domenica 12 ottobre 2008

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Perche' i salmoni risalgono il fiume?

Osserva la natura…ne trarrai insegnamenti che niente e nessuno ti potranno mai dare, Tündér, ne’ i grandi maestri di vita, ne’ alcun libro importante, perche’ siamo ospiti qui, e lo siamo solo per il tempo che ci sara' consentito di restare. Dobbiamo rispettare le regole. E' comunque il destino degli zingari di togliere il campo e partire e bene o male, prima o poi, ce ne andremo tutti.”

Eri vecchia, Nagyanya, quando te ne sei andata. Credo di non aver ricordo di te se non con i capelli argentati, la pelle avvizzita, gli occhi stanchi. Ma in paese c’e’ ancora chi ti ricorda giovane: una tua vecchia amica sopravvissuta alle vicissitudini ed anche un antico spasimante, che riescono ancora a riconoscermi e che, quando m’incontrano, giurano che sono il tuo ritratto di quando avevi la mia eta’. Forse e' per questo che, quando sono a casa, mi ostino ad assomigliarti il piu’ possibile; il mio abbigliamento, il modo in cui mi pettino ed un po' tutto s’ispirano a te.

Forse sara’ perche’ ti ho voluto un bene immenso, forse sara’ perche’ cio’ che ho fatto nella vita l’ho fatto anche per te, forse sara’ perche' mi mancano le tue mani ad accarezzarmi i capelli, forse sara' perche' sei sempre nei miei pensieri, ma le parole che dicevi mi risuonano dentro come una musica eterna, ed assumono il significato della saggezza.

Magari saggezza non era, magari si trattava solo di farneticazioni di una vecchia zingara ignorante che parlava dissennatamente, magari tutte le convinzioni che ho sono errate, magari dovrei rivederle, modificarle, magari dovrei affidarmi a qualcuno, a uno bravo, un maestro di vita che mi faccia leggere tanti libri e che si curi di me smontando pezzo per pezzo tutte quante la mie convinzioni, che ne frantumi i cocci e li macini finemente fino a ridurli in poltiglia impalpabile, e poi la getti nel fiume, lasciandomi con niente in cui credere, niente da ricordare. Un foglio bianco su cui scrivere una nuova storia, piena di nuovi sogni, e di nuovi dubbi.

Forse dovrei. Ma non posso. Non voglio. Quando partii ero piena di dubbi e di sogni; ho percorso sentieri tortuosi, ardui, anche pericolosi per giungere ad avere delle certezze, per giungere ad avere dei ricordi, per giungere a cio’ che sono ora. Questa e’ la mia vita, non puo' essere altro che questa e non mi va di ricominciare. Non ho la forza ne’ la pazienza per affrontare di nuovo il cammino.

“Il fiume scorre in una sola direzione”, ripetevi, “dalla sorgente porta sempre al mare.” E’ come la vita, e mentre tu arrivavi al mare, io scaturivo dalla sorgente. E adesso? Adesso in quale punto del fiume mi trovo? Dicevi che non era possibile saperlo “perche’ non tutti i fiumi hanno la stessa lunghezza.”

Avevo anche io i miei sogni, sai? Ma adesso, a poco a poco, svaniscono, vengono divorati dai ricordi. Non e’ giusto Nagyanya. Non e’ giusto. Tutti dovremmo avere qualche sogno che ci aiuti a sopravvivere, perche’ quando i sogni saranno del tutto scomparsi, e a restarci saranno solo i ricordi, allora significhera’ che anche il viaggio sara’ giunto ormai alla fine.

Pero', ancora, riesco a sognare. Riesco ancora a farlo ma sento che non sara’ per molto. Presto anche io avro’ i capelli che diventeranno d’argento. Gia’ ho dovuto strapparmi un lungo capello che non era piu’ nero, Nagyanya. Che significa? Dimmelo tu.

Forse anche io, presto, avro’ la pelle avvizzita e gli occhi stanchi, e forse anche io raccontero’ fiabe ai bambini, e di come l’acqua scorra sempre in un unico senso. Ma l’acqua e’ eterna, Nagyanya, noi no. Lo hai detto tu: siamo solo ospiti, temporaneamente, qui, e presto ce ne andremo. L’acqua restera’ ma noi non ci saremo piu'.

Forse un giorno, fra moltissimi anni chissa’, qualcuno passeggiando per il paese incontrera’ una ragazza bruna con gli occhi di cielo e dira’: “Sei il suo ritratto!” Questo e’ il sogno che ancora mi resta, Nagyanya. Non piu’ sogni di castelli principeschi immersi nel verde delle nostre colline, non piu' sogni di principi azzurri che vengono a destarmi, non piu' sogni di brutti anatroccoli che si trasformano in cigni, non piu' sogni di lupi cattivi, orchi, fate, streghe.

