mercoledì 21 gennaio 2009

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Cambiamenti

Saro' via per qualche giorno e forse non potro' collegarmi al blog. Ne approfittero', pero', per riflettere su alcuni cambiamenti intervenuti in questi giorni e quando tornero', statene certi, se non saro' tramutata anch'io in un personaggio tarantiniano armato di katana, tutto continuera' come prima. Si', perche' di cambiamenti ce ne sono stati in questi giorni. Ed anche importanti.

Il Discorso di Obama (ho messo di proposito la maiuscola), ad esempio, sara' ricordato fa quelli piu' evocativi mai pronunciati da un presidente americano, e questo segna senz'altro un cambiamento. Un cambiamento di stile e d'intenti. Un cambiamento che anche l'italico popolo, sotto sotto, sognerebbe.

Li avete mai visti i politici italici parlare alla Nazione in quel modo? Li avete mai notati, quando non sono palesemente imbalsamati a mo' di Napolitano oppure stuccati e dipinti come il noto Cavaliere, nelle loro manifestazioni oratorie?

Dite sinceramente: se li incontraste ad un'autogrill e vi proponessero l'acquisto di un Rolex, vi fidereste? No, perche' se andate ad esaminare le loro gestualita' (ad esempio, quella di Fitto), non e' che siano molto diverse...

Notate la dialettica di Capezzone, l'espressione di Sacconi, la mimica di Veltroni, le inflessioni di Cota, la faccia tosta di Tremonti, per non parlare delle tante particolarita' che contraddistinguono gli altri mille figuri che occupano gli scranni parlamentari... ce li vedreste al posto di Obama a pronunciare un discorso come quello di ieri?

Suvvia, siamo seri... non c'e' confronto, diciamolo chiaramente. La differenza, se volessimo azzardare un paragone calcistico, potrebbe essere quella fra la squadra nazionale del Brasile e quella degli scapoli, o degli ammogliati che' tanto non fa differenza.

E soprattutto, avrei una domanda alla quale spero saprete dare una risposta al mio ritorno: che fine hanno fatto tutti quelli che per otto anni hanno lucidato il culo di Bush a colpi di lingua?

25 commenti :

A-Woman A-Man ha detto...

Ogni popolo ha il governo che si merita.

In quanto ad Obama, ha iniziato a muoversi bene. C'è da dire che lo ha preceduto il bovaro del texas, il peggior presidente di tutta la storia USA (osannato e leccato, come scrivi, dai mediocri lacchè nostrani, Kossighi, Berluscotti e feccia vari di centro, di parte della destracentrale e parte del centrocentrista etc. umili servitori delle canaglie USA).
Aspettiamo ancora.
E' a capo del peggior stato del mondo, sarà difficile che riesca a rivoluzionare. Le rivoluzioni che partono dall'alto, non cambiano una cippa.
Temo che se si impegnerà a cambiar radicalmente i vari peggio che caratterizzano gli USA, lo faranno fuori, come fecero con Kennedy.

Rez ha detto...

Ciao Chiara!

Credo che la classe politica di un Paese sia bene o male espressione diretta della gente che quel Paese lo abita, perlomeno nella pseudo democrazia di moda nel mondo occidentale.

Il popolo americano non brilla certo più di altri.
In fondo hanno permesso a uno come W di fare il Presidente per otto anni.

Ma *sono* un popolo, meticcio, confuso, in massima parte con poca cultura.

Ma *sono* un popolo.

E quando non ne hanno potuto più hanno cambiato registro, nel nome del "sogno americano".
E non dimentichiamo che nella loro Costituzione c'è il diritto alla felicità.

Il che significa non una speranza rilasciata alla vita dopo la morte, ma un punto da raggiungere in questa di vita.

Sono cose che fanno la differenza nel modo di pensare e di vivere delle persone.

Una volta si diceva che il popolo italiano era fatto di santi, poeti e navigatori.

La triste realtà è che le genti italiane (perché il popolo italiano NON esiste se non durante le partite della Nazionale di Soccer) sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene.
Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.

Duro da digerire ma è così.

Quindi non possono essere i politici nati da questa situazione a cambiare le cose.

Anzi...

Buon viaggio Chiara.

Duval ha detto...

@Rez:
La triste realtà è che le genti italiane (perché il popolo italiano NON esiste se non durante le partite della Nazionale di Soccer) sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene.
Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.


Leggi molti blog? Suppongo di si.
Hai mai letto qualcuno, come te, che scriva "appartengo alla gente italiana, quindi sono ignorante, maleducato, profittatore e prevaricatore, e anche ladro, evasore e corruttore"?

Io mai; ho sempre e solo letto che "gli altri" lo sono. Ne deduco che in Italia almeno una fetta di gente per bene esiste: voi scrittori di e su blog.

Io, oltre a tutto ciò che hai enunciato, sono pure "qualunquista" e "fascista", quindi semplificatore: la "gente italiana" come te la chiuderei in una porcilaia a raccontarsi quanto sono bravi loro ed a progettare un Italia migliore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ne deduco che in Italia almeno una fetta di gente per bene esiste: voi scrittori di e su blog.

Ma si puo' sapere che cazzo di astio hai contro chi scrive nel web? Ovunque non fai altro che tirare frecciatine sull'argomento.
Eppure mi pare che anche tu, qualche volta, abbia scritto e proprio pochi giorni fa tu abbia ventilato una proposta per scrivere anche qui.
Insomma, non sara' che a te danno fastidio SOLO gli altri?
Cosa c'e', Duval, temi che la tua luce davanti allo specchio si offuschi solo perche' c'e' chi, pur non pensandola come te, si azzarda a scrivere?
Esiste forse un monopolio per scrivere? Solo quelli che NON FANNO ERRORI DI GRAMMATICA possono? Solo i "Duval"?
Oppure, cio' che da' fastidio e' solo lo scoprire che oltre a te esistono ANCHE gli altri e che, a volte, puo' accadere, che essi siano piu' arguti e coerenti e forse (orrore!) mostrino anche dei sentimenti buoni che magari tu hai dimenticato?
Insomma, si e' capito: a te danno fastidio coloro che, scrivendo, s'illudono di cambiare il mondo. Ma forse il mondo in un certo senso lo cambiano. Forse conoscendosi e scoprendo certi lati del loro carattere, cercando di migliorare intimamente, in qualche modo il mondo lo cambiano. Cambiano quel mondo che hanno dentro di loro.
Si puo' capire perche' li manderesti TUTTI in una PORCILAIA? Che ti hanno fatto? Ti chiedono forse soldi?
Non ti pare che prima di mandarci loro, in una porcilaia, dovresti abitarci tu per un po'?
Adesso parto, che' e' meglio. Altrimenti sclero.

