martedì 30 dicembre 2008

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Diffondete il messaggio

Quando andate al supermercato controllate la provenienza dei prodotti che acquistate. Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.

C’e' la crisi economica: cominciate a fare i tagli su coloro che spendono soldi per sganciare, per esempio, 100 tonnellate di bombe sulla testa di gente inerme in due giorni.

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Concorde e' stato l'auspicio

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto colloqui telefonici con il presidente egiziano Hosni Mubarak, con il presidente dell'Autorita' nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, e con il segretario generale della Lega araba, Amr Mussa.

«Concorde e' stato l'auspicio, dinanzi alla drammaticita' della situazione - si legge nella nota del Quirinale - che possano svilupparsi e avere successo gli interventi diplomatici attraverso i quali ci si propone di giungere a un cessate il fuoco, al ristabilimento della tregua tra le parti e al ritorno ad un dialogo di pace.»

Che genialita'. A volte mi chiedo come faccia, certa gente, ad avere delle idee cosi' strepitose... «Concorde e' stato l'auspicio...»

Capito bene? «Concorde».

Ed io che immaginavo, invece, che arrivassero ad azzannarsi dicendo: «Distruggiamoli tutti! Ricacciamoli nella merda da dove sono venuti!» O qualcosa di simile.

Invece no... «Concorde e' stato l'auspicio».

Certo che i governanti, quando si muovono, fanno davvero vedere perche' sono loro che occupano le posizioni di prestigio e non altri. In effetti, sono dei fuoriclasse. Hanno davvero un livello intellettivo ed una preparazione superiore alla media.

lunedì 29 dicembre 2008

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Fate schifo

Tutti voi che giustificate il massacro in Palestina... Fate vomitare. Avete ragione. Voi siete molto diversi dai nazisti che combattevate fino a ieri. Voi siete molto diversi dagli hezbollah che combattete oggi. Infatti, siete molto peggio.

Non ho intenzione di spendere altre parole. Quello che ho detto basta ed avanza per degli escrementi umani quali siete.

Peccato solo che Dio non esista...

domenica 28 dicembre 2008

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Dio o ciarlatano?

"... a quanto affermano, era piccolo, brutto e volgare."
No, non temete, non sto parlando di qualche ministro o di qualche premier dell'attuale governo, e questo non e’ un post che vuol discutere di politica. Ma consiglio con tutto il cuore chi non ha apertura mentale sufficiente ad accettare la possibilita’ che il cristianesimo altro non sia che un grande inganno, a soprassedere e a dedicarsi ad altro tipo di lettura.

C’e’ chi afferma che fosse un mago egizio, un girovago, un guaritore che ingannava la gente, oppure una specie di brigante, un rivoluzionario e che furono le sue azioni violente contro il potere a portarlo sulla croce. Insomma, su colui che e’ stato chiamato Gesu’ di Nazareth molte persone hanno voluto dire la loro, con ipotesi a volte al limite della trama romanzesca, ma le uniche fonti storiche giunte in nostro possesso, le uniche testimonianze che meritano una minima attenzione, se si eccettuano i Vangeli, sono quelle che, nonostante la falcidia operata dai cristiani nei secoli, sono rimaste negli scritti di Origene Adamanzio.

Solo negli ultimi anni, gli studi in campo storico e religioso, hanno fatto emergere alcune verita’ che i seguaci del cristianesimo hanno cercato di occultare e falsificare ad ogni costo. Difatti, da quando nel 313 dc, ponendo fine ufficialmente alle persecuzioni contro i cristiani, Costantino I sanci’ l'inizio dell'alleanza dell’Impero Romano con la Chiesa, tutte le opere fondamentali degli autori pagani contro Gesu’ sono state eliminate oppure manipolate, e soltanto recentemente sono stati riportati alla luce frammenti de "Il discorso veritiero” e “Contro i Cristiani" in una ricostruzione che segue un nesso logico del pensiero e degli scritti di Celso contro Gesu’, accusato d'essere un bugiardo ed un impostore.

L’ostilita’ dei cristiani verso tutti quelli che confutavano la loro religione e’ stata tale che non solo le opere ritenute “pericolose” sono state distrutte, ma persino la vita degli autori e’ stata cancellata dalla Storia. Di Celso, a tutt’oggi, non si sa con esattezza chi egli sia effettivamente stato. Tuttavia, pare quasi certo che il Celso citato da Origene fosse un filosofo d’ispirazione platonica vissuto nel II secolo, durante il regno di Marco Aurelio, prima, e poi di Comodo, il cui pensiero e’ potuto giungere fino a noi per un ironico scherzo della Storia. Infatti, nonostante l’Impero Romano cristianizzato si sia operato in tutti i modi per cancellarne l’esistenza, eliminando il suo nome da ogni trascrizione, egli e’ sopravvissuto grazie ad alcuni manoscritti che sono confluiti nell’opera di confutazione di Origene “Contro Celso”, scritta a meta’ del III secolo.

Le notizie dalle quali Celso prende sostegno per portare la sua accusa al cristianesimo, sono tratte in parte dal Vangelo di Matteo (la versione esistente nel II secolo, che si presume piu’ accurata di quella che conosciamo noi – ndr), in parte da fonti giudaiche non cristiane ed in parte da altre fonti che non conosciamo. In sostanza, la descrizione che Celso fa di Gesu’ e’ quella dell’impostore, del falso profeta, esattamente come Luciano fa nella sua opera contro Alessandro di Abonotico, un falso profeta che, dopo aver predetto con un oracolo riguardante la sua persona che sarebbe vissuto fino a centocinquanta anni e poi sarebbe morto colpito da un fulmine, termino’ miseramente la sua vita non ancora settantenne.

Celso fornisce, in modo sostanziale, alcuni dati al fine d’illuminare il retroscena della nascita di Gesu’, rendere chiaro il comportamento dei suoi genitori e mettere in risalto il periodo della predicazione e della sua vita. Secondo il filosofo, Gesu’ sarebbe stato un uomo di dubbia reputazione, un mistificatore che esigeva di compiere miracoli e di garantire la salute o la salvezza basandosi su incantesimi e su pratiche magiche. Un ciarlatano come tanti ce ne sono stati e sempre ce ne saranno in ogni epoca. In sintesi, nel suo discorso, Celso afferma dunque che il "Cristo non e’ un Dio, ma solo un mago, e della peggiore specie" e cio’ e’ ricavato, scrive lo stesso Celso, "in base alle testimonianze stesse dei suoi adepti, al piu’ screditato dei taumaturghi itineranti e dei presunti operatori di miracoli".

Anche Porfirio, contemporaneo di Celso, nella sua opera "Contro i Cristiani", segue la stessa scia d’accuse, ma la sua opera, originariamente composta di quindici libri, fu distrutta, e di essa ne sono restati solo alcuni frammenti.

Del resto l’aspra critica di Celso e Porfirio verso la cristianita’ era del tutto logica dal loro punto di vista: non s'era mai visto che un Dio inviasse il proprio figlio, scompaginando l'ordine cosmico e la realta’ delle cose, per esaudire le attese messianiche di una piccolissima parte dei giudei, giacche' gli stessi ebrei non credevano alla divinita’ di Cristo e disapprovavano la sua opera.

Quello che piu’ d’ogni altra cosa suscitava l’indignazione di Celso era che i cristiani facevano di tutto per rimpiazzare ogni tradizione esistente, sia quella giudaica dalla quale provenivano, sia quella ellenistica nella quale stavano a poco a poco installandosi e, allo stesso tempo, si appropriavano, in modo subdolo ed artefatto, di tutto il meglio esistente nel passato, tentando di accampare diritti sull'intero patrimonio della tradizione giudaica e di quella ellenistica. Senza considerare che il comportamento dei cristiani, che si rifiutavano di giurare nel nome dell’imperatore, disdegnando le leggi di Roma, era considerato asociale e sovversivo.

Addentrandoci nella figura del Cristo, Celso dice in modo molto chiaro come Gesu’, o chi per lui, abbia inventato il fatto d'essere nato da una vergine (addirittura l’origine galilea di Cristo sarebbe, secondo alcuni studiosi, un’invenzione medievale e che egli sarebbe invece nato a Gamala nel Golan - ndr). Sua madre si chiamava in realta' Myriam e pare fosse una filatrice sposata con un carpentiere, da costui scacciata per adulterio. Sembra dunque che il messia sia nato da una relazione con un soldato, certo Panthera. Il vero nome di Gesu’ era dunque, secondo Celso, Yeshu’ ben Panthera (Gesu’ figlio di Pantera) e da iscrizioni latine risulta come tale soprannome fosse tipico di soldati romani che erano stanziati in Palestina. Ma anche viene chiamato Yeshu’ ben Stada (Gesu’ figlio della prostituta).

Il fatto che Myriam potesse essere una prostituta non deve sconvolgere le coscienze. Molte donne ripudiate erano costrette ad esserlo. Inoltre, cio’, in qualche modo potrebbe trovare un collegamento logico con l’anomala descrizione della genealogia di Maria che Matteo fa nel suo Vangelo, e cioe’ la presenza di quattro donne in una cultura dove le donne non erano mai incluse in un albero genealogico. Quattro antenate di Maria che furono responsabili di comportamenti moralmente discutibili per la mentalita’ dell'epoca: Tamar, che rimase incinta fingendosi prostituta ed accogliendo nel suo letto Giuda, l'uomo dal quale, secondo la legge del levirato, avrebbe dovuto avere un figlio; Raab, una prostituta canaanita che tradi’ la sua citta’ a vantaggio del popolo ebraico; Rut, una donna Moabita, quindi straniera e per questo malvista dagli ebrei, che si concesse ad un ebreo, Booz, per poi costringerlo a sposarla; Betsabea, che sedusse il Re Davide il quale, vista la gravidanza di lei, condanno’ a morte il marito Uria, suo fedele servitore, mandandolo a combattere in guerra.

Tornando a Gesu’, il suo noviziato si sarebbe compiuto in Egitto dove apprese le arti magiche. Per Celso era dunque un ciarlatano che, fra l’altro, non aveva molti seguaci: dieci o undici, che poi lo avrebbero rinnegato. Inoltre, concesso che i miracoli, le guarigioni, le resurrezioni, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, fossero veri e non fandonie dei seguaci, esisteva una palese analogia fra queste pratiche e quanto di solito facevano gli stregoni. Pratiche che solitamente venivano attribuite a “uomini spregevoli e posseduti da demoni malvagi”.