Tu per prima mi hai chiamata Tündér… Tundi… la fatina. Come posso dimenticarlo? E’ un ricordo questo, non un sogno. Come sono ricordi le cose che ho vissuto. La vita intera fino ad un attimo prima del presente e’ un ricordo. Non si puo’ sfuggire ai ricordi, essi ci inseguono e non esiste sogno nel quale rifugiarsi.

Cosa potrei dire alle mie sorelle che vivono nella citta invisibile? Che devono sognare e che devono dimenticare? E’ possibile farlo Nagyanya? Dimmelo tu. Come potra’ Dorina perdere il ricordo di chi le ha spezzato il braccio perche’ rifiutava di prostituirsi? Come potra’ Mariska perdonare suo fratello che l’ha violentata? Come potra’ Viola scordare di essere stata scacciata dalla famiglia perche' ha voluto tenere il suo bambino? Come potra’ Karolin dimenticare l’indigenza in cui l'ha abbandonata il padre di sua figlia? Cosa vado a raccontare a Dorina, a Mariska, a Viola, a Karolin? Che devono ascoltare le parole imbonitrici di chi nuovamente si propone con la fatidica frase “Io non sono come gli altri”? Cosa posso dir loro? Che si deve dimenticare? Che si deve sognare? E soprattutto, come si puo' dimenticare e perdonare cio’ che hanno fatto a te, Nagyanya?

Ero fuggita anche per questo. Volevo giungere al mare ma non volevo seguire il flusso lento della corrente. Volevo arrivare dove eri arrivata tu, e volevo farlo in fretta. Volevo soffrire in fretta. Volevo capire in fretta. E adesso forse ho capito. Mi sono conquistata le certezze sul campo di battaglia, forse. Nella lunga ed estenuante guerra contro i dubbi sono riuscita a vincere, credo. Ma c’e’ sempre qualcuno che ancora dice che dovrei ritrovare i miei sogni, scordare, perdonare, ricominciare da capo.

Ma la vita non e’ una trappola che non lascia scampo, non e’ qualcosa d’immutabile, non e’ una prigione. Abbiamo un’unica cosa che ci appartiene veramente: la liberta' di decidere. E chi e’ che stabilisce che i sogni sono piu’ importanti dei ricordi? Chi e’ che determina che i dubbi sono piu’ necessari delle certezze? Chi indica le priorita’? Dimmelo tu.

Nagyanya, dei sogni e dei dubbi non m’importa piu'. Ne posso fare a meno. Non ho combattuto perche’ adesso ci sia chi, con un soffio, fa crollare il mio castello. Sono i miei ricordi e le mie certezze che fanno da cemento e che lo tengono su, e piu’ il cemento e’ forte, piu’ posso dedicarmi a quello che ha dato un senso alla mia vita.

Ricordi cio’ che dicevi? “I salmoni risalgono il fiume per tornare nel luogo dove sono nati, ed una volta giunti si riproducono e muoiono… non avrebbero bisogno di sprecare tante energie, pero' lo fanno. Sono dei ribelli che non accettano di rispettare le regole, oppure sono dei curiosi alla ricerca delle loro origini?"

Eccomi qui Nagyanya. Credo di essere giunta al mare e adesso sto risalendo la corrente. Come i salmoni, faticosamente, cerco di ritrovare le mie origini. So che quando giungero’ alla fine del viaggio potro’ andarmene in pace. Tu lo sai che sono sempre stata una ribelle, ed anche curiosa, e ora credo di aver trovato finalmente la risposta alla tua domanda: i salmoni risalgono il fiume perche' vogliono scegliere dove poter morire.

39 commenti :

Antonio ha detto...

sono qui ! sono qui !

Jakala ha detto...

"Cosa vado a raccontare a Dorina, a Mariska, a Viola, a Karolin? Che devono ascoltare le parole imbonitrici di chi nuovamente si propone con la fatidica frase “Io non sono come gli altri”?" (Chiara)

Parole tristi, a cui è difficile dare una risposta.
Secondo me si può perdonare, ma non dimenticare...

Jak

Accattone ha detto...

E' un racconto toccante, scorgo tratti autobiografici forti e chiari, anche contemporanei.
I salmoni e il fiume scorrono come in alcune poesie di Carver. "Blu oltremare", ne consiglio la lettura.


Complimenti :)

Rez ha detto...

Chiara hai un modo così dolce e poetico di esprimere le cose.

Non so dove si vada o perché si vada da qualche parte nella vita.

Quello che so è che è importante non rimanere fermi.

Non vi è nulla di uguale al passato nella vita.

L'illusione che tutto sia fermo è, appunto, solo un illusione.

Credo che l'unica cosa che conti veramente sia tenere fermo il timone dell'esistenza.
Poco importa se non hai una direzione precisa dove andare.
Tanto spesso la vita decide per noi.

Grazie per come hai scritto quello che hai scritto.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Jakala: Secondo me si può perdonare, ma non dimenticare...

Si puo' ma non e' obbligatorio. Abbiamo il potere di decidere, e non sempre la magnanimita' e' la cosa piu' giusta.

