mercoledì 12 novembre 2008

27
comments
Ci riprovano

E' gia' accaduto con il "lodo alfano" (il minuscolo e' d'obbligo). L'altra volta era stato chiamato "lodo schifani" che fu bocciato, ma riproposto in questa legislatura e' diventato legge. Il metodo e' ormai sperimentato e pare che funzioni: se un provvedimento non viene approvato, si cambia qualche virgola e lo si ripropone qualche tempo dopo... lo si fa all'infinito, fino a quando viene approvato. Stessa cosa sta avvenendo adesso con il provvedimento "imbavaglia blog".

Leggete QUI e QUI.

L'altra volta fu ritirato, ma qualcuno a quanto pare non si e' rassegnato. Lo ha custodito nel cassetto in attesa di avere una maggioranza parlamentare formata da razzisti liberticidi, oppure da leccaculo pusillanimi, Adesso questa maggioranza c'e' ed e' molto probabile che prossimamente l'Italia, in fatto di liberta', sara' seconda solo alla Cina.

E nessuno, dal palazzo oppure nei vari servizi d'informazione televisivi, dice nulla.

Quindi dico grazie all'italico popolo, grazie a coloro che hanno dato il voto a questi nazisti, grazie ai pusillanimi dell'opposizione ai quali preme solo incassare lo stipendio da parlamentare e grazie ai buffoni che ancora li sostengono. Grazie alla nobilta', al clero ed al terzo stato. Grazie a tutti.

Spero che arrivi presto in Italia un "Barack Obama" che prendera' la Bastiglia. Nel frattempo andate tutti a fanculo!

27 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

la libertà d'informazione è fondamentale per l'esistenza di una democrazia. Per questo ho sempre detto che gridare al lupo al lupo quando il lupo non esiste è un gioco pericolosissimo. Di questa nuova proposta di legge non so ancora niente. In ogni caso mi sembra la proposta di un deputato e non mi pare che sia coinvolto il governo: lo specifico perchè solo i disegni di legge di iniziativa governativa hanno buone probabilità di diventare leggi, mentre i disegni di legge di un singolo parlamentare hanno pochissime probabilità di diventare legge.

Se il governo provasse a mettere il bavaglio ai blog ci mobiliteremo tutti: già una volta abbiamo fermato il governo (Prodi) e siamo in grado di fermare anche questo governo.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho riguardato i post che hai segnalato e mi sono accorto che pur trattandosi di un disegno di legge parlamentare la maggioranza governativa vole trasformarlo in una legge delega. Questo sarebbe gravissimo per che il governo potrebbe poi emanare più decreti legislativi quasi completamente svincolato dal controllo parlamentare: capita spesso che le leggi delega vengano stravolte dal governo in sede di emanazione dei decreti delegati. Questo è pericoloso perchè il rimedio sarebbe solo quello dell'impugnazione dei decreti delegati presso la Corte Costituzionale per eccesso di delega. Però questo richiede dei ricorsi per via incidentale lunghissimi, mentre nel frattempo il governo potrebbe imbavagliare tutti i blog.

Credo che a questo punto dovremo cominciare a mobilitarci tutti contro questa norma ammazza informazione.

ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Credo che a questo punto dovremo cominciare a mobilitarci tutti contro questa norma ammazza informazione.

Grazie Davide. Vedo che questa volta ci troviamo concordi.

Ma scommetto che, fra coloro che mi leggono, c'e' chi nonostante tutto continuera' a dare consenso ai nazisti al governo, per cui ritengo di dar loro un piccolo esempio di cio' che potrebbe accadere qualora la proposta di legge passasse.
Da questo momento in poi, e fino a quando tale proposta non sara' ritirata, tutti i commenti di coloro che non si dissocieranno saranno tacitati sul mio blog e sara' rimosso ogni link che possa condurre ad un loro eventuale spazio web.

