lunedì 3 novembre 2008

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Una zingara come me

Ha 32 anni, adora i bambini, ama la sua gente, ha studiato e si e' laureata. A chi le chiede: "Se avessi dei bambini li manderesti a chiedere l'elemosina?" Lei risponde: "Certo se avessi problemi economici, e se mi trattassero male come oggi vengono trattati gli zingari, allora non mi farei scrupoli". E' Dijana Pavlović, attrice di etnia Rom che dal 1999 vive e lavora a Milano.

«Internet e' una delle mie passioni, passo molto del mio tempo libero al computer. Cerco informazioni per me, faccio ricerche per il mio lavoro, su teatro e scrittori. Anche sui Rom, internet e' uno dei pochi luoghi dove trovare notizie, senza doversi perdere nell'informazione pilotata o di parte. Detto cosi', sembra quasi ingenuo, ma sono convinta che internet e i blog siano ormai l'unica maniera per capire qualcosa e trovare le informazioni che altrimenti non passano ai telegiornali. Dove la trovi altrimenti la lista delle cinquanta persone condannate in via definitiva e sedute in Parlamento. Dove gli ultimi tagli del ministero alla scuola?
Il problema non e' la troppa informazione, ma di trovare qualcosa che vada fuori dai soliti binari. Tutti vogliono subito una “verita' pronta”, abbiamo poco tempo e invece il tempo serve se vuoi farti un'opinione. Meglio molta informazione che nessuna!»


Quando ho letto la sua intervista (datata 12 gennaio 2006) non sono rimasta particolarmente sorpresa; donne come lei ne ho conosciute, e per tutte provo una forte affinita' elettiva, qualcosa che ritengo sia da attribuirsi al legame genetico e culturale, per cui credo che chi possiede quella qualita' stupenda che e' la curiosita', trovera' interessante conoscere la storia di questa zingara che, per certi versi, per cio' che si puo' intuire dalle sue parole un po' mi assomiglia. D'altronde ho sempre detto che fra la professione di escort e quella di attrice non esiste una sostanziale differenza .

Cosi' e' iniziata la lunga chiacchierata con Dijana Pavlović. La prima domanda, rotto il ghiaccio, e' stata quella di raccontare qualcosa di se'.

«Sono nata nel 1976 a Vrnjačka Banja, un comune di 200.000 abitanti nel centro della Serbia, molto noto per le terme, a 200 km. da Belgrado. I miei genitori sono Rom, ma da generazioni vivevano con la comunita' serba.
I miei nonni erano molto piu' legati alla cultura e alla lingua, mio nonno era maniscalco un'occupazione tradizionale tra i Rom. I miei genitori invece si erano affrancati dalla tradizione, erano andati a scuola: mia madre aveva studiato elettrotecnica, mio padre dirigeva un piccolo negozio.
Ho passato la mia prima infanzia con il comunismo, che verso i Rom era molto, come dire, “protettivo”: i principi erano quelli di fratellanza, uguaglianza, liberta', il razzismo non era tollerato, i libri erano passati dallo stato.
Io ero l'unica Romni' della scuola. Li' sono venuta a conoscenza della mia origine, quando a 7 anni una mia compagna di classe mi ha detto: “Oggi tu hai avuto il voto piu' alto, ma resti una zingara!”. Tornata a casa, ho quasi “torturato” i miei genitori perche' mi spiegassero perche' quella bambina mi avesse parlato cosi' e mia madre mi disse: “C'e' una cosa peggiore di esser zingari: essere maleducati!”
E' stata una cosa che ha deciso la mia vita. Da allora mi sono sempre imposta di essere “la piu' brava” in tutto. Ho poi frequentato il liceo scientifico, e mi sono diplomata che ero gia' iscritta all'Accademia di Arte Drammatica di Belgrado, unica Rom iscritta. Mi sono laureata.»


Come sei arrivata in Italia?

