sabato 10 gennaio 2009

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Non saro' mai una scrittrice

Non lo saro' mai. Sono capace solo di raccontare esperienze vissute. Non riesco ad inventarmi mondi totalmente immaginari, e la mia vita, immancabilmente e noiosamente, finisce per diventare la trama della storia, terminata la quale non avrei piu' niente da narrare. Qualsiasi cosa scrivessi sarebbe troppo in simbiosi con la mia persona. Mi renderebbe troppo protagonista e, al tempo stesso, renderebbe tutte le mie eroine troppo simili a me. Costanti, ripetitive, isteriche, pazze, lunatiche, indisponenti.

Ho un'anima sanguigna prigioniera in un involucro di riflessione denso e compatto. Sono troppo chiara, troppo banale, troppo prevedibile. Una vera scrittrice deve possedere la dote di stupire. La sua fantasia deve spingersi oltre i confini delle proprie esperienze. Non puo' raccontare all'infinito la storia del gatto all'interno del suo giardino. Deve sapersi davvero calare nei panni degli altri ed io non sono sicura di esserne capace.

Persino la discontinuita' che uso, nei tempi e nelle persone con le quali scrivo i miei brevi pensieri, evidenzia fin troppo il mio stato d'animo. Quando la storia mi coinvolge oltremisura, e fa riaffiorare antiche ferite, uso la terza persona immersa in un passato remoto: cosi' riesco a distaccare l'emozione, ad allontanarla, a guardarla dipinta sulla tela senza che essa possa ferirmi. L'uso invece di un presente in cui sguazza la prima persona mi fa rivivere l'esperienza oppure mi avvicina a chi l'ha vissuta. Qualcuno a cui ho voluto bene e che, in quel momento, voglio ancora sentir vicino a me.

Conosco devochki che hanno avuto le stesse ambizioni e che, alla fine della loro carriera, si sono cimentate nella scrittura delle loro memorie. Alcune, come Belle de Jour, hanno scelto di restare anonime ed oggi, all'ennesimo squallido libercolo venduto online che racconta di improbabili prodezze nei letti di ricchi ambasciatori e di uomini di prestigio, hanno gia' fracassato le palle a tout le monde. Come dico sempre: "Per un certo genere di letteratura, dopo Emmanuelle, non c'e' piu' storia".

Altre invece, per vanita', hanno voluto mostrare il loro volto tentando di ricrearsi una rispettabilita' cercando di far dimenticare il loro passato e, soprattutto, di riuscire esse stesse a dimenticarlo. Nelle prefazioni dei loro romanzetti dichiarano che le esperienze delle loro eroine, schizofreniche ed un po' puttane, in fondo sono solo inventate. Loro, rampolle di nobili famiglie quelle cose li’ non le hanno mai fatte e quegli ambienti cosi' perversi e depravati non li hanno mai frequentati. E' ovvio che se sono cosi' brave a scrivere e cosi' capaci di immedesimarsi, e’ solo perche’ fin dall’asilo hanno letto Nabokov.

A volte, quando mi capita di leggerle o ascoltare le loro interviste, affettate, con voci impostate e termini scelti giusti giusti per l’occasione, m'immagino in quelle situazioni e mi vedo ridicola. Cio’ e’ sufficiente a far sparire dai miei pensieri ogni velleita’ scribacchina.

Non amo rompere le palle fuori da questo luogo, che ritengo la mia "stanza dei pensieri", e siccome non riesco ad essere cosi' ipocrita e falsa da rinnegare la mia vita e cio' che sono stata in cambio di un pugno di spiccioli e di una futile celebrita’, credo che la carriera della scrittrice ex puttana, che racconta ad un pubblico di maschietti infoiati le sue copule a pagamento, proprio non mi si addica. Oltretutto, come ho scritto piu' volte, non vorrei mai essere una goccia nel mare della mediocrita'.