So che e' poco, ma dato che a certa gente piacciono tanto i nazisti e' bene che provino ad assaggiarne qualche frutto.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

ho dato una letta veloce al disegno di legge e mi sembra che il comma 3 dell'art. 8, salvi i blog personali dall'obbligo di resistrazione.

Ciao


""ART. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L’iscrizione nel Registro degli operatori
di comunicazione dei soggetti che
svolgono attività editoriale sulla rete internet
rileva anche ai fini dell’applicazione
delle norme sulla responsabilità connessa
ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte sulla
rete internet dai soggetti pubblici si considera
responsabile colui che ha il compito
di autorizzare la pubblicazione delle informazioni.

""3. Sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione
nel Registro degli operatori di comunicazione
i soggetti che accedono alla
rete internet o che operano sulla stessa in
forme o con prodotti, quali i siti personali
o a uso collettivo, che non costituiscono il
frutto di un’organizzazione imprenditoriale
del lavoro.""

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Grazie Davide. Vedo che questa volta ci troviamo concordi.""

Mai abbassare la guardia quando c'è in gioco il diritto all'informazione.

Ciao

illustre1966 ha detto...

Scusa eh.... ma sono 40 pagine.

Mi evidenzi quali sono i passaggi che ti fanno incazzare?

Sennò qua ci famo notte....

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Scusa eh.... ma sono 40 pagine.

Mi evidenzi quali sono i passaggi che ti fanno incazzare?


Il passaggio che mi fa incazzare e' che gia' una volta la stessa legge e' stata proposta e bocciata.

E poi ti risponde Davide.

Comunque qui non e' una questione di destra o sinistra, ma di casta.

Molta gente in parlamento vuol tacitare la VERA opposizione. Quella che non siede fuori dalle aule parlamentari.

Sanno che nei blog si annida il vero pericolo. Quello della libera circolazione di idee.

I blog sono liberi ovunque eccetto che in Cina. Qualora quella legge passasse (quindi con la compiacenza di entrambi gli schieramenti), ed obbligasse i blogger a delle formalita' burocratiche che non esistono in nessun'altra parte del mondo, caricandoli di obblighi tali da far desistere i piu', significherebbe che gli italiani hanno eletto in parlamento dei liberticidi. Sia da una parte che dall'altra.

Per questo motivo, da ora in poi, tacitero' ogni commentatore che non si dissociera' da quella scelta sciagurata.

Anche chi ha voglia di tergiversare per ignavia o per pigrizia.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

vedo che sui blog ci si sta già muovendo. Speriamo in bene.

Ciao

Il Levi perde il pelo ma non il vizio!
11 Nov 2008 by William Maddler.
A quanto pare il caro, buon vecchio Ricardo Levi a starsene con le mani in mano proprio non ci riesce. Vi rinfresco la memoria. Un anno fa (il 12/11/2007 per la precisione) il governo Prodi voto` in sede di Consiglio dei Ministri un DDL che avrebbe dovuto regolamentare, tra le altre cose, anche i blog. All’epoca si alzo` un polverone non indifferente con una mobilitazione piu` che massiccia viste le considerevoli conseguenza (in primis l’equiparazione dei blog ad una testata giornalistica, con tutto cio` che ne consegue dal punto di vista legale e di responsabilita` civile e penale).

Riccardo Levi, comunque, si affanno` che lo scopo della legge non era quello di mettere il cerotto sulla bocca dei blogger (alzi la mano chi ci crede…).

A poco meno di un anno, dicevamo, riecco il nostro prode che non demorde, seppur orfano di governo stoicamente resiste e ripropone il suo bel DdL. Che dire, come si puo` non provare stima e ammirazione per un uomo cosi` fedele ai propri principi?

Certo, se lo stesso impegno fosse anche rivolto alla risoluzione dei problemi veri (chesso`, occupazione e salari? ad esempio?) ci farebbe anche piu` piacere.

