giovedì 26 marzo 2009

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La lettera scarlatta

In questo post non devo dar dimostrazione di erudita scrittura ne' far filtrare messaggi che indichino alcunche’, ma solo evidenziare che c'e' chi, ancor oggi, mi rimprovera sottilmente di non aver fatto scelte diverse, intraprendendo in campi piu' edificanti, piu' gratificanti, meno sporchi, meno infamanti come ad esempio essere banker, avvocata, dottoressa in medicina oppure, all'occorrenza, se proprio mi servivano i soldi per vivere, pulire i cessi per ottocento euro al mese o poco piu'.

Per un certo periodo ho basato tutto sulla presenza estetica e sulla sensualita’, pur sapendo di possedere anche altre doti, perche' in quel momento volevo sfruttare il piu’ possibile il campo in cui mi sentivo piu' sicura, utilizzando proficuamente gli anni del massimo splendore femminile e rimandando il discorso su una minore venalita’, sull'interiorita' e sulla cerebralita' ad una parte successiva della mia vita.

Ho sbagliato tutto?

Non lo so, pero’ fin da ragazza non ho mai voluto seguire il percorso indicato da chi, volendo controllarmi col classico giochetto della dissuasione e della critica distruttiva ("No, quello non fa per te...non sei adatta... hai altre doti... e' un lavoro mortificante... che corrode… potresti fare altro") cercava d'indurmi a non fare quello per cui, in quel momento, mi sentivo portata e desiderava incanalarmi nei suoi tracciati di vita che poi, da sempre, sono gli stessi; quelli che le donne, piu' o meno, in una forma o nell'altra, sono state costrette a seguire se hanno voluto adeguarsi al mondo costruito su misura per gli uomini i quali, tramite questo ed altri sistemi, le hanno sempre controllate.

Avrei potuto insegnare all'Universita' oppure fare la ricercatrice in qualche laboratorio. Ho scelto invece di fare la modella ed anche la puttana. Non sono due cose consequenziali e neanche una scelta obbliga l'altra, ma e' palese che il corpo giochi un ruolo preponderante in entrambe le situazioni, che sono in qualche modo collegate e la cui diversita’ consiste solo nel fatto che la puttana, oltre a farsi guardare, si fa anche scopare. Ma per chi non ha un concetto morboso e perverso del sesso, questo non e' altro che un dettaglio.

Nonostante abbia chiuso da alcuni anni, sono comunque felice, oggi, di aver fatto a suo tempo quella scelta. Non mi crea alcun problema, non avverto sensi di colpa ne' mi sento una donna di serie B solo perche' qualcuno che aveva denaro in abbondanza ne dava un po' a me per accarezzarmi o farsi accarezzare. Grazie a quell’avventura sento di aver soddisfatto la mia vanita' ed ho raggiunto addirittura alcuni degli obiettivi che mi ero prefissa, ma c'e' ancora chi tenta la via del rimprovero per farmi sentire inadeguata solo perche’ la mia colpa e' quella di non aver scelto una diversa strada, distante dal sesso.

Mi ritengo persino una persona fortunata rispetto a tante donne che giornalmente vivono in una condizione di frustrazione ed assai meno dignitosa di quella in cui ho vissuto io ma, soprattutto, sento di essere una persona per bene e sfido chiunque ad affermare il contrario.

Chi mi critica mi dia dimostrazione che ho agito male verso qualcuno, che ho fatto del male a chicchessia, che ho intaccato qualche diritto, che ho utilizzato il sudore di altri e non il mio per arricchirmi. Chi crede che la strada da me percorsa non sia stata dignitosa o edificante mi dia quindi qualche motivo reale per pentirmi, per vergognarmi, per farmi schifo.

Mi dia un motivo per farmi ricredere, per farmi sentire inferiore rispetto a chi, semplicemente seduto in un ufficio, ha rubato milioni alle spalle di persone messe sul lastrico dai suoi titoli tossici, oppure rispetto a chi, lavorando per qualche multinazionale, ha portato via l'acqua a chi ne aveva bisogno per farne un bene di consumo, ha sfruttato la manodopera dei bambini per produrre merda, ha avvelenato la Terra riempiendola di scorie e rifiuti, ha brevettato farmaci e li ha resi accessibili solo ai ricchi, mentre delle malattie che quei farmaci potrebbero curare, intere popolazioni muoiono.

Ho fatto la puttana, certo, ma cavolo… in vita mia ho conosciuto tante di quelle puttane fra coloro che contro le puttane avevano continuamente qualcosa da dire, qualcosa da recriminare, qualcosa da imputare, da non averne incontrate altrettante fra le mie ex-colleghe nei bordelli di Calcutta. Ipocriti che in segreto si accompagnavano con me e che poi al mondo indicavano la pagliuzza nell’occhio altrui facendo finta di non vedere l'enorme trave conficcata nel proprio.

Perdonate questo sfogo. Non e' da me. So che dovrei passarci sopra, soprassedere, far finta di nulla come ho sempre fatto, che' poi, irritandomi, non faccio altro che dare a questa gente motivo di credere di aver colpito nel segno ma, sinceramente, non vedo l'ora che i tempi si evolvano, che le persone finalmente la smettano di considerare la professione di prostituta come disonorante ed accettino il fatto che essa possa essere equiparabile a qualsiasi altra professione il cui fine sia quello del benessere psicofisico di qualcuno. Come ad esempio quella della massaggiatrice, che pero’, per queste persone intrise di moralismo ipocrita e bigotto, diversamente dalla Escort sarebbe meno sporca solo perche' massaggia tutto al di fuori del pisello.

Ma alla fine e' solo quello il vero problema... il pisello, il cazzo, l'organo sessuale maschile: il dio fallo.

Gli uomini danno talmente tanta importanza a cio’ che hanno fra le gambe, e talmente considerano di loro proprieta' la donna, da guardare all’atto sessuale come ad un evento sacro, per cui pagare diventa un sacrilegio e chi si presta a tale aberrante pratica vendendo il suo corpo viene additata e marchiata a vita con la lettera scarlatta dell'infamia.


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34 commenti :

Dolce-Alexia ha detto...