PS: io sono una che scrive nel web. Non so se migliorero' il mondo facendolo, ma sicuramente non e' mia intenzione impedire agli altri di illudersi di poterlo fare.

Duval ha detto...

Si puo' capire perche' li manderesti TUTTI in una PORCILAIA? Che ti hanno fatto?

Sei troppo intelligente per non essere in malafede.

Hai letto questa frase :"La triste realtà è che le genti italiane (perché il popolo italiano NON esiste se non durante le partite della Nazionale di Soccer) sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene.
Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori."

Non c'è scritto Mario Rossi, Paolo Bianci, Giovanni Verdi e non Duval. E a me fa schifo (per usare tua terminologia) essere considerato "gente italiana" ignorante, maleducata, ladra, ...

Era difficile da capire? Posso mandare a cagare uno che mi considera così?

Non rispondi mai una volta alla questione in argomento, fai sempre e solo sproloqui universali. E siccome sei intelligente non puoi che essere in malafede (e non rispondi alle domande su cose serie, sempre che fossero cose serie!).

Gio ha detto...

Pace e bene sorellina ;-)
I politici e i loro elettori si adeguano l'un l'altro.
L'Italia è alla deriva sociale e politica, ed è difficile dire quale delle due sia iniziata per prima.
Mentre pubblicamente gettiamo discredito sull'eccellenze universitarie e foraggiamo spettacoli indecenti, non ci rendiamo conto che il mondo fuori puo' essere diverso e migliore.

Beh, io in verità me ne rendo conto benissimo, visto che da anni ormai vivo in un paese 'normale'.

A presto!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Duval: Ok , ne riparliamo quando torno. Adesso sono di fretta.
Per quanto riguarda le domande "serie", e' proprio perche' sono serie che ci devo pensare bene, in quanto potrebbero compromettere la mia privacy o quella di gente che mi conosce. Ok?

Rez ha detto...

Non c'è scritto Mario Rossi, Paolo Bianci, Giovanni Verdi e non Duval. E a me fa schifo (per usare tua terminologia) essere considerato "gente italiana" ignorante, maleducata, ladra, ...

Era difficile da capire? Posso mandare a cagare uno che mi considera così?


Quindi mia caro Sig. Duval il problema è di appartenenza.

Mi preme, come prima cosa, fare osservare che io ho scritto:

*genti italiane*

e non

*gente italiana*

è una cosa importante.

Refuso o lapsus?

Direi che dal tono della risposta cielodurista sia più probabile il secondo.

In ogni caso non mi importa.

In questo paese ci sono popoli differenti; ciò è innegabile alla luce del diverso modo di vivere nelle varie parti della terra dei cachi.
Poco importa occupare più o meno lo stesso territorio o parlare, almeno in teoria, la stessa lingua.
E' una questione essenzialmente storica.

C'è una forza politica di maggioranza nella quale molti esponenti se potessero, tirerebbero su un muro poco a sud di Firenze.

In certe zone d'Italia si parla un dialetto così stretto che almeno in una occasione in tv sono stato in grado di capire quello che diceva in inglese un extra comunitario, mentre quello che diceva l'italiano lo potevo leggere solo nei sotto titoli.

Quando ho scritto quello che tanto ti ha dato fastidio, in fondo ho scritto quello che sanno tutti coloro che seguono una certa ideologia.
L'Italia del Duce è stata costruita sull'illusione di una coesione nazionale che non esisteva.

Quell'unione era solo il risultato delle campagne mediatiche dittatoriali, somministrate a delle genti il cui livello medio di cultura era molto, ma molto basso.

Quell'unione non esisteva allora. Non esiste oggi.

Perché l'unione di un popolo in una Nazione passa per la condivisione di certi valori e il rispetto reciproco; passa per la volontà piena di costruire qualcosa da lasciare in piedi per chi verrà dopo di noi.

L'unione di un popolo non si fa con gli slogan, i proclami o qualsiasi altra forma di sputo atta al consenso politico.

Rimane una vaga idea del fatto che sarebbe necessario essere una Nazione.
Molti come te ci credono pure.
Ma i dati di fatto presi dal sociale, dall'economia e dalla politica smentiscono queste pie illusioni.

Ci sono paesi che si sono uniti come Nazioni secoli fa.
E Nazioni più giovani che sono, a livello di popolo, molto più coese di quanto lo sia mai stato l'insieme delle genti italiche.

Ed è quello che ho voluto sottolineare con il mio commento.

Ovviamente ci sono degli italiani che cercano di essere differenti.

Ma la media non è pesata. E' la media, punto è basta.

La media dei comportamenti delle genti italiche, che è l'insieme delle caratteristiche più comuni, quello che si potrebbe definire tranquillamente italianità credo, non è fatta di atteggiamenti di cui andare particolarmente fieri.

Non faccio il grosso partendo con discorsi di ampio quanto inutile respiro tipo l'evasione fiscale.
Ci son fior di Professori che ti possono esporre perché molti italiani sono dei ladri, dei profittatori e dei prevaricatori; parlo di tutti coloro che evadono le tasse, come puoi leggere in questo libro:

http://www.bol.it/libri/scheda/ea978884526203.html

Molto più semplicemente mi limito a constatare quanto accade tutti i giorni; non parlo della tv, dei politici o del gossip.