Tornando seri, il fatto che il Progetto di Legge sia stato riproposto evidenzia come, ahinoi, il rischio per la liberta` di espressione sia quantomai serio e che occorre fare molta attenzione, indipendentemente dal colore del governo (non foss’altro che oramai tendono tutti al grigio scuro).

Per comprendere meglio il nuovo PdL vi rimando all’interessante articolo pubblicato da Daniele Minotti (Play it again, Levi). Per rinfrescarvi la memoria sulle puntate precedenti potete invece leggere l’articolo pubblicato a suo tempo da civile.it.

In bocca al lupo!

edit 12/11/2008 segnalo anche l’interessante post di Vittorio Zambardino: “Legge “Ammazzablog”: protesta giusta ma…”.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Per questo motivo, da ora in poi, tacitero' ogni commentatore che non si dissociera' da quella scelta sciagurata.""

Che l'iniziativa venga da destra o da sinistra non cambia niente, perchè la nomenclatura in Italia non ama la libera informazione.

Di fatto i media in Italia sono lottizzati metà alla destra e metà alla sinistra. I blog rappresentano una novità assoluta perchè permettono a tutti di dire le loro opinioni, senza dover rispondere ad un padrone.

Che la nomenclatura sia spaventata è inevitabile, perchè lo strumento libero dei blog rischiava di sbugiardare i giornali italiani che sono tutti bugiardi e menzogneri: l'unica differenza rispetto ad una dittatura è che in Italia le bugie non sono a senso unico come negli stati comunisti ma ci sono i giornali menzogneri di destra e di sinistra.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,

nuovo commento.

""Domenica 9 Novembre 2008 alle 12:42
Pubblicato da Daniele
Tempo addietro ho segnalato un remake del cd. “Levi-Prodi” di cui tanto si parlò un annetto fa.
Fresco fresco di assegnazione alla Commissione Cultura (sebbene in sede referente), ora è disponibile anche il testo del nuovo ddl (C-1269), ma va sempre seguita la scheda per monitorare gli sviluppi. Questa volta Ricardo Franco Levi, orfano del suo Governo, fa tutto da solo.
Si parte sempre dalla definizione di prodotto editoriale (art. 2):
“1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La presente legge non si applica ai prodotti discografici e audiovisivi, fatti salvi i casi in cui tale applicazione sia espressamente prevista“.
Purtroppo, come in passato, mi non pare di leggere distinguo.
Soltanto con riferimento all’iscrizione al ROC che “rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa” (art. 8), si precisa che “sono esclusi dall’obbligo dell’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro“.
In effetti, detta precisazione non esisteva nel testo del 2007. Pur apprezzando lo sforzo, mi sembra ancora poco. Da un lato perché la definizione di prodotto editoriale è, come ammesso anche nella relazione, generale e onnicomprensiva, dall’altro perché la formula dell’art. 8, che parla espressamente di responsabilità, mi sembra ancora ambigua e non diretta al punto. Altrimenti detto, sebbene il nuovo testo sia inequivoco nell’escludere certe responsabilità tipiche della stampa (direttore, editore, stampatore), può dirsi altrettanto per oneri come quello della registrazione la cui violazione potrebbe condurre al reato di “stampa clandestina” come accaduto a Carlo Ruta?
La mia risposta è… nì. Riporto il testo dell’art. 7: “l’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione è condizione per l’inizio delle pubblicazioni dei giornali quotidiani e dei periodici, e sostituisce a tutti gli effetti la registrazione presso il tribunale, di cui all’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47. Sono fatti salvi i diritti già acquisiti da parte dei soggetti tenuti a tale registrazione in base al citato articolo 5 della legge n. 47 del 1948“.
Se io, blogger, non ho un’organizzazione imprenditoriale (come succede nella stragrande maggioranza dei casi), non sono tenuto all’iscrizione al ROC (ai blog fa espresso riferimento anche la relazione). Se l’iscrizione al ROC è sostitutiva della registrazione della testata presso il Tribunale (che scomparirà?), allora posso dire di non essere tenuto all’una e all’altra. Ma questa tesi stenta non poco a venir fuori. Occorre un coordinamento di norme, viste anche nel loro insieme, non immediato, non alla portata di tutti. E quando la legge non è chiara, il pericolo è sempre dietro l’angolo.
In poche parole, io avrei cercato di essere più chiaro.
Questa la mia prima lettura della domenica mattina. Sono certo che altri sapranno approfondire.""

davide ha detto...

