giovedì 12 febbraio 2009

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Testamento biologico

Egregia signora Pivetti, egregio signor Formigoni, stasera vi ascoltavo in TV dove proclamavate la vostra volonta' di restare attaccati al sondino nasogastrico qualora vi accadesse qualcosa che vi riducesse a vivere in condizione di stato vegetativo persistente. Per carita', non saro' certamente io, ne' chi la pensa come me, ad impedirvi di finire la vostra vita, o di non finirla, restando eternamente attaccati ad una macchina che vi nutre e vi fa respirare. Anzi, spero per voi che la scienza metta in campo nuovi accorgimenti e strumenti tecnici che possano consentirvi di “vivere” in quel modo anche per mille e piu’ anni, cosicche’ possiate trasformarvi in esseri simili alle "pile umane" di Matrix oppure ai vampiri. Ai non morti.

Ed insieme a voi vorrei che godessero di quegli stessi privilegi anche tutti coloro che sono d'accordo con la legge che la maggioranza della quale fate parte sta per approvare in Parlamento; compresi il vostro premier ed il vostro pontefice affinche', da veri “credenti” e “non peccatori”, ci mostrino quanto siano impazienti di recarsi in paradiso ad incontrare il loro creatore.

Pero’, permettete a chi non ha velleita' d’immortalita' vegetativa, a chi non vuol rinunciare a credere in altre fedi oppure a chi non crede affatto di andarsene in pace, circondato dall'amore dei propri cari senza che alcun modo ci sia un cavo o un tubo che invade il loro corpo. Perche’ c’e’ chi, differentemente da voi, crede davvero che il proprio corpo sia il tempio dell’anima e non desidera vedere quel tempio sporcato, violato, invaso da chi si arroga il diritto di decidere della vita altrui dall’ovulo al feretro.

Dall'inizio del 2009, egregi signori che tanto vi prodigate nella difesa della "vita", nella sola Milano, il capoluogo della vostra regione, la Lombardia, sono decedute per il freddo otto persone indigenti che non avevano mezzi per riscaldarsi. A quei barboni non ha pensato nessuno. Ne' lei signora Pivetti che puo' contare sull'amicizia e sul benemerito appoggio d’illustri Ministri della Repubblica, ne' lei signor Formigoni che di quella regione e' presidente, ne’ il premier, ne’ il papa.

Allora, a questo punto vi chiedo formalmente, e ne faccio ufficialmente il mio testamento biologico, qualora la vostra legge fosse approvata e m’impedisse di staccare ogni filo o tubicino che mi violentasse per mantenermi in vita contro la mia volonta', almeno abbiate la bonta’ di spegnere il riscaldamento e di chiudete la porta. Lasciatemi morire di freddo come avete fatto con quelle persone ed io ve ne saro’ grata.

Chiara di Notte

“L’interruzione di procedure mediche dolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. Si rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni spettano al paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o altrimenti a coloro che ne hanno legalmente diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.”

(Cardinal Joseph Ratzinger, Catechismo della Chiesa cattolica, 1994, par. 2278)

7 commenti :

Baudelaire999 ha detto...

le tue parole sono troppo belle per essere ascoltate.

come ben sai, ormai dentro quelle orecchie marcie ci passa solo la monnezza.


baud

Prefe ha detto...

questa smania di voi comunisti di poter decidere della vostra vita è insopportabile.

Se dicono di no è no! Tu rimani intubata finchè lo decide il premier!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Baudelaire: ormai dentro quelle orecchie marcie ci passa solo la monnezza.

Adesso capisco come hanno fatto a risolvere il problema a Napoli! :-)

@ Prefe: Se dicono di no è no! Tu rimani intubata finchè lo decide il premier!

Infatti, io mica voglio andar contro le sue decisioni. Vuole che mangi la pappina? Io la mangio. Vuole che beva? Io bevo.
Voglio solo che mi spengano i caloriferi che' non sopporto il caldo.

fabio r. ha detto...

spero vivamente che si procederà all'intubamento coatto di quei 2 signori che citi, anche presto.... poi vedremo..
Ma le parole in calce sono VERAMENTE del nostro Papone??? ma ha avuto un'amnesia?? Scrivergli per ricordarglielo no?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ma le parole in calce sono VERAMENTE del nostro Papone??? ma ha avuto un'amnesia?? Scrivergli per ricordarglielo no?

Proprio sue.

Solo, sai com'e', a volte la vecchiaia, l'arteriosclerosi...

davide ha detto...

Distinta Chiara,

riporto qui sotto un commento di Pansa sull'argomento che mi sembra significativo.

Ciao Davide


IL BESTIARIO (di Giampaolo Pansa)
Che cosa m'insegna Eluana
Confesso di non essermi mai occupato di Eluana Englaro e di non aver mai scritto una riga su di lei...
©Lapresse 05-02-09 ELUANA: BOZZA DL,NO STOP A ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE Nella Foto :Eluana Englaro prima dell' incidente che l' ha resa in stato vegetativo. FOTO DI REPERTORIOLeggo molti giornali, ogni mattina. Ma evito tutte le notizie che riguardano le malattie, i malati, le cure, persino i progressi della medicina. Il motivo è irrazionale: ho paura di ammalarmi, anche se faccio poco per evitarlo. Di riflesso, non ho mai ragionato sull’infelicità disumana di chi entra in coma e può rimanerci per anni, curato ogni giorno e sempre tra la vita e la morte.