Parlo della gente che incontri per strada e di come, in media, si comporta in coda alla posta, in banca o al supermercato.
Parlo di come la gente guida e come parcheggia.
Parlo di come si relaziona con gli altri.
Piccole cose: che fanno complessivamente la grande differenza fra l'essere civili e non esserlo.
Magari ti stupirà sapere che la civiltà non si misura utilizzando come parametro il numero di cellulari pro capite.

Ovviamente tutto questo è in media.

L'unico momento che mette insieme la massa degli italiani è la partita della Nazionale dello sport più noioso del mondo.

Se ti senti parte di queste genti e ti sei offeso, beh, sinceramente il problema è tutto tuo; mandami pure a cagare, ma sii gentile: spedisci almeno un po' di carta igienica!

Così è se ti pare.

P.S.
Chi ti ha detto che io sia italiano? Non è detto che quello che c'è scritto sul passaporto corrisponda in maniera precisa a come una persona sia cresciuta, a come sia stata educata e a quale posto si riferisca quando parla di "casa".

P.P.S.
Non ho nessuna velleità di cambiare il mondo; sono un essere umano non un dio.
Quello che posso cercare di fare è cambiare me stesso, possibilmente in meglio.
Confucio diceva che si può imparare sia da un uomo retto che da un uomo cattivo.
Il primo cerchi di imitarlo; il secondo ti insegna cosa non devi fare.
Credo che vivendo ancora qui, di maestri ne potrò incontrare ogni giorno veramente tanti.

P.P.P.S.
Non leggo molti blog di opinione. Sono fedele a questo di Chiara perché mi piacciono i suoi racconti, mi piace cosa e come scrive.
Altrimenti son sempre su roba tecnica.
L'importante è avere qualcosa da scrivere che sia sensato. Magari non condivisibile, ma sensato.
Anche se penso che tu ritenga chi scrive certe cose un povero cretino.
Ripeto il problema è solo tuo. Hai detto tu di essere un qualunquista.
Credo tu sia troppo intelligente per considerarti veramente un fascista. O mi sbaglio?

P.P.P.P.S.
Se trovi degli errori correggi pure. Magari li lascio apposta per soddisfare l'ego di una personalità cresciuta in classe con la maestrina dalla penna rossa.

Buona vita

davide ha detto...

Distinta Chiara,

buon viaggio.

Ciao Davide

Willyco ha detto...

Quando lavoravo (25 anni fa)in una grande impresa bolognese (che 5-6 anni DOPO le mie dimissioni, giustamente, fallì), spesso alla sera mi fermavo a parlare con quadri e dirigenti fino ad ora di cena. Molti di questi erano persone incredibili per la loro impreparazione accompagnata da una arroganza e supponenza assolutamente stupefacenti.
In queste discussioni mi divertivo ad evidenziare, argomentando puntigliosamente, gli errori grossolani di conduzione, le scelte strategiche palesemente incoerenti, la gestione del personale approssimativa e, soprattuto, l'incapacità della società di affrontare con un minimo di razonalità un qualunque problema tecnico o gestionale.
Mi sorprese moltissimo la reazione dei miei interlocutori perchè:
1 - tutti approvavano entusiasti le mie critiche, perchè ciascuno , confidandomi io con lui, riteneva che io lo ritenessi una positiva eccezione;
2 - tutti, anche il presidente i il DG, approvavano entusiasti le mie critiche alla direzione, perchè erano convinti che, in fondo, loro non potevano incidere veramente su tali carenze decisionali, e che, sostanzialmente, loro stessi erano prigionieri di un sistema più grande di loro.
La vita, in fondo, non è un po' così anche nell'azienda Italia?

PS - è chiaro che ho scritto Italia, ma avrei potuto scrivere Francia, Spagna, Germania, ...

Duval ha detto...

La triste realtà è che le genti italiane (perché il popolo italiano NON esiste se non durante le partite della Nazionale di Soccer) sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene.
Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.


(non leggo da alcuna parte la parola mediamente)

Mi preme, come prima cosa, fare osservare che io ho scritto:
*genti italiane*
e non
*gente italiana*
è una cosa importante.
Refuso o lapsus?
Direi che dal tono della risposta cielodurista sia più probabile il secondo.


Perfetto, il cielodurista ammette l’errore (dettato da ignoranza, che è una delle caratteristiche delle genti italiane) e corregge subito:

Non c'è scritto Mario Rossi di Cavenago, Paolo Bianchi di Mandatoriccio, Giovanni Verdi di Mesoraca e non Duval di Modena. Ma continua a farmi schifo essere considerato "genti italiane" (vedi! È grammaticalmente complicato autocitarmi come “genti” e non “gente”) ignorante, maleducata, ladra, ….

Di tutta la lezione storica, sociale e politica sulla non-nascita della nazione italiana me ne frego, hai perso tempo inutilmente: son cose che si possono leggere in ogni dove.

Ci sono paesi che si sono uniti come Nazioni secoli fa.
E Nazioni più giovani che sono, a livello di popolo, molto più coese di quanto lo sia mai stato l'insieme delle genti italiche.
Ed è quello che ho voluto sottolineare con il mio commento.


Hai per caso scritto “Le genti italiane non sono mai state, non sono e non saranno mai coese” o hai scritto “La triste realtà è che le genti italiane sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.”?

Ovviamente ci sono degli italiani che cercano di essere differenti.

Degli italiani?
Allora esistono gli italiani? Avevo capito che esistessero solo le “genti italiane”!
E chi sono costoro? Rez, ovviamente, poi i suoi parenti, i suoi amici, alcuni frequentatori di blog che anche lui frequenta, n’est pas? Pochi, comunque, gli altri tutti ignoranti, maleducati, profittatori, prevaricatori, ladri, evasori e corruttori.

Molto più semplicemente mi limito a constatare quanto accade tutti i giorni; non parlo della tv, dei politici o del gossip.
Parlo della gente che incontri per strada e di come, in media, si comporta in coda alla posta, in banca o al supermercato.
Parlo di come la gente guida e come parcheggia.
Parlo di come si relaziona con gli altri.
Piccole cose: che fanno complessivamente la grande differenza fra l'essere civili e non esserlo.


