sabato 11 ottobre 2008

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Rapsodia Ungherese

Dicono fosse unica. Capelli neri come la notte e pelle chiara come la luna, cosi’ morbida e liscia al tatto da sembrare seta, seno piccolo ma perfetto, sodo e dai capezzoli impudenti, mani delicate dalle lunghe dita, e occhi che quando si accendevano illuminavano d’azzurro tutto intorno. Sapeva cio’ che del suo corpo piaceva e faceva impazzire gli uomini che incontrava. Il fondoschiena perfetto, le lunghissime gambe, dritte e ben disegnate, levigate e morbide alle carezze, le caviglie sottili, e poi i piedi, egizi, dalle dita affusolate e con le unghie sempre curate. Tatuate fra l’alluce e l’illice qualcuno giura di avervi letto le iniziali del suo vero nome, e c’e’ chi la ricorda con nostalgia e desiderio, ed ancora e’ convinto di essere stato innamorato di lei, anche se non di amore si trattava, ma solo di sesso.

Avevamo cenato nel ristorante e dopo esserci soffermati sul ponte ad osservare le luci di Esztergom, ci ritirammo in cabina. Assaporai una doccia fresca e rilassante poi, avvolta in un asciugamano, mi allungai sul letto accanto a lui facendomi cullare dal gradevole rollio della nave che scivolava sul Danubio. Saremmo giunti a Bratislava il mattino seguente, ma ancora per quella notte avrei ascoltato la musica che solo le mie orecchie potevano udire. Rapsodie lontane che giungevano da est, e che facevano affiorare i ricordi e le parti piu’ intime di me.

Non era la prima volta che lo incontravo. All’inizio erano appuntamenti brevi, consumati in una camera d’hotel, ma in seguito m’aveva chiamata sempre piu’ spesso, ogni volta per incontri di durata maggiore. Gli appuntamenti erano diventati week end, e piu’ la conoscenza e la confidenza aumentavano piu’ mi sentivo rilassata quando stavo con lui.

Mentre con la bocca cercava le mie labbra mi sussurrava parole dolcissime. Poi respiro’ la mia pelle fresca e profumata, ancora leggermente umida, accarezzandomi le gambe, lentamente e traendo piacere da quel contatto. Mi liberai dell'asciugamano offrendomi alle sue carezze e quando dalle gambe la sua mano, risalendo il mio corpo, arrivo’ al mio seno lo bloccai e, con un sorriso malizioso, gli chiesi di restare fermo accanto a me, ad osservarmi.

Anche se ero una puttana ci mettevo passione in quello che facevo. Da come rendevo quei momenti unici e speciali dipendeva il mio successo, ma anche mi intrigava farlo con chi come lui mi piaceva. A volte la membrana che separava la escort dalla donna era talmente sottile che la cosa mi spaventava, e mi affascinava allo stesso tempo. Sapevo che vivere in quel modo esasperato, a volte morboso, dipendeva solo dalla mia smania di assaporare quella strana liberta’ fatta di denaro, avventura e potere. Tutto cio’ era compenetrato in me. Oppure, quello, era semplicemente il mio destino.

Adoravo portare le situazioni al limite e condurre il gioco fino al punto di non ritorno, laddove i sensi prendono il sopravvento sulla ragione, e la annientano totalmente. E poi mi piaceva da impazzire farmi guardare. Mi misi seduta sul letto, e dal cassetto del comodino presi la boccetta dello smalto rosso.

Mentre lui mi osservava ipnotizzato iniziai a decorarmi le unghie dei piedi. Applicavo lo smalto con gesti lenti ed attenti, come se suonassi uno strumento la cui melodia si fondeva con la rapsodia che avevo nella testa. Ogni tanto sollevavo lo sguardo, e notavo la sua spudorata eccitazione.

Terminato il lavoro di decorazione controllai che il risultato fosse perfetto, poi gli chiesi di soffiare sullo smalto per farlo asciugare piu’ rapidamente e lui, come in estasi, accosto’ la bocca e inizio’ a soffiare dolcemente, unghia dopo unghia, come se soffiasse in un flauto traverso.