«Nel frattempo, c'era stato il collasso del comunismo e il difficile passaggio alla democrazia, con la conseguente crisi economica, battaglie politiche, proteste degli studenti. Io vivevo da sola a Belgrado e la vita era sempre piu' difficile.
Durante un festival internazionale, ho conosciuto Claudio, il mio futuro marito, un italiano.
Era un periodo molto confuso, e nel 1999 sono venuta in Italia. Mi sono sposata qua.
Arrivata in Italia, parlavo serbo e inglese. Cosi' l'italiano l'ho studiato qua.
Dopo 3 mesi che ero in Italia, sono iniziati i bombardamenti in Serbia. E' stato il periodo piu' brutto della mia vita: mio padre era al fronte e io sempre al telefono per avere notizie. Con difficolta' ho iniziato anche a lavorare in teatro.»


Come stanno i tuoi?

«Tutti salvi, per fortuna. Ma il paese e' distrutto, manca il lavoro. Inoltre, il razzismo che prima era sconosciuto, e' esploso con violenza, soprattutto in Vojvodina, dove studia mio fratello. Lui e' molto piu' scuro di me, e mi raccomando sempre che stia attento.»

Come sono stati i primi tempi in Italia?

«Problemi: forse il fatto di essere serba in Italia, proprio mentre la Serbia era accusata di crimini internazionali e io passavo il mio tempo al telefono con la preoccupazione per i miei sotto le bombe...
Sposando un attore, frequentando quell'ambiente, non ho mai avuto problemi di razzismo. Qualche difficolta' e' subentrata dopo, continua anche adesso, quando dico che sono Rom.
Le mie radici avevo cominciato a riscoprirle in Serbia, come reazione ai miei che se ne erano dimenticati, rivendicavo l'orgoglio di essere Rom, le cose belle della mia origine.»


Regalane qualcuna ai lettori.

  • Il temperamento, l'anima, la personalita': improvvisare l'allegria anche nei momenti piu' tristi, questo mi aiuta molto nel lavoro (e anche nella vita);
  • vivere una situazione schizofrenica in un ambiente estraneo: integrazione totale e crisi di identita';
  • vivere le passioni: gli occidentali tendono a contenersi e a mantenere un atteggiamento di facciata. Ma anche il senso del sopravvivere, sono convinta che questo fa parte del patrimonio genetico di tutti, ma in occidente la gente e', come dire, “iperprotetta” e non ha piu' questo senso di sopravvivenza;
  • infine, mi piace il mio aspetto fisico, gli occhi...
«Mantengo l'adattabilita' classica del Rom, ma sono molto rigida nei miei principi. So di non confondere il recitare con la vita reale: a teatro usi una tecnica, hai un copione. Quando hai davanti una persona, non puoi nasconderti.»

Reciterai a Milano, con un pezzo impegnativo sulla Porrajmos.

