martedì 27 gennaio 2009

22
comments
Il filtro dell'amore perduto

Apparve. Sbuco’ dal retrobottega, richiamata dal campanello sopra la porta che, col suo tintinnio, l’aveva avvertita che qualcuno era entrato. Indossava una camicetta ed un’ampia gonna tutta balze e volant. Ai lobi portava due grandi orecchini a cerchio ed i lunghi capelli corvini, talmente neri da apparire quasi innaturali, erano avvolti in un foulard variamente colorato, allacciato come una bandana.

- Buongiorno – disse scrutando la giovane ragazza pallida e dall’aria un po’ timida appena entrata – come posso aiutarla?
- Scusi… ho visto il cartello in vetrina. Dice che qui vendete filtri speciali…
- Si’ - disse la donna dietro al banco con un sorriso complice e sornione – ha in mente qualcosa di particolare?
- Beh… insomma… avrei bisogno di un filtro in grado di far innamorare… non so se…
- Ah… ma certo, i filtri d’amore sono proprio una nostra specialita’. E’ per qualcuno che e’ libero oppure e’ impegnato?
- E’ sposato… con figli… perche’, c’e’ differenza?
- Beh, si’… per un uomo sposato ci vuole qualcosa di piu’ concentrato, che agisca in profondita'. Soprattutto se ha dei figli i legami da spezzare sono piu’ tenaci. niente di particolarmente complicato... solo le costera’ un po’ di piu’…

La donna che usci’ da dietro il bancone pareva la materializzazione di Esmeralda appena uscita dal romanzo di Victor Hugo. Era alta e snella. Non dimostrava piu’ di trentacinque anni ed i suoi occhi, chiarissimi, contrastavano con l’idea che si poteva avere di una fattucchiera. Si protese fino ad arrivare con il volto vicinissimo a quello della ragazza, tanto che quest’ultima ne pote’ percepire il respiro che profumava di ginepro.

- Ma non si preoccupi per il prezzo - disse con voce sottile come un filo di seta - ci metteremo d’accordo. Avrei invece bisogno che mi raccontasse qualcosa di piu’… non e’ semplice individuare il filtro piu’ efficace. Piu’ cose sapro’ e meglio potro’ indicarle quello giusto.

- Ebbene – inizio’ a raccontare la ragazza – lui mi ha corteggiata per tanto tempo. Mi attraeva, mi affascinava, ma all’inizio evitavo d’incoraggiarlo. Un uomo sposato e con figli che affidabilita’ puo’ dare? Lei mi comprende…

La zingara annuiva senza dire una parola ed ascoltava il racconto della giovane che si era lasciata andare e sciorinava la sua storia come solo le donne sanno fare quando si trovano di fronte ad altre donne.

- Ma io non sono mai stata come quelle che sanno far sentire il loro profumo agli uomini tenendoli pero’ a distanza di sicurezza, come dei giocattoli, compiacendosi nel vederli sbavare. Cosi’, alla fine, gli ho ceduto ed e’ stato come se mi si fosse aperta la diga del cuore. Gli ho rovesciato addosso tutto quanto l’amore che conservavo dentro… ma per lui non e’ stato cosi’. Dopo e’ cambiato. E’ come se fosse rimasto deluso. Da allora mi sfugge ed io soffro le pene dell’inferno perche’ lo amo pazzamente. Vorrei stare sempre con lui, vorrei che pensasse a me ogni istante, cosi’ come io penso a lui e vorrei che ritrovasse quell'amore del quale pare abbia perso ogni traccia.

- Lei parla d’amore perduto… - disse la zingara – di storie come la sua ne ho sentite tantissime, sa? E qui, in questa bottega, ci siamo sempre occupate di trovare un rimedio a questo problema che tormenta le anime fin dalla notte dei tempi. Vedra' che con il nostro filtro sara' in grado di ritrovare quell'amore.

La donna rise con sincerita’, ma la ragazza non riusciva a capire fino a che punto stesse prendendosi gioco di lei.