Sorella, credo che siamo già abituate a fregarsene di ciò che viene detto su una che si vende o si vendeva. Non ha alcun senso di dimostrare qualcosa. Sai quante volte, facendo carina con gli maschetti, ero tutto e di più per loro, una che se la sognano di avere. Ma una volta, tirando le unghie fuori e dicendo ciò che penso veramente, diventavo una puttana di merda, che fa il lavoro di merda e via cosi... E allora, in questo caso chi è che vive di ipocresia?

Coldismyheart ha detto...

te chiara devi vivere la tua vita come ti pare e piace, sempre e nulla di ciò che dicono gli altri non importa. solo tu sai quello che vuoi e il perché.

Alex ha detto...

Buonasera Chiara,

la prostituzione esiste dall'inizio dei tempi e se a qualcuno non andava bene forse sarebbe stata debellata(:

Se una persona svolge un lavoro/professione da cui trae soddisfazione non si deve più preoccupare di quello che pensano gli altri, molte volte è l'invidia che parla, importante è farlo "onestamente" senza fare del male ad altri.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

mi stupisco che ci sia qualcuno talmente cretino per rimproverarti del lavoro che hai fatto. Probabilmente si tratta di invidiosi che hanno provato a vendere le loro chiappe ma non hanno trovato nessuno che gli ha dato un centesimo.

Il saggio DeAndre diceva che chi non riesce a dar più il cattivo esempio, si diletta a dare agli altri buoni consigli: purtroppo all'ipocrisia non c'è mai fine.

Ciao Davide

Duval ha detto...

@Chiara:
Ho sbagliato tutto?

Si, alla grande!

Hai commesso il peccato originale femminile: guardarsi troppo allo specchio alla ricerca di un bruffoletto, di una rughetta d'espressione, di un temuto accenno di cellulite.

Anche tu credi che il momento di massimo splendore femminile siano i vent'anni o giù di lì? Puttanata abnorme!

Il momento di massimo splendore femminile è più vicino ai quaranta anni che ai venti.

Lo splendore non si misura sul giro vita o sulla gravità delle tette, si misura sulla armonia complessiva di forme e contenuti, di personalità e sensualità.
Che chances può vantare una ventenne nei confronti di una quarantenne? Una pelle più liscia? una figa più "fresca"?
Che cazzo me ne faccio se quella pelle è acerba e quella figa non ha ancora appreso i complessi percorsi del piacere? E se non posso parlare d'altro che dei jeans Diesel?

Tu hai proprio sbagliato tutto! Lasciando una quantità di puttanieri come me in mutande!

Probabilmente adesso sei nel momento del tuo massimo splendore femminile, Donna con la D maiuscola che avrebbe potuto compiere la missione della perfetta Escort, come vai descrivendola in questi giorni.

Di tempo per altre opere benefiche te ne sarebbe rimasto comunque a sufficienza.

gatsby ha detto...

@Chiara
Ma cosa mi combini?
Non ti verranno mica dei dubbi esistenziali?
Sai com'è, certi virus si trasmettono per via aerea.
Non è che domani mattina mi svegliero' con i sensi di colpa per essere tuttora uno scandaloso puttaniere? :)))
Hai scelto di essere libera.
C'è qualcosa di male in questo?

Dagmar ha detto...

Rimpiango quelle religioni dove le sacerdotesse del tempio al contempo erano anche prostitute sacre. Che tristi le religioni monoteistiche...

michail tal ha detto...

Buongiorno Klara,

Ho riflettuto un po’ sui nostri ultimi scambi e da questo tuo ultimo post ho concluso che sono stati un po’ inappropriati. Forse lo è la mia stessa presenza qui.
L’ultima cosa che volevo era di metterla su un piano personale. Probabilmente lungi dal’essero dialettico sono risultato solo indelicato e rompicoglioni nel posto sbagliato, e di questo mi scuso. Ogni ambiente ha le sue regole non scritte e la pretesa di discutere in modo totalmente distaccato una materia e delle esperienza di vita che hanno segnato profondamente l’esistenza di qualcuno non solo è ingenua, ma anche controproducente.

Mi sembrava interessante riflettere con chi incarna un modello “vincente” in una certa professione, soprattutto poi se cosi particolare, le sue idee sul ruolo nella società di questa professione tanto discussa, e le sue conseguenze.
Ero convinto che non fosse mai la persona “Klara” ad essere messa in discussione, ma le sue asserzioni decisamente forti e generalizzanti sul resto del mondo.

D'altronde mi è sempre stato chiaro che rappresenti una pregevolissima eccezione, non solo del mondo della prostituzione, ma anche delle donne e degli uomini in generale. Se tutte le donne potessero avere un percorso esattamente uguale al tuo, (laurea, cultura, bellezza, ricchezza, buon gusto, bisessualità, lungimiranza, praticamente un’idea platonica di perfezione) non dubito che tutte correrebbero a fare le tue scelte.

Credo pero' che il mondo sia un po’ piu’ complesso per poter essere diviso fra vestali greche e schiave o malfattori sfruttatori, benchè sicuramente esistano anche queste figure, questo è certo.

Pero’ proprio tu che cosi spesso hai osservato che questa sia una professione assolutamente elitaria e che solo poche possano fare con un certo grado di consapevolezza, quando si sollevano obiezioni a certe tue generalizzazioni ti senti immediatamente sotto attacco.
Evidentemente è stata colpa mia, non sempre è facile incanalare la comunicazione sui binari giusti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alexia: Sai quante volte, facendo carina con gli maschetti, ero tutto e di più per loro, una che se la sognano di avere. Ma una volta, tirando le unghie fuori e dicendo ciò che penso veramente, diventavo una puttana di merda, che fa il lavoro di merda e via cosi...

Lo so perfettamente. E' un atteggiamento assai comune fra gli immaturi. D'altronde c'e' chi non riesce proprio a soffocare le sue pretese di "controllo". Tanti uomini vivono in questo modo borderline senza neppure accorgersene: fin tanto che le cose funzionano bene, come noi non esistono altre donne. Appena viene fuori un piccolo screzio (ed e' impossibile che non venga tale e' la loro arroganza a volte) esce fuori tutta la merda.
Ho gia' dato, grazie. Passiamo oltre.

@ Coldismyheart: te chiara devi vivere la tua vita come ti pare e piace, sempre e nulla di ciò che dicono gli altri non importa.