Mentre mi asciugava le unghie con i suoi respiri gli regalai un attimo la mia mano, solo il tempo di togliere completamente dal fodero di pelle che solo parzialmente lo ricopriva, quel clarinetto che ormai lui non riusciva piu’ a contenere, ed in quel breve istante mi parve di avvertire un brivido che gli percorse la schiena, e che quasi lo stordi’.

Era un gioco che mi piaceva. Volevo torturarlo dolcemente, ma con un pizzico di sadismo fino a fargli perdere la ragione. E solo quando lui non fosse piu’ stato in grado di controllarsi, allora, mi sarei concessa completamente come la piu’ appassionata e disinibita delle amanti.

Presi quindi il flacone dell’olio per massaggi che sempre portavo con me ed iniziai a versarmelo sulle gambe, sorridendo e godendo di quello straordinario potere che sapevo di avere. Le mie mani scorrevano e spalmavano l’olio stendendolo delicatamente. Prima le cosce, poi le ginocchia, i polpacci, le caviglie… e la pelle diventava lucida e scivolosa.

Poi mi dedicai ai piedi, ungendo prima il tallone e la pianta, poi il dorso e le dita, il cui rosso dello smalto, ricoperto di olio, appariva ancora piu’ vivo e brillante. Eccitato lui seguiva con gli occhi le lente evoluzioni delle mie mani sui miei piedi. Capivo che avrebbe voluto baciarli, leccarli, succhiando ogni dito uno ad uno, ma non poteva farlo. Almeno non fin quando quel mio gioco fosse terminato.

Scivolando mi accarezzavo la pelle che, irrorata d’olio, s’illuminava alla tenue luce della cabina. Le mie dita correvano come sui tasti di un pianoforte invisibile, e si esibivano in un lassan in Mi maggiore che diventava sempre piu’ inebriante. Anche io stavo eccitandomi. Sentivo ormai il cuore in gola che batteva al ritmo di quella rapsodia, e con la lingua mi assaggiavo di tanto in tanto le labbra diventate aride, mentre le perle del mio piacere si mischiavano all’olio all'interno delle mie cosce.

Incontro’ il mio sguardo ed in un impercettibile segno di assenso vi lesse la mia approvazione, quindi accosto’ la bocca ad un piede e, con la lingua, percorse quasi impazzito la pelle cosparsa di olio, ma giunto alla caviglia si fermo’; torno’ a dedicarsi alle dita e prese a succhiarmi l'alluce con la stessa veemenza che di solito io mettevo nel succhiare altro.

Ero liquida, colavo di piacere, gemevo e con le dita pizzicavo le corde di una viola che emetteva suoni sempre piu’ soavi. Poi lui mi si inginocchio’ di fronte, con il clarinetto che pareva pronto per essere suonato, ma furono i miei piedi che cercarono il contatto con quello strumento musicale e, posandovi sopra le dita smaltate di rosso, lo abbracciai nella mia carne. Usai i piedi, abilmente, sprofondandolo nell’abisso del godimento mentre la mia mano, fuori e dentro di me, si muoveva al ritmo della friska che a quel punto inondava la mente di entrambi.

Raggiungemmo il finale in un crescendo, contemporaneamente. Sentii il suo caldo piacere schizzarmi sui piedi, sulle caviglie, sui polpacci, ricoprirmi le dita e le unghie laccate e poi, mentre il mio corpo era ancora in preda ai singulti, sentii lui che con estrema lentezza, in un dolce massaggio, mi spalmava di quel balsamo.

La notte era lunga ed avremmo avuto il tempo per esibirci ancora in altre incantevoli rapsodie.