«E' un'idea che si è formata man mano, sino a coinvolgermi totalmente.
Nel 2000 ho fatto un progetto assieme a mio marito Claudio Migliavacca: abbiamo portato in Italia una raccolta di poesie popolari e d'autore dei Rom serbi, che ho tradotto in italiano. Le abbiamo presentate nello spettacolo teatrale “Sentiero color cenere” (che poi sarebbe il colore dei Rom di Serbia). Li' e' cominciata anche la collaborazione col gruppo musicale dei Rhapsodija Trio.
Lo spettacolo trattava i temi fondamentali della cultura rom: i bambini, il rapporto con dio e la morte, i cavalli, il viaggio, la criminalita' (perché no?), la magia...
Una volta, abbiamo invitato Maurizio Pagani e Giorgio Bezzecchi dell'Opera Nomadi di Milano, e poi ci siamo persi di vista. Ci siamo reincontrati nuovamente alla registrazione di una trasmissione televisiva. Li', ha preso vita l'idea di “Porrajmos, voci di uno sterminio dimenticato”.
Lo scopo e' raccontare la verita', farsi sentire, perche' ancora nessuno ne sa niente, o addirittura c'e' chi nega che sia successo. Mio marito e io abbiamo voluto correre il rischio di raccontare.
Sono due storie: quella di Barbara Richter, una bambina rom della Repubblica Ceca portata ad Auschwitz. Maurizio Pagani aveva trovato questa storia su Lacio Drom e mi aveva proposto di leggerla per vedere se andava bene.
La storia di Barbara Richter, viaggia accanto a quella di Mile, un bambino rom yugoslavo, sepolto come molti in quell'epoca, in una fossa comune. Mile l'ho incontrato e tradotto in italiano da un racconto di Miroslav Antić, che in quel periodo viveva accanto alla Mahala.
La sfida era: come affrontare un testo cosi' difficile e pesante? Cercando di restituire anche il sentire di un bambino rom ad Auschwitz: si fissavano su alcuni giochi per evadere con la fantasia. E' stata la strada per parlare della mia cultura, della poesia: Barbara che con un mucchio di fango costruisce un pupazzo, e il pupazzo diventera' uno zingaro, che sara' un grande musicista conosciuto in tutto il mondo. Il musicista immaginario che l'aiutera' nei momenti piu' brutti, un pupazzo di fango nella tasca della sua divisa e le raccontera' di centauri e cavalli...
Ultima cosa: e' una lettura spettacolo, dove oltre che le due storie c'e' anche la parte legata alla Storia, si percorre il momento storico, anno per anno, (un po' come un documentario). Le due recite sono accompagnate da diapositive e musiche dal vivo. E non dimenticate che Giorgio Bezzecchi leggera' le poesie in lingua romanès.
Dura un'ora, all'origine molto di piu', ma è stato necessario procedere a molti tagli, anche dolorosi.
L'idea era di arrivare dai campi di sterminio ai campi nomadi di oggi. Vedremo se ce l'abbiamo fatta.»


La II guerra mondiale ha toccato anche la tua famiglia?

«Sai che tra di noi, soprattutto tra i piu' anziani, c'e' ancora reticenza e vergogna a parlarne. Mio nonno non ha mai voluto farlo.
So che dove vivevano allora i miei, i tedeschi giravano la notte a fucilare i Rom. C'era un dottore di un paese vicino al mio. Ancora oggi ogni anno tutti i Rom gli portano i fiori sulla tomba, perche' in periodo di guerra, proprio all'ingresso della Mahala, lui scrisse un cartello in tedesco: “ATTENZIONE, C'E' LA PESTE”, salvando la vita agli abitanti.»


Sei anche mediatrice culturale.

«E' capitato durante le prove di teatro. C'era l'opportunita' di lavorare nella scuola.
Sto con i bambini in classe, anche se il ruolo non mi e' ancora del tutto chiaro. Devo coinvolgere tutti, sia nello studio che nella ricreazione. Mi piacerebbe fare un laboratorio teatrale, ma e' prematuro, incombono le esigenze primarie: studiare e la frequenza.»


Ti e' mai capitato di trasmettere quel tuo sentimento di quando eri bambina: dimostrare sempre che eri piu' capace e piu' determinata?

«Vedi, gia' allora me lo ero imposto, e non lo rinnego. Ma questa scelta mi ha comportato anche un prezzo alto da pagare, e oggi non mi sento di dare la stessa responsabilita' ai bambini che si trovano in quella situazione.
La situazione in Italia e' terribile per loro e c'e' bisogno di investire, sui bambini e sull'istruzione. Una via bisogna trovarla: Rom, Italiani, chi puo'.»


Per finire, lo spettacolo sulla Porrajmos sara' presentato anche in altre citta' oltre Milano?

«Questo, bisognera' chiederlo a Pagani. Io voglio “portarlo” al 24 gennaio come si deve. E non e' facile, perche' l'ho vissuta molto questa recita, come una parte di me, che va oltre il momento storico.»

21 commenti :

michail tal ha detto...

Simpatica questa Dijana :-)

La storia della peste è geniale!

Non centra nulla ma...a proposito del discorso sulla "facciata" ti posto questo:

http://www.corriere.it/cronache/08_novembre_02/prostituzione_assessore_piacenza_2ac5855c-a8fb-11dd-b538-00144f02aabc.shtml

ciao!

davide ha detto...

Distinta Chiara,

molto interessante l'intervista a questa donna.