Molto semplicemente mi limito ad avvisarti che la stragrande maggioranza delle “genti italiane” che incontro per strada si comporta civilmente.
Stanno in fila in banca, alla posta ed alla USL, e se qualcuno tenta di fare il furbo viene subito cazziato, e così per il resto. I maleducati e i prevaricatori sono infinitamente meno delle persone corrette.
E questo a Modena, Milano, Bologna, Firenze e in altri luoghi dove ho lavorato per anni (Crotone, Matera, Aprilia, Avellino, Salerno, Lanciano, L’Aquila) e dove ho ancora tanti conoscenti che non sono ignoranti, né prevaricatori, né ladri.

L'unico momento che mette insieme la massa degli italiani è la partita della Nazionale dello sport più noioso del mondo.

Questo slogan, politicamente corretto, sarebbe sufficiente a qualificare lo spessore di un “pensante”. A proposito di qualunquismo!

Ribadisco il mio pensiero, se possibile rafforzato: quelli come te li mando volentieri a cagare; ma non in uno squallido cesso italiano, in un civile cesso fuori dalle palle.

gullich ha detto...

"Molto semplicemente mi limito ad avvisarti che la stragrande maggioranza delle “genti italiane” che incontro per strada si comporta civilmente.
Stanno in fila in banca, alla posta ed alla USL, e se qualcuno tenta di fare il furbo viene subito cazziato, e così per il resto. I maleducati e i prevaricatori sono infinitamente meno delle persone corrette."

devi aver molto culo. perchè io trovo che la barbarie in cui questo appese è sprofondato si legga immediatamente per la strada, in coda, alle poste. prevaricazione prepotenza e furbizia.

Non è più possibile attraversare sulle strisce, la corsia di marcia preferenziale è la sinistra, la coda è un inutile ostacolo alla creatività mediterranea che consentirà di trovare un motivo per scalare posti.

guarda una coda nel metrò di londra, parigi o ny e poi vai da termini a ottaviano.

E dimmi dove sta non la civiltà, ma la decenza che conduce semplicmente a riconoscere l'altro come soggetto con le nostre stesse prerogative e diritti.

regards

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Sono appena tornata da un breve viaggio in luoghi che gli italici etichetterebbero come arretrati rispetto al loro ECLATANTE stile di vita.
Poveretti...
Gli Italici, intendo.
Purtroppo, ogni volta che ritorno sono colta da depressione;
i discorsi della gente assumono contorni foschi in cui si percepisce tutta quanta una nevrosi che altrove, nonostante i problemi siano a volte anche maggiori, non esiste.
Il mio personale giudizio sugli italici? Un popolo di bambini viziati che ancora non si rendono conto di essere a bagno nella merda.
Disumanizzazione, ignoranza, egoismo, insoddisfazione, invidia, sbruffoneria, ipocrisia, sociopatia. Un meccanismo che si autoalimenta in modo esponenziale, inficiando le nuove generazioni in un circolo vizioso sempre piu' difficile da spezzare.
E le persone assennate non possono fare altro che consigliare i loro figli di fuggire dall'Italia.

Duval ha detto...

Facciamo un gioco?

Mi son rotto le palle a trovare un numero sufficiente di frequentatori di questo blog.

Se la statistica non è un’opinione, e se sono vere le considerazioni di molti di voi circa le caratteristiche negative delle genti italiane o degli italici o non so più come chiamarli, fra i nick citati ed i loro parenti stretti (genitori, fratelli, zii e cugini di primo grado) non può non esistere qualche esemplare di italico ignorante, maleducato, prevaricatore, ladro e corruttore.

C’è qualcuno fra i citati che si riconosce tale o che riconosce tale un proprio parente stretto?

Se otterrò una risposta positiva e minimamente credibile dal punto di vista statistico, cambierò la mia opinione sugli italici (cioè che la stragrande maggioranza di noi sono persone corrette e civili), in caso contrario mi riterrò autorizzato a mandare a cagare chi sputa sui propri connazionali, portando solo argomenti e non fatti .

Almeno che qualcuno non voglia fare della filosofia spicciola sulla intrinseca qualità morale di chi scrive sui blog, che rasenterebbe il razzismo culturale.

A Chiara chiedo una cosa,

non hai trovato nulla da dire relativamente alla seguente affermazione:
“La triste realtà è che le genti italiane sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.”

Se qualcuno avesse scritto:
“La triste realtà è che le genti zingare sono fatte di ignoranti, maleducati, sporchi e bugiardi, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di violenti, ladri e stupratori.”
Sarebbe andato bene ugualmente?

Accattone
Alberto
Alex
AmosGitai
Andrea
Annarita
Antonio
A-Woman A-Man
Baudelaire999
Bibi
Bruno cairoli
Carlo Fronteddu
Cerva
Chiara di Notte
Claudio
CogitoergoVomito
Connemara
Cruman
Davide
Devas
Digito ergo sum
Donna Cannone
Errante
Fadio r.
Fikasicula
Francesca
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Guggenheim
Gullich
HH
Iggy
Il Quiquirì
Illustre1966
Jakala
Kamavirya
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Marcello
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Mio
Mister_NixOS
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Picangi
Pinocchio
Pisconzio
Rita
Salazar
Sara
Siggy
Simona_rm
UIFPW08
UnUomo.InCammino
Willyco
Wuming0
Xav.
Xtravaned

Chiara di Notte - Klára ha detto...

“La triste realtà è che le genti zingare sono fatte di ignoranti, maleducati, sporchi e bugiardi, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di violenti, ladri e stupratori.”
Sarebbe andato bene ugualmente?


Sarebbe andato bene ugualmente e sai perche?
Perche' e' il concetto gli italici hanno degli zingari. Un concetto con il quale, chi e' zingaro/a, deve confrontarsi ogni giorno. Da sempre. Che vada bene oppure che non vada bene e' COMUNQUE cosi'. Agli zingari non e' data la scelta di dimostrare il contrario. Sono etichettati.
Etichettati da chi, pero', non desidera avere etichette.