Distinta Chiara,

sono tanti i blog che si sono mobilitatati: Riporto un commento a modo esempio.

Ciao

"La legge italiana antiweb mobilita la rete
PI - News
mercoledì 12 novembre 2008Stampa
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Roma - È maretta. Com'era prevedibile, gli italiani in rete non sembrano avere alcuna intenzione di stare a guardare mentre nella stanza dei bottoni qualcuno decide di creare doveri per chi vuole esprimersi, paletti per i blog e i siti Internet italiani. Dopo la pubblicazione su Punto Informatico dell'articolo La Camera manda avanti il DDL anti-blog di Luca Spinelli, è tutto un fiorire di iniziative che dimostrano la vitalità del web nostrano.

Tra i primi a mobilitarsi è Antonio Di Pietro, da sempre attento alle dinamiche sulle libertà di informazione online, che sul suo blog ricorda come il DDL antiblog sia figlio del già criticatissimo decreto Levi e avverte: "I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci sarà nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Qualora dovesse passare potrebbe dare come unico risultato la disobbedienza civile".

Di Pietro non solo ritiene che la legge sia stata scritta da chi di rete sa poco o niente, la definisce "pura censura", ma annuncia anche che il suo movimento politico "offrirà tutta l'assistenza legale a chi verrà perseguito per la sua violazione", e sul blog diffonde un banner per spargere ulteriormente la notizia.
Ma l'eco di quanto sta andando avanti alla Camera si riverbera, come era lecito attendersi, proprio sui blog italiani, dove a centinaia esprimono indignazione per quanto si è riusciti a partorire, e vede la luce il gruppo su Facebook che già conta centinaia di aderenti. Allo stesso tempo cresce la petizione contro l'iscrizione al ROC dei siti italiani, che conta più di 12mila firme, nonché un'altra iniziativa specifica per quest'ultimo DDL partita nelle scorse ore, una petizione rivolta al Presidente della Camera dei Deputati affinché si blocchi sul nascere quella che da più parti viene definita "mostruosità legislativa".

In attesa che l'intera vicenda conquisti le prime pagine dei quotidiani internazionali, come già avvenuto all'epoca per il DDL Levi, proprio Luca Spinelli precisa con un post dedicato come la proposta normativa tutto è meno che pensata per i soli blog: ad essere tirati in ballo sono centinaia di migliaia di siti Internet italiani. Non solo chi "fa informazione", per quel che questa espressione può significare, ma anche siti che raccolgono barzellette, enciclopedie, guide online, siti culturali, educativi, formativi, e così via. Nel DDL non si parla infatti solo di informazione, osserva Spinelli, ma più in generale di qualunque spazio web che si occupi anche di formazione, divulgazione, intrattenimento.

"Basterebbe - sottolinea Spinelli - l'uso di qualche banner, o l'uso di quel sito come fonte di guadagno, per farlo ricadere nella tipologia indicata dal DDL come prodotto editoriale che deve iscriversi al ROC, ha maggiori responsabilità, maggiori costi, maggiore burocrazia, ed è imputabile per i reati sulla stampa".