Amerei invece fare del buon giornalismo. Ma non quel giornalismo che la gente e' abituata a vedere in TV, quello tutto patinato e leccato che poi si trasforma in opinionismo da insulso salotto borghese. Parlo di giornalismo investigativo. Quello basato sui contenuti e non sull'esteriorita'. Quello che non rende note le facce ma che, anzi, esige che queste siano sconosciute. Quello che non fa audience ma spero serva a costruire un mondo migliore.

37 commenti :

fabio r. ha detto...

le motivazioni (tutte valide ci mancherebbe altro) che adduci per sostenere che non potresti mai essere scrittrice fanno di te GIA' una scrittrice. cedrto, sei prigioniera della tua dialettica, ma proprio tutte quelle valide ragioni che ora pianti in terra, ben salde, come paletti di uno steccato attorno al tuo giardino, beh proprio loro sono la prova che in realtà il tuo backyard non ha confini.
E poi gli occhi del gatto non conoscono limiti spaziali, come quelli di un sioux che - sebbene viva in una riserva - sa che i bianchi non potranno mai rubargli altra terra, perchè la terra è di tutti. Noi siamo proprietà della terra, siamo ospiti di quel giardino, che esisterà sempre, a prescindere dalla nostra morte corporale (come direbbe Francesco). Così le tue parole sono già letteratura, il tuo giardino è il mondo. La tua vita è un insieme di milioni di frammenti che tu potrai trascrivere poco alla volta, ad alla fine (come disse Borges) ci condurrai in alto, a vedere quello strano mosaico che è la tua vita da una distanza appropriata, per apprezzarne i confini.
Vai avanti così. Scrittrice.

Anonimo ha detto...

se pubblichi un libro: romanzo, racconto, fiabe per bambini ecc....
batti un colpo


Guggenheim

Karla Keng ha detto...

non sarò mai, non saro mai....
Cos'è una scrittice? Una che scrive? una che viene letta? una che pubblica? una che promuove quel che pubblica?
Ci si rammenti di E. Cioran (che non parlava dello scrittore, ma di colui che scrive): si scrive non perché si ha qualcosa da dire, ma perché si ha voglia di dire qualcosa (cito a memoria da Squartamento)

Rita ha detto...

chissà perchè le storie delle belle senz'anima attirano così tanto gli editori.magari anche tu avrai avuto qualcuno che te lo ha proposto, io per paura ho cancellato per 3 volte il blog, ma la grafomania e l'esigenza di parlare a me stessa e rileggermi è piu forte di tutta la paura del mondo .non saremo mai scrittrici , non si vende quello che è anima, si vende il corpo, i gemiti i sorrisi ma non l'anima, quella la possono solo prendere in prestito da qui..e magari se ne ho voglia, altrimenti siamo libere di cancellare tutto..almeno quel che è scritto .

Gio ha detto...

Beh, secondo me dopo che Margaret Yourcenar ha finito di scrivere il primo capitolo de 'Le memorie d'Adriano' ... ci sentiamo tutti degli analfabeti pezzenti.
Dopo che Mozart ha finito di comporre il Don Giovanni ci sentiamo tutti delle nullità.
E che dire di quanto Giacomino Leopardi ha scritto 'quando sovvienmi di cotanta speme, un affetto mi preme, acerbo e sconsolato'?
Se poi lo senti recitato da Foa ... che brividi!
Una semplice domanda: perchè vuoi scrivere?
Mi pare di capire (grande acume invero ;-) ) che sei stata una prostituta - ho una domanda semplicissima per te: durante questa esperienza hai imparato qualcosa dell'umana specie?
Qualcosa di non superficiale e non che deve far venire pensieri allegri ai maialastri che ti divorerebbero con gli occhi ma che li potrebbe far sentire rivoltati come calzini, perchè tu riesci davvero a vedere dentro di loro,perchè tu HAI visto dentro di loro?
(ps: non tutti quelli che vanno con una prostituta sono dei maialastri nè dei superficiali!).
Non ho letto nulla in merito, ma sarebbe interessante leggerne, anche se non avrai la penna di Margaret o la malinconia di Giacomo.
Ciao!