Non e' proprio cosi' del tutto. Esistono momenti in cui essere cio' che sei oppure sei stata te lo fanno pesare. Ad esempio il fatto di essere zingara sono certa che in alcuni luoghi lo fanno pesare, come il fatto di essere donna libera e indipendente ed anche il fatto di non essere proprio un mostro. Mi sono accorta che la gente e' razzista, sessista, invidiosa, e non sempre e' possibile, per quanto si viaggi a testa alta, essere noi stessa senza incorrere nella cattiveria di queste persone. Cattiveria che si esprime in molti modi, dalla maldicenza all'ostracismo.

@ Alex: Se una persona svolge un lavoro/professione da cui trae soddisfazione non si deve più preoccupare di quello che pensano gli altri, molte volte è l'invidia che parla, importante è farlo "onestamente" senza fare del male ad altri.

E' proprio questo il discorso, Alex: certi lavori non vengono reputati "lavori" o professioni ma "l'ultima spiaggia", alla stregua di chi fa lo spacciatore o il biscazziere.
Insomma si tende a mettere certe cose nel calderone di cio' che non e' moralmente accettavile e chi sceglie di farle e' considerata una che non possiede altri mezzi, una disperata, una malata se non addirittura una pervertita. E quindi viene ghettizzata, fatta sentire sporca, in colpa, rifiutata dalla comunita' benpensante.
Molte ragazze che svengono affidate alle comunita' di recupero si portano dentro sensi di colpa, si sentono inadeguate, guaste, malate... e cio' fa si' che rifiutino di tornare alle loro famiglie d'origine perche' si vergognano e capita anche che passato un po' di tempo ricadano ancora una volta in quel mondo, magari facendosi abbindolare dalle parole di qualche lenone che le convince del fatto che "ormai la loro vita e' rovinata, non ci sara' riscatto e saranno sempre rifiutate per cio' che hanno fatto e per come hanno osato sporcare il loro corpo".
Non tutto il mondo e' Amsterdam.


@ Davide: Probabilmente si tratta di invidiosi che hanno provato a vendere le loro chiappe ma non hanno trovato nessuno che gli ha dato un centesimo.

La gente si prostituisce ogni giorno, in ogni campo. Solo che nessuno lo ammette. Le troie sono sempre e solo quelle che hanno a che fare col pisello e non col cervello. Mentre la prostituzione cerebrale e morale e' assai piu' diffusa e piu' grave.
Ad esempio un'avvocata che per soldi fa scagionare un colpevole di un qualche crimine che etichetta dovrebbe avere?

@ Duval: Di tempo per altre opere benefiche te ne sarebbe rimasto comunque a sufficienza.

No Duval, per certe cose non e' mai sufficiente il tempo che abbiamo e, forse, talvolta s'inizia persino troppo tardi e ci si accorge che i mutamenti internazionali ed il sopravvenire di crisi economiche di questa portata possono creare ostacoli non indifferenti a certe iniziative.

@ gatsby: Hai scelto di essere libera. C'è qualcosa di male in questo?

Secondo me non c'e' nulla di male. Ma per chi e' convinto che fare la prostituta sia l'ultima spiaggia di una disperata, forse qualcosa di male c'e'.

@ Dagmar: Che tristi le religioni monoteistiche...

Non solo le monoteistiche, ma tutte le religioni. Sono ormai molti anni che le ho abolite dalla mia vita ed anche chi relaziona con me evita di portarmele in casa.

@ M.T. Se tutte le donne potessero avere un percorso esattamente uguale al tuo, (laurea, cultura, bellezza, ricchezza, buon gusto, bisessualità, lungimiranza, praticamente un’idea platonica di perfezione) non dubito che tutte correrebbero a fare le tue scelte.

Quindi fare la Escort non sarebbe piu' l'ultima spiaggia di una disperata senza altre risorse, di una morta di fame che vuol arricchirsi in fretta, di una lesbofemminista che vuol farla pagare agli uomini, di una perversa malata per il sesso, di una pigra che nella vita non ha voglia di fare un cazzo, ma rappresenterebbe la massima aspirazione di una donna che, come dici tu, incarnerebbe la platonica perfezione? Non piu' quindi la professione di banker, avvocata o medica per una donna cosi' strutturata? Le facciamo dunque fare la puttana?

E poi, sono proprio gli elementi che hai descritto che qualificano la " platonica perfezione"?

Alex ha detto...

Non esistono lavori da “ultima spiaggia”, esistono lavori onesti e disonesti e per disonesti intendo quelli che, con il tuo comportamento, fai del male ad altri.

La prostituzione secondo te fa del male a qualcuno?
Può far male solo a se stessi se non consapevoli di volerlo fare o se obbligati.

La moralità oggi è una rarità soprattutto se si pensa a chi ci dirige (governanti e dirigenti vai), certo, ti presenti come escort, molti pensano alla moralità, l’uomo ti accoglie con un sorriso e i suoi pensieri stampati, la donna avrebbe già in mano qualcosa contro “una” che è meglio di lei (fisicamente) e sappiamo come sono le donne (che tu difendi e tieni su un piedistallo) :-) , ma esistono persone e persone e quelle intelligenti mai disprezzerebbero chi ha sofferto, anzi, credo che la gentilezza e la dolcezza sarebbe la base di inizio, sia in amicizia che solo per conoscenza.

Chiunque subisce un trauma, sia piccolo che grande, si sente spesso inadeguato o fuori posto o sbagliato ed è più debole nei confronti degli altri, purtroppo, come in ogni cosa esiste chi approfitta delle debolezze altrui, per quello è importante non farsi vedere deboli.

Cloroalclero ha detto...

Hai fatto solo che bene. Anzi ti ammiro per aver avuto da giovane gli attributi per mandare in culo i condizionamenti socioreligiosi di merda che vorrebbero "indirizzare", educare, la vita di una ragazza.
Del resto, prendere soldi per sesso è una cosa che rende una donna molto libera e con un certo potere. E' solo questa la radice dell'ipocrita disprezzo dei mediocri per la prostituzione. Insieme alla nauseante sessuofobia di matrice cristiana.
L'unica cosa che è importante, volendo fare questa scelta è non subire violenze o vessazioni da parte di nessuno. Se la prostituzione fosse una professione libera questo accadrebbe molto meno. Ma è un mondo di destra e così non è.
Un bacione
Cloro

Anonimo ha detto...

