
Non vedo l'ora che arrivi novembre per togliermi di dosso finalmente tutti gli amuleti antisfiga che si sono resi necessari da quando il 41esimo presidente degli Stati Uniti d'America si e' insediato alla Casa Bianca. Il suo inizio mandato, nel 2001, l'ha visto come il primo presidente americano a subire un attacco terroristico di tali proporzioni (se di attacco si e' trattato e non di manfrina) e lo vede adesso, alla fine del mandato, nel bel mezzo di un tracollo del sistema finanziario cosi' ampio ed esteso che non si vedeva dal 1929.
Oltretutto, qualsiasi previsione da lui fatta, come ad esempio sul dollaro (lui ha sempre detto di essere per un dollaro forte), sugli esiti della guerra in Iraq (lui ha sempre detto che la guerra era li' li' per essere vinta), sul piano di salvataggio finanziario delle banche coinvolte nel crack dei mutui subprime (lui ha detto, appena 10 giorni fa, che il Tesoro degli USA avrebbe messo a disposizione 1000 miliardi di dollari), si e' rivelata inesatta.
Oltretutto, qualsiasi previsione da lui fatta, come ad esempio sul dollaro (lui ha sempre detto di essere per un dollaro forte), sugli esiti della guerra in Iraq (lui ha sempre detto che la guerra era li' li' per essere vinta), sul piano di salvataggio finanziario delle banche coinvolte nel crack dei mutui subprime (lui ha detto, appena 10 giorni fa, che il Tesoro degli USA avrebbe messo a disposizione 1000 miliardi di dollari), si e' rivelata inesatta.



























