e'.

Perche' quei due, se non doveste saperlo, mi hanno rovinata. Dal momento in cui hanno fatto quella stupida canzoncina, mi sento limitata psicologicamente nell'uso degli avverbi. Pare una sciocchezza ma e' cosi'. Tutte le volte che ne uso uno, ad esempio quando scrivo un raccontino, mi viene automaticamente in mente lui, quello che canta, con quella faccia, ed allora mi si addormenta la creativita'. Se poi mi capita quando faccio sesso e magari, fra una parolina e l'altra, sporadicamente dico al mio partner qualcosa come "dolcemente", la libido va prontamente a farsi friggere.

Allora devo farlo silenziosamente, capite? Quando in realta', prima di quei due strimpellatori, durante... ehm... il... beep... mi piaceva dire e sentirmi dire le parolacce.

Ma si puo'? Ma non potevano scegliersi un altro titolo per quella canzone idiota? Che so... Qualcosa del genere "Se lo sapessi lo dissi", cosi' avrebbero condizionato solo Antonio Di Pietro e pochi altri, e non chi come me ha il brutto vizio di abusare degli avverbi.

Perche', onestamente, ve lo confesso apertamente: non toglietemi gli avverbi o sono finita. Senza avverbi mi sento nuda. Come faccio a scrivere, a parlare, a far sesso senza avverbi? Se ad esempio provaste a togliere da questo post tutti gli avverbi che sono presenti, sol anche quelli di modo, vi stupireste di quanto poco resterebbe.

Si, certo, per evitare tutti quei "-mente" al posto di "sicuramente" basterebbe usare "in modo sicuro", ma cavolo, non sarebbe la stessa cosa. Assolutamente no! A parte che il "-mente" si presta benissimo a giochetti da bimbaminkia blogger tipo "candida-mente" (mente candida), "obiettiva-mente" (mente obiettiva) e roba del genere, capite quanta meno forza hanno i concetti senza quella desinenza? E' come ovaie al posto di palle.

Che' poi, tornando in tema, quelle me le sono rotte davvero. Indiscussamente, ineluttabilmente, definitivamente.

Ma dico, come si fa a non rompersele? Ma avete letto un po' quello che gira in Rete? Se si escludono quei pochi blog nei quali e' interessante soprattutto la personalita' di chi scrive, gli altri non dicono assolutamente niente. Sono generalmente monotoni, ripetitivi, noiosi... Oppure trattano di argomenti imbecilli. Come questo: il mio.

Pare che anch'io, infatti, come comunemente capita a tante persone ormai, non sappia piu' di che cavolo scrivere.

La politica? Ebbasta!

Il calcio? Importasega!

Le poesie? Dupalle!

Il sesso? Nonsenepuopiu'!

"Gnegnegne', gnegnegne', gnegnegne'"... Ognuno ha qualcosa da dire di risolutamente essenziale, irrinunciabile, fondamentale, necessario per salvare il mondo e l'umanita'. Quando realmente dei suoi scazzi non interessa una beata fava a nessuno.

Ve lo dico ferocemente, crudemente, schiettamente: mi sono veramente rotta le palle.

Per questo motivo ho deciso che stasera mi bevo un te' e, dopo, vado a leggermi un buon libro.

47 commenti :

Gio ha detto...

Non ho capito un'acca di questo tuo messaggio :-D

Posso darti un umile suggerimento, mia sofisticata sorellina?

A volte mi piace molto fare ricorso a una figura retorica, l'enàllage, che ben figura quando vogliansi evitare troppi avverbi.
Usa questo suggerimento con saggezza e i buoni frutti non mancheranno alla tua ricca mensa :-)

Gio, sempre dubbioso circa la sua firma consueta e pure piu' rinco del solito.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non ho capito un'acca di questo tuo messaggio

Con tante "poetesse" che si lasciano andare all'ermetismo piu' sfrontato, raccogliendo i complimenti dei tanti mandrilli che piu' che alle parole scritte, delle quali in vero (enàllage, hai visto?) non frega una cippa ma stanno attenti a cogliere "l'odore femminile proveniente da ogni dettaglio nelle foto pubblicate (tutte fake ma con quel "vedo non vedo" che tanto fa immaginare), un post banale e stupido come questo ti pone problemi di comprensione? :-)

Gio ha detto...

Che Apollo Sminteo ti protegga da questi ratti mia cara ;-)

(ps: spero che i miei ricordi mitologici non siano sbiaditi con gli anni!)

forsenonstotroppobene ha detto...

Sto rotolando dalle risate come la faccina di skype! Non dirmi che ora è il tuo turno?!
Sai cosa mi stomaca del mondo blog? Il fatto che tutti si sentano qualcuno (Caparezza è un genio), aspiranti giornalisti, critici d'arte musica letteratura, scrittori di talento, e chi più ne ha più ne metta. Penso che sia per questo che noi di sinistra abbiamo stufato e ha vinto il grande fratello! :)
Ma tu, cara amica, meriti qualcosa di più, meriti del buon cibo per la mente, e sì, non credo tu lo possa trovare tra le pagine di qualche blog...
Buona lettura! E buona notte :)

Dolce-Alexia ha detto...

Cara sorella, ho capito poco di ciò che hai scritto. Di una cosa sono certa che ti sei rotta le palle :-))
Ogni giorno ci rompiamo le palle con diverse cose. Ieri sera, ad esempio, sono stata ad una presentazione di gioelli "Zoppini".
Mi aspettavo qualcosa di meglio. Ma vedevo solo i fotografi che giravano per scattare le foto per la stampa, le modelle e modelli che cercavano di essere al centro di attenzione e facevano la gara di chi fa più foto. Nel locale è vietato fumare, ma per qualche motivo, i VIP che si credono il centro del mondo potevano solo loro fumare, altri no. Mi sono rotta le palle, girando i tacchi e me ne sono andata via. E che se ne frega!
Un bacione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ forsenonstotroppobene: Tu ridi...
Ma la cosa e' seria.
Ieri, non avevo nulla da fare e, saltabellando un po' qua ed un po' la', ho letto qualcosa restandone sconcertata.
Si ha l'impressione, guardandosi, intorno, che il virtuale sia diventato ormai un luogo dove si "gonfiano i palloni".
Ora, so benissimo che un mio sfogo in tal senso non risolve la situazione che si va creando con questa "democratizzazione diffusa" della Rete, che ha dato a tutti la possibilita di dire la propria opinione e di esprimere la propria personalita' (al 99% banale e noiosa); che' e' pure cosa buona (la democratizzazione) ma ormai sono piu' le cartacce buttate nel prato che i fiori da cogliere.
La sensazione ricevuta non e' stata positiva e per un attimo mi sono vista "infilata" in quel branco di gente urlante, tanto che ho avuto l'impulso non di chiudere il blog ma di renderlo inaccessibile alla lettura, lasciandolo solo come luogo personale: un vero diario.
Sai la cosa piu' ridicola e ricorrente alla quale si assiste? branchi di "poetesse" che scrivono delle robe assurde spacciandole per prodotti strabilianti della loro tormentata anima, tipo: "ecco... guardami... sono qua perduta nella mia tristezza... e sono acqua per il tuo fuoco... sono luce per le tue tenebre..."

E mentalmente aggiungevo: "Seeee... sei carta igienica per il suo...!"

Ed i commentatori tutti li' ad applaudire per quelle stronzate immani... maschietti, soprattutto, che sbavavano solo perche' le foto di corredo (tutte rubate dalla Rete, ma questo non ha importanza perche' ormai non e' vero cio' che e' vero ma e' vero cio' che appare) raffiguravano una stragnocca.

Te capi'?

Allora mi son chiesta: "Ma e' questo il livello medio della gente alla quale si rivolge una ragazza che ha un blog? E' questo il circuito nel quale riciclo ache io la mia monnezza?"
So che mi comprendi perche' credo che anche tu ci sia passata.
Comunque adesso mi e' passata.


@ Alexia: Hai ragione sorella. La rottura di palle e' oggigiorno ricorrente perche' le persone (almeno come io le vedo) sono sempre piu' stupide. Oppure sono io che sono presuntuosa ed intollerante.
Cio' che non sopporto sono quei continui complimenti melliflui (che evito di pubblicare in quanto son ridicoli) che ricevo da chi non ha alcun interesse riguardo a quello che scrivo. Mi accorgo che anche qui, nel web, il mio destino e' sempre e comunque quello: le cose che dico e che penso sono filtrate dall'immagine che (mi hanno detto) do di me.
Questo accadeva quando facevo cio' che facevo, ma li' c'era una ragione, una complicita' mia nel privilegiare l'estetica al contenuto, mentre avrei desiderato che qui fosse l'opposto.
Buona giornata. :-)

Bibi ha detto...

è un post in cui mi riconosco molto. in effetti io ho un blogroll ridotto all'osso...forse perchè mi son rotto le palle un pò prima ma questa "natural-mente" è un'opinione personale.
a.y.s. Bibi
P.S. anche le acciughe fanno il pallone..ma con uno scopo

Gio ha detto...

Miei cari, essere misantropi e' il minimo che possa capitare vivendo in questo mondo.

La vita, che tante illusioni delude, educa alcuni a credere solo quello che 'non puo' essere falso'.

Se ripenso a quello che ho scritto qui in queste settimane, mi rendo conto benissimo di non essere stato non molto credibile, e non me ne faccio alcun problema, ormai ci ho fatto il callo ;-)

Il motivo di questo mio messaggio pero' non e' semplicemente un 'diffidate di Gio che e' solo un povero pirla ;-)' ma piuttosto far nascere una domanda in noi: esiste qualcosa che non puo' essere falso?

Secondo me si.
E' l'arte, la filosofia, la scienza ove non si puo' insinuare la menzogna umana.

Potrei aggiungere che neppure il dolore per certi versi puo' mentire, ma questo rientra nelle fesserie di Gio cui non dovete credere ;-)

Poi, dopo aver appurato la verita', restera' sempre da valutare la vicinanza o la lontananza dai nostri canoni dell'arte, della filosofia ecc., ma almeno avremo superato un grosso ostacolo.