Avendo vissuto (e vivendo) entrambe le realta' posso dire che c'e' una notevole differenza fra gli zingari e gli italici, ed e' la stessa differenza che esiste fra un brutto anatroccolo, rassegnato e consapevole della propria condizione ed un pavone borioso le cui piume, pero', sono finte e tenute su dalla colla. Come i capelli del mezzo uomo che vi governa.

Secondo te qual e' la vera ignoranza?

Sai una cosa Duval? Le tue considerazioni sugli zingari non mi sconvolgono neppure un po'. Credevo che la mia parte tzigana si sarebbe risentita. Invece niente!
Che strano...
Tu hai per caso idea da cosa derivi questa mia noncuranza?
Dipendera' forse dal fatto che l'abitudine a sentirsi trattati/e in un certo modo alla fine crea una barriera, una corazza impenetrabile ad ogni cosa?

Unforgiven82 ha detto...

Wow...un sacco di astio in questa schermaglia dialettica. Quasi quasi mi fa "paura" metterci il dito, ma a star zitto non ci riesco proprio.
Allora proviamo a fare un pò d'ordine. Ho letto che si parla di "genti italiche". Beh come dare torto a questa affermazione? Premetto che non sono leghista, non odio nessuno e mi considero potenzialmente alla pari di uno che vive a Palermo così come di uno di Aosta. Però...la questione della divisione culturale, mentale e di costumi in Italia è pesante. Alcuni si preoccupano che "gli extracomunitari" incasinino il Paese xkè troppo diversi da noi...ma noi stessi "di fatto" siamo già un miscuglio di culture. Perchè? Perchè per secoli siamo cresciuti separatamente. Si ok..."fratelli d'Italia", ma venuti su in famiglie DEL TUTTO diverse. Dallo sfascio dell'impero romano la nostra penisola è sempre stata influenzata da culture e dominazioni diverse ed, alcune volte, opposte tra di loro. La Francia non è così (per citare un esempio). Hanno un'idea di POPOLO culturalmente molto più forte della nostra e molto più unitaria. Loro prima si considerano FRANCESI. Noi, diciamocela tutta, in molti casi prima ci consideriamo Toscani, Laziali, Veneti etc. e poi Italiani. Che comporta questo? Pro e contro come tutte le cose. Siamo molto più "aperti" in alcuni ambiti nell'accettare chi Italiano non è, ma pecchiamo di scarsissimo nazionalismo. Per i francesi (sempre per fare un esempio eh, non ce l'ho con loro) è l'opposto. Nazionalismo estremo in molti casi. E lo vedi nelle piccole cose. Nel cambiare qualsiasi nome traducendolo in francese, nel mettere cartelli in francese fregandosene delle altre lingue anche in posti turistici (nella maggior parte dei casi), nel far finta di non capirti alla stazione di Parigi se gli chiedi una bottiglietta d'acqua in inglese o in italiano (tanto da costringerti ad usare un francese arruginito che nemmeno sai parlare decentemente).
Passando, poi, nei secoli si arriva ad oggi. Le differenze tra nord e sud Italia ad esempio. Beh queste sono accentuate da cose che sono descritte nel rapporto della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) al parlamento di qualche tempo fa. Si legge qualcosa come: al sud le mafie sono talmente tanto radicate nella pubblica amministrazione che, ormai, è difficile distinguere dove finisce una e dove inizi l'altra. Che comporta questo? Che al nord c'è chi controlla, c'è (in un qualche modo) la presenza dello Stato. Quindi i cittadini, volenti o nolenti, imparano a rispettare le regole del vivere comune e...pian piano...generazione dopo generazione, queste regole le fanno loro e diventano parte della loro "cultura". Al sud? Eh al sud proprio perchè manca quasi totalmente (in alcune zone siamo sottozero come livello) la presenza dello Stato...ognuno fa come cavolo gli pare. Esempio? Andate sul mio blog e date un'occhiata a cosa ho visto. Si fregano perfino le lastre di pietra dei marciapiedi (ben 3 isolati in una notte), dipingono i segnali stradali perchè non gli va bene che quella strada sia a senso unico. Chi controlla? Quasi nessuno. E capita che col tempo quell'abitudine a rispettare le regole che al nord si rafforza, al sud si indebolisce. Sul mio blog mi son scagliato con violenza contro il sud perchè, più di tutto, mi fa un male cane vedere queste cose. Ho vissuto in diverse parti d'Italia e all'estero e ho visto le differenze NETTE delle culture. Ci sono, negarlo sarebbe quasi folle. E' proprio la negazione dei problemi, il campanilismo sfrenato di molti abitanti del sud che non permette a questa parte d'Italia di progredire. Insomma...invece di reagire con sdegno molti reagiscono con un sorriso come per dire "eh vabeh son cose normali"...normali? ma dove? Consideriamo anche il fatto che (come accadrà a me tra qualche mese) dal sud più della metà dei giovani se ne va (laureati e diplomati) perchè lavoro non ce n'è (e anche questo è da analizzare. Diciamocela tutta. Io azienda se devo aprire una fabbrica e devo scegliere tra Bolzano e Otranto...considero anche il fatto che al sud oltre a tutte le spese devo pagare un pizzo che non finisce più e apro al nord). Quindi "giù" resta sempre più gente "ignorante" (nel senso che, spesso, ignora le realtà diverse da quella che è abituato a vivere) che considera, per l'appunto, "normale" gesti di assurda inciviltà per il semplice fatto che non conosce altro.
Ok mi son dilungato troppo...volevo dire altre 100 cose, ma non mi sembra il caso di annoiarvi tanto.

Una sola cosa spero. Io sto usando toni pacati (soprattutto perchè "ospite" di uno spazio non mio), non attacco nessuno e non mi sto lanciando in nessuna invettiva nè in "j'accuse"...per tanto spero di ricevere lo stesso trattamento civile e democratico.

Jakala ha detto...

Mi son rotto le palle a trovare un numero sufficiente di frequentatori di questo blog.