@ Accattone: E' un racconto toccante, scorgo tratti autobiografici forti e chiari, anche contemporanei.

Non ci vuole molto per intuirlo. A volte mi capita di togliermi gli occhiali da sole e di mostrare i miei occhi.

@ Rez: Chiara hai un modo così dolce e poetico di esprimere le cose.

No Rez, Sei solo tu che lo interpreti come tale. Scrivo cio' che sento, nel momento in cui lo sento e nel modo in cui lo sento, ma non sono una poetessa. Solo una cronista.

gatsby ha detto...

@Chiara
Intorno ai sogni, al ricordo, all'età della vita, all'istinto di morte.

I sogni sono importanti, certo..
Soprattutto se tengono viva una speranza.
Non è detto pero' che la realizzazione di un sogno sia decisivo nel giudicare più o meno favorevolmente il vissuto di un uomo e una donna.
Per un sogno bisogna lottare, e anche quando questo non si realizza ci si accorge che vi puo' pure essere una certa dignità nella sconfitta.

I ricordi sono parte di noi.
Possiamo tranquillamente asserire che tutto cio' che siamo è il frutto della nostra esperienza.
Per questo motivo non posso condividere il sapore malinconico della frase "quando non resteranno che i ricordi".
Fortunmatamente è un racconto, mi sembra di capire, non il tuo pensiero.
Ho scritto un thread sul tema del ricordo alcuni mesi fa, citando "2046" di Wong Kar Wai, che non è solo un capolavoro di manierismo, rappresenta quasi una trota che risale la corrente del flusso dei ricordi.

Non bisogna mai avere paura di invecchiare.
Chi ne prova paura è in fondo un incompiuto.
Anche se ne posso comprendere le ragioni emotive.
Siamo umani, in fondo.

I salmoni scelgono dove andare a morire?
Anche i gatti..
Ne avevo salvata una da morte sicura.
Uno scheletro grigio dagli occhi gialli.
Ma aveva qualcosa di nobile, e col tempo seppe farsi rispettare.
Otto anni dopo si ammalo'.
Sapevo da tempo che stava male.
Un giorno, semplicemente, spari' e non torno' mai piu'.
Ma io sapevo, nel cuore, che era andata a morire dove nesuno potesse vederla.
Era venuta la sera prima a farmi le fusa, e non accadeva da parecchio tempo..
Bella cosa i ricordi..
Bel racconto Chiara.
Non sono sorpreso ;)

Flyingboy ha detto...

A che serve provare emozioni se non si ricordano? Se non si ricordano erano emozioni vere?
A che serve non sognare? Se non si sogna si proveranno mai le emozioni forti?

Dal mio punto di vista, vivere vuole dire provare emozioni, forti e intensi, in ogni caso e ogni situazione. Sognare e una emozione gia' per se’. Vivere non vuole dire esistere. Ereditiamo dai nostri antenati e regaliamo ai nostri successori. La immortalita'’ del animo sta’ nei entrambi, nel ricordare e nel sognare. Non e’ da tutti, solo I piu' coraggiosi nel animo sposano felicemente entrambi.

E tutto questo nel stesso momento, ogni momento, questo.

Se' non ricordiamo, posiamo veramente comprendere?
Se non sogniamo, posiamo veramente evolvere?
Se ci priviamo dei entrambi, esistiamo?

Splendido post Chiara.

lord brummel ha detto...

non scrivo nulla di inerente al post perchè trovo ci sia molto di cui parlare riguardo alle tematiche affrontate e tentare di comporre brevememtne a parole i sentimenti, le emozioni e i pensieri infiniti che certi fatti della vita ci propongono penso sia lapalissianamente ingiusto.
comunque ho dato un altro sguardo approfondito al sito e devo dire che mi paice sempre più, anche se per fortuna (per me o per te) non la pensiamo in maniera simile. non rimpiango il momento in cui ho seguito un link su un sito (dove hai preso un articolo) che gestisco approdando ad un tuo articolo di qualche giorno fa.
davvero complimenti.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""No Rez, Sei solo tu che lo interpreti come tale. Scrivo cio' che sento, nel momento in cui lo sento e nel modo in cui lo sento, ma non sono una poetessa. Solo una cronista.""

Condivido quanto ha detto l'amico Rez, che hai un bel modo poetico di esprimere le cose.

Ti confesso che mentre leggevo il tuo racconto ho provato un senso di malinconia e non ho potuto fare a meno di pormi la domanda se vivo veramente e pienamente la vita.

Provo sempre piacere quando parli di tua nonna: se anche fosse stata ignorante non avrebbe voluto dire molto, perchè ho trovato persone intelligenti anche se avevano potuto studiare.

Ciao

Accattone ha detto...

Tutto lo scrivere è autobiografico, un racchiudere influssi esterni e modellati in un pugno di lettere come propri offerti aggli altri. Io non so se i tuoi racconti sono tutti autobiografici, molti erano interessanti per via dell'insolito contenuto, ma freddi, quasi distaccati.