Un mio amico mi ha detto che la prima volta che mi ha incontrato, pensava fossi un tossico dipendente prossimo a schiattare (per via della mia magrezza immagino mi avesse visto mezzo nudo avrebbe pensato a una comparsa di ET il ritorno ;-)).

Filtri, filtri filtri ... beh, lui e' diventato uno dei miei amici migliori, e pure lui e' uno che di filtri ne ha centomila.

Che palle ;-)

Dolce-Alexia ha detto...

Falco, non è importante che immagine creamo di noi stessi, importante quello che siamo.
Mi ricordo quando mi ero appena iscritta sul forum di EF, dove ti ho conosciuta. Mi sono fatta un immagine di una ragazza che ha sempre la battuta pronta, per me il forum era solo un gioco. Allora mi vedevano simpatica, ma stupidina, sono pochi hanno potuto vedere quello che sono.Mi sono rotta le palle di giocare alla ragazza stupida. Poi, creando il blog, ho fatto vedere l'altra mia faccia, e a tanti non è andato bene vedermi diversa, preferivano un gioco illusorio con una come me. Adesso per tanti sono cinica, acida e stronza. Che vuol dire che alla gente non piace la verità. E io, tu e altre ragazze che possiamo contare sulle dita saremo le pecore nere. E quello che ci distingue dalle altre. Che comunque, le palle le abbiamo, e come!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Finalmente un po' di commenti sui quali posso farmi le mie masturbazioni mentali.

Mi piacerebbe fare un esperimento. Non so se lo faro', pero ci sto pensando o, quanto meno, mi faccio delle domande.

Se quelle "poetesse" tanto profonde, invece di immagini di stragnocche mettessero foto diverse, meno "estetiche" o non ne mettessero affatto, potrebbero contare sulla stessa pletora di leccaculi pronti ad osannarle?

Che senso ha cio' che si scrive se si capisce che il concetto non e' quello che interessa ma la gran parte delle persone sono colpite solo dal "riflesso" dell'immagine?

Mi capitava la stessa cosa in altri tempi ed evitavo di parlare molto perche' capivo che era perfettamente inutile. Non venivo ascoltata.

Ed inoltre non mi fregava molto se venivo ascoltata o no. In fondo avevo la palese sensazione di "perlizzare" i porci.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Falco, non è importante che immagine creamo di noi stessi, importante quello che siamo

Ma se non e' importante, perche' siamo qui?

Potremmo essere noi stesse anche senza essere qui, nel web, ma semplicemente restando nella nostra realta'.

Se il nostro "Io" reale e quello virtuale (mammamia, se Freud fosse vissuto oggi avrebbe avuto qualche problema in piu') coincidono, che senso ha viverli parallelamente?

Il fatto, cara sorella, e' che NON coincidono.

Dolce-Alexia ha detto...

Essere qui, non significa di non essere noi stesse. Noi scriviamo i nostri pensieri, racconti, idee e opinioni, e non importa se qualcuno li condivide o no. E' un passa tempo, come per tanti un logo nel WEB. Si può scrivere quello che vogliamo, possiamo pubblicare i commenti o non pubblicarli, un blog è la casa tua e sei tu a decidere come viverlo. Lo accudisci, lo pulisci, lo ribelli. Qui ti senti a tuo agio e in pace con te stessa, come in casa.Non c'è bisogno di dimostrare chi sei, perchè chi vuole, sapra lo sapra vedere, leggendo tra le righe.

Gio ha detto...

Errata corrige!

Brutti scherzi gioca l'ipoglicemia ;-)

Ovviamente intendevo dire:

Se ripenso a quello che ho scritto qui in queste settimane, mi rendo conto benissimo di non essere stato molto credibile, e non me ne faccio alcun problema, ormai ci ho fatto il callo ;-)

Sorry ;-)

Cmq. rispondo al volo alla tua questione sul virtuale/reale.

Nella vita, i 'filtri' non riguardano solo l'atteggiamento e il carattere, ma anche l'aspetto.
E la malattia arriva prima di tutto all'occhio del mio interlocutore, ci arriva carica di angoscia, affetto, ansia e chissa che altro (specie quando ero piu' piccoletto e piu' malfermo).
Io non voglio celarla neppure su internet, specie se si parla della propria visione del mondo, ma almeno la riduco a una fonte di ilarita'e gioco (ripeto: per il casting di ET il Ritorno non c'e' proprio storia, mi becco l'oscar come migliori effetti speciali senza un grammo di trucco ;-) ).
In questo modo chi mi sta di fronte sa donde possa venire parte della mia visione del mondo, ma non ne e' condizionato come solitamente capita nella vita di tutti i giorni.
Qui non ci sono 'sentimenti' pesantissimi, quelli che possono coinvolgere l'amico di una persona che soffre.
Io ho visto i miei genitori invecchiare con l'aggravarsi della mia malattia, ho visto mia madre piangere per una diagnosi inaspettata, ho letto pagine che dovevano rimanere segrete, dove mia sorella pativa il mio dolore, e ho scritto lettere piene di sentimento ad amici che non sono mai riusciti a rispondermi ...

Quindi: se c'e' di mezzo il sentimento, che e' di mezzo quasi sempre nel contatto 'non virtuale', il mio male intacca il prossimo.

Io ho imparato ad essere severo e mettere in silenzio la pena e la sofferenza per me stesso, ma e' raro avere a che fare con gente che sia capace di fare altrettanto.

Allora, mi devo chiudere in un eremo?

No perDiana.
A me piace tenere in esercizio le cellule grige, mi piace essere ironico e circondato da persone sveglie e ironiche :-)

E con queste parlare di quello che amo e di quello che queste amano. (viva Mozart ;-) )


Et voila, questo e' il motivo per cui mi permetto di tediare la gentile Chiara e i suoi convitati.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

un blog è la casa tua e sei tu a decidere come viverlo.

Hai ragione ma...

Vorrei raccontarti una cosa. Ne parlavo proprio un paio di giorni fa con una persona ed e' strano che, a cosi' breve tempo, mi venga ancora in mente. Ebbene, quando ero piccola non ho mai amato le bambole. I miei passatempi erano altri. Cosi', mentre le altre bambine, tutte, avevano questa (per me strana) predisposizione a pettinar le loro bamboline, a vestirle, a sistemare tutti i loro oggettini da bambola, io preferivo altre cose.

Ecco non vorrei che la passione per la casetta della Barbie, mi fosse arrivata in ritardo... e che il blog rappresenti quella casetta.

Capisci quello che voglio dire?

Puo' essere che la corrispondenza fra il nostro "IO" reale e quello che mostriamo qui sia la stessa che intercorre fra una bimba e la sua bambola?

E' infatti lo stesso fenomeno che accade, ad esempio, in Second Life dove persino i maschietti giocano alle bambole.

Di questo fatto ee ne sono accorta tardi perche', come ho detto, non avendo mai giocato con le bambole, non capivo questa strana relazione... questo "investire" nel nick, nell'avatar, nel personaggio, motivandolo sempre con il classico e scontato: "Ma per me e' solo un passatempo".

Ma e' davvero solo e soltanto un passatempo?

A questo punto, guardandomi allo specchio, mi sono detta: "Ma se e' cosi', perche' vergognarmene?"

Ho sempre accettato le sfide e da ora in poi la sfida potrebbe essere quella di non farmi fagocitare dal personaggio. E ti assicuro che non e' proprio semplice.

Come ho detto, sorellina, sono solo masturbazioni mentali. Niente di serio. :-)

Dolce-Alexia ha detto...

Ognuno di noi ogni tanto ha le masturbazioni mentali.
Non credo che scrivere un diario equivale a giocare con le bambole.
Comunicare e scrivere vuol dire che sei una persona con il cervello, che ragiona e contribuisce con le sue esperienze, che è capace dare i consigliad altre persone. Per giocare con una bambola non ci vuole tutto quel cervello. Altrimenti sarei quella Barbie io che parla con la sua bambola, che non può nemmeno darmi una risposta.

forsenonstotroppobene ha detto...

"Sai la cosa piu' ridicola e ricorrente alla quale si assiste? branchi di "poetesse"..."
Ridicola e umiliante, perché pensi:
1. ma se avete (poetesse e commentatori sbavanti) avete voglia di scopare, scopate e non rompete il cazzo con le vostre fregnacce!!!
2. devono avere seri problemi con il proprio corpo se sentono il bisogno di dedicarsi alla masturbazione virtuale
3. poverini, mi fanno pena
4. mi viene da vomitare

"Allora mi son chiesta: "Ma e' questo il livello medio della gente alla quale si rivolge una ragazza che ha un blog? E' questo il circuito nel quale riciclo ache io la mia monnezza?"

Andiamo con ordine. Prima domanda. Una ragazza che ha un blog si rivolge "anche" a questo livello, ma sta a lei non assecondarlo. Seconda domanda. Visto che tu non lo assecondi, anzi tutt'altro, la tua monnezza finisce nel differenziato e rispetta l'ambiente! ;)

"Comunque adesso mi e' passata".

Rapidissima! Sei pronta a trapassare come lama affilata le carni di poetesse e viscidoni? O, ancora meglio, hai alzato lo sguardo verso l'arte e la filosofia come consiglia Gio?
:)
Guai a te se te ne vai, mi mancheresti

Duval ha detto...

"Mi sono rotto le palle"

è uno dei più alti pensieri che un blogger possa concepire, a meno che non ritenga di essere il conducente e non uno dei tanti passeggeri.

Peccato che alle parole seguano raramente i fatti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Ognuno di noi ogni tanto ha le masturbazioni mentali.

Qualche volta, come capita a me, persino le mestruazioni mentali: arrivano mensilmente ma spariscono in pochi giorni. :-))

Non credo che scrivere un diario equivale a giocare con le bambole.


Questo non lo credo neanche io, ma spero tanto di non essere in errore.

Comunicare e scrivere vuol dire che sei una persona con il cervello, che ragiona e contribuisce con le sue esperienze, che è capace dare i consigliad altre persone

Si, certo. Ma perche' lo fa?
Io so perche' facevo certe cose e perche faccio certe cose nella realta ma a volte, durante le mestruazioni mentali, mi sfugge completamente il senso del perche' lo faccio qui. Potrei dimostrare di avere lo stesso cervello semplicemente scrivendo un diario tipico, e cioe' non aperto al pubblico. Che senso ha FARSI leggere da tutti? Qual e' lo scopo? Quale bisogno soddisfa dato che non c'e' il denaro di mezzo?
Filantropia?
Oppure semplice vanita'?

