martedì 9 settembre 2008

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Rusalka

Se pensi a lei, e ricomponi i frammenti che ti ha narrato con quelli che hai immaginato, riesci a vederla bambina, ragazza, donna; fasi di una vita decorate su un morbido drappo intessuto di luce lunare e neve. Logoro ma ricco di bellezza e dolore.

I suoi occhi, stelle cadenti innocenti dipingono, con i colori del cielo, declinanti colline ingabbiate fra i vitigni, quasi a voler imprigionare i ricordi. E’ il suo mondo quieto, talvolta sconvolto, dove tutto parla di lei.

Nelle notti di plenilunio la puoi scorgere sulla riva del fiume, rusalka misteriosa che profuma di pioggia; ti sembra quasi di sentirne il richiamo, zingaro come il lamento del violino. Ma forse e’ solo il vento che soffia da est.

1 commento :

Chiara di Notte - Klára ha detto...

Rispondo ad un anonimo, anzi a due, che mi hanno inviato i loro commenti da non pubblicare.
Il primo mi chiede "come mai" di questo mio post, che significato abbia, il motivo per il quale sia stato scritto.
Ebbene, non c'e' un vero motivo. Ci sono post che sono semplici commenti a fatti accaduti (di cronaca o di politica), ci sono racconti, ci sono incazzature, ed ogni tanto tiro fuori di queste cose che io chiamo "pensieri".
I pensieri fluiscono, non si possono fermare ed io ho la brutta abitudine di metterli giu' su carta che, in questo caso e' carta digitale.

Il secondo anonimo mi chiede se le parole siano "farina del mio sacco" oppure se trattasi di traduzione di qualche scritto russo oppure ungherese che io, scorrettamente, faccio risultare per mio.
Sicuramente quando "butto giu'" i "pensieri" qualche reminescenza di qualcosa che ho letto, e che si e' consolidata dentro di me, c'e', ma a livello conscio non esiste volonta' di copiare alcunche'. Quindi nessuna traduzione di testi sconosciuti agli italici, che sarebbe un modo alquanto facile di fare un blog. Adesso che mi ci fai pensare, quasi quasi...
Il post nasce comunque da qualcosa che credo di aver sognato. Un sogno in cui pioveva e c'era il suono di un violino.

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Oggi mi sento un po' cosi'...

Oggi mi sento un po' cosi'...

Tokaj-Hegyaljai Borvidék

Áldott tokaji bor, be jó vagy s jó valál, Hogy tsak szagodtól is elszalad a halál; Mert sok beteg téged mihely kezdett inni, Meggyógyult, noha már ki akarták vinni. Istenek itala, halhatatlan Nectár, Az holott te termesz, áldott a határ! (Szemere Miklós)

A Budapesttől mintegy 200 km-re északkeletre, a szlovák és az ukrán határ közelében található Tokaj-Hegyaljai Borvidék a Kárpátokból déli irányban kinyúló vulkanikus hegylánc legdélebbi pontján fekszik. A vidéket és fő községeit könnyen elérhetjük akár autóval (az M3 autópályán és a 3-as úton Miskolcig, onnan a 37-es úton), akár vonattal (több közvetlen vonat indul Budapestről és Miskolcról)

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