Prendo la tua mano, ti conduco su un soffice divano,
devi guardare nei miei occhi e ascoltare le mie parole...

A 20 anni, io ho fatto letteralmente una scelta opposta alla tua;
ho rinunciato alla ricchezza, al lusso sfrenato
e, come una vagabonda metropolitana, ho cercato
la mia strada attraverso la miseria.

La mia famiglia mi ha condannato, hanno detto che ero una ingrata,
chi conosceva le mie origini diceva che ero una stupida,
chi oggi conosce il mio passato dice solo che sono una imbecille.

Eppure, questi aggettivi, oggi come allora,
mi hanno lasciata e mi lasciano indifferente;
non ho creduto e non credo nella verità di queste affermazioni.

Qual'è la conclusione?
Che il problema non è quello che altri dicono o pensano,
ma quello che attraverso altri finiamo per pensare di noi stessi.

Ma il problema non sono gli altri,
non è la loro cultura o la suggestione che da essa ne deriva,
ma il fatto che la vita, attraverso vari elementi,
ci porta degli input per riflettere e mettere in discussione noi stessi,
non per giungere alla nostra condanna ma per acquisire maggior forza.

Questo è il partadosso del tuo blog,
ed è il paradosso di tutti i blog.
Finiamo per scrivere ciò in cui maggiormente crediamo
che, paradossalemte, è proprio quello che mettiamo più in discussione,
perché la certezza del "giusto" delle nostre scelte non è mai abbastanza

Ognuno la libertà la vede in qualcosa di diverso.
Saper giocare con il pisello e la vagina senza freni di alcun tipo
è una gran forma di libertà da tabù e inibizioni.
La libertà, in questo ambito, è saper fare del proprio corpo
il veicolo del piacere, in ogni modo, in ogni senso.
Ma non dimentichiamo, però, che l'essere umano è una dimora,
all'interno della quale vi sono tante stanze
e la lbertà non è solo sguazzare nel salone del piacere dei sensi,
ma è anche poter accedere liberamente a tutte le altre,
non solo, ma soprattutto, lasciare che altri,
con noi, possano fare lo stesso.

Tu commetti solo un errore,
ed è quello di condannare
coloro che ti condannano,
finendo così nel fare il loro stesso errore.

Ora, ti raccomando,
non ti innamorare di me,
sono una donna terribilmente bella:-)))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Alex: esistono lavori onesti e disonesti e per disonesti intendo quelli che, con il tuo comportamento, fai del male ad altri.

E' proprio questo il punto. Disonesta' e far del male sono concetti talmente soggettivi che ciascuno li interpreta secondo un modo suo tutto personale.
Ma secondo me la vera disonesta' e' quella contro se stessi quando si sa di aver tradito qualcuno e non lo si vuole ammettere e ci si aggrappa a mille alibi e giustificazioni in un gioco mistificatorio teso a salvaguardare solo la facciata. Oppure quando si assiste ad una palese ingiustizia e si tace per non interferire con il nostro stile di vita e non perdere quei piccoli privilegi che abbiamo.

Quando si tende a giudicare l'operato altrui, come avviene sempre piu' spesso in un mondo in cui si osservano gli altri, come se fossero marionette e non persone, attraverso l'oblo' del tubo catodico o dello schermo del computer, si possono individuare gli illeciti ma non i peccati, che' i peccati riguardano solo la coscienza delle singole persone.

C'e' chi pensa che farsi accarezzare la passera oppure leccare un pisello in cambio di soldi sia piu' ignobile che sfruttare il lavoro un bimbo del terzo mondo anche per via indiretta (e questo capita praticamente ogni istante in un mondo cosi' com'e' strutturato), mentre c'e' chi ha un concetto del peccato completamente opposto e che di fronte alle molteplici schifezze che esistono, e con le quali tutti convivono tollerandole come se fossero normali, considera il sesso a pagamento il minore dei mali.

Ma come ormai pare far parte dell'umano comportamento, e' preferibile indicare le pagiuzze altrui piuttosto che accorgersi della nostra trave.


@ Cloroalclero: Del resto, prendere soldi per sesso è una cosa che rende una donna molto libera e con un certo potere. E' solo questa la radice dell'ipocrita disprezzo dei mediocri per la prostituzione.

Hai proprio ragione, cara amica. In un mondo fatto di compromessi, di corruzioni grandi e piccole, di menefreghismo per la sorte di chi e' piu' debole e di arroccamento dentro i propri privilegi, in cui ciascuno fa tutto "al coperto", mantenendo un'immagine pulita di facciata, ma sapendo di essere marcio dentro, una donna che agisce allo scoperto, che non fa compromessi e esplica chiaramente il suo prezzo, ne' un soldo di piu' ne' uno di meno, rompe il sistema che si basa sull'ipocrisia in cui le cose si fanno, anche le piu' schifose, ma non si dicono.
La figura della prostituta, quando non e' controllata, quando non e' schiavizzata, quando non e' ostracizzata e derisa, suscita la paura e l'invidia di molti uomini e di molte donne. Persone si sentono superiori solo riuscendo a rendere gli altri come degli inferiori.


@ Anonimo (perche' non vi firmate con un nome qualsiasi?): Ora, ti raccomando,
non ti innamorare di me,
sono una donna terribilmente bella:-)))


Io no, invece. Purtroppo sono bruttina ed insignificante quindi non mi azzarderei mai a propormi nei confronti di cotanta bellezza. Mi sentirei inferiore ed io invece amo i rapporti paritari. :-)

E poi innamorarsi per la bellezza estetica e' un fatto quasi tipicamente maschile e mi sorprendo che sia stata proprio una "donna" a focalizzare la chiusura del suo lungo commento proprio su questo aspetto.

Comunque anche di questo non c'e' alcun pericolo: non accetto mai gli inviti di chi mi cerca e mi trova sul web. Sono maliziosa e penso sempre male e per iniziare un qualsiasi tipo di rapporto, d'amore, d'amicizia o di semplice scambio di confidenze, preferisco essere io a scegliere a casualmente in modo da essere ben sicura che chi contatto non sia qualcuno che si e' riciclato e che sfrutta i mezzi messi a disposizione da internet per crearsi ogni volta una nuova personalita'.