Gio' lo ha spiegato. Per se'.
Ma cio' che riguarda me e' completamente diverso. Come, cara sorella, e' diverso per quanto riguarda te.

Abbiamo tutt* delle motivazioni differenti. Quasi mai le ammettiamo forse perche' neanche noi le conosciamo, e credo che scoprirle potrebbe servire a conoscerci meglio.

@ Forsenonstotroppobene: Guai a te se te ne vai, mi mancheresti

Ma figurati se me ne vado. Avrei messo su tutto questo ambaradan per sparire?
Solo che dovrai sopportare, ogni 28 giorni circa, queste mie paturnie mentali. :-)))

@ Duval a meno che non ritenga di essere il conducente e non uno dei tanti passeggeri.

Che fine avevi fatto? eri sparito. Forse ho digitato qualche "parola chiave" che mi ha segnalata su Google?
Comunque non ho capito 'sta storia dei conducenti e dei passeggeri.
C'e' forse un doppio senso che mi riguarda? Se c'e' non sono riuscita ad individuarlo.

Gio ha detto...

@ Forsenonstotroppobene ... cito a memoria probabilmente quindi sbagliando qualcosa ...

Recondita armonia, di bellezze diverse, e' bruna Floria ... l'ardente amante mia.
E tu beltade ignota, cinta di chiome bionde, tu azzurri hai l'occhi, Tosca ha l'occhio nero.

L'arte nel suo mistero, le diverse bellezze insiem confonde, ma nel ritrar costei, il mio solo pensiero, il mio sol pensiero sei tu ... Toscaaaaaa sei tuuuu ;-)

Un'aria molto bella.
Ma che delusione una lettura asettica del testo.

Tu senti di una 'recondita armonia tra bellezze diverse' e ancora come 'l'arte nel suo mistero le diverse bellezze insiem confonde' e gia' speri, misero, che anche tu, orrido mostriciattolo, forse sotto sotto puoi essere bello da un punto di vista 'recondito', e misteriosamente, dall'arte e nell'arte, essere armoniosamente confuso con un'altra bellezza, quella della tua amante (questa e' la prima intuizione che ho avuto di quest'aria, ascoltandola distrattamente tanto tempo fa).

Il Cavaradossi pero' non sta parlando di questo, ma della bellezza dei bei capelli e dei begli occhi - vivano i bei capelli e vivano i begli occhi (e le gambe ancor di piu' ;-) ), ma veramente sembra che questo non sia il mondo per me, e forse non solo per me.

Al tripudio dunque ;-)

Kameo ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...
Solo che dovrai sopportare, ogni 28 giorni circa, queste mie paturnie mentali. :-)))


Vorrà dire che ci adegueremo al tuo ciclo :-)))

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Pare che anch'io, infatti, come comunemente capita a tante persone ormai, non sappia piu' di che cavolo scrivere.""

Da quando ti ho incontrata, circa due anni, ho cominciato a leggere un gran numero di blog.

In tutto questo periodo ho visto nascere tanti blog, ma dopo un po' ho notato che la maggioranza di questi blog tendono ad entrare in crisi e chiudere.

In genere i blog gestiti da donne resistono molto di più a lungo di quelli gestiti da maschi: molto spesso sono anche più interessanti.

Qualche volta è venuta pure a me la voglia di aprire un blog .
Poi ho pensato che, oltre a non saper scrivere correttamente, non avrei proprio avuto idee su cosa scrivere. L'ultima cosa che avrei voluto fare era impegolarmi in inutili discussioni sulla politica italiana: oltre che una perdita di tempo, sarebbe stato un modo per rendere la vita più grigia.

Non è per fare il rufiano nei tuoi confronti (quando non sono d'accordo con le tue idee te lo ho sempre detto), ma il tuo blog in tutto questo periodo è stato il più interessante ed originale che ho trovato.

Ciao Davide

forsenonstotroppobene ha detto...

@Giò:
basta darti il La e come per magia appare qualcosa dal cilindro?
:)

@Kameo:
Grande!

@Chiara:
ma non avevi detto che ti era passata? Embè, dove sei sparita?

"Si, certo. Ma perche' lo fa?
[...] Qual e' lo scopo? "
Non c'è sempre uno scopo per ogni cosa. Comunque la motivazione te la sei data tu stessa, qualche post fa. Per guardare le lucciole. E se il tuo doppio è pubblico è per permettere loro di riconoscerti. Mi sembra un ottimo regalo.

E adesso bando ai patetismi e torna a scrivere!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Vorrà dire che ci adegueremo al tuo ciclo :-)))

E' cosa assai comune che le donne si sincronizzino con stessi tempi biologici quando vivono insieme per un lungo periodo. Chissa' se questo non valga anche per i tempi "virtuali". :-)

@ Davide: ma il tuo blog in tutto questo periodo è stato il più interessante ed originale che ho trovato.

Mi sa che non ne leggi abbastanza, di blog.
Forse quello di Lameduck e' meno interessante? Io lo trovo strepitoso. Come trovo ben fatti anche quelli di altr* blogger che ho imparato a conoscere in questi ultimi mesi, ma non sono molti gli interessanti e, non e' falsa modestia, non credo che il mio rientri fra quelli. Anche se ti ringrazio per il complimento.

@ Forsenonstotroppobene: Embè, dove sei sparita?

Cavolo, amica mia. Sono qui. Non sono sparita.

E se il tuo doppio è pubblico è per permettere loro di riconoscerti. Mi sembra un ottimo regalo.

Sicuro che lo e'(tanto per usare un'altro enàllage).

Dunque e' per questo motivo? Il blog rappresenterebbe cio' che e' la luce per le lucciole?

E adesso bando ai patetismi e torna a scrivere!

Ehi... calma. Mica scrivo poesie da "poetessa", io.
Sarebbe facile scrivere quattro stronzate in croce, tanto per riempire una pagina di blog, come fanno quelle che esprimono sentimenti eccelsi seguendo il classico stile dei tre puntini di sospensione:

Ti amo la mattina...
Ti amo il pomeriggio...
Ti amo anche la sera...
Ma la notte...
Dormo!

Ho bisogno di tempo, io.

Comunque e' gia in cantiere qualcosa ^_^

Gio ha detto...

@Forsenonstotroppobene

Misero me, se vale anco per te l'antico detto

'Timeo Danaos, et(iam) donas ferentes'

Mi congedo ;-)

(ragazzi, e' durissima la vita se si nasce PIRLA ;-) ).

Luca ha detto...

Probabilmente sono fuori dal coro, ma non mi sembra che il tuo “scazzo” (anche questo è un vocabolo di noi maschietti) abbia a che fare con il blog o ad un problema di improvvisa mancanza di ispirazione. Che scrivere sia insito nella tua natura si nota proprio dal fatto che hai fatto di un argomento “imbecille” un post molto articolato e di per sé interessante. Lo scazzo si nota più nel fatto che tendi ogni tanto a perdere la notevole profondità di altri tuoi interventi, rimanendo in superficie nei concetti e negli argomenti, magari rispolverando qualche affermazione veterofemminista modello anni ’70 (manca solo l'invito alla castrazione del maschio) che da più l’idea di un “vaffa” lanciato per sfogarti. Personalmente ho avuto l’impressione di leggere un capitolo nuovo di una storia che stai scrivendo da più giorni. Capitolo che è una normale evoluzione della storia stessa, per la quale ti auguro comunque un “lieto fine”, anche perché mostri di avere un temperamento sufficientemente forte da poter affrontare di petto i problemi.

Per come superare lo scazzo, più che leggere un libro ti consiglio di chiamare una tua amica e sfogarti con lei fino a tirarla scema (non un “amico” perché se prendo alla lettera varie tue affermazioni ho il sospetto che ti sfogheresti sì … ma triturandogli le ossa :-) ). D'altronde gli amici servono a questo.

Sull’argomento blog, personalmente lo ritengo interessante se stimola la riflessione, indipendentemente dall’argomento o da come lo presenta l’autore. Si tratta comunque di una relazione biunivoca, per cui un blog per me interessante ad un altro può non dire nulla. Almeno la libera espressione è ancora una delle poche libertà rimaste quindi cerchiamo di difenderla, anche se talvolta i portabandiera di questa liberta non sono propriamente dei talenti

Luca

forsenonstotroppobene ha detto...

So che non scrivi stronzate. Il mio era un invito brutale a risvegliarti dal torpore, ma ti chiedo scusa, perché ho sbagliato. Non desideravi quello. La tua domanda è di senso: "mi sfugge completamente il senso del perche' lo faccio qui". Così, hai scritto. E non ti posso consolare dicendoti che nel mondo reale non ci avresti mai incontrati, perché forse è proprio questo il problema. Il confronto con noi evidenzia una differenza. Non ti riconosci, e ti chiedi se noi sappiamo riconoscere il tuo vero aspetto. Non lo so, Chiara. So che qui, nel "virtuale" è privilegiata la parola e non l'aspetto. Se la tua parola vale, niente conta più. Potresti avere o avere avuto mille sventure e mille acciacchi, ma di questi si vedrebbe solo quello che hai saputo imparare.
Credo che tu stia cercando un tuo pari, qualcuno che ti riconosca e che sappia sfidarti lealmente. E forse in noi non l'hai trovato.
Ora capisco le parole che Prog mi ha rivolto, e le rivolgo a te, mia cara amica.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Luca: che tendi ogni tanto a perdere la notevole profondità di altri tuoi interventi, rimanendo in superficie nei concetti e negli argomenti, magari rispolverando qualche affermazione veterofemminista modello anni ’70

Suvvia, non puoi prendere qualsiasi affermazione di critica al comportamento maschile come veterofemminismo. Nel 70 non ero neppure nata ed il femminismo lo conosco piu' perche' ho letto qualcosa in questi ultimi 10 anni. Quindi se lo sono, non lo sono certo secondo lo standard che voi uomini tanto demonizzate.
Il femminismo inteso come un modo di essere "femmina" lo interpreto a mio modo e certamente utilizzando uno schema differente da quello che puoi avere in mente.
Comunque, chiusa la parentesi su questa piccola precisazione che ho dovuto ancora una volta fare perche a quanto pare non sono in grado di spiegarmi esaurientemente, torniamo al discorso relativo alla superficialita'.
Certamente lo sono, superficiale. Non lo vedo come un peccato mortale qui in internet dove tutti cercano di essere "profondi". Anzi lo ritengo un segno di distinzione. Ed alla mia superficialita', a volte ingenua, a volte voluta, cerco di dare un senso.
Questo post stesso, ad esempio, tu lo interpreti come superficiale?
Ed infatti lo e' ma, guarda caso, sto interagendo con voi piu' qui che in altri mei post dove ho cercato di proporre argomenti meno superficiali.
Quindi cosa se ne ricava?
Sono superficiale io o lo e' chi mi legge?
Oppure lo siamo entrambi?

