venerdì 14 novembre 2008

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Staccare la spina

"Stacco la spina". Lo sentiamo dire spesso da chi e' stanco e significa estranearsi, prendersi una vacanza, scollegare il cervello da tutte quelle sollecitazioni al quale e' sottoposto. Si stacca la spina e si pone il corpo e la mente in una condizione di riposo. Ma non siamo robot asimoviani. Anche quando la spina e' staccata, comunque, non interrompiamo del tutto le funzioni vitali. Non smettiamo di pensare, sognare, amare, e quando lo si desidera si puo' sempre "riavviare la macchina". Nel caso di Eluana invece "staccare la spina" sara' definitivo, anche se non e' stata ne' sara' lei a decidere il momento.

Ritengo che la "dolce morte" sia un diritto inalienabile di ogni persona. Nessuno puo' frapporsi al diritto di non soffrire, per questo penso che una seria legge sull'eutanasia e sul testamento biologico debbano essere al piu' presto affrontate allorquando i parlamentari cesseranno di litigare e pensare solo ai loro "quattrini", ai loro giochi di potere, alle loro leggi ad personam, alle agendine da 260.000 euro che riceveranno in regalo a Natale e a tutte le loro fregnacce. Non si puo' piu' attendere. Non e' concepibile che un padre debba lottare anni ed anni per ottenere un diritto che sua figlia non puo' far valere.

Nel frattempo la Regione Lombardia ha vietato di accogliere Eluana in una struttura sul territorio per sospendere l'idratazione e l'alimentazione che la tengono in vita da quasi 17 anni, ed i vescovi invocano il Parlamento italico perche' si arrivi immediatamente ad una legge che escluda che chiunque possa morire per fame o per sete.

Al mondo ci sono milioni di persone che muoiono di fame, di sete, di malattie, di stenti, o uccise nelle guerre e pare che l'unica vita che interessa a certa gente sia solo quella li'. Tutti gli altri possono morire, ma lei no. A lei e' impedito. E' una questione di principio che ormai niente ha a che fare con la carita' cristiana della quale si sono assunti il ruolo di paladini.

Perche' se di carita' cristiana si trattasse si adopererebbero per dare a quella povera ragazza una dolce morte invece di costringere chi la ama a "staccarle la spina" in quel modo crudele.

7 commenti :

Bibi ha detto...

porca zozza .. non è mia abitudine linkarti cose scritte ma per questa volta mi scuserai se faccio un'eccezione. e' un argomento che mi interessa più di altri per svariati motivi. se ti va leggiti questa cosa qui:
http://bibiebibo.com/?p=296
non mi ricordo come cavolo si fa per il link ma non importa, il post è "morte sperata".
a.y.s. Bibi

Kameo ha detto...

Non ci è più permesso di morire in pace.

michail tal ha detto...

Condivido tutto Klara!

Ma quando avremo una classe dirigente sufficientemente matura da impipparsene di cosa dica il papa?!O qualche vescovo?
La loro intrusione nella nostra vita civile è schifosa e retrograda.
Scusa il tono ma è una di quelle questioni che mi surriscaldano.
E ancora piu' imbelli sono quei parlamentari che invece di guardare all'Olanda sembrano ispirarsi all'arabia saudita. E poi sono pure degli ipocriti, gli italiani sono cattolici solo a parole, ormai vivamo in una societa' totalmente secolarizzata.

Ciao buon we

davide ha detto...

Distinta Chiara,

condivido quanto hai detto, ma in particolare l'osservazione che nel mondo muoino milioni di persone di fame e ci si accanisce contro una persona, con costi altissimi, impedendole una morte dignitosa.

Io non metto in dubbio che la Chiesa abbia il diritto di esprimere le sue dottrine, ma devono riguardare i credenti e non imporre obblighi a chi non segue le sue indicazioni.

Storicamente la Chiesa, come tutte le religioni, ha sempre prodotto effetti nefasti.

Quando, dopo il terzo secolo, la Chiesa divenne padrona dell'impero romano, non si preccupò minimamente delle condizioni di vita dei poveri o degli schiavi, ma solo di salvaguardare la verginità: questo era per la Chiesa importante per la società, mentre gli altri problemi erano tutti sciocchezze.

Ciao

Donna Cannone ha detto...

condivido, ma è il paese dei fregnacciari ignoranti e arroganti. La civiltà è un miraggio lontano.

Per l'intervista, scusa se nn ti ho ancora mandato le domande, ma una settimana strapiena. Te le mando asap. Il banner non ha codce da prelevare, te lo mando con le domande, devo spulciare fra i file.

buona serata!
DC

Salazar ha detto...

Ciao Klára, ho pensato di continuare la discussione a casa tua, se non ti dispiace... e solo se fai bene la goulaschsuppe, sennò...!!
Lo so, l’ho scritto in tedesco: l’ungherese non mi é molto accessibile in questo momento.

La storia degli anonimi. Sono d’accordo con te, ma non credo sia così semplice: scegliere un nome, anche se non rivela te stesso agli altri in nessun modo, implica sempre una scelta fatta, una decisione fatta, un transfert realizzato; di conseguenza una certa comunanza acquisita fra se stessi e l’alias. I commenti, anche se vengono firmati con nomi di fantasia, sono sempre reputati integralmente propri dalla persona che li fa, la quale si sente “intimamente” responsabile, non verso gli altri ma verso se stessa, di eventuali mancanze, superficialità o incapacità (a volte solo temute) di intrattenere una discussione a livello paritario con gli interlocutori.
Questo porta verso una specie di esame interiore non voluto da chi non percepisce come “realmente” personali le posizioni che sostiene; perché effettivamente non ponderate e raccattate a caso da luoghi rapidamente – e con poca fatica - raggiungibili, vedi tivvú o varia sottocultura spicciola. Oppure per pigrizia, per plagio, o semplicemente a causa della cara, vecchia, semplice ignoranza.
Con “anonimo” si risolve il problema, non é opzione propria, é nomenclatura automatica: nessun coinvolgimento.

O detto abbastanza oscenità per una volta sola? E pensare che da piccolo mi piacevano i fumetti di Spiderman.

michail tal ha detto...

A proposito, carina la foto, ti piace Cunningham?

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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