Celso accusa inoltre i cristiani di aver preparato artificiosamente l’onniscienza e l'onniveggenza di Gesu'. Egli sapeva tutto ed aveva profetizzato tutto cio’ che gli sarebbe accaduto, perche’ a raccontarlo sarebbero stati coloro che gia’ conoscevano cio’ che gli era accaduto, cioe' i suoi seguaci. Scrive Celso: "Perche’ con altrettanta sfrontatezza anche sul conto di un bandito o di un assassino raggiunto dalla giustizia si potrebbe affermare che non era affatto un bandito, ma un Dio; infatti aveva predetto ai suoi compari che gli sarebbe successo quel che appunto gli successe".

Per aver chiaro il concetto di Celso con un’immagine, dovremmo osservare “Le mani che disegnano” di Maurits Cornelis Escher e renderci conto di come tutto il cristianesimo fosse, per il filosofo, solo un’illusione abilmente preparata.

A proposito della resurrezione, Celso ricorda che anche altri avevano riferito, nel passato, di essere risorti dopo la morte. E cita il caso di Scizia di Zalmoxis, di Pitagora e di Rampsinito in Egitto, e prosegue: "Se Gesu’ avesse voluto davvero manifestare il suo potere divino, avrebbe dovuto farsi vedere da chi lo aveva oltraggiato e condannato e non da un ristrettissimo numero di seguaci".

In sostanza, tutto cio’ che il filosofo fa con la sua critica corrosiva, e’ passare al vaglio e demolire totalmente alcuni fondamentali cardini della dottrina cristiana, come la nascita e la resurrezione, per far capire come appaia assurdo che un Dio senta la necessita’ di inviare suo figlio per redimere l'umanita’. Ragionamento fuori della ragione che appare inammissibile al platonico Celso, per il quale la rivelazione contenuta nel cristianesimo altro non e' che un insieme di grossolani antropomorfismi. Ed infatti i cristiani, non avendo argomentazioni logiche a cui appoggiarsi, sosterranno sempre che e' solo per fede che bisogna credere.

Celso se la prende poi con l’ideologia. A chi e’ indirizzato il messaggio dei cristiani? "Se si e’ peccatori, se si e’ incapaci di capire, se si e’ puerili, se, in una parola, si e’ disgraziati, il regno di Dio ci accogliera’. Forse voi non chiamate peccatore l'ingiusto, il ladro, lo scassinatore, lo spacciatore di filtri, lo spogliatore di templi, il violatore di tombe? Chi altri tipi di persone convocherebbe un pirata con un suo bando?"

Senza usare mezzi termini, e con una dialettica incalzante, non da' tregua all'avversario e lascia capire che i cristiani agiscono in tal modo poiche’ le persone per bene non li seguono. Ed allora, per avere seguaci, devono fare appello "agli uomini piu’ empi e piu’ depravati".

Per concludere, secondo Celso il Dio dei cristiani e’ falso e la setta e’ oscura in quanto se l'Onnipotente, proprio perche’ onnipotente, vuol trasmettere i suoi messaggi lo fa in altri modi meno contorti, piu’ visibili, per mezzo degli Astri o attraverso la natura: i fulmini, i tuoni, le piogge, i frutti e tutto cio’ che nasce. Immanenza e trascendenza, dunque, concretezza nella soprannaturalita’, rappresentando chiaramente il principio teologico platonico, congiunto allo stoicismo.

Per quello che hanno affermato Celso e Porfirio, le loro opere e persino le loro vite, sono state cancellate, e le loro parole dimenticate. E c’e’ da chiedersi: se quelle contestazioni erano false, inconsistenti e tendenziose, perche’ tutto cio’ e’ avvenuto? Forse i sostenitori dell’Onnipotente, per far valere la loro verita’, avevano davvero bisogno di arrivare a tanto?

Solo oggi, dopo secoli, quelle verita’ antiche, lette con un approccio meno pregiudizievole e piu’ distaccato, potrebbero prendere consistenza acquistando il valore di una sentenza contro chi avrebbe fatto schiavi gli uomini in nome di un’ideologia che qualunque filosofia avrebbe condannato, perche’ contraria alla ragione ed all'ordine delle cose.

Ed alla fine di tutto, la domanda alla quale non potremo mai aver risposta, e che spesso io stessa mi faccio, e': ben sapendo che la Storia e’ sempre riscritta dai vincitori, e gli avvenimenti cosi’ come sono interpretati dagli sconfitti vengono spesso cancellati o mistificati, se Costantino I avesse fatto proprie le confutazioni di Celso e Porfirio, festeggeremmo oggi il Natale secondo gli schemi con i quali lo festeggiamo?


- Nella foto in alto - Il vero volto di Gesu' secondo una ricostruzione basata su dati scientifici


- Nome? - ... - Yeshua - rispose rapido l'accusato
- Hai un soprannome? -
- Hanozri -
- Di dove sei? -
- Della città di Gamala - rispose l'arrestato indicando con un movimento della testa che laggiu’, lontano, alla sua destra, verso nord, esisteva una citta’ chiamata Gamala.
- Di che sangue sei? -
- Non lo so di preciso - rispose pronto l'arrestato, - non ricordo i miei genitori. Mi dicevano che mio padre era siriano -..."
(Michail Bulgakov - Il Maestro e Margherita)

venerdì 26 dicembre 2008

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Le mille e due notti – I parte

C’era una volta, tanto tempo fa in un reame lontanissimo, un potente Principe, bello e sapiente, dotato di raffinata cultura e di straordinaria sensualita’, ma talmente orgoglioso ed incontentabile che per tutta la vita aveva cercato la donna perfetta, pur essendo consapevole che la perfezione era impossibile da trovare. L’ardore sensuale e l’inquietudine lo spingevano continuamente ad incontrare una fanciulla ogni volta diversa, poiche’ pretendeva di avere sempre corpi nuovi da piegare ai suoi voleri ed anime da far sanguinare, ma immancabilmente restava deluso. Non era mai soddisfatto perche’ tutte quelle che incontrava, una volta portate nel suo talamo, gli apparivano banali, insipide, uguali a tutte le altre. Cosi’, convinto che la perfezione che cercava non esistesse e che nessuna fanciulla meritasse d’essere la sua prediletta, dopo averla posseduta un’unica volta, ne ordinava la morte. E per questo motivo era considerato un uomo crudele e spietato.

“Ogni donna e’ maestra d’erotismo. E’ nella sua natura, ossia nel carattere di femmina che acquisisce nella prima infanzia, non nella sua educazione, ne’ nella sua esperienza. Non c’e’ da meravigliarsi se una vergine descrive i mille particolari del piacere senza averne esperienza. Anzi se la sua educazione e’ intrisa di falsi pregiudizi religiosi e moralistici, diverrebbe un oggetto passivo e inutile, senza futuro. Inoltre una tarda reazione a tal errata educazione sarebbe ancor peggiore. La porterebbe ad esperienze di perversione con un totale vuoto finale. Va lasciata crescere nella sua natura di femmina e diverra’ d’istinto maestra d’erotismo. E’ lei che eccita il maschio, ma specialmente e’ lei che sa alimentare e conservare a lungo questa eccitazione. Ne e’ costretta dalla sua natura se non vuole, lei stessa, restare inappagata, ma specialmente perche’ il maschio abbia un completo appagamento al fine di legarlo a se’ piu' fortemente. Sempre che sia quello il maschio che puo’ appagare il suo fine secondo.” *

Ricordo quella notte che mi portarono da lui. Ero ancora molto giovane, ma nei miei astri e nel mio nome i segni dicevano che ero nata per l’amore. Sapevo suonare, cantare, danzare, leggere il destino, declamare poesie e, soprattutto, sapevo raccontare favole. Fin da bambina le avevo ascoltate ed imparate e, durante l’adolescenza, essendo dotata di una fervida fantasia le avevo trasformate in vere e proprie storie d’intrighi e d’amore. Cosi’, prima di donarmi, raccontai al Principe una delle mie storie…

“E con la lingua la fanciulla inondava le labbra del suo Signore, succhiandole poi fino a sentire il sapore del sangue...” *

Ma non la terminai. La lasciai in sospeso. Poi, senza pudore, oltrepassando ogni limite. Gli offrii la mia anima, la mia mente, il mio corpo, ed il mio cuore interamente, promettendogli che avrebbe avuto la conclusione della storia la notte successiva.

Quella prima notte gli feci assaporare l’acqua della sorgente che scaturiva dalla mia anima. Riversai in lui tutta l’energia erotica che possedevo e questa lo percorse totalmente, entrandogli dentro. Accadde cosi’ che non mi fece uccidere e da quel momento, ogni notte, mi mandava a chiamare, incuriosito, sorpreso, incredulo e desideroso di godere ancora di quell’inesauribile magia sensuale che sapevo donare con la mia voce e con il mio corpo.

“Ed ecco il gioco del labbro inferiore. I volti rovesciati l’uno sull’altro, ogni amante sugge contemporaneamente il labbro inferiore dell’altro. Non potendosi vedere il desiderio si chiude nel pensiero. L’istinto diviene un fatto meccanico della lingua che umetta di continuo e senza posa le labbra di ognuno. Il labbro inferiore cosi' alimentato diventa turgido di sangue, procurando un dolore sempre crescente, insopportabile fino ad esplodere in uno spasimo di piacere, facendo cadere gli amanti riversi ed esausti.” *

Ogni notte mi recavo dal Principe pensando che avrebbe potuto essere l’ultima della mia vita, ed ogni volta terminavo la storia precedente, iniziandone una nuova che avrei concluso la notte seguente. E cosi’ via, notte dopo notte, riuscivo a legare ogni storia a quella successiva con un filo invisibile intessuto di passione e d’erotismo che aveva il suo apice nell’amplesso che ogni volta si ripeteva sempre piu’ intensamente, facendo vibrare ogni nota, dalla piu’ perversa alla piu’ sublime.

“La fanciulla poggiava i piedi sui fianchi del suo Signore ed inarcando le ginocchia lentamente, molto lentamente, lo attraeva a se’ per accrescergli il desiderio fino allo spasimo. Accostarlo dolcemente al cespuglio irrorato di linfa e inondandolo di essa lo aiuto’ a deflorarla. Perche’ voleva essere deflorata e tutto aveva preparato, ogni movimento, ogni attimo perche’ cio’ avvenisse senza dolore ed anche nell’intenzione con piacere. Con lo stesso piacere ch’era riuscita a dare a lui succhiandolo, spremendolo e finendolo dentro di se’ e quasi facendogli esalare in un lamento straziante l’ultimo respiro. E tanto aveva sognato quel piacere il lamento e l’esalante respiro, che le sue gambe si stesero inerti, ed inerte senti’ mugolando il proprio corpo sotto il suo corpo, anch’esso disperatamente inerte.” *

Assecondavo il suo umore accontentandolo in ogni sua voglia, paga d’ogni attimo che gli donavo e godendo del piacere che sapevo procurargli. Lui ne godette e mi fece diventare la sua prediletta, incuriosito da quelle mie storie che non avevano mai fine. Dopotutto era proprio la curiosita’ il cibo di cui mi ero nutrita e che m’aveva fatta crescere, ed era di quella linfa vitale che gli facevo dono sperando che mi lasciasse in vita.