Quando era piccola aveva tanti sogni e ne parlava a Nagyanya, soprattutto nelle fredde notti d'inverno quando, guardando in quegli occhi cosi’ simili ai suoi, seduta vicino al suo letto, avrebbe voluto regalarle un castello principesco immerso nel verde della sua terra. Sogni di bambina… sogni di zingara fuggita da tutto e da tutti, lanciando una sfida a se stessa, agli altri, alle convenzioni, alle ipocrisie, nella ricerca affannosa di un luogo ove potesse essere capita, amata, ma piu' di ogni altra cosa protetta. La vita l'aveva educata a diventare forte, e col tempo aveva usato quelle armi che, senza saperlo, da sempre possedeva. Armi usate per proteggersi ma anche per realizzare quei suoi antichi sogni di bambina.


17 commenti :

lucenera ha detto...

perchè quando siamo bambine abbiamo sogni che riguardano l'età adulta, e quando siamo adulte non abbiamo sogni che riguardano l'età senile? Non è possibile sognare di noi stesse senza pelle vellutata o capelli neri?
Soffriamo che gli altri ci considerino oggetti perchè riteniamo di non esserlo o perchè spetta a noi, solo a noi, stabilire il come e quando?
So già che leggerò la tua risposta precisa, ribadita, senza ombra di dubbio alcuno.
Buona giornata carissima, la cosa bella è restare bambini nella mente mentre il nostro corpo invecchia, ma ho capito che nessuno lo desidera così tanto, chi asciugherebbe lo smalto ad una vecchia coi piedi raggrinziti dal tempo che gioca a fare la bambina seduttiva tra soffici lenzuola?

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

molto bello. Mentre la prima parte infonde gioia di vivere, l'ultima parte -Nagyanya- infonde una strana malinconia.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

perchè quando siamo bambine abbiamo sogni che riguardano l'età adulta, e quando siamo adulte non abbiamo sogni che riguardano l'età senile? Non è possibile sognare di noi stesse senza pelle vellutata o capelli neri?

Perche' l'acqua del fiume scorre in un verso, perche' quelli che i bambini chiamano "sogni", per i vecchi sono i "ricordi", ed i ricordi si portano via i sogni.

Questo e' cio' che mi ha insegnato Nagyanya.

Non potrei darti altra risposta che questa, sincera.

lord brummel ha detto...

se non sei più bambina e sei costretta a soppiantare i sogni con i ricordi, vuol dire che non hai realizzato nulla di meglio nel frattempo. mi sembra una visone pessimistica e legata al fato della vita. a livello fenomenico è un ragionamento senza capo nè coda se si allega la rpiam parte spensierata e con tanta gioia di vivere. La vita non ha senso ma non per questo bisogna tirarsi giù ricorrendo ai mezzucci dei sogni infranti.

ps ho dato uno sguardo in generale al sito e non ho capito francamente se sia tu a scrivere i racconti realmente accaduti o sono solo trasposizioni del tuo essere.. Se non mi rispondi perchè dai per scontata la risposta ti capis o ugualmente

lucenera ha detto...

Quando ricordo pensa che riesco nel contempo a sognare, quindi ripenso a ciò che è stato ma aggiungendo dei particolari fantasiosi che mi piacciono tanto, come al solito la linearità non mi appartiene.
Bello il tuo racconto, quando l'ho letto mi sono messa al posto della protagonista e così ho sognato.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lord Brummel: se non sei più bambina e sei costretta a soppiantare i sogni con i ricordi, vuol dire che non hai realizzato nulla di meglio nel frattempo.

Strana asserzione. Piu' che una regola di vita mi pare un tuo pensiero, anche perche' non credo che tu abbia i mezzi per comprovare la giustezza di quanto affermi.
E dato che e' un tuo pensiero ti rispondero' con un mio pensiero: i bimbi non possono avere ricordi. I ricordi sono il prodotto delle esperienze e della vita. Ho sempre paragonato i ricordi come gli oggetti che si ripongono in soffitta: all'inizio,quando si nasce, si ha la soffitta vuota, poi col tempo questa si riempie sempre piu' di ricordi fino a riempirla del tutto.

a livello fenomenico è un ragionamento senza capo nè coda se si allega la rpiam parte spensierata e con tanta gioia di vivere.