Ti ringrazio, comunque, cara "amica", per essere intervenuta ed aver esposto cosi' bene il tuo argomentato punto di vista. :-)

davide ha detto...

Cara amica Cloroalclero,


""L'unica cosa che è importante, volendo fare questa scelta è non subire violenze o vessazioni da parte di nessuno. Se la prostituzione fosse una professione libera questo accadrebbe molto meno. Ma è un mondo di destra e così non è.""

Ti ricordo che a legalizzare la prostituzione in Italia è stato Camillo Benso Cavour, il papa della destra italiana.

A rendere illegale la prostituzione è stata una parlamentare sinistroide, la Merlin, raccogliendo il consenso della sinistra e del centro.

Quindi per cortesia, dai alla sinistra quello che è di sinistra e dai alla destra quello che è di destra.

Ciao Davide

Cloroalclero ha detto...

x Davide: non mi riferivo a categorie storiche (il liberalismo anticlericale cavouriano o il protofemminismo della senatrice Merlin) quando parlavo di "mondo di destra". Mi riferivo al sistema gerarchico-patriarcale sotteso dalla mentalità sociale che ci caratterizza da millenni, con tutte le varianti del caso.
Erano maschilisti anche i bordelli quando Merlin li abolì. Il sistema delle quindicine e le regole a cui erano assoggettate le operatrici sessuali le rendevano praticamente recluse in un ghetto.
ciao

Renzo Bossi ha detto...

Distinta Chiara,

spero che tu non ti riferisca al commento che ti inviai qualche giorno fa, perchè non era affatto mia intenzione fare del moralismo sulle tue scelte, ma era solo un rimprovero per i tuoi pregiudizi da "estremista femminista" nei confronti di TUTTI gli uomini, e nel fatto che correlavo questo tuo odio con le esperienze dovute al tuo passato e alla tua scelta professionale.
Tutto qua, davvero.

Angelo del fango ha detto...

Ciao, credo che tu abbia immensamente ragione quando dici che ci sono moltissimi altri modi di prostituirsi che non implicano necessariamente il solo atto sessuale a pagamento. C'e' gente che prostituisce la reputazione, la faccia, l'anima per le ragioni piu' disparate. E' tutta ipocrisia, una grande, grandissima bolla di ipocrisia sociale. Non ho alcun pregiudizio verso chi si prostituisce, considero l'ostracismo sociale a cui sono sottoposti un aborto del perbenismo di cui la societa' e' impregnata. Voglio farti sapere che apprezzo molto cio' che scrivi, dovresti provare con un racconto piu' lungo. Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Renzo Bossi: Anche se accetto i commenti in forma anonima (cioe' senza un account registrato) sono sempre un po' scettica a relazionarmi con chi me li invia.
E' troppo semplice "cambiare" nick e certamente cio' frena un po' la mia propensione al dialogo. Spero tu lo capisca.

Per quanto riguarda questo post, non e' stato ispirato da alcun tuo commento, quindi puoi rilassarti. :-)
Vorrei soffermarmi, invece, su cio' che tu indichi come i mei "pregiudizi da "estremista femminista" nei confronti di TUTTI gli uomini, correlati con le esperienze dovute al mio passato e alla mia scelta professionale.". E' normale che la storia di ciascun* influsca anche con le sue opinioni, i suoi pensieri i suoi comportamenti, ma nel mio caso sbagli su un fatto: io non odio nessuno. La mia scelta di starmene distante da certune figure (quasi esclusivamente maschili) per star vicina a figure in massima parte femminili non afferisce al sentimento d'odio ma ad una mia differente percezione per quanto riguarda le persone.
Devo dire che ho moltissimi amici uomini con i quali mi trovo benissimo e so perfettamente che non TUTTI gli uomini sono sbagliati, anche se (sono gli stessi miei amici ad ammetterlo) questa loro ossessione per il sesso basato su canoni estetici, e dovuta all'istinto d'inseminare il piu' possibile, influisce tantissimo sul loro modo di rapportarsi con le donne.
Non si puo' negare che il primo impulso che provano quando incontrano per la prima volta una donna sia quello del gradimento estetico nell'individuazione di una probabile preda sessuale prima ancora del considerarla una persona.
E non guardare cio' che accade nel Web, che' il Web non rappresenta la vitta, come non la rappresenta un rapporto esclusivamente fatto di SMS. Io parlo della realta' di ogni giorno, quella in cui se una ragazza indossa una canottierina senza reggiseno ha tutti gli occhi del branco dei lupi puntati addosso. Anche quelli degli amici piu' fedeli e tranquilli.
Non e' questo il mio caso, ma e' difficile comprendere il disagio che alcune ragazze provano e che le spinge, talvolta, a mostrarsi meno gradevoli per non suscitare certe reazioni, e questa in cui una donna sia costretta a reprimersi per non incorrere in fatti spiacevoli non la considero liberta' e parita' fra i sessi.
Se in cio' ci vedi "estremismo femminista" allora significa che viviamo su due pianeti distanti anni luce.



@ angelo del fango: Voglio farti sapere che apprezzo molto cio' che scrivi, dovresti provare con un racconto piu' lungo.

Grazie del complimento. Ho gia' spiegato che non sono una scrittrice ma una persona qualsiasi, una contadina, una zingara che racconta in modo naif, a se stessa piu' che agli altri, le sue emozioni e qualcosa della sua vita... cosi' per conoscersi meglio.
Di racconti piu' lunghi ho provato a scriverne alcuni; puoi trovarli sulla barra laterale in basso a destra.

lucenera ha detto...

@ Chiara @ Alexia

Da ex squillo quale sei ( ma se non lo fossi stata te la rivolgerei lo stesso la domanda), se ti dico che fare la puttana è un lavoro come un altro mi rispondi sinceramente affermando che si, lo è?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucenera: Da ex squillo quale sei ( ma se non lo fossi stata te la rivolgerei lo stesso la domanda), se ti dico che fare la puttana è un lavoro come un altro mi rispondi sinceramente affermando che si, lo è?

Credo che la domanda sia rivolta piu' a me che ad Alexia in quanto ancora lei non e' "ex". Comunque sara' interessante leggere anche la sua risposta.