Le mie novelle erano fiabe tramutate in racconti ma, quando le narravo, le cambiavo ancora adattandole all’atmosfera che volevo creare in quel momento. Bastava che atteggiasse una piega delle labbra oppure un battito delle sue ciglia perche’ inserissi nel racconto, in quello stesso attimo, una nuova fantasia. Ed ogni notte il racconto era diverso da quello precedente. Lo era per i protagonisti ma, particolarmente, lo era per le protagoniste perche’, in tutti quegli infiniti aspetti, le donne erano le vere protagoniste delle mie storie e non ce n’era una che assomigliasse all’altra.

“Non esiste donna uguale ad un’altra. Gli uomini che pensano le donne tutte uguali sono affetti da una malattia incurabile.” *

Ed ogni storia era satura di un raffinato erotismo che cambiava di novella in novella e che, col passar delle notti e secondo l’atmosfera che creavo, diveniva sempre piu’ intricato. Con un candore fuor di misura, lentamente, in modo sottile e progressivo, rendevo le storie sempre piu’ intriganti, fino a che io stessa mi trasformavo e ne divenivo protagonista. Aprivo cosi’ la porta di quel mio mondo incantato anche al Principe. Lo facevo entrare e, insieme, raggiungevamo l’apice del piacere.

“Il turgore del seno faceva impazzire la fanciulla di dolore. Il desiderio del suo Signore, le vene gonfie e blu che premevano sulla vetta rossa di sangue che la voleva disperatamente, la sconvolse. I capezzoli pareva volessero staccarsi dal seno che, gonfiandosi, premeva dal di dentro con tutta la forza del desiderio.” *

A piccole dosi, notte dopo notte, facevo scaturire la mia sensualita’ in un crescendo lento e graduale, spingendo le protagoniste delle mie novelle a fare cio’ che poi avrei fatto io, fino a superare i limiti di ogni decenza che solo il candore, la semplicita’ e l’innocenza di un’adolescente potevano permettersi di descrivere senza suscitare riluttanza e fastidio. Ma non concludevo mai. Lasciavo sospesa ogni situazione, anche se portata al limite, per assegnarne la conclusione alla protagonista della novella che avrei raccontato la notte successiva.

Straordinaria era la molteplicita’ di situazioni erotiche che la mia natura femminile, spontanea, innocente e candida, riusciva ad immaginare. Le innumerevoli variazioni di quelle storie non erano altro che l’infinita varieta’ delle mie passioni. Poiche’ sono sempre le passioni a condurre il gioco sottile dell’esistenza.

“E la fanciulla voleva quella bocca quasi a strapparle quei capezzoli dolorosi mentre il cespuglio, irrorato a dismisura, avvolgeva di linfa bollente il turgore rosso e inesausto del suo Signore.” *

Il mio seno acerbo, nel corso del tempo, maturo’, si rassodo’, s’inturgidi’ facendo ergere i piccoli capezzoli. Dapprima timidamente, poi fino allo spasimo quando il grado d’eccitazione che provavo nel corso del racconto cui partecipavo fibrillante di passione, raggiungeva il punto piu' alto.

“Capezzoli di donna e membri di uomini duri come la pietra, cespugli di donna irrorati da ruscelli sempre straripanti. L’amore e’ un fuoco di passioni.” *

Il tempo passava ed i miei fianchi presero forme sempre piu’ rotonde e si rassodarono. Le agili cosce si tornirono fino a toccarsi al loro interno in perfetta armonia con la rotondita’ delle anche ed in mezzo a loro sorse e si estese un tenero praticello solcato da un piccolo ruscello color di rosa, la cui la freschezza rosata, con candida innocenza incurante di velare quel fiore della sua primavera, con grazia e vanita’ tutte femminili accarezzavo e pettinavo in modo da renderlo piacevole allo sguardo del mio Principe.

“Il soffice cespuglio di riccioli di seta accarezzava i bordi di una sorgente color della rosa che zampillava nettare irrorandolo. E tanto zampillava quella fonte rosata che la fanciulla volle il suo Signore a bere tutto quel nettare che saliva senza posa, interminabilmente fino all’ebbrezza. E tanto zampillava quella fonte ch’ella stessa giunse all’ebbrezza e senza smettere di dare la sua linfa a quella bocca sempre piu’ assetata, volle lui fare un’altra fonte per la propria sete che ormai tutta l’ardeva. E tutto fece e oso’ con la forza delle labbra tumide e col profondo inesausto della bocca, che anche quella fonte zampillo’ ed ella bevve quel nettare. L’avidita’ ormai senza ritegno, le mani a mo’ di calice perche’ nessuna goccia andasse persa, e gli occhi strabuzzati di desiderio quasi al deliquio.” *

Cosi’ novecentonovantanove notti passarono. Novecentonovantanove notti che m’avevano lentamente trasformata da adolescente in donna. Il mio Signore ascolto’ da me novecentonovantanove storie ed io per novecentonovantanove volte mi donai a lui completamente. Mai lo scongiurai di farmi grazia della vita e mai pretesi da lui qualcosa di diverso dal suo piacere.

(Continua?)


* Tutti i brani in corsivo sono tratti da "Sheherazade e il suo re Shariyar" di Michele Augias

giovedì 25 dicembre 2008

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L'anello della Verita'

C’era una volta, in un tempo lontano lontano, un mercante che possedeva un magico anello, che gli era stato regalato da un jinn, nel quale era incastonata una pietra che era la piu’ preziosa del mondo e che aveva il potere di donare la Verita’ a chi la indossava. Il mercante aveva tre figli ed ognuno implorava il padre affinche’, morendo, egli lasciasse l’anello a lui solo, ma l'uomo amava tutti i figli allo stesso modo e se avesse lasciato l'anello ad uno di loro, gli altri due si sarebbero dispiaciuti. Si rivolse allora ad un abile orafo e gli commissiono’ due anelli identici a quello in suo possesso e l’orafo fabbrico’ gli anelli in modo cosi’ perfetto che era impossibile distinguerli da quello autentico.

Il mercante, prima di morire, separatamente ed in gran segreto, consegno’ un anello a ciascuno dei tre figli cosicche’ ognuno fosse convinto di aver ricevuto l’originale. Da allora si racconta di come ogni uomo sia convinto di possedere la Verita’.

Questa antica favola, che ha origini arabe e viene raccontata durante il Rinascimento nelle Gesta Romanorum ed anche nel Decameron e poi nel 1779, in pieno periodo Illuminista, ripresa da G.E. Lessing nel suo Nathan il Saggio, descrive perfettamente quello che e’ il mio approccio nei confronti di ogni religione e di ogni casta sacerdotale.

Tutte le religioni presentano sempre il proprio profeta come l'ispirato, l'illuminato, il figlio di Dio, se non addirittura il Dio in terra ed in modo arbitrario e presuntuoso cercano di dar a bere che quello che raccontano gli altri sono favole, mentre quello che raccontano loro e’ totalmente vero.

Se le cose stessero cosi’, come penso io e come pensa tanta gente che si pone dei dubbi sulla validita' di qualunque fede religiosa, tutto si risolverebbe in un grande inganno perpetrato da caste avide di potere che hanno utilizzato e divinizzato qualcuno al solo scopo di dividere l'umanita' in clan, cosi' da mantenere onori e privilegi dei quali, ancor oggi, sono titolari.

Un terribile inganno che, nel corso della Storia, si e' alimentato anche e soprattutto di odio e d'intolleranza e che ormai continua a vivere di vita propria, autoreferenziandosi e cercando di ancorare il mondo ad un perpetuo Medio Evo culturale cosicche' gli uomini non possano scoprire che la Verita', come il meraviglioso mago di Oz, altro non e' che una fiaba.


- Ma ecco il problema che mi preoccupa: se dio non esiste, chi dirige la vita umana e tutto l'ordine sulla terra?
- È l'uomo che dirige, - si affrettò a rispondere irritato Bezdomnyj a questa domanda che, bisogna riconoscerlo, non era molto chiara.
- Mi perdoni, - replicò con dolcezza lo sconosciuto, per dirigere bisogna avere un piano esatto per un periodo abbastanza lungo. Mi permetta perciò di chiederle come può l'uomo dirigere, se non solo gli manca la possibilità di fare un piano perfino per un periodo ridicolmente breve, come, diciamo, un millennio, ma non è neppure in grado di rispondere del proprio domani!
(Michail Bulgakov - Il Maestro e Margherita)

mercoledì 24 dicembre 2008

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Gli auguri di nessuno

Preferisco non cadere nella trappola mentale di chi crede che le feste siano occasione per sentirsi piu' vicini, per appianare le divergenze e mostrarsi migliori. Fra pochi giorni anche questo Natale sara' passato e si tornera' a vivere la coazione a ripetere intrisa di menefreghismo verso il prossimo. Il Mondo ha visto trascorrere migliaia di Natali, Pasque e festivita' varie. Niente mai e' cambiato. L'uomo non e' diventato migliore, anzi col tempo, oltre a perfezionarsi nell’uccidere, nel rubare, nell’ingannare e nel dar dimostrazione del proprio egoismo, ha sempre piu' affinato quella caratteristica che proprio durante talune festivita' si manifesta con maggior vigore: l’ipocrisia.

E' vero che sentirsi parte di un clan, partecipare al rito legato alla simbolica nascita, morte o resurrezione di qualcuno possa avere degli effetti collaterali positivi dal punto di vista del prelavaggio, lavaggio e risciacquo della propria coscienza, ma per quanto riguarda me, sentirmi accomunata anche per un solo istante, a chi e' artefice, mandante ed esecutore delle schifezze che vengono commesse per bieco interesse ogni giorno dell’anno, non gioverebbe alla mia salute mentale e tanto meno alla mia anima.

Da bambina, anche io vivevo il momento delle festivita' natalizie gioiosamente, ma a poco a poco l'entusiasmo si e' smorzato fino a spegnersi. Cio' che ho visto e vissuto mi ha fatto capire che le ricorrenze, le parole di circostanza, i riti ed i mantra non risolvono i problemi e non aiutano la gente. Non si cambia in meglio solo perche' un giorno all'anno ci sentiamo piu' buoni e piu' solidali.

Non e' il primo Natale che vivo...

