giovedì 23 ottobre 2008

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Una su seicentoventidue milioni

- Sarebbe un peccato farsi sfuggire un’opportunita’ del genere, non e' vero signorina?

Chi stava rivolgendosi a me con atteggiamento complice, era un’anziana signora, anche lei con la schedina in mano ed in fila come tutti, ad attendere il proprio turno per giocare. Avevo deciso di farlo anche io. Nonostante fossi da sempre contraria ad ogni gioco in cui fosse esclusivamente coinvolta la sorte, cento milioni di euro era una cifra che effettivamente faceva gola.

Se persino Paris Hilton era caduta in tentazione, ed aveva acquistato trecento schedine, non dovevo meravigliarmi di tutte quelle persone, in coda per tentare la fortuna, sui cui volti si potevano leggere i sogni, i desideri e le speranze, tutte quante affidate a quel piccolo rettangolo di carta che racchiudeva la combinazione vincente.

Anche se matematicamente la probabilita' di ritirare il premio era inferiore di molto a quella di essere investiti da un'auto sul marciapiede, prima o poi qualcuno sarebbe stato baciato dalla fortuna... ed allora, perche’ non tentare?

Da qualche parte avevo letto che c'era una probabilita' su seicentoventidue milioni che uscissero sei numeri diversi, scelti fra una rosa di novanta, ma fino al momento dell’estrazione tutti quanti avrebbero potuto immaginarsi vincitori.

C’e’ un momento in cui le regole matematiche non valgono; c’e’ un momento in cui, come nel paradosso del gatto di Schrödinger, la vincita e’ concreta, tangibile... vera, esattamente come lo e' la "non vincita", ma l'animo umano tende a cancellare questa seconda possibilita'. Almeno fintanto che i numeri non vengono rivelati, i sogni hanno modo di materializzarsi i desideri possono avverarsi, le speranze vengono sostituite dalle certezze... e la vita appare piu' bella. Cosa si puo’ acquistare di piu’ per pochi euro?

- Mi perdoni – chiesi sperando di aver trovato una persona gentile che forse sarebbe stata disponibile ad aiutarmi – forse lei potra’ spiegarmi come si compila la schedina.

- Benedetta signorina, vuol dirmi che non ha mai gocato al superenalotto?

- Ehm… no… sa, sono straniera – mentii – e non sono molto pratica...

- Ma e’ semplicissimo! Basta che segni con una penna i sei numeri che intende giocare. Vede? Sono gia’ stampati, lei deve solo farci un pallino sopra, ma si assicuri che siano proprio sei altrimenti la schedina non e’ valida.

- Ah… comprendo… il fatto e’ che non ho una penna con me e...

- Aspetti… – disse tirando fuori una penna biro dalla borsetta - ma la vedo alquanto impacciata, suvvia, stavolta l’aiuto io a riempirla. Che numeri desidera giocare?

- Beh, allora: 1, 2, 3, 4, 5, 6!

- E’ sicura che vuol giocare proprio questi numeri? - disse la signora sgranando gli occhi.

- Si’, perche’? Ci sono dei problemi?

- No… e’ che questi numeri non usciranno mai… e’ impossibile che escano. Sei numeri di fila non si e’ mai visto…dovrebbe essere superfortunata se le uscissero proprio questi.

- E perche’ non dovrebbero uscire? Sono sei numeri. Sono esattamente come altri. Lei che numeri gioca?

- Oh, io ho fatto un sogno sa? Me li ha dati la buonanima di mio marito, pace all'anima sua, e li gioco ormai da sempre… chissa’ che non sia la volta buona, questa.

- Quindi se giocassi sei numeri a caso, presi un po’ qua ed un po’ la’, le probabilita’ di vincita aumenterebbero?

- Non saprei. Magari sapessi quali sono i numeri che usciranno, signorina, li giocherei subito! Ma sicuramente 1, 2 3, 4, 5, 6 mi pare assai improbabile che escano, ma se lei vuole le segno quelli.

- No grazie signora, credo di aver bisogno di “studiare" il gioco ancora per un po' prima di tentare la fortuna. Le avevo confessato di non essere pratica – le dissi accomiatandomi e sorridendole – spero che perdonera’ queste mie “stranezze” dovute alla mia palese inesperienza.

Uscii dalla ricevitoria appallottolando quel rettangolino di carta mai compilato che, fino ad un attimo prima, avrebbe potuto essere il mio "biglietto" per il Paradiso. Prima di gettarlo nel cestino mi voltai ad osservare ancora una volta quei volti in cui si poteva leggere la speranza di una vita diversa.

12 commenti :

Flyingboy ha detto...

Io avevo scommesso sul giorno della fine del mondo.
Aspetta.... se' vinco,... come faccio a incassare???

Uffaaa....

Flyingboy ha detto...

gatto di Schrödinger???

e chi e'? il parente del tacchino induttivista?
http://it.wikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Ho fatto bene a non giocare, tanto i miei numeri non sarebbero usciti :-)

http://www.superenalotto3000.it/

Rez ha detto...

Mi viene in mente un passaggio di 1984 di Orwell.
Winston Smith, il protagonista, in qualità di funzionario del Ministero della Verità, afferma di sapere che fine facevano i soldi delle vincite della grande lotteria Nazionale...

Crisi economica e vincita multimilionaria nel solito sud...
No. Non sono leghista.
Ma avrei meno perplessità se invece che a Catania, la vincita fosse venuta che so a Bolzano...