Questo no, crea empatia , partecipazione, interesse, Non solo curiosità .
E' un ripensamento, una debolezza, una fatica, uno struggente attardarsi in una inquietudine vissuta. La verità non c'entra, ogni racconto è una verità, il suo inizio e la sua fine contengono una sempre una vita autonoma, ma questo contiene qualcosa di piu': la voglia di trasmettere qualcosa che è tuo, qualcosa che sai solo tu e forse, questo non so, vorresti fortemente si capisse o apprendesse, mentre prima, per cosi' dire era solo informazione. C'è un sussurro universale.
Questo racconto non è fuffa, ne preponderante autocompiacimento e non vi scorgo alcuna debolezza interiore.
Ne sono convinto.

Se mai vorrai fare un libro, come mi pareva di aver inteso non rammento dove, questo post sarebbe l'incipit ideale per altri, una introduzione chiarificatrice degli altri (oops il bisticcio mi è proprio scappato)

ariciao, indomita tzigana

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: e non ho potuto fare a meno di pormi la domanda se vivo veramente e pienamente la vita.

Non sono una maestra di vita Davide, e non mi piace giocare all "mamma" come tu spesso tendi a "sfottere", ma posso dirti sinceramente e seriamente cio' che puo' riguardare me. Tu fanne l'uso che desideri.
Quando si cessa di scegliere fra cio' che puzza di meno e si apre la finestra sul mondo, quello vero e non quello che ci siamo costruite dentro, e si cambia l'aria, si fa uscire ogni puzza dalla nostra vita e si inizia a guardare gli altri non piu' come clienti, come "antagonisti", come fonte di reddito, e se rifiutiamo la filosofia del "homo homini lupus", del "mors tua vita mea", del "il fine giustifica i mezzi", si scovano in mezzo alla folta foresta nella quale ci aggiriamo, spesso senza sapere dove andiamo, dei sentieri dei quali non avremmo mai immaginato l'esistenza.
Vivere per me significa "condividere". Piu' condivido piu' vivo.
Ora, non vorrei che queste mie parole fossero fraintese. Non ho perso il senno. Il denaro e' ancora importante in questa societa', ma non si deve esserne schiavi/e fino al punto di non guardare piu' chi, intorno a noi, ha bisogno e cade giu' stremato.
Vivendo in certe grandi citta' abitate da tante "belle persone", buone, sensibili, intelligenti, colte, benestanti ho assistito a fatti che mi hanno schifata: gente sdraiata per terra alla quale nessuno prestava aiuto. C'era chi distoglieva lo sguardo e faceva finta di non vedere. C'era chi continuava a camminare come se niente fosse. Addirittura c'era chi, continuando a parlare al telefonino di cazzate, le scansava come fossero state degli escrementi di cane sul marciapiede.
Questo e' il modello che ci propone il "progresso" e l'insegnamento di qualcuno? Vuoi vivere questo? Vuoi essere il piu' ricco di questo cimitero esistenziale?
Io no!

@ Accattone: molti erano interessanti per via dell'insolito contenuto, ma freddi, quasi distaccati.
Questo no, crea empatia , partecipazione, interesse, Non solo curiosità .


Esistono varie fasi nella vita. I racconti non seguono un rigoroso ordine cronologico. Ho sempre cercato di trarre il meglio da ogni fase che ho vissuto. Ho sempre cercato di essere la migliore in tutto... questo fino a poco tempo fa, quando ho capito che vale piu' la vita di un bambino di quanti soldi possa accumulare una escort d'alto bordo.
A volte mi prende il dubbio di essere stata una stupida, ma poi penso a chi adesso mi vuole bene per cio' che sono, e i dubbi scompaiono.
Grazie dei complimenti. Da chi scrive come te sono sempre ben accetti. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Non sono una maestra di vita Davide, e non mi piace giocare all "mamma" come tu spesso tendi a "sfottere", ma posso dirti sinceramente e seriamente cio' che puo' riguardare me. Tu fanne l'uso che desideri.""

Guarda che non ho mai voluto "sfottere", solo che a volte tendo a fare, involontariamente, il bambinone.

Ciao

Rez ha detto...

@Chiara: No Rez, Sei solo tu che lo interpreti come tale. Scrivo cio' che sento, nel momento in cui lo sento e nel modo in cui lo sento, ma non sono una poetessa. Solo una cronista.

Punto di vista interessante; quello che senti è, per così dire la *notizia*.

Secondo me però il modo in cui senti le cose è le riporti con la parola scritta va ben oltre la mera cronaca...

Antonio ha detto...

"Sapevo da tempo che stava male.
Un giorno, semplicemente, spari' e non torno' mai piu'.
Ma io sapevo, nel cuore, che era andata a morire dove nesuno potesse vederla."
Che piacere vedere che in questo mondo esistono persone con una tale sensibilità !.
Quando io racconto queste cose a gente che non mi conosce...mi guardano come se fossi un matto... !!
Io mi rattristo quando vedo lo stupore e l'indifferenza della gente di fronte a certe situazioni.
Meno male che siamo almeno in 2 !!