Forse potrebbe essere l'ultimo, la so, ma perdonatemi la presunzione se affermo una cosa che puo’ sembrare banale: chi si sente davvero vicino al dolore delle persone, lo e' sempre. E chi lo e' davvero non ha bisogno di una data sul calendario per ricordarselo. Chi invece non lo e', non lo diventera’ certo per via di qualche parola infiocchettata o di un dono fatto piu' per convenzione che per reale generosita'.

I primi, gli auguri, li hanno stampati dentro, indelebili, ma che appartengono a tutti ogni giorno che abbiamo il privilegio di vivere. I secondi potrebbero scriverli anche a lettere d'oro tempestate di diamanti oppure farli cantare da un coro di mille voci bianche, ma non apparterrebbero ad altri se non a loro stessi. Auguri di nessuno che il giorno dopo tornerebbero ad essere rinchiusi nelle cassaforti di chi non donerebbe una briciola di cio' che ha e che farebbe pagare persino l'aria che respiriamo oltre all'acqua che beviamo. Fino al prossimo anno, quando di nuovo suoneranno le stupide note di "Jingle Bells".

domenica 21 dicembre 2008

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Il Re Bulgaro

Finalmente i sondaggi sono tornati a dare il gradimento a Re Silvio il Bulgaro, famoso per i suoi "editti" che alcuni anni fa ci liberarono da dei pericolosi facinorosi e sobillatori che si aggiravano nel sistema televisivo. A dirlo ai suoi lacche', prostrati a baciargli le regali chiappe, e' lo stesso Sovrano durante la conferenza stampa di fine anno dalla sua nuova residenza invernale di Villa Madama, appena donatagli dal Ministero degli Esteri.

In prima fila, ad ascoltarlo con l'espressione estasiata a meta' fra l'innamorato e l'incantato, c'era la sua "favorita": Angelina Jolie Alfano, definita "giovane e brava", oltre che bella.

Sua Maesta' ha chiarito che "i sondaggi sono tornati al 72% dopo una flessione avvenuta negli ultimi 15 giorni per gli attacchi della sinistra", che' sinistra e' anche sinonimo di bieca, losca, turpe, minacciosa. Il Monarca ha anche elogiato l'azione dei primi mesi di governo: "Ne sono orgoglioso perche' si lavora benissimo, non ho in sette mesi di cooperazione avuto nemmeno una delusione, neanche la piu’ piccola".

Si capisce che e' un uomo sincero. Soprattutto per quanto riguarda la bravura e la bellezza indiscussa della Jolie. Come potrebbe essere altrimenti? E' un fatto genetico come il colore del suo sangue nobile. Dopotutto i principi fondamentali ai quali si e’ sempre ispirato, lui e la sua Famiglia antichissima e mai coinvolta in affari che potessero mettere in dubbio l'onorabilita' della stirpe, sono sempre stati impostati all'insegna della massima onesta’ e coerenza.

L’unico dubbio che si puo' avere e’ che magari, in buona fede, abbia confuso quel “72” con la sua eta’, poiche’ e' risaputo: l’indice di gradimento presso il suo Popolo e’ assai piu’ alto.

"Un sovrano ha in se' tutte le risposte che gli servono, a patto pero' che sia lui stesso a determinare le domande".

sabato 20 dicembre 2008

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Cantico di Natale

A cena, con la Vostra corte di nani, saltimbanchi, ballerine e clown per scambiarVi i regali di Natale, ne avete approfittato per raccontare ancora una volta la Vostra favola. “Io non renderei note queste cose”, avete detto a proposito dei dati diffusi in questi giorni da diversi istituiti di ricerca, tra cui quelli del Centro Studi di Confindustria che parlava di 600 mila posti di lavoro in meno nel giro di un biennio. E poi avete continuato: “I cittadini vadano avanti con le proprie abitudini d'acquisto e gli imprenditori siano piu' coraggiosi. Basta con questa canzone pessimistica che arriva da piu' parti".

Sire, comprendo benissimo che ispirandoVi al racconto di Charles Dickens, quest’anno volete regalare a tutti i Vostri devoti sudditi qualcosa di stupendo e d'imparagonabile: l’ottimismo.

Con la Vostra ben azzeccata allegoria sulle vicissitudini di Scrooge, affarista avido e senza scrupoli che vuole sempre passare il Natale da solo senza che nessuno riesca a farlo desistere dal suo proposito, come il fantasma di Marley, Illuminato Sovrano, fate capire che non si puo’ passare tutta la vita essendo avari ed egoisti. Per essere felici bisogna spendere, spendere, spendere... ed il Natale e’ piu’ bello se passato in allegria ed in compagnia.

E, come in tutte le fiabe, anche il finale della Vostra e’ lieto: “Vissero e papparono tutti felici e contenti, come in un sodalizio” direbbe Bocchino a Romeo.

Beh… non proprio tutti, perche’ appunto di fiaba si tratta e la realta’ fuori, nella vita di tutti i giorni, e’ assai diversa. La gente davvero non ce la fa piu’ e stanno tornando attuali certe abitudini e consuetudini che molti credevano far parte di un passato di ristrettezze ormai dimenticato.

Ma in ogni caso, credo che tutti i Vostri sudditi abbiano apprezzato questo sincero e disinteressato augurio che Voi avete rivolto dalla vostra reggia di sodali e laccaculi, e sono certa che in cuor loro Vi ringrazieranno e Vi ameranno.

Buon Natale anche a Voi, Maesta'.

Noi villan...
E sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam,
e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

martedì 16 dicembre 2008

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Il coming out del presidente

Ci voleva l'elezione di Obama per far emergere alcune verita' su fatti che, se accaduti in in altre circostanze, avrebbero causato sdegno e mosso la coscienza della societa' civile verso una condanna risoluta dell'operato dell'ancora per poco presidente americano. Invece, ahime, pare che si resti ormai del tutto indifferenti a cio' che non riguarda le beghe da cortile dell'Isola dei Famosi e, se ci si commuove, al limite lo si fa per le cazzate raccontate dagli ospiti di Maria De Filippi oppure per le peripezie della Arcuri in qualche melensa fiction trasmessa in TV.

Cosi' certi fatti passano del tutto inosservati ed anche se vengono letti, si fanno le spallucce e si dice: "Bah! Sempre la solita propaganda degli anarcoidi di sinistra ed invidiosi". E si passa alla pagina sportiva o ai risultati del Superenalotto.

Eppure c'era un tempo in cui chi avesse fatto coming out di aver scatenato una guerra per errore (che ad oggi conta oltre 1.300.000 morti) oppure di aver pianificato torture verso prigionieri inermi, sarebbe stato messo sotto accusa e processato, come dice giustamente l'articolo in questo blog.

Cos'e' accaduto che ha mutato cosi' radicalmente il comportamento della gente e l'ha resa insensibile verso le crudelta' che vengono ogni giorno perpetratate nel mondo?

Si' certo, lo sappiamo bene, lo dicono tutti che ci stiamo abituando sempre piu' alla violenza, tanto che i bambini, da tempo, sono educati dalla TV e dal cinema ad assistere a spettacoli ben piu' cruenti di quelli che possono essere letti sui giornali, fatti di parole e che in assenza d'immagini appaiono cosi' distanti, cosi' poco spettacolari, cosi' privi d'interesse e scarsamente coinvolgenti.

E' molto piu' avvincente un bel videogioco pieno di schizzi di sangue e brandelli di materia cerebrale appiccicata sui muri. Oppure qualche bel filmetto in cui Leatherface prepara lo spezzatino di frattaglie umane utilizzando la motosega. L'importante pero' e' che i bambini siano tenuti distanti da alcune cose davvero aberranti e non vengano turbati da visioni sconce che potrebbero indurli in strani comportamenti che poi, da adulti, potrebbero tradursi in un voto per qualche violento.

Quindi, mi raccomando, poniamo la massima attenzione e censuriamo ogni inchiappettamento di Brokeback Mountain, che' gli unici culi consentiti per i momenti di autoerotismo della sana gioventu' italica sono quelli delle veline e delle letterine. E se poi qualche centinaio di civili iracheni vengono triturati dai bombardamenti immancabilmente avvenuti sempre per "tragico errore", chi se ne frega? Censuriamo anche quelli. Il mondo va cosi': c'e' chi chiagne e c'e' chi fotte, e non possono essere i telespettatori lottare contro le ingiustizie.

Piuttosto, ha ragione Emilio Fede: non dobbiamo assolutamente minimizzare il deprecabile attentato calzaturiero di cui e' stato oggetto il grande giorgdabliu da parte di un terribile terrorista islamico. Non sia mai che qualcuno possa ispirarsi ad esso e prendendo il cattivo esempio.

lunedì 15 dicembre 2008

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Per chi suona la campana

Cambiano i tempi e cambia con essi anche quell'immagine che in ogni popolo, in ogni nazione, incarna quella personalita' reale o mitologica, che in un dato momento storico assolve a quel compito steretipato che viene indicato dalla societa' come esempio da seguire, le cui gesta destano ammirazione ed ispirano l'arte in ogni sua forma: l'eroe. Potremmo carrellare lungo la Storia e la Letteratura osservando come le figure degli eroi siano cambiate man mano che valori dell'epoca cambiavano: da Achille a Re Artu', da Giovanna D'Arco a Guglielmo Tell, da Horatio Nelson a Giuseppe Garibaldi, solo per citarne alcuni che fanno parte della cultura euro-occidentale.

E' scontato che ogni nazione ed ogni cultura abbia i propri eroi e quasi sempre accade che gli eroi dei conquistatori corrispondano ai nemici dei conquistati, e viceversa. E' il caso ad esempio di Attila, che e' un eroe in terra magiara, mentre e' il "flagello di Dio" per le popolazioni latine. Oppure Vlad Ţepeş, eroe valacco che sconfisse i turchi dai quali (e non solo da loro) e' considerato un essere demoniaco che ha ispirato il personaggio di Dracula.

Insomma, tutto questo panegirico era solo per dire una cosa banalissima: che quella dell'eroe non e' una figura assoluta, immutabile ed eterna ma, in base al corso che puo' avere Storia e soprattutto in base a chi la scrive, puo' cambiare. Un eroe di ieri potrebbe diventare un crudele conquistatore domani, o viceversa.

E questo ricambio fra eroi ed anti eroi e' tanto piu' frequente durante i periodi di transizione, come quello che tutti noi nati in quest'epoca tumultuosa abbiamo il privilegio di attraversare. Un esempio di tutto cio' lo abbiamo visto quando, con la caduta del comunismo, le effigi di Stalin ma finanche quelle di Lenin, sono state rimosse dalle sedi che avevano occupato per decenni e, ancor piu' recentemente, credo che nessuno possa scordarsi di quelle immagini in cui la statua di Saddam Hussein a Bagdad veniva distrutta dai soldati americani.

