lunedì 29 settembre 2008

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Un giro di Tarocchi


Dicono che io sia una cartomante assai abile. Qualcuno afferma che cio' sia dovuto al fatto che, avendo vissuto esperienze in contesti sociali e politici diversi, avrei la sensibilita' di avvertire certe cose in anticipo. Invece credo che il merito sia tutto dei Tarocchi magici di Nagyanya, che difficilmente sbagliano. Cosa si puo' dire di un premier che si e' detto convinto che il provvedimento che ripristina l'immunita' per le alte cariche dello Stato passera' il vaglio della Consulta altrimenti, in caso contrario, «servirebbe una profonda riflessione sulla giustizia»?

Sono molto amareggiata. I Tarocchi non mi danno un buon responso. Credevo di essere fuggita definitivamente da un clima di stampo totalitario ed antidemocratico, invece inizio ad avvertirlo dove ero convinta fosse un Paese libero. Se avessi desiderato qualcosa del genere sarei rimasta in Russia. Mi ero adattata assai bene.

Che strano mondo; chi fino a ieri invocava il comunismo inneggia oggi alla democrazia, mentre chi ha sempre condannato il sistema statalista e totalitario ha atteggiamenti da "caudillo putiniano".

Gli italici non sanno ancora cosa li attende. Credono che si tratti di un "reality show". Forse non hanno ben chiaro cosa sta accadendo, e se continueranno a rassegnarsi, oppure a perdonare queste "uscite" che ormai diventano sempre piu' frequenti, un giorno rimpiangeranno quello che avranno perso.

Meglio che metta via i Tarocchi e mi prepari un buon te'. Lo gustero' sfogliando i depliant turistici di qualche nazione europea nella quale mi piacerebbe vivere.

34 commenti :

Cerva ha detto...

Insomma nel momento delle difficoltà fuggi in un altro Paese?

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Cerva ha detto...
Insomma nel momento delle difficoltà fuggi in un altro Paese?


Quali difficolta'?
Non mi pare ci siano difficolta'. Mi pare invece che il 60% degli italici sia felice.
Hanno il calcio, Bruno Vespa, una scuola che funziona, una sanita' che funziona, una bella e nuova compagnia aerea di bandiera, un bella ministra, dei galantuomini che governano, il superenalotto...
Hanno praticamente tutto.
Le mie sono solo deliranti ipotesi di una zingara cartomante. Non badarci. :-)

E poi non e' mica giusto quello che dici, cioe' che fuggo. Ho diverse nazionalita' e posso scegliere quale utilizzare. Con una magari "fuggo", mentre con l'altra "torno a casa", oppure con l'altra ancora vado in vacanza. :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

mi trovo sempre un po' in imbarazzo su questi argomenti. Tu sai che io ho votato Berlusconi perchè lo ritengo il meno peggio. Al momento l'opposizione di sinistra è in uno stato di confusione mentale e non voglio immaginarmi cosa avrebbe combinato la sinistra al governo.

Per quanto riguarda il post io sono contrario all'immunità alle alte cariche dello Stato, ma per capire il perchè di questa norma bisogna ricordarsi di cosa hanno fatto e non fatto i giudici.

Prima di tangentopoli il grosso della torta delle tangenti del finanziamento illecito ai partiti veniva divisa in tre fette fra democristiani, socialisti e comunisti. Però i giudici hanno massacrato i primi due e salvato i comunisti nonostante mangiassero come gli altri due.

Se nel 1994 non fosse sceso in campo Berlusconi i comunisti avrebbero vinto le elezioni grazie ad un colpo di Stato della magistratura.

Che Berlusconi abbia violato delle leggi è vero, ma non ha fatto niente di diverso da quello che hanno fatto tutti gli altri: in Italia certe cose le facevano tutti. Però i giudici, quarda caso, si interessavano solo di Berlusconi e si scordavano di tutti gli altri.

Comunque le accuse a Berlusconi gli italiani le conoscevano da anni e lo hanno votato in massa.

Gli italiani non saranno dei sapientoni ma certe cose le hanno capite benissimo.

Pertanto consiglio alla Sinistra di lasciar perdere le polemiche sulla giustizia e sui pericoli di fantomatiche dittature, per contrastare il governo con proposte concrete.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Se nel 1994 non fosse sceso in campo Berlusconi i comunisti avrebbero vinto le elezioni grazie ad un colpo di Stato della magistratura

Ma che cazzate!

Se se se se....

Dammi le prove di quanto dici (faccio come fai tu).

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Dammi le prove di quanto dici (faccio come fai tu).""


Le prove sono semplicissime: i comunisti erano intatti grazie alla benevolenza della magistratura, mentre i democristiani e i socialisti (gli unici in grado di battere i comunisti) erano in prigione o in esilio in Tunisia.

Tutti gli osservatori politici prima della discesa in campo di Berluscononi davano per scontata la vittoria dei comunisti.

Ciao

davide ha detto...

Distinta Chiara,

Ti riporto qui sotto i risultati elettorali delle politiche del 1994

La vittoria del Centrodestra è stata possibile solo grazie a Berlusconi che ha messo assieme due partiti che si odiavano a morte (lega e Alleanza nazionale) in una coalizione da lui guidata.

Ciao



Le elezioni politiche italiane del 1994 si tennero il 27 e 28 marzo. Si votò in due giornate per venire incontro alle richieste delle comunità ebraiche, che il 27 celebravano la loro Pasqua.

Queste elezioni politiche arrivarono dopo alcuni eventi che avevano modificato significativamente la situazione in campo. Nel 1992 e nel 1993 si era verificata una crisi della politica italiana, conseguenza dello scandalo che storicamente ha assunto il nome di Tangentopoli e della relativa inchiesta giudiziaria chiamata Mani Pulite. La notizia di gravi fatti di corruzione portò a perdite di consenso dei partiti tradizionali, che fino ad allora avevano esercitato un ruolo predominante nella politica italiana. I cambiamenti di questo periodo storico furono tali che si arrivò a parlare di Prima Repubblica e Seconda Repubblica. Nel 1993, a seguito di un referendum, fu abrogata la legge elettorale di tipo proporzionale vigente sin dal 1946, e questo comportò il passaggio a un sistema maggioritario, con la legge Mattarella.

