giovedì 25 dicembre 2008

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L'anello della Verita'

C’era una volta, in un tempo lontano lontano, un mercante che possedeva un magico anello, che gli era stato regalato da un jinn, nel quale era incastonata una pietra che era la piu’ preziosa del mondo e che aveva il potere di donare la Verita’ a chi la indossava. Il mercante aveva tre figli ed ognuno implorava il padre affinche’, morendo, egli lasciasse l’anello a lui solo, ma l'uomo amava tutti i figli allo stesso modo e se avesse lasciato l'anello ad uno di loro, gli altri due si sarebbero dispiaciuti. Si rivolse allora ad un abile orafo e gli commissiono’ due anelli identici a quello in suo possesso e l’orafo fabbrico’ gli anelli in modo cosi’ perfetto che era impossibile distinguerli da quello autentico.

Il mercante, prima di morire, separatamente ed in gran segreto, consegno’ un anello a ciascuno dei tre figli cosicche’ ognuno fosse convinto di aver ricevuto l’originale. Da allora si racconta di come ogni uomo sia convinto di possedere la Verita’.

Questa antica favola, che ha origini arabe e viene raccontata durante il Rinascimento nelle Gesta Romanorum ed anche nel Decameron e poi nel 1779, in pieno periodo Illuminista, ripresa da G.E. Lessing nel suo Nathan il Saggio, descrive perfettamente quello che e’ il mio approccio nei confronti di ogni religione e di ogni casta sacerdotale.

Tutte le religioni presentano sempre il proprio profeta come l'ispirato, l'illuminato, il figlio di Dio, se non addirittura il Dio in terra ed in modo arbitrario e presuntuoso cercano di dar a bere che quello che raccontano gli altri sono favole, mentre quello che raccontano loro e’ totalmente vero.

Se le cose stessero cosi’, come penso io e come pensa tanta gente che si pone dei dubbi sulla validita' di qualunque fede religiosa, tutto si risolverebbe in un grande inganno perpetrato da caste avide di potere che hanno utilizzato e divinizzato qualcuno al solo scopo di dividere l'umanita' in clan, cosi' da mantenere onori e privilegi dei quali, ancor oggi, sono titolari.

Un terribile inganno che, nel corso della Storia, si e' alimentato anche e soprattutto di odio e d'intolleranza e che ormai continua a vivere di vita propria, autoreferenziandosi e cercando di ancorare il mondo ad un perpetuo Medio Evo culturale cosicche' gli uomini non possano scoprire che la Verita', come il meraviglioso mago di Oz, altro non e' che una fiaba.


- Ma ecco il problema che mi preoccupa: se dio non esiste, chi dirige la vita umana e tutto l'ordine sulla terra?
- È l'uomo che dirige, - si affrettò a rispondere irritato Bezdomnyj a questa domanda che, bisogna riconoscerlo, non era molto chiara.
- Mi perdoni, - replicò con dolcezza lo sconosciuto, per dirigere bisogna avere un piano esatto per un periodo abbastanza lungo. Mi permetta perciò di chiederle come può l'uomo dirigere, se non solo gli manca la possibilità di fare un piano perfino per un periodo ridicolmente breve, come, diciamo, un millennio, ma non è neppure in grado di rispondere del proprio domani!
(Michail Bulgakov - Il Maestro e Margherita)

7 commenti :

Errante ha detto...

Come scrisse il Boccaccio concludendo la sua novella, la questione (dove stia la verità) "ancor ne pende".

La verità va cercata, senza fanatismi, ma va cercata sempre.

PS
per una strana coincidenza anche il mio ultimo post è ispirato al Mago di Oz...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Errante ha detto...
per una strana coincidenza anche il mio ultimo post è ispirato al Mago di Oz...


Molto interessante il tuo blog. L'ho inserito fra i preferiti.
Per quanto riguarda il Mago di Oz, accenno a lui solo con la chiosa e simboleggia l'inganno al quale soggiaciamo da sempre.

In realta' il post e' nato in seguito alla mia ennesima rilettura di "Il Maestro e Margherita". :-)

Woland nel romanzo dice che "tutto cio' che e' scritto nei Vangeli non e' mai accaduto". Ed e' il diavolo a dirlo.

In effetti, tutto quanto il cristianesimo si basa su dei libri scritti qualche centinaio di anni dopo gli eventi descritti.
E' come se fra 300 anni qualcuno, in un contesto in cui il PDL fosse diventato il "partito unico", scrivesse il pensiero e la vita del suo leader vissuto 300 anni prima.
La propaganda e' una forte arma; e' sempre esistita e sempre esistera', soprattutto nei periodi in cui il pensiero anarchico e' soffocato dal potere dominante.
E chi ha vissuto il comunismo del XX secolo lo sa meglio di altri.

PS: Gesu' nel romanzo di Bulgakov rappresenta l'anarchia allo stato puro ed evidenzia come il Potere tema il suo pensiero piu' di ogni altra cosa.

Errante ha detto...

In realtà la questione è molto più complessa di come la descrivi. L'idea che i testi siano stati scritti 300 anni dopo i fatti è una leggenda che risale, credo, a Voltaire.
In alcuni casi (se si eccettuano gli apocrifi si tratta di testi scritti una generazione o due dopo i fatti.
E non mancano nemmeno testimonianze da parte degli scrittori pagani contemporanei.

La questione è però, lo ripeto, complessa e non credo sia possibile trattarla in un commento ad un post.

Se vuoi ne possiamo parlare.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

La questione è però, lo ripeto, complessa e non credo sia possibile trattarla in un commento ad un post.