lucenera ha detto...

perchè quel "mai"? Non ti è capitato di riuscire a fare una cosa benissimo senza credere che quella cosa rifletta le tue aspirazioni, capacità? Le grandi imprese, le grandi opere, le grandi scoperte, non sono mai scaturite dalla razionalità, certo nello sviluppo di una idea serve eccome la razionalità, ma la convinzione ha sempre pochi basi concrete all'inizio, poi la cosa che mi sfugge, perchè chiederti se non lo sarai? Stai valutando il tuo potenziale, o peggio la tua direzione? Sei mica il vento eh? :-)

ps: sempre con tanta stima.

Jakala ha detto...

Non lo saro' mai. Sono capace solo di raccontare esperienze vissute. Non riesco ad inventarmi mondi totalmente immaginari, e la mia vita, immancabilmente e noiosamente, finisce per diventare la trama della storia, terminata la quale non avrei piu' niente da narrare.

La maggior parte degli scrittori americani bravi ha scritto libri basati sulla propria biografia.
Oltretutto mi pare che continui a vivere, quindi avrai altro da raccontare, forse meno erotico, ma magati ugualmente interessante.
Quindi non pensare di non saper scrivere per questo.

Se invece ritieni che il giornalismo investigativo sia più coerente con le tue scelte attuali, questo è un altro discorso.

In ogni caso buona scelta

lucenera ha detto...

@ Rita
"ma la grafomania e l'esigenza di parlare a me stessa e rileggermi è piu forte di tutta la paura del mondo"


Quando la scrittura è terapeutica, ma credo che Chiara scriva per altri motivi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Fabio r.: Grazie per la fiducia che riponi nelle mie capacita', ma so riconoscere i miei limiti. Nell'ultimo anno mi sono sciroppata un paio di libercoli scritti da ragazze che, avendo vissuto esperienze da prostitute, hanno voluto raccontare la loro storia. Come se essere state prostitute sia equiparabile all'aver fatto chissa' che cosa...
Comunque, commercializzare la propria vita, le proprie esperienze, le proprie emozioni, quando gia' lo si e' fatto con il proprio corpo per molti anni, e' un qualcosa che, per certi versi, mi disturba. Arriva un momento in cui si deve dire "basta".
Se continuero' a scrivere raccontini, lo faro' senza alcun scopo di lucro e solo per diletto personale... un po' come se raccontassi delle fiabe a degli amici.
Altra cosa e' invece un certo tipo di giornalismo. Ho scoperto solo da pochi anni la soddisfazione che si prova a far qualcosa di utile non solo per se stessi, e non intendo, al momento, cambiare direzione.

@ Gugge: Se dovessi pubblicare qualcosa del genere lo vedrai scritto prima in questo blog.

@ Karla Keng: Certo. Si scrive essenzialmente per quello, ma esiste un limite in me che al momento ancora m'impone di di soprassedere. La mediocrita' mi spaventa. Soprattutto quando di essa non v'e' consapevolezza.

@ Rita: Non e' piu' tempo di compravendite. A questo punto preferisco regalarla, quella parte della mia anima.
Ovviamente va anche saputa leggere.

@ Gio: Non ho letto nulla in merito, ma sarebbe interessante leggerne, anche se non avrai la penna di Margaret o la malinconia di Giacomo.

Dovresti leggerti un po' dei miei quasi 1300 post, e forse vi troverai qualche frammento di cio' che cerchi in mezzo a tante cazzate. :-)

@ Lucenera: Non ti è capitato di riuscire a fare una cosa benissimo senza credere che quella cosa rifletta le tue aspirazioni, capacità?

