martedì 7 ottobre 2008

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Il mio Paese e l'Italia

Quando frequentavo il ginnasio bilingue a Budapest, la Storia italiana faceva parte del mio programma di studio. Devo confessare che e’ sempre stata una materia per la quale, a causa delle mie origini ma anche per altri motivi che qui non desidero rivelare, ho sempre provato grande interesse. Purtroppo il programma finiva con gli avvenimenti conclusivi della Seconda Guerra Mondiale, e tutti gli accadimenti successivi erano rimasti per me sconosciuti fino a quando mi sono trasferita definitivamente nel Paese che ho sempre considerato un po’ anche mio: l'Italia.

E’ solo da una decina d’anni che, da autodidatta ma anche per ambientarmi meglio nel luogo ove avevo scelto di vivere, mi sono dedicata allo studio delle vicende che si sono susseguite dalla nascita della Repubblica fino ad oggi.

Ho letto un po’ di tutto. Ho cercato di documentarmi il piu' possibile fra le opinioni piu’ diverse, barcamenandomi non poco fra chi gli avvenimenti li affrontava in un’ottica di sinistra e chi, invece, li affrontava nell’ottica opposta. Raramente, pero’, ho trovato grandi discrepanze nella mera raffigurazione storica; anche se ne ho trovate nei giudizi, ovviamente, ma per la finalita’ che mi ero prefissa, cioe’ la conoscenza della sola cronaca dei fatti, cio’ non mi creava alcun problema.

L’interesse per un approfondimento piu’ specifico, che tenesse conto anche del giudizio critico, invece, e’ nato solo di recente, e la ragione principale di cio’ e’ un mio maggiore “coinvolgimento” emotivo in quella che, nel periodo in cui esercitavo, osservavo solo marginalmente, come se si svolgesse al di la’ di un vetro, che non mi sfiorava e, a volte, neppure mi pareva reale: la vita.

(Apro una piccola parentesi per cercare di spiegare meglio quanto ho scritto sopra. Finche’ si frequentano i bordelli a Calcutta, i clienti diventano gli amici, le colleghe diventano le amiche, i grandi alberghi diventano i luoghi di lavoro e di svago, e le fermate dei taxi agli aeroporti i luoghi di ritrovo. Non ci si veste neppure piu’ nel modo in cui vorremmo; si indossa una divisa ed i nostri gesti misurati ed artefatti diventano parte integrante del nostro agire quotidiano e poi, a poco a poco, si perde la consapevolezza del duplice ruolo recitato, si baratta l’identita’ per la maschera e, come Arlecchina, si diventa solo cio’ che gli altri desiderano vedere; e quando poi ci si toglie il costume, davanti allo specchio appare il nulla, una forma indistinta, grigia, e quasi sempre muta.
Non e’ semplice spiegare, a chi non ha vissuto determinate esperienze, cosa significhi sapere di possedere tanto ed allo stesso tempo “sentire” che manca qualcosa d’indispensabile per metabolizzare il tutto; quello che in seguito ho chiamato “la finalita’”, cioe' il motivo vero per il quale mi ero data a 1000 uomini diversi.
So che queste mie parole possono apparire enfatiche, persino esagerate, ma la mia esistenza e’ cambiata improvvisamente un giorno, ed ancor oggi, se mi fermo a riflettere, non riesco a comprendere come cio' sia potuto accadere in modo cosi' veloce e repentino. Chiusa la parentesi.)

La Storia italiana contemporanea e’ quindi diventata, piu’ che un’occasione per documentarmi, una vera e propria passione che mi ha fatto scoprire le numerose sfaccettature dell’italico popolo. Sfaccettature che non conoscevo e che, in parte, hanno anche illuminato quelle zone d’ombra tipiche di tante persone che ho conosciuto, e che non ero mai riuscita a comprendere fino in fondo.

Fra tutti c’e’ un aspetto del carattere italico che ho potuto mettere a fuoco, soprattutto osservando la classe politica che, essendo uno spaccato rappresentativo degli elettori, lo e’ quindi della societa': la propensione a nascondere gli errori e ad imputarli sempre agli altri, in una difesa ad oltranza della propria “famiglia” o della propria corporazione, con atteggiamenti spesso al limite del ridicolo.

Vorrei fosse chiaro che, con questo, non voglio dire che gli italici siano gli unici a far emergere tale caratteristica, ma in loro il sentimento di “appartenenza” ad un gruppo piu’ ampio, e quindi la concezione di “popolo”, e’ quasi del tutto inesistente.