Il nuovo sistema elettorale previsto dalla legge comportava l'elezione alla Camera dei Deputati di 475 membri con un sistema maggioritario uninominale, per i quali il territorio italiano venne suddiviso in 475 collegi elettorali, in ciascuno dei quali veniva eletto il candidato che avrebbe riportato il maggior numero di voti. Questo sistema favoriva il raggruppamento dei partiti in coalizioni, in modo da conseguire con minori rischi la maggioranza assoluta dei voti. I restanti 155 membri venivano eletti secondo il metodo proporzionale su base nazionale.

Un equivalente sistema misto maggioritario-proporzionale venne adottato anche per il Senato della Repubblica, i cui candidati sconfitti potevano venire recuperati su base regionale.

Le principali formazioni politiche che si presentarono alle elezioni si possono riassumere come segue:

Il Patto per l'Italia si propose come coalizione di centro, formata dall'alleanza composta dal PPI di Mino Martinazzoli, nato a seguito del rinnovamento imposto all'interno della Democrazia Cristiana, e il Patto Segni di Mariotto Segni (comprendente anche elementi provenienti dal PSDI e PRI, esponenti provenienti dal PLI e dal PSI).
A sinistra, si propose la coalizione dei Progressisti che fu formata dal PDS, il Partito Socialista Italiano, PRC, i Verdi, il Movimento per la Democrazia - La Rete di Leoluca Orlando, Alleanza Democratica, i Cristiano Sociali (guidati dall'ex DC Ermanno Gorrieri).
A destra, si proposero le due coalizioni: il Polo delle Libertà (nei collegi settentrionali) e il Polo del Buon Governo (in quelli centrali e meridionali), entrambe guidate da Silvio Berlusconi, che partecipava per la prima volta alla politica italiana con il suo nuovo movimento Forza Italia. L'accordo elettorale prevedeva Forza Italia insieme alla Lega Nord di Umberto Bossi nel Polo delle Libertà, insieme ad Alleanza Nazionale, il partito nato dai cambiamenti incorsi nel MSI e guidato da Gianfranco Fini, nel Polo del Buon Governo. Fanno parte delle coalizioni anche il Centro Cristiano Democratico di Clemente Mastella e Pierferdinando Casini ed altre formazioni minori.
Indice [nascondi]
1 L'esito del voto
2 Risultati elettorali
2.1 Camera dei Deputati
2.2 Senato della Repubblica
3 Note
4 Voci correlate



L'esito del voto [modifica]
Il nuovo sistema elettorale portò ad una maggioranza netta alla Camera che, con la trasformazione da accordo elettorale in accordo di governo, riuscì ad esprimere una maggioranza per la formazione del primo governo Berlusconi, nonostante il numero di voti della coalizione fosse stato di diversi punti percentuali inferiore alla somma delle altre due (con il Patto per l'Italia principale vittima del nuovo sistema, nonostante il totale dei voti raccolti). Al Senato nessuna delle tre coalizioni riuscì ad avere la maggioranza assoluta dei seggi. Solo col passaggio al Polo delle Libertà del senatore Grillo, dal Patto centrista uscito ridimensionato dal voto, e al voto tecnico di alcuni senatori a vita si riuscì a votare la fiducia al governo. Il CCD si costituisce in gruppo parlamentare nonostante non abbia partecipato al voto del proporzionale con proprie liste. Da segnalare il passaggio del deputato Tremonti dal Patto al Polo, passaggio importante non tanto numericamente ma dal punto di vista politico, infatti Tremonti fu dall'inizio consigliere importante e ministro della politica fiscale ed economica del governo Berlusconi.

Nella tabella sottostante sono messi a confronto i valori percentuali dei voti conseguiti dai partiti nelle elezioni per la Camera (quota proporzionale) e dei seggi ottenuti complessivamente (quota maggioritaria + proporzionale). Si evidenzia così l'obiettivo raggiunto per la governabilità col sistema maggioritario anche in assenza di maggioranza assoluta del voto degli elettori.

Coalizioni e partiti voti (%) seggi seggi (%)
Forza Italia 21,01 101 16,03
Lega Nord 8,36 117 18,57
AN 13,47 109 17,30
CCD 27 4,29
Unione di Centro 4 0,63
Polo Liberal-Democratico 2 0,32
totale Polo delle Libertà
e Polo del Buon Governo 42,84 360 57,14
PDS 20,36 109 17,30
PRC 6,05 39 6,19
Federazione dei Verdi 2,70 11 1,75
PSI 2,19 14 2,22
Movimento per la Democrazia - La Rete 1,86 6 0,95
Alleanza Democratica 1,18 18 2,86
Cristiano Sociali 5 0,79
Rinascita Socialista 1 0,16
indipendenti 10 1,59
totale Progressisti 34,34 213 33,81
PPI 11,07 33 5,24
Patto Segni 4,68 13 2,06
totale Patto per l'Italia 16,75 46 7,30
Lista Pannella - Riformatori [1] 3,51 6 0,95
Südtiroler Volkspartei 0,60 3 0,48
Lega d'Azione Meridionale 0,15 1 0,16
Vallée d'Aoste 1 0,16
altri 2,81 - -
totale altri 7,07 11 1,75
Totale 100,00 630 100,00




Risultati Collegi Uninominali della Camera nelle Elezioni del 1994


Risultati elettorali [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Grafico delle elezioni politiche italiane.