Personalmente ho avuto l’impressione di leggere un capitolo nuovo di una storia che stai scrivendo da più giorni. Capitolo che è una normale evoluzione della storia stessa, per la quale ti auguro comunque un “lieto fine”, anche perché mostri di avere un temperamento sufficientemente forte da poter affrontare di petto i problemi.

Sono interessata moltissimo a queste tue intuizioni. Potresti essere piu' chiaro e scendere maggiormente nei dettagli?

@ forsenonstotroppobene: So che non scrivi stronzate. Il mio era un invito brutale a risvegliarti dal torpore, ma ti chiedo scusa, perché ho sbagliato. Non desideravi quello

Non c'e' niente di cui tu debba scusarti. Se mi fossi offesa te lo avrei detto chiaro e tondo. Dico solo che per scrivere qualcosa ho bisogno di tranquilla ispirazione, quella necessaria a tirare fuori dalla mia testa un post che abbia la caratteristica principale che veramente conta: quella di piacere a me.

Credo che raccontare un fatto seguendo la logica della fiaba sia piu' incisivo rispetto a raccontare lo stesso fatto perfettamente documentato, pieno di dati, numeri e statistiche.
Come certamente avrai capito sono un'amante delle fiabe, di tutti i generi, di tutti i tempi. Si puo' imparare da esse molto piu' che da qualsiasi trattato di filosofia.

Non ti riconosci, e ti chiedi se noi sappiamo riconoscere il tuo vero aspetto. Non lo so, Chiara. So che qui, nel "virtuale" è privilegiata la parola e non l'aspetto. Se la tua parola vale, niente conta più. Potresti avere o avere avuto mille sventure e mille acciacchi, ma di questi si vedrebbe solo quello che hai saputo imparare.

Si', e' questo il senso e tu hai saputo spiegarmelo molto bene. Grazie.
Se la parola conta, tu la sai usare molto bene e questo fatto ti rende bella ai miei occhi, indipendentemente da come realmente sei.

Credo che tu stia cercando un tuo pari, qualcuno che ti riconosca e che sappia sfidarti lealmente. E forse in noi non l'hai trovato.

In realta', sto imparando solo da poco a guardare a voi sotto un diverso aspetto. Fino a poco tempo fa ero io stessa che non volevo contatti perche' per un lungo periodo il web e' stato il luogo in cui certa gente ha scaricato la sua cattiveria su di me.
Tu sei arrivata solo ora, cara amica, ma sapessi quante cose ho dovuto sentire e, soprattutto, quali azioni ho dovuto subire.
Da quando hanno pubblicato la mia foto sui forum di puttane, a quando hanno perseguitato alcuni amici che avevano detto di conoscermi, a quando mi hanno inviato schifezze nel PC per rubarmi l'identita', prendendomi la posta, il blog, scrivendo in giro usando la mia identita' per "farmi dire" cose infamanti ed al limite della legalita'. C'e' stato un tempo in cui ricevevo costantemente minacce di violenza, e chi me le inviava, coloro che usando la "mia faccia virtuale" andavano in giro scrivendo cose che non avrei mai scritto, addirittura con contenuti pedofili, mi inviavano messaggi del tipo: "Avanti, denunciaci, esci allo scoperto, facci sapere chi sei che' poi ti troviamo e te la facciamo pagare".

Per questi motivi ho dovuto chiudermi a tutto. Adesso spero che cio' sia ormai alle mie spalle, ma comunque e' rimasto un certo timore.

forsenonstotroppobene ha detto...

Caspita, Chiara è terribile. Non c'è limite alla crudeltà. Non smetto mai di impararlo. Mi dispiace. Non si può fare niente contro quegli esseri disumani???

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non si può fare niente contro quegli esseri disumani???

Forse lasciar perdere e considerare il tutto come una parentesi passata e non piu' ripetibile. Oltre, naturalmente, a non commettere piu' gli errori che ho fatto in passato.

Un maggior distacco ed una minore fiducia aiutano molto contro certi personaggi che, per varie motivazioni, possono arrivare a tanto.
Vale a dire il "tenerli lontani", che se dai loro un po' di corda non te li stacchi piu'.
Purtroppo anche qui, come nel reale, vale la regola che se si da' confidenza alla persona sbagliata si rischia di essere perseguitate in virtu' di un meccanismo animale per cui per un certo tipo di uomo siamo sempre delle prede e non persone.

Gio ha detto...

Sad

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Mi sa che non ne leggi abbastanza, di blog.
Forse quello di Lameduck e' meno interessante? Io lo trovo strepitoso. Come trovo ben fatti anche quelli di altr* blogger che ho imparato a conoscere in questi ultimi mesi, ma non sono molti gli interessanti e, non e' falsa modestia, non credo che il mio rientri fra quelli. Anche se ti ringrazio per il complimento.""


Il blog di Lameduck è un bel blog, però io preferisco il tuo. Comunque dire che un blog è meglio di un altro è una cosa molto soggettiva. Quello che è importante rilevare è che solo chi ha idee in testa riesce a portare avanti un blog per tanto tempo; in caso contrario (chi non ha idee) il blog va presto in crisi.

OT. Tempo fa sul blog di Lameduck mi avevi accusato di trollerare. In realtà era stata Lameduck a trollerare dicendo - in risposta alla mia affermazione che Silvio è il meno peggio - che noi lo votiamo perchè ne siamo attratti sessualmente: di fronte ad una simile affermazione era mio diritto dire che il nettare degli dei del grande capo era squisito.

Ciao Davide

Duval ha detto...

@Chiara
Che fine avevi fatto? eri sparito.

Lo strano caso del puttaniere Duval e di una Idea

Personaggi:
D (Duval il nick di Enrico)
E (Enrico, un vecchio puttaniere di Modena)
I (Idea, il nick di Maria)
M (Maria, una tranquilla signora borghese che tenta di evadere nel virtuale)

Era un lunedì, il giorno tradizionalmente più grigio della settimana; ed il cielo si era adeguato.
Grigio x Grigio x 3,14 = WEB, non c’è scampo.

D: Che sarà mai questo sfrigol novello che natura benigna mi diè? Ha lasciato tracce, io le scrivo; lascia intendere che le piace giocare, proviamo a giocare.

Ore 12,59 di lunedì primo dicembre 2008, la prima mail inviata
“Ciao Idea,
posso invitarti ad un aperitivo, pranzo, cena, qualsiasi cosa non virtuale?
Non esistono secondi fini, anche perchè, in tal caso, sarebbe un primo fine e lo direi chiaramente.
Va bene anche se sei un uomo e non sei xxx… (professione da lei dichiarata).
Una risposta, di qualsiasi tenore, sarà bene accetta.
Grazie, Enrico.”

Ore 16,18 dello stesso giorno, la prima mail ricevuta
“Ciao Duval/Enrico,
sono piacevolmente sorpresa di questo contatto diretto. Ma non sono xxx... Per quanto mi riguarda, sono una tranquilla (?) signora borghese che non disdegna di confrontarsi con le intelligenze altrui. Sono xxx… (professione da lei dichiarata) ma ora mi occupo prevalentemente di mio marito e dei suoi affari.
Un saluto, Idea.
PS Come mai hai cancellato i tuoi ultimi post da xxx…? A me erano piaciuti molto.”

Ore 19,30 dello stesso giorno, la seconda mail inviata
“Ciao,
non ho scritto a Idea pensando a xxx..., direttamente o indirettamente, ho scritto a Idea pensando a Idea. Ad una tranquilla (?) signora borghese che mostra intelligente curiosità verso un mondo, diciamo, border line è preclusa a prescindere l'eventualità di un possibile contatto reale con un tranquillo (?) signore borghese che ha le stesse divertite curiosità?
Come ben sai fui (intensamente), sono (leggermente) e sarò (poco probabilmente) un puttaniere quasi fideistico, dove puttaniere, nel mio caso, sta per interessato al sesso solo con relative professioniste.
Se volevi invece gentilmente e signorilmente avvisarmi che TU personalmente non hai interesse alcuno alla proposta, non c'è problema: la devirtualizzazione è una pratica ancora nebulosa, rivestita da un velo di inconscia diffidenza.
Io pecco di trasparenza al limite della sfacciataggine per cui ti chiedo: se, come temo, non ci vedremo mai potrò ugualmente trattenere rapporti epistolari o preferisci di no? Io ne sarei felice.
Grazie comunque per la gradita risposta.
Enrico”

Ore 22,18 dello stesso giorno, seconda mail ricevuta
“Gentile signore,
non precludo, a priori, la possibilità di un contatto reale anche perchè non ho, nel virtuale, una reputazione o un personaggio creato da difendere.
Tuttavia, temo che Lei sopravvaluti le mie qualità. Che interesse può avere un puttaniere, di cotanta esperienza, verso una donna non professionista del sesso e non più giovanissima?
Lusingata dalle Sue attenzioni,
porgo distinti saluti.”