Ho seguito un caso solo, quello di Beniamino Andreatta. Per chi non lo rammenti, dirò che era un economista di grande valore, un politico democristiano, quattro volte ministro della Repubblica. E anche un uomo singolare, dotato di una intelligenza smagliante, mai compiacente nell’affrontare i cronisti. Il 15 dicembre 1999, quando aveva compiuto da poco i 71 anni, ebbe un malore in Parlamento ed entrò in coma.

La famiglia lo trasportò a Bologna, la città dove abitava, e lo ricoverò in un centro specializzato. Qui Andreatta rimase tra la vita e la morte per un tempo lunghissimo, otto anni. Sembrava dormisse. Poi nel 2007 spirò senza che nessuno lo conducesse oltre la soglia dell’esistenza.

La via crucis di Andreatta mi turbò. E decisi di fare un passo al quale prima non avevo pensato. Andai da un notaio, che è anche un amico, e lasciai scritto che cosa volevo accadesse se mi fossi ammalato in modo tanto grave da non poter manifestare la mia volontà. Nessuno avrebbe dovuto insistere nelle cure perché intendevo morire subito. Senza pesare, neppure per un giorno, su chi mi voleva bene e avrebbe dovuto occuparsi di me. Insomma, affidai all’amico notaio quello che si chiama un testamento biologico.
Ma adesso la prima cosa che m’insegna la tragedia di Eluana è che quel documento rischia di diventare carta straccia. Dopo il ritiro del decreto che Giorgio Napolitano ha fatto bene a non firmare, il Governo Berlusconi si appresta a varare su due piedi una legge che toglie anche a me la libertà di andarmene come mi sembra giusto. È vero che una legge ordinaria si può annullare senza gran fatica. Ma per riuscirci deve mutare la maggioranza che l’ha votata.

Per riavere la mia libertà, dovrei dunque aspettare le elezioni del 2013. E un’ipotetica vittoria del centrosinistra. Tuttavia anche in questo caso non mi fido di quel che potrebbe avvenire. Nella scorsa legislatura, l’Unione aveva i voti necessari per varare una buona legge sul testamento biologico. Ma non l’ha fatto. E se ha tentato di farlo, non ci è riuscita perché nel suo interno erano troppi a non volerla.
La seconda verità che Eluana ci consegna dice che siamo un Paese spaccato su temi come la vita e la morte. La faccenda non mi stupisce, anzi mi sembra del tutto normale. Avere una fede religiosa, e anche il suo contrario, ossia nessuna fede, lo considero un fatto positivo. Manifestare l’una e l’altra convinzione lo ritengo una testimonianza di libertà. Io non andrei a pregare, inalberando dei cartelli, davanti alla “Quiete” di Udine. Ma non mi sento di condannare chi lo fa.Tranne i fanatici che assaltano il padre di Eluana scrivendo sui muri: «Beppino boia».

Quello che non mi appare per niente naturale, bensì odioso e nauseante, è che la politica, i partiti, la casta facciano di tutto per accentuare la divisione nell’opinione pubblica. Con il rischio di renderla una frattura insanabile, una ferita difficile da curare. In questi ultimi giorni ho visto di continuo troppi big politici nervosi, iracondi, che si scannavano su Eluana: una giostra vergognosa.

A cominciare da Berlusconi, schiumante di rabbia contro un sistema parlamentare che, a sentir lui, lo imprigiona e gli impedisce di decidere. Un Cavaliere troppo iroso e immemore dei suoi errori. Dal momento che, pur essendo al governo per la terza volta, non ha mai pensato di proporre la riforma dei meccanismi parlamentari o della Costituzione. Lascio perdere le enormità dei suoi propagandisti, capaci soltanto di urlare che la sinistra vuole assassinare Eluana.

Ma pure le opposizioni stanno dando il peggio di sé. Veltroni, con fretta incauta, ha accusato il Governo di voler aprire un conflitto con il Quirinale, come se il Caimano tentasse un golpe. Altri big del Partito democratico hanno definito «eversiva» la maggioranza. Repubblica ha gridato contro la svolta bonapartista di Berlusconi, pronto a instaurare un regime autoritario. L’eccesso è venuto dal solito Di Pietro. Per lui il centrodestra è un Partito nazista. Dimenticando che i nazisti uccidevano gli inabili e i malati terminali, e non li tenevano in vita, come vuole il Cavaliere.

La tragedia di Eluana ci ha infine rivelato che anche i due blocchi sono divisi al loro interno. I cattolici del Partito democratico forse voteranno la legge di Berlusconi. Ma pure il centrodestra ha un problema pesante: Gianfranco Fini. Non credo che il leader di An si limiterà a essere solidale con Napolitano. E non penso che voglia soltanto distinguersi da Berlusconi, per avere forza nella spartizione del potere dentro il futuro Popolo delle libertà. Posso sbagliarmi, ma nella testa di Fini e nel suo partito sta accadendo qualcosa. Dovremo valutarlo con attenzione.

Infine vedo il caos schiantare la politica italiana. Proprio mentre lo tsunami economico e la depressione ci impongono unità d’intenti e concordia nell’agire, la maledetta casta comincia un’altra guerra civile. Forse Eluana se ne andrà, ma noi resteremo qui. Alle prese con un incendio che sarà difficile domare.

A-Woman A-Man ha detto...

!!!!
Scritto qualcosa su questa legge farsa per l'accanimento terapeutico.
In effetti, potrai decidere il colore delle calze con cui essere tumulato oppure se sulla lapide ci vanno caratteri in ottone o in marmo.

Stronzi liberticidi clerico-fascisti .

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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