lunedì 20 ottobre 2008

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La figlia di Ceauşescu

Quella rumena e’ stata la piu’ tremenda fra le dittature nei Paesi dell'Est Europa. Il regime si differenziava da quello delle altre repubbliche ex sovietiche soprattutto perche’ era fortemente basato sul culto della personalita’; un’oligarchia di trecento famiglie al cui vertice c’era quella del dittatore; un mix di quanto di piu’ inumano poteva esistere, che mescolava il peggio sia del comunismo sia del fascismo del quale la Romania non si era mai del tutto liberata.

I bambini che sono nati durante gli ultimi anni prima della caduta del Muro, vengono chiamati i figli di Ceauşescu. Il dittatore, infatti, verso la fine del suo sciagurato ventennio, si era messo in testa di raddoppiare la popolazione, ed imponeva ad ogni donna di partorire almeno cinque figli, altrimenti sarebbe stata penalizzata economicamente, se non addirittura ostracizzata.

Per motivi di propaganda veniva nascosta la mortalita’ infantile che comunque era molto alta. Per questo motivo esisteva addirittura una legge per cui tutti bambini dovevano essere registrati all’anagrafe solo ad un anno di eta’; cosi’ quelli che morivano prima non sarebbero risultati ufficialmente nati. Inoltre, quelli sfortunati che nascevano con handicap venivano tenuti confinati in istituti terribili, degni di un film dell’orrore, e le adozioni internazionali erano ostacolate, dovendo essere autorizzate dal dittatore in persona.

Il sistema il quel momento pero’ assicurava, anche se a salari molto bassi, il lavoro per tutti, ed il minimo vitale era comunque garantito, per cui la gente riusciva a sopravvivere, ma dopo la caduta del regime, con la liberalizzazione economica e la privatizzazione delle aziende, accaparrate fra l’altro dalla solita elite di piu’ ricchi che facevano parte anche della cricca dei dirigenti ai tempi della dittatura, vale a dire le solite trecento famiglie, tutto e’ tracollato, traducendosi in disoccupazione, miseria e fame.

Coloro che avevano molti figli difficilmente potevano avere i soldi per sopravvivere. I prezzi aumentavano ogni giorno mentre i salari erano sempre piu’ bassi. E’ stato cosi’ che molti bambini venivano abbandonati negli orfanotrofi dai genitori che non potevano piu’ far fronte alla miseria; e dagli orfanotrofi alla strada il passo e’ breve.

Nelle strade di Bucarest si sono formate delle vere e proprie comunita’ di giovani, ragazzi e bambini che, vivendo d’espedienti, rubando, prostituendosi, e cercando evasione nella droga, una volta cresciuti hanno generato altri bambini che oggi continuano a vivere sui marciapiedi, oppure nelle fogne calde e puzzolenti, sniffando colla, seguendo le orme dei loro genitori ed ereditando anche, in molti casi, la loro sieropositivita’.

Cio’ che e’ avvenuto (e che sta avvenendo) e’ molto simile alla situazione dei meninos de rua di Rio e di Lagos, con la differenza che i bambini di Bucarest devono fare i conti, oltre che con la fame la violenza e la droga, anche con le malattie provocate dal freddo e dalla pioggia. Questa e’ l’eredita’ lasciata da “nonno” Ceauşescu. Questa e’ la situazione dalla quale molte ragazze sono state, ancora bambine, avviate alla prostituzione.

Vera era stata abbandonata dalla sua famiglia che non poteva piu’ darle da mangiare. A 12 anni si era ritrovata per strada ed ha potuto sopravvivere solo accettando di subire violenze di ogni tipo, e poi prostituendosi vendendo il suo corpo ai pedofili di Bucarest, oppure ai turisti del sesso spesso provenienti dalla Germania o dall’Italia; bravi padri di famiglia, lavoratori che poi, tornando a casa, donavano ai loro figli, oltre ai souvenir acquistati al duty free, anche qualche amorevole carezza.

Ha vissuto in quel modo fino a quando, incinta, ha trovato rifugio in una citta’ invisibile, ove ha incontrato donne come lei, alcune provenienti da esperienze simili alle sue che dedicano la loro vita ad aiutare giovani esistenze, dando loro la possibilita’ di riappropriarsi di un futuro e di una nuova dignita’. La disassuefazione all’Aurolac e' stata lunga e difficile, ma alla fine a tutto ci si disabitua se realmente lo si vuole.

Oggi Vera ha 24 anni. Su di lei sono evidenti i segni di una vita sfortunata, e nel suo sguardo e’ spenta ogni luce di fresca gioventu’, ma ancora, se si riesce a scrutare in fondo ai suoi profondi occhi scuri senza che lei li abbassi, si puo’ scorgere il bagliore di una speranza.

13 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

sono d'accordo quando dici che il regime comunista romeno è stato il peggiore di tutto l'est Europa. Quello che è paradossale è che veniva presentato in occidente come un regime illuminato, perchè conduceva una politica estera autonoma da Mosca.