- Adesso vorrei spiegarle qualcosa di noi. Qui siamo soltanto donne e lo sa per quale motivo? Perche’ solo le donne sanno cosa sia l’amore, e questo ci rende competenti per placare le pene che affliggono il cuore. Ma non restiamo in piedi, accomodiamoci di la’, nel retrobottega… e’ l’ora del te’. Ne gradirebbe una tazza? Anzi, se le fa piacere diamoci pure del tu. Io sono Klára.
- Io mi chiamo Elisa. Molto lieta. Ma non so se…
- Intendi dire che hai timore? Hai paura che questo sia l’antro di una strega?
- Qui e’ tutto cosi’ strano…
- Allora chissa’ cosa penserai quando vedrai le mie sorelle
– rise ancora Klára facendole strada.

Elisa la segui’ nel retrobottega e si guardo’ intorno. Credeva di accedere ad un locale angusto e disordinato invece, appena entro’, vide un ambiente spazioso, confortevole ed arredato con gusto. Era un’immensa stanza a meta’ fra una cucina ed un soggiorno. La luce entrava abbagliante da una grande vetrata che occupava quasi tutta la parete centrale, mentre sul muro di destra si apriva la bocca di un grande camino che diffondeva calore, e su quello di sinistra erano appesi oggetti, quadri d’ogni genere e piatti decorati. C’erano divani, poltrone e tappeti, ed al centro un grande tavolo rotondo circondato da sedie e gia’ apparecchiato con tutto l’occorrente per il te’.

- E’ bello qui! - esclamo’ Elisa.
- Sono felice che ti piaccia. In fondo non c’e’ niente di piu’ confortante che stare bene in un posto. Anche solo per prendere una tazza di te’. Adesso ti presento le mie sorelle.

Klára prese un campanellino d’argento da un ripiano e lo tintinno’ emettendo un suono acuto e dolcissimo. Controluce, dal forte chiarore che filtrava attraverso la grande vetrata, due sagome indistinte parvero materializzarsi e, lentamente, via via che gli occhi di Elisa mettevano a fuoco l’immagine, presero forma. La ragazza cerco’ di individuare l’apertura nella parete di vetro dalla quale dovevano essere entrate, ma non riusci’ a scorgerla, tanto che penso’ di trovarsi di fronte ad un’illusione ottica.

- Ecco, queste sono le mie sorelle: Mariska e Zsanika.

Le due apparizioni avevano anche loro pressappoco l’eta’ di Klára e, se pur con qualche dettaglio che le differenziava, erano vestite come lei: portavano entrambe abiti in stile zingaresco, grandi orecchini a cerchio pendenti dai lobi ed i capelli lunghissimi fasciati in bandane colorate. Mariska pero’ i capelli li aveva rossi come il fuoco, soffici e con i morbidi riccioli che le fiammeggiavano sulle spalle, mentre quelli di Zsanika erano lisci, pesanti e setosi, di un biondo talmente chiaro e cangiante che nessuno si sarebbe sorpreso di vederli risplendere persino nella notte.

“Fantastiche” penso’ Elisa guardando ammirata le tre figure. Le pareva di trovarsi in un’altra dimensione, diversa da quella in cui era prima di entrare in quella bottega. Mariska le tese la mano ed accenno’ un piccolo inchino con gli occhi, anch’essi chiarissimi come quelli di Klára. Cosi’ come lo erano quelli di Zsanika che si presento’ allo stesso modo. Poi, le due donne si accomodarono su un divano mentre Klára porgeva loro le tazze in cui aveva appena versato il te’.

- Lei e’ Elisa – disse Klára – ed e’ qui da noi perche’ ha bisogno di un filtro d’amore.
- Vieni, Elisa, lascia che ti guardi
– la invito’ Mariska – vedo che sei pallida, smagrita, sciupata. Hai le occhiaie e le mani che ti tremano… da quanto tempo stai male?
- Da otto mesi, signora
- rispose sconfortata la ragazza.
- Otto mesi! Otto mesi! – ripeterono le tre zingare quasi all’unisono – Ma e’ terribile!
- Elisa, bevi il tuo te’, adesso
– riprese Mariska – poi, potrai raccontarci come i tuoi guai sono iniziati ed insieme troveremo il rimedio.