Potevi evitare di citarmi, perché incredibilmente sono d'accordo con te.
Sono sempre gli altri (italiani, zingari, negri, ebrei, palestinesi, ecc,) quelli cattivi, noi siamo sempre i buoni.

Pazienza, prima o poi si capirà che le persone compiono in egual misura atti buoni e cattivi.
Non esiste una persona perfetta, nemmeno negli scrittori (o lettori di blog).

E confesso che anche a me stanno venendo a nausea quelli che si lamentano degli altri a priori.

Gio ha detto...

Cara Chiara, ti consiglio di leggere le prime 10 pagine dei 'Saggi scettici' di Russell - le troverai interessanti.
Giä che ci sei poi, leggiti tutto il libro ;-)
Perdona a Russell il suo modo di scrivere un po' 'vecchio', perdona alcuni toni apodittici e goditi tutto il resto.
Personalmente, è il terzo nonno che avrei voluto avere.
Ciao!

gullich ha detto...

vedi duval, la statistica è - imho - una minchiata solenne da sempre.

In campo economico, figurati in quello umano.

il tuo giochetto è altrettanto una minchiata, perchè aggira il problema tentando di buttarla sullo scientifico.

Non ho una teoria dimostrabile e non credo che gli stronzi siano sempre gli altri.

Mi fa schifo il paese in cui vivo e non credo più si possa cambiare come tutti i paesi con un dna latino.

Purtroppo sono nato qui, sto cercando di far si che mio figlio possa vivere almeno qualche kilometro oltre la linea di confine più vicina.

i 4/5 delle persone che conosco o che mi sono parenti integrano lo stereotipo dell'italiano del cazzo. I 4/5 delle persone che non conosco e che incontro al supermercato, in treno o per la strada integrano lo stereotipo dell'italiano del cazzo.

Io non mi ci riconosco, conosco diverse altre persone che non ci si riconoscono, ma rimaniamo comunque una bassissima minoranza con nessun potere negoziale in un paese dove il cittadino esemplare, oggi, è un rincoglionito che esulta perchè il suo duce ha tenuto uno stronzo che tira calci ad un pallone sei mesi di più nella squadra del cuore.

Senza rendersi conto che lo hanno ridotto, con quel pallone, una foca ammaestrata a furia di reality, di videoputtanate e di informazione che neanche la propaganda sull'abissinia di 70 anni fa ha eguagliato.

Sarà che io io sia rimasto un pelino lucido perchè cerco di leggere i fatti e non le notizie che mi danno al posto dei fatti? Sarà che abbia mantenuto una sorta di rigurgito di coscienza perchè da 7 anni ho spento la TV?

Non lo so, vedi tu.

Se questo paese ti piace così, goditelo.

Ma non pretendere di far pensare agli altri che vada bene.

Ps io non ho connazionali.
Ho prevalentemente teste di cazzo che mi circondano e che cercano di inculare me e i miei simili nel godimento dei più elementari diritti civili.

Altro che popolo italiano.

io tendo a fermarmi e a far passare chi attraversa sulle strisce. Vedo l'80% dei miei "connazionali" che ignora bellamente il pedone e se quello protesta lo mandano anche a fanculo.

tendo a non inculare il parcheggio al mio prossimo con manovre repentine dell'ultimo minuto e se mi succede di non averlo notato chiedo scusa e glielo lascio, non scendo giù sbattendo la porta e mandandolo - parimenti - a fanculo.

Se devo prendere la seggiovia non scivolo astutamente lungo tutta la coda incuneandomi al volo a tre posti dal cancelletto con furbizia mandando - ancora una volta -a fanculo chi protesta. Esempio valido anche per posta, coda asl, banca, verduraio, gommista, dentista, libreria, ferramenta e qualunque altra coda ti possa venire in mente (ovviamente si può fare anche senza sci :o)) con le dovute varianti di astuzia).

Mi hanno insegnato che una discussione è un confronto dialettico dove prima aprla uno e poi l'altro, non una caciara dove tutti urlano e si mandano a fanculo.

Non è statistica, non è dimostrazione scientifica, per me è già un segnale sufficiente della barbarie che parte dal basso e progredisce esponenzialmente.

wgul

gullich ha detto...

"Quindi "giù" resta sempre più gente "ignorante" (nel senso che, spesso, ignora le realtà diverse da quella che è abituato a vivere) che considera, per l'appunto, "normale" gesti di assurda inciviltà per il semplice fatto che non conosce altro."

:o))) perdonami se rido, ma liquidare i problemi del sud d'italia (che ormai non è più sud perchè la gestione mafiosa del potere è capillare sul tutto il territorio e basta vedere quanti condannati siedono in parlamento per rendersene facilmente conto) con un problema di gente ignorante che non conosce altro mi sembra una semplificazione logica inquietante...

Il pizzo è semplicemente il risvolto immediatamente apprezzabile di un ordinamento parallelo e sostitutivo dello stato di diritto che gestisce la cosa pubblica da secoli. Mai sentito nominare sciascia ( di nome fa leonardo) oppure di tomasi di lampedusa ( di nome fa giuseppe) oppure, in tempi più recenti, di Saviano ( roberto, all'anagrafe...)

la tesi è perlatro interessante poiche, se fosse vera la tua analisi, basterebbe un pò di volantinaggio nei punti caldi di palermo o di casaldiprincipe e il problema mafia o camorra sarebbe risolto con un trasferimento in massa a bordighera dei siciliani ignoranti... :o)

regards

wgul

davide ha detto...

Distinta Chiara,

non voglio entrare nel merito dei vizi degli italiani (anche se io dubito che esistano veremante gli italiani con caratteristiche peculiari e distinti dagli altri popoli: irlandesi, argentini, ungheresi ecc.), però dove vivo io (Trentino, Alto Adige) devo dire che almeno le file tutti le rispettano. Però anche quando giro le città italiane (io sono un appassionato delle città d'arte), ho notato che in genere le file vengono rispettate.

Ciao Davide

Unforgiven82 ha detto...