Non voglio dilungarmi con considerazioni su come questo aspetto abbia, nel corso della Storia recente, portato all'incancrenirsi di fenomeni mafiosi, oppure d’intolleranza, razziale, sessuale, ideologica, ma cio’ che gli italici veramente rischiano se non prendono coscienza di questo loro limite, e’ che un isolamento culturale dal resto dell’Europa potrebbe avere gravi ripercussioni anche sulla loro qualita' della vita.

Per spiegare meglio cio’ che intendo per "sentimento d’appartenenza" vorrei citare un fatto, avvenuto ieri nella nazione Magiara, che ha creato in me il desiderio di esprimere questa riflessione.

Forse in Italia certe notizie non arrivano, soprattutto quando l’opinione pubblica e’ preoccupata per problemi assai piu’ personali, come il destino dei soldi depositati in banca, e poi anche perche’ agli italici, dei disastri in cui non sono coinvolti dei connazionali, non interessa; basta analizzare il modo in cui vengono trasmesse le notizie sui media quando, ad esempio, cade un aereo: "258 persone hanno perso la vita, ma per fortuna nessun italiano!"

Ma ieri (6 ottobre) in Ungheria e’ avvenuto un grave disastro sulla linea ferroviaria che collega Debrecen a Budapest: due treni si sono scontrati provocando morti e feriti. Ecco, anche in Italia sono avvenuti fatti del genere, disastri aerei o ferroviari anche piu’ gravi di questo, ma cio’ che rende il mio Paese diverso dall'Italia non e' solo la lingua; e’ il fatto che a poche ore dal disastro, senza che fossero ancora stabilite le cause, si erano gia’ dimessi il ministro dei trasporti e l’amministratore delegato delle Ferrovie ungheresi.

Un atto dovuto con il quale due alte personalita’ hanno voluto ammettere la loro inefficienza e la loro “responsabilita’” a prescindere. Un atto dovuto che crea nel “popolo” la sensazione di aver affidato il mandato almeno a persone corrette. Un atto dovuto che, nel Bel Paese, non si vedra' mai.

23 commenti :

davide ha detto...

Distinta Chiara,

provo sempre del piacere maligno quando parli male del Governo italiano, perchè la foga con cui ti esprimi denota che in realtà tu ami l'Italia anche se spesso dici il contrario.

Montalli diceva che in realtà l'Italia non è una nazione, perchè le logiche del particolare prevalgono sempre su quelle nazionali. A dimostrazione di questo faceva notare che i due partiti che hanno dominato l'Italia per 40 anni, la democrazia cristiana e i comunisti, erano fortemente antinazionali: i comunisti dipendevano dall'ex Unione sovietica e i democristiani dal Vaticano, due paesi nemici dell'Italia (per quanto riguarda il Vaticano faveva presente che l'unità d'Italia si è fatta invadendo lo stato della Chiesa).

Per il resto non credo che gli italiani siano peggiori o migliori degli altri popoli.

Certo i recenti fenomeni di razzismo sono preoccupanti, ma non riguardano solo l'Italia. Per esempio in Austria nelle recenti elezioni due partiti di estrema destra hanno avuto il 30% dei voti, che è 4 volte di più di quello che ha avuto la lega in italia: senza contare che i militanti di estrema destra tedeschi metteno paura solo a vederli, mentre i militanti della lega quando li vedi ti scappa da ridere.

In realtà il vero problema dell'Italia è che da due decenni è in declino, e quando la gente ha paura di impoverirsi diventa egoista e intollerante.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ davide: provo sempre del piacere maligno quando parli male del Governo italiano, perchè la foga con cui ti esprimi denota che in realtà tu ami l'Italia anche se spesso dici il contrario.


Dov'e' che in questo post parlo male del governo italiano?
Nel fatto che io dica che in Italia atti del genere (ammissione di responsabilita' e dimissioni) non si vedranno mai e' secondo te un parlare male?
Se mai e' la verita'. Dimmi quando si sono dimessi dei ministri.
- In occasione delle bombe sui treni hai visto dimettersi un ministro degli interni?
- In occasione dell'aereo di Ustica hai visto dimettersi un ministro della difesa?
- In occasione delle stragi del sabato sera sulle strade hai visto dimettersi un ministro dei trasporti?