Jakala ha detto...

"Si puo' ma non e' obbligatorio. Abbiamo il potere di decidere, e non sempre la magnanimita' e' la cosa piu' giusta."(Chiara)

Ovviamente parlavo di come mi comporto io, pur non volendo paragonare le mie vicende a quelle che descrivi. E come tali non è detto che sia la soluzione migliore, ma credo che il fidarsi degli altri ci conduca molte volte a fregature, ma ci permetta a volte di trovare quello che cerchiamo.

Chi è stato scottato avrà sempre paura del fuoco, ma se vuole "cucinare" dovrà imparare a convivere con le sue cautele e paure.

Scusa il modo un po' arzigogolato con cui scrivo.

Jak

Carlo Fronteddu ha detto...

Ciao Chiara, come stai?
Ho appena letto, questo racconto(?), Nagyanya era tua nonna? Davvero un bel nome. Mi piace come metti insieme le parole. Mi hai ricordato una mia prozia a cui sono molto legato. Ti ringrazio

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gatsby: I salmoni scelgono dove andare a morire?
Anche i gatti..
Ne avevo salvata una da morte sicura.
Uno scheletro grigio dagli occhi gialli.


A casa mia, in campagna, ci sono sempre stati molti gatti, ed anche io una volta ne avevo uno, nero; un bel maschietto con gli occhi gialli al quale ero affezionata. Anche lui un giorno e' scomparso e non e' piu' tornato, ma i gatti non "scelgono" dove morire, non passano la loro vita spendendo tutte le energie nella ricerca le proprie radici come i salmoni. Semplicemente si nascondono. I gatti sono troppo "umani" e ci assomigliano, e dipendono troppo dagli altri, come noi, per avere libera scelta.

@ Rez: il modo in cui senti le cose è le riporti con la parola scritta va ben oltre la mera cronaca...

E' impossibile, secondo me, fare esclusivamente "cronaca". Qui e la' ci scappa sempre qualche commento che fa trasparire il pensiero di chi racconta.
Ovviamente, non avendo molto da raccontare, se non le cose accadute a me ed alle mie sorelle, alla fine divento monotona. D'altronde la mia vita e' stata monotona, grigia, ma ogni tanto c'era un bagliore, uno sprazzo di rosso che brillava.
Tutto il mio merito, se cosi' si puo' dire, e' quello di aver sempre avuto tanta memoria e di aver registrato gli avvenimenti.

@ Jakala: credo che il fidarsi degli altri ci conduca molte volte a fregature, ma ci permetta a volte di trovare quello che cerchiamo.

Dipende molto da quello che cerchiamo. Sono per natura una persona molto semplice e non pretendo molto, per cui puo' darsi che cio' che cercavo io l'abbia gia' trovato. :-)

@ Carlo Fronteddu: Nagyanya era tua nonna? Davvero un bel nome. Mi piace come metti insieme le parole.

Nagyanya non e' un nome. Significa "nonna".
Le parole, poi, si mettono insieme da sole. Io non faccio niente; le scrivo, le infilo tutte dentro un recipiente, le mescolo e poi le getto sul foglio bianco. E loro si sistemano casualmente. :-)

Jakala ha detto...

"Dipende molto da quello che cerchiamo."(Chiara)

E da che aspettative abbiamo.

Se hai trovato ciò che cercavi sono contento per te e ti invidio perché io non so cosa cercare.
Anche i salmoni sanno cosa cercare...
Prendile come riflessioni a voce alta, senza alcun senso riferito a te in particolare.

Jak

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Anche i salmoni sanno cosa cercare...

I salmoni sono animali tenaci, molto piu' di quanti che, pur appartenendo al genere umano, occupano una posizione assai inferiore a quella delle amebe. Nella loro pazzia invece, i salmoni, sono quasi poetici. E' ammirevole questa loro imperterrita "sfida alla natura, andando "contro corrente" per arrivare all'origine di quello che per loro e' "l'esistenza".

Non credi?

Carlo Fronteddu ha detto...

Significa Nonna! Sono un completo imbecille :-)
"Le parole, poi, si mettono insieme da sole. Io non faccio niente; le scrivo, le infilo tutte dentro un recipiente, le mescolo e poi le getto sul foglio bianco. E loro si sistemano casualmente."
Le sai mescolare davvero bene, complimenti ;-)

lucenera ha detto...

@ Chiara di notte
"Vivendo in certe grandi citta' abitate da tante "belle persone", buone,
sensibili, intelligenti, colte, benestanti ho assistito a fatti che mi hanno schifata: gente sdraiata per terra alla quale nessuno prestava aiuto. C'era chi distoglieva lo sguardo e faceva finta di non vedere. C'era chi continuava a camminare come se niente fosse. Addirittura c'era chi, continuando a parlare al telefonino di cazzate, le scansava come fossero state degli escrementi di cane sul marciapiede."