Sono passati cinque anni da quando quelle scene vennero trasmesse in mondovisione ed in quest'epoca in cui tutto corre alla velocita' di un click di mouse o di un SMS, tale periodo e' paragonabile a quello intercorso dall'inizio alla fine della Guerra dei Cento Anni.

Gli eroi di oggi vengono triturati, macinati, e reimpastati tra un'edizione dell'Isola dei Famosi e l'altra, e non fanno in tempo ad occupare le prime pagine dei rotocalchi che gia' vengono abiurati perche' quasi immediatamente dimenticati. Ma per ogni eroe che cade, un altro prende il suo posto.

I nuovi eroi di questo terzo millennio, pero', non indossano armature lucenti, non si lanciano alla carica su cavalli bianchi, non hanno un'Excalibur da estrarre dalla roccia. Gli eroi di oggi non sono come Robert Jordan nel romanzo di Hemingway, che protegge la ritirata dei compagni appostato tra le rocce con una mitragliatrice. Gli eroi di oggi hanno solo un paio di scarpe calibro 42.

Per il loro gesto rischiano di essere condannati a sette anni di galera. E non lo hanno neppure colpito!

"...And therefore never send to know for whom the bell tolls. It tolls for thee".
(Ernest Hemingway - For Whom the Bell Tolls)

domenica 14 dicembre 2008

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Spagna - Italia: 2 - 0

Pare proprio che "Zapy" se ne fotta della "Corte dei Miracoli" italica che ruota intorno all'ometto dalle scarpette rosse, e che voglia davvero avviare la Spagna verso quei diritti civili che nel Paese del PD, del PDL, del Papa, del Parmigiano, della Pizza della Pasta, del Pallone e degli Psiconani (e tralascio tutte le altre "P"), sono stati, ahime', barattati per un telefonino in piu' e per i due culi "al plasma" delle veline.

Cosi', mentre Ratzy, la Binetti, la Carfagna e tutta una schiera di parrucconi illustri, che sembrano appena usciti da una Versailles pre ghigliottina, continuano con la loro crociata moralizzatrice contro chi e' omosessuale tentando di riportare l'Italia indietro di duecento anni, nella ex cattolicissima Spagna due lesbiche (sissignori, avete capito bene: "lesbiche", cioe' pervertite, disadattate, malate che hanno bisogno di essere curate, magari pure femministe), hanno ottenuto di poter essere madri biologiche dello stesso bambino. Una come gestante e una come donatrice dell'ovulo che verra' fecondato da un donatore anonimo.

Che volete che vi dica? Non c'e' piu' religione!

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Lo Schema Ponzi

La tecnica prende il nome da Charles Ponzi, un immigrato italiano in USA che divenne noto per avere applicato una simile truffa su larga scala nei confronti della comunità di immigrati prima e poi in tutta la nazione. Ponzi non fu il primo ad usare questa tecnica, ma ebbe tanto successo da legarvi il suo nome coinvolgendo 40.000 persone e raccogliendo oltre 15 milioni di dollari. (Da Wikipedia)
Lo schema di Ponzi si e' sviluppato nel tempo in varianti piu' complesse, pur mantenendo la stessa base teorica e continuando a sfruttare l'avidità delle persone, ma fondamentalmente il truffatore coinvolge sempre la vittima offrendo uno strumento di investimento che promette ritorni elevati ed a breve termine. Di solito l’attivita' sottostante non e' chiara, ma l’investitore, attratto dal guadagno, inizialmente non ci fa caso.

Il meccanismo funziona perche' il truffatore, dopo poche settimane (o mesi), rende alla prima vittima una parte del capitale ricevuto: la prima cedola del rendimento "stupefacente" promesso e gli fa credere che sia il frutto della gestione. E' questo il momento, di solito, in cui la truffa lievita.

La notizia del rendimento miracoloso, alimentata da distribuzioni "civetta" ai primi sottoscrittori delle gestioni, di solito agisce da volano dello schema piramidale Ponzi, moltiplicando gli investitori pronti a sottoscrivere i prodotti finanziari della truffa.

Lo schema Ponzi, ovviamente, non prevede la restituzione del capitale agli investitori. Chales Ponzi, un secolo fa, per frodare 15 milioni di dollari aveva coinvolto 40 mila persone, ma spesso i truffatori si danno alla fuga molto prima. Gli ultimi investitori coinvolti nella truffa non ricevono neanche la prima "cedola".

Oggi "dovrebbero esistere" normative serie a riguardo per cui strutture con questi schemi risultare illegali in ogni parte del mondo, ma pare che non sia proprio cosi', e cio' che dovremmo chiederci e': quanti di questi schemi Ponzi sono tuttora funzionanti nel mondo, mascherati da "tranquilli" fondi comuni d'investimento e forse garantiti proprio dalle autorita' governative preposte ai controlli formate da politici-banchieri con evidenti conflitti d'interesse?

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La Sindrome Greca

In Grecia continua la rivolta innescata dall'uccisione, da parte di un poliziotto, del giovane Alexis Grigoropoulos, ma alla base di tale manifestazione di violenza pare ci siano cause piu' di natura sociale: la proliferazione del precariato, la corruzione del sistema politico e, soprattutto, il fatto che il Governo Greco, di centrodestra, sta provvedendo a distruggere la Previdenza Sociale, la Scuola e la Sanita' Pubblica.

Il corrispondente di "Le Figaro" in Grecia riferisce in merito alla rapida distruzione del Sistema Sanitario Nazionale, il cui apparato di provvidenze contro le Malattie ha praticamente calato le serrande, dopo che il governo ha deciso di tagliare tutto il finanziamento pubblico. Di conseguenza le farmacie mancano di denaro per operare e gli ospedali, che devono gestire il proprio debito di quattro miliardi di euro e la necessita’ di pagare le forniture, hanno deciso di ridurre i loro servizi ad un “livello minimo”.

La situazione e’ diventata tanto grave che parecchi interventi medici urgenti vengono rimandati ogni giorno, dal momento che i reparti di chirurgia hanno iniziato ad operare senza le forniture elementari, quali guanti o siringhe. Le societa’ di leasing di equipaggiamenti ortopedici registrano piu’ di settecento milioni di euro di pagamenti insoluti. Di conseguenza hanno deciso di confiscare gli equipaggiamenti e di riprenderseli, sottraendoli agli ospedali! L’Ambasciatore Usa in Grecia Daniel Speckhard ha minacciato che le Societa’ farmaceutiche Usa potrebbero andar via dalla Grecia, nel caso non venissero pagate.

La terribile verita’ in materia e’ che il governo greco ha sottratto il denaro dal Ministero della Salute, allo scopo di pagare parte del debito pubblico greco, uno dei piu’ alti di Europa, che ammonta al 93.8% del Pil! Altri Ministeri, come quello della Pubblica Istruzione, dell'Ambiente ed altri, sono stati depredati in modo simile.

Nel frattempo l’intero Sistema Sanitario sta crollando. Viene riportato che i medici greci lanceranno a breve una azione di protesta, dal momento che dal 1 dicembre sono obbligati a pretendere dai pazienti immediato e totale pagamento delle loro prestazioni.

Nonostante cio', della situazione greca in questo momento, sia alle TV che sui giornali italici, se ne parla poco e mal volentieri. Molto meglio i servizi sulla "Freccia Rossa", sulla piena del Tevere, sulla riforma della Giustizia, sui contrasti fra Bossi ed il cavaliere oppure su Brunetta e l'innalzamento dell'eta' pensionabile delle donne, piuttosto che il rischio di far intravedere l'assonanza tra la situazione greca e quella italica.

Ma quando le cellule cancerogene invadono l'organismo ed iniziano a fagocitare tutto, e succhiano ricchezza e risorse immagazzinandole al solo scopo di non consumarle mai, stipate nei forzieri delle banche svizzere, togliendo cosi' nutrimento al resto della societa' i cui anticorpi non hanno piu' la forza di contrastare il processo malato, esiste solo un rimedio. La natura ci insegna e l’alternativa e’ la distruzione.

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Racconti

Da qualche giorno sto procedendo all'archiviazione dei racconti che ho scritto, trasformandoli in documenti che trovate sulla barra di destra, immediatamente sotto al sondaggio. Con l'occasione ne ho approfittato anche per risistemarne la struttura, revisionarli e correggerli; quindi alcuni potranno risultare leggermente diversi da quelli originali che sono stati pubblicati sul blog. Chi lo desidera potra' anche scaricarli in formato Pdf registrandosi ed accedendo a issuu.com.

giovedì 11 dicembre 2008

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Domanda ed Offerta

Sono anni che non sento parlar d'altro che della famosa legge della domanda e dell'offerta. Comprendetemi, provengo da un Paese dove l'economia era gestita e pianificata dallo Stato ed i termini "Liberismo" e "Legge di Mercato" hanno iniziato a far parte del mio vocabolario solo dopo il crollo del Muro di Berlino. Poi, quando giunsi in Italia, mi fecero capire con semplici parole che tutto girava intorno a questi presupposti: "Vuoi fare la modella? Ok, sei carina, pero' sai quante ragazze carine ci sono in giro? Va bene, pero' renditi conto che centinaia di ragazze come te ci chiedono di poter lavorare. QUINDI, cio' che ti spetta e' QUESTO!"

E quello che davano a me era la meta' di quanto davano ad una modella, ad esempio, americana o inglese, perche' di modelline dai Paesi dell'Est ne arrivavano anche troppe.

Sono riuscita a rompere il meccanismo solo quando ho scelto di fare la "libera professionista" e mi sono spacciata per olandese, ma anche in quel caso c'era chi, lamentandosi dei soldi che chiedevo, mi riempiva la testa con le varie menate: il libero Mercato, e l'offerta che supera la domanda ,e blablabla'.

Alla fine, ho capito come funziona il meccanismo e mi rendo conto che quando l'offerta di un bene o di un servizio e' veramente eccessiva rispetto alla domanda, il prezzo di conseguenza scende, finanche a giungere prossimo allo zero.

Adesso vedo che in Italia tutti farebbero carte false per essere eletti in Parlamento: si litigano per mesi dicendosi di tutto pur di accaparrarsi un posticino fra quelli che contano. Allora mi chiedo: perche' gli italici non applicano con questi signori la legge di Mercato?

"Ehi ciccio, guarda quanti vogliono stare li' abbarbicati a quella poltrona. E tutti i giorni coloro che vorrebbero fare il parlamentare aumentano di numero. L'offerta supera di molto la domanda. QUINDI quello che ti spetta e' QUESTO: 1 euro!

Anzi, direi di piu', dato che i posti sono pochi e i pretendenti molti, gli italici invece dare un compenso ai parlamentari potrebbero addirittura chiedere a loro i soldi, mettendo gli scranni all'asta.