Quanto alla situazione dei Rom è innegabile che negli ultimi 10-15 anni ci sia stato un grave peggioramento della situazione.

Non so perchè è avvenuto questo fatto, perchè quando ero bambino ricordo che non c'erano particolari pregiudizi verso gli zingari: di fatto venivano considerati come dei parenti poveri.

Tempo fa LUPOALBURINO su MC scrisse un articolo in cui parlava dei suoi rapporti con gli zingari quando era bambino. Ricodo che leggendolo ho ricordato tante cose relativamente agli zingari di quando ero bambino, in particolare che nessuno a quel tempo si sarebbe permesso di cacciarli o di insultarli. Poi ho ricordato un episodio di pochi anni fa, quando un Vice Presidente di una Regione disse (poi naturalmente affermò di essere stato male interpretato) che gli zingari andrebbero gasati. Ebbene quello che mi ha colpito è che il gorno dopo (i giornali avevano riportato in evidenza in prima pagina quanto aveva detto) la gente commentando il fatto elogiò il politico in questione, perchè diceva "gli zingari sono tutti dei ladri e dei parassiti". Mi piacerebbe capire perchè negli ultimi decenni si è formata questa ostilità contro i Rom.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi piacerebbe capire perchè negli ultimi decenni si è formata questa ostilità contro i Rom.

E questa domanda tu la rivolgi ad una zingara?

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""E questa domanda tu la rivolgi ad una zingara?""

oltre che zingara ho notato che sai fare delle approfondite e intelligenti analisi sociologiche.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

ho notato che sai fare delle approfondite e intelligenti analisi sociologiche.

No, quella che sa analizzare la situazione socio-geo-politica del pianeta e' Lexi, non sono io. :-)

E' lei quella brava. Le azzecca tutte. :-)

O forse no?...

Ho letto che si e' data al misticismo perche' nella precedente versione di "esperta" ha fatto qualche piccolo errore...
Ma roba da niente...

Dicono che "aprira'" una "chiesa evangelica" in societa' con la sua guida spirituale Sarah Palin...

Cosi' potranno andare a caccia di alci insieme. :-)

PS: Davide, evita per cortesia di chiedermi perche' e se ce l'ho con lei... Io non ce l'ho con lei (o lui), ce l'ho con quanto propugna nel web, per la sua dottrina fascista e guerrafondaia alla quale tutti devono credere perche lei si proclama "esperta" di geopolitica. Chiedi a lei perche' certa gente ce l'ha con i Rom. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Dicono che "aprira'" una "chiesa evangelica" in societa' con la sua guida spirituale Sarah Palin...""

A dire il vero Lexi si è sempre dichiarata atea. Comunque se sente il bisogno di convertirsi credo che sia sincera. Anche MC ha espresso comprensione verso la sua ricerca del sacro. Comunque ho notato che ultimamente le convinzioni di Lexi, mi riferisco alla politica, sono un po' entrate in crisi. Pur sostenendo Bush non ha potuto fare a meno di constatare che la politica economica di Bush ha immiserito le fasce più povere del paese.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Chiedi a lei perche' certa gente ce l'ha con i Rom. :-)""

Francamente non mi risulta che in America i Rom siano mai stati discriminati. L'America avrà anche tante cose negative, ma ne ha anche tante di buone.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Francamente non mi risulta che in America i Rom siano mai stati discriminati.

Ma lei e' anche molto esperta di Italia... Sa tutto sull'Italia e non solo...

Sa anche tutto sulla Germania. Soprattutto il cinema tedesco in epoca nazista pare sia una delle sue grandi passioni.

Pensa che una volta in un suo post ha citato un film che era semisconosciuto persino a mia madre, che parla perfettamente tedesco ha sempre avuto passione per il cinema.

E' li' che ho iniziato ad adorare quella ragazzina enciclopedica che aveva il dono di possedere in se' tutto lo scibile umano. Conosceva persino Süss l'ebreo ( http://it.wikipedia.org/wiki/S%C3%BCss_l%27ebreo ),
e questo, da una ventenne, per di piu' californiana, non me lo sarei mai atteso.