...........tu invece cosa fai in situazioni come queste?

Chiara di Notte - Klára ha detto...


...........tu invece cosa fai in situazioni come queste?


Quello che faresti tu, immagino. :-)

Perdonami se non riesco a non dar spazio alla mia sincerita', forse e' una mia impressione errata ma ti percepisco diversa. Qualcosa, per caso, ti sta contrariando?

In questi ultimi post non mi sembri la stessa di sempre, ed a volte temo che, come e' accaduto a me, in passato, qualcuno possa essersi impossessato del tuo account.

Spero di no. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

""Questo e' il modello che ci propone il "progresso" e l'insegnamento di qualcuno? Vuoi vivere questo? Vuoi essere il piu' ricco di questo cimitero esistenziale?
Io no!""

Certo che no. Il fatto che voto per Berlusconi non vuol dire assolutamente che accetto una societa di egoisti. Però sono realista e so che il finto buonismo della sinistra non porta niente di buono.

Alcuni giorni fa Illustre aveva chiesto quale alternativa propongono chi combatte Berlusconi: ho visto che nessuno a risposto.

So benissimo che questo governo fa pena, ma non andare a votare come avevi proposto non risolve nessun problema.

Tempo fa mi avevi chiesto cosa avevo contro l'ideale socialista. In realtà io non ho niente le social democrazie nord europee ma il PD non è mai riuscito a fare veramente questa svolta.

Quando c'è stata la svolta della Bolognina Occhetto disse che il partito comunista italiano sarebbe divenuto un partito socialista. Però in realtà sotto la pelle è rimasta l'anima comunista (demagogica e settaria), che in tutte le occasioni importanti ha soffocato l'anima socialista.

Comunque la generosità e l'egoismo non c'entrano con il voto, ma dipendono dalla dignità delle persone.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: che cavolo ci azzecca questa tua consueta tiritera "anti-comunista"?

Sei tu che hai scritto che " non hai potuto fare a meno di porti la domanda se vivi veramente e pienamente la vita."

Io ti ho dato la mia risposta ed ho anche aggiunto: "Tu fanne l'uso che desideri."

Se ogni argomento trattato diventa per te occasione di parlare di comunisti e di come tutto cio' che non sia comunista sia meglio di ogni altra cosa, ventilando fra l'altro che io possa essere comunista (e non lo sono), ti consiglio un buon terapeuta che ti liberi da questa ossessione. Perche' e' questa che non ti fa effettivamente vivere.

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,


""Se ogni argomento trattato diventa per te occasione di parlare di comunisti e di come tutto cio' che non sia comunista sia meglio di ogni altra cosa, ventilando fra l'altro che io possa essere comunista (e non lo sono), ti consiglio un buon terapeuta che ti liberi da questa ossessione. Perche' e' questa che non ti fa effettivamente vivere.""

Hai ragione, mi recherò da un buon psicanalista: tanto io non corro il pericolo di trovarmelo addosso quando sono disteso sul lettino, come è successo ad una nostra amica.

Ciao

Anonimo ha detto...

Grazie per lo scritto.
Molto coinvolgente; ogni singola parola, frase ed elemento di punteggiatura porta a pensare.

Sapere dove andare è già una bella fortuna. Io, oggi, non lo so.
Mi è chiaro quello che è in corso in me, me non dove questo mi porterà.
Mi porterà e non lo porterò.
Ha senso vivere il presente, senza aver chiaro il futuro?
Non lo so..... forse mi sono assuefatto alla puzza.
Ma sono italiano, uomo e bamboccione.
Gu

Jakala ha detto...

Non credi?

Sulla poeticità di un atto che sublima la vita e la morte concordo. Atto che gli da appunto uno scopo, sia pur scritto nei loro geni.
Per certi versi mi ricordano Davide, che lotta contro il comunismo, quando esso non esiste più o viene usato per dare un'etichetta a un paio di dittatori sudamericani o nordcoreani.

E concordo che ci sono persone che invece di vivere, si limitano a sopravvivere, come me.

Perdonami se ti annoio con le mie depressioni, se non altro a differenza di quello linkato non abuso dei puntini.

Jak

michail tal ha detto...

Da quello che scrivi si intuisce un'infanzia dura, un contesto non proprio "confortevole".
Mi piacerebbe molto conoscere la tua storia, dopo 9 mesi non so nemmeno se ci si possa considerare amici o meno...poi ci penso e mi dico :"si la privacy etc etc... tutto giusto".

Online si ravvisano se va bene delle affinità, ma non le si vive, resta un senso di insoddisfazione, almeno per me.

Il tuo stile trasfigurato costringe a immaginare, senza sapere. E' suggestivo, ma lascia sempre un senso di incompiuto, di mancanza, un legame tenue.

Io amo le storie alla Ken Loach, tu sai di Wong Kar-wai (citato pocanzi da Gatsby).