Per il momento inizio io, ed inizio con una considerazione che non dovrebbe esserti ignota: quando si parla di prostituzione si parla di un qualcosa che coinvolge un vasto mondo. E' come parlare (ad esempio) di "spettacolo", ma non tutti coloro che lavorano nello spettacolo sono attori da Oscar e da ingaggi milionari. Esistono anche gli umili clown o i fenomeni da baraccone dei circhi itineranti.

Tu mi indichi come ex squillo e, per certi versi, potrei anche esserlo stata se non fosse che venivo contattata per email... quindi non squillava niente. :-)

Comunque, senza lasciarmi andare ai sofismi, si puo' dire che ciascuna (e parlo di ragazze non schiavizzate dal racket) affronta l'avventura considerandola in un modo del tutto personale. Solo una cosa e' in comune fra una ragazza e l'altra: sono tutte libere professioniste e l'aggettivo "libere" indica il fattore determinante per il quale talune scelgono di essere prostitute piuttosto che badanti o impiegate in un ufficio.
La liberta' e' l'elemento predominante oltre ai soldi e su questo, cara amica, credo che anche tu sia d'accordo.

Quindi, stabilito che la prostituta e' una libera professionista che agisce in proprio in una categoria che qualcuuno proprio qui (a ragione) ha definito "arti e mestieri", la sua attivita' e' esattamente uguale a quella di qualsuasi altra libera professionista.
Ovviamente ci sono approcci diversi verso i clienti. Se con la tua domanda ti riferisci ad un eventuale moto di repulsione che puo' esserci nell'eseguire certe pratiche ti ricordo che anche chi fa l'infermiera in un centro per anziani vede e fa cose assai meno piacevoli e se ti riferisci alle implicazioni di natura emozionale anche chi e' psicoterapeuta e' talvolta coinvolta nelle problematiche dei suoi clienti.

Quindi si', la risposta e' che fare la Escort, l'attrice, la massaggiatrice, l'infermiera o la psicanalista non e' sostanzialmente diverso. E' diverso cio' che si e' chiamate a fare ed il compenso che si riceve.

Coldismyheart ha detto...

@chiara

Cattiveria che si esprime in molti modi, dalla maldicenza all'ostracismo.

lo so, ma io me ne sbatto altamente di tutto ciò. vado avanti e lascio che le cose mi scivolino di dosso.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Coldismyheart: lo so, ma io me ne sbatto altamente di tutto ciò. vado avanti e lascio che le cose mi scivolino di dosso.

Cara amica, se non mi fossi fatta scivolare addosso tutto credi che adesso sarei qui a scrivere tranquillamente in un blog che chiunque, persino chi mi conosce di persona, puo' leggere?

Si, certo, limitandolo solo alla lingua italiana tengo fuori dalle mie confessioni molte persone con le quali ho quotidiani rapporti, ma ti assicuro che anche nel reale non mi manca la sfrontatezza di confessare alcune mie esperienze.

Purtroppo, pero', non tutte le ragazze che hanno affrontato questo percorso si trovano di fronte alla stessa capacita' di farsi scivolare addosso i giudizi della gente e metabolizzano questa cattiveria, creandosi dei problemi che, spesso, impediscono loro un giusto approccio con la vita una volta scelto di chiudere con l'esperienza.

La prostituzione non e' peccato e non rappresenta un motivo per portare addosso, a vita, la lettera scarlatta ed il corpo non e' un tabu' che deve essere salvaguardato a vantaggio del "padrone" che arrivera' e se lo prendera' come un diritto.
Sono altre cose che rappresentano il peccato ed hanno a che fare piu' con l'anima, con i sentimenti, con la coerenza e la correttezza che non con la passera.
Questo attribuire il "centro del peccato" all'organo sessuale trascurando invece quelle che possono essere le motivazioni di un atto e' la vera autentica anomalia. Il vero autentico peccato universale.
Si tende a discriminare, a ostracizzare, a considerare una donna da poco chi, magari per dare un'opportunita' di vita ai propri cari, si presta a farsi massaggiare un po' la passera, come se quello fosse l'atto tremendo al quale nessuna donna dovrebbe mai prestarsi (salvo pero' considerare gli uomini che riescono farsi fare i pompini dei vincitori) ma si attribuisce grande moralita' a colei che, sposata con l'imprenditore o il politico di successo, con lui condivide quei vantaggi e quei privilegi che sono sottratti, spesso, con l'inganno e la mistificazione alla comunita'.

Si tende a mettere sotto il riflettore della gloria le ministre, il cui pensiero orfano vaga nel vacuum della loro scatola cranica, che raggiungono una posizione di vertice grazie al modo che hanno d'inginocchiarsi di fronte al dio fallo, mentre si gettano nell'immondizia quelle donne che ogni giorno usano il loro corpo per il bene, spesso, di figli, genitori o persone care.

E' un mondo ingiusto soprattutto nella scala dei valori, prima ancora che nel modo in cui vengono assegnati i kit con i quali ciascuno dovrebbe partecipare alla gara della vita.

michail tal ha detto...

“Comunque, senza lasciarmi andare ai sofismi, si puo' dire che ciascuna (e parlo di ragazze non schiavizzate dal racket) affronta l'avventura considerandola in un modo del tutto personale. Solo una cosa e' in comune fra una ragazza e l'altra: sono tutte libere professioniste e l'aggettivo "libere" indica il fattore determinante per il quale talune scelgono di essere prostitute piuttosto che badanti o impiegate in un ufficio.
La liberta' e' l'elemento predominante”

“Questo attribuire il "centro del peccato" all'organo sessuale trascurando invece quelle che possono essere le motivazioni di un atto e' la vera autentica anomalia. Il vero autentico peccato universale.”

Sono pienamente d’accordo. Solo viene da chiedersi quante volte la scelta “dell’ avventura” venga fatta con quella libertà e consapevolezza di cui parli e che ascrivi a quello che è stato il tuo percorso. Temo che in un’ altissima percentuale di casi non sia cosi, a differenza di quelle professioni su cui ironizzi.

Vabbe', ora me ne torno nel mio angolino a studiare oscure speculazioni per portare via soldi a qualche pensionato.

PS:
scusa non ho capito se mi hai bannato gli ultimi commenti; uno non è stato pubblicato e dell’altro non mi è arrivata notifica nella mail…solo per capire.

lucenera ha detto...