Ore 23,06 dello stesso giorno, terza mail inviata
“Futura amica Idea,
nella prima mail hai iniziato con "Ciao Duval/Enrico", adesso con "Gentile signore", se non ti spiace io continuerei con il "tu".
Felice che tu non precluda a priori; vediamo se e cosa potrebbe accadere nel seguito di questa piacevole corrispondenza.
A quali qualità ti riferisci a proposito di una mia presunta sopravvalutazione delle stesse?
Non sono qui in veste di puttaniere ma di tranquillo signore borghese che ha interesse per un contenuto femminile apparsogli stimolante, il contenitore non è argomento in gioco. Non sei più giovanissima? Io sono ormai più che maturo!
Se mi risponderai ancora, mi piacerebbe iniziare a raccontarti qualcosa di me e, se possibile, sapere qualcosa di te.
Comunque vada sono contento di aver innescato questo contatto.
A rileggerti, spero!
Enrico”

Ore 15,37 di martedì 2 dicembre, terza mail ricevuta
“Caro amico confuso,
perdonami se quello, che per me voleva essere un gioco tipicamente femminile di "concedere mantenendo le distanze", ti ha disturbato invece di divertirti.
Se tu avessi sentito il tono della mia voce, forse avresti capito e mi avresti assecondato nei modi garbati che ben sai usare. Limiti del mezzo o delle mie capacità espressive :-(
Comunque adesso sai che mi piace giocare :-)
Nulla in contrario se vuoi raccontarmi di te; sono una buona ascoltatrice.
Più difficile che io racconti di me; sono piuttosto riservata in merito.
La tua futura amica Idea”

Alcune decine di mail dopo …

“Caro Enrico,
il mio nome di battesimo è Maria (ndr, qui inventato), anche se mi trovo perfettamente a mio agio nei panni di Idea.
Non dubito che tu sia una persona gioiosa (ma io parlavo di giocoso) e anche gaudente, lo si evince dal fatto che ami e coltivi bellezza e piacere.
Sono io che ho difficoltà a rapportarmi con te nel modo che piace a me: cioè con la leggerezza del gioco di parole, del doppio senso, della metafora, del dire e non dire, fra il serio e il faceto, lasciando sempre aperta la porta dell'interpretazione.
Temendo di essere fraintesa mantengo un tono più neutro, rendendomi conto che il messaggio non arriva come vorrei. Niente di grave, siamo ancora in fase di rodaggio! :-)
Tornando a Facebook, hai trovato l'icona del mio profilo; per accedere al mio profilo dovresti ottenere la mia autorizzazione chiedendo la mia amicizia.
A questo punto, avendo delegato la gestione a xxx..., te lo sconsiglio vivamente anche perchè non è facile capire all'inizio come tutelare la propria privacy.
Ti pregherei di mantenere segreto questo nostro contatto, se possibile.
Grazie per il racconto che mi hai mandato, l'ho gradito.
Si vede che è un pò vecchiotto. Il tuo stile ora è migliorato, più fluido, scorrevole, divertente.
Al bambino in attesa di Babbo Natale: chiudi gli occhi ed esprimi un desiderio :-)
Idea”

“Cara Maria,
è eccessivo "cara"? preferisci Idea?
Il nome per me è essenziale, lo sento come un compagno di viaggio indissolubile; ce lo attaccano ad un polso appena usciti dal grembo materno; ce lo sussurra il primo amante; lo incidono sulla lapide che ci ricorda.
Adesso sei Maria e non potrai più essere null'altro.
Ieri ero al Four Seasons per il battesimo del figlio di un parente: tanta "bella gente" (sta per ricchi o che devono farlo credere) e pochi individui interessanti. Ti ho cercata invano lì, scrutando fra le signore affascinanti. Ma poi non so neppure perchè sono convinto che tu sia di Milano!
Non ho più guardato facebook, non ne ho voglia, troppe proposte dal web; non preoccuparti per la nostra privacy, è sacra.
Se esprimo il desiderio di vederti, un giorno, di persona ... è troppo scontato? banale? deludente?
Atterrerà un giorno Santa Klaus sul viottolo di casa mia, frenando le renne a solcare il ghiaccio;
aiuterà la signora a scendere dalla slitta e, guardandomi beffardo, dirà: "ecco, adesso avrai finito, spero, di rompermi i coglioni!".
Non ci posso credere ... Maria! Allora i sogni si avverano, anche alle sette di sera!
La signora, nascosta dalla sinuosa stola bianca di ermellino, solleverà il capo verso di me e ...
quando i nostri sguardi stanno per incrociarsi, si scioglierà nella bianca coltre di neve circostante.
Azzo! L'avevo già visto in Lady Hawk ... manca sempre un pelino!
Una risata cosmica mi seppellirà nel ridicolo: "Questo è il virtuale, bello mio!"
Allego un dipinto per un tuo giudizio, d'istinto per favore, non stare a pensarci su.
C'è posta per me?
Enrico”

“OK Enrico,
rispondo d'istinto senza pensarci troppo.
La natura morta non mi ha dato particolari emozioni.
Un particolare ha attirato la mia attenzione, il pilastro con quella specie di capitello (?) In quella macchia informe riconosco un rapace appollaiato, tipo un falco bianco (sono da psicoanalizzare?) :-))))
Credo tu abbia ragione a voler devirtualizzare il nostro rapporto; mi sto accorgendo che anch'io apro con una leggera ansia la posta in attesa di una tua risposta.
Le persone immaginifiche come noi tendono a idealizzare l'altro. Forse è bene riportare tutto su un piano più reale, almeno per me.
Oppure potremo scegliere di proseguire questo piacevole gioco di seduzione, rimanendo celati dietro le maschere, in un eterno ballo di botta e risposta. Fino a quando? E, soprattutto, fino a dove? Percorso affascinante ma troppo pericoloso a mio avviso.
Oggi ho cercato e ritrovato il tuo divertente raccontino sul viagra; ci credi? mi sono piegata in due dal ridere! Mi immagino come ti sei divertito a scriverlo; é stato bello ridere con te :-))))
Idea”

“Maria!
parli seriamente? A proposito di una possibile devirtualizzazione? Non farne un gioco, ti prego.
L'eterno ballo di botta e risposta è il filo d'Arianna che tiene legata la speranza; ma non può competere con l'abbandono delle maschere.
Ho fatto il pieno e lascio l'auto in moto per non perdere tempo.
Ho spesso pensato al "pericolo" che i nemici della devirtualizzazione paventano: idealizzazione e possibile delusione; da parte mia non ci casco, è un discorso di contenuti e di contenitori.
Perciò sono nelle tue mani, meglio nelle tue dita che batteranno (forse?) una proposta inimmaginabile, per me, fino a poco fa.
Non chiedo nulla e non voglio forzare la situazione, solo comunicare la mia gioia ed attendere con ansia; hai ragione, ormai è vera ansia, una cosa sorprendente.
Enrico”

“Il tuo entusiasmo è contagioso, Enrico.
In fondo ho solo accettato la proposta (non indecente) che ha dato inizio a questo surreale epistolario.
Anch'io ho un desiderio da esprimere: vorrei sentire la tua voce prima di incontrarti.
I toni della voce, a volte, dicono della persona più delle parole stesse.
Incerta e piena di dubbi, comincio a svestirmi dei panni di Idea per indossare quelli di Maria.
A (ri)vederci presto”

Ci siamo sentiti al telefono: la voce di Maria è piaciuta molto sia a D che ad E.

Alcune mail dopo …

“Che la meta del percorso intrapreso sia indefinita per entrambi è fuor di dubbio, ma nessuno di noi poteva pensare che non lo fosse. La differenza di impostazione nel tipo di cammino sta probabilmente, oltre che nell'imprinting individuale, nel diverso approccio sistematico fra maschio e femmina: l'uno entusiasta e focoso, l'altro prudente e riservato.
Nondimeno vorrei soffermarmi sulla tua frase "temendo di alimentare vane speranze", assumendo che sia riferita a me.
Non temerlo: io navigo a vista col vento dell'entusiasmo in poppa, come sempre ho fatto, e non lascio che razionali pensieri di salvaguardia emotiva intralcino la forza del vento. Adesso il momento è questo e non lo lascio sfuggire o anche solo indebolire.
In fondo è ancora tutto solo un'emozione, un vorticoso ballo della fantasia, di te conosco solo la voce (e mi piace, porca miseria!).
Io direi: lasciamo liberi pensieri ed emozioni, scacciamo la nebbia e navighiamo al sole, pelle nuda e mente nuda al salmastro; fino a quando? fino a quando ci guarderemo negli occhi. Da lì un nuovo cammino, un passo, due passi, mille passi, un milione ... chi lo sa? chi può dirlo?
Io sono più "animale" di te e mi dico: già sarà molto se, guardandomi negli occhi, non verrà colta da un conato di vomito!
Ma se ... per caso ... la tua frase era riferita anche a te stessa, allora, cara Maria, non potrei non domandarmi e non domandarti: senti necessità, o desiderio, o anche solo curiosità di una esperienza "fuori dalle mura"? E' questo che ti lega oggi alla nostra surreale interazione?
Se in minima parte ho intravisto qualcosa di te immagino che non risponderai alla domanda, per non volere o non dovere rispondere a te stessa.
Domani vado a Milano da mia figlia e rientrerò il 26.
Avrò la MIA immagine della dolce Maria come compagna di viaggio.
Buon Natale.
Enrico”

Maria ha risposto a voce.
Abbiamo combinato il primo incontro a quattro: D ed E , I e M.

Le abbiamo attese sugli scalini di marmo, avevano avvisato del lieve ritardo; c’era un freddo cane.

D “Ma come cazzo ti sei vestito? Il paltò lungo blu! E sei pure nervoso!”
E “Tu oggi fatti i cazzi tuoi, per cortesia, non rompere e gira al largo.”
D “E se loro preferissero incontrare Duval piuttosto che Enrico, te lo sei chiesto?”
E “Eccola! C’è solo Maria … Duval vatti a fare un giretto, ci vediamo dopo.”

Una “signora” signora: tratto elegante, portamento sicuro, insieme affascinante, occhiali scuri … ma è tesa, lo sento.
Bacio neutro sulle guance: d’ordinanza.

M “Scusa il ritardo; direi di prenotare il pranzo poi ti mostro un po’ della mia città, ok?”
E “Va bene tutto, ti seguo.”