Ehi lo sai che alla Fnac c'è in offerta a 7 euro "Duellanti" del tuo amato regista? (nonche nome della mia rivista preferita di cinema) . Me lo sono accattato subito perchè non lo avevo visto!
:-)


buona giornata

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Gu: Ma sono italiano, uomo e bamboccione

Se ti dicessi che non tutti gli italiani sono come ti descrivi ci resteresti male?
L'importante, per ammorbidire i nostri "difetti", che spesso infastidiscono chi abbiamo intorno, oppure per esaltare i nostri pregi, che sempre gratificano, e' riconoscerli ed ammetterli, e non fingere di essere cio' che non siamo.

@ Jakala: E concordo che ci sono persone che invece di vivere, si limitano a sopravvivere, come me.


Peccato. Eppure ci sarebbe tanto da dare e da prendere in termini diversi da quelli ai quali ci siamo e ci hanno abituati/e.

@ Michail Tal: Il tuo stile trasfigurato costringe a immaginare, senza sapere. E' suggestivo, ma lascia sempre un senso di incompiuto, di mancanza, un legame tenue.

Sette anni fa avrei potuto operare una scelta diversa da quella che poi ho fatto. Avrei potuto prendere i soldi incassati nei lunghi anni trascorsi a Calcutta e fregarmene del mondo. Avrei potuto ritirarmi in un'isola calda a far la bella vita...
Invece ho un brutto carattere e non riesco a stare inerme di fronte a certe cose.
Lucenera mi chiedeva ieri: "E tu invece?"
Molti forse non hanno una risposta a quella domanda. Io "invece" credo di averla.

lucenera ha detto...

@ Chiara di notte
Mio Dio no, il mio account è sempre in mio possesso, scusami in effetti ho scritto malissimo, sembrava una provocazione, mi spiego meglio:
Di fronte a certe situazioni anch'io a volte giro la testa, sono in imbarazzo, non so che fare, mi vergogno di essere li, mi vergogno di avere gli occhi, non so fare nulla se non ammettere che la mia forza, tutta quella forza che ho creduto di conquistare e fare mia, in realtà non è fruibile in momenti critici, non serve praticamente a un cazzo se non a darmi un pseudo tono nella società di merda in cui vivo e che contribuisco ad alimentare vivendoci.
Sono talmente appiattita dal mio giudizio nei miei confronti che non vedo gli altri, questo volevo farti notare, cioè la tua capacità di rimanere distaccata e obiettiva in quelle situazioni e mi chiedevo il perchè.

davide ha detto...

Caro amico Jakala,

""Per certi versi mi ricordano Davide, che lotta contro il comunismo, quando esso non esiste più o viene usato per dare un'etichetta a un paio di dittatori sudamericani o nordcoreani.""

In realtà io non lotto contro il comunismo, anche se posso aver dato questa impressione.

Ho solo chiesto che chi fa certe affermazioni, ad esempio (ne faccio uno ma potrei farne tanti esempi) che noi rubiamo le ricchezze dei paesi poveri costringendoli nella miseria, porti un briciolo di prove a conferma quello che afferma.

Io chiedo solo di discutere senza nessun preconcetto, nella speranza che tutti ascoltino anche chi la pensa in modo diverso da loro

Ciao

Anonimo ha detto...

Grazie del consiglio
gu

Jakala ha detto...

@Chiara: Non ho mica detto che vado a picchiare vecchiette. Il senso del bene e del male l'ho.Io ho speso parte del mio tempo in associazioni di volontariato. Niente di cui vantarsi, ma qualcosa di buono posso sperare di averlo fatto.

Quello di cui mi lamentavo è la mancanza di stimoli, di sfide da affrontare.
Ecco perché leggo il tuo blog, trovo una scintilla di originalità, di un pensiero non omologato o comunque distante dalla mia quotidianità...lo vedi dalle domande a volte idiote che ti faccio o dal fatto che in preferenza leggo certi post.

@Davide: "Io chiedo solo di discutere senza nessun preconcetto" tutti abbiamo i nostri preconcetti o i nostri giudizi. Tu sei frutto di un sistema e tendi a difenderlo, idem fa Chiara.
Ma non volevo denigrarti, anzi in un certo senso ammiro il fatto che tu abbia uno scopo, un'ideale giusto o sbagliato che sia.

Solo mi permetto di ritenere sprecato il tempo speso a discutere con Chiara di politica.
Fosse stata più brutta il mondo avrebbe perso una escort favolosa, ma avrebbe acquistato una brava scrittrice.

Jak

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Io l'ho fatto, giuro. Non credevo di esserne capace ma l'ho fatto ed ho scoperto che non ero "cosi'" inerme di fronte al mare.
Ma la cosa piu' bella e' stata quella di scoprire che non ero sola.""

Questo ti fa molto onore. Il fatto è che i coraggiosi che vogliono cambiare il mondo sono una piccola minoranza, mentre la grande maggioranza pensa solo ai propri interessi infischiandosene di tutti gli altri.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Lucenera: Ok, tutto chiarito. :-)

@ Gu: Prego. :-)

@ Jak: Per te, invece, ua risposta piu' articolata, perche' nella tua risposta percepisco un po' di tristezza.