Camera dei Deputati [modifica]
Gruppi / Liste elettorali maggioritario proporzionale Totale
seggi voti voti (%) seggi seggi
Progressisti 164 164
Partito Democratico della Sinistra 7.881.646 20,36 38 38
Rifondazione Comunista 2.343.946 6,05 11 11
Federazione dei Verdi 1.047.268 2,70 0 0
Partito Socialista Italiano 849.429 2,19 0 0
Movimento per la Democrazia - La Rete 719.841 1,86 0 0
Alleanza Democratica 456.114 1,18 0 0
totale Progressisti 164 13.298.244 34,34 49 213
Patto per l'Italia 4 4
Partito Popolare Italiano 4.287.172 11,07 29 29
Patto Segni 1.811.814 4,68 13 13
totale Patto per l'Italia 4 6.098.986 15,75 42 46
Polo delle Libertà 164 164
Polo del Buon Governo 129 129
Forza Italia - Centro Cristiano Democratico 1 1
Alleanza Nazionale 8 5.214.133 13,47 23 31
Forza Italia 8.136.135 21,01 30 30
Lega Nord 3.235.248 8,36 11 11
totale Polo delle Libertà e del B.G. 302 16.585.516 42,83 64 366
Lista Pannella - Riformatori 0 1.359.283 3,51 0 0
Südtiroler Volkspartei 3 231.842 0,60 0 3
Lega d'Azione Meridionale 1 59.873 0,15 0 1
Vallée d'Aoste 1 - - - 1
altri gruppi / liste 0 1.087.149 2,81 0 0
totale altri 5 2.738.147 7,07 0 5
Totale 475 38.720.893 100,00 155 630

Elezioni politiche italiane del 1994/Eletti camera proporzionale


Senato della Repubblica [modifica]
Gruppi elettorali voti voti (%) uninominale proporzionale seggi
Progressisti 10.833.507 32,80 96 26 122
Polo delle Libertà 6.570.544 19,89 74 8 82
Patto per l'Italia 5.518.615 16,71 3 28 31
Polo del Buon Governo 4.544.671 13,76 54 10 64
Alleanza Nazionale 2.079.593 6,30 - 8 8
Lista Pannella - Riformatori 767.400 2,32 - 1 1
Lega Alpina Lumbarda 246.476 0,75 - 1 1
Südtiroler Volkspartei 217.250 0,66 3 - 3
Forza Italia - Centro Cristiano Democratico 150.326 0,46 - 1 1
Gruppo Magris (Progressisti) 61.398 0,19 1 - 1
Vallée d'Aoste 27.493 0,08 1 - 1
altri gruppi 2.011.129 6,09 - - 0
Totale 33.028.402 100,00 232 83 315

Risultati Collegi Uninominali del Senato nelle Elezioni del 1994

davide ha detto...

Distinta Chiara,

Ti riporto qui sotto un articolo di Adriano Sofri, una delle figure più complesse e profonde della sinistra italiana, che spiega, fra le altre cose, il perchè la sinistra nel 1994 è stata battuta da Berlusconi.

Ciao



""LE ELEZIONI ITALIANE SPIEGATE AI BERLINESI

di Adriano Sofri

Adriano Sofri ha scritto per il quotidiano tedesco "Berliner Zeitung" un articolo su Silvio Berlusconi alla vigilia delle elezioni. Ne pubblichiamo un'ampia parte.



Si arriverà a una vera Costituzione europea. Già ora bisognerebbe essere più sobri nel deplorare la meschinità sordida di un'Europa unita solo nei soldi e negli affari. I potenti d'Europa hanno messo in comune la moneta: cioè, dopotutto, ciò che hanno di più caro. Alla voce "Liberté de penser" Voltaire scriveva: "E' vergognoso mettere la propria anima nelle mani di coloro cui non affidereste il vostro denaro".
Il problema delle elezioni politiche italiane del 3 maggio sta qui. C'è un protagonista assoluto della vita pubblica che si chiama Silvio Berlusconi. E' l'uomo più ricco d'Italia. Secondo alcuni non è bene che l'uomo più ricco sia anche il capo del governo. Secondo lui no. Lui si rivolge agli italiani e dice: c'è qualcuno cui affidereste il vostro denaro con più fiducia che a me? La risposta di molti italiani è positiva, al punto che il partito fondato ­inventato- in fretta e furia da Berlusconi alla vigilia delle elezioni politiche del 1994, è da tempo il primo partito. Incassata la delega degli elettori sul denaro, tocca all'anima. Un numero crescente di nostri contemporanei tende a oltrepassare la questione, facendo intimamente coincidere l'anima col patrimonio. A voler restare alla distinzione, ci si aspetterebbe che a un centrodestra del denaro si opponesse un centrosinistra dell'anima. Ma ecco qui un doppio intoppo. Perché proprio quando sembrerebbe averne più bisogno, la sinistra ha perso l'anima, e lo racconta con una strana accoratezza. Come se fosse un oggetto smarrito. D'altra parte, non solo non ci si vergogna più di essere molto ricchi (molto, dico: come nel testo evangelico. "Vendi tutto quello che hai e il ricavato dallo ai poveri". Il ricco, "udite queste parole, divenne assai triste, perché era molto ricco"), ma se ne fa il proprio principale titolo di merito. Allora, zoppicando dal lato dell'anima, gli avversari di Berlusconi si concentrano sui difetti della sua ricchezza: due essenzialmente, un'origine non limpida, o addirittura losca, e una attuale incompatibilità con la responsabilità di governo, tanto più che a Berlusconi fa capo il più importante impero mediatico del paese (televisioni, cinema, editoria libraria e giornalistica).
Il partito di Berlusconi si chiama Forza Italia. "Forza Italia" è uno slogan patriottico ­una specie di "allons enfants de la patrie"- ma tratto dal cuore del patriottismo contemporaneo: il football. Berlusconi è anche il proprietario del Milan, e non esita, di fronte alle sconfitte del suo club e della stessa squadra nazionale, a pronunciare la propria opinione tecnica in polemica con gli allenatori professionali. Si può confrontare il nome "Forza Italia" coi nomi scelti dalla costellazione di partiti del centrosinistra: Ulivo, Quercia, Margherita, Girasole L'orto botanico è il rifugio del paradiso perduto. Il nome che il centrodestra ha dato alla sua coalizione è: Casa delle Libertà. L'accezione più sentita di queste libertà è l'insofferenza verso le tasse e le regole, verso i vincoli che tutelano il lavoro dipendente, verso sanità e istruzione pubbliche, e la magistratura troppo curiosa dei reati da ricchi. E' un fatto che la sinistra non è riuscita a fare della libertà una propria parola: per un'eredità non del tutto liquidata, che anteponeva l'uguaglianza alla libertà, facendo della prima il fine e della seconda un lusso, e per una diffusa vocazione statalista e allo stato d'eccezione, giustificata dalle perenni "emergenze" della vita pubblica.