La colpa non e' mai stata loro. Sempre degli altri. Questo e' il modo di fare che hanno i politici italici, e se i politici sono rappresentativi della nazione, e' il modo di fare della gente.

Io non parlo male del governo italico, parlo bene dei ministri magiari e la differenza non e' sottile.

Montalli diceva...

Credo volessi dire "Montanelli". Ebbene e' proprio sua "la Storia d'Italia" che ho piu' apprezzato e Montanelli diceva cio' che ho scritto io, cioe' che gli italici mancono completamente del senso di unita' e di nazione. Infatti neppure tu lo neghi, e su questo punto sono assai diversi da altri popoli che, il senso di appartenenza, lo hanno radicato ormai da secoli.
Se credi che "appartenere" significhi essere nazionalisti, sbagli. Sentirsi parte oggi di una nazione, domani dell'Europa e poi del mondo e' un "percorso" che viene fatto per gradi. Ma chi si sente parte di NULLA, solo di se stesso e del proprio portafogli, chi pensa solo al proprio orto, chi non ha vicini ma solo nemici, chi guarda all'altro, al diverso avendone paura, non puo' fare alcun percorso verso l'appartenenza a qualcosa di piu' ampio, e resta fermo, bloccato, cristallizzato nella sua ignoranza.

Per il resto non credo che gli italiani siano peggiori o migliori degli altri popoli.


Migliori o peggiori sono solo termini convenzionali. Che significa? Si puo' dar loro qualsiasi significato a seconda di cio' che merita in un dato momento. Pero' sul punto espresso in questo post posso dire che gli italici, pur facendo un'ottima pizza, sono particolarmente individualisti, e quindi egoisti e quindi tendenti a formare gruppi isolati, e quindi fino a giungere a fenomeni di tipo massonico e mafioso che non hanno uguali in Europa.

In realtà il vero problema dell'Italia è che da due decenni è in declino, e quando la gente ha paura di impoverirsi diventa egoista e intollerante.


Contesto cio' che dici. Gli italici sono sempre stati intolleranti.
Intolleranti razziali: ieri (anche quando non erano in declino) contro i meridionali, oggi contro i rom o i neri.
Intolleranti sessuali: ieri contro le donne un po' piu' libere, oggi contro gli/le omosessuali.
Intolleranti ideologici: ieri contro i mangiatori di bambini oggi contro i cattocomunisti.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

"Dov'e' che in questo post parlo male del governo italiano?"

Non mi stavo riferendo in specifico a questo post.


""Credo volessi dire "Montanelli". Ebbene e' proprio sua "la Storia d'Italia" che ho piu' apprezzato e Montanelli diceva cio' che ho scritto io, cioe' che gli italici mancono completamente del senso di unita' e di nazione. Infatti neppure tu lo neghi, e su questo punto sono assai diversi da altri popoli che, il senso di appartenenza, lo hanno radicato ormai da secoli.""

Guarda che io condivido quanto diceva Montanelli.


""Contesto cio' che dici. Gli italici sono sempre stati intolleranti.
Intolleranti razziali: ieri (anche quando non erano in declino) contro i meridionali, oggi contro i rom o i neri.
Intolleranti sessuali: ieri contro le donne un po' piu' libere, oggi contro gli/le omosessuali.
Intolleranti ideologici: ieri contro i mangiatori di bambini oggi contro i cattocomunisti.""

Per me gli italiani non sono più intolleranti degli altri.
Io ho conosciuto tanti italiani che sono emigrati in Svizzera per lavorare e ti assicuro che gli svizzeri non erano poi tanto tolleranti.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Contesto cio' che dici. Gli italici sono sempre stati intolleranti.""

Ma quel 30% di voti che hanno ottenuto i partiti di estrema destra in Austria sono un segno di tolleranza?

In realtà gli italiani non sono nè più nè meno intolleranti della media degli altri popoli.

Ciao

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Per me gli italiani non sono più intolleranti degli altri.
Io ho conosciuto tanti italiani che sono emigrati in Svizzera per lavorare e ti assicuro che gli svizzeri non erano poi tanto tolleranti.


Si' hai ragione.
- Gli italici non sono peggio di altri.
- Votiamo per quelli che puzzano di meno.
- Chi si fa i cazzi propri campa 100 anni.
- Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.
- le donne son tutte troie escluse le mamme e le sorelle.

Hai ragione Davide. Gli italici hanno un forte senso "civico" e di appartenenza. Fine discussione. :-)

illustre1966 ha detto...