Si', mi e' capitato. Ma l'ho capito solo dopo.

@ Jakala: Oltretutto mi pare che continui a vivere, quindi avrai altro da raccontare, forse meno erotico, ma magari ugualmente interessante.

Nel mio post "Ragazze in vendita", ho acceso per un attimo la luce su cio' che si avvicina maggiormente ai miei interessi attuali.
Purtroppo, muoversi in certi ambiti non e' compatibile con la notorieta', per quanto futile, di uno scrittore o di una scrittrice.

@ Lucenera: ma credo che Chiara scriva per altri motivi.

In questo blog scrivo essenzialmente in funzione terapeutica per me stessa. Altrove anche per altri motivi. :-)

Kameo ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucenera: Non ti è capitato di riuscire a fare una cosa benissimo senza credere che quella cosa rifletta le tue aspirazioni, capacità?

Si', mi e' capitato. Ma l'ho capito solo dopo.



Credo siano gli artisti che fanno le cose senza comprendere perchè le fanno mentre le fanno. E se ne accorgono solo a distanza.

Gio ha detto...

Sicuramente è difficile,e potresti anche giustamente incazzarti, ma a questo punto mi incuriosisce leggere 'te'.
Conosco bene la sensazione di disagio che si può provare quando si è messi li, come 'oggetto di studio' da analizzare fin nelle viscere.
Tu ci hai detto qualcosa di intimo e accidentale che è capitato nella tua vita. Onde evitare fraintendimenti, voglio dirti qualcosa di intimo e non accidentale della mia.
Non voglio mettermi nei tuoi confronti nel rapporto gerarchico 'medico - paziente da manipolare come fosse un manichino' che fin da bambimo ho dovuto sopportare di tanto in tanto.
Semplicemente ... ok, meglio chiudere qui per ora.
Un tuo cenno e mi vedrai scomparire per sempre, ok?
Ciao!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Un tuo cenno e mi vedrai scomparire per sempre, ok?

Ma perche' dovrei desiderare che tu sparisca, scusa?

Mica mi hai fatto qualcosa di tremendo. Anzi, finora sei pure simpatico.

Secondo i dati in mio possesso, oppure cio' che quelli che hanno voluto relazionare con me in internet mi hanno dato a bere, pare che gli psicologi o i presunti tali rappresentino il 99% dei frequentatori del web, soprattutto dei blog in cui si puo' intravedere un probabilita' di "rimorchio".

Quindi, cortesemente, evita d'improvvisarti psicologo (vero o millantato) che' saresti il cinquantesimo della lista. :-)

Duval ha detto...

Senti, Chiara, è probabile che un certo numero di frequentatori di MenteCritica passi di qua, almeno inizialmente.

Te la sentiresti di accollarti l'impegno di una "crescita" gestionale notevole e di "aprire" il blog?

E non far finta di non aver capito ... che tanto sappiamo che hai capito benissimo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Che significa "aprire il blog"?
Giuro che davvero non ho capito. Mi pare che il blog sia gia' "aperto".

Gio ha detto...

Evviva, questa volta sei stata tu a fraintendere ;-)
Ok, forse è anche colpa mia ...

Quello che cercavo di dire in modo un po' implicito è che anche io, nella mia vita, ho maturato un rapporto 'strano' con il mio corpo, manipolato da mani di gente che non conoscevo - medici, infermieri et similia che così tante volte, anche da bambino, mi hanno toccato, frugato etc.
Mi sono spogliato a comando decine e decine di volte.
Aggiungiamoci che è un corpo sul quale la malattia ha lasciato dei segni piuttosto ... si può dire schifosi su questo blog? ;-) e che quindi è rimasto solo 'fenomeno da rapporto medico-paziente', e per certi versi una grande palla al piede.
Forse mi sbaglio, ma noto certe simiglianze?
Sto andando drammaticamente OT, indi per cui passo e chiudo.
Ciao!
PS: non ho idea di cosa sia mentecritica ...

