domenica 1 febbraio 2009

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Fată de ţigan

C’e’ stato un momento in cui hai iniziato a capire, dagli sguardi degli uomini, d’essere oggetto delle loro attenzioni. Morbosamente, talvolta in modo maniacale, ti hanno desiderata. Hanno voluto possederti, comprarti, e tu sei stata al loro gioco. Ti sei resa conto molto presto di quale era il loro fine e, quindi, anche del tuo ruolo. Eri eccitata da quel potere che sapevi di controllare: quello della seduzione.

Hai imparato molto presto a cavartela da sola trovando la forza ed il coraggio necessari per reagire e superare gli ostacoli che la vita ha posto, di quando in quando, sul tuo cammino. Se adesso guardi indietro, pero’, riemergono immagini di un passato che per lungo tempo hai cercato di rimuovere, e ti rendi conto di quanto gli uomini possono essere malvagi, spietati, brutali fino al punto di arrivare, per soddisfare i loro istinti, a fare a pezzi i sogni innocenti persino di una bambina.

Tua madre ti ha avuta da un padre che non ha mai desiderato una figlia; e neanche una moglie. Per lungo tempo ti ha convinta che le donne fossero solo prede, sempre a rischio dei maschi e dei loro indomabili desideri. Ti ha perseguitata con le sue ossessioni e con una rigida educazione. Ha sempre preteso che tu fossi la migliore. Perfetta icona che le serviva per riscattarsi, dovendo dimostrare a tutti che anche una ragazza madre poteva crescere la miglior figlia del mondo. Ed e’ per questo che, forse, non le hai mai confessato di quando il suo compagno tento’ di approfittare di te.

Eri un'adolescente. Ti ritrovasti le sue mani addosso. Dalla tua memoria hai cancellato quel volto, ma ricordi ancora la forza opprimente con la quale t’imprigionava e quel suo respiro pesante. A quel tempo non capivi… o forse si’, ma sapevi che tutto cio’ era sbagliato. Quella volgarita’ animalesca ti spavento’. Nonostante il peso del suo corpo ti schiacciasse, riuscisti in qualche modo a divincolarti, a sgusciare via, a sottrarti alla violenza. E quel gesto disperato, fortunatamente, ti risparmia oggi da ricordi assai piu’ dolorosi.

Tentasti di avvertire tua madre. Le dicesti che quell’uomo non ti piaceva. Cercasti di convincerla ad allontanarlo dalla vostra vita, ma non volle ascoltarti. Penso’ che la tua fosse solo la stizza di una ragazzina gelosa ed allora capisti che neanche a casa tua avresti trovato la protezione della quale sentivi il bisogno.

Fu cosi’ che te ne andasti. Fu quella la prima fuga, e ce ne sarebbero state tante altre, dopo, ogni volta in cui avresti sentito la sicurezza sfuggir via dalla tua vita. Come una zingara, eterna girovaga, avresti tagliato i ponti col passato, ricominciando altrove. Fino a quando, giungendo un giorno anche tu in quella citta’ invisibile in cui gli uomini non hanno il diritto d'entrare, hai scoperto che la serenita’ non abitava poi cosi’ distante da dove avevi iniziato il tuo viaggio.

"O, soţ iubit şi prinţ al meu,
Mi-ai spus acum un an
Că vrei să-ţi fiu stăpână eu,
O fată de ţigan!"

(Miron Radu Paraschivescu - Cântic De Paj)

12 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

all'inizio ho pensato che fosse un racconto inventato, ma poi ho compreso che era tutto reale.

Non credo che ci sia qualcosa peggiore della violenza sui minori, in particolare riguardo alle bambine.

Spero solo che questa tua sorella trovi nella città invisibile tutto l'affetto di cui ha bisogno.

Ciao Davide

Salazar ha detto...

Deroga al V Emendamento.
Leggi qui: http://www.comunitaitaliana.com.br/mosaico/mosaico11/markus.htm
Dove parla di irrequietudine.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grazie della poesia, Salazar. Hai un'ottima sensibilita'. Quella son proprio io.

paolo ha detto...

ciao..vedo molto nelle parole che non hai scritto.
si.perchè per me è più importante capire ciò che non hai detto ed io l'ho capito.

http://lepla.blogspot.com/2007/06/un-povero-idealista.html

un abbraccio sincero.
Paolo

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Paolo: Benvenuto. Posso chiederti cosa, secondo te, non avrei detto? :-)

paolo ha detto...

difficile da spiegare se non l'hai capito.
Le parole non dette esprimono i propri sentimenti ed emozioni...ed anche le delusioni dell'animo..per chi le sa leggere..