L'elenco dei sospetti e delle accuse mosse contro Berlusconi è impressionante. L'origine della sua fortuna è ritenuta oscura, e sospettata di legami con capitali di provenienza mafiosa. La prosecuzione della sua fortuna è attribuita ai reciproci favori col potere politico e a metodi spregiudicati se non apertamente illegali: bilanci falsi, evasioni fiscali, società di comodo, corruzione di funzionari pubblici e di magistrati. Queste accuse si sono tradotte in numerosi processi, conclusi con assoluzioni o prescrizioni, o tuttora in corso. Ancora: l'enormità dei suoi interessi economici, e specialmente la potenza mediatica, sembrano incompatibili con una funzione di governo, eccetera. C'è infine un genere di accusa che va distinto dalle citate, perché la sua gravità eccede ogni immaginazione. Berlusconi, e alcuni dei suoi più stretti collaboratori, avrebbero agito da mandanti delle stragi di mafia in cui nel 1992 morirono i due magistrati siciliani che simboleggiavano la lotta alla mafia, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Coltivata, più o meno apertamente, da minoranze politiche e giornalistiche, senza alcun ammissibile fondamento, un'accusa come questa obbliga chi le dia credito a un paradosso: se solo si dubiti che Berlusconi, già capo del governo (nel 1994, per sette mesi), poi per sette anni leader di un'opposizione di fatto maggioritaria nel paese, se non in parlamento, e probabile imminente nuovo capo del governo, sia un mandante di stragi mafiose, solo un'esecrabile viltà spiegherebbe che non si ricorra a qualunque ribellione, legale o illegale.
La provvisoria conclusione è che l'eccesso di zelo, chiamiamolo così, delle accuse, e del trasferimento della lotta politica sul terreno della giustizia penale, è un'arma a doppio taglio. Perché se non riesce nel suo intento, e conclude i processi con assoluzioni o uscite secondarie, e vede sconfessare ufficialmente accuse micidiali, regala ai suoi avversari una rivalsa trionfale. E' successo con Giulio Andreotti, ottuagenario protagonista dell'intero dopoguerra democristiano, imputato e processato a Palermo per associazione mafiosa, a Perugia per omicidio, e assolto in ambedue le sedi. Solo l'età impedisce ad Andreotti di ridiventare ora l'arbitro della politica italiana. Del resto, ci sta provando.
Vale la pena di usare Machiavelli, noi che l'abbiamo così a portata di mano. Si è osservato (l'ha riscritto Jean Daniel sul Nouvel Observateur) che il fascino di Berlusconi deriva dalla sua immagine vincente. E' vero, ma bisogna aggiungere l'altro lato. I príncipi di Machiavelli venivano abbattuti di colpo da una cancrena, da una febbre di stagione. La Fortuna, la buona e la cattiva, secondo quel grande consigliere, detiene sempre almeno una quota di maggioranza nelle cose umane. E' l'azzardo a spiegare perché Berlusconi, così straniero alla politica tradizionale, sia così seducente per il pubblico. I dirigenti del centrosinistra si sono divisi fra due scelte: lasciare alla provvidenza ­i giudici, la malattia- di rimuovere il problema, o trattare con Berlusconi "come se fosse normale", e pienamente legittimato. D'ora in poi sarà anche il problema del resto d'Europa.