Il problema centrale, suggerisce ancora Spinelli, non è tanto una improbabile messa in stato d'accusa dell'intero web italiano, quanto invece che questa legge, come tante che l'hanno preceduta, sia tenuta nel cassetto finché non serva al (pre)potente di turno, che ricorra ad essa per tacitare voci sgradite. "Invece che chiarire e ripulire uno dei corpus normativi più grandi e impenetrabili al mondo - conclude riferendosi all'ordinamento italiota - si propongono altre leggi fumose e contestabili che prestano il fianco a pruriti censori".

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Insomma, non capisco: e' un ddl di Levi o di Spinelli?

Comunque sia e' una merda.

S'inneggia tanto alla democrazia americana e poi la tendenza e' sempre quella di assumere politiche di tipo sovietico o nazista.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Vuoi scommettere che, com'e' stato per la cosiddetta "legge Biagi", Spinelli ha ripreso il testo scritto da Levi cosi' da riproporlo come una legge "di sinistra'?

Attendo informazioni piu' precise e pregherei chi mi legge di diffondere il piu' possibile questa notizia.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Insomma, non capisco: e' un ddl di Levi o di Spinelli?""

La proposta della legge è di Levi (PD), ma il governo l'ha subito fatta propria.

La cosa più grave è che il governo vuole operare con legge delega.

In pratica il governo userebbe la proposta di Levi come disegno di legge delega, a cui seguirebbero uno o più decreti delegati.

La particolarità dei decreti delegati (detti anche decreti legislativi) è che il governo li emana senza passare per il vaglio del parlamento.

In sede di emanazione dei decreti delegati il governo deve solo rispettare i principi della legge delega. Capisci che la proposta di legge Levi, già di per sè liberticida, in sede di emanazione dei decreti delegati potrebbe essere ulteriormente peggiorata.

Premetto che non sono riuscito ancora a leggere tutto, ma devo dire che mi sembra una cosa molto pericolosa. Forse il lupo questa volta è arrivato veramente: l'importante è non farsi prendere impreparati.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,


""Insomma, non capisco: e' un ddl di Levi o di Spinelli?""

Mi sono dimenticato di dirti che Spinelli (Luca Spinelli) è il blogger da cui ho preso l'articolo.

LUCA SPINELLI articolo



La Camera manda avanti il DDL anti-blog
PI - News
di Luca Spinelli
lunedì 10 novembre 2008Stampa
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Roma - Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto "DdL Levi-Prodi", disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l'obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa.

La notizia, scoperta del giurista Valentino Spataro e rilanciata da Punto Informatico, fece scoppiare un pandemonio. Si scusarono e dissociarono i ministri Di Pietro e Gentiloni, ne rise il Times, Beppe Grillo pubblicò un commento di fuoco sul suo blog. Il progetto subì una brusca frenata e dopo un po' le acque si calmarono. Cadde il governo Prodi.

Un anno dopo: novembre 2008. Un altro giurista, Daniele Minotti, si accorge che il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269).
Minotti ne fa una breve analisi sul proprio blog, marcando le diversità fra il nuovo testo e quello precedente. Abbiamo tuttavia alcune differenze di interpretazione. Diamo insieme un'occhiata ai punti salienti del progetto di Legge per capire cosa possono aspettarsi i navigatori e i blogger italiani:
Art. 2.
(Definizione di prodotto editoriale).

1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.

Qualsiasi blog rientra in questa definizione.

Art. 8.
(Attività editoriale sulla rete internet).

1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.

3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.
All'apparenza il comma 3 escluderebbe la maggioranza dei blog dall'obbligo di registrazione e dai correlati rischi legali. Ma non è così. Ecco alcuni esempi pratici.

Il blog di Beppe Grillo ha una redazione, ha banner pubblicitari, vende prodotti. In parole povere: sia secondo il Codice Civile, sia secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa. Se il progetto di legge fosse approvato, perciò, Beppe Grillo avrebbe con tutta probabilità l'obbligo di iscriversi al ROC. Non solo: sarebbe in questo modo soggetto alle varie pene previste per i reati a mezzo stampa.