@Chiara

Anche se Alexia non è ex mi interessa molto la sua risposta, quasi più della tua che leggendoti quasi sempre un pochino conoscevo già......squillo poi è indicato, alla fine in qualche modo il numero glielo dovevi dare no? :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T.: Sono pienamente d’accordo. Solo viene da chiedersi quante volte la scelta “dell’ avventura” venga fatta con quella libertà e consapevolezza di cui parli e che ascrivi a quello che è stato il tuo percorso. Temo che in un’ altissima percentuale di casi non sia cosi, a differenza di quelle professioni su cui ironizzi.

Fra Escort, ex Escort, vere, false, eccetera, mi pare che siamo in diverse a pensarla in modo concorde. Hai per caso letto il commento di qualcuna che non lo abbia scelto liberamente?

E poi, se non ti fidi, chiedi ad Alexia. Di lei spero che tu non abbia dubbi.


@ Lucenera: squillo poi è indicato, alla fine in qualche modo il numero glielo dovevi dare no? :-)

In realta' la sequenza concui si svolgeva un incontro al quale acconsentivo era la seguente:

A) mi arrivava una email.
B) rispondevo all'email chiedendo il numero telefonico.
C) telefonavo a quel numero e combinavo l'appuntamento.

Come vedi a me non squillava proprio niente. :-)

michail tal ha detto...

“mi pare che siamo in diverse a pensarla in modo concorde. Hai per caso letto il commento di qualcuna che non lo abbia scelto liberamente?”

Certo, il fatto è che voi rappresentate l’elite di questa professione.
Cio’ su cui non sono riuscito ad essere chiaro è il fatto che il mio non vuole assolutamente essere un giudizio di valore sulla scelta. Tanto meno poi sulla vostra che stando ai vostri racconti sembrerebbe avervi portato un’esistenza gratificante sia sul piano relazionale sia su quello economico.

Temo che purtroppo guardando alla totalità della popolazione di donne prostitute sia quantomeno ancora prematuro gioire per il preteso stato di emancipazione e consapevolezza che avrebbe portato a questa scelta.
La libertà esiste anche quando sussiste un estremo stato di bisogno? Se l’unica alternativa che ti offrono è fare la cameriera a 800 euro in nero al mese e devi pagare come minimo 600 euro di affitto...non la vedo tanto come una scelta tanto cercata e ponderata.
Viviamo in un mondo profondamente ingiusto che mette in queste condizioni milioni di persone.

Per come la vedo la remunerazione di ogni attività deve avere un premio al rischio. La prostituzione di rischi e costi ne ha parecchi e infatti la percezione comune è che dovrebbe essere un lavoro con il quale una ragazza dovrebbe riuscire ad arricchirsi sufficientemente da non dover lavorare troppi anni. Voi ne siete un esempio infatti.
Ma mi vuoi dire che la generalità delle lavoratrici prostitute lavori in quelle fortunate condizioni?
A me sinceramente non sembra proprio, e il trend quantomeno non mi sembra questo.

Mi chiedo se tutte le ragazze che si vedono in strada o marciscono i loro anni migliori in topaie in attesa di clienti avessero avuto come te una bella laurea e un permesso di soggiorno, quante di loro avrebbero fatto quella scelta?
A quel punto si, scegliere se essere una prostituta, una banker, un’avvocata, una medico è una manifestazione di libertà, laddove le curve di utilità e preferenza personali si incrociano con l’offerta di remunerazione del lavoro che offri.

sassicaia molotov ha detto...

Non vorrei sembrare semplicistico, ma credo sia fondamentale che tu estingua completamente la sofferenza (o l'irritazione o il fastidio, scegli tu il termine) nei confronti di chi ancora giudica. Questi sono i tuoi pensieri e da questi si capisce che non hai rimpianti per le tue scelte nè sensi di colpa. E così dovrebbe essere. Trasmettere la tua pace interiore e la tua tranquillità nei confronti del tuo passato ora, nel presente, è l'arma più micidiale che possiedi. Usala quando puoi.

lucenera ha detto...

@ Chiara
Come vedi a me non squillava proprio niente. :-)


Devo dire geniale, infatti nelle descrizioni delle escort nei loro siti spesso c'è la scritta 355 899876... disponibile 24 h . Chiama che aspetti!!!ps: se non ti rispondo sto lavorando mi raccomando riprova.
Chissà perchè per gli uomini tutto ciò che non ha un prezzo alto e non è difficile da reperire ha pochissimo valore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ M.T. Certo, il fatto è che voi rappresentate l’elite di questa professione.

Non credo che tutte noi rappresentiamo esattamente lo stesso stereotipo di Escort. Alexia, Dagmar, Lucenera, Kristalia ed io siamo solo esempi di quanto possa essere variegato il nostro mondo e, nonostante la professione sia (o sia stata) la stessa, siamo profondamente diverse, anche negli schemi professionali.
Ciascuna con il proprio stile ha esercitato, piu' che la professione, una cosa fondamentale: la sua liberta'.
Ovvio che quando si parla di liberta' si puo' includere anche una stradale che scelga di far questo mestiere, anche se non credo che oggi ci sia l'effettivo bisogno di stare sull'angolo di una strada. Ma tante lo fanno. Mai viste quelle che attendono i clienti stando sedute in auto?
Che poi siano trans poco importa in quanto la professione e' oggettivamente la stessa.

Temo che purtroppo guardando alla totalità della popolazione di donne prostitute sia quantomeno ancora prematuro gioire per il preteso stato di emancipazione e consapevolezza che avrebbe portato a questa scelta.

Su questo punto hai ragione, ma il non gioire non riguarda la professione in se', riguarda il fatto che, in certi casi, sia esercitata sotto la mancanza di liberta' che puo' essere da parte di persone (papponi) oppure di situazioni impellenti (droga, debiti, un familiare che ha bisogno di cure costose, eccetera) che ovviamente non fa vivere la condizione con assoluta tranquillita' come, invece dovrebbe essere.
Il mio impegno attuale sta, innanzitutto, non nel convincere le ragazze di quanto sia sbagliata la loro scelta, ma nello spiegare loro che questa puo' essere esercitata in completa liberta'.
Liberarsi di un pappone e' piu' facile che liberarsi della dipendenza dalla droga che, a sua volta, e' ancor piu' facile che liberarsi da una situazione familiare in cui esiste un figlio che ha bisogno di cure costose. Situazione, quest'ultima, che e' di gran lunga la piu' terribile.
Se, ad esempio, una ragazza che e' succube di un pappone comprende che lo schifo non sta in quello che fa ma in come lo fa, diviene facile per lei prendere consapevolezza della sua reale condizione in modo che possa liberamente operare delle scelte. Scelte che possono essere altro ma anche la prostituzione sotto, pero', una diversa ottica.