C'è una forte tentazione a rappresentare il confronto fra Berlusconi e i suoi rivali come un'irruzione della modernità in politica. E' così solo in parte. Berlusconi ha coniato, fra altre formule esplicitamente pubblicitarie, lo slogan delle "tre i", in italiano "impresa, inglese, internet". In realtà la Nuova Economia è entrata tardi e superficialmente negli interessi delle sue imprese. E' vero però che il conservatorismo del sistema politico italiano era tale, e così tramortito dai colpi della cosiddetta "rivoluzione giudiziaria" dei primi anni '90, da tramutare l'avvento di Berlusconi in un'invasione aliena. Dunque la sua peculiare modernità ha avuto due aspetti: quello dell'avvento di un "uomo nuovo", non covato e cooptato dal sistema dei partiti, contro una classe politica molto tradizionale e dalle abitudini solidali, al di là delle divergenze politiche; e, ancora più significativamente, dell'avvento di un consumismo baldanzosamente spudorato ­ragazze Rosemarie senza complessi di colpa- televisioni dei lustrini, calcio e quiz miliardari, allegria. Tenete conto, nonostante l'idea lusinghiera sul nostro solare paese e i suoi agrumi, che la classe politica italiana era fra le più seriose e tendenzialmente tetre d'Europa: di due tetraggini maggiori, dei cattolici ­in politica per sacrificio- e dei comunisti ­per austerità. Quest'aura di cerimoniosità antica e solenne, divenuta davvero plumbea negli anni detti di piombo, non aveva ceduto neanche all'avvento del benessere, della televisione a colori e dei quiz. Se ne era tenuta in disparte, un po' offesa. Le cose erano cambiate bruscamente con Craxi. Bettino Craxi, benchè titolare di un piccolo partito socialista, giocò sulle reciproche crisi dei due partiti maggiori, democristiano e comunista, e sulla propria eccellente qualità di animale politico. Gli anni '80 furono segnati dalla sua leadership, che coincise con un'uscita, vorace come sono le convalescenze, dalla cupezza spaventata o moralista degli anni della violenza politica e delle paure petrolifere. Ai notabili della vecchia politica anche Craxi apparve come uno scandaloso uomo nuovo, e tuttavia si trattava di uno che era in politica da quando aveva i calzoni corti, e che aveva fatto della "politique d'abord" il proprio motto. Di questo talento politico professionale Craxi fu beneficiario e vittima: maneggiò come un domatore di circo i suoi colleghi, ma disprezzò quello che succedeva fuori dal tendone. Succedeva che la società producesse umori forti e barbaricamente sprezzanti delle regole e abitudini costituite, come il separatismo avaro e xenofobo del nord ricco e intraprendente; e che la spregiudicatezza ostentata con cui Craxi e i suoi avevano trattato il rapporto fra il potere e il denaro ­per volgarità da nuovi ricchi, o per spregio dell'ipocrisia- scatenasse una reazione giudiziaria, accompagnata presto da un entusiasmo popolare, che avrebbe travolto il regime politico uscito dalla guerra. L'ascesa imprenditoriale di Berlusconi era avvenuta all'ombra di Craxi. La sua caduta lo lasciò allo scoperto. Berlusconi non avrebbe probabilmente mai pensato alla politica. Guardato con distacco, se non con diffidenza, dalle vecchie famiglie del capitalismo italiano, Berlusconi decise la sua "discesa in campo", come usava chiamarla, anche qui mutuando dal linguaggio calcistico: la quale, lungi dall'attenuare le attenzioni giudiziarie nei suoi confronti, le moltiplicò, con imputazioni via via più gravi. Nel 1994, alla prima prova, Berlusconi vinse le elezioni politiche e diventò capo del governo. Non era mai successo niente del genere in un paese moderno (l'Italia lo è). Durò poco. I processi, la ribellione sindacale, e il cambio di campo di Bossi, condito di insulti sanguinosi, misero in crisi la sua maggioranza. Nel 1996 una coalizione di centrosinistra guidata da Romano Prodi vinse di stretta misura le elezioni, e governò con l'impegno primario di portare l'Italia dentro le condizioni di Maastricht: riuscendoci. Strada facendo, le divisioni di gruppo e personali nell'alleanza di centrosinistra l'hanno gravemente minata.
Nel corso di questi anni, Berlusconi è sempre rimasto il leader dell'opposizione, formata dai postfascisti di Fini e da tronconi del partito democristiano. Ma la sua personale posizione ha ondeggiato fra burrasche mortali e risalite mirabolanti. Si è difeso con le unghie e coi denti, dall'angolo, contro i giudici, gridando forte e chiamando i suoi in piazza, e ne è uscito con un colpo di genio: l'evocazione spiritica dei "comunisti". Berlusconi ha fatto passare la resistenza personale contro una magistratura che lo braccava in una leva generale contro i comunisti; una battaglia per la propria libertà in una battaglia per la libertà. I suoi seguaci e alleati sono stati tolti così dall'imbarazzo di star dietro a un capo inseguito dai tribunali e promossi a una grande campagna ideale contro il comunismo. Questo aiuta a spiegare l'inspiegabile successo di un anticomunismo senza comunisti ­senza, o quasi. Anche quando tutta la selvaggina sarà estinta, i cacciatori andranno a caccia. "Comunisti": spalancano le porte agli immigrati clandestini, proteggono i criminali, vogliono la droga di stato e lo sposalizio fra omosessuali. E poi ce l'hanno con le cose belle, con l'iniziativa privata, con il desiderio di diventare ricchi, e di non essere schiacciati dalle tasse. In una situazione allarmata e risentita, non si resiste a un'estremizzazione con una moderazione. Si perde. Bisognerebbe almeno trovare un insulto uguale e contrario di "comunisti". Anticomunisti non va, e "egoisti", che pure è inadeguato, non basta a offendere un così solidale egoismo di massa.

Gli italiani sono quasi 58 milioni. Il saggio demografico è oggi inferiore a quello tedesco. La longevità supera quella tedesca. Sono appena stati pubblicati i dati sulla speranza di vita: 76 anni per i maschi, 82 per le donne. Il prodotto interno lordo è cresciuto negli ultimi anni meno di quello tedesco: per l'anno corrente l'Ocse prevede un sorpasso italiano. Tuttavia i sindacati segnalano il divario ingente, a favore della Germania, per la qualità tecnologica dei prodotti. Uno svantaggio aggravato dalla forte riduzione delle spese per la ricerca. Il risultato più lusinghiero dei governi di centrosinistra ­inaugurato da Giliano Amato, e nel 1993 dal governo di Ciampi, già governatore della Banca centrale e oggi presidente della repubblica- ha riguardato il risanamento del debito pubblico, che era arrivato sull'orlo della bancarotta con gli ultimi governi democristiani. Ottenuta attraverso una forte pressione fiscale, la riduzione degli investimenti pubblici, e i ricavi delle privatizzazioni, questa politica impopolare ha abbassato l'inflazione e il tasso di interesse. Fino a poco fa, l'occupazione diminuiva, e gli incrementi del prodotto erano dovuti solo alla produttività. Da due anni, e assai più consistentemente dal 2000, l'occupazione è cresciuta. In sostanza, gli economisti, compresi gli osservatori internazionali e, alla fine, il severo governatore della Banca centrale, Fazio, riconoscono il successo dei governi di centrosinistra nel risanare la finanza pubblica senza bloccare, e anzi rilanciando la crescita economica e l'occupazione. Qualcuno lamenta che il centrosinistra non faccia valere abbastanza questo bilancio positivo. In verità due questioni hanno dominato la campagna elettorale, e già prima la discussione pubblica e i sondaggi d'opinione: la "sicurezza" e l'immigrazione. Paure comuni all'intera Europa: tuttavia gli italiani sono i più allarmati dall'immigrazione. Il candidato del centrosinistra, Francesco Rutelli, finora sindaco di Roma, ha condotto una campagna elettorale impegnata e non rissosa. Ma pochi credono in un recupero del centrosinistra. Il fatto è che il centrodestra aveva già vinto nettamente nelle ultime elezioni regionali. In particolare, la sinistra è stata battuta in tutto il nord del paese, e ha perduto anche la sua roccaforte storica, la città di Bologna. L'allarme espresso da buona parte della più prestigiosa stampa europea non influirà sulle scelte elettorali. E' venuto tardi, e per di più in un quadro internazionale modificato dalla vittoria repubblicana negli Stati Uniti. Le elezioni saranno un plebiscito pro o contro Berlusconi. E dopo? Chissà. Ora dice: rifarò l'Italia da capo a fondo. Dice: farò la rivoluzione. La resistibile ascesa del dottor Berlusconi è davvero un'incognita per tutti, e probabilmente anche per lui.""

gullich ha detto...

il problema serio non è un idiota che commenta su un blog, ma che la barbarie culturale, il martellamento consumista imperante e il monopolio dell'informazione siano arrivati al punto di far pensare tali minchiate anche all'uomo della strada.