Nella via dei VIP alcuni VIP la salutano; mi aveva istruito: distanza di sicurezza ed espressione attenta del visitatore con la guida.

Il ristorante è affollato e non consente alcun tipo di approccio meno che formale; si parla del mondo virtuale da cui proveniamo, ovviamente.

E “Conosci Chiara-di-Notte? Ha un blog, quello che io seguo di più, anzi ormai quasi l’unico. I blog sono a milioni ormai, probabilmente una casa vale l’altra ma, fatta una prima scrematura in base a considerazioni non sempre razionali, conviene poi sceglierne una e fermarsi, altrimenti si cerca indefinitamente e si spreca tempo e risorse. Tra l’altro i blogger si linkano a vicenda in una catena quasi infinita e se uno vuole, di tanto in tanto, può perdersi per le vie della blogosfera; al rientro si accorgerà di avere letto mille volte le stesse cose; è sorprendente scoprire come non si stanchino mai; a volte penso che alcuni trascorrano più tempo nella vita virtuale che in quella reale.”

M “Ho sentito di Chiara, non è la ex-escort che combatte per la rivincita delle donne? E che viene spesso bannata?”

E “Si, lei. Credo che sia una donna intelligente ma forse le fa male vivere così il virtuale; una volta le scrissi che soffre di delirio di onnipotenza, si incazzò, ma lo credo fermamente. Ogni volta che viene bannata spiega a tutti che lo fanno perché la temono o la soffrono, non ha mai detto una sola volta: che io abbia qualche problema?
Dopo l’ultima espulsione da un blog che aveva cambiato gestione ha scritto, fra l’altro:

In questi 9 anni, come ti ho detto, sono stata bannata un po' da ovunque e sai perche'?
Mica perche' rompevo le palle, sai? Di rompipalle e' pieno il web ed anche io lo sono. Cio' che pero' dava e da' fastidio e' la mia capacita' di andare fino in fondo alle cose e che con me, alla fine, si rompono tutti le corna.


Comunque è un mondo strano … ed anche io ci sono dentro in qualche modo … ed anche tu … e adesso siamo qui … strano vero?”

Nel pomeriggio siamo andati a bere un infuso caldo, ci siamo accomodati in un angolo più riservato, le ho preso una mano. L’ha lasciata un attimo, poi l’ha ritratta di scatto con un moto che mi è parso più di paura che di insofferenza. L’ho rifatto, l’ha rifatto, tre o quattro volte.
Al commiato ho cercato di rubarle un bacio, ha girato leggermente la testa ed il bacio è caduto sulla guancia.

Le chattate sono divenute sempre più intime, un pò forzate da parte mia ma senza prevaricazione.
In chat è tutto più facile, più spontaneo, dopo che ci si è conosciuti di persona.

Poi un secondo incontro, più breve, in un lussuoso ristorante fuori porta.
Ancora la mano, questa volta più a lungo ed anche una carezza-massaggio sul collo: questo tuo gesto mi è piaciuto ha detto Maria, ma dopo essersi ritratta ancora quasi con paura di andare oltre.
L’ho accompagnata alla sua auto sportiva e lì l’ho abbracciata; i giacconi invernali hanno ridotto l’abbraccio ad un gesto simbolico ma l’ho vista turbata.

Poi, in chat, abbiamo percorso anche i sentieri del sesso virtuale raccontandoci gli sfoghi autoerotici; fino ad inventarne uno sincronizzato ed effettuato in comunione di desiderio e volontà; ed il successivo reciproco racconto è stato entusiasmante.
Duval non ci capiva più un cazzo e pensava che Enrico fosse rincoglionito.

Il terzo (ed ultimo) incontro è avvenuto a poche settimane da oggi in un luogo incantato.
A ridosso del chiaro muro, viso proteso al primo sole, pensieri cullati dalla ninna nanna della tenue risacca ed una coppia di cigni eleganti a completare il romantico dipinto.
E questa volta mano nella mano senza tensioni; e prolungate carezze al collo ed alla schiena; ed un polpaccio ed una natica offerta al tatto con un pretesto giocoso.

E “Andiamo a pranzare da qualche parte?”
M “Se non ti spiace preferisco stare qui.”
E “Anche io lo preferisco.”

M “Sai, ho letto il blog di Chiara, mi piace quella donna, lotta senza ipocrisie per le sue cause e non rinnega il passato, anzi lo considera un arricchimento fondamentale del proprio essere, quasi la invidio; io sono legata a schemi famigliari e sociali, non sono mai completamente libera.”

E “Non santificarla, a volte dubito perfino della sua intelligenza; è eccessiva, debordante, sbracata; non tollera le critiche; non ha mezze misure: o apprezza o disprezza. Per difendere le proprie tesi arriva a sostenere nick senza capo né coda ed a distruggerne altri senza validi motivi.”

Commiato con un abbraccio prolungato e rilassato; c’erano ancora di mezzo giacconi ma meno pesanti.

In chat la invito ad un fine settimana a Roma; è combattuta, pone alcune condizioni relative alla propria privacy, alla fine accetta.

Il programma
Arrivo a Roma, ognuno con propri mezzi (treno), sabato 7 marzo di primo pomeriggio, rientro, con propri mezzi, lunedì 9 marzo di primo pomeriggio.
Prenoto una suite composta da due stanze doppie separate ma comunicanti dall’interno.
Duval mi chiede se finalmente vado a scopare, rispondo che vado a cercare intimità, complicità, suoni, odori, alito, sensazioni nuove e se verrà il sesso che sia spontaneo, non programmato, dopo tanti anni.

Siamo in videochiamata, stiamo parlando e lei mi vede in webcam

E “Allora è tutto a posto, io arrivo un’ora prima di te e ti aspetto in stazione così prendiamo il taxi assieme, sono molto eccitato, quasi ansioso.”

M “Senti, abbiamo stabilito assieme che qualunque cosa succeda dovrà essere una parentesi che si apre e si chiude, ok? Non dico che si debba chiudere dopo questo incontro ma si dovrà chiudere. Non posso e non voglio pensare ad altre alternative.”

E “Va bene, lo hai detto mille volte, ed io ti ho ripetuto che non intendo forzare nulla. Sono stato asfissiante, come dici tu, ma era l’unico modo per arrivare a questo incontro; e, ti ripeto, non hai alcun obbligo, non dovrai subire alcuna situazione che tu stessa non decida di accettare, mi riferisco in particolare al sesso.”

M “Senti, ho pensato una cosa, per essere ancora più tranquilla in proposito ed anche, confesso, per soddisfare una mia fantasia; non ti prometto nulla ma, nel caso facessimo sesso, prepari una busta, ci metti dentro dei soldi, quello che ti pare o che pensi io abbia meritato, saprai come fare, in fondo sei o non sei il grande puttaniere Duval?”

Enrico è rimasto a fissare la cam: un attimo vuoto e buio. Poi, all’improvviso, mille pensieri, ricordi, domande, risposte, tutti assieme ad intasare il limitato ingresso all’espressione.

E “Maria, ho ricevuto un violento pugno nello stomaco; sai cosa facciamo? Lasciamo perdere.”

M “Lo sapevo che avresti reagito così; sicuro di voler lasciar perdere? Del resto ne possiamo parlare, ci sono spiegazioni.”

E “Sicuro, grazie, magari ci sentiamo più avanti.”

D “Soddisfatto? Non mi credevi? C’è la figa e c’è il compenso, punto; soldi, vestiti, gioielli, vacanze, particina in TV, non importa. E’ il mercato, bello mio! Chiara lo dice e si contraddice; te lo spaccia per grimaldello utile al potere femminile, tutte palle. E’ così, sarà sempre così; le lesbiche contano un cazzo in questo gioco, sono e saranno sempre ininfluenti. L’unico cambiamento è l’abbandono progressivo dell’ipocrisia: oggi è più facile dire: vuoi la figa? Cosa mi dai in cambio?
E così è tutto più chiaro e più semplice; non ci vedo nulla di male, anzi scorgo un deciso progresso di civiltà.”

E “Eppure c’è qualcosa che non mi convince, aspetto un attimo prima di tornare sotto la cenere.”

Enrico ha fatto una lunga telefonata con Maria: le cose erano diverse, forse; in ogni caso Enrico (o era Duval?) si è pentito di non aver accettato; ha ritentato ma Maria ha detto che quella porta è ormai chiusa, definitivamente.

Il resto è in divenire, vedremo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval:

Cavolo... Ne hai perso del tempo a scrivere tutto...

Spero che sia tutta un'invenzione, altrimenti rischi che la signora Maria, vedendo spiattellate le sue cose sul mio blog, ti faccia un culo Cosi' {<----->} :-)))

Duval ha detto...

Come dice una blogger di mia conoscenza:

"di tempo da perdere ne ho fin che voglio"

e ancora:

"e poi sono velocissimo con la tastiera".

Ed infine: non scrivo ogni giorno su trentacinque blog contemporaneamente, io :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ed infine: non scrivo ogni giorno su trentacinque blog contemporaneamente, io :-))

Pero' li leggi :-))

E se per caso ti riferisci a me, li leggi anche male perche' partecipo solo a 3-4 con qualche breve commento.

AccesoSpento ha detto...

Provo a rimandare perchè ho ricevuto un messaggio di errore:

Che tu ci possa credere o no, ma non scrivo molto e mi hai lanciato una serie di domande che mi costringe a lasciare per un po' la clava* e concentrarmi sulla tastiera perché più o meno devo citare tutta la parte del commento che mi riguarda

"Suvvia, non puoi prendere qualsiasi affermazione di critica al comportamento maschile come veterofemminismo"

Io mi riferivo a uscite del tipo: "Cio' che voglio dire e' che il creatore o la Natura ha dato al maschio determinate qualita', come una forza fisica superiore la quale, unita alla brutalita', e' devastante.

A noi la natura ha dato altre doti. Ad esempio una maggioe razionalita', nonostante cio' che la cultura maschilista affermi. Una razionalita' che finora ci ha permesso di sopravvivere alla brutalita' maschile. Ma ormai sopravvivere non e' piu' abbastanza. Arriva anche il momento di cambiare le nostre sorti. Nessuno ci aiutera'. Gli uomini, anche quelli che parlano tanto di un'equilibrata interazione dei generi, non s'immischieranno ed alla fine anche loro si schiereranno dalla parte dei loro simili. Solo noi, dunque, possiamo farlo e gia' lo stiamo facendo scegliendo strade e percorsi diversi."