Le scrissi, complimentandomi con lei per la sua grande sapienza, fra l'altro chiedendole il motivo per il quale, nonostante ormai vivesse in California da alcuni anni si ostinasse ad usare una tastiera italica, cosi' inusuale e per niente usata all'estero, persino dagli italici che vi risiedono, ma lei non mi ha mai risposto. :-(

PS: Fammi la cortesia, Davide, di non replicare ulteriormente su Lexi perche' potrebbe diventare noioso per chi legge. Grazie. :-)

Salazar ha detto...

Chi é Lexi?
Ho cercato sul web ma ho trovato solo una pornostar.
Interessante, ma fuori argomento.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo Salazar ha detto...
Chi é Lexi?


Come?
Non conosci Lexi?
Ma la conoscono tutti! :-)
Lexi e' una sedicente poco piu' che ventenne ragazza dal musetto grazioso ma con dei capelli (ahime, lasciamelo dire) un po' trascurati che vive in California. Ama la caccia all'alce e agli orsi, ed ammira presidenti eccellenti come Regan e Bush (sia padre che figlio). Per un periodo ha dichiarato di essere lesbica poi (puff!) si e' coniugata con grande disappunto di tanti suoi ammiratori.
Lexi (dice lei) studia scienze politiche in California e fino a poco tempo fa proselitava in internet un po' qua, un po' la' a favore dei repubblicani.
Dice che non le frega niente se la gente la legge oppure no, dice che quelli che scrivono in Mente Critica ed altri siti similari sono una massa di cazzoni, dice di tutto e di piu'. Odia Castro, Che Guevara, Chavez, tutti i musulmani, i coreani, i cinesi, Bertinotti, Di Pietro... odia persino il povero Veltroni che non conta un cazzo.
Ama tutto cio' che e' bianco, puro, benestante, chi guida i SUV, va a caccia di alci e di orsi, il pres. del cons. ill. mega dir. galattic. italiano e tutti i suoi "servi" e, naturalmente, chi puo' permettersi di vivere cacando sopra all'umanita'.
Ha dichiarato che Sarah Palin era la scelta piu' appropriata alla vicepresidenza americana, una scelta che aveva praticamente dato scacco matto ai democratici, ha dichiarato che il presidente americano dovrebbe attaccare l'Iran con missili nucleari, ha dichiarato che erano stati i russi ad attaccare i georgiani, ha dichiarato che tutti gli europei sono una massa di stronzi che non hanno a cuore le sorti del mondo perche' detestano gli americani e non li seguono nelle politiche espansionistiche di Bush.
Insomma ha detto un sacco di cose un po' ose'... tanto che dopo aver capito di aver fatto un'innumerevole quantita' di figure di merda ha smesso di dichiarare e si e' ritirata nel "misticismo" come una novella Lucia Mondella. Adesso l'unica cosa che dichiara e' che va a pregare in chiesa ogni mattina, povera cara. :-)

Tempo fa ci fu un coming out di Filippo Facci che disse di essere lui Lexi e che aveva preso per il culo tutti... ma nessuno se l'e' inculato (povero Filippo), tanto che (credo) abbia deciso di continuare a recitare la parte della Lucia Mondella ex lesbica, visto che la gente lo considera piu' credibile in quelle vesti. :-)

Quando ancora non avevo intuito tutto l'arcano, commentavo il suo blog ma lei (lui) mi ha sempre tenuta a distanza, quasi intuisse che prima o poi l'avrei sgamata/o.

Infatti mi pareva strano che una californiana ventenne conoscesse con accuratezza dettagli un po' troppo specifici (come il cinema tedesco di epoca nazista, per esempio) quando la stragrande maggioranza degli americani di vent'anni manco sa dove si trova la Germania sulla carta geografica; quindi le feci una domanda semplicissima: avendo notato che scriveva sempre utilizzando una tastiera italica le chiesi se c'era un motivo, che so, affettivo che la spingeva ad usare qualcosa che neanche gli italici che vivono all'estero usano.
Questo mio commento non e' mai apparso nel suo blog... strano, vero?
Strano anche che quando la tenevo sott'occhio notassi dei collegamenti in orari per niente americani e soprattutto con degli IP che di americano non avevano niente.
Strano anche che non intervenga mai in nessun blog o forum (forse e' tanto esperta di geopolitica ma conosce poco l'utilizzo dei proxy).