In un sol colpo ci siamo fumati qualsiasi principio di diritto e di convivenza civile. Un rappresentante della res pubblica delinque (e quanto delinque...) ma chi se ne fotte, altri lo hanno fatto... anzi votiamolo, che lui che delinque di più è più furbo...

perchè l'italiano mica dorme, è uno che certe cose le capisce.

Infatti ha già avuto un ventennio di furbi.

Confido - a questo punto - in quelli che dormono, che continuano a difendere idee e principi e che a giudicare anche dai fermenti sulla rete non mi paiono comunque pochi.

regards

wgul

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ davide: Che cavolo c'entra tutta la pappardella postata con il discorso sul "colpo di stato" dei comunisti?

Avrebbero potuto vincere, ok? E allora?
Chi vince fa il colpo di stato?

Assi'... scusa... che sbadata; dimenticavo che in effetti chi vince lo fa. :-)


@ Gullich: Concordo su tutto. :-)

davide ha detto...

Pregiatissima Chiara,

"davide: Che cavolo c'entra tutta la pappardella postata con il discorso sul "colpo di stato" dei comunisti?"

Mai parlato di colpo di stato dei comunisti, ma dei giudici (naturalmente in senso metaforico).

Ciao

davide ha detto...

Caro amico Gullic,

""il problema serio non è un idiota che commenta su un blog, ma che la barbarie culturale, il martellamento consumista imperante e il monopolio dell'informazione siano arrivati al punto di far pensare tali minchiate anche all'uomo della strada.""

Noi banali ci stiamo moltiplicando più rapidamente dei batteri.

Ciao e un bacio

parseval ha detto...

@chiara e gullich: è inutile tentare di instaurare un qualsiasi tipo di discorso razionale con i berluschini (i fan di berlusconi), anche se il loro idolo dovesse proclamare che la merda profuma loro gli darebbero immancabilmente ragione. Capisco ma non giustifico i viscidi politici e giornalisti servi che assecondano il loro padrone per un tornaconto personale, ma non arriverò mai a capire quelli che ci credono veramente.

Jakala ha detto...

Scusa la domanda che esula un po' dall'argomento, ma tu cosa consideri casa o quale luogo consideri casa?

Jak

illustre1966 ha detto...

Ehm.....scusate, non vorrei disturbare.

Avete visto in giro qualche alternativa presentabile al nano di Arcore?

No....così, tanto per sapere.

Non so, un Veltroni "ma anchista", un Prodi "melenso e falso", un'accozzaglia di verdi arcobaleni nullafacenti?

Dite, dite.....esponete.
Perchè a parlar male di qualcuno è facile facile: esser costruttivi è un pochino più difficile, soprattutto uscendo dal virtuale e approdando nel reale.

Ma so che qui non si usa.....

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Jakala: tu cosa consideri casa o quale luogo consideri casa?

Che razza di domanda fai ad una zingara? :-)

@ Illustre: sorvolando sui luoghi comuni e sulle generalizzazioni, che mal accetti quando descrivo gli uomini, ma che prontamente usi per appellare tutta la sinistra come "un'accozzaglia di nullafacenti", rispondo solo alla tua domanda iniziale:

Avete visto in giro qualche alternativa presentabile al nano di Arcore?

Si'. Putin! E' piu' bello, piu figo, piu' forte (fa arti marziali), piu' potente e meno ridicolo perche' non fa trapianti dei capelli, non porta la bandana e non canta con Apicella.

Ed anche piu' alto (di poco ma lo e') :D

Io credo che se la Russia invadesse l'Italia, gli italici avrebbero piu' speranze di sopravvivere. La Russia nei prossimi 10 anni sara' una potenza economica fra le 4-5 importanti del pianeta. L'Italia invece sara' nella cacca piu' completa perche' la butteranno persino fuori dall'Europa.
L'Euro sara' usato come in Equador viene usato il dollaro ed i pezzenti italici lo cambieranno al mercato nero pagandolo al cambio di 400.000 delle loro lire padane.

Cio' che Bossi & Co. non sanno e' che LA LEGA esiste anche in Europa ed il sud per loro sono proprio gli italici considerati appunto "un'accozzaglia di nullafacenti".

Compresi i milanesi. :-)

Antonio ha detto...

:-)))

Antonio ha detto...

"Che razza di domanda fai ad una zingara? :-)"

Tu sei più Italiana di me. :-))))

illustre1966 ha detto...

@ok, come al solito nessuna risposta REALE.

Ovviamente......

Rez ha detto...

Cito Davide:
Le prove sono semplicissime: i comunisti erano intatti grazie alla benevolenza della magistratura, mentre i democristiani e i socialisti (gli unici in grado di battere i comunisti) erano in prigione o in esilio in Tunisia.

Per essere precisi, circa nove mesi prima che si sentisse parlare di un certo partito fondato da un *imprenditore* fortemente colluso con gli equilibri di potere politico dell'epoca tanto da crearsi un impero mediatico, è iniziata una campagna pubblicitaria.

Gli amici chiamavano gli amici per chiedere se erano interessati a costituire una linea di comunicazione che potesse portare a creare lo scheletro del nuovo partito.
Fra gli amici naturalmente c'erano quelli con il gonnellino, quelli che volevano prendersi una poltrona di quelle che si stavano velocemente liberando e quelli con la coppola.
Tutti scelti fra ricchi imprenditori e liberi professionisti ovviamente.

La gente comune si godeva l'abbondanza di assenza di informazione, l'aumentare delle tette dei culi e delle partite di calcio, ma per strada c'erano cartelloni pubblicitari 6X3 bianchi con una foto del viso di un bambino sorridente mezza nascosta e in bianco e nero.
Una sola scritta in carattere grassetto e in minuscolo: forza,italia e nessuna spiegazione.