Per ragioni di lavoro sto proprio documentandomi sull'attendibilita' dei vangeli, per cui credo che, quando avro' tempo e voglia, ne faro' un post nel quale, spero, avro' occasione di ascoltare le tue opinioni.

Errante ha detto...

Molto volentieri.

Duval ha detto...

@Chiara:
Gesu' nel romanzo di Bulgakov rappresenta l'anarchia allo stato puro ed evidenzia come il Potere tema il suo pensiero piu' di ogni altra cosa.


Il sogno di Ponzio Pilato

Il letto si trovava nella semioscurità, protetto dalla luna da una colonna, ma dai gradini di accesso si stendeva verso il letto un nastro di luce lunare. E non appena il procuratore ebbe perso il collegamento con quello che c’era intorno a lui nella realtà, subito si mosse per la strada luccicante e la risalì, direttamente verso la luna. Nel sogno sorrise perfino di felicità, tanto ogni cosa si risolveva in modo così splendido e irripetibile su quella diafana strada azzurra. Era seguito da Banga, e vicino a lui camminava il filosofo errante. Discutevano qualcosa di molto complesso e importante, e nessuno dei due riusciva a vincere sull’altro. Non si accordavano su nessun punto, e questo rendeva la loro discussione particolarmente interessante e interminabile. S’intende che l’esecuzione di quel giorno era stata un mero equivoco: il filosofo che aveva escogitato una cosa così incredibilmente assurda come la bontà universale degli uomini, gli camminava accanto, quindi era vivo. E, naturalmente, sarebbe stato orribile anche solo il pensiero che un uomo simile potesse essere giustiziato. L’esecuzione non era avvenuta! Non era avvenuta! Ecco in che consisteva il fascino del viaggio su per la scala lunare.
Vi era tanto tempo libero quanto ne occorreva, il temporale sarebbe scoppiato solo verso sera, e la codardia era indubbiamente uno dei vizi più terribili. Così diceva Jeshua Hanozri. No, filosofo, ti obietto: è il vizio più terribile di tutti!
Ecco, per esempio, non aveva avuto paura l'attuale procuratore della Giudea, allora tribuno della legione, quella volta nella Valle delle Vergini, quando i germani infuriati avevano quasi dilaniato il gigantesco Ammazzatopi! Ma per carità, filosofo! Possibile che tu, con la tua intelligenza, possa pensare che, per causa di un uomo che ha commesso un delitto contro Cesare, il procuratore della Giudea si rovini la carriera?
- Sì, sì… - gemeva e singhiozzava nel sonno Pilato.
Certo che se la sarebbe rovinata. Al mattino non l’avrebbe fatto, ma adesso, di notte, soppesato tutto, era pronto a rovinarsela. Era pronto a tutto, pur di salvare dall’esecuzione quel pazzo sognatore e medico completamente innocente!
- D’ora in poi staremo sempre insieme, - gli diceva in sogno il lacero filosofo-vagabondo, comparso, non si sa come, sulla strada del cavaliere Lancia d’Oro, - non ci sarà l’uno senza l’altro! Se parleranno di me, parleranno subito anche di te! Di me, trovatello, figlio di genitori ignoti, e di te, figlio del re degli astrologi e della figlia del mugnaio, la bellissima Pila!
- Sì, non dimenticarmi, parla di me, figlio dell’astrologo, - pregava in sogno Pilato. E avutone assicurazione da un cenno del capo del mendico di En-Sarid, che gli camminava accanto, il crudele procuratore della Giudea piangeva e rideva dalla gioia nel sogno.


Di solito amo più esprimere mie opinioni che “citare” pedissequamente, ma nel caso di Bulgakov mi è impossibile: si trova sempre tutto, fra mito, realtà, visione, vita, storia e quotidianità.
Più che negare tout court il messaggio, o meglio, l’esistenza stessa del racconto neotestamentario, a me pare che Bulgakov tenda più a demitizzarlo, senza impegnativi ragionamenti teologici ma con la sua immensa capacità poetica.

ps.: per i tuoi studi sull'attendibilità dei vangeli: in bocca al lupo!
Duemila anni di indagini non hanno ancora fornito risposte certe, vediamo se ci riuscirà Chiara ... :-))

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ps.: per i tuoi studi sull'attendibilità dei vangeli: in bocca al lupo!
Duemila anni di indagini non hanno ancora fornito risposte certe, vediamo se ci riuscirà Chiara ... :-))


Beh... non ho certo questa pretesa. Non sono una studiosa della materia e le mie cognizioni sono quelle di chiunque per cui non intendo scrivere una tesi di laurea ne' tanto meno un trattato. Il blog e' un diario e qui voglio esprimere le mie riflessioni ed i motovi che mi portano a "non credere". Ma non voglio farlo semplicemente dicendo "e' tutto falso", punto e basta.
Se dicessi cosi' mi comporterei esattamente come si comportano coloro che io critico e cioe' quelli che affermano che "solo per fede si deve credere a cio' che raccontano".
La qualcosa, come ben immaginerai, e' una forzatura eccessiva, una violenza troppo forte per la mia semplice mente che non accetta di essere violentata ma ha bisogno di un motivo VERO per credere in qualcosa.
Per cui, non attenderti studi filosofici o argomentazioni simili a quelle da te riportate da "Maestro e Margherita". Tutto cio' che intendo fare e' condividere con chi mi legge il fastidio che provo quando sono costretta ad ascoltare le litanie intrise di falsita' che ancora, dopo duemila anni, ci raccontano coloro che, in evidente conflitto d'interessi, non potrebbero fare altrimenti se non vogliono essere cancellati dalla Storia.

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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