Duval ha detto...

Aperto significa un blog dove il blogger abilita/autorizza uno o più nick a scrivere e gestire i propri scritti, con la possibilità, ovviamente, di revocare le autorizzazioni.

Adesso qui noi possiamo solo commentare, non pubblicare qualcosa di iniziativa.

Il blog diventa meno un tuo diario ma più un salotto.

lucenera ha detto...

@ Chiara

Terapuetico il tuo diario??? Se la terapia smaltisce qualcosa del passato va bene, ma se lo fai costantemente con tutto ciò che di nuovo sta arricchendo la tua esperienza di vita.......non credo tu ne abbia bisogno. Però poteri sbagliarmi, c'è chi dall'analista ci va una vita intera, chi tre mesi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucenera. Scrivere puo' essere terapeutico. Un passatempo che rilassa. Un fare qualcosa che ci piace.

@ Duval: perche' ritieni che debba essere arrivato il momento di "aprire" questo blog? Per renderlo simile a MC? Perche' dovrei farlo?
Non dico che non sia un'ipotesi fattibile ma perche' mi fai questa proposta?
Dopotutto neanche MC permette di scrivere articoli senza controllo. Se vuoi scrivere un articolo da loro lo devi inviare e loro scelgono se pubblicarlo oppure no.
E questo e' possibile anche qui: mi invii un articolo come commento e mi preghi di pubblicarlo.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gio: questo e' MenteCritica:

http://www.mentecritica.net

Un blog dove anche i commentatori possono scrivere articoli se vengono approvati dalla redazione.

Duval ha detto...

perche' ritieni che debba essere arrivato il momento di "aprire" questo blog? Per renderlo simile a MC? Perche' dovrei farlo?
Non dico che non sia un'ipotesi fattibile ma perche' mi fai questa proposta?
Dopotutto neanche MC permette di scrivere articoli senza controllo. Se vuoi scrivere un articolo da loro lo devi inviare e loro scelgono se pubblicarlo oppure no.


Non ritengo che tu DEBBA farlo, alla luce dei prossimi avvenimenti (probabile arrivo di nick da MC) è una semplice proposta.
Tu sei un gestore (femmina :-)) eccezionale, in quanto a quantità e dedizione, e potresti forse sobbarcarti l'onere e l'onore di un blog più impegnativo.

Che gli articoli debbano essere controllati è sottinteso, ed è uno degli impegni gestionali più gravosi, ma iniziare un discorso può essere più qualificante che intervenire in uno altrui.

Ma sono cose che sai e non capisco bene lo scopo della domanda "perchè mi fai questa proposta?"; a meno che tu non abbia pensato ad un mio interessamento diretto nella questione.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

iniziare un discorso può essere più qualificante che intervenire in uno altrui.


Si'. Certo. Ma per me presuppone un compito aggiuntivo e non sono certa di avere il tempo.

Potrei pero' pensarci seriamente. Magari iniziando con un periodo di prova adottando un sistema molto semplice e cioe' permettendo l'invio di articoli, sottoforma di commenti, con la dicitura "da pubblicare come articolo" che io esaminerei e poi eventualmente pubblicherei come articolo indicando nome e profilo blogger dello scrittore.

Su questo mi piacerebbe pero' conoscere il parere di chi mi legge.

a meno che tu non abbia pensato ad un mio interessamento diretto nella questione.

Ti piacerebbe pubblicare qui qualche tuo articolo accettando anche la possibilita' di un rifiuto?

Duval ha detto...

Ti piacerebbe pubblicare qui qualche tuo articolo accettando anche la possibilita' di un rifiuto?