"Chi offre di piu'? Venite siore e siori, fate la vostra offerta per questo posto da ministro delle pari opportunita'... quindicimilioni e uno... quidicimilioni e due... quindicimilioni e tre! Aggiudicato a quella morettina laggiu' in fondo che si sta leccando le labbra!"

Invece questa gente continua ad incassare compensi spropositati persino rispetto a quelli dei loro colleghi dei Paesi piu' ricchi, ed i posti in piu' ambiti d'Italia vengono assegnati solo a chi sa leccare meglio il culo ed il pisello.

mercoledì 10 dicembre 2008

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Le ultime tre domande

Ringrazio ancora la Donna Cannone e Poldino per l'intervista che hanno voluto farmi e che trovate divisa in due parti (QUI la prima parte e QUI la seconda parte). Ebbene, nell'intervista pubblicata, per ragioni di spazio, tre domande e tre risposte erano rimaste fuori. Eccole.

Donna Cannone: Cosa vuoi suggerire con il nome del tuo blog e la tua "identità telematica"? Il gioco linguistico è di per sè suggestivo e ammiccante, e leggendo il tuo blog si ha la sensazione che la tua esperienza di escort si rifletta tutt'oggi sulla tua vita - Sono inscindibili?

CdN: Chiara di Notte e' un personaggio dei fumetti, una prostituta le cui storie, oltre ad essere estremamente divertenti, contengono una base filosofica intrisa di semplicita', di sentimenti e di umanita' nei rapporti con le persone che via via incontra durante le sue avventure. Trovo che esista molta affinita' fra me e lei. Anche lei e' un'attrice. Il suo palcoscenico e' la strada, cosi' come il mio era il grande albergo, ma il concetto basilare e' lo stesso: recitare una parte per uno spettatore ed essere in grado di dargli qualcosa di bello da ricordare. L’ossimoro contenuto nel nome “chiara di notte” mi ha inoltre affascinata, poiche' in esso e' palese un concetto che fa parte del mio carattere: la coesistenza degli estremi. Ed io, nella mia duplice personalita', quella di escort e quella della mia vita privata, mi sono dovuta porre agli estremi di due diverse realta'. Oltretutto l'immagine stessa di Chiara di Notte e' cosi' rassomigliante con me, anche fisicamente, che ho deciso di averla come avatar ed oggi, dopo molti anni che mi relaziono nel Web usando questo nick, non so piu' dire se sono io che utilizzo il suo nome oppure se e' lei, Chiara, che in qualche modo si e' impossessata di me.


Poldino: Hai parlato con tuoi partner di questa esperienza e che reazione hai registrato?

CdN: Tutti i miei partner lo hanno saputo prima della relazione. Non ho mai ingannato nessuno ne’ mai lo farei. E’ giusto che una persona sappia di me fin da subito, perche’ saperlo dopo puo’ essere veramente uno shock. Allo stesso modo, pretendo che un uomo mi dica subito quali sono i suoi “principi” morali e se ammette che ci sia reciprocita’ in tutto cio’ che afferisce un rapporto di coppia. Nella mia relazione ideale non puo' essere esclusa la massima complicita’, in cui la trasgressione, se c’e’, deve essere condivisa. Non ho problemi ad avere un rapporto a tre, purche’ non sia con piu’ di un uomo alla volta.


Donna Cannone: Vuoi aggiungere qualcosa?


CdN: Si', ho esercitato la professione di escort per circa dieci anni prima di ritirarmi nel 2001. E’ una professione che mi ha dato molto non solo economicamente, ma anche e soprattutto in termini esistenziali e morali perche' attraverso di essa ho potuto conoscere sfaccettature del mio carattere che altrimenti non avrei forse mai scoperto. Durante quegli anni ho incontrato inoltre alcune persone meravigliose, sia uomini che donne, che altrimenti non avrei mai incontrato e piu’ di una volta mi sono sentita amata sia dagli uni che dalle altre. A chi mi chiede se lo rifarei, potendo rivivere una seconda vita, rispondo di si’. A chi m'interroga, a volte cercando di cogliere il mio imbarazzo, su quanto sarei disposta ad accettare che mia figlia (qualora ne avessi una) seguisse il mio stesso percorso, rispondo che la mia piu’ grande infelicita’ non sarebbe sapere che ha fatto sesso con mille uomini diversi, per soldi, per divertimento oppure per curiosita', ma sapere che ogni cosa fatta non e’ stata decisa da lei, liberamente.

domenica 7 dicembre 2008

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Ragazze in vendita

Tremava. Rannicchiata in una coperta che la proteggeva dal freddo della notte, fino a pochi attimi prima Petra era una delle tante ragazze in vendita nell’orrendo mercato di carne umana in cui il sesso rappresentava ormai l’unico vero business. Le parole le uscivano a fatica e scaturivano dalla paura.

- Perche' avete voltato in questa strada? Stiamo tornando indietro… vi prego, non riportatemi da loro… - borbottava dal sedile posteriore dell’auto mentre la casa dove era stata tenuta segregata si allontanava alle vostre spalle.

L’avevi appena comprata. Ti era costata cinquecento euro. Pochi giorni prima era stato Natale e lei lo aveva trascorso legata ad una catena dentro una gabbia per cani. Adesso la conducevi in salvo, lontana dai suoi aguzzini, verso un luogo sicuro messo a disposizione per le vittime di quell’ignobile traffico d’esseri umani.

- Mi hanno picchiata. Mi hanno anche ferita. Vuoi vedere cosa mi hanno fatto? Guarda, questo me l’hanno fatto con un coltello. Ti piaccio? Hai voglia di sesso? Sono brava, sai?

Petra ancora non lo sapeva ma stava per svegliarsi da un incubo. Stava per passare da un’esistenza vissuta nell’angoscia di essere percossa anche per i motivi piu’ futili, ad un luogo sicuro dove avrebbe trovato un pasto caldo, un letto pulito, persone che le avrebbero voluto bene e l’opportunita’ di una vita diversa. Strapparla da quel mondo disumano era stato il coronamento del tuo lungo viaggio in quell’inferno dove la prostituzione troppe volte si confonde con la schiavitu’.

- Mi vuoi sposare? Vuoi che mi spogli? Vuoi fare l’amore con me? Ho tanta fame. Mi lasciavano senza cibo. Promettimi che mi darai sempre da mangiare. Mi piace la cioccolata...

Non riusciva a smettere di mangiare. Chiedeva continuamente cibo e prima ancora di giungere al rifugio aveva gia' divorato due grossi tramezzini, un enorme pacco di patatine fritte e tre tavolette di cioccolata.

Come molte altre giovani donne spinte dal bisogno economico e molto spesso dalla mancanza di una famiglia, Petra era stata obbligata ad una vita terribile. Oggetto di un brutale commercio, maltrattata e torturata, venduta e costretta a vivere come un animale. Solo la mostruosita' di tale crimine ti aveva convinto a superare la barriera che separa il lecito dall’illecito per salvarla.

Con un complice ti eri immerso nel mondo dei trafficanti di esseri umani. Mentre tu fingevi di essere un interprete, il complice recitava la parte dello straniero intenzionato a comprare una ragazza. Cio' ti aveva consentito di entrare in contatto con quell’orribile ambiente fatto di papponi, intermediari e schiavisti dove la vita non aveva valore e solo il denaro contava.

Tutto aveva avuto inizio con un taxista…

- Ciao, il mio amico e' straniero e vorrebbe trovare una bella ragazza per divertirsi. Ne conosci una?

- Certamente! Vi ci porto. Sono sicuro che vi piacera'. E’ un’amica. Abita in un appartamento vicino alla stazione ferroviaria. Non e' di quelle che vanno sulla strada. E’ una che i clienti se li sceglie. E’ pulita, giovane e non costa molto: solo 20 euro l’ora. Se al tuo amico non va bene possiamo andare a cercarne altre.

Dopo esservi fatti condurre in giro in vari posti dove era possibile trovare ragazze che si prostituivano, pensaste che per quella notte poteva bastare. Non avevate scoperto niente di nuovo.

Nei giorni seguenti sondaste i portieri dei piu’ costosi hotel della citta’. Tutti quanti erano in grado di procurare delle ragazze. Di solito erano quelle che stazionavano nelle lobby e nei bar degli stessi hotel oppure era sufficiente una telefonata perche’ arrivassero direttamente in camera, ma anche in quel caso niente di diverso da cio’ che avveniva in qualsiasi altra grande citta’ dell’Est europeo. Veniste a sapere pero’ che un quartiere non distante dal centro il sabato sera si riempiva di protettori e prostitute, e diventava un vero e proprio mercato del sesso.

Quando giungeste li’, vedeste l’auto della Polizia che sostava proprio a pochi metri di distanza da un gruppo di papponi. Pensaste di essere stati sfortunati, ma con grande sorpresa quelli, stranamente, sembravano non preoccuparsi degli agenti.

Un uomo, uscito dall’auto della Polizia, prima si uni' ai magnaccia e poi, dopo aver parlottato un po’ con loro, si avvicino’ e vi chiese se desideravate una ragazza.

- Volete farvene una in due? Costa poco e vi divertirete. Non preoccupatevi per i poliziotti. Quelli sono miei amici.

Rifiutaste l’offerta e ve ne andaste. Capiste che era abbastanza per quella sera. Avevate appurato che quel quartiere era il luogo giusto da dove iniziare.

Ci ritornaste qualche giorno dopo. Un uomo sulla quarantina, scuro di carnagione e con folti baffi neri, era intento a fumare, seduto di fronte ad una casa che prima del comunismo e della guerra doveva essere stata bellissima. Ormai di quell’antica bellezza erano rimasti solo i muri scrostati ed il ricordo dei tempi passati.

- E’ possibile avere una ragazza? – chiedesti cercando di apparire disinvolto.

- Certo. E voi chi siete? - rispose l’uomo.

- Sono qui con questo amico… e’ straniero e vorrebbe portarsi a casa una ragazza… per un paio di mesi – buttasti li’ - c’e’ possibilita'?

- Quindi la vorrebbe per un lungo periodo? Va Bene. Venite… entrate in casa… ho giusto qualcosa per voi - disse l’uomo, indicando la porta – Io sono “il Moldavo”… qui tutti mi chiamano cosi’.

Lo seguiste in quella casa e lui vi condusse in una stanza piccola e poco luminosa attigua ad un altro ambiente separato da una tenda. Il Moldavo vi disse di aspettare e poco dopo ritorno’ con una giovane ragazza, mora di capelli e vestita con una lunga maglietta che le faceva anche da gonna.