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Certo Paolo, ma occorrerebbe conoscere una persona molto piu' approfonditamente e non credo che il web lo permetta. Comunque:

difficile da spiegare se non l'hai capito.

Ti manca il tempo?
Provaci.

paolo ha detto...

on calma e tempo..leggi il mio blog..i miei pensieri e le mie rifelssioni.."perdi" un pochino del tuo tempo prezioso al fine di capire cosa vuol dire "fermarsi un attimo"
poi ci sentiamo..con calma.
buona serata
Paolo

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Paolo: Ho letto. E' molto bello. Grazie. :-)

giuseppe perani ha detto...

E' qui che è iniziato tutto?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E' qui che è iniziato tutto?

Da qui e' iniziato per molte ragazze dell'est. Venti anni fa in Italia stavate bene, vivevate la vostra "ricchezza" e quasi sfottevate chi arrivava dai paesi ex comunisti. Eravamo cosi' ridicoli/e, vestiti/e male, coi capelli improbabili, con quello strano accento: gli uomini a pulire i vetri delle auto ai semafori, oppure a fare i papponi, le donne a prostituirsi (chi aveva la giusta presenza) oppure a fare le badanti o le domestiche. Popoli senza dignita', ne' morale, forse pensavate. Popoli che lasciavano che le proprie figlie accettassero di ciucciare cazzi per soldi. Dei poveracci da criticare, da compatire, da utilizzare a basso costo, sia per i lavori domestici che per i pompini.
Un sentimento diffuso, essere considerate di serie B, che per molte di noi ha significato negare le proprie origini. Le russe dicevano di essere svedesi, le rumene spagnole, le ungheresi tedesche o olandesi.
Oggi, molte ragazze mi scrivono. Sono tutte italiane e molte di loro hanno problemi economici enormi nonostante siano laureate. Mi ricordano me, e molte mie sorelle che oggi insieme a me fanno le contadine. Sono giovani e belle, ma non sanno piu' come andare avanti. Fanno una vita di merda e pensano seriamente a prostituirsi piuttosto che pulire i cessi nelle stazioni ferroviarie per 500 euro al mese. Da questo si capisce che il punto di partenza e' per tutte comune; indipendentemente , e' un disagio economico crescente, e una voglia di cambiare la propria vita, e forse questa crisi insegnera' a tanta gente che non esistono popoli di di serie B, poveracci e immorali disposti a vendersi il corpo, e popoli di persone rette e per bene che non si venderebbero mai. Esistono solo PERSONE, e ciascuna persona sceglie per se stessa cio' che ritiene piu' giusto. E in tutto questo marasma, in tutto questo cambiamento sociale e di valori, gli zingari, fra tutti, da sempre abituati a vivere d'espediente e ai margini, sono quelli che meglio riusciranno a sopravvivere senza modificare i propri valori.
La vita e' una giostra, sai? E anche se non avrei mai pensato di dirlo, se dovessi fare delle scelte, oggi, magari rifarei le stesse, ma non partirei per l'Italia. Resterei, invece, nel mio paese che sa dare molte piu' sicurezze di quante l'Italia ne dia oggi alle sue povere figlie.

giuseppe perani ha detto...

Non generalizzare sull'approccio verso chi proveniva dai paesi dell'est. La maggioranza lo pensava, ma non tutti.
Sì, ricordo di una bionda olandese e me ne sono stupito.
Questo periodo ci sta provando parecchio e non so come ne usciremo, come hai detto esistono solo PERSONE e stiamo tutti facendo scelte di sopravvivenza, senza pregiudizi.
Qualcuno che si impegna disinteressatamente anche per gli altri c'è, forse non risolverà loro il problema di arrivare a fine mese, ma riesce nel suo piccolo a non far crollare la "baracca". non è Monti così non mi massacri e non si occupa di ora solare.
ciao Klara
Giuseppe

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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