Hai per forza bisogno di usare termini come "fenomenico"? non avevi sulla tastiera le lettere per scrivere il suo significato senza farci andare tutti a guardare sul dizionario?

http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/F/fenomenico.shtml

Sul fatto che sia "senza ne' capo ne' coda" lo ritengo, anche questo, un tuo pensiero. Il mio pensiero invece e' che tu lo ritenga tale solo perche' non lo comprendi. :-)

La vita non ha senso ma non per questo bisogna tirarsi giù ricorrendo ai mezzucci dei sogni infranti.

Incredibile... finalmente e' giunto un nuovo maestro di vita :-)
Spero che resterai con me e mi insegnerai tante cose che non so :-)

non ho capito francamente se sia tu a scrivere i racconti realmente accaduti o sono solo trasposizioni del tuo essere..

Beh... quando avro' voglia (forse) ti rispondero'. Non sono abituata a dare confidenza a chi non conosco. :-)


@ Lucenera: Bello il tuo racconto, quando l'ho letto mi sono messa al posto della protagonista e così ho sognato.

Io, invece, ho ricordato. :-)

lucenera ha detto...

alla fine mi domando, a cosa servono i ricordi e i legami col passato? Non sarà controproducente questo legaccio? I bambini non hanno passato, loro si affidano alle forze misteriose per capire e risolvere la vita.

lord brummel ha detto...

Allora ti rispondo più o meno punto su punto, dato che stamattina non ho nulla di meglio da fare :)
Certo che sono tutti miei pensieri, non si tratta di ricercare la verità assoluta, perchè, lasciando stare il fatto che secondo me non esiste, tra persone mature si possono esprimere dei pensieri più o meno personali, più o meno giusti. Sono d'accordo con te che iu bambini ovviamente non possono avere ricordi, ma da "adulti" non è necessario improntare la vita basandosi sui ricordi in continuazione.

Pensavo che fenomenico sarebbe stato comprensibile a tutti :)

Per fortuna di tutti non sono nè mi reputo un maestro di vita, anche perchè altrimenti finiremmo tutti morti entro i 30 anni preda di qualche vizio.

Nota che alla fine ti ho detto che se volevi m ipotevi rispondere, non era un imposizione coatta.

Ad ogni modo mi sembra un blog interessante, scrivi molto bene e te lo dice uno che scrive di cazzate da ormai da troppo tempo.

michail tal ha detto...

Carina la foto Klara

io soffro di nostalgia per i ricordi da quando ho 20 anni... forse per questo mi piace cosi tanto c'era una volta in america... :-) ma non per questo mi mancano i progetti per il futuro


quanto a

"chi asciugherebbe lo smalto ad una vecchia coi piedi raggrinziti dal tempo che gioca a fare la bambina seduttiva tra soffici lenzuola?"

sono certo che ne troverai di persone dipsoste a farlo, e anche amorevolmente, da vecchia. Certo se il problema è averli con la bava alla bocca smaniosi, allora potrebbe essere un problema, ma non credo sia il tuo caso no? :-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lord Brummel: Pensavo che fenomenico sarebbe stato comprensibile a tutti

Mi fai molto meno ignorante di quanto in realta' io sia :-)

@ Michail Tal: Carina la foto Klara

E' una cosa del post che ha effettivamente colpito. Ho visto dagli accessi che molti lettori sono andati a guardarla in grande e cio' non avviene per ogni foto che pubblico, e mi chiedo il perche'. Tu forse conosci il motivo? :-)

sono certo che ne troverai di persone dipsoste a farlo

Ti riferivi a me o a chi ha scritto la frase?

michail tal ha detto...

beh non c'è bisogno di ingrandirla dai :-) mi piaceva il gioco di fuochi...

"Ti riferivi a me o a chi ha scritto la frase?"