Chiedi al tuo amico se gli piace. Ha la pelle perfetta… ne' ferite ne' piaghe. Palpatele i seni… sono belli sodi
- disse dandole una pacca sui glutei come fanno i venditori di bestiame quando presentano la merce.

La ragazza stava in silenzio e non era possibile guardarla negli occhi perche’ li teneva bassi. Per un breve attimo un amaro sorriso le percorse il bel volto. Capisti che la poveretta era stata umiliata anche troppo e dicesti all’uomo che potevate discutere dell’affare.

Mentre la ragazza ritornava nella sua stanza al di la’ della tenda, un uomo che aveva parcheggiato di fronte alla casa entro’ e la segui'.

- E' uno che e’ qui per una sveltina - disse il Moldavo – se tu ed il tuo amico volete provarla, vi faccio un prezzo di favore. E’ brava… - continuo' l’uomo descrivendo con i gesti cos’era in grado di fare.

Avevi visto e sentito abbastanza. Dicesti al Moldavo che sareste ritornati con i soldi. Temendo di perdere l’affare l’uomo vi fece una proposta.

- Sentite, ho deciso una cosa. Ve la vendero’ per quattrocento euro. Datemi i soldi e poi fate di lei quello che volete - disse il Moldavo fissandoti negli occhi.

- Permettimi di parlare col mio amico. Potrebbe essere interessato… pero’, prima avrei bisogno di alcune informazioni. Quanti anni ha la ragazza? Cosa accade se la polizia ci ferma? Come facciamo a prenderci cura di lei? Non siamo esperti di questo genere di cose e tu potresti darci dei consigli.

La vanita’ fece il resto. Compiaciuto di poter insegnare qualcosa a qualcuno, l’uomo inizio’ a parlare.

- A chi vi chiede l’eta’ della ragazza rispondete che ha piu' di diciotto anni e che i documenti non li ha perche' le sono stati rubati. Tenetela chiusa in casa e non lasciatela uscire mai da sola. Datele da mangiare e da bere e non avrete problemi con lei. Io non ne ho mai avuti.

Insistesti dicendo che non avevate il denaro in quel momento e che quindi sareste ritornati presto per concludere l’affare.

- Non fatemi attendere troppo tempo – disse il trafficante – la terro’ a vostra disposizione e non la faro’ lavorare nelle prossime ore… rischio di perdere soldi se non tornate.

Usciste dalla casa rassicurando l’uomo. In quel momento non sapevi se saresti ritornato. Eri rimasto disturbato da quella scena e per un attimo ti baleno' il desiderio di abbandonare tutto, ma poi ripensasti a quella ragazza e a tutte quelle come lei.

Spendeste i giorni seguenti ad indagare in altre zone della citta’. Incontraste altri trafficanti e quasi tutti avevano qualche ragazza in vendita. Un pappone incontrato nei pressi di Piata Romana ne vendeva una per mille euro. Il prezzo lo indicava tracciando con la punta del piede la cifra sulla neve che ricopriva la strada e poi, sempre con il piede, lo cancellava.

La decisione fu presa quando la dirigente di un’organizzazione che da’ accoglienza alle vittime del traffico di esseri umani si rese disponibile ad ospitare la ragazza che sareste stati in grado di portarle. Era da poco passato il Natale e pianificaste di agire prima di Capodanno.

Poche persone avrebbero accettato di spingersi oltre il confine della legalita’ mettendo a disposizione del denaro destinato a finire nelle tasche dei delinquenti che gestivano quel traffico, rischiando addirittura la vita, ma se volevate raggiungere il cuore di quell’orrendo commercio e procurarvi gli elementi per dimostrarne la vastita', non c’era altro modo se non quello di tornare dal Moldavo.

Due giorni dopo eravate di nuovo nella zona dove lo avevate incontrato la prima volta. Bussaste alla porta della casa dai muri scrostati, ma nessuno vi apri’. L’uomo non era in casa. Con l’auto faceste un breve giro e lo trovaste non molto distante insieme ad altri protettori.

- Ciao, come vedi siamo tornati. Vorremmo concludere - gli dicesti.

Sorridendo l’uomo si accomodo’ sul sedile posteriore e quelli che stavano chiacchierando con lui lo guardarono con un po’ d’invidia mentre vi allontanavate.

- Ho atteso quindici giorni... avevate promesso che sareste tornati presto. Cos'e’ accaduto? Ci ho rimesso dei soldi quella volta - disse seccato.

Rispondesti che il tuo amico aveva dovuto procurarsi il denaro, ma che adesso lo aveva con se’ ed era pronto a comprare la ragazza. L’uomo disse che quella che vi aveva mostrato era gia’ stata venduta, ma vi propose d’accompagnarvi dove avreste potuto trovarne un'altra.

Vi condusse in una casa e vi presento’ Serban, spacciatore d’eroina e trafficante di ragazze. Lo trovaste disteso su un letto sporco, con le siringhe e tutto l’occorrente per bucarsi in bella mostra sul comodino. Era così “fuori” che aveva persino difficolta' a parlare. Vi disse che non aveva ragazze in quel momento.

- Andremo da Anton – disse il Moldavo - lui sicuramente ne ha una...

Incontraste Petra nella casa di Anton. Era in vendita. Il Moldavo spiego’ che eravate dei buoni amici e che la ragazza l'avrebbe comprata lui.

- C’e’ tanta concorrenza adesso… - si lamentava Anton con il Moldavo - stanno arrivando ragazze bellissime dall’Ucraina ed io sto perdendo un sacco di soldi.

- Nessuno vuole piu’ le nostre ragazze – fece eco la moglie di Anton - preferiscono quelle con le gambe lunghe anche se costano di piu’. E’ veramente un brutto periodo…

- Va bene Moldavo, deciditi, la vuoi o no? - chiese Anton strattonando Petra verso la luce piu' forte in modo che potesse essere osservata meglio.

Pareva avesse sedici, forse diciassette anni, ma la moglie di Anton assicuro’ che ne aveva quasi venti.

- E’ sanissima. L’unico problema e’ che ha sempre fame. Chiede continuamente da mangiare - aggiunse la donna.

Ritornaste alla vostra auto. Consegnaste i soldi al Moldavo e lui pago’ per la ragazza. Fuori erano cinque gradi sotto lo zero e Petra indossava solo una camicetta ed una minigonna. Non portava calze ed aveva i piedi nudi. Solo dei sandali con i tacchi alti.

- Fa troppo freddo… datele qualcosa da mettersi addosso – dicesti alla donna

- Non abbiamo nulla per lei. Siamo poveri e i vestiti mancano anche a noi, non lo vedi? E’ abituata al freddo. Stai tranquillo che non morira’ - rispose la moglie di Anton senza alzare sguardo, concentrata come era a controllare il denaro.

Copristi Petra mettendole addosso il tuo giaccone poi, tenendola per la mano, la sorreggesti fino all’auto perche’ il selciato era ricoperto da uno strato di ghiaccio e la ragazza, con i tacchi alti, scivolava. Era frastornata e vi chiedeva continuamente cosa ne avreste fatto di lei. Il Moldavo la rassicuro’. Le disse che era tutto a posto, che non doveva preoccuparsi perche' la sua fortuna stava per cambiare e tutto sarebbe andato bene.

Scaricaste il Moldavo di fronte alla sua abitazione, dopo aver pagato quanto gli spettava di commissione.

- Avete fatto un ottimo affare. Lasciatemi il vostro numero di telefono cosi’ vi chiamo se ne avro’ un’altra in vendita.

Rifiutaste la sua proposta e ve ne andaste in fretta dicendogli che vi sareste messi in contatto con lui qualora aveste avuto bisogno.

Per tutto il viaggio che vi separava dal luogo protetto che l’organizzazione vi aveva messo a disposizione, Petra continuo’ a manifestarvi le sue paure. Era talmente agitata che non credeva che la stavate portando da chi si sarebbe preso cura di lei. Dal sedile posteriore dell’auto continuava ad offrirvi cio’ che era costretta a dare quando era nelle mani dei suoi aguzzini: il suo corpo.

Vi fermaste ad una stazione di servizio lungo la strada e tu scendesti per comprarle qualcosa da mangiare e da bere: dei tramezzini, delle patatine fritte, della Coca Cola e la cioccolata che tanto desiderava. Era quasi l’una di notte quando giungeste al rifugio ed e’ da quel momento che Petra ha iniziato a raccontarti la sua storia. Quella che tu poi hai narrato a me.


Epilogo


Probabilmente, alcuni fatti che Petra ha raccontato nei quattro anni che sono trascorsi dalla sua liberazione non sono del tutto veri, pero’ dobbiamo crederle quando riferisce quello che ha dovuto subire durante il periodo in cui e’ stata nelle mani dei trafficanti; i segni delle catene erano visibili anche dopo diverse settimane. Di solito queste ragazze dicono menzogne solo quando si tratta di rivelare qualcosa che possa condurre alla loro reale identita’, perché non vogliono ritornare alle loro famiglie dalle quali si sono allontanate in modo traumatico, a volte persino vendute, ma non mentono quando raccontano cio’ che avveniva mentre erano costrette a prostituirsi.
Aiutare Petra non e’ stato facile. Impossibile un suo inserimento in una scuola. Pare non ne abbia mai frequentata una e non e’ in grado ne’ di leggere ne’ di scrivere. Ha comportamenti atipici e reagisce come tante ragazze che sono state costrette a crescere nelle strade. L’organizzazione s'e’ occupata di trovarle un luogo sicuro dove qualcuno si sta prendendo cura delle sue necessita’ e nel contempo tenta di regalarle una nuova esistenza.
Al momento vive in una citta’ invisibile e da’ una mano ad altre ragazze come lei, aiutandole a far progredire la comunita'. I segni delle catene sono scomparsi ed il suo sguardo brilla oggi di una nuova luce perche’ di una cosa e’ ormai certa: non sara’ mai piu’ trattata come un animale. E quando puo’, si rimpinza di Nutella.

Dimmi fratello qual e' il tuo peccato
Con chi quante volte sei stato...
Hai detto bugie, hai fatto la spia.
Orsu' dimmi, son frate Isaia.

Ascoltami frate non so se ho peccato...
Ho ucciso un bastardo che avrebbe voluto
Coprire coi soldi il suo sporco passato
Tentando cosi' di beffare il suo fato.

Che dici fratello! Tu hai ammazzato!
Nel quinto ricorda ti e' stato proibito
Non posso salvarti dal fuoco eterno
Hai solo un biglietto per l'inferno!