Mi sarebbe sempre piaciuto, tra l'altro una volta hai pubblicato un mio commento come articolo-racconto; ma credo che a molti piacerebbe. L'eventuale rifiuto? Io sono di cultura antica, rispettoso delle regole; se partecipo ad un gioco dove c'è un arbitro, non discuto le decisioni dell'arbitro e neppure sto a pensarci troppo su.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Allora potrei iniziare la prova proprio con te.
Non ti comunico le regole perche' presumo che tu le conosca e tu sappia bene cio' che non pubblicherei mai.

Duval ha detto...

Beh... ma ... mi cogli alla sprovvista! Noi Italici abbiamo bisogno di meditare, fagocitare con calma, non siamo mica pragmatici come voi. :-)

Scherzi a parte sono lusingato ma ... non ho pronto nulla e sono notoriamente pigro.

Domani vedo ... grazie.

gatsby ha detto...

@ Chiara "Non saro' mai una scritrice"

Esiste una cosa fastidiosa nel tuo modo di esprimerti.
Passi invariabilmente da una condotta fortemente narcisistica, ad una versione minimalista e modesta.
Il classico atteggiamento stronzo.
Non hai certo bisogno che qualcuno ti dica "ma no, sei bravissima, saresti un sucesso".
Poiche'conosco i miei simili, sono propenso a credere che tu appartenga naturalmente alla prima categoria,citata all' inizio,solo artificiosamente alla seconda.
Perche' scrivere una scemenza del genere?
Sai benissimo che potresti scrivere qualsiasi cosa, se tu solo lo volessi.
Semmai, la questione dovrebbe essere esaminata sotto altri aspetti.
In molti casi Non si diventa scrittori anche perche' si e' troppo esigenti con se stessi.
Recentemente il Nobel alla letteratura e' stato assegnato a Le Clezio.
Fatto gravissimo, a parer mio, non solo perche' Le Clezio e' scrittore mediocre, ma perche'conseguentemente sorge spontanea la sensazione che il Nobel possa essere assegnato a cani e porci.
La letteratura moderna e' piena di scrittori mediocri, i tavoli delle librerie sono pieni di spazzatura.
Al limite, se tu decidessi di pubblicare, non potresti essere inferiore a tanti di loro.
Saresti, nella peggiore delle ipotesi, una dei tanti.
Difficile da accettare, per un narcisista, non e' vero?
Lo so bene...Sono anni che lavoro ad un libro.
Ma ogni volta che mi scontro con un capolavoro - l'ultimo "La spiegazione dei fatti" di John Banville - mi accorgo
di essere semplicemente impresentabile.
Comunque e' vero..ti vedo meglio nella veste giornalistica.
Non scendi a compromessi e saresti certamente una gran "rompicoglioni".
In senso buono, certo.
Stile Gabanelli/Report, uno dei pochi esempi di giornalismo verita'al quale ritengo tu ti possa ispirare.

Donna Cannone ha detto...

Ciao Chiara. Tutto sta a capire cosa intendi con 'scrittrice' e, forse, perchè vorresti esserlo. per poi andare oltre.
In parte ciò che dici è condivisibile: inutile ripetere sempre le stesse cose. Ma siamo davvero capaci di uscire da noi stessi? Conosco una persona, che 'insegna' a scrivere, la quale sostiene che tutto è già stato detto, ma ognuno ha comunque il diritto di ri/raccontare le stesse storie, le proprie, quelle che intende creare. La differenza sta nel modo in cui le si scrive, che deve essere accattivante, altrimenti la gente si annoja.
E la ragione di continuare a scrivere starebbe nel fatto che nonostante tutto, le storie continuano ad affascinarci, così come l'animo umano da cui sgorgano.
Amen

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Donna Cannone: In parte, tu e Gatsby, avete individuato un frammento del problema. Se devo scrivere per diletto personale, per soddisfare un mio bisogno, allora tanto vale farlo qui, in un semplice blog in cui tutto cio' che esprimo non e' un prodotto in base ad un'esigenza editoriale, ma cio' che io penso.
Posso raccontare sempre le stesse cose senza il timore di apparire mediocre. :-)