Elisa bevve. Il te’ aveva un gradevole aroma misto di frutti di bosco, vaniglia e menta. Fragranze che si alternavano nel palato in una girandola di sapori. Penso’ che quella fosse la bevanda piu’ deliziosa che avesse mai assaggiato. Il calore le si diffondeva in tutto il corpo, lasciandole dentro una sensazione di sollievo.

- Adesso guardami bene negli occhi – si fece avanti Zsanika – concentrati e prova a condensare quello che provi. Poi, quando ti senti pronta, senza timore, cerca esprimerlo. Noi staremo ad ascoltarti per tutto il tempo che sara’ necessario, fino a quando non avrai terminato, raccogliendo ogni goccia di quelle sensazioni che ci serviranno per preparare il filtro di cui hai bisogno.

Elisa, dopo essersi concentrata per qualche secondo, inizio’ a parlare, come un fiume in piena. Per oltre un’ora pianse e vomito’ tutta quanta la sua disperazione per quell’amore non corrisposto, fino a quando cadde esausta e di lei non rimase che un’involucro vuoto, sudato e rannicchiato fra le braccia di Zsanika che la strinse a se’ cullandola come una bimba, cantando una dolce nenia in una lingua sconosciuta. E quella ninnananna la fece addormentare.

Dormi’ per un tempo indefinito in un sonno senza sogni. Quando si sveglio’ le tre zingare erano chine su di lei. Sorridevano ed i loro sguardi, che in quel momento apparivano carichi di un’antica esperienza, quasi stonavano su quei volti di giovani donne.

- Brava Elisa! Brava Elisa! Brava Elisa! – dissero in sequenza Klára, Mariska e Zsanika – Come ti senti adesso?

I loro occhi chiari, come se non appartenessero a quel mondo ed a quel tempo, erano rassicuranti ed infondevano una tranquillita’ che Elisa ignorava potesse esistere. Non si era mai sentita cosi’ bene. Non provava piu’ alcun peso e di quell’uomo dal quale aveva ricevuto solo ansia e disperazione, per il quale aveva sofferto ed aveva pianto, quasi non ricordava piu’ neppure il nome e dovette addirittura sforzarsi per riuscire a richiamare alla mente il suo volto ed i momenti passati con lui.

- Che cosa mi avete fatto? – disse in preda ad un senso di gioia che non aveva mai provato - Tutto questo e’ magico… voi… voi siete delle fate…

- Le fate non esistono e la magia e’ solo un’invenzione dei ciarlatani che ingannano la gente. - disse Klára – Noi non abbiamo fatto niente di straordinario. Abbiamo solo dato ascolto al tuo grido di dolore. Ci hai chiesto un filtro perche’ qualcuno che non ti amava s’innamorasse di te, perche’ fosse schiavo del tuo amore, perche’ provasse quella stessa sofferenza che tu portavi dentro. Ma quell’amore, ragazza mia, non era vero amore. Era una malattia e l’unico filtro d’amore efficace poteva essere solo una medicina in grado curarla.

- La medicina contro quel male gia’ esisteva dentro di te, come esiste dentro ad ogni persona. – prosegui’ Mariska - Chiunque puo’ guarire; basta che si guardi dentro, fino in fondo all’anima. Ricordati: dall’amore che brucia si puo’ guarire come si guarisce da una qualsiasi bruciatura e cio’ che restera’ sara’ solo una piccola cicatrice. Il vero amore, invece, non lascia cicatrici, non brucia ma sa donarti tanto calore. Sai di appartenergli senza perdere mai te stessa. Lo accetti cosi’ come e’, e mai hai desiderio di legarlo a te con un incantesimo.