O, forse, è solo una questione di statistica collegata al numero elevatissimo di combinazioni giocate in questi giorni.

Forse...

davide ha detto...

Distinta Chiara,

chi ha studiato statistica sa che giocare alle lotterie e ai super enalotti è solo buttar via soldi. L'unico gioco che ha un senso sono le scommesse sulle corse dei cavalli perchè esiste un rapporto ragionevole fra scommessa e possibilità di vincità.

Nei super enalotti l'unico che vince sempre è lo Stato che incassa montagne di soldi.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Rez: Ma avrei meno perplessità se invece che a Catania, la vincita fosse venuta che so a Bolzano...

La mia perplessita' invece e' un'altra. Chi ha mai conosciuto un vincitore o una vincitrice di una qualsiasi lotteria?
Esistera'? :-)

@ Davide: L'unico gioco che ha un senso sono le scommesse sulle corse dei cavalli perchè esiste un rapporto ragionevole fra scommessa e possibilità di vincità.

Non saprei Davide, non sono molto esperta di giochi e scommesse. In vita mia ho scommesso solo su me stessa e sulle mie capacita'. Non sempre ho vinto, ma di sicuro non ho mai perso. :-)

A-Woman A-Man ha detto...

> credo di aver bisogno di “studiare" il gioco ancora per un po' prima di tentare la fortuna


Ahahah, ROTFL
:)))

Cammillo Benso la chiamava la tassa per grulli.
Bene, passati 150 anni, cambiato nulla.

L'unico modo è di prenderla per gioco, come quel ricercatore del MIT che per trentanni giocò la stessa sequenza, ora non so se 1 2 3 4 5 6 o altra, non cambia nulla.
La giocata minima, no sistemi, nulla. Poi, per gioco, vinse qualcosa.

michail tal ha detto...

Hai fatto bene a non giocare Klara.

Sapete qual'è la probabilità stimata che la terra venga colpita da un meteorite con conseguente scomparsa della vita? (perlomeno quella umana) Circa 1/40,000
Fate voi...

Gli studiosi della teoria delle decisioni hanno piu' volte dimostrato che la maggiorparte delle persone sono avverse al rischio, nel senso che tendono a rifiutare scommesse eque in senso probabilistico (tra avere 50,000 euro sicuri o una scommessa fra 100,000 e zero al 50% d iprobabilità scegli i 50,000 sicuri).
Questo vale sempre meno al tendere a zero dell'importo a rischio, ossia minore è la spesa, sempre maggiore sarà l'irrazionalità che caratterizza il criterio di scelta.
L'esempio classico è proprio il superenalotto e tutti i giochi affini.

Se proprio devo buttare i soldi mi diverto molto di piu' al Blackjack, dove magari cerco pure di affinare un po' la memoria...:-)

Comunque mi è piaciuta la storia dell' 123456. Qualcuno potrebbe interpretarla come uno sfoggio di conoscenza statistica...per me è stata solo un tocco di eleganza...
:-)

A proposito, un commento sulla giornatina di oggi?
Benvenuti all'inferno...

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ A-Woman A-Man: Ahahah, ROTFL

Che c'e' da ridere?
Tu non studi i giochi prima? :D

@ Michail Tal: Comunque mi è piaciuta la storia dell' 123456

Credi che siano in molti ad averla capita? :D

A proposito, un commento sulla giornatina di oggi?

Ho scritto un post oggi. Non credo sia criptico per te. :D

Salazar ha detto...

Parlare di statistiche e di superenalotto mi sembra una stupidaggine: uno su centomila o uno su un fantastiliardo, alla fine quell’uno rimane e vince.
Posso essere io, puoi essere tu, o può essere quella vecchia rompiballe indisponente di mia zia Mafalda, che di certo non mi darebbe neanche mezzo euro in prestito. Tutti le stesse possibilità, anche se é una su un fantastiliardo.

Esistono i vincitori? Ne ho conosciuto uno che aveva vinto “solo” una mezza dozzina di milioni: la moglie lo ha ammazzato perché aveva intenzione di divorziare.
E allora chiedo di nuovo: esistono i vincitori?

1, 2, 3, 4, 5, 6! Sono usciti, e il tipo che ha vinto – André – ha intascato qualcosa tipo tre milioni. Li ha generosamente divisi con il sua amico Cardoso e le rispettive fidanzate.
Una storia strana. Il giorno prima avevano rapinato una banca, sparato ad un poliziotto, ed erano fuggiti dal luogo del delitto prendendo l’autobus numero 28. Quindi - nonostante la vincita - non tutto sembrava andare benissimo; ma poi alla fine é andata bene ed é finita bene.
Tutto questo é successo soltanto in un film intitolato “O Homem Que Copiava” (piccolo capolavoro), ma chi può dire se é veramente la realtà ad essere la realtà oppure c’é qualche altra cosa - realmente molto stravagante - che ci sta prendendo tutti per i fondelli.
Statisticamente, che possibilità avremmo?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Considerato cio' che sta accadendo,
credo che questo mio post debba essere riportato in evidenza. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

""Considerato cio' che sta accadendo,
credo che questo mio post debba essere riportato in evidenza.""

Speriamo che il sei non esca per un anno, così tutti giocano e sanano il debito pubblico.

Secondo me Silvio fa apposta a non far uscire i numeri vincenti, così risana il debito: magari quando il premio è di un milardo se lo pappa lui con qualche trucco (chi si fida dei controlli dei finanzieri italici è tonto).

Ciao Davide

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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