Dopo poco tempo ci sarebbe stata la valanga mediatica della discesa in campo.
Tutto era già preparato e una certa informazione perfettamente inoculata.

Il bambino dopo nove mesi era nato.

La sinistra ha smesso di essere una reale alternativa nel paese quando i leader hanno iniziato il processo riformista che si è sviluppato in quello che è l'attuale PD: solo una bestemmia.
Non è successo un anno fa. La fine è iniziata una quindicina o poco più di anni fa.

Chiara, forse, e dico *forse* il Bel paese non verrà buttato fuori dall'Europa, ma sicuramente saremo molto ma molto ridimensionati.
Credo anche che se ora fossimo un paese che volesse entrarci in questa benedetta Europa, avremo dei seri problemi...

Il problema è avere abbastanza tempo e risorse per trovare un paese civile dove andare a vivere.

Almeno per me.

Buona vita

Jakala ha detto...

Che razza di domanda fai ad una zingara? :-)

Domanda idiota, sono d'accordo, ma credo che il concetto di "casa" sia qualcosa che trascende le patrie o il luogo dove si vive.
Può essere un luogo o delle persone, per come lo intendo io.

Cerva ha detto...

"Io credo che se la Russia invadesse l'Italia, gli italici avrebbero piu' speranze di sopravvivere."

Se sopravvivono e si riproducono gli equadoregni perchè non dovrebbero farlo pure gli abitanti dello stivale?

Magari al Sud si pagheranno 700.000 lire terrone per un Euro.

Fino a che c'è polpa in abbondanza chi vuoi che importi dove vanno a finire le tasse? Un movimento come la Lega non prospera a prescindere dalla consapevolezza dei fenomeni che descrivi tu ma proprio in base a quella.

A parte questo, è un'ANALISI GEOPOLITICA IMPECCABILE!

Bibi ha detto...

"..qualche alternativa presentabile al nano di Arcore?"

Ecco un esempio perfetto di anacoluto. La prima parte della frase "presentabile" non ha nessuna attinenza con la seconda "nano di Arcore".
Grazie per lo splendido contributo linguistico.
a.y.s. Bibi

Annarita ha detto...

Ciao, Chiara:). Come vedi sono tornata...trovo sempre un momneto per le persone che mi piacciono!
Dici:
"Gli italici non sanno ancora cosa li attende. Credono che si tratti di un "reality show". Forse non hanno ben chiaro cosa sta accadendo, e se continueranno a rassegnarsi, oppure a perdonare queste "uscite" che ormai diventano sempre piu' frequenti, un giorno rimpiangeranno quello che avranno perso."

Lo penso e lo dico ormai da un pezzettino...sei una persona che ha le idee chiare.

Un caro saluto
annarita:)

Chiara di Notte - Klára ha detto...

@ Davide: Mai parlato di colpo di stato dei comunisti, ma dei giudici

Mi ero scordata di quei "cattivoni" dei giudici. Hai ragione :-)

@ Parseval: anche se il loro idolo dovesse proclamare che la merda profuma loro gli darebbero immancabilmente ragione

Dici che sarebbero pure coprofagi mangiandosi la sua? Ma gia' la stanno mangiando. :-)

@ Antonio: Tu sei più ItalianA di me.

Ah... anche tu femminuccia? :-)

@ Rez: Quoto tutto. :-)

@ Jakala: il concetto di "casa" sia qualcosa che trascende le patrie o il luogo dove si vive.
Può essere un luogo o delle persone, per come lo intendo io


Curiosone! :D
La mia casa e' la mia casa e sta dove deve stare. E' ferma, non ha le ruote come i carri tzigani, ed e' Il luogo ove peridicamente torno e godo nello stare insieme alla mia grande famiglia, che' e' assai numerosa. Praticamente una tribu'. :D
Se volevi invece sapere dov'e' questo posto posso assicurarti che non e' in Italia. A questo proposito vorrei rispondere anche all'altra allusione fatta da Antonio e cioe' che sarei piu' italiana di lui: e' possibile a patto che lui sia italiano meno del 50% :-)

@ Cerva: Se sopravvivono e si riproducono gli equadoregni perchè non dovrebbero farlo pure gli abitanti dello stivale?

Hai ragione, avrei dovuto aggiungere: "sopravvivere mantenendo un tenore di vita non da terzo mondo". :-)

@ Annarita: Grazie. Un saluto grande anche a te. Ogni tanto capito anche io nel tuo blog. :-)

Jakala ha detto...

Curiosone! :D
Lo ammetto è uno dei miei (tanti?) difetti, spero che la domanda non ti sia sembrata troppo indiscreta.

Se volevi invece sapere dov'e' questo posto ...

Non era questa la mia domanda, avevi risposto sopra.
Grazie. Ti spiego un po' il senso della mia domanda: sono figlio di emigranti del sud, ho vissuto in una regione e lavoro in un'altra. Con altri nelle stesse condizioni abbiamo discusso sul senso della parola casa e cosa è per noi la parola casa.
Quindi mi sono chiesto qual'era per te il senso della parola casa visto la tua storia personale.

Jak

davide ha detto...

Caro Rez,

""Dopo poco tempo ci sarebbe stata la valanga mediatica della discesa in campo.
Tutto era già preparato e una certa informazione perfettamente inoculata.""

Io ho seguito la discesa in campo di Berlusconi e spiegare la sua vittoria per una "campagna mediatica" vuol dire non capire la realtà.

Io ricordo benissimo quel periodo e se due televisioni di Berlusconi (rete 4 e italia 1) hanno fatto campagna per Berlusconi, tutte le reti rai e la grande maggioranza dei giornali hanno fatto campagna contro Berlusconi.

Comunque anche sulle reti Mediaset i programmi politici, da Funari a Costanzo, non sono stati per niente teneri con Berlusconi.

Però mi stupisce che persone intelligenti come te continuino a considerare gli italiani come degli imbelli manovrati dalla tv.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

continuino a considerare gli italiani come degli imbelli manovrati dalla tv.