Lì è una questione di "sistema", qui è una questione di mancanza di ammissione delle proprie responsabilità.

Fai un salto a leggere ciò che ho scritto oggi (se ti va).

Ciao Chiara

michail tal ha detto...

Ola Klara

1) Sottoscrivo totalmente quello che dici in merito alla mancanza di senso della comunità in contrapposizione al senso di appartenenza ad un qualche "clan". Hai proprio colto l'origine di tanti mali italiani.

2) Parlavi di quella perdita di senso della realtà di cui mi avevi scritto nella tua prima risposta?
E' uno delle tematiche che piu' mi ha interessato, e ancora mi interessa.

3) Sono sempre in attesa del racconto della tua "svolta", ma temo non arriverà mai...

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Hai ragione Davide. Gli italici hanno un forte senso "civico" e di appartenenza. Fine discussione. :-)""

Non ho mai detto quanto hai scritto, anzi ho più volte rimarcato che noi italiani abbiamo scarso senso civico, ma ho solo detto che il razzismo in Italia è più o meno uguale a quello che c'è negli altri stati. Non ho mai lodato gli italiani, ma ritengo sbagliato attribuirgli tutti i mali del mondo.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Michail Tal: Parlavi di quella perdita di senso della realtà di cui mi avevi scritto nella tua prima risposta?

Mi pare di aver spiegato un po' in questo post cosa intendo. Quando si fa una certa cosa per molti anni, quella cosa diventa la tua vita anche se inizialmente hai creduto di avere nei suoi riguardi un atteggiamento distaccato.

Se posso fare un esempio cretino: immaginiamo chi si mette a dipingere per passione e poi scopre che i suoi quadri iniziano a piacere sempre di piu', sempre di piu' e, a poco a poco, ha talmente tante richieste da diventare un business redditizio. Molto redditizio. Al punto di inglobare completamente la sua vita e cambiargliela.
Dopo 10 anni non si ricorda piu' delle "sensazioni" che provava quando dipingeva per diletto. E non si ricorda piu' neppure perche' aveva iniziato, non si ricorda piu' delle persone con le quali aveva condiviso quei primi momenti, non si ricorda piu' i valori e le pulsioni che animavano quella passione.

Vive in un limbo o, come ho spesso scritto, nell'isola dei lotofagi.

Poi arriva il momento in cui c'e' chi, riesce a rapirlo/a dall'isola dei lotofagi, ed ecco che improvvisamente tutto assume il nuovamente l'aspetto di una volta; si riscoprono i vecchi odori ed i sapori di Itaca.

In fondo e' da li' che tutti/e noi proveniamo: da Itaca. Questo non dobbiamo mai scordarlo. E non c'e' niente di piu' bello che tornarci, ritrovando chi ci voleva bene.

Sono partita da Itaca, e sono ritornata ad Itaca. Cio' che ho percorso non e' stata una linea retta e neanche un cerchio. E' stata una spirale centrifuga. Non sono quindi tornata allo stesso punto dal quale ero partita, ma in un punto vicino la cui distanza dal punto d'origine e' rappresentata dall' esperienza accumulata negli anni.

Cavolo... quando inizio con questi discorsi m'intorcolo e non ne esco piu', ma e' esattamente cio' che mi e' accaduto. Pare banale cio' che sto scrivendo ma non credere che lo sia: ho conosciuto anche troppe persone che sono "partite per la tangente", dimenticandosi di cio' che erano, anzi nascondendolo anche a loro stesse.

Sono sempre in attesa del racconto della tua "svolta", ma temo non arriverà mai...

Non metto limiti a cio' che puo' accadere. Dipende da chi fra le tre (me, Irina o Tündér) prevale. Se prevale colei che e' coinvolta nella cui storia della quale sei curioso, e' probabile che prima o poi accada.

davide ha detto...

Chiarissima Chiara,

""Non metto limiti a cio' che puo' accadere. Dipende da chi fra le tre (me, Irina o Tündér) prevale. Se prevale colei che e' coinvolta nella cui storia della quale sei curioso, e' probabile che prima o poi accada.""

Seperaiamo davvero che prima o poi accada (io a differenza dell'amico Michail sono ottimista): non puoi neanche immaginarti quanto sono curioso di capire il perchè della tua svolta.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Non ho mai lodato gli italiani, ma ritengo sbagliato attribuirgli tutti i mali del mondo.