PS x Gatsby: io sono estremamente vanitosa. Talmente vanitosa da vantarmi persino della mia umilta'. Pensa tu. :D
Differentemente da tante persone, che appena possiedono qualcosa subito credono di far parte di un'elite, resto ben salda con i piedi per terra. Non esiste niente e nessuno che possa assumersi il ruolo di "protagonista" se non nella propria vita della quale interessa una beata fava a nessuno, se non alle persone vicinissime.

fikasicula ha detto...

c'e' un libro di marquez che se non erro è titolato "vivere per raccontarla". è un bel tomo sulla sua vita raccontata alla sua maniera. non mi ha annoiato neppure una virgola di quanto ho letto e tutto quello che marquez ha immaginato lo ha comunque ritagliato nei contesti che aveva conosciuto.

inventare storie senza immaginarle nel proprio presente per me significa anche fare scrittura senza corpo e passione. testi stilisticamente ineccepibili ma narrazioni senza sangue e cuore, che poi sono quelle che piacciono a me.

il mondo della scrittura, anche quello si, è sessuato. a parte le accademie della crusca ci sono sette che impongono la corrente di pensiero della scrittura maschia, asettica, fuori da se'.
sono gli stessi scrittori che se tu sei donna e scrivi di sesso ti chiamano puttana. se scrivi della voluttà e del desiderio di tuo figlio mentre lo allatti ti dicono che è qualcosa da pubblicare su una rivista femminile.

la scrittura femminile è un po' una rivoluzione. se la leggi fa differenza. è una scrittura sporca del sangue che ci scorre tra le gambe perchè per noi vale il partire da se'.

è quella la forza. perciò non crucciarti. se hai voglia di scrivere fallo. e se la protagonista del tuo racconto somiglia a te, va bene. conosci un uomo che è in grado di narrarsi come ci narriamo noi? in maniera spregiudicata e coraggiosa?

io pochi e quei pochi sono bravi e molto.
gli uomini non scrivono di se' perchè non sanno guardarsi dentro fino in fondo. quando lo fanno non sanno rivelarsi a se stessi attraverso la scrittura. se tu invece lo sai fare allora sii orgogliosa di te. i mondi stretti della maschiocrazia in narrativa non sono sufficienti per noi...
e forse neanche per te!
ciao :)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Grazie fikasicula, e' un bel commento. Gia' leggendo il tuo blog avevo intuito una certa affinita'.

davide ha detto...

Cara fikasicula,

""conosci un uomo che è in grado di narrarsi come ci narriamo noi? in maniera spregiudicata e coraggiosa?
io pochi e quei pochi sono bravi e molto.
gli uomini non scrivono di se' perchè non sanno guardarsi dentro fino in fondo. quando lo fanno non sanno rivelarsi a se stessi attraverso la scrittura.""

Condivido quanto hai detto. Solo pochissimi uomini sanno raccontare di sè come fanno le donne.

Anche quando leggi un blog, noti subito quanto siano più coinvolgenti e interessanti i blog femminili rispetto a quelli gestiti da maschi.

ciao Davide

fikasicula ha detto...

chiara: di niente cara. è dovuto e poi per quello che ho letto fino ad ora sul tuo blog posso dirti che non mi sono annoiata per niente :) quindi continua così. :*

davide: si è quello che noto anch'io e giuro non sono di parte. è una difficoltà di genere, non generalizzabile certo. però esiste. la differenza tra la scrittura maschile e quella femminile c'e' sempre stata ma hanno provato a racchiuderla in una classifica che vincolava le donne ad una scrittura che veniva definita "intimista". che è un modo carino per dire che noi siamo solo brave a fare cose "diaristiche" è lo stesso che in fondo si dice sui blog al femminile e non c'e' nulla di più brutto da dire per sottolineare il fatto che i blog delle donne sono "meno importanti".

per fortuna ci sono quelli come te che se ne sono accorti :)
ciao

Duval ha detto...