Ascoltami frate e dimmi se questo
Lo chiami peccato o un nobile gesto:
Ho preso dei soldi a un ricco signore
Per dar da mangiare a un uomo che muore...

giovedì 4 dicembre 2008

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...Memorie di una devochka

So che non interessa a nessuno, ma la seconda parte dell'intervista concessa alla Donna Cannone e' visibile da oggi nel suo blog: QUI. Ringrazio la Donna Cannone e Poldino che mi hanno dato un'importanza che sinceramente non mi aspettavo e non meritavo.

«Mia madre diceva sempre che mia sorella Satsu era come il legno, radicata al terreno come un albero sakura. Ma a me diceva che ero come l'acqua, l'acqua si scava la strada attravverso la pietra, e quando e' intrappolata, l'acqua si crea un nuovo varco.»

...Memorie di una devochka

DC: Come considerano la prostituzione non di alto bordo le escort?

CDN: Le escort non lo so. Posso solo dire la mia. Innanzi tutto il termine “alto bordo” può significare tante cose e sarebbe lungo e noioso discuterne, ma di sicuro non significa “migliore”, almeno non dal punto di vista di chi fruisce. A volte è possibile trovare all’angolo di una strada per pochi euro il “sogno” di ogni cliente, e cioè una ragazza autentica, vera, disposta a “dare” molto di sé, mentre allo stesso modo è molto probabile incontrare una fregatura fra le ragazze che applicano alte tariffe. Essere d’alto bordo non significa avere prezzi elevati ma corrispondere ad un modello che, come qualsiasi cosa di qualità non è determinato solo dal prezzo ma da tutta una serie di elementi che lo rendono tale: il materiale, il design, le rifiniture. Una escort d’alto bordo non farà mai valere il suo senso di superiorità nei confronti di chi non è stata, come lei, fortunata. La sensibilità della “donna” che sottende la professionista è uno di quegli elementi.

DC: E vice versa?
CDN: Anche qui dipende se la escort è una stronza boriosa piena di sé che disdegna tutto ciò che non ritiene essere al suo livello oppure se, come dicevo, è una persona in grado di avere, nonostante la “parte snob” che è costretta per esigenze di copione a recitare, una certa dose d’umiltà. L’umiltà in questa professione è tutto. Non si deve mai dimenticare chi siamo, da dove proveniamo e dove un giorno tutte quante ci ritroveremo.

DC: La tua famiglia, i tuoi amici sapevano/sanno che facevi l’escort? Se sì, perché hai deciso di dirglielo? Se no, perché hai deciso di non dirglielo?

CDN: Credo che questa sia la domanda più difficile alla quale rispondere. Credo che una risposta, in un senso o nell’altro, implicherebbe un giudizio morale da parte di chi legge, oppure creerebbe degli interrogativi in chi ha o ha avuto lo stesso dilemma. Ebbene, dato che ho accettato d’essere intervistata credo che l’unico comportamento corretto sia rispondere con sincerità. Sì, l’ho detto. Perché ho deciso? Semplicemente perché anche se non l’avessi detto l’avrebbero sicuramente capito. Mia madre non è nata ieri ed io con lei non sono brava a mentire. Mi conosce talmente bene che non faccio in tempo a pensare una cosa che lei già la sa. L’avrebbe intuito ed anche un eventuale silenzio mi sarebbe parso un mancarle di rispetto. Ma devo dire che la mia scelta alla fine si è dimostrata vincente: sono felice di averlo detto, non sento alcun peso e so di aver ricevuto in quell’occasione il regalo più grande: il rispetto per le mie scelte. Con gli amici… se sono amici “veri” ovviamente lo sanno, se sono semplici conoscenti non vedo perché debbano impicciarsi della mia vita. Una cosa però dentro di me è chiara: chi lo sa, famiglia, amici, partner, non deve mai mai mai in nessun caso insultarmi o offendermi prendendo a pretesto ciò che ho fatto. Qualora accadesse, anche una sola volta, significherebbe la fine definitiva del rapporto.

DC: Cosa ti ha fatto chiudere il capitolo di professione escort?

CDN: Questa è una delle "tessere del puzzle" che ancora mancano a comporre il quadro che in questi anni ho delineato riguardo alla mia storia, alla mia vita, alle mie esperienze. È una tessera fondamentale che ancora non ho voluto piazzare, forse perché è troppo vicina nel tempo ed ancora mi coinvolge profondamente. Per lunghi anni sono stata convinta che la mia personalità non potesse subire modificazioni rilevanti. Ero così sicura e decisa che col tempo, intorno a me, si era venuta a formare come una specie di rigida armatura che io credevo infrangibile. Ma non è vero che nella vita non si cambia, si cambia eccome; solo che molto spesso il cambiamento è talmente lento che non si ha il modo, o forse la voglia, di esaminare l'intera sua dinamica ed un certo giorno ad una certa ora, inaspettatamente, ho trovato i pezzi della mia armatura frantumati; per la prima volta mi sono sentita indifesa, e se non ci fosse stato chi si fosse preso cura di raccogliere quei frammenti, frantumarli fino a farli diventare polvere finissima per poi reimpastarli nuovamente, forse oggi non sarei qui a rispondere alle tue domande in questi termini. Il Blog, che io chiamo "il mio diario" è servito anche a questo. Sono una curiosa, mi piace studiare la gente ed oltretutto sono una narcisista, quindi quale migliore opportunità di rivedere le sequenze che compongono il film della mia vita? Ma anche se le tessere del puzzle, come nella scena finale di "Nuovo Cinema Paradiso", vengono piazzate a caso e non seguono né un filo logico né una linea temporale, sono certa che prima o poi avrò modo di rivedere il quadro completo.


Le domande di Poldino

Poldino: Cosa ti chiede più spesso chi viene a sapere che sei stata una escort?

CDN: Se accade che qualcuno venga a saperlo e’ soltanto perché io ho deciso di dirlo e quindi ho già valutato la persona. Di solito non mi chiedono niente. Qualcuno mi ha detto “me l’ero immaginato, sai?” ma i più sono stati in silenzio e mi hanno guardata con affetto. Al massimo possono avermi chiesto: “com’e’ stato?”, ma il rispetto nei miei confronti ha impedito loro di chiedermi i dettagli che, se poi ho voluto, ho raccontato io quando ho sentito il bisogno di condividerli con qualcuno.

P.: Come è cambiata la tua concezione della prostituzione entrandoci?

CDN: Non è cambiata perché prima non ne avevo una. La prima prostituta che ho conosciuto e’ stata la mia amica Aniko’ e mi sembrava felice ed equilibrata. Quasi da ammirare per il suo spirito libero. Chissà, se avessi conosciuto subito una ragazza infelice del suo stato magari oggi parlerei diversamente e non sosterrei che la professione di prostituta non ha niente di sporco. Forse non l’avrei mai iniziata. Se mai la mia concezione della prostituzione e’ cambiata quando ne sono uscita e che mi ha spinta ad un impegno per aiutare chi non era stata fortunata come me.

P.: Come è cambiata la tua concezione degli uomini lavorando come escort?

CDN: Come in ogni cosa per imparare a conoscerla la si deve vivere da vicino e non per “sentito dire”. La professione porta innanzitutto a relazionare con gli uomini. Tanti uomini. Non è vero che quelli che sono fruitori del servizio, i cosiddetti puttanieri, non rappresentano un campione significativo della realtà maschile. Lo sono eccome. La passione per le donne, l’ossessione per il sesso, la ricerca spasmodica di qualcosa che non riescono a trovare in un viaggio continuo alla ricerca della escort perfetta. E’ per loro come un’eterna avventura, come quella di Ulisse. Non è forse “umano” tutto questo?

P.: Aver fatto questo lavoro ti aiuta tuttora a capire le persone?
CDN: Questo tipo d’esperienza può insegnare molto ed aiuta a comprendere meglio la realtà che ci circonda. Le persone con me si sono denudate. E non solo esteriormente, con me si aprivano e così mi davano modo di esaminarle. Di solito chi si incontra normalmente è sovrastrutturato perché le sovrastrutture gli servono per “mostrare di sé ciò che vuole che gli altri notino”. Insomma tutti assumono un travestimento, no? Il travestimento e’ la corazza che protegge in un mondo sempre meno coeso, meno solidale dove ciascuno è sempre più isolato. Invece il cliente, soprattutto se rilassato dopo l’amplesso, non aveva bisogno di sovrastrutture. I soldi erano già sufficienti ad ottenere ciò che voleva e non aveva bisogno di fingere. A meno che non volesse “conquistarmi”. In tal caso si comportava come la maggior parte dei corteggiatori e mi insegnava che in fondo gli uomini, quando vogliono ottenere qualcosa senza metterci i soldi, si comportano più o meno tutti nello stesso modo, facendo gli stessi discorsi, assumendo le stesse posture, usando gli stessi atteggiamenti.

P.: Cosa cercavano veramente i clienti?
CDN: Moltissimi solo il sesso. Un sesso ben fatto, senza inibizioni; forse quello che le loro compagne non riuscivano o non volevano dare. Poi c’erano i collezionisti, quelli che non volevano morire senza aver collezionato il più possibile. Costoro erano alla perenne ricerca del pezzo “raro” che non riuscivano mai a trovare, una specie di Araba Fenice. Poi c’erano quelli che cercavano anche un po’ di avventura; volevano mettersi alla prova e dimostrare a se stessi di saper conquistare l’inconquistabile, la cima della montagna più alta, la donna che raramente si innamora: l’escort. Pagando credevano affrettare i tempi per una relazione togliendo di mezzo quegli ostacoli che credevano di non poter superare senza i soldi. In fondo in tutti c’era un comune denominatore ed io, essendo a volte Circe, a volte una Sirena a volte Calipso riuscivo a capire qualcosa di ciò che albergava nell’animo dei tanti Ulisse che incontravo e sai cosa ho scoperto? Che in realtà Circe, Calipso o tutte le donne che potevano incontrare erano niente in confronto a Penelope. Per questo molte volte hanno cercato di trasformarmi in lei. Senza riuscirci. Credevano erroneamente che io non fossi lì per lavorare ma che facessi la prostituta per cercarmi un marito.

P.: Capitava di incontrare i clienti anche fuori dal lavoro? Fingevano di non conoscerti?

CDN: Capitava e facevano finta di non conoscermi solo se erano in compagnia di un’altra donna, oppure di qualche collega che non era al corrente del loro “vizietto”, altrimenti mi salutavano e si mostravano gentili. Se mai ero io che ero fredda e distaccata fuori dal lavoro. Mi imbarazzava quando qualcuno, incontrandomi per caso, voleva rinverdire le emozioni provate in un contesto dove i patti ed i limiti erano stabiliti da un contratto. Temevo che se fossi stata scortese non lo avrei più rivisto come cliente e se mi fossi mostrata troppo gentile lui avrebbe potuto fraintendere.


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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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