- Ora sei guarita Elisa. – termino’ Zsanika – Nel tuo cuore, adesso, c’e’ la pace. Quella pace necessaria per riprendere in mano la tua vita, per decidere con la tua testa, giorno per giorno, rendendo possibile tutto cio’ che ti sembrera’ piu’ bello e piu’ giusto. E, se sarai prudente, mai piu’ ti ammalerai e mai piu’ ti sentirai precipitare nell’abisso della disperazione.

***

Prima di andarsene Elisa si volto’ ad ammirare per un’ultima volta quelle tre figure. Poi, sorridendo alla luce del tramonto che l’attendeva fuori, apri’ la porta, inalo’ l’aria a pieni polmoni come se quello fosse il respiro piu' importante della sua vita, ed usci’.

Le tre donne restarono silenziose fino a quando la porta non fu completamente richiusa alle spalle della ragazza. Fu Klára a rompere il silenzio.

- E’ sempre meraviglioso quando il filtro funziona e devo dire che stavolta il te’ e’ venuto particolarmente buono.
- Fin da quando l’amore si e’ manifestato per la prima volta in questo mondo, mai nessuno si e’ lamentato del nostro te’…
- annui’ soddisfatta Mariska.
- Esclusa una persona… ma con lei nessun filtro avrebbe funzionato - ridacchio’ Zsanika lanciando un’occhiata in direzione di Klára che, fingendo di non averla sentita, serro’ a chiave la porta e chiuse la tenda della vetrina immergendo la bottega nella piu' completa oscurita'.


22 commenti :

Rez ha detto...

E' sempre una emozione scoprire che qualcuno ci porta dentro di sé.

Poco importa se dentro al cuore, o solo in pensieri propri ed egoisti.

C'è sempre un piccolo istante nel quale sapere di contare qualcosa per qualcuno ci coglie quasi impreparati.

Nonostante l'esperienza.

Nonostante la disillusione.

Poco importa se poi sappiamo che quei pensieri sono solo una forma di egoismo.

Poco importa quando capiamo che quei sentimenti sono reali e vivi, ma non possiamo corrisponderli perché non ci sono propri.

C'è un momento nel quale la solitudine si mescola con l'idea della possibilità.

Un unico infinitesimo istante, ogni volta.

Poco importa.

Dolce-Alexia ha detto...

Ciao Falco! I tuoi racconti mi affascinano sempre quando li leggo. Non ho mai creduto in stregoneria, ma sono stata sempre affascinata da quello. O forse dentro di me ci credo. Ci sono cresciuta, vedendo la mia nonna a fare certi riti, anche se non era zingara. Alcune cose ho imparato da lei, ma purtroppo, non li ho usati mai per scopi personali.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rez: Sapere che qualcuno ci porta dentro fa piacere se il sentimento e' avulso da ossessione o patologie inconciliabili con l'amore. Infatti, quando questo sentimento diventa smania di possesso e di controllo dell'altro esso e' spesso fonte di angoscia e di sensazioni spiacevoli.

@ Alexia: Cara sorella, la magia non esiste. ;-)
Ma si puo' trastullarsi con essa cercando di creare speranze ed illusioni per supplire alla consuetudine che la vita ci regala.
E' il meccanismo della fede che affida allo spirituale il nostro destino ed il senso delle nostre azioni.
Anche io ci gioco, piu' per creare un motivo d'interesse nelle persone che mi circondano che per leggere il futuro o comprendere i caratteri.
Tutti ne sono affascinati, anche se non ci credono veramente. E' qualcosa d'ancestrale incuneato nel nostro DNA.
O forse e' solo la natura dell'essere umano che tende a coprire con il sogno l'amara realta'.

Rez ha detto...

Cara Chiara,

per questo parlavo di un piccolo istante.

Perché quell'istante esiste anche se poi dal lato del cuore, da quello della ragione o per tutte e due i versi, si rifiuta di accettare quanto l'altro ci propone.

Vittorio Andreoli in una intervista di presentazione del suo libro a "Parla con me" spiegava come la visione della malattia mentale da parte della Psichiatria, sia cambiata dagli anni '50.