@Davide:
Condivido quanto hai detto. Solo pochissimi uomini sanno raccontare di sè come fanno le donne.

Quali uomini? Quali donne?
Facciamo un pò di nomi per non arrotolarci nella solita "tuttologia della minkia"?

La donna si racconta meglio perchè le scorre sangue fra le gambe e l'uomo si racconta peggio perchè gli scorre sperma?

Mi pare una buona base di partenza per la costruzione di una sana teoria razzista; che ci dimostrerà che le cagate di Susanna Tamaro sono perle frutto del nettare rosso mensile.

“Sentinella, quanto resta della notte?” (Isaia 21,11).

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi pare di aver gia' scritto cio' che penso riguardo ad un diverso modo di scrivere fra uomini e donne (che c'e', e' inutile negarlo).

http://chiara-di-notte.blogspot.com/2008/08/scrittrici-e-scrittori.html

Si', lo so, le mie sono solo cavolate che ogni tanto mi scaturiscono dalla mente, ma almeno sono cavolate sincere.

davide ha detto...

Caro amico Duval,

""Quali uomini? Quali donne?
Facciamo un pò di nomi per non arrotolarci nella solita "tuttologia della minkia"?""

Mi stavo solo riferendo alla mia esperienza personale e pertanto dovrei fare nomi di donne e uomini che non conosci.

Comunque il fatto che le donne sappiano parlare di se stesse meglio degli uomini non vuol dire che siano solo per questo migliori.

Degli uomini possono stare in un ufficio insieme per 30 anni senza mai dirsi niente sulla loro vita intima, mentre ciò raramente accade fra le donne.

Per la maggior parte degli uomini parlare sinceramente di cose intime è estremamente imbarazzante.

Ciao Davide

PS. Non ti dimenticare di segnalarmi gli errori di ortografia che faccio! Grazie.

Flyingboy ha detto...



Kada sam prvi put pročitao oglas, zagrcnuo sam se i opsovao i pljunuo i bacio novine na pod.
Budući se činilo da ni to nije sasvim dovoljno, podigao sam novine, odmarširao u kuhinju i
gurnuo ih u kantu za smeće. Dok sam bio tamo, napravio sam si mali doručak i dao si vremena da
se smirim. Jeo sam i razmišljao o nečemu sasvim drugome. To je dobro. Tada sam iskopao
novine iz smeća i okrenuo stranicu s osobnim oglasima, samo da se uvjerim da je ta prokleta stvar
još uvijek tamo baš onakva kakve sam je se sjećao. Bila je.

---
Il anucio nell giornale diceva:

“MAESTRO cerca allievo. Si richiede un sincero desiderio di salvare il mondo! Presentarsi di persona.”
....

"Vuoi un programma di lavoro?"
"Certo che lo voglio"
"Eccolo qui: la storia della Genesi deve essere ribaltata: Per prima cosa Caino deve smettere di uccidere Abele. Questo e' essenziale se volete sopravvivere: E subito dopo, ovviamente, dovete sputare il frutto dell'albero proibito. Dovete rigettare definitivamente e senza remore, l'idea che voi sappiate chi deve vivere e chi morire su questo pianeta.
" Si', tutto chiaro, ma questo e' un programma per l'umanità, non per un uomo solo: che cosa dovro' fare io?"
" Tu dovrai insegnare ad altre cento persone quello che io ho insegnato a te e ispirare ognuno di loro ad essere un maestro per altri cento"



Izmael
ISBN: 963 04 3743 0
Föld Napja Alapítvány

Ishmael
ISBN 8842807311
il Saggiatore

Flyingboy ha detto...

99

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval:

Ho ricevuto il pezzo. Credo che lo pubblichero'. E' un po' strano ma puo' essere la base per una discussione.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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