Quello di cui mi lamentavo è la mancanza di stimoli, di sfide da affrontare.

Strana questa frase. Guardati intorno e dimmi se mancano davvero gli stimoli oppure se non abbiamo il coraggio di vederli. Credi che non ci sia "abbastanza" da fare?
Il mondo e' sbagliato. Io lo so, tu lo sai, tutti lo sanno, anche coloro che dicono che in fondo va bene cosi'.
Invece non va bene...
Ed allora si possono prendere due strade: rassegnarsi, accettare il lerciume, accontentarsi del "meno peggio", ponendosi come uno scoglio nel mare inerme di fronte alla sua forza...

Oppure...

Guardati intorno e poi "dentro" e scoprilo.

Io l'ho fatto, giuro. Non credevo di esserne capace ma l'ho fatto ed ho scoperto che non ero "cosi'" inerme di fronte al mare.
Ma la cosa piu' bella e' stata quella di scoprire che non ero sola.

Cito dal testo di una bella canzone:

"Perchè sai non basta
scegliere di avere l'idea giusta
assumerne il linguaggio ed il comportamento
poi dormire dentro.

E il tuo dovere è di migliorarti di stare bene di realizzarti
cerca di essere il meglio che ti riesce per poi darti agli altri.

E a ognuno secondo il suo bisogno
e da ognuno a seconda della sua capacità
e anche se oggi potrà sembrare un sogno
da domani può essere la realtà"

giuseppe perani ha detto...

"Forse un giorno, fra moltissimi anni chissa’, qualcuno passeggiando per Tokaj incontrera’ una ragazza bruna con gli occhi di cielo e dira’: “Sei il suo ritratto!”

Questo e’ il sogno che ancora mi resta, Nagyanya."

O caspita!!! Allora un sogno ce l'hai ancora. Spero più di uno. E forse lei potrebbe anche riuscire a "guarirti" dalle tante cose in cui non credi. Perlomeno, non contagiarla troppo del tuo piacere di solitudine, sai che questo non lo condivido, e potrebbe anche desiderare (e avere)una vita più "edulcorata". :-)
ciao Klara
Giuseppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

E forse lei potrebbe anche riuscire a "guarirti" dalle tante cose in cui non credi.

Chi?

giuseppe perani ha detto...

Allora ho preso una "cantonata"? Hai raccontato di essere il ritratto di tua nonna, e chissà tra moltissimi anni una ragazza bruna per Tokaj ricorderà te... in quella frase ho pensato a tua figlia.
Credo che sia un sogno più che legittimo, non ti pare?
Io nei miei figli vedo la mia immortalità, io ricordo mia madre morta tanti anni fa e loro sono il mio testamento.
ciao Klara
Giuseppe

Chiara di Notte - Klára ha detto...

llora ho preso una "cantonata"?

Non lo so. Non so a chi ti riferisca dicendo "forse lei potrebbe anche riuscire a "guarirti" dalle tante cose in cui non credi"; se a mia nonna o a mia figlia.
Forse vuoi sapere se ho una figlia?
Posso risponderti tranquillamente: ne ho molte, e alcune hanno anche gli occhi di cielo (non ci crederai, ma molte romni' hanno occhi chiari), soprattutto se hanno sangue anche slavo.
Comunque, qui, quando nasce una bambina o un bambino, tutte quante le donne offrono il seno in segno di allattamento. Un gesto simbolico a significare che siamo tutte madri allo stesso modo. La madre naturale e' solo colei che partorisce, ma e' l'intera comunita' che adotta il bambino o la bambina, cosicche' ci si possa sentire davvero fratelli e sorelle, figlie e madri.
Questo, forse, a voi manca e non credo che riuscirete mai a staccarvi dall'individualismo che e' insito nella vostra cultura (e anche nel vostro modello sociale ed economico). Trasferite ai vostri figli valori diversi dai nostri, e poi loro evolvono e crescono in modo che tiene appunto conto di quei valori, cioe' crescono secondo un modello "dinastico", anche se si tratta di famiglie piccolo borghesi.
Per noi e' diverso. La comunita' e' piu' "orizzontale". Non e' "verticalizzata" come la vostra ed e' forse questo uno dei maggiori punti di contrasto.
E' mia convinzione che, educato nel modo in cui cerchiamo di educarlo noi, quel bambino che un domani diventera' adulto avra', in virtu' dei valori ricevuti, maggiore tolleranza nei confronti del prossimo. Lo sentira' meno nemico, meno antagonista, meno concorrente, meno avversario.
Per questo motivo il popolo Rom e' un popolo pacifico. Perche' se ci pensi bene collaborazione e solidarieta' non legano molto con competizione ed egoismo. Sono due diverse concezionidi vita. In questo assomigliamo un po' agli amerindi, come ogni popolo nomade.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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