In particolare la malattia mentale (ad esempio chi soffre di delirio di qualche tipo) viene osservato in relazione con l'oggetto esterno che diviene interessato dal fenomeno patologico.

Senza questa relazione il sintomo della malattia non vi sarebbe, e la predisposizione al delirio sarebbe solo potenziale.

Immagino dunque che la forma di malattia mentale più desiderata e diffusa, l'innamoramento, non possa prescindere da una visione del genere, anche solo sul piano potenziale.

Possiamo pensare che chi ci desidera pensi di noi solo qualcosa che vive in egoismo per se stesso, o che sia ossessionato da noi in maniera patologica o, ancora, che i suoi sentimenti siano sinceri, ma che non possiamo ricambiarli perché a nostra volta non proviamo nulla... lo stesso per un piccolo istante l'interesse e il desiderio altrui faranno muovere qualcosa in noi.

Non credo che saremmo umani, altrimenti.

Poi è chiaro che quel piccolo istante non è di per sé sufficiente a cambiare l'esistenza di qualcuno.

O, forse, quasi mai.

Buona vita.

Duval ha detto...

L'ho letto tre volte, a distanza, mi è piaciuto molto.

Spero tu non l'abbia scopiazzato da qualche luogo ungherese o russo perchè, in tal caso, vorrei strizzarti le palle (perchè tu le palle le hai!) e farti soffrire.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Spero tu non l'abbia scopiazzato da qualche luogo ungherese o russo

Oh si'... certo. :-)))

Tieni conto che conosco (bene), oltre all'italiano ed alla mia lingua d'origine, altre 3 lingue (indovina tu quali). Ma posso leggere e tradurre anche il Bulgaro e l'Ucraino.
In piu', se proprio mi concedi tempo e mi trovi in uno di quei momenti in cui ho voglia, posso cavarmela (male) persino in Romeno ed in Ceco e, proprio proprio, stando a sottilizzare, biascico anche qualche frase in Kasakho e Uzbeko. :D

Volendo, potrei avere a disposizione tanto di quel materiale traducibile da far blog fino alla fine della mia vita senza che nessuno (qui) possa accorgersi se cio' che scrivo e' tutta farina del mio sacco oppure no.

Ma non e' come pensi... c'e' qualcosa che me lo impedisce.

Il mio orgoglio e la mia vanita'.

E' vero che qualche volta m'ispiro a fiabe e leggende che mi hanno raccontato, oppure non posso fare a meno di essere influenzata dai libri e dai racconti che ho letto.
Da tutto cio' posso trarre un certo tipo d'ambientazione oppure determinate atmosfere. A volte persino delle vaghe trame, ma per il resto sono tutte ore passate davanti alla tastiera a ticchettare, cercando di tradurre in parole le immagini nella mia testa.

Ma invece di pensar male, perche' non contribuisci dicendo PERCHE' ti e' piaciuto (oppure non ti e' piaciuto)? Le critiche mi aiutano a migliorare.

Duval ha detto...

Ma invece di pensar male, perche' non contribuisci dicendo PERCHE' ti e' piaciuto (oppure non ti e' piaciuto)? Le critiche mi aiutano a migliorare.

Non devo fare elogi nè critiche estetiche.
Lo scritto ha mosso emozioni e sentimenti miei e questo è il migior elogio che io possa fare.

Il resto sono cose mie.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Lo scritto ha mosso emozioni e sentimenti miei e questo è il migior elogio che io possa fare.


Un refuso...

Proprio tu...

Sigh!

Si capisce che eri emozionato. :-)

Duval ha detto...

L'avevo visto subito, perchè appena premo un "invia questo post" poi sto al pc fin che non lo pubblichi, per rileggerlo ed attendere i commenti e vedere l'effetto che fa.

Avrei voluto far qualcosa, intervenire ... ma sono impotente; allora ho sperato che, essendo un pò datato, nessuno leggesse più.

Poi tu hai risposto e non ne hai fatto cenno e ti ho amato.

Oggi vedo che ci hai ripensato e ti ho odiato.