Non del mondo. Dell'Italia basta ed avanza.

Comunque hai ragione. Gli italici non sono ne' peggio ne' meglio di altri. Sicuramente pero' nessuno dei loro politici ha mai dato le dimissioni come ho visto fare da quei cretini dei magiari.

Ma i magiari, si sa, sono barbari. Non capiscono che il "senso dell'onore", e' solo un lacciuolo che li fara' restare sempre dei morti di fame. Mentre e' la furbizia che dovrebbero imparare. La furbizia di fregare il prossimo attribuendo poi la colpa a chi non c'entra: ai piu' deboli, a quelli che non possono protestare perche' non possiedono televisioni, giornali, banche, assicurazioni...

Sbaglia chi pensa che l'Italia sia sotto sotto pervasa sempre e comunque da una sottile vena mafiosa ad ogni livello. Una vena mafiosa che dalla famiglia si allarga fino a raggiungere gli strati piu' alti della societa'. Persino le istituzioni.

Sbaglia chi critica. Chi critica non ha capito niente di come ci si deve comportare. Chi critica e' nemico dell'Italia e degli italici e quindi, in attesa di una bella legge che obblighi i contestatori alla detenzione o all'esilio, va demonizzato. Giustamente.

Hai ragione Davide. Sono io che non ho capito come devono funzionare le cose in Italia e come ci si deve comportare con chi la pensa come te. Perdona questa povera barbara, ignorante e zingara.

Carlo Fronteddu ha detto...

Cara Chiara in sociologia si chiama familismo amorale.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Hai ragione Davide. Sono io che non ho capito come devono funzionare le cose in Italia e come ci si deve comportare con chi la pensa come te. Perdona questa povera barbara, ignorante e zingara.""

Guarda che le critiche a certi vizi italiani le condivido pienamente, perchè io del tuo articolo ho contestato solo il fatto che noi italiani siamo più razzisti degli altri.

Poi sul fatto che chi critichi in Italia rischi qualcosa mi sembra un'affermazione avventata. Se provi a guardare la televisione, ascoltare la radio, leggere i giornali o navigare nei blog, ti accorgerai che poivono critiche, giustamente, al governo da tutte le parti. Ci sarà anche l'Emilio Fido che lecca il culo al Silvio, ma la maggioranza lo mandano (Silvio) a fare un culo. Torno a ripetere che niente è più pericoloso che gridare al lupo quando il lupo non c'è.

Ciao

davide ha detto...

Caro amico Carlo Fronteddu,

ma non potresti usare un atavar più bello (ce ne sono di bellissimi), perchè quello lì mi mette paura.

Ciao

Kameo ha detto...

Cara Chiara,

voglio restare fra quella parentesi dove fai intravvedere uno spiraglio aperto verso il tuo mondo più intimo. E non solo per mera curiosità del racconto della "svolta", ma anche per il piacere della condivisione con i tuoi amici virtuali.

Anch'io resto in attesa che accada
:-)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Torno a ripetere che niente è più pericoloso che gridare al lupo quando il lupo non c'è.


Perche' pericoloso? Che rischi si corrono oltre a far la figura ridicola?

Ah, ho capito. Non e' che voi italici, quando il lupo non c'e' ma qualcuno grida, il lupo glielo create, vero? :-)

io del tuo articolo ho contestato solo il fatto che noi italiani siamo più razzisti degli altri.

Bugia!
Nel tuo primo commento in questo post tu scrivi: "Per il resto non credo che gli italiani siano peggiori o migliori degli altri popoli.

Non parli di razzismo (che per altro in questo post e' nominato solo marginalmente quando parlo di "non appartenenza ad un popolo")

Comunque te lo dico sinceramente: la maggioranza degli italici oggi E' razzista, perche' ha votato per una maggioranza che E' razzista, che ha al suo interno dei partiti filonazisti, con esponenti razzisti, con ministri razzisti, con leggi razziste.

Sono razzisti anche quegli italici che dicono di aver votato per la merda che puzza meno perche' e' il risultato della loro azione che ha reso l'Italia un paese razzista.

Questo e' cio' che penso e come me la pensano in tanti. Sempre di piu' ogni giorno. Anche quelli che ieri hanno votato, senza rendersene conto, per i razzisti e che oggi hanno vergogna ad ammetterlo nel pubblico ma lo pensano nel privato.