Nello specifico a chi aveva scritto la frase. Ma è una considerazione generale, e tra l'altro avevo già scritto qualcosa di simile anche se in un contesto diverso proprio in risposta a un post di Lucenera.
Questo timore di nono essere piu' desiderate lo posso capire ma lo trovo limitativo.
Se si è gratificati esclusivamente dall'esercizio del potere seduttivo, allora il timore è fondato, ma il problema vero allora non è quello, ma cercare di riempire la propria vita relazionale con qualcosa di piu' bello di un mero esercizio di potere...
Quanto a te Klara, da quello che dici ho compreso da tempo che tu non rientri, o non rientri piu', in quella fattispecie.

(mi sono reso conto solo poco tempo fa della natura ossimorica della parola lucenera, pensa te che sbadato :-) a volte mi faccio
distrarre dal suono perdendo il significato)

gatsby ha detto...

@Chiara
Un giorno, volendo celebrare quella che io ritengo sia (forse) la migliore escort d'Italia, scrissi a proposito dell'olio: "Prendete una donna con un corpo fantastico.
Versatele un quarto di bottiglietta d'olio e vi accorgerete di non capire piu' niente".
Le donne piu' smaliziate sono abituate ad usare l'olio per amplificare il loro potere seduttivo.
Non dico che gli uomini siano refrattari, ma so per certo che non hanno spesso il coraggio di chiederne l'uso.
E fanno molto male.
Non sanno che cosa si perdono.
Per contro, grazie al frequente uso dell'olio, ho capito che non avrei mai potuto intraprendere il mestiere di massaggiatore.
Mi avrebbero ben presto cacciato dall'ordine :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""i bimbi non possono avere ricordi. I ricordi sono il prodotto delle esperienze e della vita.""

OT. Non c'entra niente con il post, ma in realtà anche i bambini hanno i ricordi. Un tempo avevo letto un articolo che sosteneva che i bimbi più piccoli potevano avere addirittura ricordi pre natali. I bambini hanno cervello che apprende più rapidamente di un adulto e in proprozione riescono ad assorbire più ricordi di un adulto. Se poi da grandi non ricordiamo quasi niente dei primissimi anni di vita, è dovuto al fatto che da bambini vediamo tantissime cose ma le interpretiamo in modo irrazionale: solo dopo il terzo anno di età (varia da bambino a bambino) si comincia a fare dei collegamenti logici tra i fatti.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michail Tal: Se si è gratificati esclusivamente dall'esercizio del potere seduttivo, allora il timore è fondato

Si puo' esserne gratificate non esclusivamente ma solo "parzialmente". Cio' non toglie che si possa soffrire ugualmente. Soprattutto se si sa di aver avuto un certo potere e di averlo esercitato grazie al proprio aspetto.
Ovviamente maturita' significa anche accettare il fatto che ogni fase della vita va vissuta con regole diverse dalle altre. Cresce l'interesse per aspetti nuovi ed inaspettati, e al contempo diminuisce per quelli che ritenevamo importanti. Per questo motivo non mi spaventa la vecchiaia... pero' un po' mi dispiace. Fa sempre male quando si e' costrette a traslocare da una casa ove si viveva bene e nella quale lasciamo alcuni dei nostri ricordi piu' belli.

Quando invece ci si rifugia solo nel corpo come unico tempio di noi stesse, quando non concepiamo altro tipo d'esistenza se non quella in cui e' solo il nostro corpo che esprime la nostra personalita', allora hai ragione. Si crede di essere fortunate ed invece si e' dannate, perche' prima o poi, bene o male, il tempio e' destinato a deteriorarsi. E se l'anima non ha altri luoghi ove trasmigrare la vita puo' diventare un inferno.


@ Gatsby: quella che io ritengo sia (forse) la migliore escort d'Italia,

Sarei curiosa di chiederti "chi?" ma tanto so che non lo diresti mai. :-)
Pero' questa tua certezza mi stupisce. Le hai forse conosciute tutte per affermarlo?

Le donne piu' smaliziate sono abituate ad usare l'olio per amplificare il loro potere seduttivo.