Mi hai messo alla berlina, volutamente! Sapendo quanto io soffra per queste cose! Vendetta?

Comunque se stai cercando di indurmi all'allontanamento dal blog, questa volta ci sei riuscita. Definitivamente.

Avevo sempre pensato e sperato che esistesse in fondo fra noi un legame più consistente di quanto apparisse dalle scaramucce verbali: un legame filiale, da padre a figlia.

Mi sento tradito ma poichè mi reputo un signore non scriverò qui tutto ciò che veramente penso di te, prima di lasciarti per sempre; lo scriverò in ogni blog dove compaia o sia comparso il tuo nick e non saranno cose carine, darò sfogo a tutta la cattiveria di cui sono capace.

L'unica consolazione è che avrò risparmiato 18.000 euro ed un incesto.

Adieu, ma chérie, una barca mi attende, con tre fighe che ti piacerebbe somigliar loro anche solo nelle dita dei piedi!

Per sempre mai tuo Duval.

p.s.: "sempre mai" sarà un ossimoro? mi pare una buona base di discussione.

davide ha detto...

Caro amico Duval,

""Avevo sempre pensato e sperato che esistesse in fondo fra noi un legame più consistente di quanto apparisse dalle scaramucce verbali: un legame filiale, da padre a figlia.""

Poichè io ho sempre considera Chiara come una seconda mamma (anche se so bene che non vuole figli scemetti), devo concludere che (dato che tu ti senti il suo babbo) sono di fatto un tuo nipote.

Ho riletto quanto ha scritto Chiara ma poichè sono tonto (e non per scherzo) non capisco perchè ti sei offeso tanto.

Ciao Davide

Bouche ha detto...

Chiara ... Il solito saluto. Era un po' che non passavo.
Alcune parole di questo post mi hanno lenito alcune ferite, altre le hanno riaperte.
Beh, vuol dire che sono viva.
Un abbraccio.
Marina

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ciao Marina. Devo essere sincera, un po' mi sei venuta in mente quando lo scrivevo. Ma la malattia e' piu' diffusa di quanti s'immagini.
Saluti. :-)

Bouche ha detto...

Curioso. Ho riletto questo post dopo qualche giorno e ... Qualcosa è cambiato. Ancora mio, per certi versi, ma analizzati da me, oggi, in modo distaccato. Mi ha stupita il tuo commento dove affermi che mi hai pensata. Stupita e incuriosita. Perchè "sento" di sapere il perchè potresti aver spinto il pensiero a me, scrivendo, ma se così fosse non ho dato abbastanza peso ad un'importante empatia? O, giustamente, tra tutti questi commenti che si arrotolano su sè stessi, mi sono defilata, certa che tu fossi conscia del mio seguirti quando sentivo il campanellino trillare? Sai che il tuo blog, magnificamente strutturato, elaborato, meritevole di attente letture, io ... beh, lo trovo troppo di tutto. E mi annoio ad inseguire utenti che emanano enunciano lottano con le lettere e e parole e le frasi e i concetti. Ma stranamente riesco a farti visita sempre quando qualcosa si presta ad una mia lettura attenta e non "di passaggio". Sul mio blog avevo elaborato una teoria sui bloggers e dopo pochi giorni mi hanno inviato un testo di un premio nobel per la letteratura che, con uno stile da nobel appunto, esprimeva gli stessi concetti. Per acuni tratti di saccenza credo che a qualcuno non farebbe male leggerli.

Curiosa, rimango in attesa? O mi fido dell'istinto?

P.S.: ti posto i link ...

Il mio: Vita da Blogger
http://bouche66.spaces.live.com/blog/cns!3C4E67B157F9802B!4510.entry

Il suo: Orhan Pamuk
Premio Nobel per la Letteratura 2006
http://bouche66.spaces.live.com/blog/cns!3C4E67B157F9802B!4547.entry

Un saluto. Marina

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Marina: ma se così fosse non ho dato abbastanza peso ad un'importante empatia?