Pero' chi e' manovrato mica sa di esserlo e quindi credera' sempre di essere libero. :-)

Rez ha detto...

@davide ha scritto:
Io ho seguito la discesa in campo di Berlusconi e spiegare la sua vittoria per una "campagna mediatica" vuol dire non capire la realtà.

Anche io ricordo benissimo come è nato quel movimento politico visto che all'epoca *vedevo* come si stava formando potendo osservare uno di questi signori: credo fosse uno di quelli con il gonnellino e interessato a qualche poltrona che si stava liberando... o, a pensarci meglio, mantenere qualcosa che aveva già.
Forse all'epoca l'unica cosa che non aveva era la coppola...

Davide sei libero di credere quello che vuoi.

E anche io, ovviamente.

Buona vita

Duval ha detto...

@rez:
Il problema è avere abbastanza tempo e risorse per trovare un paese civile dove andare a vivere.


Questa mi sembra una presa per il culo per noi "idioti" che viviamo in Italia felici e sereni, aspettando (inconsapevoli coglioni) che la nave affondi.

Alcuni suggerimenti per vivere meglio a costi inferiori:

Malta
Portogallo
Grecia
Croazia
Macedonia
Bulgaria
Romania
Bosnia-Erzegovina
Ungheria
Slovacchia
Repubblica Ceca
Polonia
e così via ...

Godremmo tutti dei classici "due piccioni con una fava":

- voi "eletti" non dovreste sopportare questa società di merda;

- noi "idioti" rimarremmo fra idioti e non soffriremmo più alcun complesso di inferiorità.

davide ha detto...

Caro Duval,

""noi "idioti" rimarremmo fra idioti e non soffriremmo più alcun complesso di inferiorità.""

Mi fa piacere sapere che non sono l'unico che si trova bene in Italia, perchè leggendo certi blog di sinistra ho temuto di trovarmi in una dittatura senza saperlo.

Il nostro paese avrà tanti problemi, ma chi crede che andare a vivere all'estero risolva i problemi credo che rimarrà deluso.

Ciao

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Il nostro paese avrà tanti problemi, ma chi crede che andare a vivere all'estero risolva i problemi credo che rimarrà deluso.


Non temere. Senza che tu spenda per il biglietto di viaggio, sara' l'estero a raggiungerti in Italia.

Spero ti piaccia il "sistema russo". :-)

davide ha detto...

Distinta Chiara,

""Spero ti piaccia il "sistema russo". :-)""

Le russe mi piacciono tantissimo.

Scherzi a parte questo gridare al lupo al lupo lo trovo pericoloso, perchè non cìè nessun lupo.

Io leggo i girnali, ascolto la radio e guardo le televisioni e vedo che tutti dicono quello che vogliono.

Ci saranno degli episodi di intolleranza come quel ragazzo nero picchiato dai vigili e altre cose da condannare.

Però si tratta di episodi isolati che vanno combattuti: cose del genere sono avvenute anche in Francia e in Inghilterra.

ciao

Rez ha detto...

In Italia va tutto benissimo.

Gli italiani sono i più fortunati cittadini europei se non del mondo.

Perché abbiamo tutti 4 telefoni cellulari, due macchine, una casa, un muto che porta via metà del reddito, ben 6 televisioni e n giornali in mano alla stessa persona e, naturalmente, siamo i Campioni del Mondo dello sport di squadra più noioso che esista.

Fino a qui ho espresso e riportato solo delle opinioni personali.

Però...

Quindici giorni fa ho incontrato un ragazzo laureato in informatica nel 2005; aveva appena sostenuto un colloquio di lavoro in Svezia, perché *realisticamente* pur avendo un lavoro in Italia i rischi di rimanere a casa per come è la situazione attuale erano troppo forti.
Da notare che l'azienda svedese gli ha pagato il biglietto aereo solo per sostenere un colloquio.
Il che la dice lunga sul tipo di mentalità imprenditoriale in altri paesi.

Un mio carissimo amico da anni lavora come consulente in varie aziende italiane e per enti di certificazione internazionali.
Sta diversificando sempre di più la sua attività su clienti stranieri per avere un corridoio aperto di fuga in caso di problemi.

Io stesso ho valutato un offerta di lavoro in Belgio; avrei dovuto occuparmi dei clienti italiani (aziende) di questa società.
Se non ho accettato è perché ho scoperto il perché del fatto che il posto si era liberato.
E il perché era collegato proprio al tipo di serietà che i clienti in questione (aziende italiane aka imprenditori italiani) mantenevano da tempo.
Non ho accettato perché rischiare e cambiare vita mi sta bene; ma non vado in un posto dove ho già un piede in una fossa...a causa della stessa *furbizia* italica.

Se avessi capitale sufficiente mi piacerebbe aprire un azienda; a parte la classica Cina, da scoprire seriamente come mercato e non come luogo dove pago un c...o gli operai, c'è il sud della Russia dove chi adesso produce macchine agricole fa grandi affari.
E in altre zone dell'est nel mercato del legno, ad esempio.

Va bene tutto in questo paese.

Proprio tutto.

Non so se riuscirò ad andare via. Se si presenterà una buona occasione credo proprio di si.

Altrimenti si affonderà tutti assieme in allegria davanti alla tv seguendo una partita della Nazionale Campione del Mondo.

Buona vita

Bibi ha detto...

@davide

Ti devo ringraziare e parecchio. Era qualche giorno che avevo in testa una cosa ma non riuscivo a metterla giù in maniera decente; mi bloccavo e non riuscivo a scrivere in maniera fluida. Stamattina apro il blog di chiara, leggo questo tuo ultimo commento e luce fu! Tutto mi si è chiarito, ho cominciato subito a scrivere di getto e in pochissimo tempo sono riuscito a dare una forma all'idea che mi passava per la testa.Non sarà un pezzo che passerà alla storia ma a me basta. duval sa che io scrivo di getto, senza revisioni del testo, così tutto risulta più spontaneo e sincero e scevro di compiacimenti pseudoletterari. grazie.
a.y.s. Bibi

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Oggi mi sento un po' cosi'...

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Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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