Davvero?
Ne hai conosciute molte che "normalmente" lo fanno per abitudine? :-)
L'olio ha un pregio quello di esaltare le forme quando sono compatte e ben disegnate, ma ha anche il difetto di esaltarne i difetti e, ahime', la normalita' non e' quella delle immagini "da copertina" alle quali, forse, ti sei artificiosamente abituato. :-)

Per quanto riguarda l'olio, se tu hai frequentato certe ragazze dell'est, tu saprai che quasi tutte ne hanno una boccetta con loro. E' il primo segreto erotico che s'impara frequentando i bordelli di Calcutta.
Ovviamente, ripeto, ci vuole anche tanto fitness per non apparire come dei polli pronti per essere fritti e, soprattutto, assenza completa di peli. :-D

michail tal ha detto...

"Si puo' esserne gratificate non esclusivamente ma solo "parzialmente". Cio' non toglie che si possa soffrire ugualmente. Soprattutto se si sa di aver avuto un certo potere e di averlo esercitato grazie al proprio aspetto"

hai ragione in effetti, alla fine parlo io che dedico una bella quantità di tempo alla forma fisica...

quanto all'olio, consentitemi giusto una nota a margine, cosi' per cazzeggiare: io lo trovo aberrante, su me o lei in generale, la sola idea mi fa ribrezzo, ma de gustibus... :-)

buona giornata

lucenera ha detto...

@ lord brummel
caspitina ma ti sei fatto indolcire in un solo post!! E io che speravo tu fossi uno tosto...bah....

gatsby ha detto...

@Chiara
Scusa se rispondo un po' in ritardo.
No, naturalmente non le ho conosciute tutte..
E infatti non c'era categoricità nel mio thread.
Il titole è "Genio e follia della (FORSE) migliore escort d'Italia.
Il "forse" dimostra che non sono cosi' sicuro :-)
Siamo tutti un po' narcisi qui dentro, chi più chi meno.
Non lo ritengo un difetto, e credo neppure tu.. :-)
Credo che sia un bel pezzo e ritengo di non aver mai scritto niente di meglio su quello che tu chiami ( temo a ragione)immondezzaio.
Mi piacerebbe che tu lo leggessi.
Ti accorgeresti che il titolo era solo un pretesto per raccontare qualcosa d'altro.
Mi arrivarono parecchi messaggi privati a commentarlo.
Uno, di una fantomatica Morgana_Avalon,peraltro molto gentile nei miei confronti, mi aveva quasi fatto pensare che potevi essere tu in incognito.
Il carattere e la personalità mi sembravano simili..

Una piccola nota sulla mia "artificiosa abitudine".
Hai ragione.
Quando ti abitui troppo bene rischi di perdere il contatto con la realtà.
Mi piace pensarla come Barry Gifford, famoso scrittore americano e marito di Jessica Lange, di cui un giorno lessi la frase: "Ho visto tutte le tette finte, i culi rifatti, gli zigomi rialzati e i denti incapsulati...e adesso me ne torno dalla mia donna naturale".
Che peraltro è, oggettivamente, molto bella.
A volte - guardandola - mi chiedo se mi merito tutto questo..

Ultima nota su un osservazione fatta in un tuo altro post.
Riguardava il cosiddetto menefreghismo della gente.
Come sai, negli ultimi anni, la cronaca italica è ricca di episodi drammatici che denotano la perdita quasi totale di sensibilità.
Ci sono stati casi di morti sulla spiaggia, con la gente che continuava tranquillamente a prendere il sole sul lettino a pochi metri di distanza.
Come se nulla fosse accaduto.
Ci sono casi di donne molestate per strada con la gente che fa finta di non vedere.
Per quanto io sia giovane, è un mondo, questo, che non riconosco più.
Perchè sono al tempo stesso sufficientemente vecchio per poter dire di aver visto parte di quello che S.Zweig chiamerebbe oggi "Il mondo di ieri".
E le differenze sono piuttosto evidenti.
A volte, mi sebra quasi un delitto sorridere in mezzo alla gente.
E' una cosa che non ti puoi quasi piu' permettere.
Ti viene quasi rimproverato.
Tutto questo è molto triste.
Buona serata

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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