Affari suoi, diranno forse alcuni. Eppure non è l'unico a doversi preoccupare. Nella stessa situazione si troverebbero decine, probabilmente centinaia di altri ignari blogger. Infatti: chiunque correda le proprie pubblicazioni con banner, promozioni, o anche annunci di Google AdSense, secondo la comune interpretazione dell'Agenzia delle Entrate, fa attività di impresa.

Il ragionamento è semplice. L'apposizione di banner è un'attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un'attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina (ricordiamo un caso recente).

Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).

Per questa ragione, se il progetto di Legge venisse approvato come è ora proposto, saremmo nel migliore dei casi di fronte ad una legge passibile di più interpretazioni e quindi potenzialmente molto pericolosa. Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.

Rockerduck: "Se non cancelli l'articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa."
Paperino: "Ma il mio blog non è una testata!"
Rockerduck: "Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un'impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l'articolo ti denuncio pure per stampa clandestina."
Paperino: "Ok. Sob."

Provate a sostituire "Rockerduck" con "picciotto" e "Paperino" con "cittadino" e il gioco è fatto.

Luca Spinelli

davide ha detto...

Distinta Chiara,

dal blog di Beppe Grillo.

ciao

Obama ha vinto anche grazie alla Rete. Ha raccolto fondi on line per un miliardo di dollari per la sua campagna elettorale. "A campaign powered by people, not the special interests". Una campagna finanziata dalle persone, non dagli interessi di parte.
L'Obama de noantri, al secolo Topo Gigio Veltroni, dopo aver fracassato le palle a tutti gli italiani sulla somiglianza tra lui e Obama (un insulto peggiore dell'abbronzatura dello psiconano) vuole dare una mano alla Rete. Tutti i blogger si stanno toccando.



Topo Gigio è peggio di uno spyware, di un malware, è un virus insidiosissimo che trasforma tutto ciò che tocca in una Walterloo. Il suo incaricato del Pdmenoelle, in arte Franco "Ricardo" Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera, con alcuni ritocchi degni di Pol Pot, la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.
In sostanza:
- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.
Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.
La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni.
Inviate le vostre foto con la scritta: "FREE BLOGGER":

Invia una mail a freeblogger@beppegrillo.it con:
- Oggetto: il tuo nome
- Testo: l'indirizzo del tuo blog
- Allegato: la tua foto

Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

Articolo di "Punto Informatico".

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Per quanto in nostra conoscenza, manca ancora un pronunciamento strettamente ufficiale dell'Agenzia delle Entrate (interpello) se l'uso di qualche banner rientri nelle attività dell'impresa (ma l'orientamento è piuttosto chiaro: banner = attività lucrosa continuativa; attività lucrosa continuativa = impresa).""

Se c'è qualcosa di pericoloso in Italia sono le interpretazioni dell'Ufficio entrate.

Io per motivi di lavoro faccio sempre molti interpelli all'Ufficio entrate. Non ti dico le risposte che ricevo: pur di far cassa l'Ufficio entrate (per dovere d'ufficio lui risponde sempre in modo da par pagare il cittadino) ti dice che è impresa anche pisciare.

Ciao

Bibi ha detto...

Il progetto di decreto in sè è il sintomo che i nostri baldi governanti capisco meno di un cazzo. Io non capisco quasi nulla di internet ma ho capito in poco tempo che se prendo uno spazio web in francia o altro paese, il decreto di cui si parla se lo possono mettere in un posto alquanto spazioso situato tra la chiappa destra (Berlusconi) e la chiappa sinistra (Veltroni) che in sostanza si chiama culo. Si tratta di sbattersi un pò di più ma il pericolo non lo vedo così estremo, è come cercare di spazzare il mare con una scopa. IMHO
a.y.s. Bibi
P.S. se così non fosse..vorrei che qualcuno mi spiegasse come potrebbero fermare solo i blog dall'estero e non tutti gli altri siti.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi pare che ci sia un po' di confusione.