Per farti conoscere meglio come la pensa riguardo a certe questioni ecco qui il suo ultimo post: un capolavoro sintetico sul problema del razzismo.

http://alexandra-amberson.blogspot.com/2008/11/age-of-black-house.html

PS: uno dei suoi piu' grandi ammiratori e' (manco a dirlo) Davide, quindi attento a come ti muovi... :-))))

michail tal ha detto...

"Adesso l'unica cosa che dichiara e' che va a pregare in chiesa ogni mattina, povera cara"

:-D :-D :-D

Quando parli di questa ragazza rido sempre

Tiri sempre in ballo la questione dei film, è una cosa che ho pensato anch'io, ma ho pensato anche che magari dato il personaggio poteva essere una ragazza piu' curiosa e colta della media dunque ci poteva anche stare.
Per conoscere Schuss l'ebreo in effetti basta avere due nozioni sulla seconda guerra mondiale.
E poi diamine vorremo mica generalizzare questi stereotipi sugli americani? Allora avrebbe ragione lei.

E poi allora chi sarebbe la ragazza che si mostra (e perchè?) in tutte quelle foto, sicuramente reali?

Comunque riconosci tastiera e IP, ma sei peggio del sisde, fai quasi paura! :-)
In effetti quel dettaglio, se è vero quello che dici, direi che è il piu significativo e fa dubitare.


Ad ogni modo quello che piu' mi stupisce è perchè un autore debba ricorrere ad uno stratagemma simile.
La tua risposta credo di intuirla,
e torniamo al discorso di prima.

Il maschio è cosi bestia che ha bisogno che gli si sventoli la carota della fighetta (ancorchè virtuale!!) per argomentare di qualsivoglia argomento. Ok.
Ma se il pubblico medio atteso per argomenti di politica fosse solo al 50% maschile, ecco che cercare una ribalta in questo modo sarebbe una strategia quantomeno poco efficace. Visto che a quanto pare questo Facci si aspetta che l'uditorio sia invece tutto di maschi, allora per essere certo di essere ascoltato (il suo vero fine) e di riuscire a condizionare usa il piu primitivo degli argomenti.
Sbaglio?

Solo che quando poi si passa anche alla simulazione di una vita altrui in cose intime, nell'amore, nel sesso, selle amicizie, ecco che la cosa inizia a sembrarmi morbosa, estrema.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michail Tal: Tiri sempre in ballo la questione dei film, è una cosa che ho pensato anch'io, ma ho pensato anche che magari dato il personaggio poteva essere una ragazza piu' curiosa e colta della media dunque ci poteva anche stare.
Per conoscere Schuss l'ebreo in effetti basta avere due nozioni sulla seconda guerra mondiale.
E poi diamine vorremo mica generalizzare questi stereotipi sugli americani? Allora avrebbe ragione lei.


Mi sembra il post giusto (questo) per parlare anche di Lexi in quanto in antitesi con la donna (vera) alla quale e' dedicato.
L'intervista a Dijana, le sue risposte, la sua sensibilita', il suo "amore", descrivono una donna, semplice, con una storia alle spalle vera, esperienze vere, una vita vera.
Dall'altra parte abbiamo Lexi che puo' servire qui come termine di paragone, come un modo per indicare a noi stessi/e cio' a cui attribuiamo "valore", cio' che riteniamo degno d'interesse.
Sono due donne diverse? Certamente lo sono, soprattutto perche' di una esiste piu' di un fondato dubbio che donna non lo sia.
Sono due donne che hanno una diversa concezione della "sincerita'"? Sicuramente si'! Anche perche' esistono fondati dubbi che una sia una bugiarda matricolata che mente non solo sul suo luogo di residenza, sulle sue esperienze, sulla sua vita, ma addirittura sull'appartenenza al genere femminile.
E scusami se questo piccolo dettaglio non e' poco.
Posso comprendere chi, creandosi la sua "second life" voglia "diventare altro" da cio' che e' ma arrivare a mentire ad un tale livello per proporsi in internet al puro scopo... boh, non lo so... di essere ammirata? Invidiata? Considerata?
E qui veniamo al punto...
Il fatto che "la ragazza" conosca il cinema tedesco degli anni '40, come dici tu, non indica niente, e' vero. Il fatto pero' che nel suo blog non pubblichi il mio commento indica qualcosa.
Nascondere sotto il tappeto e' stato il suo piu' grosso errore. Se veramente non avesse avuto la coda di paglia avrebbe pubblicato e ignorato, oppure (se avesse avuto un carattere come il mio) avrebbe risposto in modo ironico o addirittura sarcastico.
Questa e' psicologia spicciola. Se non ha pubblicato e' perche' temeva che quelle mie argomentazioni semplici e non finemente argomentate avrebbero comunque potuto essere prese sul serio minando la sua credibilita'.