Per come la vedo la remunerazione di ogni attività deve avere un premio al rischio. La prostituzione di rischi e costi ne ha parecchi e infatti la percezione comune è che dovrebbe essere un lavoro con il quale una ragazza dovrebbe riuscire ad arricchirsi sufficientemente da non dover lavorare troppi anni. Voi ne siete un esempio infatti.

La percezione comune (che e' poi quella che io contrasto con tutte le mie forze) cade in errore e cio' e' dovuto al diffuso moralismo ipocrita di cui e' pervaso il mondo perbenista.
In realta' l'unico costo vero che ha chi fa la prostituta e' quello di sottostare, spesso, a regole malavitose e al rifiuto della societa' maschilista che considera il suo corpo qualcosa che non le appartiene, ma una volta fuori da questa logica il rapporto costi benefici e' di gran lunga a favore dei secondi.
Non esiste altro mestiere che sia pagato cosi' bene. Certo che se mi si da' la scelta di diventare la Marcegaglia di sicuro cambio idea (purche' poi io possa agire in completa liberta' e non agli ordini di qualche potentato che mi manovra), ma non credo che quella posizione sia accessibile a piu' di una donna alla volta. Ed anche le ministre, come vedi, devono talvolta, anzi sempre piu' spesso, inginocchiarsi e ciucciarsela se vogliono far carriera.

@ Sassicaia Molotov: Trasmettere la tua pace interiore e la tua tranquillità nei confronti del tuo passato ora, nel presente, è l'arma più micidiale che possiedi. Usala quando puoi.

Hai ragione ma, come sai, le donne sono un po' lunatiche. Ed io piu' di altre.
C'e' chi mi ha detto che questo mio carattere e' "saporito" ed io detesto i piatti insipidi. :-)


@ Lucenera: Chissà perchè per gli uomini tutto ciò che non ha un prezzo alto e non è difficile da reperire ha pochissimo valore.

Ti sei gia' scordata della similitudine col francobollo piu' raro?
Credi che un esperto filatelico, che sa tutto dei francobolli, possa resistere al fascino di quello che e' il pezzo piu' raro?
Ecco, questo e' sempre stato il mio modo di affrontare l'avventura. Non ero disponibile per tutti ed il prezzo ed il modo di contattarmi rappresentava un buon setaccio per eliminare cio' che non era buono per me e per i miei obiettivi.

michail tal ha detto...

"Il mio impegno attuale sta, innanzitutto, non nel convincere le ragazze di quanto sia sbagliata la loro scelta, ma nello spiegare loro che questa puo' essere esercitata in completa liberta'.
Liberarsi di un pappone e' piu' facile che liberarsi della dipendenza dalla droga che, a sua volta, e' ancor piu' facile che liberarsi da una situazione familiare in cui esiste un figlio che ha bisogno di cure costose. Situazione, quest'ultima, che e' di gran lunga la piu' terribile.
Se, ad esempio, una ragazza che e' succube di un pappone comprende che lo schifo non sta in quello che fa ma in come lo fa, diviene facile per lei prendere consapevolezza della sua reale condizione in modo che possa liberamente operare delle scelte. Scelte che possono essere altro ma anche la prostituzione sotto, pero', una diversa ottica"

Guarda mi trovi perfettamente daccordo.
Come ebbi a dirti una volta circa quello che hai lasciato filtrare sulla tua attività, mi sembra che tu/voi abbiate un approccio quantomeno innovativo, e secondo me anche giusto, al problema.

Sarebbe opportuno che i media dessero piu' spazio a chi lavora con approcci simili al vostro piuttosto che ai soliti Don Benzi & co, senza contare che sicuramente troverebbero anche una maggiore competenza in chi il lavoro lo ha svolto veramente e non si prefigge solo di "redimere" delle persone in difficoltà.

Quanto ai costi e benefici le mie perplessità (di natura non morale, ci tengo a specificarlo) te le ho già esposte e tu hai replicato. Che dire, spero abbia ragione tu. Se un domani il mercato sarà VERAMENTE libero, non tarderà a crearsi un prezzo di equilibrio.

lucenera ha detto...

@ Chiara
Ti sei gia' scordata della similitudine col francobollo piu' raro?
Credi che un esperto filatelico, che sa tutto dei francobolli, possa resistere al fascino di quello che e' il pezzo piu' raro?
Ecco, questo e' sempre stato il mio modo di affrontare l'avventura. Non ero disponibile per tutti ed il prezzo ed il modo di contattarmi rappresentava un buon setaccio per eliminare cio' che non era buono per me e per i miei obiettivi.

Lo so bene, non capisco perchè la maggioranza delle altre non lo faccia, potrebbe davvero renderle più appetibili, su ef leggevo che tante ci tenevano addirittura a precisare che con 300 stavano ben un'ora e mezza, come il panettiere che specifica di aver aumetato la rosetta mantovana a causa dell'aumento di carburante, per quello chiedevo se fare l'escort fosse davvero un lavoro come un altro.

ps: non sono stata escort, mi diletto ogni tanto a fare la domina, mi pare di aver letto delle imprecisioni, non che sia importante per me, chiarisco nulla più. Oltretutto non nascondo che qualche volta ho fatto sesso in cambio di regali consistenti, diciamo in passato, ora guadagno da sola ciò che mi serve col mio lavoro, sono vecchietta oramai.

UnUomo.InCammino ha detto...

Whore pride.
Mi è piaciuta questa pagina tanto etica quanto immorale.

Aneris ha detto...

Chiara, you have the right to do with your life what you please.

There are many immoral things in life. What is immoral is being false and hiding.

That you did not is a symbol of your strength.

Si prega di non lasciare che la gente si lacrima di distanza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Aneris ha detto...
There are many immoral things in life. What is immoral is being false and hiding.


That's what I think. I wrote about it here:

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2007/09/troie-e-puttane.html

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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