Beh, Marina, dato che ti seguo anche io (ti ho fra i miei feed) e, leggendo qua e la', cio' che ho intravisto mi ha fatto venire in mente questa fiaba. Sia ben chiaro che non sei solo tu la destinataria del filtro dell'amore perduto.
Credo capiti a tutte di averne prima o poi bisogno. E' capitato a me e ed anche a chi ho avuto la fortuna d'incontrare che con me ha condiviso sprazzi di vita.

Sai che il tuo blog, magnificamente strutturato, elaborato, meritevole di attente letture, io ... beh, lo trovo troppo di tutto.

Non ho capito se e' un pregio o un difetto. Il mio blog mi rappresenta. E' strutturato come me, mi piace cosi. Forse perche' in fondo, un po' come tutt*, sono una narcisista.

Per acuni tratti di saccenza credo che a qualcuno non farebbe male leggerli.

Non mi erano sfuggiti e posso dire che anche io mi riconosco in quello che avete scritto tu ed il premio Nobel.

Curiosa, rimango in attesa? O mi fido dell'istinto?

Qui, Marina, mi sfugge qualcosa. Ma so anche che piu' esplicita di cosi non vorrai esserlo.

Bouche ha detto...

Non ho capito se e' un pregio o un difetto. Il mio blog mi rappresenta. E' strutturato come me, mi piace cosi.

Non era una critica, nella maniera più assoluta. Era un ammettere un mio limite. Sono una lettrice "veloce" e per questo prediligo blog più semplici, anche se meno profondi e a tutto tondo. Anzi, chapeau a te. E pigrizia mia.

Qui, Marina, mi sfugge qualcosa. Ma so anche che piu' esplicita di cosi non vorrai esserlo.

Credo di essere stata più criptica di quanto in realtà volessi. Mi riferivo al pensiero sulla sottovalutazione dell'empatia. Ma sono convinta che il rapporto che regola il nostro interscambio virtuale, sia perfettamente equilibrato così. Non potrei essere nella lista dei commentatori più attivi, ma sono sicura che non è quello che ti aspetti da me. Sono stata Chiara, ora? :-) (BATTUTONE!!!) ... Kisses, Marina.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bouche: per questo prediligo blog più semplici

Sinceramente non avevo idea che questo mio diario fosse complesso. Ma forse e' solo perche', appartenendomi, non ci faccio caso. Secondo te, Marina, quali sono le caratteristiche che lo rendono "non semplice"?

Non potrei essere nella lista dei commentatori più attivi, ma sono sicura che non è quello che ti aspetti da me.

No, non mi attendo niente del genere. Ma non solo da te, da chiunque.
Le persone, qui, come in ogni blog, arrivano, fanno i fuochi d'artificio per qualche giorno, discutono animatamente, si fanno notare, poi spariscono attratte da altri interessi oppure in cerca di nuovo pubblico dal quale farsi notare.
Ogni blog in fondo reitera se stesso, sia nei modi che nei contenuti, per cui alla fine puo' diventare noioso. Questo e' un fatto comune.
Solo se si stabilisce un rapporto empatico con chi sta dall'altra parte allora diviene qualcosa di meno astratto, superficiale. E ci si puo' anche affezionare, al di la' dei contenuti, a chi scrive.
E questo non significa essere commentatrici o commentatori "fedeli, quanto ricordarsi ogni tanto di fare una visita.

Sai che ti stimo Marina. Anche se non commento mai il tuo blog, perche' lo trovo troppo intimo per essere commentato, ogni volta che nei miei feed viene segnalato un tuo nuovo post non manco mai di leggerlo.

Bouche ha detto...