E poi allora chi sarebbe la ragazza che si mostra (e perchè?) in tutte quelle foto, sicuramente reali?

La ragazza (lo dice Facci nel suo coming out) esiste. Sarebbe una sua amica con la quale aveva deciso di fare uno scherzo al mondo. All'inizio doveva essere una burla ma poi, vedendo che il mondo si "beveva" la situazione, la recita era andata avanti per un po', fino a divenire definitiva.
Facci dice che questa sua amica, realmente californiana, in realta' di geopolitica capisce una beata fava essendo, come tutte le ventenni, orientata a rivolgere i suoi interessi ai divertimenti tipici dei ventenni. Facci dice inoltre che anche la storia della lesbica era una bufala in quanto Lexi (quella che appare nelle foto) non sarebbe mai stata realmente lesbica ma che scimmiottasse, come atteggiamento, un po' alla Sharon Stone di Basic Instict.

Comunque riconosci tastiera e IP, ma sei peggio del sisde, fai quasi paura! :-)
In effetti quel dettaglio, se è vero quello che dici, direi che è il piu significativo e fa dubitare.


La tastiera e' facilmente riconoscibile: tutti i suoi post sono scritti con tastiera italica, con le vocali accentate. Una tastiera che non solo in California e' difficile da acquistare, ma che chi non e' italico/a non userebbe mai, potendo accentare le vocali con l'apostrofo, come faccio io.
Ma piu' che la tastiera, anche qui, l'indizio piu' significativo e' dato dalla sua NON PUBBLICAZIONE del mio commento.
Gli IP, chi ha un blog, puo' tranquillamente leggerli tramite i vari servizi messi a disposizione gratuitamente per calcolare il numero di visitatori e da dove questi si collegano.

Quel commento mai pubblicato aveva anche la funzione di esca. Il pesciolino abbocco' e chi arrivo' a leggermi non proveniva certo dalla California. :-)

Facci si aspetta che l'uditorio sia invece tutto di maschi, allora per essere certo di essere ascoltato (il suo vero fine) e di riuscire a condizionare usa il piu primitivo degli argomenti.
Sbaglio?


Guarda, io non ho detto che Lexi sia Facci. Questo lo dice Facci stesso in un suo coming out.
Io non ho prove che Lexi sia Facci, ma ho fondati dubbi che "la bambina", cioe' colei o colui che scrive non sia chi dice di essere.
Ma questo, fino ad un certo punto, puo' non avere alcun valore, perche si deve giudicare innanzitutto le idee espresse. Anche se per me questo valore lo ha perche' io valuto le persone e le loro idee in base alla credibilita' che sanno diffondere intorno a loro e se questa credibilita' e' messa fortemente in discussione allora anche i loro argomenti diventano inconsistenti.
Comunque, per tornare alla tua domanda, dico che e' vero. Un uomo, un giornalista, un qualsiasi cazzone, che voglia rendersi credibile di fronte ad una platea di maschietti, assumendo le vesti di una cerbiatta puo' raggiungere meglio il suo scopo.
Io stessa (e l'ho scritto in piu' di un post) potrei essere "un'altra persona" rispetto a cio' che chi mi legge immagina che sia, ma questo fatto non mi preoccupa. Diversamente da Lexi, anche se non ho foto mie (a parte un paio o forse tre confuse fra le altre che non scoprirete mai) sul blog, c'e' gente che DAVVERO mi conosce e, anche se non sa il mio vero nome, sa che sono chi ho sempre detto di essere.