Ma cosa si puo' pretendere dagli italici che non ammetterebbero MAI di aver commesso un errore di tale portata?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Ciao cara amica :-)

Anch'io resto in attesa che accada

Cosa dovrebbe accadere? Cosa c'e' che ancora non sai, o che hai (giustamente) immaginato?

Non credo di essere molto enigmatica. Sono una grafomane. Se fossimo nella realta' direi che sono estremamente logorroica. Tutto il blog parla di me: e' il mio diario. Cosa puo' esserci di misterioso ancora se non il mio nome?

Kameo ha detto...

Chiara di Notte - Klára ha detto... Cosa dovrebbe accadere? Cosa c'e' che ancora non sai, o che hai (giustamente) immaginato?


Mi riferivo a questo :

Sono sempre in attesa del racconto della tua "svolta", ma temo non arriverà mai...

Non metto limiti a cio' che puo' accadere. Dipende da chi fra le tre (me, Irina o Tündér) prevale. Se prevale colei che e' coinvolta nella cui storia della quale sei curioso, e' probabile che prima o poi accada.

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Kameo: Ho recentemente visto un film che mi ha coinvolta e che in parte descrive le sensazioni che anche io ho provato in un determinato momento.
Se hai la possibilita guardati "Un'ottima annata" di Ridley Scott.

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2006/12_Dicembre/15/ottima_annata.shtml

Fra l'altro, dopo aver visto il film, sono andata anche a leggermi il libro in lingua originale proprio perche' l'ho trovato attinente a qualcosa di me. E' assai particolare la sensazione di sentire affinita' con tre personaggi diversi in una storia, e mi sono riconosciuta in parte sia in alcuni tratti del protagonista maschile, sia in tratti e comportamenti delle protagoniste femminili, antitetiche ma simili al tempo stesso.

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Perche' pericoloso? Che rischi si corrono oltre a far la figura ridicola?
Ah, ho capito. Non e' che voi italici, quando il lupo non c'e' ma qualcuno grida, il lupo glielo create, vero? :-)""

Si può benissimo gridare al lupo che non c'è senza rischi. Ma se poi il lupo viene davvero nessuno se ne accorge.

""Bugia!
Nel tuo primo commento in questo post tu scrivi: "Per il resto non credo che gli italiani siano peggiori o migliori degli altri popoli.""

Guarda che i popoli sono tutti uguali: gli italiani hanno i loro difetti, ma anche gli ungheresi, i cinesi o gli africani hanno i loro.

E poi credi davvero che esista il prototipo dell'italiano puro? Chi vive in Trentino Alto Adige (per secoli parte dell'impero austro-ungarico) ha modi diversi di pensare di chi vive in Sicilia (per secoli parte della Spagna): non migliori o peggiori (dipende dai punti di vista) ma certamente diversi.


""Questo e' cio' che penso e come me la pensano in tanti. Sempre di piu' ogni giorno. Anche quelli che ieri hanno votato, senza rendersene conto, per i razzisti e che oggi hanno vergogna ad ammetterlo nel pubblico ma lo pensano nel privato.
Ma cosa si puo' pretendere dagli italici che non ammetterebbero MAI di aver commesso un errore di tale portata?""

Che ci siano episodi inquietanti di razzismo in Italia è vero, ma che gli italiani siano più razzisti di altri non lo credo.

In ogni caso è importante che la società civile si mobiliti per condannare con la massima fermezza ogni forma di razzismo.

Ciao

CogitoergoVomito ha detto...

L'importante è che sei più serena :P
Mi rende più sereno :D

Jakala ha detto...

"Sono razzisti anche quegli italici che dicono di aver votato per la merda che puzza meno perche' e' il risultato della loro azione che ha reso l'Italia un paese razzista."

A volte si fanno le cose che si pensano giuste, pagandone il prezzo, sperando che il preventivo ricevuto sia corretto. Confesso che dopo un po' ho trovato il preventivo troppo caro ed ho smesso di pagarlo.

A volte ho l'impressione che siamo un paese che si comporta da razzista, solo per ignoranza di cosa significhino certe parole e certe usanze.

Jak

Carlo Fronteddu ha detto...

Caro Davide, adoro il mio avatar e penso sia dolcissimo.
Per chiarimenti guardare: L'uomo che ride" di Paul Leni e soprattutto leggere il libro di Hugo.
Stimatissima Chiara l'hobby più usuale in Italia è nascondersi dietro a un dito, possibilmente(il dito) intestato in Lussemburgo o alle Cayman's

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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