Francamente è un po' poco. Il femminismo serio, che non demonizzo affatto (anche se poteva essere difficile conviverci) perché, come ti ho già scritto una volta, l'intelligenza non ha sesso, è quello che pone la donna come protagonista di battaglie che negli anni settanta andavano dall'aborto alla politica sociale. Ora non è rimasto molto di quel femminismo eppure dovrebbe, perché se in Italia della donna si discute prevalentemente del lato B non è colpa solo dei "maschi".

"Il femminismo inteso come un modo di essere "femmina" lo interpreto a mio modo e certamente utilizzando uno schema differente da quello che puoi avere in mente."

Seguo il tuo blog da troppo poco per farmi uno schema e comunque per me gli schemi sono sempre in evoluzione. Ho visto solo che in altri post sai essere più concretamente "femminista" o "femmina" come intendi tu. E non è una "lisciata", semmai un rammarico per vedere un passo indietro rispetto a temi come lo stupro o il testamento biologico.

"Certamente lo sono, superficiale. Non lo vedo come un peccato mortale qui in internet [.....]
Questo post stesso, ad esempio, tu lo interpreti come superficiale?
Ed infatti lo e' ma, guarda caso, sto interagendo con voi piu' qui che in altri mei post dove ho cercato di proporre argomenti meno superficiali.
Quindi cosa se ne ricava?
Sono superficiale io o lo e' chi mi legge?
Oppure lo siamo entrambi?"


Non mi sembra che tu sia superficiale e tanto meno molti di quelli che ti leggono. Il fatto che in questo post ci sia stata l'interazione maggiore penso derivi dal fatto che molti hanno colto la situazione di crisi ed evidentemente hai molte persone che ti apprezzano al punto da essere mosse ad interagire. Io lo prenderei positivamente.

"Sono interessata moltissimo a queste tue intuizioni. Potresti essere piu' chiaro e scendere maggiormente nei dettagli?"

Non so come prendere questa parte che suona un po' provocatoria (e anche canzonatoria). Non sono uno psicologo e non leggo nel pensiero: posso solo ritrasmetterti quello che mi hai trasmesso. Probabilmente, anzi sicuramente, in parte mediato da me. Cosa ti aspetti quindi che ti dica: una delusione amorosa ? Un licenziamento ? La rottura di un'unghia ? Quello che ho recepito è una situazione di crisi, probabilmente (ma già qui vado sulle supposizioni) perché hai puntato molto su qualcosa o qualcuno concentrando gli sforzi perché ci credevi, ma la cosa è o sembra essersi risolta in un nulla di fatto, una delusione, da qui la crisi che ti ha portato allo scazzo. Quello che vedo in effetti è una linea che si dipana fra vari interventi con il riproporsi di alcuni concetti che possono dare un'indicazione ma non sono "probanti". Comunque è anche possibile che abbia preso una cantonata interpretando tutto in modo sbagliato Però una delle poche cose che ho imparato è che quando si comunica esistono una serie di messaggi accessori che spesso vengono trasmessi involontariamente. Così il fatto che hai risposto solo ad una determinata parte del mio commento, ignorando l'altra può essere una indicazione di quello che ti sta interessando effettivamente in questo momento. E il talento o meno di altri blogger non sembra che sia al momento la cosa più importante che ti passa per la testa.

Luca



* (sottile ironia o maldestra battuta: decidi tu :-) )

Duval ha detto...

Come ho detto alla signora Maria ormai leggo quasi solo il tuo blog ed ogni tanto resto pure indietro.

A proposito, la signora Maria è diventata una tua ammiratrice, ma di quelle convinte ... era l'unico motivo di attrito fra noi, a volte.

Riesci a fare danni anche quando non ci sei :-))

AccesoSpento ha detto...

Solo una piccola aggiunta circa la superficialità. Questa non si misura né sull'argomento né sulla forma.
Puoi scrivere un lungo articolo su un argomento serio ed essere totalmente superficiale (vedi uno qualunque degli articoli di Alberoni) o dire una sola battuta provocatoria o anche un solo insulto e lasciare un segno. E' sempre e solo quello che riesci a trasmettere che dà la misura. Dato che scrivi penso che questo tu lo sappia già, però volevo solo precisare il mio pensiero.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Come ho detto alla signora Maria ormai leggo quasi solo il tuo blog ed ogni tanto resto pure indietro.

Se prima alludi al fatto che io scrivo su 35 blog, significa che li hai letti...

Oppure semplicementi presumi che io scriva su 35 blog?

A proposito, la signora Maria è diventata una tua ammiratrice, ma di quelle convinte

Chissa' come mai con le donne non ho mai avuto problemi...


@ AccesoSpento: Io mi riferivo a uscite del tipo: "Cio' che voglio dire e' che il creatore o la Natura ha dato al maschio determinate qualita', come una forza fisica superiore la quale, unita alla brutalita', e' devastante.

Perche' non e' forse vero che la consapevolezza di essere forti fisicamente genera brutalita' nei confronti dei deboli?

D'altronde anche la consapevolezza d'inferiorita' in altri campi genera paura e desiderio di controllare chi potrebbe fagocitarci con altre armi.

Il femminismo serio, che non demonizzo affatto (anche se poteva essere difficile conviverci) perché, come ti ho già scritto una volta, l'intelligenza non ha sesso, è quello che pone la donna come protagonista di battaglie che negli anni settanta andavano dall'aborto alla politica sociale. Ora non è rimasto molto di quel femminismo eppure dovrebbe, perché se in Italia della donna si discute prevalentemente del lato B non è colpa solo dei "maschi".


Perche' dovrei parlare di femminismo se non sono femminista?

Almeno non lo sono nel senso che indichi tu.

Non e' possibile che esista una diversa concezione dell'essere donna, consapevole della propria forza, senza che si passi forzatamente attraverso un movimento di quando non ero neppure nata?

Oppure ci si deve aggregare pa qualche filosofia portante per poter parlare e dire le cose in modo non superficiale?

Il lato B, inteso come capacita' di usare la propria forza estetica, ma non solo quella perche' per essere affascinanti non occorre esser belle, e' una dote "naturale" e determinante della femminilita' di alcune donne. Non si puo' annullare, negare, sopprimere solo perche' fa comodo a chi quella dote non ce l'ha oppure non la sa usare.

Perche' demonizzare il lato B che, ripeto, non e' necessariamente il culo?

Quasi tutti, questo lato B, cercano di farlo apparire come un frutto del demonio, inutile, controproducente... roba da cerebrolese...

Pero' nessuno, ne' gli uomini ne' le donne lo ignorano.

Le donne soprattutto sono le piu' interessate al lato B delle altre donne e se e' troppo "B", allora detestano chi ce l'ha.

A meno che non si cambi punto di vista e ci si estranei dai nostri ruoli di femmine o di maschi.

Chi possiede tanto lato "B", secondo la metodologia vigente che impone di giudicare chi ce l'ha e lo usa come un'immorale avventuriera, non puo' quindi rappresentare il femminismo...

E' un bel pregiudizio...

Perche' una femminista secondo i canoni deve per forza essere simile ad una strega?

A chi fa comodo questa immagine?
Fa comodo agli uomini ancora terrorizzati dopo millenni da quella figura di amazzone che unisce varie qualita', non per ultima la capacita' di essere l'unica a poter perpetrare il genere umano oggi persino in assenza del maschio?

O fa comodo a chi non ha denti per cui alla vista di tanto pane non riesce a reprimere l'umano sentimento dell'invidia?

Ho visto solo che in altri post sai essere più concretamente "femminista" o "femmina" come intendi tu.

Ecco. Forse il termine giusto e' femmina. Essere donna biologicamente non significa necessariamente essere femmina. Ed essere femmina non significa essere necessariamente QUELLA "femmina" che ha in testa l'uomo.

La femmina "creata" dall'uomo e' EVA, ed io non mi riconosco in lei. Piuttosto in Lilith, come ho avuto modo di dire anche in altre occasioni.

Lilith e' forse lo stereotipo della femminista? Della femmina? Di cosa?

E non è una "lisciata", semmai un rammarico per vedere un passo indietro rispetto a temi come lo stupro o il testamento biologico.

Ho parlato di questi argomenti, ma questo non e' un blog di sociologia e gli argomenti li discuto in maniera privata, quasi fra me e me, come se parlassi da sola. E' un mio diverso modo di affrontare certe cose rispetto a cio' che, costantemente, la vita mi pone davanti ogni giorno.

Quello che ho recepito è una situazione di crisi, probabilmente (ma già qui vado sulle supposizioni) perché hai puntato molto su qualcosa o qualcuno concentrando gli sforzi perché ci credevi, ma la cosa è o sembra essersi risolta in un nulla di fatto, una delusione, da qui la crisi che ti ha portato allo scazzo.

L'ho sempre detto che voi uomini siete troppo arzigogolati e vi fate un sacco di elucubrazioni mentali. Spesso e' la ragione per la quale i vostri rapporti con le donne vanno in crisi. Pensate chissa' cosa ed invece era una sciocchezza.
Le donne invece sono meno complicate ed hanno capito perfettamente cosa avevo.

Comunque e' un piacere confrontarmi con chi sa essere cosi' educato nell'esporre gli spunti di conversazione. :-)

AccesoSpento ha detto...

Innanzitutto ti ringrazio dell'apprezzamento finale, ma semplicemente ritengo che le discussioni debbano essere uno scambio di esperienze ed idee che alla fine portino ad un arricchimento reciproco. Discutere "per aver ragione", o semplicemente per convincersi alla fine di averla, non ha senso.

La tua replica è articolata e ricca di spunti, e merita un replica altrettanto articolata che al momento però non ho materialmente il tempo di fare e non vorrei rubarti ulteriormente del tempo visto il numero di persone che ti scrive. Ne riprenderò sicuramente qualcuno se mi capiterà l'occasione in futuro.