Solo che quando poi si passa anche alla simulazione di una vita altrui in cose intime, nell'amore, nel sesso, selle amicizie, ecco che la cosa inizia a sembrarmi morbosa, estrema.

Sono perfettamente d'accordo.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""PS: uno dei suoi piu' grandi ammiratori e' (manco a dirlo) Davide, quindi attento a come ti muovi... :-))))""

Non è che sono un suo grande ammiratore, ma trovo interessante quello che scrive: non perchè ha idee politiche simili alle mie, ma perchè ha un modo intelligente di scriverle.

La storia del Filippo Facci non mi convince. Probabilmente a suo tempo avrà scritto qualche articolo per Lexi a modo di scherzo, ma credo che tutto sia finito lì.

Ciao

Cerva ha detto...

Non è più semplice considerarlo un esempio di un certo genere di letteraratura o almeno - come si dice? - un topos letterario?

Sembra essere un genere che appassiona, almeno.

Leggendo qua e là non riesci a vaccinarti?

Fabrizio ha detto...

Ciao Chiara,
visto che il post che hai riportato (grazie!) è un po' vecchio, per chi è interessato suggerisco questa recente intervista collettiva su youtube, dove appare anche Dijana.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ciao Fabrizio :-) grazie per la segnalazione. Mi pare giusto mettere qui l'indirizzo del tuo blog.

http://www.sivola.net/dblog/

Salazar ha detto...

Ma avresti mai immaginato che io uso una tastiera portoghese?, dotata di accenti di tutte le forme e dimensioni, e senza andare a trafficare con il mio IP.
Che poi l’IP é una cosa quasi intima, come se qualcuno ti andasse a leggere la marca delle mutande.

Vado a trovare ‘sta Lexi, se riderò o piangerò te lo dirò poi.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

é una cosa quasi intima, come se qualcuno ti andasse a leggere la marca delle mutande.

Sono abituata. :-)

Salazar ha detto...

Che pena Lexi, che penosa tristezza .
Però scrive come gli avessero instillato un manuale di grammatica italiana per via endovenosa: punteggiatura e costruzioni perfette, mentre il lessico - però - é di una non-fantasia e di una noia infinite.
Non credo che una ragazza di vent’anni – per di più vivente in America – scriva così in italiano, mi sembra più un 35/45enne, con un’ottima preparazione e poca capacità di scrittura creativa. Una ventenne sfoggerebbe meno grammatica e più fantasia.
Potrei sbagliarmi, ma probabilmente hai ragione: é una ventenne di mezza età, parecchio pelosa e con attributi sessuali discordanti.

PS: le mutande... ma non al parco, mentre leggi il giornale su una panchina e te ne stai per i fatti tuoi, da un tipo di Padova che passava di là per caso. Oppure no?!

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ salazar: PS: le mutande... ma non al parco, mentre leggi il giornale su una panchina e te ne stai per i fatti tuoi, da un tipo di Padova che passava di là per caso. Oppure no?!

Non ho capito...
Vuoi conoscere la marca delle mie mutande? :-)
Di solito non le porto, ma nei rari casi in cui non posso farne a meno sull'etichetta e' scritto "La Perla". :-)
Sono reperti storici ormai... risalgono al tempo in cui esercitavo. :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anonimo Salazar ha detto...
Ma avresti mai immaginato che io uso una tastiera portoghese?


Oh si' che l'avrei immaginato. Ti ricordo che riesco a leggere l'etichetta delle mutande. :-)

PS: Non vorrei ti preoccupasse il mio modo di fare. Tendo spesso a scherzare esasperando un certo linguaggio, e capisco che chi non mi conosce da tempo possa essere in qualche modo disorientato. :-)

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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