Non è SOLO un problema di gente ignorante, ma ANCHE. E no, non credo sia per nulla inquietante. E' dal popolo, dalla coscienza popolare che partono le più grandi rivolte ed i più grandi cambiamenti.

1) Il rapporto della DIA dice che è al sud il problema più grande riguardo alla commistione tra mafie (ce ne sono ben 5) e "cosa pubblica". Quello che ho detto non è una mia opinione, ma quello che dice la DIA a proposito. Ne sapranno qualcosa no? Le aziende che fanno "gli imbrogli" al nord son controllate da camorra etc.

2) "Il pizzo è semplicemente il risvolto immediatamente apprezzabile di un ordinamento parallelo e sostitutivo dello stato di diritto che gestisce la cosa pubblica da secoli. Mai sentito nominare sciascia ( di nome fa leonardo) oppure di tomasi di lampedusa ( di nome fa giuseppe) oppure, in tempi più recenti, di Saviano ( roberto, all'anagrafe...)".
E dunque? Non capisco il punto. Ho parlato di pizzo per far capire UNO DEI MOTIVI perchè le aziende non vengono ad investire qui. Non è che perchè una cosa c'è da secoli sia buona e giusta.

3) E no, non puoi spostare il nocciolo della questione su un argomento trattato marginalmente da me. Forse son stato poco chiaro. Il nocciolo della questione è la mancanza TOTALE (vogliamo dirlo? diciamolo) di controllo e di presenza dello Stato (senza stare a parlare dei perchè). Questo è uno dei maggiori problemi del sud.
Riguardo al volantinaggio. Una popolazione che non conosce altro (c'hai mai parlato con la gente di qui?) è meno propensa a protestare. Un sistema come quello mafioso per essere estirpato necessita della forza di tutti. Istituzioni e popolazione. Se manca una sola di queste due parti...addio. Prendi il pizzo...nessuno denuncia e poi si lamentano che c'è. Ma se nessuno denuncia ci si deve mettere ad arrestare "a caso"?
Riguardo alla mancanza di controllo...non so se hai visto il mio blog...ma pensi che in una città mediamente controllata (non dico perfetta eh) qualcuno si potrebbe rubare 3 isolati di lastre di pietra indisturbato durante la notte? Hai idea di quanto tempo c'è voluto? E in tutto quel tempo SU UNA VIA PRINCIPALE non è passata una gazzella, una pantera...manco no' spazzino? Ci rendiamo conto?

Duval ha detto...

@Chiara:
Sai una cosa Duval? Le tue considerazioni sugli zingari non mi sconvolgono neppure un po'.

Tu prendi la gente per sfinimento, finchè non smette di contestarti per non morire.

E sei maestra nello sviare sempre il nocciolo della questione, generalmente semplice, portando l'attenzione del lettore verso argomenti, logici e ben esposti, che nulla hanno a che vedere con l'argomento trattato.

Paradossalmente utilizzi una delle tecniche preferite dal tuo "amico" Berlusconi.

IO avrei fatto considerazioni sugli zingari? Cosa c'entra il paragone fra gli italici e gli zingari? A sviare il discorso, ovviamente.

Io ti ho chiesto e ti richiedo, in termini ancora più espliciti, trovi giusta l'affermazione:

“La triste realtà è che le genti italiane sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.” ?

Gullich ha risposto SI
Jakala ha risposto NO
Tu non hai risposto, hai sviato.

E ancora ti ho chiesto e ti richiedo, troveresti giusta, in un post qualsiasi, dove gli italici non c'entrano nulla, l'eventuale affermazione:

“La triste realtà è che le genti zingare sono fatte di ignoranti, maleducati, sporchi e bugiardi, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di violenti, ladri e stupratori.” ?

Non è un MIO giudizio sugli zingari e penso fosse chiaro.

E se ti conosco un pò penso che una affermazione del genere ti porterebbe a mandare a fanculo l'interlocutore in un nanosecondo, checchè tu dica oggi.

Rez ha detto...

Buon giorno Sig. Duval,

(non leggo da alcuna parte la parola mediamente)

Certo!

Ero sicuro che avresti provveduto a far notare la cosa.
Come ti ho anticipato, è divertente darti la possibilità di fare la punta a ... quanto consideri più prezioso.

Perfetto, il cielodurista ammette l’errore (dettato da ignoranza, che è una delle caratteristiche delle genti italiane) e corregge subito:

Non c'è scritto Mario Rossi di Cavenago, Paolo Bianchi di Mandatoriccio, Giovanni Verdi di Mesoraca e non Duval di Modena. Ma continua a farmi schifo essere considerato "genti italiane" (vedi! È grammaticalmente complicato autocitarmi come “genti” e non “gente”) ignorante, maleducata, ladra, ….


Cavolo! Sei più divertente di quanto avevo pensato.

Così difficile pensare che il popolo italiano non esiste, vero?

Il popolo italiano unito, il concetto di Patria e il Nazionalismo glorioso derivante, DEVONO essere reali, perché altrimenti il pensiero unico di base di gente come te, non potrebbe sussistere come diretta, ineludibile e inevitabile conseguenza.

Di tutta la lezione storica, sociale e politica sulla non-nascita della nazione italiana me ne frego, hai perso tempo inutilmente: son cose che si possono leggere in ogni dove.

Questo è normale. La gente che pensa come te non lo ha capito 70 anni fa e continua a non capirlo oggi, evidentemente.

Hai per caso scritto “Le genti italiane non sono mai state, non sono e non saranno mai coese” o hai scritto “La triste realtà è che le genti italiane sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.”?

Questo è un paese dove, per evadere sull'IVA, un tizio che produce materassi si è messo a pubblicare una rivista: la rivista aveva come allegato un materasso e costava 2000€.
L'IVA per gli allegati editoriali è più bassa, ovviamente.
Questo è solo il più fantasioso e, forse, meno dannoso, esempio.

A me interessa guardare cosa ho intorno adesso; l'analisi la hai già letta. Punto.

Ovviamente ci sono degli italiani che cercano di essere differenti.