Adesso volevo solo precisare che per "lato B" intendo valutare della donna solo l'aspetto estetico, tra l'altro esclusivamente quello che suscita pulsioni ormonali, tralasciando la donna nella sua completezza. Non che l'estetica non mi interessi, al contrario ho reazioni assolutamente normali al riguardo, ma un conto è l'apprezzamento estetico, un conto la valutazione della persona. Per esemplificare se una donna medico deve operare, mi interessa più che sia competente nel suo lavoro che sia fisicamente attraente.

Circa Lilith e EVA (urlato, così come "QUELLA femmina") ed in genere quello che "ritieni che l'uomo pensi" penso che hai un punto critico lì, ma non sei la sola. Se guardiamo in modo superficiale, sicuramente da parte nostra qualche millennio di cultura di predominanza maschile ha comportato visioni alterate del rapporto uomo-donna, ma se andiamo più in fondo i bisogni e le pulsioni reciproche di entrambi i sessi non sono cambiati. Magari attribuiamo loro significati diversi. Ma se così non è perché ci sono ancora molti uomini disposti a perdere la vita per la propria donna ? Difendono solo una proprietà ?

Luca

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Difendono solo una proprietà ?

Si'. secondo me culturalmente e' cosi'.

Il fenomeno e' visibilissimo nelle societa' piu' retrograde e maschiliste.

Prendiamo ad esempio due diversi stupri avvenuti di recente a Roma.

Uno, avvenuto l'ultimo dell'anno vede il colpevole, reo confesso, accudito dai suoi genitori a casa sua. La sua faccia non e' stata divulgata e di lui non si parla. Si fa finta di non conoscere neppure il suo nome (Davide Franceschini) essendo un "bravo ragazzo" di famiglia medio borghese che, fra l'altro, qualche ora prima del fatto era stato persino protagonista di un'intervista in una TV Mediaset...

Diversamente da quanto invece accade per i due roeni della Caffarella le cui foto, scelte con cura da qualche Lombrosiano in modo che siano evidenti i tratti delinquenziali dei loro volti, sono state fatte vedere su tutti i giornali e le TV e che vengono tenuti, quasi sicuramente innocenti, in galera.

Questa evidente diversita' di trattamento per due fatti analoghi: un colpevole a piede libero la cui immagine viene tenuta celata e degli innocenti (fino a questo momento), tenuti in galera il cui volto da mostri e' stato sbattuto in ogni prima pagina evidenzia che, oltre ad un discorso di RAZZISMO, esiste un comportamento per cui lo stupro di una donna italiana compiuto da italiani e' meno reato di un NON REATO compiuto da stranieri i quali, se vogliono, possono stuprarsi le LORO donne senza incorrere in problemi come si capisce da questa notizia in cui una donna ucraina, stuprata da ucraini, attende ancora che un GIP si faccia vivo.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=328764

Io credo, quindi, che in molti casi sia l'ingerenza nella proprieta' che viene punita e non lo stupro in se'.

AccesoSpento ha detto...

La fretta è spesso cattiva consigliera. Ne ho avuta prova con l'ultimo intervento per il quale ho fatto un esempio di cui mi ero pentito già al momento di spegnere il computer. Pensavo che forse era troppo forzato ed in sè stesso deviante. Esistevano molti altri esempi da fare, anche da persone che ho conosciuto personalmente, in cui tutto si potrebbe dire, ma non che il problema fosse di un'idea di proprietà dell'uomo nei confronti della donna. La risposta però mi ha sorpreso. Sarò franco: ritengo gli esempi che hai fatto una forzatura arbitraria e non coerente con l'esempio che ho fatto, in quanto mischi problemi diversi, tra l'altro parlando di violenze fatte a donne, non a tentativi di difenderderle.

Ti preoccupi e giustamente di giustizia e di confessioni estorte con la violenza, ma uno dei fondamenti della giustizia è l'assenza di pregiudizio. Se assumi che il maschio è comunque un bruto e considera la donna come sua proprietà é come se lo giudicassi prima ancora che compia un qualunque reato. Prendila come provocazione se vuoi, ma non è dissimile dal tentativo di forzare un giudizio estorcendo una confessione. Immaginati come giudice di una giuria popolare. Se sei anche cittadina italiana potresti essere chiamata a farlo, come in questo caso http://www.iltamtam.it/ArticleDetail.aspx?articleId=10714.Da quello che esprimi saresti in grado di mediare fra la tua idea di uomo ed il senso di giustizia che, almeno sulla carta, impone di considerare una persona innocente fino a giudizio avvenuto ?

Luca

PS: Voglio precisare che non sto processando le tue opinioni. Le opinioni nascono dall'esperienza, dal proprio vissuto e da come e cosa impariamo, ma ritengo che ogni tanto sia una buona cosa metterle in dubbio, metterle alla prova, altrimenti si atrofizzano e si rimane intrappolati in schemi mentali di comodo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Esistevano molti altri esempi da fare, anche da persone che ho conosciuto personalmente, in cui tutto si potrebbe dire, ma non che il problema fosse di un'idea di proprietà dell'uomo nei confronti della donna.

Se citiamo casi di persone conosciute, allora le donne da me conosciute possono essere altrettanti esempi di quanto ho affermato.

Ma oltre a cio, potendo contare anch'io, nel mio piccolo, su qualche relazione piu' o meno lunga, piu' o meno importante, la testimonianza posso darla direttamente.

Tu potrai dire che ho incontrato quasi tutti stronzi (certo che, statisticamente, avrei avuto una bella sfortuna considerato il campione maschile di tutto rispetto su cui posso contare), ma i dati in mio possesso non mi fanno cambiare idea.

Pensa quello che credi, dimmi anche che tu ed i tuoi amici siete diversi, se questo ti puo' far star bene. Dopotutto so benissimo che un uomo difficilmente ammettera' questo suo comportamento ricorrente, ma la legge contro lo stalking non l'hanno certo fatta per proteggere gli uomini dalle donne. Se fosse stato come dici tu perche' mai la legislazione avrebbe dovuto occuparsene? Per punire qualche sporadico pazzoide?

Il fatto e' che la violenza contro la donna, incluso lo stalking lo stupro, eccetera e' conseguenza del "diritto di proprieta" che il maschio pretende di avere sulla donna. Su qualsiasi donna ma ancor piu' su quella del nemico (maschio) sconfitto.

Dai tempi del ratto delle Sabine ed ancor prima le donne sono sempre stare considerate "prede" per il vincitore al pari del bestiame.

Oggi, grazie anche al fatto che un po' ci siamo emancipate, cio' non e' possibile nei termini in cui lo era 3000 anni fa, ma l'istinto maschile e' sempre quello e se lasciato libero di agire senza freni, in breve riporterebbe la situazione a come era una volta.

Consentimi di far di tutto per impedire che cio' accada.

AccesoSpento ha detto...

Avrei delle risposte per ogni punto, ma vedo che hai provveduto a darle tu stessa (anche se diverse da quelle che intendevo dare io). D'altronde che cosa posso replicare dopo una frase del tipo Pensa quello che credi, dimmi anche che tu ed i tuoi amici siete diversi, se questo ti puo' far star bene. Dopotutto so benissimo che un uomo difficilmente ammettera' questo suo comportamento ricorrente ? Così, scusami, ma un dialogo diventa un monologo e come si fa a proseguirlo ?

Voglio solo precisare una cosa però: il reato di stalking va a specificare inasprendo qualcosa che esisteva già (art. 660 Codice Penale) solo che come molte altre leggi era quasi inapplicata. Non è fatto solo per le donne, ma anche per gli uomini, solo che (e in questo puoi trovare una conferma alle tue teorie) è più difficile trovare un uomo che denunci una cosa simile. Sarà forse per la questione sesso debole/sesso forte probabilmente, ma in questo l'uomo si trova dalla parte perdente.

Flyingboy ha detto...

e su' dai... :-)

http://www.fumetti.org/afnews/2001/06/claire/TIME.jpg

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ forsenonstotroppobene:

Cara amica, ho ricevuto il tuo messaggio. Di Google Friends non conosco un granche', quindi non saprei cosa consigliarti, ma come vedi il sistema dei commenti funziona benissimo anche come "email". Se vuoi ricevere messaggi privati, pero', e non pubblicati qui, puoi inviarmi la tua email ed io provvedero' (ovviamente senza rivelarla a nessuno) a mettermi in contatto.

Ho scelto di ricevere le comunicazioni solo tramite i commenti perche' e' un sistema sicurissimo in quanto non possono essere inseriti codici malefici essendo l'HTML molto limitato.

Non uso piu' email e messenger vari da quando un hacker, attraverso un virus contenuto in un'email oppure trasmesso tramite messenger, mi entro' nel sistema rubandomi le password di alcuni mei account, compreso quello di questo blog che riuscii, fortunatamente, a salvare...

Altrimenti adesso il blog sarebbe stato cancellato oppure sarebbe in mano sua e non puoi immaginare quali cazzate fosse capace di scrivere.

Infatti (e questo non c'entra nulla ma te lo dico ugualmente perche' forse non ne sei al corrente), "essere me" e' sempre stato il sogno di alcuni psicopatici che giravano e girano nel web.
Forse "essere me" gli da' quello strano brivido di avermi "conquistata", o sottomessa. Vai tu a capire cosa passa nella melma che questi individui spacciano per cervello.

Quindi, per evitare che costoro avessero degli orgasmi GRATIS, che' io non do gratis niente non decido personalmente che la persona meriti un mio dono, ho preferito chiudermi dentro una corazza virtuale molto spessa e non lascio filtrare niente che possa, in qualche modo, infettare il PC che uso. Ad esempio non ricevo email appunto per evitare di ricevere codici malefici, virus, trojan o keyloggers, e non visito mai siti web segnalati da chi non conosco, perche' le schifezze possono essere contenute anche nei siti web.

Sono una persona che protegge molto sia la propria salute che il proprio PC; cosa che consiglio a tutt* di fare.

UIFPW08 ha detto...

Credi che basta trovarsi a terra
che di basti demoralizzarsi per risolvere le cose.. e se a posto di averle rotte affrontiamo i problemi con la riflessione...con il buon umore, continueremo a bere Oolong the e a leggere un libro

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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