Ricordo che quando Ceausescu veniva in occidente veniva accolto con tutti gli onori e la regina d'Inghilterra lo aveva insignito di tutte le massime onoreficenze del regno.

Poichè ho avuto molti amici romeni, storie terribili come quella che hai raccontato ne ho sentite molte.

Ciao

michail tal ha detto...

Buongiorno Klara

Mi auguro che Vera trovi presto qualcuno che la ami, o perlomeno le faccia trovare il suo posto in un contesto umano e dignitoso.

Trovo scandaloso quanto siano difficili le pratiche di adozione internazionale, in genere per colpa di entrambi i paesi.
A differenza della riproduzione trovo l'adozione un gesto bellissimo, ce ne sarebbe un gran bisogno. E' un gesto importante anche in senso simbolico secondo me, perchè implica condivisione delle risorse e integrazione.

Conosci la storia di Miloud Oukili?

Antonio ha detto...

dietro di lui c'era la personalità forte di Elena.
E' ormai sicuro che lui fosse un burattino nelle mani della consorte.
Ancora oggi, le personalità rumene che erano vicine a Ceausescu ricordano quella donna come la incarnazione della malvagità peggiore.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Mi auguro che Vera trovi presto qualcuno che la ami, o perlomeno le faccia trovare il suo posto in un contesto umano e dignitoso.

L'ha gia' trovato. Ormai da qualche tempo. :-)

Conosci la storia di Miloud Oukili?

Conosco molto bene, si' :-)

Jakala ha detto...

Alcuni amici che prestavano servizio in un ricovero per ragazzi orfani, mi raccontavano che i primi tempi i governi postcomunisti, per eliminare il problema alla radice immettevano gas all'interno delle fogne.
E più di qualche volta hanno rischiato di finire in galera perché i poliziotti impedivano di fare foto.

Chissa se era una leggenda metropolitana o una triste realtà.
Jak

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Jakala: anche io ho saputo di cio', ma non ho mai avuto nessuna conferma. Spero sia una leggenda metropolitana.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ antonio: E' ormai sicuro che lui fosse un burattino nelle mani della consorte.

Che sia stato "sicuramente" detto e' "sicuro". Che i due agissero "insieme" e' "sicuro". Che insieme a loro c'erano tante altre persone che pero' non sono state giustiziate e che ancora sono presenti nei gangli dello stato e' "sicuro"...
Che fosse "tutta colpa di lei" invece non e' "sicuro". E' probabile o solo forse immaginato: la donna malefica, l'uomo burattino nelle mani di lei, una figura di novella Eva che conduce l'uomo nell'abisso del peccato.
Tutto cio' di cui parli e' oggetto di discussione, ma quello che a me fa riflettere e' che ogni volta che qualche satrapo commette le azioni piu' nefande e' quasi sempre colpa di qualcun altro alle sue spalle. Spesso una figura femminile.
Quando invece la figura maschile e' positiva e compie azioni benefiche allora il merito e' tutto suo.
Non e' per polemizzare, solo che se ci fai caso la Storia tende a parlare sempre un po' al "maschile".

Antonio ha detto...

naturalmente, forse la tendenza è quella anche se, per esempio, si dice che dietro ad Einstain ci fosse in realtà la genialità della moglie... esiste anche un detto più generale...dice che dietro al successo di un uomo ci debba essere per forza una grande donna.
ad ogni modo ciò che ho riferito non era certo per giustificare le gesta di Ceausescu, l'ho soltanto detto con cognizione di causa in quanto io ho conosciuto e conosco ad oggi persone e fatti.
Un saluto

Jakala ha detto...

@Chiara: Ai miei amici la storia fu raccontata dagli stessi ragazzi, magari hanno scambiato i gas prodotti naturalmente nelle fogne.

O almeno lo spero.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Jakala ha detto...
@Chiara: Ai miei amici la storia fu raccontata dagli stessi ragazzi, magari hanno scambiato i gas prodotti naturalmente nelle fogne.


Jakala, onestamente non ho riscontro di quanto ti hanno raccontato gli amici. Anche se non si puo' escludere nulla.

A-Woman A-Man ha detto...

Fedualesimo stalinista.
Cambiano i colori e i termini, non la sostanza.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Blogger A-Woman A-Man ha detto...

Fedualesimo stalinista.
Cambiano i colori e i termini, non la sostanza.


Una curiosita': negli ultimi anni della sua dittatura, quelli piu' duri, taglio' i fondi all'istruzione in modo radicale e distrusse completamente il sistema scolastico ed universitario.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Una curiosita': negli ultimi anni della sua dittatura, quelli piu' duri, taglio' i fondi all'istruzione in modo radicale e distrusse completamente il sistema scolastico ed universitario.""

Almeno per questo Lui non può far peggio di Ceausescu, perchè l'Università italiana non poterebbe andar peggio di come è adesso.

Ciao

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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