Lo so Chiara, accedo alle statistiche.
Un blog semplice per me è un blog monotematico. Tipo il mio, incentrato su me stessa, banalmente scrivo, lo avrai notato, solo quando la malinconia o il mal di vivere prendono il sopravvento, o quasi.
Tu spazi, ti informi, sei aggiornata, vivi "dentro" le cose, e nel tuo mondo, per quanto virtuale, ci si può tenere aggiornati.
Io? Beh, ultimamente poi scarseggio anche del bisogno di sfamare quella soddisfazione egotica che deriva dall'essere letti e seguiti.
Pochi i bisogni, quasi tutti primari e facilmente gestibili, o quasi :-).
Molte le voglie, alle quali non cedo.
Quasi annientati i sogni, onde evitare.
Da qui in poi ... Mah, qualcuno mi ha insegnato che il resto è letteratura.
Ed io ho imparato che, ahinoi, purtroppo non sempre della migliore.
Un caro abbraccio. Marina.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Un blog semplice per me è un blog monotematico. Tipo il mio, incentrato su me stessa, banalmente scrivo, lo avrai notato, solo quando la malinconia o il mal di vivere prendono il sopravvento, o quasi.

Beh, lo faccio anch'io. Anzi, ultimamente, sempre piu' spesso.
E' bello parlare di se stesse. E, come dici tu, rileggersi. :-)

Tu spazi, ti informi, sei aggiornata, vivi "dentro" le cose, e nel tuo mondo, per quanto virtuale, ci si può tenere aggiornati.

Deformazione professionale, anche se cerco di tenere questa mia verve informativa il piu' distante possibile dal mio diario personale limitandomi a dare dei commenti tardivi sui fatti d'attualita'e' uno strumento d'informazione in quanto blog di quel tipo ne esistono a migliaia, ma e' la ricostruzione di una storia incentrata su alcuni personaggi che procedono per vie parallele.

Ho imparato a scindermi, come sai, per ovvie ragioni. Questo scindermi pero' non si esplica nella scelta (come fanno molt*) di usare diversi nick per dar vita alle molteplici sfaccettature della personalita', ma si esplica nella scrittura di racconti in cui protagoniste siano le diverse parti di me.

Un modo assai arzigogolato di portare in superficie il mio ego virtuale. Suppongo ci sia roba da psichiatria seria dietro a tutto cio'. :-)))

Ma non mi pare di far del male a nessun*. Neanche a me stessa.

Un abbraccio anche a te.

Bouche ha detto...

Ma non mi pare di far del male a nessun*. Neanche a me stessa.


A te stessa no di certo. Ma non accetto come reale questa tua umiltà relativa al tuo scrivere "innocuo" ... Hai creato dei veri e propri casi clinici, e lo sai, e ti piace klara del mio cuor ... :-) ... ogni tanto mi ci divertivo, e diverto ancora, pure io ... Scrivere per prevaricare ... Dai, io ogni tanto ne ho bisogno ... Tu? Uhm, non mentirmi ti prego ... Kiss.
Marina

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Bouche: A te rispondero' con calma, magari nel pomeriggio, quando avro' un po' di tempo. Adesso sono troppo "presa". ;-)

PS: intanto, sii gentile e dimmi un po' chi sarebbero questi "casi clinici". Fai pure dei nomi, tanto non credo si vergognino, queste persone. E neanche io. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Hai creato dei veri e propri casi clinici, e lo sai, e ti piace klara del mio cuor

Cara Marina, perche' mai dovrei mentirti?

Comunque dei casi clinici, sinceramente, se sono quelli che conosciamo, era solo ciarpame che mi era rimasto appiccicato andando in giro per le discariche di monnezza, e neanche mi ricordo dei loro nomi.

Se invece non sono quelli, ma ti riferisci piu' in generale ad un ipotetico club dui casi clinici, non ne sono al corrente.

Ovviamente, essere letta, mi piace. Altrimenti potrei tenere questo blog oscurato e scriverci solo io.

Oltre tutto m'interessa mettermi in gioco in un luogo in cui posso avere la sicurezza che i noti psicotici non possano entrare, relazionando solo con coloro che danno dimostrazione di essere compatibili con me e di rispettarmi come io rispetto loro.

E poi... in fondo a tutto, ci infilo anche un po' di civetteria che male non fa. :-)

UIFPW08 ha detto...

Sei sempre bellissima.

Misura la forza della tua Password

Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

Web Statistics