Non ho ancora capito se, chi non ha alcun banner commerciale, rientra fra i blog colpiti dalla legge.

Secondo Beppe Grillo (che e' catastrofista piu' di me), la legge non farebbe distizioni: banner o no, tutti sono soggetti all'iscrizione burocratica.

Secondo cio' che ho letto su MC e su altri blog, parrebbe che l'assenza di banner metterebbe il blogger al sicuro.
Ma conoscendo le cose come vanno di solito in Italia ed il genere di delinquenti che occupano i seggi parlamentari, ho timore che la finalita' vera sia quella di togliere la liberta' di parola, quindi alla fine, anche chi non avra' banner, avra' problemi.

C'e' da vomitare. Con tutti i problemi SERI che ci sono in Italia, questi pensano solo a questo genere di cose.

E poi c'era chi mi chiedeva in cosa fosse milgliore lo stato magiaro rispetto a quello italico...

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Secondo Beppe Grillo (che e' catastrofista piu' di me), la legge non farebbe distizioni: banner o no, tutti sono soggetti all'iscrizione burocratica.""

La prosta di legge sul punto non è chiara ed è facile immaginare che lo sia apposta. Questo permetterà al governo di fare dei decreti legislativi dove farà tutto quello che vuole.

Comunque siamo solo alla fase referente (è una commissione parlamentare che esamina i disegni di legge) e si spera che quando questo obbrobrio arrivera in aula (Parlamento) venga bloccato. Di sicuro c'è molta confusione.

Ciao

daniela tuscano ha detto...

Chiara, è incredibile: ABBIAMO SCRITTO LO STESSO POST, CON LO STESSO TITOLO!!!

http://dimelaltra.blogspot.com/2008/11/ci-riprovano.html

L'avevo pure segnalato su MC. Restiamo in contatto, almeno fra noi.

daniela tuscano ha detto...

Ciao Chiara, è incredibile: abbiamo scritto LO STESSO POST con LO STESSO TITOLO! Leggi qui: http://dimelaltra.blogspot.com/2008/11/ci-riprovano.html

L'avevo segnalato anche su MC, restiamo in contatto almeno fra noi... l'unione fa la forza, come usa dire.

Duval ha detto...

Da questo momento in poi, e fino a quando tale proposta non sara' ritirata, tutti i commenti di coloro che non si dissocieranno saranno tacitati sul mio blog e sara' rimosso ogni link che possa condurre ad un loro eventuale spazio web.

Non so un cazzo di questa proposta di legge (se tale è) e non ho voglia nè interesse a perderci tempo; ho letto qualche riga tua e di Davide ma salto subito ad una mia conclusione.

A me personalmente l'esistenza di molti o pochi blog e blogger cambia poco e non ritengo il blog "informazione" ma "pareri personali", come i giornali e la TV, a parte i pochi DATI certi (ha vinto Obama, ha pareggiato il Milan, ...); i "pareri personali" sono rispettabilissimi ma non hanno nulla a che fare con l'informazione.

Mi piace scrivere ogni tanto sul tuo blog, ma se sparisse non mi straccerei le vesti ... non è una questione esistenziale.

Detto questo capisco le ragioni di voi blogger intese come principio universale: eliminare delle voci o anche solo renderne il canto difficoltoso per interessi politici e/o economici è una porcheria.

A me sta terribilmente sulle palle Beppe Grillo e non ho mai letto il suo blog, ma voglio che lui possa continuare a dire liberamente ciò che vuole ed io vorrei poter liberamente scrivere da qualche parte che è un grandissimo coglione.

L'unico neo di tutta questa faccenda è l'appoggio (esclusivamente interessato a fini elettorali) di Di Pietro.

Ma i principi sono principi e non possono essere calpestati solo per far rabbia ad un pecoraio viscido ed ignorante.