Degli italiani?
Allora esistono gli italiani? Avevo capito che esistessero solo le “genti italiane”!
E chi sono costoro? Rez, ovviamente, poi i suoi parenti, i suoi amici, alcuni frequentatori di blog che anche lui frequenta, n’est pas? Pochi, comunque, gli altri tutti ignoranti, maleducati, profittatori, prevaricatori, ladri, evasori e corruttori.


Ho un passaporto che mi definisce come italiano.

Come ti ho già scritto questo non significa che io lo sia sul piano del mio sentire profondo,
della cultura o dei valori.

Significa solo che sono dentro una anagrafe che mi fa risultare appartenente a questo BelPaese.

Non significa che il *Paese* o il *popolo* esistano di per se, secondo quei valori che tanto a gente come te, piace pensare esistenti; ti è abbastanza chiaro come concetto?

Non c'è nulla che mi lega alla media dei comportamenti che si possono definire italianità.

E questo vale, ti piaccia o meno, per me e tutte le persone che considero amiche in questo paese delle banane; per la famiglia, semplicemente non ne ho, e quindi risolvo facilmente il problema.

Molto semplicemente mi limito ad avvisarti che la stragrande maggioranza delle “genti italiane” che incontro per strada si comporta civilmente.
Stanno in fila in banca, alla posta ed alla USL, e se qualcuno tenta di fare il furbo viene subito cazziato, e così per il resto. I maleducati e i prevaricatori sono infinitamente meno delle persone corrette.
E questo a Modena, Milano, Bologna, Firenze e in altri luoghi dove ho lavorato per anni (Crotone, Matera, Aprilia, Avellino, Salerno, Lanciano, L’Aquila) e dove ho ancora tanti conoscenti che non sono ignoranti, né prevaricatori, né ladri.


Ma uno che la pensa come te non dovrebbe astenersi dal consumare sostanze che alterano la percezione della realtà?

Quello che dici mi fa pensare che il contatto con la realtà di tutti i giorni tu lo viva parecchio per interposta persona, tipo una segretaria che va a fare le code agli sportelli o una moglie/compagna/colf che va a fare la spesa.

Senza contare poi, che anche altri commenti sottolineano come le cose non stanno proprio come credi, sei ovviamente libero di pensare di vivere in un BelPaese civile.

A me è bastato stare una settimana all'estero a dicembre per *sapere* come stanno le cose.

Stare in un posto dove, se entri in un panificio pieno al sabato mattina, la gente non ti passa avanti e la commessa non batte uno scontrino da 1,80€ se hai speso 2,50€.

In un posto nel quale se sei in coda con numero alla Posta, non ti vengono a chiedere (in due in sequenza) se possono passare avanti perché hanno solo un bollettino, senza considerare magari che anche tu ne hai uno solo da pagare.

In un posto nel quale se sei al supermercato, nessuno prova a infilarsi davanti a te in coda,
con un carrello pieno di roba, spuntando da dietro uno scaffale o una colonna e sostenendo di essere arrivato prima di te, e delle altre 12 persone che hai casualmente alle spalle.

In un posto dove la gente non posteggia ingombrando le strisce pedonali e le discese per i disabili; dove non sei costretto a causa di quel parcheggio a scendere di fianco alla macchina parcheggiata, rischiando di essere immediatamente investito a 30 cm dalle strisce, da un Signore che in una strada di città corre ad almeno 100Km/h. E che dopo avere frenato ti manda ancora a FC... sostenendo di avere ragione.

In un posto dove se uno ha un cane e lo porta a fare i suoi bisogni, evita di farli depositare davanti ai portoni, e magari dopo li rimuove (i bisogni...).

Questo è il resoconto di quanto mi è capitato negli ultimi dieci giorni circa.

Poco importa, perché cose del genere capitano *TUTTI* i giorni.

Ma siamo in un BelPaese civile no?

L'unico momento che mette insieme la massa degli italiani è la partita della Nazionale dello sport più noioso del mondo.

Questo slogan, politicamente corretto, sarebbe sufficiente a qualificare lo spessore di un “pensante”. A proposito di qualunquismo!


Perché per te è normale e civile che della gente suoni trombe all'una di notte sotto le
finestre di casa, solo perché si vive nel quartiere dove è nata la squadra che ha perso il derby?

Per te è normale che della gente che si guarda bene dal pagare le tasse, si definisca italiana e
critichi gli undici miliardari che non cantano l'Inno?

Ma fammi il favore...

Ribadisco il mio pensiero, se possibile rafforzato: quelli come te li mando volentieri a cagare; ma non in uno squallido cesso italiano, in un civile cesso fuori dalle palle.

Non ci crederai, ma prendo questo tuo riferimento come un augurio.

Di potere presto vivere e cagare in una paese civile, lontano da questo posto e dai suoi estimatori.

Così è se ti pare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Paradossalmente utilizzi una delle tecniche preferite dal tuo "amico" Berlusconi.

Non e' paradossale. Dopotutto con tali tecniche riesce ad avere il consenso di tanta gente. Il tuo incluso.

Ma c'e' una differenza fra la tecnica usata da me e quella usata dal mezzo uomo: la mia puo' contare su una base culturale solida in cui la coerenza e' difficilmente scalfibile, la sua e' fatta solo di luoghi comuni.
Infatti il mezzo uomo, se non avesse i quattrini, non se lo inculerebbe nessuno. E' strano che gente che si reputa intelligente possa aver eletto un tale mediocre al ruolo di premier.
Comunque...

“La triste realtà è che le genti zingare sono fatte di ignoranti, maleducati, sporchi e bugiardi, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di violenti, ladri e stupratori.”

Tale affermazione e' vera a meta'. Per questo motivo non potevo accettarla a differenza di:

“La triste realtà è che le genti italiane sono fatte di ignoranti, maleducati, profittatori e prevaricatori, quando va bene. Quando va male invece sono fatte di ladri, evasori e corruttori.”

Che e' vera quasi al 100%, quando si tratta di coloro che RAPPRESENTANO gli italici e che poi decidono per essi, perche a loro gli italici hanno dato il consenso ed il potere di rappresentarli.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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