Pertanto sono qui a dissociarmi decisamente, come da te richiesto.

Rez ha detto...

Cara Chiara,

ultimamente non solo non scrivo sul mio spazio, ma non commento neanche gli articoli come il tuo, che sono sempre interessanti.

Il motivo?

Sono troppo impegnato a cercare di portare via baracca e burattini dalla Repubblica delle Banane.

Non è una fuga vigliacca.

Prendi un autobus e ascolta cosa dice la maggior parte delle persone.

Sono al 95% cloni delle idee di Fede al tg4 e quelli più avanti al massimo arrivano a Striscia la notizia.

Noi qui non siamo in America.

In America c'è anche molta più ignoranza.
Ma hanno l'idea che la vita debba e possa essere migliore.
Nella loro Costituzione è citato il diritto alla felicità ... (vabbè lo so anche io che è una forzatura).

Sono abituati a quella che è la palese ingiustizia di non avere una assistenza medica decente se non hai i soldi per permettertela.
Per non dire di altre cose...

Per questo gli americani sono gli americani.

Per questo hanno votato Barak.

Ma noi siamo italiani.

E siamo stati capaci di votare al massimo il peggio del peggio che la politica italiana abbia espresso dopo il Duce.

Con buona pace di tanti fascisti della prima ora (come si auto definiscono loro anche se hanno fra i 25 e i 40 anni al massimo) che ho avuto il disonore di conoscere.

Per questo credo che, oltre alla legittimità di questo tuo post, sia necessario pensare di portare via ammenicoli, famiglia e varie da un paese che si merita la rovina incontro alla quale va con un sorriso e cantando l'inno (che non è il Mameli ma faccetta nera direi in base alle notizie di cronaca...).

Buona vita Chiara.

La auguro a tutti veramente.

michail tal ha detto...

Ola Klara

che io sia schifato e incazzato non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo. Combatto da anni a favore del P2P e questa la sento come una battaglia analoga.
L'Italia ha bisogno di tutto tranne che di nuova burocrazia, perdipiu' lesiva delle libertà d'espressione.

Anche a me non è chiaro pero' se riguarda solo i blog con fini anche commerciali o no.

Stasera vado a vedermi Beppe Grillo al Forum, vediamo se ne parlerà.

Goodidea ha detto...

Sono iniziative che fanno girare le scatole (indignare, urlare, etc), ma sono leggi inapplicabili sul piano pratico. In parole povere ogni azione contro la persona fisica può essere facilmente impugnata e vinta in tribunale, in quanto l'Italia è assolutamente priva di una cultura di cumputer forensic che permette al ROC, all'Agenzia delle Entrate e alle forze dell'ordine di fornire al magistrato prove certe della sua colpevolezza. Il discorso è ampio e abbastanza tecnico, quindi non voglio annoiare la platea, solo rassicurarla.

Importante: usate piattaforme standard per i blog come wordpress.com, splinder.com, situate all'estero (usate http://www.nic.com/nic/whois/ per controllarne i dati), evitate un ISP italiano.

Naturalmente fate spesso il backup del blog. :P

Goody (before asking)

connemara ha detto...

Ciao Chiara,
visto che la notizia è stata ripresa anche da MC, avevo anch'io fatto la segnalazione sia via mail che in un commento. TENIAMO ALTA ANZI ALTISSIMA LA GUARDIA, qualcosa mi dice che questi ci vogliono imbavagliare. é vero che al momento il ddl nom sembra riguardi i blogger, ma come ha detto DAVIDE è un'attimo e questi lo stravolgono.

x DAVIDE
ciao scusami t'ho visto molto preparato sull'argomento, potresti postare un commento sul mio blog http://giudichiamolo.blogspot.com/2008/11/la-cina-non-poi-cos-lontana-ddl-ammazza.html
come quello che hai fatto qui sul fatto che il ddl è stato fatto proprio dal governo e sta per trasformarlo in legge delega??

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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